GLI ESAMI NON FINISCONO MAI: IL PRIMO BATTITO DELLA VITA ADULTA

Gli esami non finiscono mai: il primo battito della vita adulta.


Oggi, per migliaia di studenti italiani, il tempo sembra essersi fermato. È il giorno della prima prova, il giorno del “tema”. Ma dietro il silenzio che avvolge le aule scolastiche, c’è un’onda di emozioni che attraversa tutto il Paese, un battito collettivo che ci riporta indietro nel tempo, ognuno alla propria maturità.

Il rito di passaggio
La maturità non è solo una prova di nozioni o di letteratura. È, come diceva Eduardo, un esame che la vita ci mette davanti ogni giorno. Eppure, quella di oggi ha un sapore speciale: è l’ultimo banco di scuola prima di affacciarsi all’orizzonte del “domani”.
Questi ragazzi oggi vivono la loro prima vera sfida con l’incertezza, cercando tra i fogli protocollo le parole giuste per descrivere il mondo che vedono. E noi, da adulti, li guardiamo con tenerezza, ricordando le nostre mani che tremavano sulla penna, la paura del “foglio bianco” e, subito dopo, la liberazione dell’ultima pagina scritta.

Un messaggio ai nostri maturandi.
A tutti voi, cari studenti, vorrei dire una cosa semplice: non abbiate paura dell’esito. Il voto che riceverete è solo un numero su un documento, ma il vero esame lo state superando in questo momento: è la vostra capacità di restare fermi davanti alla sfida, di organizzare i vostri pensieri, di dare voce al vostro spirito critico.
La maturità è il momento in cui iniziate a capire che il sapere è una bussola. Non servitevi di essa solo per superare l’esame di oggi, ma per orientarvi nelle tempeste che incontrerete domani. La vita vi metterà alla prova spesso, ma avrete sempre con voi il bagaglio di questo giorno.

Il buio e la luce.
Qualcuno tra voi si sentirà smarrito, quasi nel buio, proprio come quando ci si trova di fronte a una traccia che non avremmo mai voluto scegliere. Ma ricordate: la bellezza del vostro futuro sta proprio nella capacità di cercare quella “lucina” interiore, la vostra determinazione, che vi farà uscire dall’aula a testa alta, indipendentemente dal voto finale.
In bocca al lupo a ciascuno di voi. Respirate, scrivete con il cuore e, quando sarete fuori, guardate il cielo di Puglia: è pronto ad accogliere i vostri sogni.


Crescenza Caradonna Cresy
Direttrice, Puglia d’Amare 24

Quando il cibo diventa emozione, benessere e poesia

Articolo Blog Colori Sapori Mediterraneo

Quando il cibo diventa emozione, benessere e poesia

Tra i colori della Puglia e il profumo del mare, il cibo mediterraneo diventa emozione, benessere e poesia condivisa.

Ci sono luoghi nel mondo in cui il cibo non è soltanto nutrimento. È memoria, racconto, identità. È il sorriso di una tavola apparecchiata all’improvviso, il profumo dell’olio nuovo che danza sul pane caldo, il rosso vivo dei pomodori maturati sotto il sole del Sud. La Puglia, autentica culla del Mediterraneo, custodisce da sempre questa meravigliosa filosofia della vita: mangiare bene per vivere meglio, insieme.

Il cibo mediterraneo è un trionfo di colori ed emozioni. Il verde intenso degli ulivi secolari, l’oro luminoso dell’olio extravergine, il viola profondo delle melanzane, il rosso acceso delle ciliegie e dei pomodori: ogni sfumatura sembra raccontare una stagione dell’anima. Non esiste monotonia nella cucina mediterranea; ogni piatto è una festa semplice e autentica che coinvolge i sensi e il cuore.

Ma il Mediterraneo non parla soltanto al gusto. Parla al benessere.

Frutta fresca, verdure di stagione, legumi, pesce azzurro, cereali, erbe aromatiche e olio d’oliva compongono una cucina antica e sapiente, capace di nutrire il corpo con equilibrio e leggerezza. È una cucina che cura senza ostentare, che insegna il valore della semplicità e della genuinità. Mangiare mediterraneo significa rallentare, respirare il profumo della terra e rispettare il ritmo naturale delle cose.

E poi c’è il mare. Sempre presente. Sempre vicino.

Il mare Mediterraneo non è soltanto un orizzonte geografico: è un modo di sentire. Entra nei piatti con il sapore del sale, nei racconti delle famiglie, nelle terrazze illuminate dal tramonto, nelle cene estive che sembrano non finire mai. Attorno a una tavola mediterranea nasce la convivialità: si condivide il pane, il vino, la parola, il silenzio. Si condivide la vita.

Forse è proprio questo il segreto della dieta mediterranea: non essere una semplice alimentazione, ma una cultura dell’armonia. Un incontro continuo tra salute e piacere, tra tradizione e poesia.

In Puglia tutto questo si avverte con particolare intensità. Basta attraversare una campagna di ulivi argentati o fermarsi in una piccola masseria per comprendere quanto il cibo possa diventare emozione autentica. Ogni frutto sembra custodire il sole, ogni ricetta porta con sé la voce delle nonne, ogni tavola racconta un’antica forma d’amore.

Ed è allora che comprendiamo una verità semplice e meravigliosa: i colori del Mediterraneo non nutrono soltanto il corpo, ma illuminano anche l’anima.


Cresy Crescenza Caradonna


Il silenzio che il mare scrive

Libro consigliato



Colori ed Emozioni
del Cibo Mediterraneo

SANO, AUTENTICO, CONDIVISO: IL GUSTO CHE
NUTRE IL CORPO E L’ANIMA

Hantavirus: tra allerta e realtà, il rischio resta basso

Hantavirus: tra allerta e realtà, il rischio resta basso

di Crescenza Caradonna

14 maggio 2026

Negli ultimi giorni l’Hantavirus è tornato all’attenzione internazionale dopo il focolaio registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, che avrebbe causato alcuni decessi e attivato i sistemi di sorveglianza sanitaria in Europa e negli Stati Uniti. Le autorità sanitarie invitano tuttavia alla prudenza: il rischio per la popolazione generale resta basso.

L’Hantavirus è una zoonosi trasmessa principalmente dai roditori selvatici. Nella maggior parte dei casi non si osserva una trasmissione diretta e sostenuta tra esseri umani, elemento che lo distingue nettamente dai virus responsabili di pandemie globali. Non si tratta quindi di un’emergenza pandemica, bensì di un evento che richiama l’attenzione sulla necessità di prevenzione e monitoraggio costante delle malattie emergenti.

Perché se ne parla ora

Il caso della MV Hondius ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità dei sistemi sanitari di fronte a infezioni rare ma potenzialmente gravi. Dopo la pandemia di Covid-19, ogni focolaio internazionale tende a generare una maggiore attenzione mediatica e un livello più alto di sensibilità pubblica.

In Italia, al momento, i controlli sui casi sospetti non hanno confermato positività. Le autorità sanitarie proseguono comunque le attività di sorveglianza epidemiologica per escludere eventuali sviluppi.

Informazione e prevenzione

La gestione dell’Hantavirus riporta al centro un tema cruciale: il rapporto tra corretta informazione e rischio di allarmismo. La diffusione di notizie non verificate può infatti amplificare la percezione del pericolo oltre i dati epidemiologici reali.

Trasparenza istituzionale, comunicazione scientifica chiara e cooperazione internazionale restano gli strumenti fondamentali per affrontare in modo efficace eventuali emergenze sanitarie, evitando paure ingiustificate e disinformazione.


IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA

Mercoledì, 28 gennaio 2025

IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura.


   L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di ascolti, ma su quanto sia profondo il cancro della corruzione che sta divorando le quinte del nostro “Star System”.
   Se fino a ieri il connubio tra spettacolo e cronaca era limitato al gossip o a singole sanzioni amministrative — come quella recente da 200.000 euro inflitta a Fabrizio Corona dalla Consob per irregolarità legate alle criptovalute — oggi il quadro è molto più fosco. Non sono più solo i “soliti noti” a finire nel mirino, ma un intero sistema di gestione che confonde il merito con lo scambio di favori.
Un Sistema Sotto Assedio.
   Le ultime inchieste dipingono un’Italia dove la corruzione viaggia a una media impressionante di 8 indagini al mese, e il mondo dell’intrattenimento non è un’isola felice.
   Mentre il tribunale annulla multe milionarie a ex ministri per vicende legate a servizi televisivi, la base del settore — dai tecnici ai piccoli produttori — chiede pulizia.
Il 2026 si prospetta come l’anno della resa dei conti. Tra sequestri record, indagini transfrontaliere della Procura Europea (EPPO) e una magistratura che non guarda più in faccia ai VIP, il messaggio è arrivato forte e chiaro: il prossimo “colpo di scena” non sarà in sceneggiatura, ma in un’aula di tribunale.

   In un panorama dove le luci della ribalta faticano a nascondere le ombre dei palazzi di giustizia, resta un interrogativo che brucia più dei riflettori:
   Assisteremo mai a una reale operazione di trasparenza, capace di distinguere il talento dal favoritismo, o dobbiamo rassegnarci all’idea che il “Vaso di Pandora” scoperchiato dalla cronaca sia solo l’ennesimo atto di una recita in cui, a sipario chiuso, tutto rimane uguale a se stesso?

Cresy Caradonna @


LA NATALITÀ È IN AUMENTO?

LA NATALITÀ È IN AUMENTO? di Crescenza Caradonna


Tra proiezioni ottimistiche e cruda realtà: ecco cosa dicono davvero i numeri.
In un’epoca dominata dall’incertezza economica e dai mutamenti sociali, il tema della denatalità è tornato al centro del dibattito pubblico. Spesso leggiamo titoli altalenanti: un mese si parla di “timida ripresa”, quello successivo di “minimo storico”. Ma qual è la verità? La natalità sta davvero ricominciando a salire?
Uno sguardo ai dati: la realtà dei numeri.
A dispetto di qualche sporadico segnale positivo in specifiche regioni o brevi periodi dell’anno, i dati globali e nazionali (in particolare quelli ISTAT per l’Italia) raccontano una storia diversa. Non siamo di fronte a un aumento, bensì a una stasi strutturale o, peggio, a un declino costante.
Il tasso di fecondità, ovvero il numero medio di figli per donna, rimane in molti Paesi occidentali ben al di sotto della “soglia di sostituzione” di 2,1. In Italia, questa cifra oscilla drammaticamente attorno all’1,2, ponendoci tra i fanalini di coda dell’Europa.
Perché abbiamo l’illusione di una crescita?
A volte si ha l’impressione che le nascite aumentino per due ragioni principali:

  • Effetto rimbalzo post-crisi: Dopo eventi traumatici (come la pandemia), si può verificare un temporaneo picco di nascite dovuto a gravidanze precedentemente rimandate.
  • Spostamento dell’età materna: Le donne hanno figli sempre più tardi. Questo crea dei “micro-picchi” in fasce d’età più avanzate che possono essere scambiati per un aumento generale, quando in realtà è solo un ritardo demografico.
    Le barriere strutturali
    Se la natalità non decolla, non è certo per mancanza di desiderio. Le indagini sociologiche mostrano che il “numero di figli desiderato” è quasi sempre superiore a quello effettivo. A frenare le famiglie sono ostacoli ben noti:
  • Instabilità lavorativa: Contratti precari e stipendi che non tengono il passo con l’inflazione.
  • Carenza di servizi: Liste d’attesa infinite per gli asili nido e costi proibitivi per il babysitting.
  • Conciliazione vita-lavoro: Una sfida che ancora oggi grava sproporzionatamente sulle spalle delle donne.
    “La demografia non è un destino ineluttabile, ma il risultato di scelte politiche e sociali precise. Senza investimenti strutturali, il ‘gelo demografico’ è destinato a perdurare.”

Verso il futuro: cosa aspettarsi?
Rispondere alla domanda “La natalità è in aumento?” con un “sì” sarebbe, purtroppo, una forzatura della realtà attuale. Tuttavia, la consapevolezza del problema sta crescendo. Il dibattito sui bonus bebè, sui congedi parentali paritari e sul supporto alle giovani coppie è più vivo che mai.
La sfida del prossimo decennio non sarà solo “fare più figli”, ma creare una società in cui accogliere una nuova vita non sia percepito come un atto di eroismo economico, ma come una scelta naturale e sostenuta.

Voci di donne di Crescenza Caradonna

VOCI  DI DONNE ✍️di Crescenza Caradonna

Spesso il mondo confonde la dolcezza femminile con l’arresa, dimenticando che il vero coraggio non urla, ma resiste nel silenzio delle sfide quotidiane. Una donna è forte non quando nasconde le proprie cicatrici, ma quando le trasforma in radici per sostenere chi ama. La sua potenza risiede nella capacità di rinascere ogni volta, più consapevole, fiera e immensamente libera.



Questa forza non è fatta di muscoli o di prevaricazione, ma di una tenacia silenziosa che tiene insieme i pezzi quando tutto sembra andare in frantumi. È la capacità di accogliere il dolore senza farsi annientare, di guardare in faccia l’ingiustizia e rispondere con la dignità di chi sa di aver ragione.

​Troppo spesso la società ha chiesto alle donne di essere “indistruttibili”, confondendo la resilienza con l’insensibilità. Ma la vera rivoluzione di oggi sta proprio nel rivendicare il diritto alla propria fragilità come punto di partenza, non di arrivo. Le cicatrici di cui parliamo non sono segni di sconfitta, ma medaglie al valore di chi ha attraversato il fuoco ed è tornata con uno sguardo più profondo.

​Essere “immensamente libera” significa allora non dover più chiedere il permesso per essere se stesse: né dolci per dovere, né forti per costrizione, ma semplicemente umane, radicate nella propria verità.

di Crescenza Caradonna

10 gennaio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA


“NE*RO UNA PAROLA DA BANNARE” articolo di Crescenza caradonna

Attualità |Costume |Società

“NE*GO UNA PAROLA DA BANNARE”

scritto da Crescenza Caradonna

Il mito del vaso di Pandora

Fausto Leali espulso dal GF Vip:
“Eccessivo squalificarmi, tornassi indietro non parteciperei”

All’indomani della sua squalifica dal Grande Fratello Vip, Fausto Leali manifesta tutta la sua delusione, per essere passato, nelle case di milioni di italiani, come una persona razzista. E per essere stato cacciato dal reality a pochi giorni dall’inizio. A costargli l’espulsione, le parole rivolte ad Enock, fratello di Mario Balotelli, che ha chiamato ‘Ne*ro’. “Ho infranto involontariamente il regolamento, ma non si dica che sono razzista”. E specifica che, tornasse indietro, non parteciperebbe al reality: “Non accetterei più. La squalifica? Una punizione eccessiva”.

Questa è stata la dichiarazione del noto artista Fausto Leali all’indomani della sua uscita dal popolare programma televisivo ‘Il grande fratello Vip’ punta di diamante per ascolti di Canale 5.
Ma questo increscioso episodio, che ha visto la squalifica del famoso cantante, porta in se molte e più profonde riflessioni e letture che vanno oltre quella terribile ‘parola’ che andrebbe senza ombra di dubbio cancellata non solo dal linguaggio comune ma anche dalle sue canzoni che lo hanno visto protagonista e ai vertici delle classifiche di vendita nazionali ed internazionali dei suoi dischi.
Perchè è stato scoperto il vaso di pandora ( Il vaso di Pandora -chiamato anche scrigno di Pandora – è, nella mitologia greca, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura) certamente si è scoperchiato un grave modo di fare, di agire e di interagire, forse anche dovuto ad un retaggio passato, che va non solo condannato, sempre e comunque, ma anche indirizzato sui giusti binari del vivere civile e libero: LA DISCRIMINAZIONE che sia per razzismo, sessismo, antisemitismo, omofobia o transfobia, sono sempre da CONDANNARE.

Tutti si proclamo antirazzisti ma quanti non lo sono veramente?
“NE*RO UNA PAROLA DA BANNARE”
Quindi impariamo ad usare bene: le parole sono MACIGNI!

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.
Andrea Camilleri

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Una tartaruga marina maltrattata a Ginosa, per delle fotografie

Una tartaruga marina maltrattata a Ginosa, per delle fotografie

CI SCRIVE UNA NOSTRA LETTRICE dott.ssa Chiara Grasso
Sono un’etologa (laureata in comportamento animale), presidente dell’associazione ETICOSCIENZA, di divulgazione scientifica e tutela ambientale.

L'immagine può contenere: testo

ETICOSCIENZA
– Associazione di Etologia Etica

Vi scrivo poiché stamattina mi sono imbattuta in questo video orribile in cui si vede una tartaruga marina maltrattata a Ginosa, per delle fotografie.
La tartaruga marina è una specie protetta a rischio di estinzione, quindi il maltrattamento è un reato penale.
E il giornalista manipola scientificamente la notizia parlando di una tartaruga che vuole farsi i selfie con i turisti, quando in realtà si tratta di una tartaruga pronta a deporre.

Sarebbe bellissimo se ne poteste parlare voi, in modo da sensibilizzare su queste importanti tematiche.

L’informazione é tutto in questi casi.
Grazie mille.

_____NOI DIVULGHIAMO GRAZIE DELLA SEGNALAZIONE!
Cresy Crescenza Caradonna

TARTARUGA MALTRATTATA PER I SELFIE.
NON SIAMO DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO SIAMO IN PUGLIA IERI.
(Facciamolo diventare virale così che forse i responsabili possano essere multati a dovere)

Ginosa Marina: una tartaruga marina (Caretta caretta – specie a rischio di estinzione) viene letteralmente braccata e circondata dai bagnanti per fare selfie e interagire con la povera malcapitata.
La tartaruga probabilmente era malata o ferita, o si trovava in una fase di quiescenza inter-nasting (tempo di attesa tra una deposizione e l’altra), e la condizione di stress potrebbe essere stata fatale per lei e le eventuali uova che aveva in grembo.

Tutto questo deve finire.
Questa smania di interagire col selvatico e farlo diventare un peluche per le nostre cazzo di fotografie deve finire.
Questo è abuso animale senza troppe sfaccettature. È maltrattamento e questi criminali devono essere multati.

Siamo una specie capace di progettare un razzo per visitare altri pianeti, ma poi non siamo capaci di insegnare ai nostri figli il minimo rispetto per le specie che a loro malgrado condividono il nostro stesso ambiente.

Condividiamo il più possibile sperando che chi di dovere faccia passare la voglia a questi cretini di molestare una specie protetta con una bellissima multa e doverosa denuncia penale.

Fonte: www.facebook.com/piazzanews.it/posts/2732344376775864
#puglia #pugliadaamareonline #video

CRESCENZA CARADONNA
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La nuova stazione di Bari

L’editoriale

‘La nuova stazione di Bari’

Di CRESCENZA CARADONNA

Via la sede della Regione Puglia da Via Capruzzi ma benvenuta nuova stazione centrale in costruzione a Bari!
I lavori procedono di gran lena come dal progetto enunciato, l’opera di riqualificazione della stazione di Bari centrale prevede sia l’edificazione della nuova palazzina (pronta già per metà) dal lato di via Capruzzi, sia un nuovo terminal bus.

«Un intervento importante, ha dichiarato il primo cittadino Antonio De Caro, che si unisce alla costruzione di una struttura che ridarà dignità a quel lato della stazione. L’anno prossimo, invece, inizieranno i lavori per il terminal bus extra-urbani, nella ex squadra rialzo».

Ogni giorno la nuova stazione centrale di Bari prende sempre di più forma avendo la fortuna di seguire i lavori da una postazione privilegiata, un piano alto di un palazzo che gravita sulla via in questione affacciandosi proprio sul cantiere, ho potuto constatare come è nata ad iniziare dagli scavi, alla messa in opera dei grandi piloni e pilastri, l’opera secondo il progetto enunciato, sarà completata nel secondo trimestre 2020 mentre già ad ottobre 2019 aprirà il sottopassaggio principale, ampliato e dotato di ascensori ad ogni banchina, scale mobili e collegamenti con le altre stazioni, Ferrotramviaria, Ferrovie Sud Est e Fal.

Sono convinta che l’opera darà nuovo lustro a Bari divenuta ormai una città cosmopolita meta preferita di viaggio da parte di turisti italiani e stranieri provenienti da ogni parte del mondo.

Crescenza Caradonna

Risultati immagini per stazione nuova  a bari

Galleria

“GIORNATA DELLA DONNA FOREVER PER SEMPRE” di Crescenza Caradonna

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)CRESY CRESCENZA CARADONNA

“8 AMARZO FOREVER PER SEMPRE”

LA GIORNATA DELLA DONNA SI FESTEGGIA L’8MARZO IL SIMBOLO È IL FIORE DELLA MIMOSA MA RICORDIAMO DI RISPETTARE OGNI GIORNO ‘LA DONNA’ NON SOLO NEL GIORNO A LEI DEDICATO MA SEMPRE OVUNQUE E TUTTI I GIORNI.

ANCOR OGGI LE DONNE VENGONO UCCISE DA MARITI, FIDANZATI, COMPAGNI GELOSI E POSSESSIVI, ANCOR OGGI L’UOMO RIMANE IMPUNITO IL PIÙ DELLE VOLTE, ANCOR OGGI LE DONNE NON VENGONO CREDUTE E TUTELATE, ANCOR OGGI LE DONNE CONTINUANO AD AVER PAURA DI USCIRE LA SERA CON UNA GONNA, ANCOR OGGI LA DONNA È DISCRIMINATA NEL LAVORO COSTRETTA A RUOLI SECONDARI E MAL PAGATI, ANCORA OGGI LE LEGGI PER TUTELARE LE DONNE CHE DENUNCIANO ABUSI O MALTRATTAMENTI SONO POSTE IN SECONDO PIANO ASPETTANDO, ANCOR OGGI LE DONNE URLANO.

FACCIAMO SÌ CHE IL FUTURO SI TINGA DI GIALLO COME LE MIMOSE SIMBOLO DI QUESTA GIORNATA A LEI DEDICATA MA ANCHE DI ROSA E…

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