«IL CAMPO» Lettura Scenica -MILANO-

Articolo di Crescenza Caradonna


«IL CAMPO» Lettura scenica -MILANO-


Il 17 marzo, a Figino (MI), l’attrice FLORIANA UVA farà una lettura scenica molto intensa e coinvolgente, scritta e diretta da Margareth Locorotondo dal titolo:
«IL CAMPO»


Date ed orari in locandina

Alle ore 20:30 con l’interessante appuntamento di Teatro in Spiazza

Spiazza – Biblioteca Sociale

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IL CAMPO

Che cosa è la memoria dei campi di concentramento nazisti oggi, nel contesto nel quale viviamo oggi…? Mi sono chiesta infinite volte come si possa trasferire la memoria, il dolore, le brutture, la disumanizzazione, la tortura senza che un momento dell’anno si riduca a un semplice “momento dell’anno”.
Quello che è importante è non dimenticare ma, a mio avviso, un ulteriore mattoncino di questa azione edificante di umanizzazione dell’uomo, é: non deve più accadere. E quando non ci saranno più le voci della Shoah a far riflettere e ricordare, a noi, cosa resterà? Da queste riflessioni nasce lo spunto per “Il Campo”. L’ispirazione nasce da letture diversificate sul tema. Un programma televisivo che ripropone, in diretta, le brutture di un campo di concentramento nazista. Le vicissitudini si susseguono investendo varie sfere della vita dei prigionieri, persone strappate alle loro quotidiana normalità per essere catapultate in un luogo creato appositamente per mostrare a tutti gli spettatori le debolezze, le emozioni, le sofferenze……il decadimento dell’uomo della sua presunta umanità.

Che cosa è la memoria dei campi di concentramento nazisti oggi, nel contesto nel quale viviamo oggi…? Mi sono chiesta infinite volte come si possa trasferire la memoria, il dolore, le brutture, la disumanizzazione, la tortura senza che un momento dell’anno si riduca a un semplice “momento dell’anno”.
Quello che è importante è non dimenticare ma, a mio avviso, un ulteriore mattoncino di questa azione edificante di umanizzazione dell’uomo, é: non deve più accadere. E quando non ci saranno più le voci della Shoah a far riflettere e ricordare, a noi, cosa resterà? Da queste riflessioni nasce lo spunto per “Il Campo”. L’ispirazione nasce da letture diversificate sul tema. Un programma televisivo che ripropone, in diretta, le brutture di un campo di concentramento nazista. Le vicissitudini si susseguono investendo varie sfere della vita dei prigionieri, persone strappate alle loro quotidiana normalità per essere catapultate in un luogo creato appositamente per mostrare a tutti gli spettatori le debolezze, le emozioni, le sofferenze……il decadimento dell’uomo della sua presunta umanità.
Ma cosa può far nascere speranza? Qual è l’unica forza risanatrice che dispensa l’uomo?

Q u a l e p u ò e s s e r e l a f o r m u l a p e r i l cambiamento? Solo una è la parola da pronunciare: “Amore”. <…“Così, la vita è ripresa. Gli anni sono passati ma il ricordo è sempre vivo dentro di me. Il dolore riaffiora quando la mente scova ricordi anche minuziosi. Non cancella. Archivia. Porta consiglio al cuore.

Ricorda il valore della parola “Amore”. Sussurra dignità! dignità! quando si accorge che il mondo sta perdendo equilibrio, come un funambolo sulla corda più lunga da percorrere, sospesa e tesa sul vuoto.”… …”E voi nuovi spettatori, non illudetevi di aver compreso tutto; dovete credere e basta che l’orrore non bisogna viverlo per imparare a conoscerlo e poi scacciarlo!

L’orrore non va cercato per comprendere. L’orrore deve servirsi della storia per non comparire più nella vita dell’uomo.”>

Margareth Locorotondo

«IL CAMPO»
17 – 18 – 19 MARZO 2018


-Attrice Floriana Uva
con Margareth Locorotondo
-Testo e Regia di Margareth Locorotondo


L’attrice barese Floriana Uva , lunghissimo e onorato curriculum, non nuova a performance di alto contenuto morale e drammatico,   darà  vita al reading scenico  de “Il Campo” a Milano in ben quattro appuntamenti  nel corso dei giorni  17 18 e 19 Marzo

* SABATO 17 MARZO 2018 ORE 20,30 *

BIBLIOTECA SOCIALE “SPIAZZA” * Via Rasario 10/c Figino * Milano
* DOMENICA 18 MARZO 2018 ORE 15,30 *
BIBLIOTECA REMBRANDT 12 * Via Rembrandt 12 * Milano
Prenotazione Obbligatoria Tel. 339 7963753
* DOMENICA 18 MARZO 2018 ORE 21,00 *
SALA GRANDE * CGIL Milano Segesta
Via Albertinelli 14/1 – angolo P.le Segesta * Milano
* LUNEDI’ 19 MARZO 2018 ORE 21,00 *
TEATRO BLU
http://www.teatroblu.org
Parrocchia S. Angela Merici * Via Cagliero 26 * Milano

 


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HA DATO SUO FIGLIO IV Domenica di Quaresima (B)

PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO di  Crescenza Caradonna

HA DATO SUO FIGLIO
IV Domenica di Quaresima (B)
Gv 3,14-21

+«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.+

“Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita»”. (Nm 21, 8)

“…è curioso notare che a Timna, nella regione mineraria dell’Arabia, nell’area settentrionale sinaitica, sono stati scoperti dagli archeologi piccoli serpenti di rame, metallo che là abbondava, i quali probabilmente avevano la funzione di protezione magica da quei rettili velenosi che infestavano la steppa.” (Card. G. Ravasi, Le pietre d’inciampo del Vangelo, 2015)

Non sono pochi i casi in cui, nell’antico testamento, quelli che sono usi e costumi dell’antichità, diventano mediatori di un messaggio diretto a quell’umanità presente in un determinato contesto storico/geografico e antropologico/culturale. Pensiamo solo alle modalità con cui avviene il patto fra Dio e Abramo (cfr Gn 15, 1-18).

Il serpente è simbolo della sapienza in molte culture, messo in alto, in modo da essere visibile a tutti, vuol significare l’atto di rendere a tutti accessibile la vera saggezza e conoscenza. Così, similmente all’antico amuleto, la Verità è l’unico antidoto efficace contro il veleno del peccato (Gv 8, 32), sopratutto quello che alimenta il dubbio verso la fede. Per noi cristiani la croce portata dal Cristo è il simbolo più eloquente della sua saggezza divina e, per questo, apparentemente paradossale: “scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani” (1 Cor 1,23). Sulla croce vediamo una vita che si dona incondizionatamente e resta fedele all’Amore a qualsiasi costo.

+Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.+

Come già abbiamo fatto notare, L’Amore di Dio è così fedele e radicale da apparirci come un paradosso. Il Padre, che al di sopra di tutto ama suo Figlio, ce ne fa dono e, umanamente ingiustificabile, lo fa nella consapevolezza che non l’avremmo accolto, ma piuttosto maltrattato e ucciso. La logica ci direbbe che Dio ami più noi che il suo Unigenito. Questo paradosso dell’Amore si risolve solo attraverso la fede nella Resurrezione che da senso a tutto, questa stessa Speranza risolve anche il paradosso di un universo amato dal suo Creatore, ma che resta ferito dalla morte e dal peccato.

+Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.+

Solo con il gesto radicale ed inconcepibile del Padre, darci suo Figlio, l’uomo ha potuto conoscere la vertiginosa altezza del suo Amore. Se l’uomo, fino a quel momento, non ha saputo pensare a Dio se non come a un giudice implacabile, ma con Cristo il giudice si rivela invece un Padre disposto a mettere in gioco ciò che più ama per renderci partecipi della sua divinità. Adesso spetta a noi accoglierla e fare in modo che guarisca sia le nostre ferite personali che quelle della storia. Se rifiutiamo la sua “medicina” ci sarà impossibile guarire! Solo avendo fede, vedremo e riconosceremo il volto di Dio, guardando al “serpente” potremo essere guariti.

+E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».+

La Luce è venuta nel mondo, ma se non ci facciamo illuminare da questo Amore, l’umanità continuerà nei suoi orribili errori: guerre, ingiustizie, divisione, odio. Eppure ancora siamo capaci di giustificare a noi stessi e agli altri tali nefandezze, ancora, anche fra di noi, c’è chi punta il dito per condannare ed “uccidere”, alimentando il peccato della violenza e della diseguaglianza. Entriamo nella sapienza del Cristo, e diffondiamo nel mondo il suo Verbo di Salvezza attraverso il messaggio concreto ed eloquente di una Carità autentica.

Felice Domenica!

Fra Umberto Panipucci


BUONA DOMENICA
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

NOE’: IL DILUVIO, LA PAURA E LA SALVEZZA di Maria Antonietta Cucci


PRESENTAZIONE LIBRO

Giovedì 15 marzo 2018
ore 18:00
Libreria DI MARSICO
Via Calefati, 136 -Bari –
Il prof. Nicola Cutino dialoga con la scrittrice Maria Antonietta Cucci,
autrice del libro:
NOE’: IL DILUVIO, LA PAURA E LA SALVEZZA
(Wip edizioni)

Ingresso libero


La storia di Noè collegata alla vicenda del diluvio offre una vasta serie di riflessioni su grandi temi ed anche collegamenti a molti testi biblici, che l’Autrice ha approfondito nella stesura del presente volume sottolineando che il diluvio, avvenuto circa cinquemila anni or sono, segna una traumatica frattura tra Dio e l’umanità.

Dio e l’uomo corresponsabili nella Storia dove le forze del male sembrano prevalere sul bene e la malvagità umana sembra avere il sopravvento,  ma con “la misericordia (amore viscerale) Dio rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre…(Papa Francesco) affinchè noi figli dimentichiamo le lacrime nel ricevere un sorriso ( parafrasi ad alcune parole di Martin Lutero).

prof. Nicola Cutino



I giovedì letterari in libreria è una rassegna artistica e letteraria a cura dell’Associazione Mondo Antico e Tempi Moderni presidente il prof. Nicola Cutino.


articolo di Crescenza Caradonna

“L’immensità della luce” di Athos Faccincani -BARI-

di Crescenza Caradonna


MOSTRA PERSONALE
di   Athos Faccincani

“L’immensità della luce”

11 marzo sabato nel Colonnato della Città Metropolitana di Bari si presenta la personale di Athos Faccincani.

L’ingresso alla mostra, aperta al pubblico fino al 25 marzo (dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 19.00 e la domenica dalle 9.00 alle 13.00), è sempre gratuito.

La personale di pittura è organizzata dalla “Contemporanea galleria d’arte” di Giuseppe Benvenuto,con il patrocinio della Città Metropolitana.


BIOGRAFIA

Athos Faccincani nasce a Peschiera del Garda il 29 Gennaio 1951. Negli anni 70 il giovane artista comincia a farsi notare per l’intensità espressiva delle sue figure. Gli viene così commissionata una mostra sulla Resistenza presso la Gran Guardia di Verona che gli frutterà la Medaglia di Cavaliere della Repubblica, consegnatagli dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel 1980, dopo un profondo cambiamento interiore, Faccincani decide di lasciarsi ispirare dalla Natura, che diventa la protagonista indiscussa della sua pittura. Da allora l’ascesa del Maestro del Colore si è estesa ben oltre i confini nazionali; tra le sue esposizioni internazionali più importanti quelle di New York, Boston, S. Antonio, Miami, San Francisco, Chicago, Los Angeles, Londra, Vienna, Tokyo, Madrid, Zurigo, Amburgo, Monaco, Sofia e Montecarlo. Innumerevoli anche i premi di cui è stato insignito durante la sua quarantennale carriera; fra gli ultimi, il premio Personalità Europea consegnatogli a Roma nel 2008.

OPERE


 

Domenica 11 marzo alle ore 18.00 presso il colonnato della Città Metropolitana di Bari (Lungomare Nazario Sauro, 27) sarà inaugurata la mostra “L’immensità della luce” di Athos Faccincani

L’artista veronese presenterà circa 30 dipinti ad olio su tela tra i più rappresentativi del nostro territorio. Sarà proprio Faccincani ad illustrare i suoi quadri, nel corso della cerimonia, insieme al critico d’arte, Gianfranco Terzo. Interverranno inoltre la consigliera delegata ai Beni culturali della Città Metropolitana di Bari, Francesca Pietroforte, e il curatore della mostra, Giuseppe Benvenuto.

INAUGURAZIONE
DOMENICA 11 MARZO (ore 18:00)
-Colonnato della Città Metropolitana-
BARI


articolo di Crescenza Caradonna

https://www.facebook.com/crescenzacaradonna

“Quei palloncini bianchi e rosa”di Crescenza Caradonna

L’EDITORIALE


“Quei palloncini bianchi e rosa”

 

L’innocenza rubata vola lì in alto in quei palloncini bianchi e rosa che certamente troveranno approdo nelle ali amorose di una giustizia celeste.

Oggi, ancora una volta, è stato perpetuato l’ennesimo omicidio che ha coinvolto due bambine senza colpe da parte di un padre orco che pensava di essere il padrone della vita delle sue figlie ponendo fine alla loro esistenza in modo barbaro e violento.

La mamma delle piccole, colpita anche lei gravemente dall’uomo suicida, giace in un letto d’ospedale svuotata di ogni bene e di quell’amore materno che le illuminava la vita: Alessia e Martina.
È a questa madre che vada la massima solidarietà perché le donne vanno ascoltate sempre, prima che accadano fatti del genere, non lasciamole sole crediamo sempre alle loro parole non sottovalutiamo mai le loro grida d’aiuto.

L’arma è la denuncia ma facciamo in modo che esse siano prese in considerazione e non chiuse in un cassetto buio dove germinano solo «sangue e lacrime».
di Cresy Crescenza Caradonna