IL PROFUMO CHE UNISCE: LA MAGIA DELLA FOCACCIA TRA LE MANI DI NONNA E ANGELA.

Il profumo che unisce: la magia della focaccia tra le mani di nonna e Angela


C’è un segreto che si tramanda a Bari, di generazione in generazione, e non è scritto in nessun ricettario. Si impara osservando, annusando, ascoltando il suono dell’impasto che prende vita.


Il rituale della domenica.
La focaccia barese è l’anima della nostra terra. È quel mix perfetto di croccantezza alla base, morbidezza nell’alveolatura e il gusto deciso dei pomodorini freschi e delle olive nere di Barletta. Ma quando il forno di casa si accende, succede qualcosa di più: il tempo rallenta.
La storia di Angela: una carezza di farina.


La storia di Angela: una carezza di farina.
La piccola Angela osservava sua nonna con gli occhi spalancati, come si guarda una fata all’opera. La nonna non pesava quasi nulla: andava “a occhio”. «Nonna, perché la tua focaccia è sempre la più buona del mondo?»* chiedeva Angela, intingendo le dita nella farina.
La nonna sorrideva, con le mani bianche di polvere, e rispondeva con calma: «Perché non basta la farina, Angela mia. Ci vuole la pazienza. La focaccia è come la vita: devi lasciarla crescere al caldo, devi avere il rispetto dei tempi. E soprattutto, devi metterci dentro un po’ di quel bene che provi per chi la mangerà.»
Quel giorno, la nonna guidò le manine di Angela nel “bucherellare” l’impasto lievitato, un gesto quasi ipnotico. Quando il profumo di origano e olio extravergine invase la casa, Angela capì: non era solo cibo. Era un abbraccio. Era la consapevolezza che, finché avessero impastato insieme, le tradizioni di Bari non sarebbero mai scomparse.
L’arte di far stare bene.
Oggi Angela è cresciuta, ma quel profumo le riporta ancora alla mente la cucina della nonna, la luce del mattino e l’orgoglio di essere custode di un sapore che racconta chi siamo. La focaccia barese resta il simbolo del nostro essere comunità: un pezzo alla volta, condiviso tra amici o in famiglia, capace di raccontare storie che non passano mai di moda.

“E voi, qual è il ricordo più dolce che vi lega al profumo della focaccia appena sfornata? Raccontatemelo qui nei commenti: rendiamo questa storia un pezzo del nostro grande mosaico di Puglia.”


Crescenza Caradonna (Cresy)
Direttrice, Puglia d’Amare 24

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IL GRIDO DELLA TERRA: BREVE RIFLESSIONE SUL BRIGANTAGGIO IN PUGLIA.

Ven 5 Giu 2026

Il grido della terra: breve riflessione sul brigantaggio in Puglia

La storia della nostra Puglia non è fatta solo di mare, ulivi e bellezze solari. Nelle pieghe delle nostre campagne, tra le pietre della Murgia e i sentieri impervi del Gargano, si nasconde una memoria più cupa e complessa: quella del brigantaggio post-unitario.

Archivio Storico Pugliese

​Spesso relegato dalla storiografia ufficiale al rango di pura criminalità, il brigantaggio fu, in realtà, un vero e proprio terremoto sociale. Dopo il 1861, il passaggio tra due regni lasciò migliaia di contadini pugliesi in una condizione di miseria estrema, traditi nella speranza di vedere finalmente distribuite le terre che lavoravano da generazioni. Per molti, la scelta di “darsi alla macchia” non fu un atto di violenza gratuita, ma un grido disperato di resistenza contro un potere lontano che non comprendeva – o non voleva comprendere – le necessità del Sud.

Non dobbiamo dimenticare che tra le file di questo fenomeno ci furono anche le brigantesse: donne che, sfidando le convenzioni dell’epoca, imbracciarono il fucile al fianco dei propri uomini. Erano mogli, sorelle, contadine che avevano perso ogni altra forma di dignità e che, nel bosco o tra le rocce, trovarono una forma – pur tragica – di affermazione.

Riflettere oggi sul brigantaggio non significa esaltare la violenza, ma riconoscere una ferita storica mai del tutto rimarginata. È un tassello fondamentale per comprendere l’anima della nostra terra, fatta di una resilienza che nasce spesso dal dolore, dalla lotta per la sopravvivenza e dal bisogno ancestrale di giustizia.

Crescenza Caradonna

Direttrice, Puglia d’Amare 24


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Oro rosso di Puglia: l’eccellenza delle nostre ciliegie sfida i mercati internazionali.

Gio 4 Giu 2026

Oro rosso di Puglia: l’eccellenza delle nostre ciliegie sfida i mercati internazionali.

Qualità superiore e gusto inconfondibile, ma il comparto vive tra le contraddizioni di un mercato complesso. Raccontiamo il valore del nostro prodotto simbolo.

La ciliegia pugliese non è solo un frutto; è l’identità di un territorio. Nota in Italia e sempre più ricercata sui mercati esteri per le sue proprietà organolettiche e la sua dolcezza, l’oro rosso di Puglia rappresenta uno dei pilastri dell’economia agricola regionale.
Quest’anno la qualità è eccellente, frutto di una sapiente cura che i nostri agricoltori dedicano a ogni singola pianta. Tuttavia, il settore è spesso segnato da una “beffa”: nonostante la richiesta elevatissima da parte dei consumatori e della grande distribuzione, il prezzo riconosciuto all’origine non sempre premia adeguatamente l’impegno profuso.
È necessario continuare a promuovere la tracciabilità e la valorizzazione del marchio pugliese, affinché la fatica di chi lavora nei frutteti non venga oscurata dalle dinamiche di una filiera spesso troppo lunga. La nostra missione, come testata, è sostenere questo prodotto straordinario, invitando i lettori a scegliere consapevolmente la qualità locale, quella che porta con sé il sole e la passione della nostra Puglia.

A cura di Cresy

(Crescenza Caradonna)
Direttrice

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GRAN PREMIO DI BARI 2026

Evento/Bari



EVENTO.
GRAN PREMIO DI BARI

Bari diventa un circuito a cielo aperto.
dal 23–26 aprile 2026


ℹ️ Info

Old Cars Club
Via Napoli 357/D,
70132, BARI





Foto di Cresy Caradonna @


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CASTEL FIORENTINO TORREMAGGIORE, FOGGIA

PUGLIA D’AMARE E DA VISITARE

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FOGGIA – Castel Fiorentino Torremaggiore

Chiamato anche Torre Fiorentina, Castelfiorentino è il nome odierno del sito sul quale si trovano i resti della piccola città medievale chiamata Florentinum. È citata per la prima volta da Leone Ostiense nei Chronica monasterii Casinensis, sin dal 1058 figura nell’elenco delle sedi vescovili suffraganee della metropolia di Benevento. Era allora ben popolata: ospitava pochi artigiani, due o tre giudici, probabilmente altrettanti notai, ma la sua cattedrale contava circa quindici canonici e in città c’erano almeno altre sei chiese. Ubicata su uno sperone di forma allungata, fu edificata, come le altre città bizantine della Capitanata, su una pianta ortogonale, con una grande via longitudinale e viuzze perpendicolari. Senza dubbio all’estremità dello sperone si ergeva un castello normanno costruito alcuni decenni più tardi ; all’altra estremità, probabilmente sin dalla fine del XII sec. la città era prolungata da un sobborgo, ben visibile sulle fotografie aeree. Il territorio della città, che si estendeva nella zona delle colline subappenniniche, pure di superficie ristretta, ospitava almeno un casale, S. Salvatore, che scomparve durante l’occupazione musulmana di Lucera. Il declino della città cominciò nella seconda metà del XIII sec.; la sede vescovile scomparve nel secolo successivo e le ultime tracce di insediamento sembrano spegnersi verso l’inizio del Seicento; le rovine della cattedrale erano ancora visibili nell’Ottocento. Durante il ventennio anarchico della minorità di Federico II, Florentinum era governata dal conte di Lesina e Civitate Matteo Gentilis, ma nel 1223 era tornata al demanio. Non si sa quando, nell’ambito del rimaneggiamento del territorio della Capitanata, Federico II decise di farsi edificare una domus solaciorum nella città ); si suppone che essa sia stata eretta abbastanza presto, in quanto non riveste la forma dei palazzi federiciani più recenti. Sembra evidente comunque che la domus abbia occupato il posto (probabilmente una motta di origine normanna ben difesa) sul quale sorgeva il castello normanno, separato dalla città con un muro. Tale sostituzione di un castello difensivo con una domus corrisponde bene all’idea secondo la quale l’intera regione sarebbe stata protetta dai castelli periferici. La domus federiciana si innestava su strutture preesistenti, ed è stata in seguito rimaneggiata, probabilmente in età angioina, dai signori della città. Si trattava di un edificio maestoso, di pianta quasi rettangolare, lungo 29 m e largo 17 m, con uno spazio utile interno di 275 mq, costituito da due stanze lunghe leggermente spostate l’una rispetto all’altra. I muri, spessi 1,5 m, erano coperti da un rivestimento di belle pietre. Certo la pianta della domus di Castelfiorentino era molto meno sofisticata di quella dei palazzi di Castel del Monte, di Lucera e anche di Gravina. Quattro aperture strette e protette permettevano l’accesso dall’esterno. All’interno, le pareti erano rivestite di intonaco e il suolo di mattonelle disposte in opus spicatum. La stanza ovest era munita di due camini, i muri della stanza est di banchi di pietra. Tre archi di tufo sostenevano un soffitto o una volta su ogni stanza. L’edificio doveva comprendere un piano superiore, non conservato, ma probabilmente ornato di finestre con colonnine scolpite. Frammenti di capitelli, di colonne e di pilastri, di cornicioni, di archi a ogiva, di vetrate policrome testimoniano la ricchezza della decorazione interna della residenza imperiale. Federico II morì a Castelfiorentino 13 dicembre 1250, a proposito del luogo della morte dell’imperatore, nacque una leggenda che forse aveva un fondamento veridico.Secondo questa storia, gli astrologi annunciarono all’imperatore che egli sarebbe dovuto ‘appassire’ sub flore; Federico, desiderando nientemeno che l’immortalità, avrebbe allora sistematicamente evitato Florentia e Florentinum. Ma cadde in una trappola imprevista e così morì realmente sub flore, a Castelfiorentino appunto.

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-notizie dal FAI

Fondo per l’ambiente italiano


Il borgo medievale di Castel Fiorentino (o Fiorentino di Puglia), i cui ruderi si trovano in agro di Torremaggiore a 10 km dall’abitato presso la strada provinciale San Severo-Castelnuovo della Daunia.


Fiorentino di Puglia è stato un borgo bizantino di frontiera, fu rifondato ad opera del catapano Basilio Boioannes intorno al 1018.

(Notizie e foto dal web)

MELENDUGNO: CROLLA L’ARCO DEGLI INNAMORATI

Cronaca Puglia

Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni.

L’ARCO DEGLI INNAMORATI
PRIMA E DOPO.

La cartolina più famosa come l immagine tra le più note all’estero ma anche in Italia non sarà più il simbolo attrattivo per i tanti turisti visitatori della Puglia Salentina.

Cresy Caradonna

   


EPIGRAMMA DEDICATO ALLA PUGLIA.

EPIGRAMMA

DEDICATO ALLA PUGLIA.



Un epigramma è un breve componimento poetico che esprime un pensiero o un concetto in modo conciso e spesso arguto. Gli epigrammi possono essere satirici, ironici, filosofici o semplicemente descrittivi. Sono spesso utilizzati per esprimere un’idea o un sentimento in modo rapido e incisivo.

“La vita è breve, l’arte è lunga”
(Ippocrate)

In questo caso, l’ epigramma esprime un concetto filosofico sulla brevità della vita e l’importanza dell’arte.




Nel contesto della Puglia, un epigramma dedicato alla regione tra le  più solari e creative Italiane:

“La Puglia, un cuore che batte in ogni stagione”

Questo epigramma esprime l’idea che la Puglia sia una regione che vive e si esprime in ogni momento dell’anno, con la sua bellezza naturale e la sua ricchezza culturale.

Cresy Caradonna

LA PUGLIA D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

La Puglia è suddivisa in sei province:

Bari (Città Metropolitana): 41 comuni

Barletta-Andria-Trani: 10 comuni

Brindisi: 20 comuni

Foggia: 61 comuni

Lecce: 96 comuni

Taranto: 29 comuni

Per un totale di 257 comuni nella regione.

Il comune più piccolo per numero di abitanti è Celle di San Vito, (FG) con 148 residenti.

Il più alto Monteleone di Puglia (FG) 842 m.



LA PUGLIA UNA REGIONE D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

di Crescenza Caradonna


La Puglia, il “tacco” d’Italia, è una regione celebre per il suo mix unico di paesaggi mozzafiato, storia millenaria e una tradizione enogastronomica ricca e genuina. È una meta ideale da visitare in ogni periodo dell’anno.

Primavera ed Estate: Le coste offrono alcune delle spiagge e grotte più belle d’Italia, dal Salento (con le sue acque cristalline) al Gargano (con le sue falesie bianche). Le città come Lecce (il Barocco del Sud) e Ostuni (la “Città Bianca”) si animano.

Autunno e Inverno: È il periodo perfetto per esplorare l’entroterra, visitare i famosi Trulli di Alberobello (Patrimonio UNESCO), i Sassi di Matera (vicinissimi, in Basilicata), o dedicarsi ai sapori della cucina locale, come l’olio extra vergine d’oliva e il vino Primitivo.

Architettura e Cultura: dalle cattedrali romaniche ai castelli federiciani (come Castel del Monte), ogni angolo racconta una storia di dominazioni e culture diverse.
È un luogo che unisce la bellezza del mare al fascino della terra, offrendo esperienze autentiche e indimenticabili.

La magia della Puglia.
La Puglia non è solo una regione; è una sensazione che resta nel cuore. Dal bianco accecante dei centri storici alla terra rossa e fertile degli uliveti secolari, fino al blu intenso dell’Adriatico e dello Ionio, offre un caleidoscopio di emozioni.
Che si tratti di perdersi tra i vicoli di Bari Vecchia, di ammirare il Barocco dorato di Lecce, di ballare al ritmo della pizzica in Salento, o semplicemente di gustare un pasto a base di prodotti freschi e genuini, la Puglia promette un’esperienza autentica e calorosa.
È una terra che ti accoglie come un vecchio amico, lasciandoti la certezza di voler tornare a esplorare il suo fascino, sempre e in ogni stagione.

“La Puglia è un invito a rallentare, un abbraccio caldo tra terra e mare che lascia nel cuore il sapore inconfondibile del Sud.”

Tutti i diritti riservati ©️



BARI: PROIEZIONE DEL VIDEO: “EMOZIONANDO” 


Grace and Albert production presentano

Il 12 Dicembre 2025 ALLE ORE 18,15

– PRESSO LA SALA CONFERENZE ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO


– VIA PUTIGNANI N° 101 – BARI –

PROIEZIONE DEL VIDEO:
“EMOZIONANDO” 

LIBERAMENTE PRODOTTO DA GRAZIA E ALBERTO GRANDOLFO

L’evento vuole offrire un momento di socialità e di benessere culturale aperto ai frequentatori dell’Istituto Nastro Azzurro e a tutta la cittadinanza proponendo un viaggio tra alcune delle canzoni più amate. Sei decenni densi di storie, ricordi e curiosità che hanno ispirato gli autori e i brani. Un percorso emozionale e musicale pensato per la generazione dei “Baby Boomers”, ma capace di coinvolgere ogni età.

Il video è stato realizzato attraverso il contributo libero di artisti operanti nel teatro, nella poesia, nella narrativa, nel canto, nella storia dell’arte, nei cori locali del nostro territorio tra i quali:

Cresy Crescenza Caradonna: Poetessa

Anna Tinta Valentini: Scrittrice, Vocalist e Voce narrante

Renata Centrone: Voce narrante

Vito D’Agostino: Vocalist e Voce narrante

Anna Maria Damato: Voce narrante

Aldo Fornarelli: Voce narrante

Alessandro Grandolfo: Voce narrante

Emanuele Sciacovelli : Scrittore

INFO AL 3345771947


XIV EDIZIONE PREMI LETTERARI NAZIONALI “NICOLA SAPONARO”PORTA D’ORIENTE LIBERO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO: SERATE DI PREMIAZIONI


BARI EVENTO LETTERARIO
Sala delle Muse
Teatro Petruzzelli di Bari




XIV EDIZIONE PREMI LETTERARI NAZIONALI “NICOLA SAPONARO
PORTA D’ORIENTE LIBERO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO.


L’Associazione Porta d’Oriente presidente prof.ssa Cettina Fazio Bonina che ha istituito il Premio intitolato a Nicola Saponaro, drammaturgo e grande intellettuale di Bari, ha visto il trionfo della scrittrice siciliana Catena Fiorello con il romanzo dal titolo: Vita e peccati di Maria Sentimento, prima classificata nel settore romanzo in questa XIV edizione.
Poeti, scrittori e saggisti hanno partecipato numerosi ricevendo premi e menzioni come partecipanti al Premio Letterario oltre i numerosi ragazzi, nuove leve del panorama letterario e musicale.
Le due serate svoltesi il 19 e 20 novembre 2025 presso la Sala delle Muse Teatro Petruzzelli a Bari sono state seguite da un folto pubblico di estimatori ed addetti al mondo della cultura pugliese e nazionale sia in presenza che in remoto.

L’evento ben gestito da tutti gli organizzatori ha dato appuntamento al prossimo anno con la nuova edizione del Premio più importante del Mediterraneo sempre con quella passione e determinazione che li distingue da sempre.


Crescenza Caradonna
dir. Puglia d’amare 24 Quotidiano d’informazione
-scrittrice


Nella foto:
Cettina Fazio Bonina, presidente
Antonella Daloiso, giornalista
Vito Leccese, sindaco di Bari ( presente all’inaugurazione evento)




Colgo l’occasione per ringraziare la giuria per avere  selezionato il mio saggio dal titolo “Ponte di Luce: San Nicola, l’eterno viaggio tra cielo mare e terra di Puglia” che ha ottenuto una menzione di merito e d’onore.


MOTIVAZIONE
“Ponte di luce: San Nicola, l’eterno viaggio tra cielo, mare e terra di Puglia”
Per aver saputo intrecciare con intensa sensibilità poetica e rigore narrativo la memoria, la fede e l’identità di una terra sospesa tra mare e cielo.
L’autrice restituisce alla figura di San Nicola di Myra la sua dimensione universale e umanissima, facendone un simbolo di pace, incontro e spiritualità condivisa tra Oriente e Occidente.
Con una prosa luminosa e avvolgente, Crescenza Caradonna trasforma la storia in canto, il culto in viaggio, e la Puglia in una terra-simbolo di dialogo e speranza.


“Ponte di luce” è un tributo alla bellezza eterna del Mediterraneo e al soffio immortale di un Santo che continua a unire i popoli nel nome dell’amore e della fede.
Bari, 19 novembre 2025


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Bari, 21 novembre 2025