14 LUGLIO 2026
PUGLIA: L’ARTE DI VIAGGIARE TRA TERRA, MARE E POESIA.
In questa estate che corre veloce, la Puglia ci invita a fare una sosta diversa. Non una meta da consumare, ma un paesaggio da abitare con l’anima. Dai borghi bianchi della Valle d’Itria al respiro profondo delle scogliere, vi porto in un viaggio “incontrollato” alla ricerca della bellezza che si nasconde nei dettagli e nel silenzio. Perché, a volte, per ritrovarsi, bisogna solo saper perdere il senso del tempo.
Scopri la mia riflessione nel nuovo articolo su Puglia d’Amare 24.
La Puglia, per me, non è mai stata soltanto una destinazione. È un modo di guardare il mondo, un orizzonte che ti entra dentro e ti cambia la prospettiva. In questa estate che ci spinge a correre, vi propongo un viaggio diverso: niente mappe, niente mete obbligate, solo coordinate emotive. Vorrei invitarvi a cercare quella bellezza che non si trova nei monumenti recintati, ma nell’incontro improvviso tra una lama di luce e una pietra antica, nell’azzurro denso del nostro mare che si fonde con un silenzio che sa di pace.
Provate a pensare ai borghi della Valle d’Itria. Quel bianco così netto, così accecante, non è solo architettura. È un’opera d’arte che dialoga con la terra rossa. Per me, ogni vicolo che si apre inaspettato è come un verso che arriva a chiudere una strofa; ogni cortile, una pagina di una storia che il tempo ha scritto con molta calma, senza fretta.
Poi, c’è il richiamo del mare. Non parlo solo della bellezza da cartolina, ma di quella drammaticità, a volte brutale, che si respira tra le scogliere di Polignano o lungo le coste più selvagge. Lì, la natura non sta ferma a farsi ammirare: scolpisce, scrive, cancella. Stare davanti a quelle insenature significa mettersi in ascolto di una voce ancestrale; una voce che ho cercato di raccogliere tra le pagine del mio libro, Il silenzio che il mare scrive, nato proprio dal bisogno di tradurre in parole quel movimento costante che ti costringe a fermarti.
E poi ci sono i dettagli, quelli che spesso sfuggono alla frenesia di chi va solo di fretta. L’arte che si nasconde nelle botteghe di Grottaglie, il profumo inconfondibile dei vicoli al tramonto, la bellezza di un portone scrostato che un raggio di sole decide di nobilitare per pochi istanti. Il vero lusso, quest’anno, vorrei fosse questo: perdere il senso del tempo.
Vi invito a questo viaggio “incontrollato”. Lasciate perdere la caccia alla foto perfetta per i social: cercate la vibrazione, quella piccola scossa che vi fa sentire vivi. La Puglia è un museo a cielo aperto che non chiede biglietti d’ingresso, ma soltanto occhi capaci di stupirsi ancora. Andate a perdervi, cari lettori. Perché, in fondo, è solo quando smettiamo di cercare che riusciamo a ritrovare i versi migliori dell’anima.
di Crescenza Caradonna

