XVI premio “Il Pozzo e l’Arancio”: i risultati

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Concorsi|Poesia



XVI premio “Il Pozzo e l’Arancio”: i risultati

Si comunicano i risultati emersi dalle valutazioni della Commissione giudicatrice a ciascun concorrente alla XVI edizione del Premio letterario “Il Pozzo e l’Arancio”.

All’esito delle valutazioni, risultanofinalistein questa edizione le opere dei seguenti autori (in ordine alfabetico):Ornella Carboni– Torre Santa Susanna (Br),Fabio Giuseppe Clerici– Milano,Anna Maria Conte– Oria (Br),Bruno Greco– Catanzaro,Alessandra Milone– Oria (Br). Com’è consuetudine di questo Premio, il titolo dell’opera vincitrice – presente tra le cinque opere finaliste – sarà reso noto nel corso della serata di premiazione.

La Commissione valutatrice ha ritenuto meritevoli dimenzionele opere delle seguenti autrici (in ordine alfabetico):Anastasia Arnesanodi Novoli (Le) eCrescenza Caradonnadi Bari; inoltre la Commissione valutatricesegnala per meritole opere delle seguenti autrici (in ordine alfabetico):Grazia Dottoredi Messina eCarmela Stasidi…

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VIOLENZA DOMESTICA FENOMENO INQUIETANTE SENZA FINE di Eduardo Terrana

Articoli|Attualità



VIOLENZA DOMESTICA
FENOMENO INQUIETANTE SENZA FINE

di Eduardo Terrana


Rumore prodotto da oggetti rotti, grida, minacce, insulti, schiaffi, percosse, stupri e, talvolta, anche spari. Non è l’ambientamento scenografico di un nuovo sceneggiato televisivo o di un nuovo film, ma è la realtà, ben più tragica e pesante, di ciò che caratterizza la violenza consumata tra le mura domestiche.
Un fenomeno inquietante, sottostimato, perché non tutte le donne trovano il coraggio di denunciare gli abusi di violenza subiti.
Restano comunque preoccupanti i dati diffusi a tutto il 2019 su questo spaccato di inciviltà della nostra società. Idati EU.RES evidenziano una situazione tragica della violenza domestica, percentualmente riassumibile nei seguenti numeri: femminicidi familiari 85,1%; violenze sessuali 92% ; stalking 76,2%; maltrattamenti in famiglia, 81,6%.
Risultano essere, oltre 5,3 milioni le donne vittime di violenza domestica da parte dei propri coniugi o fidanzati, con 1200 donne uccise e 145.000 donne finite in ospedale per le percosse ricevute. Ammontano a 555.000 le ferite gravi causate da violenza domestica, fenomeno che appare scarsamente considerato se si considera che il 44% delle donne uccise dal partner erano state al pronto soccorso per percosse nei due anni precedenti la morte. Ciò che rileva lo sconforto e la sfiducia delle donne che, nel 73% dei casi, preferiscono tacere e non denunciare la violenza subita perché pensano di non essere credute. Appare, inoltre, drammatica, anche per gli effetti devastanti sulla psiche , la realtà traumatica di 8.8 milioni di bambini che sono testimoni di violenza domestica. Si consideri ancora che il 29% delle donne afroamericane ed il 38% delle donne native americane, subisce violenza domestica almeno una volta nella vita. I giorni di lavoro persi da donne vittime di violenza domestica sono oltre 8 milioni. Il costo economico della violenza domestica è pari a 1.8 miliardi di dollari ogni anno, mentre la spesa allo stesso titolo dello Stato per le cure mediche e psicologiche ammontano a 4.1 miliardi di dollari ogni anno. Il 40% della violenza si sviluppa durante la prima gravidanza della donna. La seconda causa di morte fra le donne incinte è l’omicidio.
A fronte di questo quadro, squallido e desolante nella sua tragicità, della violenza domestica, le prime proiezioni del 2020, o miracolo!, evidenziano un calo del triste fenomeno. Sembra infatti che rispetto al 2019 i primi mesi del 2020, almeno nei Paesi che hanno osservato il locdown , segnino una diminuzione dei casi di violenza domestica. Come interpretare questo fatto? Buonismo da parte degli uomini, paura da parte delle donne? o la presenza del covid-19 nasconde la verità reale dei numeri? Un’amara riflessione va fatta, purtroppo!
Al tempo del coronavirus, nei Paesi dove la quarantena forzata è stata osservata come richiesto dalle circostanze e dai Governi, i cittadini sono rimasti a casa, perché tale esigenza s’imponeva, per motivi di sicurezza, per far fronte all’emergenza. Ma le mura domestiche , purtroppo, non rappresentano un luogo sicuro per tutte le donne, perché sono molto spesso per tantissime, come i dati evidenziano, luogo di abusi e di violenza.
Meno che mai, poi, lo sono durante una pandemia che impone la quarantena e lo stare tutti a casa, e quindi anche gli aguzzini che si ritrovano a stare a stretto contatto delle loro vittime per più tempo, ciò che aumenta la voglia e l’opportunità di usare violenza al proprio partner. La prolungata permanenza in famiglia poi non consente la normale rilevazione dei fenomeni di violenza che comunque vengono praticati ma rimangono chiusi tra le mura domestiche come le grida soffocate delle vittime che le subiscono.
Non v’è dubbio, pertanto, che per il 2020 il dato statistico sulla violenza domestica segnerà una curva strana, in apparente discesa nei primi mesi dell’anno per la mancanza di dati oggettivi rilevati ma poi farà registrare un balzo di crescita notevole improvviso nei mesi di cessazione di chiusura delle attività. Ciò si deduce dal fatto che nei mesi del blocco delle attività e di isolamento, febbraio-maggio 2020, i primi dati ONU sul rapporto tra quarantena e violenza sulle donne , rivelano un inquietante aumento del flusso di chiamate ai centri di assistenza per richieste di aiuto , nei paesi dove i centri o le linee di aiuto sono esistenti.
In Italia le chiamate al numero antiviolenza 1522, durante il locdown, esaminate dall’Istat, fanno registrare un incremento della richiesta d’aiuto del 74,5% rispetto allo stesso periodo del 2019.
Analogo fenomeno si riscontra in Libano e in Malaysia dove le chiamate alle linee di aiuto sono raddoppiate e in Cina addirittura triplicate.
In Australia i Socials, come Google, hanno registrato il maggior volume di richieste di aiuto per violenza domestica degli ultimi 5 anni.
A Londra, in Inghilterra, la polizia ha effettuato oltre 4000 arresti per abuso domestico nelle prime sei settimane di blocco delle attività .
Negli Stati Uniti, che non hanno effettuato blocco delle attività, durante la pandemia, risulta un drammatico aumento dell’abuso e della violenza sulle donne sia a New York che nel resto degli Stati e si registra che ogni minuto una donna ha subito maltrattamenti da parte del partner.
In Brasile, altro Paese a non prevedere il blocco delle attività, il Forum sulla Sicurezza Pubblica ha rilevato un aumento di femminicidio in sei Stati del Brasile, da 32 a 50 casi, pari al 56%, nel solo mese di marzo, rispetto allo stesso periodo del 2019.
In Argentina l’Osservatorio “Ahora Que Si Nos Ven”, ha registrato 49 casi di femminicidio tra il 20 marzo e il 10 maggio.
In Messico , dal 13 aprile in poi, si contano più donne assassinate, 367, che morte per coronavirus ,100.
Segnali di temuta crescita degli abusi e delle violenze domestiche sulle donne, inoltre, arrivano da molti Paesi, tra cui India, territori palestinesi, America latina.
Campanelli d’allarme estremamente preoccupanti secondo l’Unicef che a proposito dei maltrattamenti nelle famiglie rileva che nel mondo dal 20 al 50 per cento della popolazione femminile è vittima di violenza domestica, ed in particolare lo sono le bambine sotto i 15 anni in una percentuale che va dal 40 al 60 per cento dei casi.
Da questo quadro di sintesi appare evidente come la convivenza forzata della donna con il proprio partner-aguzzino peggiori le condizioni di vita della donna e giochi a sfavore di quest’ultima.
L’Osservatorio delle Nazioni Unite ha focalizzato l’attenzione su questo aspetto rilevando la diffusa tragicità del problema ed invitando i Governi a far fronte al temuto aumento dei casi di violenza domestica, tenendo in particolare considerazione la problematica connessa alla connivenza forzata imposta dalla quarantena per contenere la diffusione del virus. Il virus , infatti, non è sconfitto ed ancora costituisce una minaccia per la salute delle persone. Che si arrivi o no a nuove chiusure totali dell’attività economica e sociale degli Stati, il problema è reale e si deve affrontare, anche tenendo conto che eventuali nuove restrizioni o chiusure, che già cominciano a profilarsi, vedi Francia, Inghilterra, Germania, Israele, potrebbero incrementare il fenomeno della violenza domestica di almeno un 20% in più. Viene, infatti, stimato che ogni tre mesi di quarantena comporta almeno 15 milioni di casi di violenza domestica in più.
Per molte donne, pertanto, la paura non è solo il contagio letale del virus ma anche il contatto mortale dell’aguzzino, coniuge o fidanzato, che pratica la violenza.
Gli osservatori ONU prevedono che il prosieguo o l’eventuale prosieguo del blocco delle attività e della interruzione dei servizi nei 193 stati membri delle Nazioni Unite, e in particolare in 114 paesi a basso e a medio reddito, avrebbero effetti pesantissimi su almeno 44 milioni di donne, esposte, senza tutela e difesa, ad una doppia pandemia: la violenza domestica ed il covid-19.
La realtà , come spesso avviene, non sempre è espressione di verità e nella fattispecie la situazione presenta una lettura difficile e complessa del fenomeno rispetto a quella espressa dai numeri, perché la violenza sulla donna si legge secondo i dati dei maltrattamenti in famiglia, degli episodi di stalking e di violenza sessuale, ma ha volti, storie , connotazioni ed epiloghi vari e diversi.

Eduardo Terrana
Saggista e Conferenziere su diritti umani e pace.


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Voci di donne di Crescenza Caradonna

dir. CRESCENZA CARADONNA

TI MANGIO IL CUORE: IL FILM

“Ti mangio il cuore”film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa Ti mangio il cuore è un film del 2022 diretto da Pippo Mezzapesa, tratto dall’omonimo romanzo d’inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini ed ispirato alla vera storia di Rosa Di Fiore prima pentita della mafia garganica. Presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra internazionale…

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📌Santi del 25 settembre: Sante Aurelia e Neomisia (Martiri), San Cleofa (Discepolo di Gesù).
🎉AUGURI A TUTTI!!!


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Nato oggi 25 settembre 1896 – Sandro Pertini (124 anni fa): Nel cuore degli italiani resta il “presidente più amato di sempre”, protagonista sul campo di quasi settant’anni. 🇮🇹


Nato il 25 settembre 1955 Zucchero (65 anni fa): Il vero nome è Adelmo Fornaciari ma la sua maestra delle elementari lo chiamava “Zucchero” e da allora il soprannome non lo ha lasciato più.


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SATIRA

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IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

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FRUTTA DEL MESE

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Mese di settembre – Il frutto di stagione del mese è l’uva. Altri frutti di stagione: banane, fichi (ottimi in questo mese), kiwi, mele, melagrane (il loro succo è ottimo come antiossidante), mirtilli, more, pesche (sono buone fino a metà mese), prugne, pere.

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“NE*RO UNA PAROLA DA BANNARE” articolo di Crescenza caradonna

Attualità |Costume |Società

“NE*GO UNA PAROLA DA BANNARE”

scritto da Crescenza Caradonna

Il mito del vaso di Pandora

Fausto Leali espulso dal GF Vip:
“Eccessivo squalificarmi, tornassi indietro non parteciperei”

All’indomani della sua squalifica dal Grande Fratello Vip, Fausto Leali manifesta tutta la sua delusione, per essere passato, nelle case di milioni di italiani, come una persona razzista. E per essere stato cacciato dal reality a pochi giorni dall’inizio. A costargli l’espulsione, le parole rivolte ad Enock, fratello di Mario Balotelli, che ha chiamato ‘Ne*ro’. “Ho infranto involontariamente il regolamento, ma non si dica che sono razzista”. E specifica che, tornasse indietro, non parteciperebbe al reality: “Non accetterei più. La squalifica? Una punizione eccessiva”.

Questa è stata la dichiarazione del noto artista Fausto Leali all’indomani della sua uscita dal popolare programma televisivo ‘Il grande fratello Vip’ punta di diamante per ascolti di Canale 5.
Ma questo increscioso episodio, che ha visto la squalifica del famoso cantante, porta in se molte e più profonde riflessioni e letture che vanno oltre quella terribile ‘parola’ che andrebbe senza ombra di dubbio cancellata non solo dal linguaggio comune ma anche dalle sue canzoni che lo hanno visto protagonista e ai vertici delle classifiche di vendita nazionali ed internazionali dei suoi dischi.
Perchè è stato scoperto il vaso di pandora ( Il vaso di Pandora -chiamato anche scrigno di Pandora – è, nella mitologia greca, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura) certamente si è scoperchiato un grave modo di fare, di agire e di interagire, forse anche dovuto ad un retaggio passato, che va non solo condannato, sempre e comunque, ma anche indirizzato sui giusti binari del vivere civile e libero: LA DISCRIMINAZIONE che sia per razzismo, sessismo, antisemitismo, omofobia o transfobia, sono sempre da CONDANNARE.

Tutti si proclamo antirazzisti ma quanti non lo sono veramente?
“NE*RO UNA PAROLA DA BANNARE”
Quindi impariamo ad usare bene: le parole sono MACIGNI!

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.
Andrea Camilleri

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La città sotterranea. Un valore tecnico/scientifico alla originaria Castellaneta

Informazioni|Comunicazioni|Ricerche|Puglia


La città sotterranea.
Un valore tecnico/scientifico alla originaria Castellaneta.


info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Circa quattro anni fa un po’ per gioco un po’ per scommessa, l’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta costituiva un gruppo di ricerca sulla città sotterranea considerata da tutti una leggenda, e come ogni leggenda anche questa celava un fondo di verità. Difatti, dopo le prime ricerche, si accertavano la presenza di queste cavità
sotterranee sparse per il Colle Archinto ( cuore del centro storico) e non solo, che nessuno mai ne aveva approfondito gli studi. Forte la curiosità suscitata, date le numerose richieste, iniziavano le prime visite guidate, dove periodicamente venivano mostrati i vari ambienti ritrovati. Nel corso degli anni questa attenzione non è mai calata, tanto meno si sono fermate le ricerche, punto fondamentale per ricostruire la storia sotterranea della nostra città. In questi giorni è stato effettuato un sopralluogo  volto a dare un valore più tecnico/scientifico alla originaria Castellaneta, con lo sguardo di un tecnico che da anni lavora nel settore e che ha messo a disposizione la
sua conoscenza suffragata anche dalle già minuziose ricerche storiche portate avanti dal gruppo di ricerca dell’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta.

Stiamo parlando di Mina Castronovi, una donna tra le eccellenze della nostra provincia, laureata in lettere e specializzata in Archeologia tardo-antica e medievale che l’ha vita protagonista di diversi articoli nell’ambito di ricerche scientifiche
universitarie e monografie su villaggi rupestri, in qualità di libera professionista si occupa di archeologia preventiva ed è stata per diversi anni responsabile del civico museo storico ed Archeologico di Massafra. Con noi anche il Gruppo GASP (Gruppo Archeologia Speleologia Pugliese) della Sez. CAI di Gioia del Colle, di cui si vanta una
duratura e consolidata collaborazione, impiegati nei rilievi planimetrici  delle cavità naturali ed artificiali sotterranee attraverso apparecchiature di ultima generazione. Negli ultimi mesi grandi passi avanti sono stati conseguiti, concentrando le ricerche dove già in passato storici locali avevano “ipotizzato” l’esistenza di una
primigenia stabile dimora di un primo nucleo di abitanti. Come già affermato dalla Prof.ssa Maria Carla Cassone, storica locale, coordinatrice del gruppo ricerca, “un giorno tutto questo lavoro sarà reso pubblico, frutto dell’impegno ed il gioco di squadra che ci vede protagonisti”, sarà come vivere un viaggio nella storia della
Castellaneta Sotterranea, dalle origini ai giorni nostri.
La ricerca continua.


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    LA POESIA È L‘ARTE DI SCAVARE NELL’ANIMA UNANA. BRAVA LA POETESSA CRESY PER LA SUA NOBILE INIZIATIVA. G.M.

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“L’ARTE SENZA BARRIERE” VIDEO ARTISTI


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Arte|Video| Eventi on-line


scritto e organizzato da Cresy Caradonna
L’ARTE SENZA BARRIERE
Evento on-line
Finalizzata alla pura condivisione social




https://wp.me/p83ry9-eiB
Evento organizzato con il quotidiano on-line:
PUGLIA D’AMARE NEWS

daamarepuglia.wordpress.com

Hanno partecipato fino ad ora gli artisti:
Crescenza Caradonna
Adriana Bellanca
Franco Albani
Raffaella Quitadamo
Daniela Pulieri
Caterina Ruocco
Francesca Paltera
Spyridon Trousas
Micaela D’Onofrio
Anna Delle Noci
Roberto Capriuolo
Katya Abbrescia
Mirko Bertelli
Anna Piano Paintre-Art


EVENTO NOMI ARTISTI IN AGGIORNAMENTO
dal 13 settembre al 18 settembre 2020
solo sul mio profilo fb

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IL LIBRO: “DIPINGI UNA POESIA CON PAROLE E COLORI” di Crescenza Caradonna e Domenico Berardi è in finale al PREMIO NAZIONALE NICOLA MARTUCCI XVIII

Comunicati|Concorsi Letterari|


“DIPINGI UNA POESIA CON PAROLE E COLORI”
di Crescenza Caradonna e Domenico Berardi in finale


COMUNICATO GIURIA DI SELEZIONE 2020

IL LIBRO:

“DIPINGI UNA POESIA CON PAROLE E COLORI”
di Crescenza Caradonna e Domenico Berardi
è in finale al

PREMIO NAZIONALE NICOLA MARTUCCI
CITTÀ DI VALENZANO XVIII EDIZIONE 2020
sez.LIBRO EDITO

La cerimonia di premiazione,

si svolgerà nei giorni 28, 29 e 30 Settembre
secondo il calendario che a breve sarà comunicato.
Valenzano, 20 Agosto 2020


‘Dipingi una poesia con parole e colori’
di Crescenza Caradonna e Domenico Berardi


SINOSSI
“Dipingi una poesia con colori e parole” è un libro che raccoglie le opere più significative del pittore Domenico Berardi che si intersecano con la poetica di Crescenza Caradonna creando un afflato professionale di sottile semplicità ed eleganza ispirate al mondo dell’arte contemporanea pregne di sentimenti ed emozioni sia visive che scritte .


Informazioni editoriali

Titolo: Dipingi una poesia con parole e colori
Autore: Crescenza Caradonna, Domenico Berardi
Data di uscita: settembre 2017
Pagine: 112
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788892680968

https://www.youcanprint.it/poesia/poesia-generale/dipingi-una-poesia-con-parole-e-colori-9788892680968.html
—–
https://www.mondadoristore.it/Dipingi-poesia-parole-colori-Crescenza-Caradonna-Domenico-Berardi/eai978889268096/?referrer=cpaittrd190607&utm_source=tradedoubler&utm_medium=affiliation&utm_campaign=cpa&affId=3048442
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https://www.ibs.it/dipingi-poesia-con-parole-colori-libro-crescenza-caradonna-domenico-berardi/e/9788892680968?inventoryId=86506998