Oro rosso di Puglia: l’eccellenza delle nostre ciliegie sfida i mercati internazionali.

Gio 4 Giu 2026

Oro rosso di Puglia: l’eccellenza delle nostre ciliegie sfida i mercati internazionali.

Qualità superiore e gusto inconfondibile, ma il comparto vive tra le contraddizioni di un mercato complesso. Raccontiamo il valore del nostro prodotto simbolo.

La ciliegia pugliese non è solo un frutto; è l’identità di un territorio. Nota in Italia e sempre più ricercata sui mercati esteri per le sue proprietà organolettiche e la sua dolcezza, l’oro rosso di Puglia rappresenta uno dei pilastri dell’economia agricola regionale.
Quest’anno la qualità è eccellente, frutto di una sapiente cura che i nostri agricoltori dedicano a ogni singola pianta. Tuttavia, il settore è spesso segnato da una “beffa”: nonostante la richiesta elevatissima da parte dei consumatori e della grande distribuzione, il prezzo riconosciuto all’origine non sempre premia adeguatamente l’impegno profuso.
È necessario continuare a promuovere la tracciabilità e la valorizzazione del marchio pugliese, affinché la fatica di chi lavora nei frutteti non venga oscurata dalle dinamiche di una filiera spesso troppo lunga. La nostra missione, come testata, è sostenere questo prodotto straordinario, invitando i lettori a scegliere consapevolmente la qualità locale, quella che porta con sé il sole e la passione della nostra Puglia.

A cura di Cresy

(Crescenza Caradonna)
Direttrice

#pugliadamare24 #ororosso #ciliegiepugliesi #eccellenzaitaliana #agricoltura #territorio

Quando il cibo diventa emozione, benessere e poesia

Articolo Blog Colori Sapori Mediterraneo

Quando il cibo diventa emozione, benessere e poesia

Tra i colori della Puglia e il profumo del mare, il cibo mediterraneo diventa emozione, benessere e poesia condivisa.

Ci sono luoghi nel mondo in cui il cibo non è soltanto nutrimento. È memoria, racconto, identità. È il sorriso di una tavola apparecchiata all’improvviso, il profumo dell’olio nuovo che danza sul pane caldo, il rosso vivo dei pomodori maturati sotto il sole del Sud. La Puglia, autentica culla del Mediterraneo, custodisce da sempre questa meravigliosa filosofia della vita: mangiare bene per vivere meglio, insieme.

Il cibo mediterraneo è un trionfo di colori ed emozioni. Il verde intenso degli ulivi secolari, l’oro luminoso dell’olio extravergine, il viola profondo delle melanzane, il rosso acceso delle ciliegie e dei pomodori: ogni sfumatura sembra raccontare una stagione dell’anima. Non esiste monotonia nella cucina mediterranea; ogni piatto è una festa semplice e autentica che coinvolge i sensi e il cuore.

Ma il Mediterraneo non parla soltanto al gusto. Parla al benessere.

Frutta fresca, verdure di stagione, legumi, pesce azzurro, cereali, erbe aromatiche e olio d’oliva compongono una cucina antica e sapiente, capace di nutrire il corpo con equilibrio e leggerezza. È una cucina che cura senza ostentare, che insegna il valore della semplicità e della genuinità. Mangiare mediterraneo significa rallentare, respirare il profumo della terra e rispettare il ritmo naturale delle cose.

E poi c’è il mare. Sempre presente. Sempre vicino.

Il mare Mediterraneo non è soltanto un orizzonte geografico: è un modo di sentire. Entra nei piatti con il sapore del sale, nei racconti delle famiglie, nelle terrazze illuminate dal tramonto, nelle cene estive che sembrano non finire mai. Attorno a una tavola mediterranea nasce la convivialità: si condivide il pane, il vino, la parola, il silenzio. Si condivide la vita.

Forse è proprio questo il segreto della dieta mediterranea: non essere una semplice alimentazione, ma una cultura dell’armonia. Un incontro continuo tra salute e piacere, tra tradizione e poesia.

In Puglia tutto questo si avverte con particolare intensità. Basta attraversare una campagna di ulivi argentati o fermarsi in una piccola masseria per comprendere quanto il cibo possa diventare emozione autentica. Ogni frutto sembra custodire il sole, ogni ricetta porta con sé la voce delle nonne, ogni tavola racconta un’antica forma d’amore.

Ed è allora che comprendiamo una verità semplice e meravigliosa: i colori del Mediterraneo non nutrono soltanto il corpo, ma illuminano anche l’anima.


Cresy Crescenza Caradonna


Il silenzio che il mare scrive

Libro consigliato



Colori ed Emozioni
del Cibo Mediterraneo

SANO, AUTENTICO, CONDIVISO: IL GUSTO CHE
NUTRE IL CORPO E L’ANIMA

IN PUGLIA PRODUZIONE DI AGRUMI


In Puglia si producono circa 2,6 milioni di quintali di agrumi. Le due province a maggiore vocazione agrumicola sono quelle di Taranto e di Foggia. Nel Tarantino si producono soprattutto clementine, arance e mandarini, con oltre 1000 aziende che rappresentano circa il 10% dell’intero comparto agroalimentare jonico.



Proprietà nutrizionali dell’arancia

Le arance apportano solo 34 kcal per 100 grammi, pertanto sono indicate nei regimi dietetici che richiedono poche calorie. Per 100 grammi di arancia (parte edibile) sono presenti 87 grammi di acqua, circa 8 grammi di carboidrati, 1,6 di fibre, 0,7 di proteine e pochissimi grassi (0,2 g).

Questi agrumi sono apprezzati per il loro contenuto in acido ascorbico, sebbene l’apporto di vitamina C stimato in kiwi, peperoni, spinaci e fragole sia di gran lunga superiore.

L’olio essenziale (o essenza di Portogallo) ricavato da foglie e buccia dell’arancio è ricchissimo in limonene, monoterpene costituente l’80% o il 90% dell’intera essenza. Nell’olio essenziale si riscontrano anche aldeidi, linalolo, geraniale, cumarine, furocumarine e nerale.

Conosciutissima è l’essenza di neroli ma, a differenza di quanto si può pensare, l’arancio dolce non ne rappresenta la matrice di partenza: l’estratto di neroli è ottenuto esclusivamente dai fiori di arancio amaro.

Tra gli altri componenti chimici si ricordano citroflavonoidi, carotenoidi, flavanoni (narirutina ed esperidina), antocianine (cianidin-3-glucoside, tipico delle arance rosse), acidi idrossicinnamici (ferulico, cumarinico, caffeico) ed oli grassi.


Origini

L’arancio dolce è originario della Cina ma, con ogni probabilità, era già noto al tempo degli Antichi Romani nel primo secolo d.C. Fu introdotto nelle Penisola Iberica solo nel 1300. Si narra che gli Arabi portarono le arance in territorio siculo nel lontano IX secolo d.C.: in Sicilia, l’arancia veniva chiamata melarancia, mentre in letteratura assunse l’appellativo di portogallo fino al 1800. Ad ogni modo, i nomignoli attribuiti all’arancia sono numerosissimi: purtualli (in siciliano), portogàl (in dialetto ferrarese), partaall (in Abruzzo), partaall (in Liguria), naransa (in Veneto), purtiall (sul Gargano), portacallu (nel Salento) ecc.


Come preparare la Marmellata di arance

Per preparare la marmellata di arance, iniziate dalla sanificazione dei barattoli e dei tappi, facendo riferimento alle linee guida del Ministero della Salute riportate in fondo alla ricetta. Mentre i barattoli bollono, iniziate la preparazione: come prima cosa pelate le arance a vivo, eliminando tutta la parte bianca. Dividete poi la polpa di ciascun arancia a metà; da ogni metà ricavate 4 pezzi. Ripetete la stessa operazione per tutte le arance fino ad ottenere 1 kg di polpa di arance. Trasferitela poi in un tegame e unite lo zucchero.

Spostate sul fornello a fiamma media e non appena lo zucchero si sarà sciolto e la polpa avrà iniziato a disfarsi, abbassate la fiamma. Lasciate sobollire mescolando di tanto in tanto 8. Utilizzando un termometro per alimenti misurate la temperatura della marmellata di arance e non appena avrà raggiunto i 108° spegnete il fuoco; ci vorranno circa 60 minuti. 

Utilizzando un imbuto trasferite la confettura calda nei vasetti, poi ripulite bene i bordi se dovessero essersi sporcati e chiudete con i propri coperchi, stringendo piuttosto energicamente. Capovolgete i vasetti e lasciateli raffreddare in questo modo prima di rimetterli in posizione eretta. Una volta che i barattoli si saranno raffreddati verificate se il sottovuoto è avvenuto correttamente: potete pigiare al centro del tappo e se non sentirete il classico “click-clack” il sottovuoto sarà avvenuto. La vostra marmellata di arance è pronta, attendete qualche giorno prima di gustarla! 

Conservare la marmellata di arance in dispensa per 5 mesi al massimo. Prima di consumarla verificate sempre che il sottovuoto si sia mantenuto nel tempo. 

=Da Giallo Zafferano sito web=


Per una corretta preparazione delle conserve fatte in casa rimandiamo alle linee guida del Ministero della Salute. Si tratta di un elenco di regole di igiene della cucina, della persona, degli strumenti utilizzati e sul trattamento degli ingredienti, pastorizzazione e conservazione, in modo da non incorrere in rischi per la salute.

Immagine dal web


IN PUGLIA I LATTICINI PIÙ BUONI.

❤️PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE ❤️
Mozzarelle, ricotta e tanto altro…amore in tavola!
(foto dal web)


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Ricetta delle “CHIACCHIERE”

Dolci|Ricette Facili by Cresy


Festeggiamo con la:
«Ricetta delle Chiacchiere»


Il Carnevale
Il carnevale è la festa più divertente e colorata dell’anno, allegra e spensierata! È una festa dalle origini religiose, si festeggia, infatti, subito prima della Quaresima.

Tipico dolce di carnevale, amato dai grandi e dai piccoli, semplice da realizzare e gustoso! Ecco a voi di seguito la ricetta per preparare le chiacchiere.

Ingredienti (circa 80 chiacchiere):

50 g di burro
1 bustina di vanillina
4 uova (3 + il tuorlo di una)
500 g farina
6 g di lievito in polvere in bustina
70 g di zucchero
25 ml di grappa
sale
olio
zucchero a velo

Preparazione

Disponete su un ripiano la farina a fontana con il lievito, al centro mettete il burro, lo zucchero, la vanillina, 3 uova intere e il tuorlo di un’altra, la grappa ed un pizzico di sale. Lavorate bene gli ingredienti, per almeno 10 minuti, finché l’impasto sia liscio e compatto e formate una palla che lascerete riposare avvolto da un canovaccio leggermente infarinato per 30 minuti almeno.

Con il matterello, poi, spianate la pasta su un piano infarinato fino ad ottenere una sfoglia non troppo sottile, se mentre stendete la pasta si sfalda, ripiegatela e passatela in un po’ di farina. Con una rotellina tagliate delle strisce abbastanza ampie e fate al centro di ogni striscia due tagli centrali e paralleli seguendo la lunghezza.

Fate friggere le strisce in un pentolino pieno di olio ben caldo (non bollente), girandole più volte e prestando attenzione a non farle bruciare, alzatele quando saranno dorate e fatele scolare su una carta assorbente.

Fatele raffreddare e poi cospargetele di zucchero a velo.

Una variante più light prevede la cottura in forno. In questo caso, basta che le chiacchiere siano più sottili e poi bisogna adagiarle su una teglia rivestita di carta da forno e cuocerle in forno a 180° per 10 minuti circa, finché non si colorano leggermente).

Buona preparazione a tutti!!!
🎭

#pugliadaamareonline

di Crescenza Caradonna

https://www.facebook.com/crescenzacaradonna


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MIKI DE RUVO UNA VOCE CHE NON C’È PIÙ.

CRONACA È morto ieri Miki De Ruvo, nato a Conversano nel settembre 1949, regista, direttore televisivo e produttore che ha attraversato teatro e televisione con una voce libera e indocile. La sua carriera parte dal teatro pugliese — Controteatro, Kismet, Abeliano — e prosegue nella televisione locale, dove fu direttore di Telebari e collaboratore di…

PREMIATA CRESCENZA CARADONNA A NAPOLI PER IL DECENNALE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA ” LA BIBLIOTECA X EDIZIONE 2026.

   PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “LA BIBLIOTECA” dedicato a Tina Accardi X Edizione – Il Decennale Il Presidente Giovanni Croce e l’autorevole Giuria del Premio per il Decennale del Premio Internazionale di Poesia “La Biblioteca” X Ediz. 2O26  dedicato a Tina Accardi ha premiato per la poesia di Crescenza Caradonna, Cresy dal titolo: Il Primo…


FRUTTA DEL MESE

Cucina|Frutta|

CIBO&SALUTE




Mese di settembre – Il frutto di stagione del mese è l’uva. Altri frutti di stagione: banane, fichi (ottimi in questo mese), kiwi, mele, melagrane (il loro succo è ottimo come antiossidante), mirtilli, more, pesche (sono buone fino a metà mese), prugne, pere.

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LE OLIVE BIANCHE

Olive bianche, la loro storia e dove trovarle

A Rossano la ricerca a cura della Coldiretti. Dall’antica pianta leucolea si ottiene l’olio del Crisma. La raccolta destinata alla produzione di olio da impiegare nelle funzioni religiose.

Una rara specie, ormai quasi del tutto perduta: non molti sanno dell’esistenza delle cosiddette “olive bianche”. Questa antica varietà è stata riprodotta a Rossano. La pianta, che ai tempi della Magna Grecia era diffusa in tutta la ‪#‎Calabria, soprattutto nei pressi del monasteri basiliani, veniva chiamata “leucolea”, che significa appunto bianca oliva, per la caratteristica delle sue drupe che restano di colore bianco anche quando raggiungono la piena maturazione.

Leucolea, l’antica e rara oliva bianca proveniente dalla Grecia.

Ad oggi, le poche piante di leucolea sopravvissute sono presenti sporadicamente in soprassuoli di alcune regioni italiane come la Toscana e soprattutto la Calabria. Gli esemplari ritrovati, grazie ad illuminati olivicoltori e agronomi, sono stati salvati e riprodotti con nuovi innesti, riportando a nuova vita questa bellissima e antica specie.

La focaccia più buona d’Italia è barese.

  • ANSA.it
    Puglia

La focaccia più buona d’Italia è barese

Competizione al Fico Eatalyworld tra Puglia e Liguria

(ANSA) – BARI, 26 MAG – La focaccia pugliese, e in particolare quella barese dello storico panificio Fiore, è la più buona d’Italia.  A decretarlo, a Bologna, il FICO Eatalyworld, parco tematico dedicato al settore agroalimentare e alla gastronomia. A sfidarsi a colpi di focaccia, Tony Fiore, titolare dell’omonimo panificio, e un panificatore di altissimo livello proveniente dalla Liguria. I due contendenti, inviati espressamente e nominalmente a Fico hanno impastato la focaccia, nei forni messi a disposizione. In Arena, invece, è stata realizzata la quantità necessaria affinché la giuria composta da un centinaio di persone qualificate, potesse degustare e votare.
    La vittoria del panificio barese è stata schiacciante.
        Soddisfatto ed emozionato Tony Fiore: “sono molto lusingato e devo dire che anche la focaccia ligure era molto gustosa. Ma – consentitemelo senza essere tacciato di presunzione – la Puglia non teme confronti, soprattutto quando si parla di gastronomia e alimentazione in generale”.

CRESCENZA CARADONNA
pugliadaamareonline@gmail.com

Quotidiano d’informazione

Alimentazione : Frutta e Verdura di maggio

Frutta e verdura del mese di maggio.

Mese di maggio

I frutti di stagione del mese sono: amarene, banane, ciliegie (è preferibile mangiarle da metà mese in poi), fragole, kiwi, limoni, mele, nespole del Giappone, pere, pompelmi.

Mese di maggio

Le verdure del mese sono: agretti, asparagi, basilico, bietola da coste, carote, cetrioli, cicoria, cipolle, carciofi (sono gli ultimi), erba cipollina, fave (da metà mese), finocchi, lattuga, maggiorana, rape, ravanelli, peperoni, piselli, prezzemolo, rucola, salvia, spinaci, zucchine (verso fine mese).

CRESCENZA CARADONNA

pugliadaamareonline@gmail.com

PRIMAVERA E CIBO

Le merende di primavera

Soddisfa il tuo appetito senza mettere a repentaglio la linea

È primavera e sarà forse colpa dell’ora legale che altera i soliti ritmi o la dieta ipocalorica in vista del bikini, ma a metà mattina o nel bel mezzo del pomeriggio senti l’esigenza di un rifornimento di energia. Urge uno snack che ti restituisca forza e vitalità. Attenzione, però: lo spuntino, per quanto appetitoso, dovrebbe essere digeribile e leggero, fornendo non più di 200 calorie.

Meglio se verde

La frutta è la regina delle merende: soddisfa la voglia di dolce, è povera di calorie, ma ricca di vitamine, antiossidanti, minerali e fibre. Una mela, per esempio, è lo spuntino ideale se sei a dieta: fornisce 72 calorie e grazie alla vitamina B1 aiuta a combattere stanchezza e irritabilità. Se invece hai bisogno di ricaricarti opta per una banana, circa 131 calorie, che grazie al suo notevole contenuto di potassio è un vero e proprio rienergizzante. Semaforo verde per spremute e centrifugati di verdura o frutta, che favoriscono il drenaggio cellulare dei liquidi e, sempre grazie agli antiossidanti e al potassio, contrastano l’azione del sodio, responsabile principale della ritenzione idrica. Via libera ai frutti di bosco (ricchi di bioflavonoidi, attivatori della circolazione), all’ananas e alla papaia i cui enzimi, bromelina e papaina, sciolgono le fibrosità dei tessuti.

Gelato o budino

Alla crema o alla frutta, fresco e piacevolissimo da gustare, il gelato è una preparazione a base di latte cui vengono aggiunti ingredienti vari, fra cui panna, zucchero, uova…. È un ottimo spuntino pomeridiano quando le energie sono in calo, perché ricco di calcio, minerali e proteine del latte. Il budino invece, a base di latte miscelato a cacao, vaniglia o nocciola, è ideale per lo snack del mattino. Inoltre, essendo fresco, ma non ghiacciato, non altera il meccanismo digestivo.

Pizzette e focacce

Hai un debole per i sostituti del pane? Non hai tutti i torti perché i carboidrati regalano un aumento di insulina, che regola il livello di glucosio nel sangue e facilita la produzione di serotonina, ormone del buonumore. Pizzette e simili sono sfiziose, ma il rischio è quello di consumarne quantità eccessive. L’ideale sarebbe la bruschetta con aglio, un filo d’olio d’oliva e pomodoro fresco, circa 128 calorie, veloce da preparare anche se forse non per chi è al lavoro! 

Con la consulenza di Roberto Uliano, nutrizionista a Napoli di Maria Angela Masino

DAL SITO WEB:
PIU’ SANI PIU’ BELLI.IT

http://www.piusanipiubelli.it/alimentazione/curarsi-a-tavola/merende-di-primavera.htm