GIORNATA MONDIALE CONTRO IL FUMO

31-05-

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL FUMO

QUELLA NUVOLA GRIGIA NEI POLMONI E NEL CERVELLODIRE NO AL FUMO UNA SCELTA DI VITA E DI CIVILTA’

di Eduardo Terrana


E’ come se la popolazione di una metropoli di 7 milioni di abitanti venisse cancellata di colpo!Tanti sono ogni anno i morti causati dal fumo attivo, un numero pari, secondo “l’Institute for Health metrics and evaluation”, al 13% del totale delle persone decedute in tutto il mondo. Elevato risulta anche il numero di decessi prodotto dal fumo passivo, circa un milione e duecentomila.Il numero maggiore di decessi si registra nei paesi sottosviluppati, poveri e a basso reddito, che sono i più esposti alle interferenze ed alle promozioni di marketing dell’industria del tabacco.Un bilancio tragico che non tende a diminuire e che, in prospettiva, aumenterà, anno dopo anno, sino ad 8 milioni entro il 2030, anche per l’approccio al tabacco di un numero sempre più crescente di giovani, che in età sempre più giovanile, anche 12 anni, provano ad aspirare una sigaretta.Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, (OMS), il fumo è la prima causa di morte al mondo. Oltre la metà dei decessi si concentrano in quattro grandi nazioni: Cina, India, Stati Uniti e Russia. La maggior parte delle vittime vive in paesi poveri, otto su dieci, e ciò dimostra che c’è uno stretto legame tra dipendenza dal tabacco e povertà. Nei Paesi poveri il bilancio familiare è piuttosto scarso, ciò nonostante, rileva l’OMS , oltre il 10% del bilancio familiare finisce nell’acquisto di sigarette. In questi Paesi il fumo incide più pesantemente sull’organismo debilitato dei consumatori che, di conseguenza, si ammalano e perdono anche il lavoro con gravi ripercussioni nelle loro famiglie che si ritrovano prive di ogni sostentamento.E’, in apparenza, un gesto innocuo, fatto con consapevole o inconsapevole incoscienza, quello di sfilare una sigaretta dal pacchetto e portarla alla bocca. Ma quel pacchetto di sigarette ha un pesante prezzo nascosto che si chiama “Vita”, perché nasconde una grande insidia che col tempo può portare a gravi malattie ed anche alla morte. Non è questa una affermazione esagerata. Basta considerare il contenuto di una sigaretta per rendersene conto. Sono più di 7000 le sostanze chimiche contenute in una sigaretta, delle quali diverse centinaia sono tossiche, di cui il più dannoso è il monossido di carbonio, perché “si fissa sull’emoglobina a una velocità 203 volte superiore dello ossigeno il quale non trova più spazio e ciò provoca l’asfissia dell’organismo.” Circa 70, inoltre, sono le sostanze cancerogene, tra cui gli idrocarburi: xilene, benzopirene ed il pirene. L’elemento,però, più pericoloso è la nicotina , perché provoca la dipendenza da fumo, alla quale va associata l’ammoniaca, che ne aumenta gli effetti.Ricordiamo tra le altre sostanze tutte nocive alla salute le sostanze irritanti come l’acido cianidrico, l’acroleina, la formaldeide, l’acido prussico ed il catrame che danneggia le ciglia vibratili polmonari. Altre sostanze dannose sono: il metanolo, il piombo, la trementina, il fosforo, il cadmio, il cloruro di vinile, l’arsenico, il butano, l’insetticida DDT, il fenolo che provoca gravi danni al sistema urinario, respiratorio e digerente. E non manca anche un elemento radioattivo: il pollonio 210. Aspirare una sigaretta significa, pertanto, immettere nei polmoni tutte queste sostanze e tante altre non elencate. Dai polmoni, poi , questi componenti del fumo giungono al sangue e tramite il sangue in tutto il corpo.Da considerare ancora che in ogni sigaretta si trovano anche sostanze appositamente aggiunte dai produttori che hanno l’effetto di rendere il fumo più tollerabile o di contenere peso ed appetito.Gli effetti dannosi del fumo sia attivo che passivo, in particolare sull’apparato cardiaco, vascolare e digerente, sono noti già da vari anni, anche per effetto della campagna informativa e sensibilizzante svolta dall’OMS, dal 1990 in poi. Ma questo non sembra impensierire più di tanto gli amanti della sigaretta.Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità ( OMS), si contano oggi più di un miliardo e trecento milioni di consumatori di tabacco. Di questi circa un miliardo sono gli uomini, circa 250 milioni le donne, in un rapporto da 1 a 5 rispetto agli uomini, mentre il numero di minori fumatori tra i 13 e 15 anni è al momento intorno ai 45 milioni.. La maggiore tendenza al fumo si registra nell’Asia sudorientale, ma entro il 2025 si prevede che la regione del Pacifico occidentale farà registrare un dato superiore. In Italia si contano circa 11 milioni di fumatori , di cui 6,4 mln di uomini e 4,6 mln di donne, ma sembra che la crescita sia ormai a quota zero e si prevede anzi, da qui al 2025, un calo di 600 mila unità.L’Istituto internazionale di ricerca sul cancro, (International Agency for Research on Cancer), ricorda che il consumo di tabacco riveste un ruolo importante nell’insorgenza di numerose malattie, parecchie delle quali molto gravi e con decorso mortale.Tra le malattie tumorali provocate dal consumo di tabacco si registrano, con una percentuale molto alta, il cancro: ai polmoni, alla laringe, all’esofago, all’uretere, alla vescica, all’utero, ai reni. Inoltre il fumo è causa del cancro alla cavità orale, al pancreas, allo stomaco e della leucemia. Sono causati dal fumo, ancora, diverse malattie e disturbi alle vie respiratorie quali: le malattie polmonari croniche ostruttive, la bronchite acuta e cronica, la polmonite e l’asma.Il fumo rappresenta il più importante fattore di infarto cardiaco e incide notevolmente anche su altre malattie cardiache e vascolari quali: le malattie cerebrovascolari, il cosiddetto colpo apoplettico; l’aneurisma dell’aorta addominale e l’arteriosclerosi. Altre patologie associate al fumo sono poi: la sterilità nelle donne; l’impotenza negli uomini; l’ulcera gastrica e duodenale. Dal fumo possono generarsi, inoltre: complicazioni nella gravidanza; bassa densità ossea nelle donne dopo la menopausa e la cataratta. Di non secondaria importanza sono le patologie respiratorie pediatriche da fumo passivo. Si consideri che le concentrazioni dei componenti tossici e delle sostanze cancerogene delle sigarette, che si depositano nel corpo degli adulti, rimangono anche nel corpo dei più piccoli che li respirano, passivamente, più volte avendo un respiro più frequente rispetto agli adulti, e possono essere causa di asma, bronchiti, polmoniti, malattie respiratorie e otite acute cronica, che possono anche portare alla letale “morte in culla”.Il peso sanitario ed economico del fumo è notevole. Oltre 1000 miliardi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, vengono spesi ogni anno, a livello globale, per curare le malattie legate al tabagismo e per la perdita di produttività dovuta alla stessa causa. L’OSM evidenzia che il fumo “rappresenta una minaccia per lo sviluppo sostenibile in ogni paese, per la salute e per il benessere economico dei cittadini. Il fumo danneggia la salute delle persone, abbrevia la vita e ne peggiora la qualità, ma non solo. Finisce per alimentare un circolo vizioso di dipendenza, impoverimento, sfruttamento, degrado ambientale.”Ancora l’OMS rileva gli effetti devastanti della produzione del tabacco sull’ambiente. La pianta di tabacco ha diffusione in tanti paesi del mondo. La sua coltura necessita di un massiccio impiego di pesticidi e fertilizzanti. L’OMS rileva che ogni anno vengono impiegati 4,3 milioni di ettari di terreno da destinare alla coltivazione del tabacco. Ciò che alimenta la deforestazione el’impoverimento del suolo, ma anche un grave inquinamento dell’ambiente. La lavorazione del tabacco, infatti, produce oltre due milioni di rifiuti solidi, a cui, poi , si aggiungono i 6000 miliardi di sigarette fumate dai consumatori. Questi rifiuti vengono dispersi nel terreno, dove impiegano qualche anno a degradarsi e, alla fine del processo, rilasciano sostanze tossiche.In tale contesto, ritengo, che nessuno debba disattendere l’invito, che l’OMS rivolge a tutti, fumatori e non, nella Giornata Mondiale contro il Fumo, che ricorre ogni anno il 31 maggio, ad astenersi dal consumare tabacco in via definitiva e a preferire al fumo una vita sana, scegliendo di dire no al fascino della sigaretta e di dire si al fascino della vita.

Eduardo Terrana

Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace

Diritti riservati all’Autore

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