GIORNATA MONDIALE CONTRO IL FUMO

31-05-

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL FUMO

QUELLA NUVOLA GRIGIA NEI POLMONI E NEL CERVELLODIRE NO AL FUMO UNA SCELTA DI VITA E DI CIVILTA’

di Eduardo Terrana


E’ come se la popolazione di una metropoli di 7 milioni di abitanti venisse cancellata di colpo!Tanti sono ogni anno i morti causati dal fumo attivo, un numero pari, secondo “l’Institute for Health metrics and evaluation”, al 13% del totale delle persone decedute in tutto il mondo. Elevato risulta anche il numero di decessi prodotto dal fumo passivo, circa un milione e duecentomila.Il numero maggiore di decessi si registra nei paesi sottosviluppati, poveri e a basso reddito, che sono i più esposti alle interferenze ed alle promozioni di marketing dell’industria del tabacco.Un bilancio tragico che non tende a diminuire e che, in prospettiva, aumenterà, anno dopo anno, sino ad 8 milioni entro il 2030, anche per l’approccio al tabacco di un numero sempre più crescente di giovani, che in età sempre più giovanile, anche 12 anni, provano ad aspirare una sigaretta.Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, (OMS), il fumo è la prima causa di morte al mondo. Oltre la metà dei decessi si concentrano in quattro grandi nazioni: Cina, India, Stati Uniti e Russia. La maggior parte delle vittime vive in paesi poveri, otto su dieci, e ciò dimostra che c’è uno stretto legame tra dipendenza dal tabacco e povertà. Nei Paesi poveri il bilancio familiare è piuttosto scarso, ciò nonostante, rileva l’OMS , oltre il 10% del bilancio familiare finisce nell’acquisto di sigarette. In questi Paesi il fumo incide più pesantemente sull’organismo debilitato dei consumatori che, di conseguenza, si ammalano e perdono anche il lavoro con gravi ripercussioni nelle loro famiglie che si ritrovano prive di ogni sostentamento.E’, in apparenza, un gesto innocuo, fatto con consapevole o inconsapevole incoscienza, quello di sfilare una sigaretta dal pacchetto e portarla alla bocca. Ma quel pacchetto di sigarette ha un pesante prezzo nascosto che si chiama “Vita”, perché nasconde una grande insidia che col tempo può portare a gravi malattie ed anche alla morte. Non è questa una affermazione esagerata. Basta considerare il contenuto di una sigaretta per rendersene conto. Sono più di 7000 le sostanze chimiche contenute in una sigaretta, delle quali diverse centinaia sono tossiche, di cui il più dannoso è il monossido di carbonio, perché “si fissa sull’emoglobina a una velocità 203 volte superiore dello ossigeno il quale non trova più spazio e ciò provoca l’asfissia dell’organismo.” Circa 70, inoltre, sono le sostanze cancerogene, tra cui gli idrocarburi: xilene, benzopirene ed il pirene. L’elemento,però, più pericoloso è la nicotina , perché provoca la dipendenza da fumo, alla quale va associata l’ammoniaca, che ne aumenta gli effetti.Ricordiamo tra le altre sostanze tutte nocive alla salute le sostanze irritanti come l’acido cianidrico, l’acroleina, la formaldeide, l’acido prussico ed il catrame che danneggia le ciglia vibratili polmonari. Altre sostanze dannose sono: il metanolo, il piombo, la trementina, il fosforo, il cadmio, il cloruro di vinile, l’arsenico, il butano, l’insetticida DDT, il fenolo che provoca gravi danni al sistema urinario, respiratorio e digerente. E non manca anche un elemento radioattivo: il pollonio 210. Aspirare una sigaretta significa, pertanto, immettere nei polmoni tutte queste sostanze e tante altre non elencate. Dai polmoni, poi , questi componenti del fumo giungono al sangue e tramite il sangue in tutto il corpo.Da considerare ancora che in ogni sigaretta si trovano anche sostanze appositamente aggiunte dai produttori che hanno l’effetto di rendere il fumo più tollerabile o di contenere peso ed appetito.Gli effetti dannosi del fumo sia attivo che passivo, in particolare sull’apparato cardiaco, vascolare e digerente, sono noti già da vari anni, anche per effetto della campagna informativa e sensibilizzante svolta dall’OMS, dal 1990 in poi. Ma questo non sembra impensierire più di tanto gli amanti della sigaretta.Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità ( OMS), si contano oggi più di un miliardo e trecento milioni di consumatori di tabacco. Di questi circa un miliardo sono gli uomini, circa 250 milioni le donne, in un rapporto da 1 a 5 rispetto agli uomini, mentre il numero di minori fumatori tra i 13 e 15 anni è al momento intorno ai 45 milioni.. La maggiore tendenza al fumo si registra nell’Asia sudorientale, ma entro il 2025 si prevede che la regione del Pacifico occidentale farà registrare un dato superiore. In Italia si contano circa 11 milioni di fumatori , di cui 6,4 mln di uomini e 4,6 mln di donne, ma sembra che la crescita sia ormai a quota zero e si prevede anzi, da qui al 2025, un calo di 600 mila unità.L’Istituto internazionale di ricerca sul cancro, (International Agency for Research on Cancer), ricorda che il consumo di tabacco riveste un ruolo importante nell’insorgenza di numerose malattie, parecchie delle quali molto gravi e con decorso mortale.Tra le malattie tumorali provocate dal consumo di tabacco si registrano, con una percentuale molto alta, il cancro: ai polmoni, alla laringe, all’esofago, all’uretere, alla vescica, all’utero, ai reni. Inoltre il fumo è causa del cancro alla cavità orale, al pancreas, allo stomaco e della leucemia. Sono causati dal fumo, ancora, diverse malattie e disturbi alle vie respiratorie quali: le malattie polmonari croniche ostruttive, la bronchite acuta e cronica, la polmonite e l’asma.Il fumo rappresenta il più importante fattore di infarto cardiaco e incide notevolmente anche su altre malattie cardiache e vascolari quali: le malattie cerebrovascolari, il cosiddetto colpo apoplettico; l’aneurisma dell’aorta addominale e l’arteriosclerosi. Altre patologie associate al fumo sono poi: la sterilità nelle donne; l’impotenza negli uomini; l’ulcera gastrica e duodenale. Dal fumo possono generarsi, inoltre: complicazioni nella gravidanza; bassa densità ossea nelle donne dopo la menopausa e la cataratta. Di non secondaria importanza sono le patologie respiratorie pediatriche da fumo passivo. Si consideri che le concentrazioni dei componenti tossici e delle sostanze cancerogene delle sigarette, che si depositano nel corpo degli adulti, rimangono anche nel corpo dei più piccoli che li respirano, passivamente, più volte avendo un respiro più frequente rispetto agli adulti, e possono essere causa di asma, bronchiti, polmoniti, malattie respiratorie e otite acute cronica, che possono anche portare alla letale “morte in culla”.Il peso sanitario ed economico del fumo è notevole. Oltre 1000 miliardi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, vengono spesi ogni anno, a livello globale, per curare le malattie legate al tabagismo e per la perdita di produttività dovuta alla stessa causa. L’OSM evidenzia che il fumo “rappresenta una minaccia per lo sviluppo sostenibile in ogni paese, per la salute e per il benessere economico dei cittadini. Il fumo danneggia la salute delle persone, abbrevia la vita e ne peggiora la qualità, ma non solo. Finisce per alimentare un circolo vizioso di dipendenza, impoverimento, sfruttamento, degrado ambientale.”Ancora l’OMS rileva gli effetti devastanti della produzione del tabacco sull’ambiente. La pianta di tabacco ha diffusione in tanti paesi del mondo. La sua coltura necessita di un massiccio impiego di pesticidi e fertilizzanti. L’OMS rileva che ogni anno vengono impiegati 4,3 milioni di ettari di terreno da destinare alla coltivazione del tabacco. Ciò che alimenta la deforestazione el’impoverimento del suolo, ma anche un grave inquinamento dell’ambiente. La lavorazione del tabacco, infatti, produce oltre due milioni di rifiuti solidi, a cui, poi , si aggiungono i 6000 miliardi di sigarette fumate dai consumatori. Questi rifiuti vengono dispersi nel terreno, dove impiegano qualche anno a degradarsi e, alla fine del processo, rilasciano sostanze tossiche.In tale contesto, ritengo, che nessuno debba disattendere l’invito, che l’OMS rivolge a tutti, fumatori e non, nella Giornata Mondiale contro il Fumo, che ricorre ogni anno il 31 maggio, ad astenersi dal consumare tabacco in via definitiva e a preferire al fumo una vita sana, scegliendo di dire no al fascino della sigaretta e di dire si al fascino della vita.

Eduardo Terrana

Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace

Diritti riservati all’Autore

  1. Avatar di Sconosciuto
  2. Avatar di Sconosciuto
  3. Avatar di Sconosciuto

    Interessante 🙂👍🏻

  4. Avatar di Sconosciuto

    LA POESIA È L‘ARTE DI SCAVARE NELL’ANIMA UNANA. BRAVA LA POETESSA CRESY PER LA SUA NOBILE INIZIATIVA. G.M.

  5. Avatar di Sconosciuto

000000 AMBIENTE ARTE ARTISTI ATTUALITA' BARESI BARI BARI PUGLIA BASILICATA CONCORSI CULTURA ECONOMIA EDICOLA ESTERO EVENTI ff0000 FOTOGRAFIA GIORNALI ITALIA La Domenica LETTERATURA LIBRI METEO MOLISE MOSTRE MUSICA NEWS NOTIZIE PITTURA Poesia Politica PREMIO PREVISIONI DEL TEMPO PRIMA PAGINA PUBBLICITÀ PUGLIA pugliadaamareonline Puglia da amare Quotidiano d'informazione QUOTIDIANI RASSEGNA STAMPA SAN NICOLA SPETTACOLO SPORT TEATRO VANGELO

IL BUONGIORNO di CRESCENZA CARADONNA: ” L’ITALIA RIPARTE”

IL BUONGIORNO DI
Crescenza Caradonna


L’ITALIA RIPARTE

Da domani molte cose cambieranno nel nostre paese riapriranno da lunedì 18 maggio 20120 ristoranti, bar, pizzerie, parrucchieri, estetisti, negozi, ma anche musei e le chiese per la messa, nel rispetto delle misure anti contagio, non ci sarà nessun limite per gli spostamenti delle persone nella stessa regione: non servirà più l’autocertificazione, ci si potrà incontrare tra parenti e fidanzati, ma anche tra gli amici.
Invece fino al 2 giugno resteranno invece vietati gli spostamenti tra regioni, come quelli da e per l’estero ad esclusione per comprovavate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute, sarà permesso tuttavia rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; dal 25 maggio, riapriranno, poi, palestre e centri sportivi e dal 15 giugno i teatri e i cinema.
Cosa aspettarci? Di rincominciare a far ripartite l’Italia duramente colpita dalla PANDEMIA, gradualmente in modo tale da dare respiro a chi in tutti questi mesi di fermo forzato possa riprendere una VITA quasi normale.


Ecco il comunicato del CdM:

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali. 

– Spostamenti

A partire dal 18 maggio 2020, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggetti ad alcuna limitazione. Lo Stato o le Regioni, in base a quanto previsto dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.


Fino al 2 giugno 2020 restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

Tali norme varranno anche per gli spostamenti da e per l’estero, che potranno essere limitati solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali. Saranno comunque consentiti gli spostamenti tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti.

È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus COVID-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.

La quarantena precauzionale è applicata con provvedimento dell’autorità sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus COVID-19 e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020.

Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

– Attività economiche e produttive

A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n. 19 del 2020 o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni.

Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale. I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle regioni al Ministero della salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico.
In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, la singola regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte a livello statale.

– Sanzioni
Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”), le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020 n. 19, che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Classificazione: 1 su 5.
Coronavirus, ecco cosa si può fare da domani e dal 3 giugno
Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone.
ANSA

Coronavirus, ecco cosa si può fare da domani e dal 3 giugno

Maggio: 2020
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Classificazione: 5 su 5.

“L’AZZURRO DEL MARE” EVENTO GRATUITO ON-LINE POETICO a cura di Cresy Caradonna

L’AZZURRO DEL MARE”
EVENTO GRATUITO ON-LINE POETICO
a cura di Cresy Caradonna

EVENTO GRATUITO ON-LINE POETICO dal 12 maggio al 19 maggio
inizio ore 10:00 del 12/05/2020 fine ore 12:00 del 19/05/2020
a cura di Cresy Crescenza Caradonna (scrittrice, blogger)
e
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione (sito web)


ESALTIAMO LA POESIA IN LINGUA E DIALETTO CON TRADUZIONE
Non è richiesta nessuna quota partecipativa
LE POESIE , PROSE, FILASTROCCHE, VANNO PUBBLICATE IN QUESTA PAGINA EVENTO:

https://www.facebook.com/events/1319363854935418/

TUTTI I PARTECIPANTI RICEVERANNO
ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE GRATUITO

Cresy Crescenza Caradonna‎ 
a L’azzurro del mare-evento poetico organizzato da Cresy Caradonna


“Bari amore mio”

Bari mare e sole
Bari il calore della gente
Bari crocevia di popoli
Bari nel mio cuore,


sento l’odore del mare ovunque io vada
sento i profumi del borgo antico ovunque io mi trovi
sento nostalgia di te solare e azzurra città,
barche e marinai attraccano al molo
chi pesca, chi ripara le reti, chi ricorda vecchie storie,


questa è Bari
Bari viva
Bari delle genti
Bari amore mio.


Cresy C

“Per le stradine di Bari vecchia”
https://wp.me/p2pBfG-1cO


Le stradine di Bari vecchia così linde
mi aggiro raminga tra gli odori delle donne intente a far faccende,
sull’uscio sedute
sulle piccole seggiole di legno nodoso
fanno andare le callose mani sulla pasta gialla
come il sole del sud
avanti ed indietro creando dei veri capolavori
degni di beltà sublime, perfettamente concave,
dell’ombelico di venere,


silenti nel loro vociare continuano a riempire
«le tavelìire de strascenate»,


s’animano i candidi archi bassi ed alti
degli stretti viottoli
donne maritate, nubili e giovinette
nell’eterno fare di un antico mestiere matriarcale;


miro sospesa tra l’antico ed il nuovo
sto in ascolto
attonita mi perdo
tra le pieghe delle large gonne scure
non riesco a capire quella lingua
la mia nobile lingua madre
una lacrima si inerpica nel mio cuore
le parole si seccano
come se fossero tra le zolle aride
della mia terra d’ulivi;

vorrei capire
per poter viaggiare nell’anima della mia città
nata, da queste umili stradine,
radici di me donna del sud
profondamente consapevole d’esserlo
ovunque andrò a seminar parole.©
Inedita2015

foto/poesia di Cresy Crescenza Caradonna

“PUGLIA, UNA POESIA” Un viaggio coi versi dei poeti pugliesi Guida recitante: Franco Minervini.



Domenica 17 maggio 2020 ore 18:30
Recital in diretta facebook

“PUGLIA, UNA POESIA”
Un viaggio coi versi dei poeti pugliesi
Guida recitante: Franco Minervini.


Viaggeremo a bordo delle poesie di:
Francesco Baldassare, Cresy Crescenza Caradonna, Aurora Caramia, Celestina Carofiglio, Letizia Cobaltini, Rosa Costantino, Flora De Vergori, Elena Diomede, Franca Angelillo, Dina Ferorelli, Santa Fizzarotti Selvaggi, Rosamaria Fumarola, Anna Gramegna, Vittorio Patella, Daniela Porcelli, Angela Redavid, Michelangelo Romano, Ritangela Tomasicchio, Giovanna Trimigliozzi, Santa Vetturi.

#pugliadaamareonline #recital #poesie #eventi #Puglia #Bari

“Per le stradine di Bari vecchia”
https://wp.me/p2pBfG-1cO

Le stradine di Bari vecchia così linde
mi aggiro raminga tra gli odori delle donne

intente a far faccende,
sull’uscio sedute
sulle piccole seggiole di legno nodoso
fanno andare le callose mani sulla pasta gialla
come il sole del sud
avanti ed indietro creando dei veri capolavori
degni di beltà sublime, perfettamente concave,
dell’ombelico di venere,

silenti nel loro vociare continuano a riempire
«le tavelìire de strascenate»,

s’animano i candidi archi bassi ed alti
degli stretti viottoli
donne maritate, nubili e giovinette
nell’eterno fare di un antico mestiere matriarcale;

miro sospesa tra l’antico ed il nuovo
sto in ascolto
attonita mi perdo
tra le pieghe delle large gonne scure
non riesco a capire quella lingua
la mia nobile lingua madre
una lacrima si inerpica nel mio cuore
le parole si seccano
come se fossero tra le zolle aride
della mia terra d’ulivi;

vorrei capire
per poter viaggiare nell’anima della mia città
nata, da queste umili stradine,
radici di me donna del sud
profondamente consapevole d’esserlo
ovunque andrò a seminar parole.©
Inedita2015

foto/poesia di Cresy Crescenza Caradonna

“SILVIA E L’ITALIA” Il buongiorno di Crescenza Caradonna

Il buongiorno di Crescenza Caradonna

Silvia e l’Italia

Silvia Romano è tornata a casa a Milano, la ragazza 24enne cooperante milanese rapita in Kenya nel novembre 2018 e rilasciata sabato in Somalia, dopo un anno e mezzo nelle mani dei suoi rapitori, il gruppo terroristico Al Shabaab. Il suo quartiere Casoretto di Milano l’ha accolta con calore ed applausi ma non tutti hanno avuto un opinione positiva del suo rientro in patria, infatti poco distante dalla sua abitazione era affisso un volantino sul quale c’era scritto: “Tanti di noi, stufi di dover pagare i riscatti, specie di questi tempi. Salvare una vita, meritevole, per metterne a rischio molte altre?

La ragazza sta subendo anche attacchi dai parte dei social che non le hanno perdonato il fatto di essersi convertita alla religione musulmana non sappiamo cosa le sia successo durante la sua lunga permanenza in Kenya quindi non va giudicata ma capita ed aspettare che ritorni alla sua quotidianità in fondo si tratta di una giovane donna sequestrata da un gruppo terroristico senza scrupoli; ai giornalisti che le chiedevano come stesse, subito dopo il suo arrivo nel quartiere milanese e se avesse intenzione di tornare in Africa ha risposto: “Rispettate questo momento per favore”.

E noi cerchiamo di farlo senza dover sempre ergerci a giudici.

Crescenza Caradonna

MAMMA MI LEGGI UNA POESIA… EVENTO POETICO ON-LINE : TUTTI I PARTECIPANTI



MAMMA MI LEGGI UNA POESIA…
EVENTO POETICO ON-LINE
da venerdì 01/05 a domenica 10/05 2020
Esaltiamo la poesia e la prosa
in lingua italiana, in dialetto con traduzione a tema


Organizzato da:
Cresy Caradonna
https://cresycaradonna.wordpress.com/premi-e-riconoscimenti/
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
https://www.facebook.com/Pugliadaamarequotidiano/
Non è un concorso ma solo una condivisione tra estimatori della poesia.
Non è stata richiesta nessuna quota partecipativa


ALBUM POESIE SU:
https://www.facebook.com/events/2598631767075661/


(EVENTO IN MEMORIA DI MARIA GIUSEPPINA MASCIOPINTO CARADONNA)
“IO DONNA” Il libro di poesie di Cresy Caradonna

che puoi acquistare su:
https://www.mondadoristore.it/Io-donna-Crescenza-Caradonna/eai978889260715/


+++https://wp.me/p137Y2-kH7+++
”EVENTO POETICO ON-LINE
TUTTE LE POESIE CHE PARTECIPANO SARANNO PUBBLICATE NELLA
PAGINA FB:
MammaCresy Poesia & Cronaca
https://www.facebook.com/MammaCresy/



COMUNICATI:
https://cresycaradonna.wordpress.com/2020/04/23/mamma-mi-leggi-una-poesia-evento-poetico-on-line-su-idea-di-cresy-caradonna/

https://solopoesiedicresy.blogspot.com/2020/04/mamma-mi-leggi-una-poesiaevento-poetico.html

HANNO PARTECIPATO LE AUTRICI E GLI AUTORI:


1) Cresy Crescenza Caradonna
2) Daniela Pulieri
3) Alessandra Oliviero
4) Giovanni Ranaldo
5) Mariateresa Cucciolla
6) Mario Lamberti
7) Anna Delle Noci
8) Domenico Berardi
9) Biagio Loconte
10) Chantal Mazzacco
11) Caterina Cortellino
12) Rossella D’Alba
13) Pierluigi Gatti
14) Surico Giuseppe
15) Sergio Tierno
16) Merlino Biagio
17) Natalina Di Legge
18) Rosaria Zonno
19) Giulia Basile
20) Teresa Lomastro
21) Maria Clotilde Cundari
22) Maria Silvestri
23) Chiara Cinquepalmi
24) Michele Aprile
25) Franca Di Vagno
26) Antonio Meola
27) Francesco Occhiogrosso
28) Pasquale Rea Martino
29) Angela Redavid
30) Pina Iannacci
31) Celestina Carofiglio
32) Angelica Loredana Anton
33) Andrea Borci
34) Patrizia Crisalide Mantegazza
35) Pasquale Vulcano
36) Rosa Ungaro (Nicola Cutino)
37) Raffaella Arthist Fato
38) Gerardo Capasso
39) Milena Nigro
40) Floranna Iacobellis
41) Eduardo Terrana
42) Giuseppina Di Fede
43) Cristoforo de Vivo
44) Mariella Mulas
45) Fabrizio Olivero
46) Guido Giannini
47) Maria Antonella D’Agostino
48) Rocco Angelo Stano
49) Luisella Magnabosco
50) Anna Baccelliere
51) Liliana Carone
52) Mirko Bertelli
53) Vito Romita
54) Rosa Loponte
55) Antonio Meola
56) Adriana Bellanca
GRAZIE A TUTTI
🌹
Grafica by Cresy

Nu mestère/Un mistero poesia di Rosaria Zonno- articolo di Cresy Caradonna

Poesia partecipante all’evento poetico on-line SU FB:
“Mamma mi leggi una poesia”
organizzato da Cresy Caradonna
e
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

Nu mestère

Iève bèlle addavère chèdda fìgghie, aqquanne nascì
nu bocciùle de rose, nu regale che la sorte ‘nge facì.
E ‘nge avèva dà nu nome a la pecceuèdde.
La nonne, ca se chiamàve Prudènze, quanne la nepòte nascì
“Se avà chiamà come a mè” decì.
E la pecceuèdde Prudènze se chiamò
ma cusse nome nesciùna fertùne ‘nge pertò.
Mane a mane crescève,
la uagnèdde sèmbe chiù ‘mbambeuscève.
La cape parève ca la tenève sope a la lune
la mamme ‘nge decève.”Prudènze, non d’adènze a nesciùne”.
Prudènze no capescève,
le conzìghie de la mamme non sendève.
Na dì, aqquànne chiù granne arrevò,
a la scole la mamme la mannò,
Prudènze n’è ca stediàve e la maièstre la bocciò.
Po’…aqquànne cammenàve, parève na sbandàte
e ce parlàve, parève ca chiangève
e ce chiangève, parève ca redève.
La mamme non sapève come ièra fà, se preoccupò.
Na bèlla di, avì n’idè e adacchessì penzò.
“A chèssa fìgghia mè, u nome Prudènze non ‘nge porte fertùne
non ‘nge sta na cose, ca la fasce drètte, nemmànghe iùne.
Acchiedì l’ècchie, da chiange ‘nge menì
se vedì la facce de la fìgghie la di ca nascì
aqquànne come a na rose se la vedì.
“Da iosce la ià chiamà Rosètte, ià vedè
ce la cape la cange, chèssa fìgghia mè”.
E la uagnèdde da chèdda di, non fu chiù la stèsse, cangiò
da quanne la mamme, Rosètte la chiamò.
Nu mestère…parì nu mestère, ma la vite chendenuò
e nesciùne chiù, ‘nge penzò.
Ce u sape, pote ièsse ca u nome, ascònne mestère,
avà ièsse adatte a la facce ca tenìme…si…iè probie vère !!

(traduzione il lingua italiana)

Un mistero

Era davvero bella quella figlia quando nacque
un bocciolo di rosa, un regalo che la sorte le fece.
E le doveva dare un nome alla bambina.
La nonna, che comandava in quella casa ancora lei
e che si chiamava Prudenza, quando la nipote nacque
“Si deve chiamare come me” disse.
E la bambina Prudenza si chiamò
ma questo nome nessuna fortuna le portò.
Mano a mano cresceva,
la ragazza sempre più rimbambiva,
la testa sembrava averla sulla luna
la mamma le diceva:”Prudenza, non dare retta a nessuno.
Prudenza non capiva
i consigli della mamma non ascoltava.
Un giorno, quando più grande diventò,
a scuola la mamma la mandò
Prudenza non studiava e la maestra la bocciò.
Poi, quando camminava sembrava una sbandata
e se parlava, parlava da sciocca
se rideva sembrava che piangeva
se piangeva, sembrava che rideva.
La mamma non sapeva come fare, si preoccupò.
Un bel giorno, ebbe un’idea e così pensò.
“A questa figlia mia, forse il nome Prudenza non le porta fortuna
non c’è cosa che la fa giusta, almeno una”.
Chiuse gli occhi, le venne da piangere
rivide il viso della figlia quando nacque
quando come una rosa le sembrò.
“Da oggi, la chiamerò Rosetta, devo vedere
se cambia la sua testa, questa figlia mia”.
E la ragazza da quel giorno, non fu più la stessa, cambiò,
da quando la mamma, Rosetta la chiamò.
Un mistero, sembrò un mistero, ma la vita continuò
e nessuno più ci pensò.
Chi lo sa, può essere che il nome che portiamo,
nasconde misteri,
Deve essere adatto al volto che abbiamo…si…è proprio vero !!



Rosaria Zonno
di Cresy Caradonna

Poetessa dalle mille sfaccettature è un’artista che si cimenta con molta bravura nella composizione nonchè recita delle sue poesie in dialetto barese.
Versatile come poche, riversa tutto il suo amore per la città di Bari nelle sue liriche che rispecchiano le tradizioni della sua terra nativa
.
Fotografa dilettante, riesce a fermare nei suoi click le più belle vedute di paesaggi o scorci pugliesi con occhio sensibile .

Amica da lungo tempo, conosciuta in vari eventi letterari e contest pubblici, Rosaria Zonno la posso definire l’amica ideale: sincera e schietta come poche ma nello stesso tempo sensibile e eterea come tutte le artiste sanno esserlo ma nella giusta misura, sempre pronta alla battuta insomma “l’amica ideale”.

Cresy

TERRORISMO INQUIETUDINE DEL NOSTRO TEMPO di Eduardo Terrana

TERRORISMO INQUIETUDINE DEL NOSTRO TEMPO

di Eduardo Terrana

La giornata del 9 maggio, dedicata “alla memoria delle vittime del terrorismo interno ed internazionale”, ci propone una riflessione sul fenomeno del terrorismo.
Ricordiamo che il 9 maggio rappresenta uno dei giorni più bui della storia della Repubblica Italiana, perché il 9 maggio 1978 furono uccisi il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, per mano delle Brigate Rosse, e il giornalista Peppino Impastato ,vittime della violenza terroristica e mafiosa.
Rendiamo loro omaggio, unitamente a tanti altri protagonisti della vita e della storia della Repubblica, vittime del terrorismo in Italia, che pagarono col sacrificio della vita il loro servizio allo Stato. Rendiamo omaggio anche ai tanti semplici e umili cittadini ,vittime innocenti e per caso, coinvolti nei fatti di terrorismo , che nel solo periodo 1960-1980, gli anni di piombo, registrarono 11 stragi, circa 2000 attentati e 15mila atti di violenza, motivati politicamente contro persone o cose, che causarono 520 morti e oltre 3000 feriti .
Rendiamo omaggio, però, anche alle vittime di eventi terroristici a livello internazionale, che sono ancora decine di migliaia ogni anno, sia in Occidente che in Asia ed in Africa, e in modo rilevante in Siria, Afghanistan, Nigeria, Somalia ed Iraq.
Ricordiamo che il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni rimane una sfida globale che provoca danni permanenti a persone, famiglie e comunità, producendo cicatrici e traumi profondi nelle famiglie delle vittime e nel tessuto sociale del Paese, che non scompaiono mai, soprattutto nei minori.
Condanniamo, pertanto, il ricorso ad ogni uso politico della violenza e del terrorismo sia a livello interno che internazionale, fenomeno , purtroppo, ancora oggi molto esteso e praticato, che preoccupa e costituisce oggetto di attenzione e dibattito a livello politico e diplomatico sia in Italia che in altri Paesi del mondo, in particolare dopo l’attentato alle Twin Towers di New York dell’11 settembre 2001.
La pericolosità e la drammaticità del fenomeno terroristico e della violenza politica è espressa dai dati forniti ogni anno dal Global Terrorism Database, GTD, la più importante banca dati a livello mondiale, che cataloga oltre 180.000 eventi terroristici, verificatisi nel periodo temporale che va dal 1968 fino al 2017, e rileva, in particolare, un picco impressionante di eventi terroristici, nel periodo 2000-2017, causato anche dalla guerra in Siria e dal successivo intervento internazionale contro l’ISIS, che ha prodotto, dal 2011al 2017, circa 147.000 morti e 303.000 feriti.
Lo stesso GTD esprime un parere , da tenere sempre in seria considerazione, che definisce un attacco terroristico come “la minaccia o l’uso reale di forze illegali e della violenza da parte di un attore non riferibile ad uno Stato, quindi un individuo o un gruppo di persone, per raggiungere obiettivi di natura politica, economica, religiosa o sociale attraverso la paura, la coercizione e l’intimidazione”.
La minaccia terroristica viene, pertanto, non da uno Stato ma da singoli gruppi o persone che agiscono per scopi diversi in modo cruento ed imprevedibile.
E “l’Imprevedibilità” è l’ aspetto che più di tutto preoccupa, crea tensione e fa paura, e si va ad aggiungere alle altre insicurezze che insidiano l’ esistenziale quotidiano: lo scippo al mercato, le violazioni domiciliari, i rapimenti, le aggressioni, e le violenze di vario genere su anziani, donne e bambini.
Sale, di conseguenza, nelle persone l’incertezza del vivere. Nessuno più si sente sicuro e padrone della propria libertà, libero di vivere i propri spazi urbani in tranquillità e vede il pericolo ovunque.
E il terrorismo fa paura! soprattutto quello di matrice islamica dell’ISIS, che fa registrare nei sondaggi un preoccupante 38 per cento.
A contribuire in maniera incidente in questo senso sono anche gli ultimi eventi terroristici verificatisi in Francia con l’attacco alla sede della rivista satirica Charlie Hebdo, 7-1- 2015, con 12 morti, e quello contro la sala concerti Bataclan, novembre 2016, che ha provocato 130 vittime nella capitale francese; ma non meno gravi sono stati gli altri due attacchi rispettivamente il 13 novembre 2016 allo Stadio di Francia, con un morto, e nell’11/mo circondario di Parigi, con 39 morti; fatti preceduti dagli attentati a Bruxelles in Belgio, in Germania, in Inghilterra e ancora in Francia all’aeroporto di Orly. E il rischio che succeda ancora e all’improvviso è molto elevato e tale è avvertito da tutti.
“ Nulla sarà più come prima “ s’è detto, all’indomani dell’11 settembre 2001, giorno del tragico crollo delle torri gemelle negli USA, che , per gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato, si erge a simbolo, a mio avviso, della realtà emblematica del mondo d’oggi e del tempo in cui viviamo e quella affermazione a tutt’oggi, purtroppo, non ha perso il suo sinistro significato, se ancora registriamo con una continuità impressionante ed allarmante minacce ed eventi terroristici.
Davanti alla realtà di avvenimenti così tragici e sconvolgenti , ci scopriamo tutti, nessuno escluso, più vulnerabili e impotenti , in un mondo senz’anima, costretto a conoscere il dolore di chi è costretto ad abituarsi a vivere all’ombra del terrorismo, costretto a provare odio e a recare offesa a quelle minoranze etniche che sperano di trovare in occidente un domani migliore e che invece si ritrovano ad essere guardati con diffidenza e con disprezzo.
Sono forse questi gli obiettivi dei terroristi e lo scopo delle loro azioni? Colpire non solo la vita ma anche il gusto per la vita? Che è tutto ciò che fa di una società civile una comunità “ umana “ in cui è piacevole vivere?
Sono questi interrogativi pesanti, su cui grava la paura dell’incertezza perché il terrorismo ha incrinato in ognuno quella condizione base della vita quotidiana che è la prevedibilità del domani, senza la quale non prende avvio nessuna iniziativa e le azioni che abitualmente ci impegnano ricadono su se stesse, perché hanno perso importanza, spessore, investimento, valore e al loro posto è subentrata, sottile e pervasiva : l’angoscia dell’imprevedibile!
La chiamo “angoscia” e non “paura” perché la paura è un ottimo meccanismo di difesa che la natura ci ha messo a disposizione per difenderci dai pericoli visibili e determinati, per cui, ad esempio, davanti all’avvicinarsi di un incendio, per paura , scappo.
Ma di fronte all’imprevedibile, di fronte all’indeterminato non posso scappare, e allora il meccanismo che si attiva non è quello difensivo della paura, ma è quello paralizzante dell’angoscia che svela la vulnerabilità della nostra tecnologia, arresta lo sviluppo della nostra economia, intimorisce il mondo della vita che si fa più prudente, più cauto, più riparato, meno espansivo, più contratto.
In un immaginario vocabolario delle svariate emergenze che ci stanno di fronte e sono fonte di paure, ansie, angoscia e depressioni , segniamo allora” la paura del terrorismo”, che, in piccole frazioni di tempo, può farci percepire quanto precari sono i pilastri della nostra fiducia nel domani.
Ad aggravare poi la nostra angoscia dell’imprevedibile è il sapere che i nemici che ci stanno di fronte non sono visibili.
La conoscenza di una reale situazione di pericolo, quale è quella di un nemico, permette, per istinto biologico di conservazione, di prevederne le mosse e di approntare una difesa, ma la volontà di suicidio di un terrorista toglie anche questa possibilità di lettura del futuro, l’unica considerata possibile peraltro perché ancorata alla base biologica della vita umana. E allora l’angoscia si espande, si moltiplica ossessivamente, in uno scenario dove gli oggetti più innocui possono assumere le sembianze del pericolo, mentre i volti meno familiari quelle inquietanti del sospetto.
La condizione di paura ci assedia, a livello psichico e sappiamo bene che quando è imprigionata l’anima diventa difficile produrre cultura, arte, scienza, amori, affetti, progetti, speranze.
Il ritorno del terrorismo, internazionale e nazionale, ha determinato, dunque, il riacutizzarsi di una diffusa apprensione in tutti i paesi, determinando ovunque una condizione di vita usuale di precaria fragilità e il futuro appare avvolto dall’incertezza e dal terrore dell’ignoto.
Se lo scontro posto dal terrorismo non è scontro d’interessi, ma di civiltà, allora va opportunamente considerato che nella guerra contro il nemico invisibile la universalità dei diritti umani serve più di ogni scudo spaziale.
Se il terrorismo trova la sua ragion d’essere nella lotta contro la globalizzazione, intesa come progressiva erosione di tutte le culture diverse da quella occidentale, allora la crisi può essere risolta positivamente a condizione che venga affrontata con chiarezza di idee e con il coraggio di riformare a livello planetario quello che non è più efficace, migliorando il livello della qualità della vita, della condizione umana e il livello culturale dei popoli, a fronte di un futuro che ci appare avvolto dal terrore dell’ignoto.
E su questo terreno le tecnologie possono dire qualcosa, soprattutto quando sono pensate ed impiegate come strumenti per trasformare, in senso di civile vivibilità, i luoghi dell’esistenza umana, e se chi le progetta si pone con forza e serietà l’obiettivo di realizzare sistemi capaci di integrare diverse culture e visioni senza annullarne le specificità.
In tal senso è la “ Speranza” che i governi dei popoli vincano le loro incompetenze e realizzino un grande passo avanti del sistema internazionale verso forme migliori di governabilità , di crescita umana e di progresso dei popoli.
Ritengo fondamentale ed indispensabile, rilevare,a livello educativo e formativo, che il diritto alla speranza sia requisito che deve essere assolutamente tutelato per i figli, in qualunque momento e in qualunque circostanza, anche quando sembra prevalere l’ansia o lo sgomento.
Il domani per un bambino deve rappresentare sempre uno spazio temporale orientato alla fiducia e alla speranza.
I fatti criminosi o terroristici non possono uccidere il diritto alla speranza dei bambini e delle famiglie che li crescono.
Per questo non bisogna cedere alla tentazione di trasmettere loro l’idea che il mondo è solo pericolo e che il futuro fa paura, perché questo significherebbe uccidere in loro la speranza del domani!

Eduardo Terrana
Saggista e Conferenziere internazionale su diritti umani e pace
Diritti riservati all’autore.

Un Abbraccio ed un Sorriso – “Per chi Crea”

Un Abbraccio ed un Sorriso – “
Per chi Crea” MIBACT – SIAE

Con l’auspicio di aver superato il periodo più difficile della “Criticità Coronavirus”, nel giorno in cui si riaccende la speranza, pubblichiamo il video del brano inedito “Un Abbraccio ed un Sorriso” realizzato a distanza nell’ambito del progetto “Autorìzzàti a Comporre” del Liceo Scientifico “G. Stampacchia” di Tricase.

“Autorizzati a Comporre” fa parte dell’iniziativa nazionale “Per chi Crea” sostenuta da MIBACT e SIAE.. “Autorizzati a Comporre” non si ferma neanche di fronte al Coronavirus!
Alberto Costantini

“Siamo isolati ma aiutiamoci con la creatività dell’amore”

Linda Edelhoff, maestro in discipline plastiche scultoree che da quasi tre anni descrive il concetto dell’amore universale attraverso la sua emblematica raffigurazione del rospo su mezzibusti bianchi,  in questo periodo storico in cui il mondo sembra essersi fermato e in cui l’urgenza del coronavirus sembra abbia messo in ginocchio anche lo stato psicologico di ogni uno di noi,  si rifugia nel suo laboratorio per dedicarsi alla realizzazione del mezzobusto del Santo Padre.

Le poniamo alcune domande per capire come mai questa scelta di campo così diversa da quella che eravamo abituati a vedere.

In un periodo così difficile il tuo laboratorio è un po’ il tuo rifugio, un posto dove poter riflettere. Questa condizione ha potuto in qualche modo esserti di ispirazione?

Linda: Più che parlare d’ispirazione per me è stato un compito che sentivo di iniziare e di portare a termine nel più breve tempo possibile. Sono state un insieme di cose che mi hanno portato a rappresentare la figura del Santo Padre. Prima della chiusura delle scuole avevo appreso con gioia che la scuola in cui esercito attendeva udienza a Roma dal Papa. Con il cambiamento immediato, questo incontro è stato ovviamente cancellato. In questi tre mesi mi sono chiusa nel mio laboratorio con uno stato d’animo molto provato, ho cercato di mantenere pazienza distraendomi con il lavoro. Risalendo a casa una sera, in tv, vedo l’immagine del Papa che attraversava le strade di Roma in preghiera per la fine della pandemia, il suo volto così visibilmente preoccupato, con il capo chino e il passo deciso.  Vedere questa scena è stata un’emozione molto forte, tanto da lasciarmi in riflessione. Il giorno dopo ho incominciato ad abbozzare le prime masse, volevo rendere viva quell’emozione ricreandola da un blocco di argilla.

Hai descritto in questo volto un sorriso di speranza, mentre è visibile che agli occhi mancano le pupille come mai?

Nelle mie sculture non definisco mai le pupille è una cosa che non mi piace fare, non voglio vincolare lo spettatore, cioè lascio a chi guarda l’immaginazione di ricevere l’espressione che più sente dalla scultura. Non deve essere il contrario, almeno per me. Tu puoi guardare l’opera da qualsiasi lato, lei deve comunicare senza segnare orizzonti e riferimenti.

Abbiamo visto papa Francesco attraversare da solo una piazza San Pietro deserta, fredda e piovosa, implorare Dio di non lasciarci in balia della tempesta, in preghiera speciale invocata per la fine della pandemia. Come hai vissuto quel momento?

In quel momento non avevo parole, ero in un silenzio medidativo, ho percepito il pontefice come figura vera e autentica, in preghiera sotto la pioggia per tutti noi. Mi ha trasmesso un senso di compassione e di tristezza al tempo stesso.  Ho continuato a modellare quasi senza una vera spiegazione, forse la ragione si lega a una frase pronunciata dal Pontefice. “Siamo isolati ma aiutiamoci con la creatività dell’amore”. La creatività è un dono, è una virtù che può aiutare a risollevare l’anima, migliora e salva anche molti giovani, distogliendoli da strade sbagliate. I’espressione che ho definito, visto dal basso verso l’alto appare fiducioso con un sorriso molto velato, questo per indicare forza e speranza.  Dall’alto verso il basso l’espressione cambia, il capo quasi chino, occhi nascosti in profondità in segno di meditazione di preghiera. L’argilla che ho maneggiato in alcuni punti, appare spatolata e tagliata per definire un movimento continuo del volto. 

Come nasce una tua scultura?

Principalmente io parto dall’osservazione del soggetto, è una cosa su cui insisto anche con i miei allievi. Si parte dal disegno e dalla percezione visiva, dall’osservazione continua su tutto ciò che ci circonda, dallo studio dei volumi e delle proporzioni. Il disegno è inteso come la mappa principale, comprensione e intuizione anche di cosa può dire la forma.