Ah, focaccia di Bari, regina dorata, sulla teglia rotonda, sei ben adagiata. Con l’olio che luccica, gemma solare, profumo che inebria l’aria del mare. Pomodorini rossi, confetti vermigli, olive spiritose, sono tesori da assaporare. Sale grosso che scrocchia, sinfonia gustosa, Nell’impasto soffice, delizia gioiosa. Al mattino fragrante, o a sera leggera, sei conforto sincero, gioia vera. Sotto il sole cocente, o al tiepido vento, sei un pezzo di Puglia, un dolce portento. Ogni morso è un viaggio, un sapore sincero, della terra che canta, del cielo sereno. Focaccia barese, semplice e divina, Nel cuore di Bari, la tua fiamma confina. di Cresy Caradonna@
In Puglia si producono circa 2,6 milioni di quintali di agrumi. Le due province a maggiore vocazione agrumicola sono quelle di Taranto e di Foggia. Nel Tarantino si producono soprattutto clementine, arance e mandarini, con oltre 1000 aziende che rappresentano circa il 10% dell’intero comparto agroalimentare jonico.
Proprietà nutrizionali dell’arancia
Le arance apportano solo 34 kcal per 100 grammi, pertanto sono indicate nei regimi dietetici che richiedono poche calorie. Per 100 grammi di arancia (parte edibile) sono presenti 87 grammi di acqua, circa 8 grammi di carboidrati, 1,6 di fibre, 0,7 di proteine e pochissimi grassi (0,2 g).
Questi agrumi sono apprezzati per il loro contenuto in acido ascorbico, sebbene l’apporto di vitamina C stimato in kiwi, peperoni, spinaci e fragole sia di gran lunga superiore.
L’olio essenziale (o essenza di Portogallo) ricavato da foglie e buccia dell’arancio è ricchissimo in limonene, monoterpene costituente l’80% o il 90% dell’intera essenza. Nell’olio essenziale si riscontrano anche aldeidi, linalolo, geraniale, cumarine, furocumarine e nerale.
Conosciutissima è l’essenza di neroli ma, a differenza di quanto si può pensare, l’arancio dolce non ne rappresenta la matrice di partenza: l’estratto di neroli è ottenuto esclusivamente dai fiori di arancio amaro.
Tra gli altri componenti chimici si ricordano citroflavonoidi, carotenoidi, flavanoni (narirutina ed esperidina), antocianine (cianidin-3-glucoside, tipico delle arance rosse), acidi idrossicinnamici (ferulico, cumarinico, caffeico) ed oli grassi.
Origini
L’arancio dolce è originario della Cina ma, con ogni probabilità, era già noto al tempo degli Antichi Romani nel primo secolo d.C. Fu introdotto nelle Penisola Iberica solo nel 1300. Si narra che gli Arabi portarono le arance in territorio siculo nel lontano IX secolo d.C.: in Sicilia, l’arancia veniva chiamata melarancia, mentre in letteratura assunse l’appellativo di portogallo fino al 1800. Ad ogni modo, i nomignoli attribuiti all’arancia sono numerosissimi: purtualli (in siciliano), portogàl (in dialetto ferrarese), partaall (in Abruzzo), partaall (in Liguria), naransa (in Veneto), purtiall (sul Gargano), portacallu (nel Salento) ecc.
Come preparare la Marmellata di arance
Per preparare la marmellata di arance, iniziate dalla sanificazione dei barattoli e dei tappi, facendo riferimento alle linee guida del Ministero della Salute riportate in fondo alla ricetta. Mentre i barattoli bollono, iniziate la preparazione: come prima cosa pelate le arance a vivo, eliminando tutta la parte bianca. Dividete poi la polpa di ciascun arancia a metà; da ogni metà ricavate 4 pezzi. Ripetete la stessa operazione per tutte le arance fino ad ottenere 1 kg di polpa di arance. Trasferitela poi in un tegame e unite lo zucchero.
Spostate sul fornello a fiamma media e non appena lo zucchero si sarà sciolto e la polpa avrà iniziato a disfarsi, abbassate la fiamma. Lasciate sobollire mescolando di tanto in tanto 8. Utilizzando un termometro per alimenti misurate la temperatura della marmellata di arance e non appena avrà raggiunto i 108° spegnete il fuoco; ci vorranno circa 60 minuti.
Utilizzando un imbuto trasferite la confettura calda nei vasetti, poi ripulite bene i bordi se dovessero essersi sporcati e chiudete con i propri coperchi, stringendo piuttosto energicamente. Capovolgete i vasetti e lasciateli raffreddare in questo modo prima di rimetterli in posizione eretta. Una volta che i barattoli si saranno raffreddati verificate se il sottovuoto è avvenuto correttamente: potete pigiare al centro del tappo e se non sentirete il classico “click-clack” il sottovuoto sarà avvenuto. La vostra marmellata di arance è pronta, attendete qualche giorno prima di gustarla!
Conservare la marmellata di arance in dispensa per 5 mesi al massimo. Prima di consumarla verificate sempre che il sottovuoto si sia mantenuto nel tempo.
=Da Giallo Zafferano sito web=
Per una corretta preparazione delle conserve fatte in casa rimandiamo alle linee guida del Ministero della Salute. Si tratta di un elenco di regole di igiene della cucina, della persona, degli strumenti utilizzati e sul trattamento degli ingredienti, pastorizzazione e conservazione, in modo da non incorrere in rischi per la salute.
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“Ti mangio il cuore“film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa Ti mangio il cuore è un film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa, tratto dall’omonimo romanzo d’inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini ed ispirato alla vera storia di Rosa Di Fiore prima pentita della mafia garganica. Presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra internazionale … Continua a leggere TI MANGIO IL CUORE: IL FILM→
La sua preparazione è semplice: basta lasciar andare la fantasia e sbizzarrirsi in forme e decorazioni.
INGREDIENTI
1 kg di farina 4 uova 200 gr di zucchero 200 gr olio extravergine d’oliva 15 gr di cremor tartar 1 bustina vanillina 5 gr di bicarbonato un pizzico di sale 100 ml di latte
Per decorare: uova sode confettini colorati
PREPARAZIONE
Impastare la farina con tutti gli ingredienti, aggiungendo il latte tiepido gradualmente, nella quantità necessaria ad ottenere un impasto liscio e compatto. Stendere l’impasto e con un tagliapasta, ritagliare dei dischi abbastanza larghi. Posizionare su ogni disco un uovo sodo e fissarlo con delle striscioline di pasta incrociate. Si può personalizzare a piacere la forma della scarcella, ritagliando come base la sagoma di un pupazzo, di una colomba, di una treccia, o di un cestino. Le uova sode per la decorazione possono anche essere precedentemente dipinte con coloranti naturali. Spennellare la…
La Scarcella è il dolce tipico della tradizione gastronomica pasquale pugliese, difatti la si prepara durante la Settimana Santa o nella settimana precedente e simboleggia la liberazione dal peccato originale; è un grosso biscotto di pasta frolla fatto con ingredienti semplici e genuini a km 0 (farina, olio e uova).
La sua forma può variare: spesso si modella una colomba, che è uno dei simboli della Santa Pasqua in quanto rappresenta la nascita di una nuova vita con un forte richiamo religioso alla Resurrezione di Cristo, ma può anche assumere le sembianze di coniglietto, cestino, cuore, ciambella, agnello ecc. La si decora con uova sode incorporate in diversi modi in base alla forma, a volte anche con il guscio dipinto a mano, o anche con ovetti di cioccolato, perline d’argento (alimentari) e confettini multicolore come quelli che si utilizzano per i porcedduzzi salentini.
Esistono varie ricette per preparare questo dolce nei diversi comuni della regione con variazioni nell’impasto; questa che segue è la ricetta classica. INGREDIENTI PER L’IMPASTO 500 g di farina 00 100 g di zucchero 3 uova 10 g di ammoniaca per dolci scorza grattugiata di 1 limone 50 g di latte tiepido 50 g di olio evo 1 pizzico di sale latte per spennellare ingredienti ricetta INGREDIENTI PER LA FARCITURA Uova sode Codette colorate Forme di animaletti in carta preparazione ricetta PREPARAZIONE SCARCELLA DI PASQUA Per realizzare la Scarcella di Pasqua, partite mettendo sulla spianatoia la farina a fontana. Aggiungete lo zucchero e mescolate con una forchetta. Inserite le uova una per volta, continuando sempre a mescolare. Sciogliete l’ammoniaca per dolci nel latte tiepido e lasciate assorbire le uova, inserendo a filo prima il latte e poi l’olio extra vergine d’oliva. A questo punto iniziate a lavorare il vostro impasto con le mani. Non appena ottenuto un composto liscio ed omogeneo mettetelo da parte e lasciatelo riposare coprendolo con una ciotola. Nel frattempo recuperate le forme di carta. Prendete un pezzo d’impasto e stendetelo su una spianatoia infarinata. Date la forma desiderata poggiando il disegno sulla base (dell’impasto). Al centro di ogni formina ottenuta poggiate l’uovo sodo che bloccherete con due strisce di impasto incrociate. Spennellate con il latte e decorate le codette a piacere. Se volete realizzare le coroncine, prendete un pezzo di impasto e dividetelo in tre parti. A questo punto utilizzando i polpastrelli date a ciascun pezzo la forma di un filone. Intrecciate come fareste con una semplice treccia ed unite gli estremi. Spennellate con latte e distribuite corallini e codette a piacere. Lasciate cuocere in forno preriscaldato a 170° per 30 minuti e la vostra Scarcella di Pasqua sarà pronta.
Mercoledì, 28 gennaio 2025 IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura. L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di … Continua a leggere IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA→
Con Passione di Gesù si intendono la sofferenza e l’agonia di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione. Insieme all’Incarnazione e alle successive Morte e Risurrezione, costituisce uno dei due misteri centrali del Cristianesimo.
Gli avvenimenti della Passione vengono celebrati dai cristiani di tutto il mondo nella “Settimana santa” (la settimana che precede la Pasqua).
Le “narrazioni della Passione”, in latino Passio, hanno origine dai Vangeli. L’uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino patior, “patire” inteso come “soffrire”. In seguito il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subito dai martiri.
#Gesù #CresyBlogger
(Deposizione – Opera del Caravaggio 1602-1604 Musei Vaticani Roma)
Sinossi evangelica La narrazione della Passione di Cristo è contenuta nei seguenti capitoli dei vangeli canonici:
Matteo 26-27 Marco 14-15 Luca 22-23 Giovanni 18-19
CALORIE PER PORZIONE: 350 TEMPO DI PREPARAZIONE: 35 min. CALORIE PER PORZIONE: 350 ECONOMICO: si VEGETARIANO: no Ingredienti per 4 persone : 160 gr. di pane grattugiato – 100 gr. di parmigiano grattugiato – 50 gr. di burro – 3 uova e un tuorlo – un pizzico di noce moscata – un litro e mezzo di brodo di carne – sale.
Preparazione: “Sciogliere il burro e mescolarvi pangrattato, uova e tuorlo, parmigiano, noce moscata e una presa di sale. Impastare tutto ottenendo una pasta dura; eventualmente, aggiungere pangrattato per indurire. Mettere l’impasto in uno schiacciapatate a fori larghi e schiacciarlo ottenendo dei vermicelli, da gettare nel brodo bollente cuocendoli per 5 minuti. Servire i passatelli in brodo con parmigiano.” CALORIE PER PORZIONE: 350 TEMPO DI PREPARAZIONE: 35 min. CALORIE PER PORZIONE: 350 ECONOMICO: si VEGETARIANO: no Ingredienti per 4 persone : 160 gr. di pane grattugiato – 100 gr. di parmigiano grattugiato – 50 gr. di burro – 3 uova e un tuorlo – un pizzico di noce moscata – un litro e mezzo di brodo di carne – sale.
Competizione al Fico Eatalyworld tra Puglia e Liguria
(ANSA) – BARI, 26 MAG – La focaccia pugliese, e in particolare quella barese dello storico panificio Fiore, è la più buona d’Italia. A decretarlo, a Bologna, il FICO Eatalyworld, parco tematico dedicato al settore agroalimentare e alla gastronomia. A sfidarsi a colpi di focaccia, Tony Fiore, titolare dell’omonimo panificio, e un panificatore di altissimo livello proveniente dalla Liguria. I due contendenti, inviati espressamente e nominalmente a Fico hanno impastato la focaccia, nei forni messi a disposizione. In Arena, invece, è stata realizzata la quantità necessaria affinché la giuria composta da un centinaio di persone qualificate, potesse degustare e votare. La vittoria del panificio barese è stata schiacciante. Soddisfatto ed emozionato Tony Fiore: “sono molto lusingato e devo dire che anche la focaccia ligure era molto gustosa. Ma – consentitemelo senza essere tacciato di presunzione – la Puglia non teme confronti, soprattutto quando si parla di gastronomia e alimentazione in generale”.
300 g farina zucchero g 100 più un po’ per spolverizzare 6 uova 1 limone latte olio extravergine d’oliva sale
Durata: 50 min
Per fare le scarcelle, lavorare la farina con lo zucchero, un po’ di sale e 2 uova; poi unite 2 cucchiai di olio, un goccetto di latte, la scorza grattugiata del limone e impastate ottenendo un composto liscio ed elastico. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigo per 30′. Stendetelo a mm 5 di spessore e ritagliatevi 3 colombe lunghe cm 26 e alte cm 13.
Ponetele in una teglia coperta di carta da forno, posate al centro un uovo dopo aver pulito il guscio con carta da cucina e fermatelo con 2 striscioline di pasta incrociate. Spennellate con uovo, spolverizzate di zucchero e infornate a 170 °C per 25′ circa. Potete ritagliare la pasta in altre forme e cospargerle con “diavolicchi” a piacere.
Lacucinapugliesesi caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gliingredientisono appunto finalizzati ad esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.
Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima dirapaalcavoloverde, alcardo, aipeperoni, allemelanzane, aicarciofi, tutti ilegumi, daifagioliallelenticchieallecicerchiee allefave, e tutti i prodotti del mare, in particolare dell’Adriatico; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare pastura che si rinviene lungo le sue coste, e dalle polle di acqua dolce che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo.
Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano daprovinciaa provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province diTaranto,BrindisieBari, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nellaprovincia di Foggia, più collinosa, e diLecce, più terragna.
Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè inprimaverae inestate, viene data preferenza alle verdure e alpesce, mentre nelle altre predominano i legumi, lapastafatta in casa condita con varisughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.
Il piatto più tipico è quello delle“Orecchietteal ragù di carne di cavallo”, la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le“Orecchiette con le cime di rapa”, la“cicoria con la purea di fave”, e quelle che ricollegano il territorio alMediterraneo, come i“Cavatellicon le cozze”o ilriso al forno alla baresechiamato pureriso, patate e cozze.
I piatti più diffusi sono comunque riprodotti nei vari ricettari in circolazione, mentre sarebbe opportuno far emergere alcune delle vecchie ricette ormai non più praticate, per il notevole impegno che richiedono, ma che, se non trascritte da qualche parte, potrebbero andare perdute.