🚨 È disponibile su Amazon il primo capitolo della mia nuova serie investigativa! Vi presento: 🕵️♀️ IL SIGILLO DELL’INQUISITORE 🕵️♀️ (Le indagini di Cory Basile – Vol. 1) LA TRAMA: Concetta Basile, per tutti Cory, è una trentenne minuta con una determinazione d’acciaio, un rossetto prugna come corazza e un cassetto pieno di fogli in cui sta scrivendo un romanzo giallo. Lavora come freelance per un’agenzia investigativa privata a Bari, ma la sua vita viene stravolta quando nei sotterranei millenari del borgo antico affiora il cadavere di un archeologo, soffocato e marchiato sul collo con un misterioso sigillo d’oro rovente. Mentre la questura brancola nel buio, Cory scopre con terrore che qualcuno ha violato il suo computer, modificando le pagine del suo manoscritto incompleto: l’assassino reale sta seguendo alla lettera le regole del suo libro di fantasia… Tra i vecchi registri contabili della sartoria di sua zia Nina e i segreti inconfessabili della Bari bene, Cory si ritrova invischiata in un torbido vortice di ricatti e potere. Aiutata solo da Sergio Venturelli, un collega dal fascino irresistibile, dovrà rischiare il tutto per tutto per scoperchiare la setta dell’oro rovente. Perché quando la finzione cede il passo a una realtà spietata, l’unica arma rimasta per salvarsi è scrivere la parola fine. Prima che sia troppo tardi. ✨ Un intreccio psicologico e territoriale mozzafiato, radicato nel cuore di Bari Vecchia. ✨Disponibile da OGGI in formato eBook su Amazon al prezzo speciale di lancio di 2,99 €! 👉 IL LINK PER ACQUISTARE IL LIBRO È NEL PRIMISSIMO COMMENTO QUI SOTTO! 👈
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Padre Pio: il Santo che cammina tra le pietre di Puglia.
Dire Puglia significa anche pensare a San Giovanni Rotondo. Non è solo una questione di geografia o di fede: è un legame ancestrale che unisce questa terra, aspra e bellissima, a una figura che ha segnato il Novecento. Padre Pio non è stato solo un uomo di chiesa; è diventato, per noi pugliesi, un compagno di viaggio, un faro che brilla tra gli ulivi e la roccia del Gargano.
Un figlio della terra.
La storia di Padre Pio è profondamente intrecciata al respiro del Gargano. In quel silenzio fatto di vento e di pietra, il Santo di Pietrelcina ha trovato la sua casa, trasformando un piccolo convento in un centro di speranza per il mondo intero. C’è qualcosa di profondamente pugliese nella sua vita: la tenacia, la capacità di soffrire in silenzio, la forza di trasformare la fatica quotidiana in un atto di amore immenso.
Per chi vive in Puglia, Padre Pio è un volto familiare. Lo si incontra nei cuori delle nostre nonne, che recitavano il rosario tra una faccenda e l’altra, nelle case dove la sua immagine è sempre presente, come un protettore discreto che guarda la famiglia.
Il misticismo tra gli ulivi.
Ciò che colpisce del rapporto tra Padre Pio e la Puglia è la naturalezza con cui il sacro si inserisce nel quotidiano. Come l’olio e il grano sono il nutrimento del corpo, la presenza del Santo è diventata per molti un nutrimento dello spirito. Egli ha saputo parlare il linguaggio della semplicità, quello stesso linguaggio che noi baresi e pugliesi conosciamo bene: diretto, schietto, fatto di gesti più che di parole.
Oltre il pellegrinaggio.
Oggi, guardare a Padre Pio significa anche guardare alla nostra capacità di accogliere. La Puglia, terra di passaggio e di sosta, ha saputo accogliere milioni di pellegrini, diventando un crocevia di storie di guarigione, di attesa e di rinascita. Il Santo ha lasciato in eredità non solo una struttura monumentale, ma un’etica dell’attenzione verso chi soffre, un insegnamento che oggi più che mai deve guidare il nostro modo di essere comunità.
Padre Pio rimane, per la nostra regione, un pilastro di luce. Un Santo che non è “lontano”, ma che cammina ancora tra i nostri sentieri, ricordandoci che anche nella terra più arida può sbocciare il fiore più luminoso della speranza.
BARI EVENTO LETTERARIO Sala delle Muse Teatro Petruzzelli di Bari
XIV EDIZIONE PREMI LETTERARI NAZIONALI “NICOLA SAPONARO PORTA D’ORIENTE LIBERO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO.
L’Associazione Porta d’Oriente presidente prof.ssa Cettina Fazio Bonina che ha istituito il Premio intitolato a Nicola Saponaro, drammaturgo e grande intellettuale di Bari, ha visto il trionfo della scrittrice siciliana Catena Fiorello con il romanzo dal titolo: Vita e peccati di Maria Sentimento, prima classificata nel settore romanzo in questa XIV edizione. Poeti, scrittori e saggisti hanno partecipato numerosi ricevendo premi e menzioni come partecipanti al Premio Letterario oltre i numerosi ragazzi, nuove leve del panorama letterario e musicale. Le due serate svoltesi il 19 e 20 novembre 2025 presso la Sala delle Muse Teatro Petruzzelli a Bari sono state seguite da un folto pubblico di estimatori ed addetti al mondo della cultura pugliese e nazionale sia in presenza che in remoto.
L’evento ben gestito da tutti gli organizzatori ha dato appuntamento al prossimo anno con la nuova edizione del Premio più importante del Mediterraneo sempre con quella passione e determinazione che li distingue da sempre.
Crescenza Caradonna dir. Puglia d’amare 24 Quotidiano d’informazione -scrittrice
Nella foto: Cettina Fazio Bonina, presidente Antonella Daloiso, giornalista Vito Leccese, sindaco di Bari ( presente all’inaugurazione evento)
Colgo l’occasione per ringraziare la giuria per avere selezionato il mio saggio dal titolo “Ponte di Luce: San Nicola, l’eterno viaggio tra cielo mare e terra di Puglia” che ha ottenuto una menzione di merito e d’onore.
MOTIVAZIONE “Ponte di luce: San Nicola, l’eterno viaggio tra cielo, mare e terra di Puglia” Per aver saputo intrecciare con intensa sensibilità poetica e rigore narrativo la memoria, la fede e l’identità di una terra sospesa tra mare e cielo. L’autrice restituisce alla figura di San Nicola di Myra la sua dimensione universale e umanissima, facendone un simbolo di pace, incontro e spiritualità condivisa tra Oriente e Occidente. Con una prosa luminosa e avvolgente, Crescenza Caradonna trasforma la storia in canto, il culto in viaggio, e la Puglia in una terra-simbolo di dialogo e speranza.
“Ponte di luce” è un tributo alla bellezza eterna del Mediterraneo e al soffio immortale di un Santo che continua a unire i popoli nel nome dell’amore e della fede. Bari, 19 novembre 2025
Per un turismo più riservato e insolito in Puglia, puoi considerare la Valle delle Gravine con le sue chiese rupestri, il Parco Naturale di Torre Guaceto per un contatto immersivo con la natura, i borghi più piccoli della Valle d'Itria come Locorotondo e Cisternino per un'atmosfera autentica, o i borghi del Gargano come Vico del Gargano. Anche il Parco Naturale di Portovenere offre paesaggi selvaggi e meno affollati.
Luoghi insoliti e autentici.
Valle delle Gravine: Esplora i sentieri e le chiese rupestri che offrono un'esperienza unica e suggestiva, lontano dai percorsi turistici più battuti. Borghi della Valle d'Itria: Oltre ad Alberobello, visita i borghi di Locorotondo, Cisternino e Martina Franca per scoprire l'anima più autentica della Puglia, tra uliveti e muretti a secco.
Borghi del Gargano: Vico del Gargano è un luogo di pace e tradizione, perfetto per chi cerca un'atmosfera più tranquilla rispetto alle località più note.
Natura e paesaggi selvaggi.
Parco Naturale di Torre Guaceto: Una riserva naturale che offre spiagge incontaminate e un ecosistema protetto, ideale per il birdwatching e per ammirare una natura lussureggiante.
Parco Naturale di Terra delle Gravine: Un'area che include anche le chiese rupestri di Massafra, perfetta per un'esplorazione naturalistica e storica.
Siti storici e culturali isolati.
Scavi Archeologici di Egnazia: Un sito archeologico che offre uno spaccato della vita antica, meno conosciuto ma ricco di fascino.
Le chiese rupestri di Massafra: Un complesso di chiese scavate nella roccia, un tesoro storico e spirituale da scoprire in un contesto suggestivo.
Una regione che è un vero e proprio tesoro d’Italia. Con la sua storia ricca, la sua cultura unica e la sua bellezza naturale, la Puglia è un luogo che incanta e conquista il cuore di chi la visita.
Dai trulli di Alberobello alle spiagge cristalline del Salento, dalla storia bizantina di Lecce alle bellezze architettoniche di Bari, la Puglia è un viaggio sensoriale che ti lascia senza fiato. La sua cucina, poi, è un’esplosione di sapori e profumi che ti fanno venire l’acquolina in bocca: dalle orecchiette con le cime di rapa al panzerotto, ogni piatto è un capolavoro di tradizione e creatività.
Ma la Puglia non è solo un luogo da visitare, è anche un luogo da vivere. La sua gente è accogliente e calorosa, la sua musica è un ritmo che ti fa ballare e la sua arte è un’espressione di creatività e passione. Venite a scoprire la Puglia Vi aspetta! ❤️
Da domenica 13 a martedì 15 luglio BITLibri tornerà ad animare il centro storico di Bitritto con un’ottava edizione dal titolo; “Il POTERE DELLA GENTILEZZA”.
Tra gli ospiti di quest’anno: Francesco Giorgino, Sergio Rubini, Alessandro Piva, Maria Grazia Calandrone, Erica Mou, Francesca Palumbo, Antonio Moschetta e tanti altri.
BitLibri, diretto da Cristina Maremonti, è organizzato dal CIF – Bitritto in collaborazione con Poesia in azione, Libreria Libriamoci, Presidi del Libro e APE – Associazione Pugliese Editori, e il patrocinio di Regione Puglia, Città metropolitana di Bari, UniBa e Comune di Bitritto.
Qui il programma dettagliato: Appuntamento in piazza Leone domenica 13 luglio a partire dalle 19:30. Non mancate!↴
Le grotte di Castellana sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di interesse speleologico e turistico, situato nel comune italiano di Castellana Grotte, in Puglia.
La storia della Grave inizia nel Cretaceo superiore (novanta milioni di anni fa), quando la Puglia era sommersa da un antico mare, nel quale vivevano vaste colonie di molluschi e vegetali marini. Per milioni di anni, generazioni e generazioni di queste forme di vita si sono succedute le une alle altre e, morendo, i loro gusci svuotati e le loro carcasse si sono accumulati sul fondo del mare, formando un gigantesco deposito di fango e di sabbia, che con il suo lento ma continuo accrescimento si è via via compresso, fino a formare uno strato di calcare dello spessore di diversi chilometri.
A partire da sessantacinque milioni di anni fa, il progressivo innalzamento delle terre ha portato la regione al suo aspetto attuale e nella massa calcarea emersa, a causa della sua rigidità, si sono formate estese fratture, che l’hanno fortemente incisa. L’acqua fluviale d’intense precipitazioni, percolando nel sottosuolo, ha formato un’estesa falda acquifera sotterranea in grado di sciogliere gradualmente il calcare e di allargare le fratture. Queste fratture hanno finito poi per unirsi le une alle altre per il crollo della roccia frapposta; formando così piccoli condotti, via via trasformatisi in ambienti sempre più ampi.
Nei luoghi in cui le fratture s’intersecano in gran numero (fenomeno qui più rilevante che in qualsiasi altro punto del sistema carsico castellanese) si sono verificati estesi e ripetuti crolli verso l’alto che hanno ridotto via via lo spessore di roccia che separava la cavità dall’esterno. Tale processo è continuato finché lo strato residuo, ormai assottigliato, non è crollato, facendo giungere all’interno della grotta il primo raggio di luce.
La scoperta
A memoria d’uomo l’inghiottitoio d’accesso alla Grave è sempre esistito. Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni giovani del luogo, che tuttavia si arrestarono pochi metri dopo il maestoso ingresso. La scoperta dell’intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938 per opera dello speleologo Franco Anelli nell’ambito di una campagna di ricerche speleologiche condotte nelle Murge sudorientali su invito dell’ente provinciale per il turismo di Bari.
Ricerche in corso
La Grave è ben lungi dall’aver rivelato tutti i suoi segreti. Nel 2006 l’Amministrazione Comunale e la Società Grotte di Castellana hanno progettato ed effettuato un vasto intervento di ripulitura dell’abisso, riportando in superficie molti detriti, accumulati nel corso dello scavo della galleria d’accesso e di altri lavori di sistemazione turistica delle cavità, nonché il materiale di risulta, convogliato dallo scorrimento delle acque fluviali nella citata galleria e, da qui, in una depressione alla base della parete nord della voragine. È questo il punto nel quale si potrebbe sperare di rinvenire un accesso a nuove cavità, che potrebbero svilupparsi lungo la principale linea di frattura delle grotte, oggi conosciute, oppure perpendicolarmente a essa. Lo stesso Anelli, infatti, aveva già intrapreso uno scavo in tale direzione ma aveva dovuto rinunciarvi, di fronte al pericolo di frane e per la scarsità dei fondi a disposizione.
Le insufficienti risorse finanziarie hanno impedito, nel 2006, di completare lo scavo in questione, bloccato proprio laddove la parete della caverna inizia a curvarsi verso l’interno.
Un’indagine condotta in loco ha evidenziato ancora vari metri di terra sotto il punto di massima profondità raggiunta e, inoltre, ricerche geofisiche di superficie, condotte negli anni passati con varie tecniche d’indagine, hanno consentito ipotizzare l’esistenza di nuovi rami, che si darebbero dalla voragine iniziale. La storia della Grave non può, pertanto, dirsi conclusa e, forse, si avrà in futuro un riscontro circa gli esiti della pionieristica spedizione guidata nel Settecento da Vincenzo Longo, nel corso della quale quegli esploratori avrebbero visto caverne diverse da quelle oggi conosciute, esistenti, addirittura, sotto l’abitato di Castellana-Grotte.
CASTELLANA GROTTE
La più bella caverna del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, definita per la ricchezza e il biancore dell’alabastro, la più splendente del mondo si trova a Castellana Grotte.
LA GROTTA BIANCA
Nella Puglia profonda, un candido velo, a Castellana Grotte, un incanto dal cielo.
È la Grotta Bianca, un sogno d’alabastro, dove il tempo si ferma, in un abbraccio casto.
Tra stalattiti e veli, un mondo fatato, di luce riflessa, di bianco immacolato.
Più splendente del sole, pura meraviglia, un canto silente che l’anima piglia. di #cresycrescsnzacaradonna
“ORIZZONTI” Tra forme e colori Mostra d’arte collettiva
presso Galleria Divitas a Bari Via Orazio Flacco, 13/B
Inaugurazione mercoledì 30 aprile 2025 alle ore 18:30
Presenterà Marinka Partipilo presenzieranno: Prof.ssa Celestina Carofiglio poetessa e scrittrice Dir. Cresy Crescenza Caradonna poetessa e blogger
curatori Cav. Andrea Lanzolla , Marinka
ORARI APERTURA dal 30-4-2025 al 17 maggio 2025 Mattina 10,30-13,00 – Pomeriggio 17,30-20,30
Sabato pomeriggio chiuso – Festivi solo per appuntamento.
Foto della serata di inaugurazione
ORIZZONTI E NUVOLE
Orizzonti nuvole sospese dove tutto è silenzio viaggiatrici del tempo
il cielo sembra toccare la terra e il mare
il sole si leva vicino mi appare il mio paese azzurro, bianco o grigio si specchia nell’etere
l’infinito è nell’orizzonte corro in cerca di esso ma tutto si dilata e nei miei occhi resta solo il cielo che non mi stanco mai di guardare mi perdo dall’alba al chiaro di luna foglio bianco mi appare dove scrivo la parola fine.
Michele Genovese attore, comico, artista di strada e mimo italiano (5 luglio 1907 – 1º agosto 1980)
Michele Genovese
Michele Genovese meglio noto con il nome d’arte Piripicchio (Barletta, 5 luglio 1907 – Bitonto, 1º agosto 1980) è stato un attore, comico, artista di strada e mimo italiano.
Piripicchio, definito il “Charlie Chaplin pugliese”, è stata una delle ultime maschere della Commedia dell’Arte in Italia. Vestiva con frac, bombetta, un paio di baffetti alla Charlot e un garofano rosso all’occhiello. L’accessorio caratteristico e parte essenziale della coreografia era il bastone di bambù, che era solito armeggiare. Spesso lo puntava a terra per poi afferrarlo al volo, accompagnando con gesti allusivi le sue battute argute, vivaci e, talvolta, spinte.
Di solito al pomeriggio improvvisava piccoli spettacoli di strada, ai quali assisteva sempre una moltitudine di ogni età e ceto. Vi erano spettatori sia per strada che affacciati alle finestre o ai balconi, i quali, al termine dell’esibizione, gli elargivano nella bombetta qualche moneta oppure sigarette da esportazione, ringraziandolo così di quelle piccole evasioni dalla vita quotidiana che egli offriva.
Il povero Piripicchio non cercò la ricchezza, se non quella interiore datagli dal pubblico che lo stimava e, soprattutto, dalla gioia di vedere i ragazzini accorrere felici, quando sentivano suonare il tamburo che lo annunciava, e seguirlo rumorosamente, quando si spostava. Con la sua morte, l’avanspettacolo povero ha perso il suo ultimo testimone e, forse, anche uno dei suoi esponenti più sinceri.
«Piripicchio. Si chiamava Piripicchio. Era un attore. Aveva scelto Piripicchio come nome d’arte, ma, all’anagrafe di Barletta, dov’era nato, risultava come Michele Genovese. Era un attore povero, recitava per strada come i grandi giullari di razza fine di un tempo. E del giullare aveva il talento a forti tinte, la faccia mobilissima, la voce intonata e stentorea. E il volto, il volto che, in certi casi, casi miracolosi, è un paesaggio, in Piripicchio era una parapettata di teatro eterno con quinte, fondali, spezzati ed arlecchine. Forse Michele Genovese non ha mai recitato al chiuso di un vero palcoscenico di un teatro col sipario di velluto, le scene e il cielo di carta. Le sue scenografie erano la sua faccia e le vie e le piazze di Puglia. Molti lo ricorderanno: era una figuretta elegante e paradossale, grottesca e poetica. Un dandy rusticano che si muoveva nella ammiccante ed eccessiva eleganza di un tight consunto dalle angherie di tournée defatiganti per polveri assolate e strade spalancate al sole. Completavano il costume un cravattino comme il faut e un bastoncino di bambù. Non mancava mai di ostentare un fiore bianco e freschissimo all’occhiello. Un clown nostro che si aggirava instancabilmente con il suo repertorio antico più che vecchio, intrecciando lazzi da vaudeville con memorie di perdute atellane, frizzi candidamente osceni, canzoni malinconiche intarsiate di sberleffi improvvisi con filastrocche sull’amore e sulla lontananza.»
(Michele Mirabella nella prefazione di L’ultima mossa. Omaggio a Piripicchio di Angelo Saponara)
Il 9 novembre 2010 esce al cinema il film Piripicchio – L’ultima mossa a lui dedicato: la sceneggiatura è di Antonio Garofalo e Luca Vessio, mentre la regia è di Vito Giuss Potenza.
Il suo sogno di esibirsi nel teatro Piccinni di Bari venne esaudito nel giugno del 1977. Nel corso di una serata presentata da Gianni Roman, per premiare i vincitori della prima marcialonga dei tre ponti di Bari, un giovane poeta dialettale, Vito Bellomo, si prestò per accompagnare, con la chitarra di un noto comico barese, Piripicchio, che eseguì la celebre” Era un bel giorno di maggio…”, commuovendosi e ringraziando Vito Bellomo.
Il Comune di Bari con una cerimonia svoltasi il 26 settembre 2007, gli ha intestato una strada che sbocca su Piazza Ferrarese (Città vecchia) nei pressi del Fortino di sant’Antonio.