LA MURGIA IN CENERE: LA PUGLIA CHE BRUCIA DIETRO LE CARTOLINE.

La Murgia in cenere: la Puglia che brucia dietro le cartoline.


Il fumo si alza denso sulla pietra, e quello che resta è solo il nero del silenzio.

Foto dal web

In questi giorni in cui la Puglia viene raccontata quasi esclusivamente come il luna park dell’estate infinita, come la terra da bere e da consumare tra spiagge dorate e borghi addobbati a festa, c’è un’altra terra che muore in silenzio. È la Murgia. Divorata dalle fiamme, ridotta a un cumulo di ceneri da un fuoco che non dà tregua.

Dietro ai numeri dei bollettini estivi, ci sono le vite. C’è la storia di Antonio Forte, un nome e una faccia che racchiudono il dramma di un’intera comunità. La sua azienda agricola, il lavoro di una vita intera, spazzato via in poche ore dalla furia cieca del fuoco.

Una sola buona notizia, minuscola in mezzo al disastro: gli animali sono salvi. Portati via in fretta, strappati al muro di fuoco. Ma ora c’è il dopo. Ora quegli animali, messi al riparo, non hanno più cibo, non hanno più una casa, mentre intorno a loro è rimasto solo un deserto carbonizzato.

La storia di Antonio non è un’eccezione. È il ritratto fedele di una Murgia dimenticata, quella che non fa tendenza sui social e che non riempie i feed delle vacanze. È la spina dorsale della nostra regione, fatta di allevatori, di terra dura, di fatica quotidiana e di un legame viscerale con il paesaggio. Quando brucia la Murgia, non bruciano solo sterpaglie o alberi isolati: brucia la nostra storia, la nostra radice più profonda.
Non possiamo continuare a guardare alla Puglia solo come a una cartolina turistica. La nostra terra è anche questa: è la disperazione di chi vede il proprio sudore ridotto in fumo, è il pianto di chi sa che ricostruire tutto richiederà anni di silenziosa solitudine.
A chi ha perso tutto va molto più della solidarietà di facciata. Va un sussulto di coscienza. Perché finché penseremosi continuerà a guardare alla Puglia solo come a un luogo di passaggio per il divertimento estivo, girandosi dall’altra parte mentre la nostra casa brucia.

Crescenza Caradonna

Mentre la Puglia viene raccontata come una cartolina patinata, un'altra terra brucia in silenzio. Il dramma degli incendi sulla Murgia, la devastazione dell'azienda agricola di Antonio Forte e la resistenza di un entroterra che non fa notizia, ma che rappresenta l'autentica spina dorsale della nostra regione.

SAN NICOLA DI BARI


Buon san Nicola
Auguri a tutti coloro che portano questo nome.


“Per San Nicola di Bari”
🙏🏻
O dolce San Nicola di Bari,
con la tua preghiera ci guidi
verso la strada della speranza
e ci doni la fede che mai svanisce.

Nella tua sacra Basilica,
tra le antiche colonne di marmo,
in ginocchio pregano i fedeli,
con il cuore pieno di amore e calore.

Ora che il mondo è così frenetico,
ci doni la pace e la serenità,
e ci ricordi che l’amore è l’unico vero tesoro,
che possiamo condividere con umiltà.

Con il tuo santo esempio,
ci insegni l’umiltà e l’umana devozione,
e ci guidi sulla via della bontà,
verso la salvezza e la redenzione.

O dolce San Nicola, santo protettore,
che con la tua preghiera ci consoli,
aiutaci a vivere secondo la tua volontà,
e a seguire sempre il tuo esempio di vita santa e pia.
Cresy Crescenza Caradonna



– Icona serba di san Nicola coi ritratti dei donatori, re Uroš Milutin e Simonida (1319; Bari, Basilica di San Nicola, cripta)-
(È questa la vera immagine del Santo)



LA STORIA DI SAN NICOLA

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FARO DI PUNTA SAN CATALDO: IL FARO DELLA CITTÀ DI BARI.

ARTICOLI/FARI D’ITALIA/FARO DI BARI


Faro di Punta San Cataldo

Faro della città di Bari

Il faro di Punta San Cataldo di Bari è il faro portuale del capoluogo della Puglia. È il terzo faro più alto d’Italia e il 22º nel mondo.

Costruito nel 1869, con i suoi 380 scalini, si trova all’interno di un giardino recintato, chiuso da un cancello in ferro che conduce ad una struttura bianca a due piani che regge la torre ottagonale.

La gestione e manutenzione del San Cataldo è affidata all’Arsenale militare marittimo di Taranto, che controlla anche l’Abruzzo, il Molise, la Basilicata e la Calabria.

Il faro di Bari si trova a nord della città, nei pressi della Fiera del Levante e del Porto, sul lungomare Starita.

La struttura muraria portante è in tufo.

La frequenza luminosa della lanterna dura in tutto 20 secondi: tre lampi da 0,2 secondi, intervallati da un doppio periodo di buio di 3,8 e un terzo più lungo di 11,8.

Ma oltre a immagini e filmati sul faro vi è una stanza dove si mette in risalto il lavoro di

Si può visitare, presso il Faro di Bari, una interessante “MOSTRA DI RADIO” con immagini e filmati che vanno dal 1910 al 1950  che mettono in risalgo il lavoro di GUGLIELMO MARCONI.

NOTIZIE E INFO

I visitatori saranno accolti da un video-racconto, poi potranno visitare la sala dedicata alla storia della radio, ammirare reperti storici sui collegamenti via etere, approfondire la storia della prima trasmissione radio e scoprire gli apparecchi in esposizione, che provengono dalle collezioni di Alberto Chiantera e dell’Associazione italiana radioamatori-sezione di Bari.

Il museo nasce nel contesto del recupero di tre fari e tre torri costiere della regione nell'ambito dell'Interreg Co.He.N. (Coastal heritage network, Interreg Grecia-Italia 2014-2020) promosso e finanziato dalla Regione Puglia. Nel programma sono inseriti anche il faro torre San Giovanni a Ugento (Lecce) e la torre San Felice a Vieste (Foggia), già aperti e fruibili. Così come la torre Pietra a Margherita di Savoia, la torre Calderina a Molfetta e il faro di Punta Palascia a Otranto.

IL FARO DI SAN CATALDO, BARI

“La Regione Puglia – spiega il governatore Michele Emiliano – ha coordinato un’operazione di recupero e riallestimento di queste strutture, trasformandole in luoghi vivi e di cultura, che custodiscono l’identità dei nostri paesaggi e la memoria della nostra storia”. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, evidenzia che nel faro San Cataldo “gli spazi espositivi offriranno ai visitatori l’opportunità di conoscere la storia dei fari e delle torri costiere di Puglia e di approfondire la conoscenza del mondo della radio e di Guglielmo Marconi”.
Il Museo del faro e della radio è gestito, in convenzione con il comune di Bari, dall’associazione Vedetta sul Mediterraneo, in collaborazione con l’associazione Mar di Levante e l’Associazione radioamatori italiani-sezione di Bari. Direttrice onoraria è la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti.


CHIUDE LO STORICO PANIFICIO SANTA TERESA A BARI VECCHIA


21 nov.2024


Il 31 dicembre chiuderà lo storico panificio “Santa Teresa”, uno dei tre forni rimasti attivi a Bari Vecchia. Il 75enne proprietario Nicola Violante ha ammesso di essere stanco di lavorare dopo decenni di attività.

Il panificio, situato dal 1948 su strada Santa Teresa dei Maschi, a pochi passi dalla chiesa omonima, è da sempre stato caratterizzato da un piano cottura girevole che viene fatto ruotare tramite un “timone” a pedale prima di entrare nel forno.

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CHIESA DI SANTA CANDIDA: ASPETTANDO IL RECUPERO.

Cronaca Cittadina/ Bari/



Sono anni che si discute con le istituzioni del recupero della chiesa di Santa Candida ma come al solito le parole volano e la struttura continua la sua corsa verso un declino di cui non resterà più nulla da restaurare. La struttura è sotto la custodia dell’ArcheoClub Italo Rizzi di Bari, promotore del un progetto di salvaguardia di Santa Candida, il tempio che sorge sul fianco est di Lama Picone. Stiamo parlando di un sito di notevole importanza storica-artistica, di 120 metri quadri di ampiezza risulta essere la più grande basilica rupestre non solo del barese ma di tutta la Puglia. Fu edificato come luogo di culto tra il IX e l’XI secolo d.C. ad opera di comunità religiose bizantine stanziatesi a Bari, anche se si pensa che possa risalire addirittura al periodo paleocristiano altomedievale.
Il sito è una vera chiesa quindi, inserita in uno dei tanti ipogei presenti a Bari: ambienti sotterranei scavati dall’uomo, la maggior parte dei quali situati all’interno delle nove lame cittadine. Nonostante tutto Santa Candida continua a giacere nel degrado più selvaggio : non vi è un sentiero adeguato per arrivare al sito e la zona antistante l’ingresso è utilizzata come discarica selvaggia a cielo aperto a cielo aperto. Inoltre, nonostante protetta da una grata che impedisce l’accesso agli estranei, la chiesa nel tempo ha subito diversi atti vandalici e graduali cedimenti strutturali che ne stanno minando l’integrità’ della strutturali





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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE A BARI


La giornata internazionale della lingua madre è una celebrazione indetta dall’UNESCO per il 21 febbraio di ogni anno per promuovere la madrelingua, diversità linguistica e culturale e il multilinguismo.
Istituita nel 1999, nel 2007 è stata riconosciuta dall’Assemblea generale dell’ONU, contemporaneamente alla proclamazione del 2008 come Anno internazionale delle lingue.


Si è svolta a Bari presso la sede della SAID , Associazione Internazionali Docenti, sita in via Intendenza, 18/a nella zona vecchia della città di Bari, la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE 2024.

La Giornata internazionale della madre lingua viene celebrata ogni anno il 21 febbraio, con l’obiettivo di promuovere la diversità linguistica e culturale nel mondo. Questa giornata è stata istituita dall’UNESCO nel 1999 per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle lingue madri e per preservare la loro diversità e vitalità. La madre lingua è quella che ci accompagna fin dalla nascita, quella con cui impariamo a comunicare con il mondo e che ci lega alle nostre radici culturali e identitarie. Ogni lingua è un tesoro da custodire e valorizzare, poiché riflette la storia, la tradizione e la ricchezza di un popolo. La giornata internazionale della madre lingua ci ricorda l’importanza di preservare e promuovere le lingue minoritarie e di tutelare i diritti delle comunità linguistiche, per una società più inclusiva e rispettosa delle diversità. Ogni lingua è un patrimonio unico e irripetibile, e celebrare la propria madre lingua significa anche celebrare la ricchezza e la bellezza della diversità culturale nel mondo.


Sulle ali del vento, parole danzano,
il cuore della madre lingua risplende
in essa il passato e il presente si intrecciano,

memorie antiche che il tempo difende.
Parole dolci come carezze al cuore,
suoni antichi che raccontano storie,

la madre lingua, un dono di valore,
che porta con sé antiche memorie.

Celebriamo questa giornata speciale,
onorando la lingua che ci lega,
con voce forte, in un coro universale,
la madre lingua, tesoro che protegga.

La nostra lingua madre, la nostra terra,
collega le nazioni
attraverso te, tutte le cose sono condivise,
in uno, radunandoci.

Tu, madre di tutte le lingue,
della diversità universale,
in te tutti si uniscono
uniti, sotto un’unica verità.

Attraverso te parliamo e comprendiamo
in te esprimiamo i nostri sentimenti,
tu sei il collegamento tra le nazioni
tra le culture.

Tu sei il paese, tu sei la casa
conosciuta da tutte le nazioni,
tu sei la lingua internazionale
in te siamo tutti un solo Paese.

Grazie, madrelingua
attraverso te, siamo uno
Una voce, un paese.


La serata organizzata dalla prof. Virna Iacobellis presidente Said Associazione Docenti Bari con la collaborazione del prof.Nicola Cutino presidente Associazione Mondo Antico e Tempi Moderni Bari, ha visto la partecipazione di un folto pubblico di estimatori della lingua vernacolare e italiana che si sono riuniti per celebrare la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE 2024.
La serata ha visto la presenza del dott. Antonio Peragine vice presidente di RETEWEBITALIA.NET primo network italiano di 60 quotidiani online,giornalista e Direttore che ha registrato la serata per gli amici pugliesi residenti all’estero.
Ospite il dott.Giuseppe Cascella presidente Commissione Culture Sport presso il Comune di Bari che ha fatto in sintesi il punto della situazione culturale della città pugliese.
Ospite dott.ssa Crescenza Caradonna direttrice del giornale online PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO, presente su due piattaforme internet (https://cresypuglia.home.blog/), (https://daamarepuglia.wordpress.com/), gruppo fb (pugliadaamarequotidiano.it ) e pagina fb ( PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE • Follower: 4360 ).
Da ricordare l’artista Catia Cavone che ha donato una sua opera molto significativa che rappresenta un vicolo della città vecchia di Bari dal titolo: Il profumo di Bari.
Molti tra poetesse e poeti sono intervenuti con le loro liriche che hanno deliziato i presenti.
Le popizze e le sgagliozze tipiche della cucina barese hanno ingolosito i palati degli invitati concludendo la bella serata in allegria e convivialità.
Cresy Caradonna






“Bari Amore mio”

Bari amore mio
Bari mare e sole

Bari il calore della gente
Bari crocevia di popoli

Bari nel mio cuore,
sento l’odore del mare
ovunque io vada

sento i profumi del borgo antico
ovunque io mi trovi
sento nostalgia di te
solare e azzurra città,

barche e marinai attraccano al molo
chi pesca,
chi ripara le reti,
chi ricorda vecchie storie,
questa è Bari

Bari viva
Bari delle genti
Bari amore mio.

Cresy Crescenza Caradonna
dir. di

PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE
e

di Io Amo Bari



pugliadaamareonline@gmail.com
Info/Contatti



IL CASTELLO ARAGONESE DI TARANTO

IL CASTELLO ARAGONESE DI TARANTO
Castello Aragonese (Taranto)
castello di Taranto, Italia
La storia del Castello Arago­nese di Taranto ha consentito di co­noscere e raccontare la tragica vita del generale dell’esercito di Napo­leone e il suo rapporto con uno dei più conosciuti romanzi della lette­ratura mondiale, il Conte di Mon­tecristo. Non tutti, ancora, sanno che non solo il protagonista non è del tutto un’invenzione, ma che l’i­spirazione sia nata dalle avventure vissute nel castello tarantino da un uomo realmente esistito. L’uomo in carne e ossa che ha ispirato allo scrittore francese Alexandre Du­mas la figura del protagonista del romanzo “Edmond Dantès” era Alex Dumas, suo padre, morto quando lui aveva solo quattro anni.

Nato nella colonia francese di Saint Domingue nel 1762, da uno spregiudicato aristocratico e da una schiava nera, la vita del mulat­to Alex non inizia sotto i migliori auspici: suo padre vende lui, sua madre e i suoi fratelli per pagarsi il viaggio di ritorno in Normandia. Sei mesi dopo, la sua fortuna cam­bia: il padre lo riscatta dalla schia­vitù e lo porta con sé in Francia e, dopo essersi arruolato nell’esercito, Alex diviene uno dei soldati più affascinanti e valorosi. All’epoca in cui Napoleone invade l’Egitto, Alex è ormai diventato generale. Napoleone comincia a sentirsi mi­nacciato da questo prestante e or­mai celebre nobile mulatto, le cui gesta avevano assicurato le Alpi alla Francia, e orchestra la sua ro­vina. Dumas fugge dall’Egitto e, costretto da un naufragio, sbarca a Taranto, dove viene catturato e rinchiuso in prigione dai Borboni.

Nella prigione di Taranto, collocata proprio nel Castello Aragonese, il generale Dumas resterà due anni scampando più volte alla morte architettata dai nemici sanfedisti, affrontando le sue prove più dure, quelle che ispireranno una delle maggiori opere di narrativa del mondo.
«Sì, mio padre era un mulatto, mio nonno un negro e il mio bisnonno una scimmia. Come vede, signore, la mia famiglia comincia dove la sua finisce».

La più bella risposta che si possa dare a un razzista è di Alexandre Dumas, che a metà Ottocento rispose così a un imbecille che lo aveva disprezzato per le sue origini africane.


Il castello aragonese (o castel Sant'Angelo), con la sua pianta quadrangolare e il vasto cortile centrale, occupa l'estremo angolo dell'isola su cui sorge il borgo antico della città di Taranto.

PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione

LA BANDIERA DELLA PUGLIA



La bandiera della Puglia è utilizzata dal 1995, ma fu adottata ufficialmente dal 10 agosto 2001.

Essa è costituita da:

  • uno scudo sormontato dalla corona Federiciana, formato a sua volta da:
    • sei cerchi alla sommità, che rappresentano le sei province pugliesi (prima della creazione della provincia di Barletta-Andria-Trani erano cinque).
    • un ottagono centrale, rappresentante la pianta ottagonale di Castel del Monte, esso stesso riferimento a Federico II di Svevia.
    • un albero di ulivo, simbolo delle campagne pugliesi.

Nella bandiera sono presenti soprattutto i colori: oro, bianco, rosso, verde e azzurro.




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25° anniversario della morte di Alfredo Giovine

Anniversario, Dialetto barese, Bari, Puglia


scritto da Cresy Caradonna

25° anniversario della morte di Alfredo Giovine
Martedì 25 agosto 2020 – dalle ore 19.00
Terrazza Circolo Barion -Bari-
Amici e parenti si son dati appuntamento per ricordarlo
con letture di brani, poesie, aneddoti e testimonianze.

Ndratande c’arrive u 25 Aguste o Barionne: “Ci non ganosce a BBare / Le cose de stu paìse / CChiù de le frastìire / Sò probbie le barise” .


Articoli del blog

  • IL PERCHÉ A BARI GLI ALBERI VENGONO TAGLIATI: I CANTIERI BRT.
    A Bari gli alberi vengono tagliati principalmente per fare spazio ai cantieri del BRT (Bus Rapid Transit), il nuovo sistema di trasporto rapido. I motivi dei tagli.
  • OCEANIA (MOANA) IL FILM ANIMATO DISNEY
    CINEMA/ RECENSIONI  Oceania esordisce in vetta, Odissea sopra i 50 milioni di euro – Il box office di mercoledì 19 agosto Oceania (Moana), la pellicola live action che ricrea fedelmente il film animato Disney del 2016. Al suo esordio nelle sale italiane la pellicola sbanca il box office. Il video ufficiale più recente per il … Continua a leggere OCEANIA (MOANA) IL FILM ANIMATO DISNEY
  • VERSI A SETTEMBRE: EVENTO VIRTUALE SU FB
    VERSI A SETTEMBRE L’estate sfuma dolcemente in una nuova luce, e con essa si riaprono le porte della poesia. Per inaugurare il mese di settembre, vi invitiamo a un evento poetico virtuale, uno spazio di ascolto e condivisione dedicato alla bellezza della parola. Un incontro in cui la voce dei versi si fa eco tra … Continua a leggere VERSI A SETTEMBRE: EVENTO VIRTUALE SU FB
  • RASSEGNA STAMPA
    LA STAMPA
  • CINEMA : MARTIAN CHILD REGIA DI MENNO MEYJES
    Un piccolo extraterrestre, un marziano di nome Dennis, è stato lasciato sulla Terra con una missione: studiare gli esseri umani e ogni cosa si trovi sul nostro pianeta. Per questo motivo si preoccupa di catturare tutto quello che gli capita a tiro di macchina fotografica, raccoglie qualsiasi cosa animata o no per i suoi approfonditi studi ed ha uno speciale apparecchio per comunicare con il mondo utilizzando il suo linguaggio marziano. Inoltre, ha poteri speciali, è capace di formulare un certo numero di desideri marziani che si avverano solo sulla terra. È questa una cosa preziosa per l’unica persona che fa uscire


GIANNI CIARDO RICORDA MARIOLINA DE FANO


Puglia, Attualità, Bari


GIANNI CIARDO

Gianni Ciardo (Bari, 21 luglio 1949) è un attore, cabarettista e musicista italiano


Gianni Ciardo

GIANNI CIARDO RICORDA MARIOLINA DE FANO
scritto da Cresy Caradonna


Ciao Mariolina De Fano!

Bene! Ci siamo finalmente! Sono passati i fatidici tre giorni dalla morte di Mariolina De Fano.
Ciao Mariolina…finalmente soli!
Chiedo scusa per il voluto ritardo, ma ho lasciato spazio ai parenti, amici, nemici, ipocriti, colleghi e chiunque si sia improvvisato promotore della notizia!
Si potrebbe dedicare a te una strada, ma perché farti calpestare? Che male hai fatto?
Mariolina, abbiamo calcato tutti i teatri della nostra stessa Puglia già dal 1976.
La mia canzone “Pasquina” cantata con te, ha stampato una pagina artistica, folkloristica, teatrale, senza nemmeno aver frequentato mai nessuna Accademia o laboratorio teatrale e senza nemmeno presunzione.
Mariolina grazie!
Nasciamo dallo stesso buco e moriamo in buchi diversi, solo questo ci distingue!
E’ una prassi.
Tu ti sei allontanata prima di me, non per essere Primadonna (anche perché lo eri già), ma solo per circostanza.
Mi piacerebbe che ognuno che si approfittasse della tua morte, meditasse, perché la pubblicità costa e l’unico vantaggio sarebbe soltanto che non c’è Siae.
Mariolina hai colto il momento buono per fuggire.

Ti saluto e ti invito ad andare in sogno a qualcuno. Molti darebbero la vita pur di fare Teatro e andare sui giornali, Tu no!
Il Teatro, l’ha data a te!
Ciao Mariolina, ti aspetto, però non dire niente a nessuno, anche perché la gelosia è assai!
Salutami tutti.

Gianni Ciardo


Vito Signorile, Gianni Ciardo, Nicola Pignataro e Uccio De Santis

GIANNI CIARDO PASQUINA 1978
15.618 visualizzazioni
•11 ago 2013

RICORDANO MARIOLINA DE FANO

https://www.rainews.it/tgr/puglia/video/2020/08/pug-morte-Mariolina-De-Fano-2b5d2a2b-c0a8-47d2-93e8-cbc37f9df126.html