Il mondo del calcio è in lutto. Diego Armando Maradona è morto oggi 25 novembre 2020 a 60 anni dopo un arresto cardiaco mentre era nella sua abitazione in Argentina. Nelle scorse settimane Maradona era stato operato alla testa, l’intervento era andato bene. Ma nella sua abitazione Diego è stato colto da un arresto cardiaco, che gli è stato fatale. RIP
👠😞 “Ho bruciato per 20 minuti, respiravo la mia essenza, speravo di morire”. Valentina Pitzalis, oggi 37enne, il calvario iniziato quando, 10 anni fa, è stata sfigurata dall’ex marito che le ha gettato del liquido infiammabile addosso con l’intenzione di ucciderla.
“La cosa più brutta è che oltre ad aver perso le mie sembianze ho perso l’autosufficienza, sono diventata invalida al 100%, mi hanno amputato la mano sinistra. I medici mi hanno salvato la mano destra. Ho subìto una violenza inaudita dalla persona che credevo di amare”.
#iostoconledonneperdirebasta
Il 4 giugno 2020 è stata chiesta l’archiviazione per Valentina Pitzalis: per i magistrati non è stata lei ad appiccare il fuoco. È stata così confermata per la terza volta la ricostruzione secondo cui è stato proprio il muratore di 27anni il responsabile del rogo nel quale poi è rimasto ucciso e da cui Valentina Pitzalis è uscita viva per miracolo, nonostante le varie ustioni riportate sul suo corpo.
SANTI DI OGGI Il santo del giorno 23 febbraio è San Policarpo di Smirne, vescovo e martire, celebrato dalla Chiesa cattolica come figura chiave dei Padri apostolici, discepolo di San Giovanni Apostolo. Martirizzato nel II secolo (circa 155 d.C.) a 86 anni, è noto per la sua fermezza nella fede. Altri santi e beati del … Continua a leggere IL CALENDARIO DI OGGI→
Cronaca Puglia Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni. La cartolina più famosa come l immagine tra le più note … Continua a leggere MELENDUGNO: CROLLA L’ARCO DEGLI INNAMORATI→
Mercoledì, 28 gennaio 2025 IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura. L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di … Continua a leggere IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA→
Terre des Hommes accoglie e fa propria la Giornata Mondiale delle Bambine proclamata dall’ONU e lancia indifesa, una campagna triennale per garantire alle bambine istruzione, salute, protezione dalla violenza e dagli abusi.
L’11 OTTOBRE E’ LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE
DONA ORA AL 45591 #indifesa con un SMS solidale
#indifesa con un SMS solidale
L’11 ottobre è la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE. Hanno bisogno della nostra protezione perchè la bambine di oggi sono le donne del domani. Ingiustizie a loro perpetuate che si sono aggravate ancora di più con la pandemia da Covid – 19 specialmente sulle fasce più deboli ma sono le bambine e le ragazze che subiscono stupri, matrimoni precoci, tratta e schiavitù, mutilazioni genitali, lavoro minorile gravidanze non volute. I dati sono allarmanti diramati da Save The Children più di 575 milioni di bambine e ragazze vivono la condizione di discriminazione di genere. 15 milioni di bambine non potranno mai accedere all’istruzione scolastica senza potere avere la possibilità di imparare a leggere e scrivere; 12 milioni costrette a matrimoni precoci con uomini molto più grandi di loro andando incontro a gravidanze precoci rischiando la morte. 68 milioni di bambine hanno subito mutilazioni genitali che purtroppo sono in aumento. 743 milioni di bambine e ragazze, dall’inizio della pandemia, hanno avuto negata l’istruzione e sono cresciute le gravidanze precoci. Abbiamo il dovere di aiutare subito le bambine e le ragazze che subiscono queste indicibili violenze così è nata la Giornata Internazionale delle bambine ad opera dell’ONU, ogni 11 ottobre. La Parità di genere è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU che ha creato UN WOMEN due progetti: consultami – Spazio indifesa, per uno spazio di ascolto e sostegno a ragazze e donne vittima di violenza a Parma e Network indifesa – Empowerment Ragazze, un percorso rivolto a 200 ragazze dai 14 ai 19 anni in Italia, attraverso webinr. Invece OVS e Save the Children sono di nuovo insieme con l’iniziativa Wonder (ful) Woman, #ParoleGiuste per un futuro migliore, è in vendita una felpa in tre colori: parte del ricavato in vendita nei negozi, sarà destinato a finanziare progetti di sostegno per le bambine e le ragazze negli slum di Mumbai, in India. Le bambine di tutto il mondo devono avere la possibilità di inseguire i loro sogni, vanno incoraggiate ad avere autostima per fare emergere i loro talenti, “Un paio d’ali per volare” che le permetta di spiccare il volo della loro rinascita.
VIOLENZA DOMESTICA FENOMENO INQUIETANTE SENZA FINE di Eduardo Terrana
Rumore prodotto da oggetti rotti, grida, minacce, insulti, schiaffi, percosse, stupri e, talvolta, anche spari. Non è l’ambientamento scenografico di un nuovo sceneggiato televisivo o di un nuovo film, ma è la realtà, ben più tragica e pesante, di ciò che caratterizza la violenza consumata tra le mura domestiche. Un fenomeno inquietante, sottostimato, perché non tutte le donne trovano il coraggio di denunciare gli abusi di violenza subiti. Restano comunque preoccupanti i dati diffusi a tutto il 2019 su questo spaccato di inciviltà della nostra società. Idati EU.RES evidenziano una situazione tragica della violenza domestica, percentualmente riassumibile nei seguenti numeri: femminicidi familiari 85,1%; violenze sessuali 92% ; stalking 76,2%; maltrattamenti in famiglia, 81,6%. Risultano essere, oltre 5,3 milioni le donne vittime di violenza domestica da parte dei propri coniugi o fidanzati, con 1200 donne uccise e 145.000 donne finite in ospedale per le percosse ricevute. Ammontano a 555.000 le ferite gravi causate da violenza domestica, fenomeno che appare scarsamente considerato se si considera che il 44% delle donne uccise dal partner erano state al pronto soccorso per percosse nei due anni precedenti la morte. Ciò che rileva lo sconforto e la sfiducia delle donne che, nel 73% dei casi, preferiscono tacere e non denunciare la violenza subita perché pensano di non essere credute. Appare, inoltre, drammatica, anche per gli effetti devastanti sulla psiche , la realtà traumatica di 8.8 milioni di bambini che sono testimoni di violenza domestica. Si consideri ancora che il 29% delle donne afroamericane ed il 38% delle donne native americane, subisce violenza domestica almeno una volta nella vita. I giorni di lavoro persi da donne vittime di violenza domestica sono oltre 8 milioni. Il costo economico della violenza domestica è pari a 1.8 miliardi di dollari ogni anno, mentre la spesa allo stesso titolo dello Stato per le cure mediche e psicologiche ammontano a 4.1 miliardi di dollari ogni anno. Il 40% della violenza si sviluppa durante la prima gravidanza della donna. La seconda causa di morte fra le donne incinte è l’omicidio. A fronte di questo quadro, squallido e desolante nella sua tragicità, della violenza domestica, le prime proiezioni del 2020, o miracolo!, evidenziano un calo del triste fenomeno. Sembra infatti che rispetto al 2019 i primi mesi del 2020, almeno nei Paesi che hanno osservato il locdown , segnino una diminuzione dei casi di violenza domestica. Come interpretare questo fatto? Buonismo da parte degli uomini, paura da parte delle donne? o la presenza del covid-19 nasconde la verità reale dei numeri? Un’amara riflessione va fatta, purtroppo! Al tempo del coronavirus, nei Paesi dove la quarantena forzata è stata osservata come richiesto dalle circostanze e dai Governi, i cittadini sono rimasti a casa, perché tale esigenza s’imponeva, per motivi di sicurezza, per far fronte all’emergenza. Ma le mura domestiche , purtroppo, non rappresentano un luogo sicuro per tutte le donne, perché sono molto spesso per tantissime, come i dati evidenziano, luogo di abusi e di violenza. Meno che mai, poi, lo sono durante una pandemia che impone la quarantena e lo stare tutti a casa, e quindi anche gli aguzzini che si ritrovano a stare a stretto contatto delle loro vittime per più tempo, ciò che aumenta la voglia e l’opportunità di usare violenza al proprio partner. La prolungata permanenza in famiglia poi non consente la normale rilevazione dei fenomeni di violenza che comunque vengono praticati ma rimangono chiusi tra le mura domestiche come le grida soffocate delle vittime che le subiscono. Non v’è dubbio, pertanto, che per il 2020 il dato statistico sulla violenza domestica segnerà una curva strana, in apparente discesa nei primi mesi dell’anno per la mancanza di dati oggettivi rilevati ma poi farà registrare un balzo di crescita notevole improvviso nei mesi di cessazione di chiusura delle attività. Ciò si deduce dal fatto che nei mesi del blocco delle attività e di isolamento, febbraio-maggio 2020, i primi dati ONU sul rapporto tra quarantena e violenza sulle donne , rivelano un inquietante aumento del flusso di chiamate ai centri di assistenza per richieste di aiuto , nei paesi dove i centri o le linee di aiuto sono esistenti. In Italia le chiamate al numero antiviolenza 1522, durante il locdown, esaminate dall’Istat, fanno registrare un incremento della richiesta d’aiuto del 74,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Analogo fenomeno si riscontra in Libano e in Malaysia dove le chiamate alle linee di aiuto sono raddoppiate e in Cina addirittura triplicate. In Australia i Socials, come Google, hanno registrato il maggior volume di richieste di aiuto per violenza domestica degli ultimi 5 anni. A Londra, in Inghilterra, la polizia ha effettuato oltre 4000 arresti per abuso domestico nelle prime sei settimane di blocco delle attività . Negli Stati Uniti, che non hanno effettuato blocco delle attività, durante la pandemia, risulta un drammatico aumento dell’abuso e della violenza sulle donne sia a New York che nel resto degli Stati e si registra che ogni minuto una donna ha subito maltrattamenti da parte del partner. In Brasile, altro Paese a non prevedere il blocco delle attività, il Forum sulla Sicurezza Pubblica ha rilevato un aumento di femminicidio in sei Stati del Brasile, da 32 a 50 casi, pari al 56%, nel solo mese di marzo, rispetto allo stesso periodo del 2019. In Argentina l’Osservatorio “Ahora Que Si Nos Ven”, ha registrato 49 casi di femminicidio tra il 20 marzo e il 10 maggio. In Messico , dal 13 aprile in poi, si contano più donne assassinate, 367, che morte per coronavirus ,100. Segnali di temuta crescita degli abusi e delle violenze domestiche sulle donne, inoltre, arrivano da molti Paesi, tra cui India, territori palestinesi, America latina. Campanelli d’allarme estremamente preoccupanti secondo l’Unicef che a proposito dei maltrattamenti nelle famiglie rileva che nel mondo dal 20 al 50 per cento della popolazione femminile è vittima di violenza domestica, ed in particolare lo sono le bambine sotto i 15 anni in una percentuale che va dal 40 al 60 per cento dei casi. Da questo quadro di sintesi appare evidente come la convivenza forzata della donna con il proprio partner-aguzzino peggiori le condizioni di vita della donna e giochi a sfavore di quest’ultima. L’Osservatorio delle Nazioni Unite ha focalizzato l’attenzione su questo aspetto rilevando la diffusa tragicità del problema ed invitando i Governi a far fronte al temuto aumento dei casi di violenza domestica, tenendo in particolare considerazione la problematica connessa alla connivenza forzata imposta dalla quarantena per contenere la diffusione del virus. Il virus , infatti, non è sconfitto ed ancora costituisce una minaccia per la salute delle persone. Che si arrivi o no a nuove chiusure totali dell’attività economica e sociale degli Stati, il problema è reale e si deve affrontare, anche tenendo conto che eventuali nuove restrizioni o chiusure, che già cominciano a profilarsi, vedi Francia, Inghilterra, Germania, Israele, potrebbero incrementare il fenomeno della violenza domestica di almeno un 20% in più. Viene, infatti, stimato che ogni tre mesi di quarantena comporta almeno 15 milioni di casi di violenza domestica in più. Per molte donne, pertanto, la paura non è solo il contagio letale del virus ma anche il contatto mortale dell’aguzzino, coniuge o fidanzato, che pratica la violenza. Gli osservatori ONU prevedono che il prosieguo o l’eventuale prosieguo del blocco delle attività e della interruzione dei servizi nei 193 stati membri delle Nazioni Unite, e in particolare in 114 paesi a basso e a medio reddito, avrebbero effetti pesantissimi su almeno 44 milioni di donne, esposte, senza tutela e difesa, ad una doppia pandemia: la violenza domestica ed il covid-19. La realtà , come spesso avviene, non sempre è espressione di verità e nella fattispecie la situazione presenta una lettura difficile e complessa del fenomeno rispetto a quella espressa dai numeri, perché la violenza sulla donna si legge secondo i dati dei maltrattamenti in famiglia, degli episodi di stalking e di violenza sessuale, ma ha volti, storie , connotazioni ed epiloghi vari e diversi.
Eduardo Terrana Saggista e Conferenziere su diritti umani e pace.
SANTI DI OGGI Il santo del giorno 23 febbraio è San Policarpo di Smirne, vescovo e martire, celebrato dalla Chiesa cattolica come figura chiave dei Padri apostolici, discepolo di San Giovanni Apostolo. Martirizzato nel II secolo (circa 155 d.C.) a 86 anni, è noto per la sua fermezza nella fede. Altri santi e beati del…
Cronaca Puglia Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni. La cartolina più famosa come l immagine tra le più note…
Mercoledì, 28 gennaio 2025 IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura. L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di…
“Ti mangio il cuore”film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa Ti mangio il cuore è un film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa, tratto dall’omonimo romanzo d’inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini ed ispirato alla vera storia di Rosa Di Fiore prima pentita della mafia garganica. Presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra internazionale…
Fausto Leali espulso dal GF Vip: “Eccessivo squalificarmi, tornassi indietro non parteciperei”
All’indomani della sua squalifica dal Grande Fratello Vip, Fausto Leali manifesta tutta la sua delusione, per essere passato, nelle case di milioni di italiani, come una persona razzista. E per essere stato cacciato dal reality a pochi giorni dall’inizio. A costargli l’espulsione, le parole rivolte ad Enock, fratello di Mario Balotelli, che ha chiamato ‘Ne*ro’. “Ho infranto involontariamente il regolamento, ma non si dica che sono razzista”. E specifica che, tornasse indietro, non parteciperebbe al reality: “Non accetterei più. La squalifica? Una punizione eccessiva”.
Questa è stata la dichiarazione del noto artista Fausto Leali all’indomani della sua uscita dal popolare programma televisivo ‘Il grande fratello Vip’ punta di diamante per ascolti di Canale 5. Ma questo increscioso episodio, che ha visto la squalifica del famoso cantante, porta in se molte e più profonde riflessioni e letture che vanno oltre quella terribile ‘parola’ che andrebbe senza ombra di dubbio cancellata non solo dal linguaggio comune ma anche dalle sue canzoni che lo hanno visto protagonista e ai vertici delle classifiche di vendita nazionali ed internazionali dei suoi dischi. Perchè è stato scoperto il vaso di pandora ( Il vaso di Pandora -chiamato anche scrigno di Pandora – è, nella mitologia greca, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura) certamente si è scoperchiato un grave modo di fare, di agire e di interagire, forse anche dovuto ad un retaggio passato, che va non solo condannato, sempre e comunque, ma anche indirizzato sui giusti binari del vivere civile e libero: LA DISCRIMINAZIONE che sia per razzismo, sessismo, antisemitismo, omofobia o transfobia, sono sempre da CONDANNARE.
Tutti si proclamo antirazzisti ma quanti non lo sono veramente? “NE*RO UNA PAROLA DA BANNARE” Quindi impariamo ad usare bene: le parole sono MACIGNI!
“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”. Andrea Camilleri
12 medici licenziati all’Ospedale La Mascota di Managua (Nicaragua) per la cura delle leucemie e dei tumori infantili. Appello per il loro reintegro
Alle vittime del coronavirus in tutto il mondo si aggiunge lo scetticismo di alcuni governanti che partendo dall’idea che prima o poi la pandemia cesserà per intervento divino o per l’immunità di gregge assistono imperterriti alle morti dei loro cittadini funestati dal virus e dall’ignoranza dei loro governanti. E’ il caso della Gran Bretagna, della Svezia, degli Stati Uniti, del Brasile, che ha vietato la diffusione dei dati, e anche del Nicaragua, dove la Direzione Sanitaria Nazionale è giunta a licenziare 12 medici e diversi infermieri, comandati per intervenire nei reparti dove sono stati ricoverati dei contagiati da coronavirus senza essere forniti di materiale idoneo per la prevenzione e sicurezza (mascherine, camici, guanti, ecc). Anzi quando i medici hanno condizionato il loro intervento alla fornitura del materiale, per tutta risposta sono stati licenziati fra la costernazione dei pazienti e dei loro parenti. Si tratta di medici specializzati in leucemie e tumori infantili che si erano formati professionalmente dopo vari programmi pluriennali di cooperazione internazionale, che avevano il centro in diversi Ospedali fra cui il San Gerardo di Monza e quello di Bellinzona in Svizzera, l’Università Milano-Bicocca, il Comitato Maria Letizia Verga e la Fondazione Tettamanti. Un programma complesso che ha visto impegnati diversi medici di fama internazionale come il professore Giuseppe Masera fin dal 1985. Negli anni successivi sono stati sviluppati un eccellente programma di Nefrologia pediatrica (coordinato dal professor Fabio Sereni dell’Università di Milano), un programma di Neonatologia (promosso dal professor Franco Cavalli e dalla Associazione AMCA di Bellinzona) e, infine, un programma sulla spina bifida sostenuto dalla Fondazione Mariani. Contemporaneamente, sono stati portati avanti progetti di formazione per i medici e gli infermieri nicaraguensi, che sono spesso venuti a Monza per seguire gli aggiornamenti. Tutti questi lavori e progetti, che hanno visto impegnati anche diversi amici dell’Associazione Italia-Nicaragua per costruire i nuovi reparti, affiancati da residenze per ospitare i parenti che accompagnano i giovani pazienti provenienti da ogni parte del Nicaragua e anche dai Paesi vicini, rischia di venire compromesso per questa azione repressiva delle autorità sanitarie nicaraguensi. Per contrastare queste decisioni e per far rientrare i licenziamenti è nato in Italia un Comitato che ha predisposto un appello da inviare alle Autorità Sanitarie e Governative del Nicaragua (al Presidente Daniel Ortega), alla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) presso le Nazioni Unite, alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana Giuseppe Conte. “Non riusciamo a capire la reazione delle Autorità Sanitarie del Nicaragua che sono giunte a licenziare medici preparati con questi programmi, diventati a loro volta guida per gli altri operatori sanitari. – commenta Umberto, che ha dato l’anima per il Progetto La Mascota – Con l’unica colpa di aver richiesto, prima di essere impiegati nella cura del Coronavirus 19, la sacrosanta fornitura di protezioni individuali idonee (mascherine, camici, ecc.) per poter intervenire con sicurezza nella cura dei malati”. L’appello chiede il ritiro dei licenziamenti e a tutte le Autorità di adoperarsi per sostenere gli sforzi del Nicaragua nella lotta contro il coronavirus e nello stesso tempo di intervenire presso le Autorità nicaraguensi perché ritirino i licenziamenti incomprensibili e illegittimi. Intanto vengono inviati messaggi di solidarietà ai medici e al personale sanitario coinvolto e anche la stampa nicaraguense grida allo scandalo e alla ingiustizia nei confronti di un provvedimento lesivo dei diritti dei medici e della loro salute e di conseguenza anche di quella dei pazienti, che sarebbe inevitabilmente compromessa senza i necessari strumenti di prevenzione e di sicurezza. Il Comitato per il ritiro dei licenziamenti di 12 medici e dell’altro personale sanitario in Nicaragua è patrocinato dalla Associazione Culturale Orizzonte, via Ungaretti, 2 – 20098 San Giuliano Milanese (Milano, Italia), mail: paolo.rausa@gmail.com, tel. cell. +039 334 3774168.
SANTI DI OGGI Il santo del giorno 23 febbraio è San Policarpo di Smirne, vescovo e martire, celebrato dalla Chiesa cattolica come figura chiave dei Padri apostolici, discepolo di San Giovanni Apostolo. Martirizzato nel II secolo (circa 155 d.C.) a 86 anni, è noto per la sua fermezza nella fede. Altri santi e beati del … Continua a leggere IL CALENDARIO DI OGGI→
Cronaca Puglia Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni. La cartolina più famosa come l immagine tra le più note … Continua a leggere MELENDUGNO: CROLLA L’ARCO DEGLI INNAMORATI→
Mercoledì, 28 gennaio 2025 IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura. L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di … Continua a leggere IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA→
QUELLA NUVOLA GRIGIA NEI POLMONI E NEL CERVELLODIRE NO AL FUMO UNA SCELTA DI VITA E DI CIVILTA’
di Eduardo Terrana
E’ come se la popolazione di una metropoli di 7 milioni di abitanti venisse cancellata di colpo!Tanti sono ogni anno i morti causati dal fumo attivo, un numero pari, secondo “l’Institute for Health metrics and evaluation”, al 13% del totale delle persone decedute in tutto il mondo. Elevato risulta anche il numero di decessi prodotto dal fumo passivo, circa un milione e duecentomila.Il numero maggiore di decessi si registra nei paesi sottosviluppati, poveri e a basso reddito, che sono i più esposti alle interferenze ed alle promozioni di marketing dell’industria del tabacco.Un bilancio tragico che non tende a diminuire e che, in prospettiva, aumenterà, anno dopo anno, sino ad 8 milioni entro il 2030, anche per l’approccio al tabacco di un numero sempre più crescente di giovani, che in età sempre più giovanile, anche 12 anni, provano ad aspirare una sigaretta.Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, (OMS), il fumo è la prima causa di morte al mondo. Oltre la metà dei decessi si concentrano in quattro grandi nazioni: Cina, India, Stati Uniti e Russia. La maggior parte delle vittime vive in paesi poveri, otto su dieci, e ciò dimostra che c’è uno stretto legame tra dipendenza dal tabacco e povertà. Nei Paesi poveri il bilancio familiare è piuttosto scarso, ciò nonostante, rileva l’OMS , oltre il 10% del bilancio familiare finisce nell’acquisto di sigarette. In questi Paesi il fumo incide più pesantemente sull’organismo debilitato dei consumatori che, di conseguenza, si ammalano e perdono anche il lavoro con gravi ripercussioni nelle loro famiglie che si ritrovano prive di ogni sostentamento.E’, in apparenza, un gesto innocuo, fatto con consapevole o inconsapevole incoscienza, quello di sfilare una sigaretta dal pacchetto e portarla alla bocca. Ma quel pacchetto di sigarette ha un pesante prezzo nascosto che si chiama “Vita”, perché nasconde una grande insidia che col tempo può portare a gravi malattie ed anche alla morte. Non è questa una affermazione esagerata. Basta considerare il contenuto di una sigaretta per rendersene conto. Sono più di 7000 le sostanze chimiche contenute in una sigaretta, delle quali diverse centinaia sono tossiche, di cui il più dannoso è il monossido di carbonio, perché “si fissa sull’emoglobina a una velocità 203 volte superiore dello ossigeno il quale non trova più spazio e ciò provoca l’asfissia dell’organismo.” Circa 70, inoltre, sono le sostanze cancerogene, tra cui gli idrocarburi: xilene, benzopirene ed il pirene. L’elemento,però, più pericoloso è la nicotina , perché provoca la dipendenza da fumo, alla quale va associata l’ammoniaca, che ne aumenta gli effetti.Ricordiamo tra le altre sostanze tutte nocive alla salute le sostanze irritanti come l’acido cianidrico, l’acroleina, la formaldeide, l’acido prussico ed il catrame che danneggia le ciglia vibratili polmonari. Altre sostanze dannose sono: il metanolo, il piombo, la trementina, il fosforo, il cadmio, il cloruro di vinile, l’arsenico, il butano, l’insetticida DDT, il fenolo che provoca gravi danni al sistema urinario, respiratorio e digerente. E non manca anche un elemento radioattivo: il pollonio 210. Aspirare una sigaretta significa, pertanto, immettere nei polmoni tutte queste sostanze e tante altre non elencate. Dai polmoni, poi , questi componenti del fumo giungono al sangue e tramite il sangue in tutto il corpo.Da considerare ancora che in ogni sigaretta si trovano anche sostanze appositamente aggiunte dai produttori che hanno l’effetto di rendere il fumo più tollerabile o di contenere peso ed appetito.Gli effetti dannosi del fumo sia attivo che passivo, in particolare sull’apparato cardiaco, vascolare e digerente, sono noti già da vari anni, anche per effetto della campagna informativa e sensibilizzante svolta dall’OMS, dal 1990 in poi. Ma questo non sembra impensierire più di tanto gli amanti della sigaretta.Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità ( OMS), si contano oggi più di un miliardo e trecento milioni di consumatori di tabacco. Di questi circa un miliardo sono gli uomini, circa 250 milioni le donne, in un rapporto da 1 a 5 rispetto agli uomini, mentre il numero di minori fumatori tra i 13 e 15 anni è al momento intorno ai 45 milioni.. La maggiore tendenza al fumo si registra nell’Asia sudorientale, ma entro il 2025 si prevede che la regione del Pacifico occidentale farà registrare un dato superiore. In Italia si contano circa 11 milioni di fumatori , di cui 6,4 mln di uomini e 4,6 mln di donne, ma sembra che la crescita sia ormai a quota zero e si prevede anzi, da qui al 2025, un calo di 600 mila unità.L’Istituto internazionale di ricerca sul cancro, (International Agency for Research on Cancer), ricorda che il consumo di tabacco riveste un ruolo importante nell’insorgenza di numerose malattie, parecchie delle quali molto gravi e con decorso mortale.Tra le malattie tumorali provocate dal consumo di tabacco si registrano, con una percentuale molto alta, il cancro: ai polmoni, alla laringe, all’esofago, all’uretere, alla vescica, all’utero, ai reni. Inoltre il fumo è causa del cancro alla cavità orale, al pancreas, allo stomaco e della leucemia. Sono causati dal fumo, ancora, diverse malattie e disturbi alle vie respiratorie quali: le malattie polmonari croniche ostruttive, la bronchite acuta e cronica, la polmonite e l’asma.Il fumo rappresenta il più importante fattore di infarto cardiaco e incide notevolmente anche su altre malattie cardiache e vascolari quali: le malattie cerebrovascolari, il cosiddetto colpo apoplettico; l’aneurisma dell’aorta addominale e l’arteriosclerosi. Altre patologie associate al fumo sono poi: la sterilità nelle donne; l’impotenza negli uomini; l’ulcera gastrica e duodenale. Dal fumo possono generarsi, inoltre: complicazioni nella gravidanza; bassa densità ossea nelle donne dopo la menopausa e la cataratta. Di non secondaria importanza sono le patologie respiratorie pediatriche da fumo passivo. Si consideri che le concentrazioni dei componenti tossici e delle sostanze cancerogene delle sigarette, che si depositano nel corpo degli adulti, rimangono anche nel corpo dei più piccoli che li respirano, passivamente, più volte avendo un respiro più frequente rispetto agli adulti, e possono essere causa di asma, bronchiti, polmoniti, malattie respiratorie e otite acute cronica, che possono anche portare alla letale “morte in culla”.Il peso sanitario ed economico del fumo è notevole. Oltre 1000 miliardi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, vengono spesi ogni anno, a livello globale, per curare le malattie legate al tabagismo e per la perdita di produttività dovuta alla stessa causa. L’OSM evidenzia che il fumo “rappresenta una minaccia per lo sviluppo sostenibile in ogni paese, per la salute e per il benessere economico dei cittadini. Il fumo danneggia la salute delle persone, abbrevia la vita e ne peggiora la qualità, ma non solo. Finisce per alimentare un circolo vizioso di dipendenza, impoverimento, sfruttamento, degrado ambientale.”Ancora l’OMS rileva gli effetti devastanti della produzione del tabacco sull’ambiente. La pianta di tabacco ha diffusione in tanti paesi del mondo. La sua coltura necessita di un massiccio impiego di pesticidi e fertilizzanti. L’OMS rileva che ogni anno vengono impiegati 4,3 milioni di ettari di terreno da destinare alla coltivazione del tabacco. Ciò che alimenta la deforestazione el’impoverimento del suolo, ma anche un grave inquinamento dell’ambiente. La lavorazione del tabacco, infatti, produce oltre due milioni di rifiuti solidi, a cui, poi , si aggiungono i 6000 miliardi di sigarette fumate dai consumatori. Questi rifiuti vengono dispersi nel terreno, dove impiegano qualche anno a degradarsi e, alla fine del processo, rilasciano sostanze tossiche.In tale contesto, ritengo, che nessuno debba disattendere l’invito, che l’OMS rivolge a tutti, fumatori e non, nella Giornata Mondiale contro il Fumo, che ricorre ogni anno il 31 maggio, ad astenersi dal consumare tabacco in via definitiva e a preferire al fumo una vita sana, scegliendo di dire no al fascino della sigaretta e di dire si al fascino della vita.
Eduardo Terrana
Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace
Iève bèlle addavère chèdda fìgghie, aqquanne nascì nu bocciùle de rose, nu regale che la sorte ‘nge facì. E ‘nge avèva dà nu nome a la pecceuèdde. La nonne, ca se chiamàve Prudènze, quanne la nepòte nascì “Se avà chiamà come a mè” decì. E la pecceuèdde Prudènze se chiamò ma cusse nome nesciùna fertùne ‘nge pertò. Mane a mane crescève, la uagnèdde sèmbe chiù ‘mbambeuscève. La cape parève ca la tenève sope a la lune la mamme ‘nge decève.”Prudènze, non d’adènze a nesciùne”. Prudènze no capescève, le conzìghie de la mamme non sendève. Na dì, aqquànne chiù granne arrevò, a la scole la mamme la mannò, Prudènze n’è ca stediàve e la maièstre la bocciò. Po’…aqquànne cammenàve, parève na sbandàte e ce parlàve, parève ca chiangève e ce chiangève, parève ca redève. La mamme non sapève come ièra fà, se preoccupò. Na bèlla di, avì n’idè e adacchessì penzò. “A chèssa fìgghia mè, u nome Prudènze non ‘nge porte fertùne non ‘nge sta na cose, ca la fasce drètte, nemmànghe iùne. Acchiedì l’ècchie, da chiange ‘nge menì se vedì la facce de la fìgghie la di ca nascì aqquànne come a na rose se la vedì. “Da iosce la ià chiamà Rosètte, ià vedè ce la cape la cange, chèssa fìgghia mè”. E la uagnèdde da chèdda di, non fu chiù la stèsse, cangiò da quanne la mamme, Rosètte la chiamò. Nu mestère…parì nu mestère, ma la vite chendenuò e nesciùne chiù, ‘nge penzò. Ce u sape, pote ièsse ca u nome, ascònne mestère, avà ièsse adatte a la facce ca tenìme…si…iè probie vère !!
(traduzione il lingua italiana)
Un mistero
Era davvero bella quella figlia quando nacque un bocciolo di rosa, un regalo che la sorte le fece. E le doveva dare un nome alla bambina. La nonna, che comandava in quella casa ancora lei e che si chiamava Prudenza, quando la nipote nacque “Si deve chiamare come me” disse. E la bambina Prudenza si chiamò ma questo nome nessuna fortuna le portò. Mano a mano cresceva, la ragazza sempre più rimbambiva, la testa sembrava averla sulla luna la mamma le diceva:”Prudenza, non dare retta a nessuno. Prudenza non capiva i consigli della mamma non ascoltava. Un giorno, quando più grande diventò, a scuola la mamma la mandò Prudenza non studiava e la maestra la bocciò. Poi, quando camminava sembrava una sbandata e se parlava, parlava da sciocca se rideva sembrava che piangeva se piangeva, sembrava che rideva. La mamma non sapeva come fare, si preoccupò. Un bel giorno, ebbe un’idea e così pensò. “A questa figlia mia, forse il nome Prudenza non le porta fortuna non c’è cosa che la fa giusta, almeno una”. Chiuse gli occhi, le venne da piangere rivide il viso della figlia quando nacque quando come una rosa le sembrò. “Da oggi, la chiamerò Rosetta, devo vedere se cambia la sua testa, questa figlia mia”. E la ragazza da quel giorno, non fu più la stessa, cambiò, da quando la mamma, Rosetta la chiamò. Un mistero, sembrò un mistero, ma la vita continuò e nessuno più ci pensò. Chi lo sa, può essere che il nome che portiamo, nasconde misteri, Deve essere adatto al volto che abbiamo…si…è proprio vero !!
Rosaria Zonno di Cresy Caradonna
Poetessa dalle mille sfaccettature è un’artista che si cimenta con molta bravura nella composizione nonchè recita delle sue poesie in dialetto barese. Versatile come poche, riversa tutto il suo amore per la città di Bari nelle sue liriche che rispecchiano le tradizioni della sua terra nativa. Fotografa dilettante, riesce afermare nei suoi click le più belle vedute di paesaggi o scorci pugliesi con occhio sensibile .
Amica da lungo tempo, conosciuta in vari eventi letterari e contest pubblici, Rosaria Zonno la posso definire l’amica ideale: sincera e schietta come poche ma nello stesso temposensibile e eterea come tutte le artiste sanno esserlo ma nella giusta misura, sempre pronta alla battuta insomma “l’amica ideale”.
In ricordo di un grande scrittore📚 una voce sempre libera e ironica. RIP
Luis Sepúlveda Calfucura (Ovalle, 4 ottobre 1949 – Oviedo, 16 aprile 2020) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista e attivista cileno naturalizzato francese.
Il vecchio che leggeva romanzi d’amore è un romanzo dello scrittore cileno Luis Sepúlveda, pubblicato nel 1989. La prima edizione in lingua italiana è stata pubblicata nel 1993.
Un grande è morto😪
Luis Sepulveda, lo scrittore cileno aveva contratto il coronavirus. Era ricoverato da fine febbraio a Oviedo. Aveva 70 anni
UN BELLISSIMO BLOG!