GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE.

Articoli/ dir.Cresy Caradonna


21 febbraio

La Giornata Internazionale della Lingua Madre è stata istituita nel 1999 dall’Unesco, per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo. Viene celebrata in tutto il mondo a ricordo di un drammatico episodio risalente al 21 febbraio 1952, nel quale quattro studenti bengalesi dell’Università di Dacca (a cui se ne aggiunsero altri nei giorni a seguire), furono uccisi dalla polizia di quello che allora era il Pakistan orientale, mentre rivendicavano l’ufficialità della loro lingua, il bengalese.

Come sosteneva Nelson Mandela: “Parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore“.

La lingua madre è la lingua del cuore, delle emozioni e degli affetti primari. Per un bambino, è spesso la lingua delle prime esperienze culturali, dei giochi, delle ninne nanne, della complicità e dei primi racconti. Il codice materno contiene parole che sussurrano, consolano, sgridano, rassicurano, insegnano e influenzano profondamente la nostra storia e l’immagine del mondo che grazie ad esse ci costruiamo.
La lingua madre è la ‘prima’ lingua che non ostacola i successivi apprendimenti ma, al contrario, apre a nuovi linguaggi e ad abilità cognitive e metacognitive.

La giornata di celebrazione della Lingua Madre è l’occasione per conoscere, riconoscere e valorizzare le lingue del nostro vivere quotidiano (a scuola o al lavoro) e riflettere sui cambiamenti in corso nella nostra società.
Quali lingue si parlano oggi in Italia? Accanto alle varietà dialettali – in certi contesti ancora molto diffuse e praticate – ci sono le dodici lingue delle minoranze (il friulano, lo sloveno, il tedesco, il ladino, l’occitano, il sardo …), la cui tutela è regolata da apposita legge.
E poi ci sono le lingue di nuova immigrazione, che sono parte strutturale del paesaggio linguistico, visivo e sonoro, dei nostri territori: il romeno, l’arabo, l’albanese, il cinese, lo spagnolo.

Ed è soprattutto nella scuola di oggi, sempre più multiculturale e plurilingue, che è necessario dare valore alle lingue in contatto, sottolineando che tutte le lingue hanno diritto di entrare in classe, anche se è l’italiano ad essere la lingua privilegiata della scuola.
La ricorrenza della Giornata Internazionale della Lingua Madre può essere l’occasione per conoscere le biografie linguistiche degli studenti e rilevare le competenze nella lingua d’origine; per valorizzare le potenzialità della lingua materna ai fini dell’apprendimento di una seconda e terza lingua; per dare visibilità alla pluralità linguistica negli spazi della scuola e valorizzarla attraverso i momenti della narrazione di fiabe, testi letterari e libri bilingui.
Prestare attenzione alle parole di ogni bambino ‒ in italiano, in friulano, in dialetto o in un’altra lingua madre ‒ significa tenere insieme le storie, mantenere in vita le differenti visioni del mondo, permettendo a ciascuno di portare la sua voce.

notizie dal web



BARI – Evento

Celebrazione della giornata internazionale della lingua madre spettacolo dal titolo: “Bari tutta un’altra storia lingua madre 4.0”

Sabato 22 febbraio
ore 10:45
Presso la sala consiliare del Comune di Bari.

Presiede: Virna lacobellis presidente SAID, modera Nicola Cutino presidente Associazione onlus Mondo Antico e Tempi Moderni – Pagina Autentica

Interverranno: Vito Leccese sindaco, Dario Timurian console onorario d’Armenia, Paola Romano e Carla Palone assessori, Antonio Ciaula consigliere, UNESCO Bari presidente Piero Bello, Luigi Leotta ammiraglio

I giomalisti: Nani Campione, Lino Patruno, Alessandra Bucci Giovanna De Crescenzo, Antonio Peragine presidente Aga. Italiani nel Mondo

Gli Artisti: Giuliano Giliberti, Rodolfo Ventrella e Lucia Coppola, Catia Cavone, Maria De Pasquale

Gli Autori: Nicola Ambrosino, Vittoria Bosna, Damiano Bove, Rita Branca, Luciano Buttiglione, Cresy Crescenza Caradonna, Carlo Coppola, Paolo De Santis, Elisa Ferorelli, Paolo F Lepore, Pino Lobuono, Savino Morelli, Antonella Musitano, Antonio Palumbo, Natalizia Pinto, Anna Santoliquido, Rosa Ungaro, il decano dei cantastorie Vito Sciacovelli, Università Libera Età – Triggiano ed altri graditi ospiti

info in locandina


Crescenza Caradonna dir. di PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE

Io Amo Bari





13 DICEMBRE: SANTA LUCIA


Il 13 dicembre in Svezia non è un giorno come tutti gli altri: è la festa di Santa Lucia,
grande festa in tutto il paese.

‘La storia’
La storia di questa santa ravviva le lunghe serate invernali. Lucia fu una delle prime cristiane, in un periodo in cui i discepoli di Gesù erano ferocemente perseguitati ed erano costretti a nascondersi per pregare. Si ritrovarono perciò nelle catacombe e, di notte, Lucia portava loro di nascosto qualcosa da mangiare. Per vedere meglio la strada al buio e, allo stesso tempo avere le mani libere per trasportare cibi e bevande, Lucia si metteva in testa una corona di candele accese. Un giorno i soldati dell’imperatore di Roma la catturarono e la uccisero, ma le sue buone azioni non furono dimenticate; la Chiesa la proclamò Santa. Spesso i giovani svedesi cominciano a preparare la festa di Santa Lucia il 12 dicembre, cucinando panini e biscotti di zenzero.

LA FESTA DI SANTA LUCIA

Lunghi capelli biondi
pelle chiara
bianchi vestiti
luminose candele sul capo
è la festa di S. Lucia.

Ornate le snelle ragazze portano la luce.

Inizio sacro delle feste natalizie,
è un girotondo di bambini
che curiosi sgranano gli occhi
sui dorati doni.

La luce è la protagonista
la luce del mondo
che illumina il buio umano
la luce così preziosa
la luce della verità
la luce dell’amore.

Prendiamoci per mano
chiudiamo il cerchio
ma apriamolo con il cuore
donando la luce dell’amore.

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IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA

Mercoledì, 28 gennaio 2025 IL MONDO DELLO SPETTACOLO TREMA: Sotto il Riflettore della Procura.    L’eco degli applausi si spegne per lasciare spazio al rumore delle carte giudiziarie che si voltano. In questo inizio di 2026, l’Italia non si interroga più solo su chi vincerà il prossimo festival o quale serie batterà i record di…

Solennità dell’Immacolata Concezione

Buona Immacolata

L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento; tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria.

Immacolata francescana secondo Genesi 3,15 – Terni –
Chiesa di Sant’Antonio di Padova (Terni).

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l’8 dicembre. Nella devozione cattolica l’Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

Il dogma dell’Immacolata Concezione riguarda il peccato originale: per la Chiesa cattolica, infatti, ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente; in vista della venuta e della missione sulla Terra del Messia, a Dio dunque piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.


Quotidiano dir. Crescenza Caradonna

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Buon onomastico ad Immacolata o Concetta

IL BUONGIORNO : GROUND ZERO IL RICORDO di Crescenza Caradonna

Ground Zero
IL RICORDO di Crescenza Caradonna

Ground Zero è il simbolo di rinascita proprio lì dove tutto si fermò, dove tutto sembrava dovesse finire, dove tutto invece  è rincominciato, senza dimenticare i successivi momenti al crollo delle Twin Towers, quando un’aereo si schiantò sul Pentagono a Washington in concomitanza con quello precipitato in un campo della Pennsylvania prima di arrivare a colpire probabilmente la sede del Congresso americano.

Il ricordo si perde nella memoria vaga ramingo alla ricerca delle immagini strazianti e angosciose che hanno fatto da apri pista al terrorismo dilagante nei nostri giorni.
Silenzio oggi 11 Settembre,  quando un Boeing 767 dell’American Airlines si schiantò contra la prima delle Twin Towers del World Trade Center di Manhattan, la torre nord, poco dopo il secondo schianto contro la torre sud, ormai in un lontano 11 settembre 2011.
Le vittime  furono quasi 3 mila, tra loro anche poliziotti, soccorritori e volontari: le Torri Gemelle non ci sono più ma alta e viva  è la commemorazione per tante persone innocenti perite negli impatti mortali.

Accadde Oggi 11 settembre 2001 – Attentato alle Torri gemelle (17 anni fa) New York: Alle 8,46 (le 14,46 in Italia).
Attacco suicida realizzato da terroristi di al-Qāʿida negli Stati Uniti.

Morti 2.996 (2.977 civili, 19 attentatori) Feriti 6.400

Beni distrutti: Pentagono, World Trade Center.
Gli attentati dell’11 settembre 2001 sono stati una serie di quattro attacchi suicidi che causarono la morte di oltre 2.996 persone e il ferimento di oltre 6.000, organizzati e realizzati da un gruppo di terroristi aderenti ad al-Qāʿida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, spesso citati dall’opinione pubblica come i più gravi attentati terroristici dell’età contemporanea.
Nella foto: 1ª fila: Le Torri Gemelle bruciano su Manhattan.
2ª fila: La sezione crollata del Pentagono; a fianco lo schianto del Volo United Airlines 175 sulla Torre Sud.
3ª fila: Un pompiere manovra i soccorsi a Ground Zero; accanto il ritrovamento di un motore del Volo United Airlines 93.
4ª fila: Il Volo American Airlines 77 ripreso da una telecamera di sicurezza mentre si schianta sul Pentagono.

#informazioni #pugliadaamareonline #informazioni #cresycaradonna

PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione

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AUGURI PAPA FRANCESCO: ‘Lettera a Papa Francesco’ di Crescenza Caradonna


‘Lettera a Papa Francesco’


Caro Papa Francesco,

tu sei l’amore incondizionato verso il prossimo per questo ti scrivo questa lettera perchè la tua grandezza ha sconvolto il mondo intero e l’esistenza di tante persone, sorridi e parli come uno di noi, ti spendi per i più poveri scendi tra la gente.

Oggi festeggi il tuo compleanno e certamente questa mia lettera non ti arriverà mai ma in cuor mio  è come se fosse già giunta tra le tue sante mani: ti auguro, caro Papa, tanta forza per continuare il cammino che hai intrapreso con entusiasmo ed amore verso  di noi ed auguri dal profondo del mio cuore con anima e tanto amore.

Con affetto sincero

Crescenza Caradonna


📆 #AccaddeOggi

Il 17 dicembre 1936 nasceva papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, 266º #Papa della #Chiesa cattolica e vescovo di #Roma, 8º sovrano dello Stato di Città del Vaticano.
“Non abbiate paura della bontà e neanche della tenerezza.”
(Papa Francesco)
🎉TANTI AUGURI !!!


ARTICOLI DEL BLOG

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ADDIO A GIGI PROIETTI

Cronaca|Attualità|Attori

Gigi Proietti oggi 2 novembre è deceduto a Roma per uno scompenso cardiaco proprio nel giorno del suo 80°compleanno.
Attore cortese, gentile e grande mattatore teatrale ci ha lasciati increduli uscendo di scena in punta di piedi.
Regista poliedrico, sceneggiatore, cantante, doppiattore, presentatore, un geniale artista, erede di Petrolini, istrionico sul palcoscenico ha formato intere generazioni di attori con il suo laboratorio teatrale.
🕯️🙏
Addio Gigi Proietti.
RIposa in Pace.

Cresy Crescenza Caradonna

#pugliadamareonline



Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso.
(Gigi Proietti)


@cresycaradonna

CALENDARIO

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📌Santi del 25 settembre: Sante Aurelia e Neomisia (Martiri), San Cleofa (Discepolo di Gesù).
🎉AUGURI A TUTTI!!!


ACCADE OGGI


Nato oggi 25 settembre 1896 – Sandro Pertini (124 anni fa): Nel cuore degli italiani resta il “presidente più amato di sempre”, protagonista sul campo di quasi settant’anni. 🇮🇹


Nato il 25 settembre 1955 Zucchero (65 anni fa): Il vero nome è Adelmo Fornaciari ma la sua maestra delle elementari lo chiamava “Zucchero” e da allora il soprannome non lo ha lasciato più.


@cresycaradonna

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ACCADE OGGI:PRIMA MOSTRA DEGLI IMPRESSIONISTI

AccaddeOggi 15 aprile 1874 ~ Prima mostra degli Impressionisti.

Parigi, mercoledì 15 aprile 1874 alle 10 di mattina, il noto fotografo Nadar aprì le porte del suo studio di Boulevard Capucines a giovani artisti dell’epoca.

Nella Foto opera di Jean-Baptiste Armand Guillaumin (Parigi, 16 febbraio 1841 – Orly, 26 giugno 1927 pittore e litografo francese, importante esponente del movimento impressionista), “Tramonto ad Ivry, 1873, Museo d’Orsay”.
L’Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870 e durato fino ai primi anni del Novecento. Una precisa esperienza di gusto, un momento caratteristico e storicamente definito, identificano questa tendenza nella civiltà artistica.

Gli impressionisti dipingevano en plein air, cioè all’aria aperta, con una tecnica rapida che permetteva di completare l’opera in poche ore.

Essi volevano riprodurre sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce, lo studio dal vero del cielo, dell’atmosfera, delle acque, eliminò il lavoro al chiuso, nell’atelier, il luogo nel quale venivano completati i quadri più grandi o eseguiti i ritratti; molti di essi erano però anche realizzati all’aperto.

Lo sfondo, il paesaggio, non è qualcosa di aggiunto, ma avvolge le figure. Oggetti e persone sono trattati con la stessa pennellata ampia e decisa. Gli artisti più importanti dell’impressionismo sono: Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Federico Zandomeneghi, Camille Pissarro, Jean-Frédéric Bazille e Gustave Caillebotte.

#impressionisti #arte #pugliadaamareonline

Cresy Cresy Crescenza Caradonna

LA SCARCELLA: TRA SACRO E PROFANO

PASSIONE DI GESÙ
VENERDÌ SANTO

Con Passione di Gesù si intendono la sofferenza e l’agonia di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione. Insieme all’Incarnazione e alle successive Morte e Risurrezione, costituisce uno dei due misteri centrali del Cristianesimo.

Gli avvenimenti della Passione vengono celebrati dai cristiani di tutto il mondo nella “Settimana santa” (la settimana che precede la Pasqua).

Le “narrazioni della Passione”, in latino Passio, hanno origine dai Vangeli. L’uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino patior, “patire” inteso come “soffrire”. In seguito il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subito dai martiri.

#Gesù #CresyBlogger

(Deposizione – Opera del Caravaggio 1602-1604 Musei Vaticani Roma)

Sinossi evangelica
La narrazione della Passione di Cristo è contenuta nei seguenti capitoli dei vangeli canonici:

Matteo 26-27
Marco 14-15
Luca 22-23
Giovanni 18-19

#CresyBlogger

SCOPERTA LA VENERE DI MILO

Scoperta la Venere di Milo
sabato 8 aprile 1820
La Venere Milo non è soltanto una delle più celebri sculture della civiltà greca. Per molti incarna l’ideale classico dell’eleganza e della sensualità femminile e come tale è stato celebrato nel cinema.

La storia del suo ritrovamento s’inserisce in quella fase di restaurazione del potere monarchico in Francia, dopo la caduta del regime napoleonico. Il nuovo sovrano Luigi XVIII (fratello minore di Luigi XVI sacrificato sulla ghigliottina dalla Rivoluzione del 1789) era desideroso di ricostruire l’immagine di grandezza del regno, anche attraverso l’acquisizione di preziose opere d’arte del passato.

La missione che nel 1820 portò la nave Chevrette a sbarcare sull’isola di Milo (Milos, in greco), nell’arcipelago delle Cicladi, era legata ad un’attività di ricognizione idrografica del Mar Egeo. Qui, nella zona del capoluogo Plaka, l’ufficiale francese Olivier Voutier s’imbattè in un contadino di nome Yorgos Kentrotas, intento a scavare pietre da utilizzare per la sua abitazione. L’area in questione si trovava a ridosso di un antico teatro greco e ciò fece supporre a Voutier che lì sotto potessero trovarsi resti antichi.

Così chiese all’uomo di avvertirlo nel caso fosse emerso qualche pezzo significativo. L’8 aprile la pala di Kentrotas toccò qualcosa di grandi dimensioni e quando l’ufficiale francese se la trovò davanti non credette ai suoi occhi: dal terreno affiorava un busto di donna, privo di entrambe le braccia. L’uomo fu esortato a scavare ancora e lì vicino venne disotterrata l’altra metà della statua, con le gambe coperte da un drappeggio e un basamento.

La notizia venne accolta con entusiasmo dall’ammiraglio ed esploratore Jules Dumont d’Urville, fine umanista, che si disse disponibile ad acquistarla ma si vide sbarrata la strada dal rifiuto del comandante della Chevrette a trasportare la statua, giacché secondo lui rischiava di danneggiarsi per il burrascoso viaggio in mare. Nel frattempo, il contadino greco, che aveva fiutato l’affare, cercò di stringere i tempi e vendere il suo “tesoro” al dragomanno del sultanato di Costantinopoli.

Uno smacco che D’Urville non poteva tollerare; per cui prese carta e penna e scrisse un rapporto sul ritrovamento indirizzato all’ambasciatore di Francia a Costantinopoli. Costui diede l’assenso per acquistare la scultura a qualsiasi prezzo, per la gioia di Kentrotas che accettò la vantaggiosa offerta dei francesi. Per gli stessi, e per D’Urville in particolare, l’acquisizione assumeva un significato speciale, considerando che cinque anni prima la Francia era stata costretta a restituire all’Italia la splendida Venere Medici, trafugata da Napoleone.

Accolto con tutti gli onori alla corte di re Luigi XVIII, il prezioso reperto fu donato dallo stesso sovrano al Museo del Louvre (dov’è tuttora custodito), che lo catalogò come Venere di Milo, dal nome dell’isola dov’era stata rinvenuta. Per la posa ricorda le statue di Prassitele ma l’iscrizione ritrovata sotto il basamento (oggi andato perduto) l’attribuisce allo scultore dell’età ellenista (323 a.C. – 31 a.C.) Alessandro di Antiochia.

Lo stile classico ma rinnovato nelle forme ha messo in crisi gli studiosi, che non sono concordi nell’attribuzione dell’opera. Il soggetto rappresentato è dato per certo che sia Venere, guardando alla precedente Venere di Capua (una copia è esposta al Museo archeologico di Napoli) che presenta la stessa posa delle gambe. Secondo una tesi ritenuta attendibile, è probabile che la statua reggesse nella mano una mela, richiamando il famoso episodio dell’Iliade in cui Paride dona il “pomo d’oro” ad Afrodite (divenuta Venere nella mitologia latina). Il nome stesso dell’isola greca (melos, “mela”) sembra confermarla.

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