RASSEGNA ARTISTICO – LETTERARIA “L’ARTE DEL NUOVO RINASCIMENTO” 2017 – Bari –


30 novembre Fortino Sant’Antonio – Bari, Sala interna L.re Imperatore Augusto

RASSEGNA ARTISTICO – LETTERARIA
“L’ARTE DEL NUOVO RINASCIMENTO” 2017
a cura di Nico Valerio

Grande attesa per la seconda presentazione del 30 novembre, con i più brillanti artisti selezionati. Collettiva del Nuovo Rinascimento , Tra Sacro e Caratteristico Pugliese.

Presentazione a cura di Nico Valerio, Rosaria Padricelli, Francesco Salamina.

 Interventi poetici: Dina Ferorelli e Nicola Maselli.

ARTISTI: Nico Valerio, Angela Genchi, Chiara Stella Serena, Maria De Marzo, Claudia Mesto, Francesca Signorile, Anna Delle Noci, Nicla Tesse, Michele Sepe, Vincenzo Pentrelli, Peppino Saracino, Vincenzo Gesmundi, Lorenzo Maiullari e Franco Valerio.

PITTURA, GRAFICA, SCULTURA E FOTOGRAFIA


Articolo di Cresy Crescenza Caradonna

 


“L’ATTESA” di Domenico Iannone

ABELIANODANZA 2017/2018
direzione artistica di Domenico Iannone

“L’ATTESA”
di Domenico Iannone
Con la partecipazione straordinaria di
Vito Signorile


Bari, 6/7 dicembre 2017, h. 21,00
Nuovo Teatro Abeliano
via Padre Kolbe, 3.
Tel. 080 5427678


Convenzioni Riservate per Scuole di Danza e loro insegnanti,
Circoli e Associazioni Culturali, Università degli Studi di Bari,
Università della Terza Età, Over 65.
Prenotazioni Convenzioni e Info. 338 8431292

 

Necóle Tra Uomo e Santo: Rinascita

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Necóle Tra Uomo e Santo: Rinascita

 

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Lunedì 4 dicembre alle ore 19 presso la Sala proiezioni della sede della Apulia Film Commission per la presentazione di “NECÓLE Tra Uomo e Santo : Rinascita” web serie di Ivan Cacace.Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Durante la serata potrete ammirare la mostra di illustrazioni dedicate a NECÓLE e deliziarvi con i suoni del nostro Dj Zod


articolo di 22491564_912263908942705_8057491182390631216_nCresy Crescenza Caradonna

DEDICATO A TUTTI GLI AMICI GEORGIANI


DEDICATO A TUTTI GLI AMICI GEORGIANI

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La Georgia è uno Stato sulle rive del Mar Nero, situato sulla linea di demarcazione che separa l’Europa dall’Asia, considerato, dal punto di vista storico-culturale, come appartenente all’Europa orientale.
Capitale: Tbilisi
Valuta: Lari georgiano

Tbilisi
თბილისი

La capitale è la più grande città della Georgia, situata sulle rive del fiume Kura con una popolazione di circa 1,5 milioni di persone. Fondata nel V secolo dC daVakhtang I Gorgasali, il monarca del Regno di Iberia, Tbilisi è stata la capitale di vari regni e repubbliche georgiane. Tra il 1801 e il 1917, dopo essere stata sotto il dominio dell’ex impero russo, Tbilisi era la sede del viceré imperiale, che governava il Caucaso meridionale e settentrionale .

Tbilisi è governata dall’Assemblea della città di Tbilisi (Sakrebulo) e dal municipio di Tbilisi (Meria). L’assemblea della città viene eletta una volta ogni quattro anni. Il sindaco è eletto una volta ogni quattro anni da elezioni dirette. Il sindaco di Tbilisi è Kakha Kaladze e il presidente dell’Assemblea della città di Tbilisi è Giorgi Alibegashvili.

Amministrativamente, la città è divisa in raion (distretti), che hanno le proprie unità di governo centrale e locale con giurisdizione su un campo di attività limitato.

Questa suddivisione fu istituita sotto il dominio sovietico negli anni ’30, in seguito alla suddivisione generale dell’Unione Sovietica . Da quando la Georgia ha riacquistato l’indipendenza, il sistema di raion è stato modificato e rimescolato. Secondo l’ultima revisione, i raion di Tbilisi includono:
Old Tbilisi (ძველი თბილისი)
Vake-Saburtalo (ვაკე-საბურთალო)
Didube-Chugureti (დიდუბე-ჩუღურეთი)
Gldani-Nadzaladevi (გლდანი-ნაძალადევი)
Isani-Samgori (ისანი-სამგორი)
Didgori ( ka ) (დიდგორი), 2007-2013
Più del 95% dei residenti di Tbilisi pratica forme di cristianesimo (la più importante delle quali è la Chiesa ortodossa georgiana ).

Fino all’inizio del XIX secolo, sport come l’equitazione ( in particolare la polo ), la lotta , la boxe e l’ abilità nel tiro a segno.

La grande maggioranza delle società dei media georgiani (inclusi televisione, giornali e radio) ha sede a Tbilisi. La città è sede del famoso canale televisivo Rustavi 2 che ha guadagnato notevole fama dopo la sua copertura della Rivoluzione delle Rose.


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L’architettura della città è un misto di stili moderni (georgiano) e bizantino , neoclassico , Art Nouveau , Beaux-Arts , mediorientale e sovietico.
La città ha importanti punti di riferimento culturali come il Museo della Georgia Nazionale , Tbilisi Conservatorio di Stato , Tbilisi Teatro lirico , Teatro Accademico Shota Rustaveli State , Teatro Accademico Marjanishvili Stato , la Cattedrale Sameba , il Vorontsov Palazzo s’ (anche conosciuto come Palazzo dei Bambini oggi), molti musei statali, ilBiblioteca nazionale nazionale del parlamento della Georgia , Banca nazionale della Georgia , Circo di Tbilisi , Ponte della pace e altre importanti istituzioni.
Tra i monumenti storici della città, i più notevoli sono la fortezza di Narikala (IV-XVII secolo), la basilica di Anchiskhati (6 ° secolo, costruita nel XVI secolo), la cattedrale di Sioni (8 ° secolo, successivamente ricostruita) e la chiesa di Metekhi .


(Ricerche a cura di Cresy Crescenza Caradonna)
#informazioni #crescenzacaradonna
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PRIMA PAGINA VIRTUALE 

PRIMA PAGINA VIRTUALE 

di Cresy Crescenza Caradonna

ARRIVA IL NATALE

viamercatino-di-natale-a-cantarana-2017 Tu scendi dalle stelle –

 

 

NATALE SI AVVICINA da baresana

Ricette Facili by Cresy@

Quanto basta “Cucinare è poesia”

UN ANTIPASTO VELOCE
Corona natalizia

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Quanto basta “Cucinare è poesia”

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@Pugliadaamarequotidiano

28 novembre 1977 muore Benedetto Petrone

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)CRESY CRESCENZA CARADONNA

Posted by Cresy Crescenza on 28 novembre 2012 in Cronaca
28 novembre 2012
Un giovane studente lavoratore come tanti Benedetto Petrone ucciso trent’anni fa perché?
Era un militante della Federazione Giovanile Comunista era il 28 novembre 1977 fu accoltellato da un gruppo di ragazzi del Fronte della Gioventù a Bari, già sofferente per una poliomielite non riuscì a sfuggire hai suoi aguzzini e perì sotto innumerevoli colpi di coltello e cacciavite.
Bari oggi lo ricorda con immutato dolore.
Puglia d’ amare Quotidiano d’informazione


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Nasce oggi Alberto Moravia a cura di Crescenza Caradonna

Cresy Crescenza Caradonna

“La poesia è come l’acqua nelle profondità della terra. Il poeta è simile a un rabdomante, trova l’acqua anche nei luoghi più aridi e la fa zampillare.”

Nasce oggi Alberto Moravia
Accadde oggi – 28/11/1907
Alberto Moravia, e il romanzo esplora l`ombra dell`esistenza

Nasce Alberto Moravia, lo scrittore che è stato letto da oltre 6 milioni di lettori in Italia e da più di 5 milioni all’estero.

Fra i suoi capolavori: “La noia”, “Agostino”, “Il disprezzo”. Numerosi registi, da Lattuada a Soldati, da Zampa a Blasetti, da Maselli a Monicelli, utilizzano racconti o romanzi di Moravia per trasporli nel cinema.

Dal romanzo “La Ciociara”, Vittorio De Sica trae l’omonimo film che regala l’Oscar a Sofia Loren.

Del 1929 è il suo primo libro, “Gli indifferenti”: – “Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede” (da “Gli Indifferenti”).

#accadeoggi #pugliadaamareonline #quotidiano #informazione

“Quando le informazioni mancano, le voci crescono.”
-Alberto Moravia-


RICORDANDOLO

Scrittore indubbiamente scomodo, e non solo durante il fascismo, è spesso polemico con gli altri scrittori e, fatta eccezione il suo grande amico Pasolini e pochi altri, non esita a definire la letteratura italiana «provinciale e piccolo borghese».
Alcune opere di Alberto Moravia
Tra le opere più famose ricordiamo i suoi romanzi:

  • Gli indifferenti
  • Le ambizioni sbagliate
  • La mascherata
  • Agostino
  • La romana
  • Il conformista
  • Il disprezzo
  • La ciociara
  • La noia
  • L’attenzione
  • La vita interiore
  • 1934
  • La donna leopardo
    Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

GESÙ È IL TUO RE?

FB_IMG_1502195716248_1502200483663Puglia da amare Quotidiano d’informazione


 

GESÙ È IL TUO RE?

XXXIV Domenica del tempo ordinario (A)
Solennità di Gesù Cristo Re dell’universo
Mt 25, 31-46


 

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+In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli.+ Se nelle parabole precedenti il messaggio sul giudizio finale era diretto a Israele, questa volta tocca ai popoli della Terra. Così Gesù dichiara apertamente che la Salvezza non è rinchiusa all’interno di una cerchia ristretta, ne è riservata a un’etnia o una religione, essa abbraccia tutto il genere umano. + Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.+ Anche questa immagine è tratta dalla normale quotidianità di quei tempi: i pastori erano soliti condurre pecore e capre al pascolo durante il giorno mentre la sera venivano divise e condotte in due recinti separati. Questa distinzione era necessari aper la salvaguardia delle pecore che rischiavano di essere aggredite dalle capre, notoriamente più aggressive. Quello che si vuol significare è evidente: I buoni smetteranno di subire le angherie e le ingiustizie dei cattivi, simili cum similibus! +Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.+ Nel linguaggio biblico la Destra è sempre il lato buono, giusto e forte, la ripartizione non è dunque casuale e ha un significato ben preciso. Dalla lettura di questi versetti comprendiamo che il criterio universale, su cui verranno giudicati tutti, sarà quello della misericordia intesa nel suo senso etimologico vero e proprio, infatti si tratta di un termine derivante dalla fusione di due parole latine: “miserus” (odiato, abborrito) e cor (cuore), possiamo dedurre che il suo significato possa essere “aver a cuore chi è detestabile ed emarginato”: indigenti (affamati, assetati e nudi), stranieri, malati e carcerati, molti autori, accanto all’indubbia necessità dell’ impegno concreto per i poveri, affiancano un significato spirituale a queste sei forme di povertà: saziare fame e sete della Parola; coprire la nudità di qualcuno , cioè la sua vergogna, significa restituire dignità a chi la persa; accogliere lo straniero, ovvero: non disprezzare il diverso; visitare il carcerato, cioè coloro che sono imprigionati dal peccato o dal limite senza giudicare. Esiste una legge interiore scolpita nel cuore di ciascuno: è quell’immagine di Dio che siamo chiamati a far diventare somiglianza, attualizzazione di Cristo, nella storia. Si tratta di saper ascoltare la voce dello Spirito che sussurra nel nostro intimo e che comunemente chiamiamo “coscienza” ed è proprio questa presenza universale che rende l’uomo, anche non battezzato, “giudicabile”. +Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.+ Abbiamo già affermato che questa parabola è rivolta ai popoli della terra, cioè ai pagani, questo non vuol dire che il suo contenuto non sia valido anche per il popolo eletto, il quale, proprio perchè privilegiato, sarà giudicato più “severamente”. I giusti che avranno obbedito alla loro coscienza, vedendo il Dio ignoto, affermeranno di non averlo mai riconosciuto, ma il Signore li rassicurarà, infatti chi ama il prossimo rende già culto al suo Signore, anche senza saperlo. Interessante notare come il Gesù definisca suoi “fratelli più piccoli”, gli altri uomini: questo ci fa capire quanto Dio abbia voluto essere prossimo alla sua più amata creatura, pur di salvarci è diventato uno di noi, subendo quello che non meritava non solo per mostrarci il suo amore e la sua sincera e totale solidarietà, ma per coinvolgere la natura umana nel mistero glorioso dell’amore trinitario, qualcosa che va ben oltre ogni nostra possibilità di immaginazione. +Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».+ Questa pericope evangelica è caratterizzata da una certa ridondanza: le sei opere di misericordia sono ripetute 4 volte e nello stesso ordine, come a sottolinearne l’importanza nel ruolo della Salvezza personale. Chi accoglie pienamente l’Amore ne diventa trasparenza, diventa “alter Cristus”, le braccia di Dio nella storia, quel Dio che ama la sua creatura fino al dono totale di se. Se Dio è Amore, amare è la vera beatitudine celeste, la gioia più profonda e piena a cui si possa aspirare. Se qualcuno non ha amore si auto escluderà da quello che abbiamo definito “paradiso”. E’ quello che succede ai capretti, ovvero coloro che abusando delle pecore, dimostrano di pensare solo a se stessi. La dannazione non è, a mio avviso, un atto positivo e volontario del Dio Amore, ma la conseguenza del suo rifiuto ostinato. Chi è il tuo re? Cristo o il tuo ego? È una domanda che rivolgo prima a me stesso, ma che resta valida per tutti.

Felice Domenica 
23244020_10214301395519949_9183992912726847395_n Fra Umberto Panipucci