SAN NICOLA DI BARI


Buon san Nicola
Auguri a tutti coloro che portano questo nome.


“Per San Nicola di Bari”
🙏🏻
O dolce San Nicola di Bari,
con la tua preghiera ci guidi
verso la strada della speranza
e ci doni la fede che mai svanisce.

Nella tua sacra Basilica,
tra le antiche colonne di marmo,
in ginocchio pregano i fedeli,
con il cuore pieno di amore e calore.

Ora che il mondo è così frenetico,
ci doni la pace e la serenità,
e ci ricordi che l’amore è l’unico vero tesoro,
che possiamo condividere con umiltà.

Con il tuo santo esempio,
ci insegni l’umiltà e l’umana devozione,
e ci guidi sulla via della bontà,
verso la salvezza e la redenzione.

O dolce San Nicola, santo protettore,
che con la tua preghiera ci consoli,
aiutaci a vivere secondo la tua volontà,
e a seguire sempre il tuo esempio di vita santa e pia.
Cresy Crescenza Caradonna



– Icona serba di san Nicola coi ritratti dei donatori, re Uroš Milutin e Simonida (1319; Bari, Basilica di San Nicola, cripta)-
(È questa la vera immagine del Santo)



LA STORIA DI SAN NICOLA

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ODE ALLA FOCACCIA (barese).

CIBO DA ASPORTO/ FOCACCIA



ODE ALLA FOCACCIA
( barese )

Ah, focaccia di Bari, regina dorata,
sulla teglia rotonda, sei ben adagiata.
Con l’olio che luccica, gemma solare,
profumo che inebria l’aria del mare.
Pomodorini rossi, confetti vermigli,
olive spiritose, sono tesori da assaporare.
Sale grosso che scrocchia, sinfonia gustosa,
Nell’impasto soffice, delizia gioiosa.
Al mattino fragrante, o a sera leggera,
sei conforto sincero, gioia vera.
Sotto il sole cocente, o al tiepido vento,
sei un pezzo di Puglia, un dolce portento.
Ogni morso è un viaggio, un sapore sincero,
della terra che canta, del cielo sereno.
Focaccia barese, semplice e divina,
Nel cuore di Bari, la tua fiamma confina.
di Cresy Caradonna@


pugliadaamarequotidiano@gmail.com

Info/contatti

IO AMO BARI: CHI ERA PIRIPICCHIO.


CARTOLINE DEL PASSATO/IO AMO BARI


Cartolina del passato

Bari

Piripicchio

(personaggio popolare e attore)

(foto dal web)



CHI ERA PIRIPICCHIO?

Michele Genovese
attore, comico, artista di strada e mimo italiano (5 luglio 1907 – 1º agosto 1980)

Michele Genovese

Michele Genovese meglio noto con il nome d’arte Piripicchio (Barletta, 5 luglio 1907 – Bitonto, 1º agosto 1980) è stato un attore, comico, artista di strada e mimo italiano.

Piripicchio, definito il “Charlie Chaplin pugliese”, è stata una delle ultime maschere della Commedia dell’Arte in Italia. Vestiva con frac, bombetta, un paio di baffetti alla Charlot e un garofano rosso all’occhiello. L’accessorio caratteristico e parte essenziale della coreografia era il bastone di bambù, che era solito armeggiare. Spesso lo puntava a terra per poi afferrarlo al volo, accompagnando con gesti allusivi le sue battute argute, vivaci e, talvolta, spinte.

Di solito al pomeriggio improvvisava piccoli spettacoli di strada, ai quali assisteva sempre una moltitudine di ogni età e ceto. Vi erano spettatori sia per strada che affacciati alle finestre o ai balconi, i quali, al termine dell’esibizione, gli elargivano nella bombetta qualche moneta oppure sigarette da esportazione, ringraziandolo così di quelle piccole evasioni dalla vita quotidiana che egli offriva.

Il povero Piripicchio non cercò la ricchezza, se non quella interiore datagli dal pubblico che lo stimava e, soprattutto, dalla gioia di vedere i ragazzini accorrere felici, quando sentivano suonare il tamburo che lo annunciava, e seguirlo rumorosamente, quando si spostava. Con la sua morte, l’avanspettacolo povero ha perso il suo ultimo testimone e, forse, anche uno dei suoi esponenti più sinceri.

«Piripicchio. Si chiamava Piripicchio. Era un attore. Aveva scelto Piripicchio come nome d’arte, ma, all’anagrafe di Barletta, dov’era nato, risultava come Michele Genovese. Era un attore povero, recitava per strada come i grandi giullari di razza fine di un tempo. E del giullare aveva il talento a forti tinte, la faccia mobilissima, la voce intonata e stentorea. E il volto, il volto che, in certi casi, casi miracolosi, è un paesaggio, in Piripicchio era una parapettata di teatro eterno con quinte, fondali, spezzati ed arlecchine. Forse Michele Genovese non ha mai recitato al chiuso di un vero palcoscenico di un teatro col sipario di velluto, le scene e il cielo di carta.
Le sue scenografie erano la sua faccia e le vie e le piazze di Puglia. Molti lo ricorderanno: era una figuretta elegante e paradossale, grottesca e poetica. Un dandy rusticano che si muoveva nella ammiccante ed eccessiva eleganza di un tight consunto dalle angherie di tournée defatiganti per polveri assolate e strade spalancate al sole. Completavano il costume un cravattino comme il faut e un bastoncino di bambù. Non mancava mai di ostentare un fiore bianco e freschissimo all’occhiello. Un clown nostro che si aggirava instancabilmente con il suo repertorio antico più che vecchio, intrecciando lazzi da vaudeville con memorie di perdute atellane, frizzi candidamente osceni, canzoni malinconiche intarsiate di sberleffi improvvisi con filastrocche sull’amore e sulla lontananza.»

(Michele Mirabella nella prefazione di L’ultima mossa. Omaggio a Piripicchio di Angelo Saponara)

Il 9 novembre 2010 esce al cinema il film Piripicchio – L’ultima mossa a lui dedicato: la sceneggiatura è di Antonio Garofalo e Luca Vessio, mentre la regia è di Vito Giuss Potenza.

Il suo sogno di esibirsi nel teatro Piccinni di Bari venne esaudito nel giugno del 1977. Nel corso di una serata presentata da Gianni Roman, per premiare i vincitori della prima marcialonga dei tre ponti di Bari, un giovane poeta dialettale, Vito Bellomo, si prestò per accompagnare, con la chitarra di un noto comico barese, Piripicchio, che eseguì la celebre” Era un bel giorno di maggio…”, commuovendosi e ringraziando Vito Bellomo.

Il Comune di Bari con una cerimonia svoltasi il 26 settembre 2007, gli ha intestato una strada che sbocca su Piazza Ferrarese (Città vecchia) nei pressi del Fortino di sant’Antonio.

(notizie dal web)


CHIUDE LO STORICO PANIFICIO SANTA TERESA A BARI VECCHIA


21 nov.2024


Il 31 dicembre chiuderà lo storico panificio “Santa Teresa”, uno dei tre forni rimasti attivi a Bari Vecchia. Il 75enne proprietario Nicola Violante ha ammesso di essere stanco di lavorare dopo decenni di attività.

Il panificio, situato dal 1948 su strada Santa Teresa dei Maschi, a pochi passi dalla chiesa omonima, è da sempre stato caratterizzato da un piano cottura girevole che viene fatto ruotare tramite un “timone” a pedale prima di entrare nel forno.

Ebook

LA MURAGLIA BARESE

LA MURAGLIA BARESE

Via Venezia, la cosiddetta “Muraglia” barese, è una tappa obbligata per cittadini, visitatori, turisti che vogliano passeggiare piacevolmente e abbracciare con lo sguardo quasi tutto il lungomare di Bari.
Da questo punto di contatto tra mare e terra i Baresi hanno vissuto momenti storici carichi di gioia e apprensione: hanno subito assedi, hanno assistito all’avvicinarsi di navi turche e corsare, hanno salutato amici e deriso i nemici.
Entrando in piazza Ferrarese e superando sulla propria destra il palazzo del Mercato del Pesce, si imbocca via Venezia (lato sud) che, attraverso una rampa, ottenuta diroccando le vecchie mura, risale gradualmente verso il Fortino di Sant’Antonio Abate . Questo baluardo è l’unico, insieme al Fortino di Santa Scolastica (lato nord), a essere sopravvissuto alla campagna di demolizioni del 1800, che hanno portato invece alla distruzione degli altri due torrioni originari di San Domenico e del Vento.
Il lato sud della Muraglia è abbellito, ai suoi piedi, da una serie allineata di colonne recuperate da templi e costruzioni romane, tra cui una acquistata da Isabella Sforza, proveniente dalla chiesa di San Gregorio de Falconibus, e il cippo n. 128 della via Traiana che, collegando Benevento a Brindisi, passava per Bari.
Lungo la via si affacciano palazzi nobiliari (es. palazzo Tanzi) e case popolari che con corti, vicoli e scale intervallano di tanto in tanto la staticità delle mura.
Procedendo verso nord si può osservare sulla sinistra il chiaro profilo della basilica di San Nicola (sulla sinistra una scalinata permette di accedere alla Strada Palazzo di Città, la cui parte iniziale costeggia il versante orientale della Basilica stessa – palina informativa ) e sulla destra il moderno lungomare, realizzato nel 1931, fino ad arrivare al baluardo di Santa Scolastica (sulla destra, al termine della passeggiata, una scala – palina informativa -porta verso il Lungomare Imperatore Augusto; una volta scesi procedendo verso sinistra si raggiunge l’ingresso del Museo Archeologico di Santa Scolastica – palina informativa), il più imponente della Muraglia, costruito al tempo di Bona Sforza.
Dal Fortino di Santa Scolastica fino al castello il tracciato delle mura, bruscamente distrutte negli anni Trenta insieme alla “Porta di mare” del XIII secolo, è ricostruibile solo in via ipotetica.
Della più antica cinta muraria di cui abbiamo testimonianze del IV secolo a.C. non restano che labili tracce ma l’imponente impostazione medievale, che ha mantenuto la sua integrità fino agli inizi dell’Ottocento, oggi sopravvive nei quattrocento metri superstiti che separano la città vecchia dal lungomare e che continuano a rappresentare un severo monito per chi visita Bari, antica regina dell’Adriatico.

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MUSEO ARCHEOLOGICO DI SANTA SCOLASTICA   

MUSEO ARCHEOLOGICO DI SANTA SCOLASTICA   

Istituito dalla Deputazione Provinciale nel 1875, il Museo Archeologico nacque con un piccolo nucleo di reperti raccolti dal prof. Nitto De Rossi nell’Istituto Tecnico di Bari.

Il Museo fu aperto al pubblico nel 1890 nella sede del palazzo Ateneo dove è rimasto sino all’anno 2000, qui la Commissione di Archeologia e Storia Patria si adoperò ad accrescere il patrimonio attraverso lasciti, donazioni e acquisti. Si devono a Maximilian Mayer, direttore del Museo dal 1894 e a Michele Gervasio direttore dal 1909, i meriti della compilazione dell’inventario, di studi specialistici e della realizzazione di importanti campagne di scavo.

Nei primi anni del ‘900 il patrimonio archeologico fu incrementato da cospicui acquisti quali, citandone solo alcuni tra i più importanti, i reperti canosini della tomba Varrese, la collezione Polese comprendente oltre 2000 oggetti, il monetiere Maselli.

Nel 1957 l’Amministrazione Provinciale affidava all’Amministrazione dello Stato la gestione del Museo, dove la Soprintendenza delle Antichità della Puglia e del Materano, avrebbe dovuto raccogliere  tutti i reperti provenienti dagli scavi effettuati in provincia di Bari. Risalgono al 1957 e al 1958 le importanti campagne di scavo a Monte Sannace e a Conversano. Tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80 il Museo si arricchisce di nuovi importanti reperti con  gli scavi a Monte Sannace, Acquaviva delle Fonti, Canosa, Rutigliano, Conversano, Turi.

La collezione archeologica, ampia e diversificata, consta delle seguenti sezioni per un totale complessivo di oltre 30.000 reperti:

–       materiale preistorico comprendente strumenti litici, ceramica impressa;

–       ceramica indigena geometrica dauna, peuceta e messapica;

–       ceramica apula di derivazione greca a vernice nera, sovradipinta, a figure rosse e dello stile di Gnathia;

–       ceramica greca, corinzia e attica;

–       terrecotte figurate e architettoniche;

–       sculture in pietra;

–       bronzi comprendenti vasi, armi, armature, utensili;

–       oreficerie;

–       epigrafi greche e latine;

–       monete greche, romane, bizantine, medievali e moderne;

–       gemme incise;

–       oggetti di osso e di avorio;

–       vetri e ambre.

Dal 1994 al 2000 la sede storica del Museo chiude al pubblico per lavori di adeguamento. Nel 2001 la Provincia chiude la convenzione del 1957, riassume direttamente la gestione del Museo Archeologico Provinciale e trasferisce le raccolte nel complesso di Santa Scolastica, nel cuore della città vecchia. Il concorso internazionale di progettazione bandito nel 2007, ha prodotto il progetto di restauro e di rifunzionalizzazione del complesso architettonico in chiave museale.

Oggi il Museo dispone di depositi riordinati nei quali è stata operata la ricomposizione dei nuclei originari dei reperti.

E’ disponibile un database elettronico per la consultazione delle schede inventariali comprensive di testi e immagini per ogni oggetto.

Attualmente la sedi operative del Museo sono il complesso di Santa Scolastica in via Venezia e la Biblioteca Santa Teresa dei Maschi – de Gemmis in strada Lamberti, 3.

Per consultare il database su appuntamento e per informazioni telefonare ai seguenti numeri: 080.5412596 E-mail museoarcheologico@provincia.ba.it.


TI MANGIO IL CUORE: IL FILM

“Ti mangio il cuore”film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa Ti mangio il cuore è un film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa, tratto dall’omonimo romanzo d’inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini ed ispirato alla vera storia di Rosa Di Fiore prima pentita della mafia garganica. Presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra internazionale…

 

BARI IERI E OGGI

BARI IERI E OGGI


Bari ieri

LA PORTELLA DELLA MADONNA DEL CARMINE
sulla muraglia di Bari vecchia


Bari oggi


Foto di Giuseppe Franco



@cresycaradonna