11 Luglio 1995 -SREBENICA- VENTICINQUE ANNI FA IL MASSACRO di Eduardo Terrana

Storia

11 Luglio 1995
SREBENICA- VENTICINQUE ANNI FA IL MASSACRO

scritto da Eduardo Terrana


Il generale Ratko Mladic , l’11 luglio 1995, entrò nella cittadina bosniaca di Srebrenica con le sue truppe serbo-bosniache e vi portò morte e distruzione.
Fu il massacro di 8.372 civili inermi e indifesi, ma anche stupri, mutilazioni e violenze di ogni genere.
Desidero ricordare quel tragico evento e rendere omaggio alla città di Srebrenica ed ai suoi morti, vittime innocenti,  con questi modesti versi per non dimenticare quella triste pagina di atrocità, tra le peggiori della  storia contemporanea, dopo quelle del nazismo, e tenere sempre presente  che la strada verso l’affermazione e la realizzazione dei diritti fondamentali  per tutti gli esseri umani  e per tutti i popoli, senza nessuna distinzione e discriminazione , è ancora lunga da percorrere. Ma quel traguardo  è essenziale per  il valore e la dignità della persona umana e per la pace.

RICORDANDO SREBRENICA
di Eduardo Terrana

Si sente il vento soffiare
tra gli alberi e le urla
delle donne di Bosnia
violentate,
il pianto dei bimbi
orfani ed affamati,
e dei vecchi della loro
Patria diseredati.

Si sente il vento soffiare
tra gli alberi ed il tuonar
dei cannoni che vomitano
valanghe di morte,
e l’odore acre
delle carni bruciate
da lingue di fuoco
che inceneriscono la vita.
Si sente il vento soffiare
tra gli alberi ed il pianto
della terra di Bosnia
inonda l’animo rinsecchito
di chi si ubriaca
del sangue degli innocenti
e nel deserto delle menti
vaneggia folli progetti.

Capezzoli secchi di latte
distillano sangue d’amore
a neonati innocenti
di tanto odio e dolore.
Figli senza Patria e futuro,
crescono divisi dal muro
dell’odio che arde nei cuori
e brucia la loro Bandiera.

Figli di Bosnia, spettri viventi,
persi nel vuoto delle montagne
sventrate dalle granate,
ovunque disseminate,
e tra le coltri occhi piangenti
a Morfeo rubate da mani briganti.
Figli di Bosnia cinico silenzio
sull’amara sorte del vostro destino!

Ma finisce la sera
e il sole risorge
sulla fraterna bufera
che semina morte.
Si sente il vento soffiare
tra gli alberi: è la speranza
di un domani migliore
per i Figli di Bosnia!

———-
Srebrenica! Per non dimenticare

Dedicato,
agli uomini ed ai popoli
che soffrono la fame,
l’ingiustizia, l’oppressione,
ma credono
in un mondo diverso,
in un mondo di uguali,
in un mondo migliore!

Eduardo Terrana
Saggista e conferenziere internazionale
su diritti umani e pace
Diritti riservati


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