L’INFLAZIONE DEI POETI: QUANDO IL VERSO DIVENTA SOLO UN RUMORE DI FONDO.

9 lug 2026
L’INFLAZIONE DEI POETI: QUANDO IL VERSO DIVENTA SOLO UN RUMORE DI FONDO.

Foto dal web


Siamo giunti a un paradosso inquietante: oggi, per sentirsi artisti, sembra basti un profilo social e la partecipazione a uno dei tanti concorsi letterari che spuntano come funghi dopo la pioggia. Il motto secondo cui “tutti siamo poeti” è diventato un comodo scudo dietro il quale nascondere una deriva preoccupante: la mercificazione dell’introspezione.
Ogni giorno nascono premi letterari che promettono gloria in cambio di quote di iscrizione sempre più esose. Ma cosa stiamo davvero celebrando? Spesso, non è la qualità del verso o la profondità del pensiero, ma il desiderio di validazione di un io che ha smarrito il senso del limite. La poesia è diventata un prodotto di consumo, un rito di auto-celebrazione dove tutti sono vincitori, e dove, per legge statistica, la vera arte finisce inevitabilmente soffocata dal rumore di fondo.
Sotto questa coltre di “poeti per gioco” c’è un meccanismo economico che lucra sulla vanità. È una fiera delle vanità dove il silenzio — quel silenzio necessario per ascoltare il mare, per leggere dentro di sé — viene sostituito da un clamore assordante. Scrivere è un atto di coraggio e di scavo, non una ricerca di like o di una targa da esibire per curare le proprie insicurezze.
La poesia non può essere un esercizio di narcisismo collettivo. È tempo di tornare a distinguere tra chi scrive per necessità dell’anima e chi scrive solo per occupare uno spazio. Perché se tutti sono poeti, allora nessuno lo è davvero.

“Cosa ne pensate di questa deriva? La poesia sta perdendo la sua anima?”.

Crescenza Caradonna

PREMIO STREGA 2026

Gio 9 Lug 2026

PREMIO STREGA 2026


I convitati di pietra di Michele Mari ha vinto il Premio Strega, il più influente premio letterario italiano e quello che più di ogni altro incide sulle vendite dei libri. È uno dei romanzi più accessibili di uno scrittore conosciuto per il suo uso estremamente colto della lingua e delle forme narrative. Racconta di una classe di liceo che dopo il diploma fa un patto: ogni anno ciascuno deve contribuire con una certa somma di denaro a un fondo che verrà riscosso dagli ultimi tre rimasti in vita.


I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi, ha ricevuto 190 voti. Platone. Una storia d’amore di Matteo Nucci (Feltrinelli) è arrivato secondo con 152 voti, La sonnambula di Bianca Pitzorno (Bompiani) terzo con 84 voti. Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi) ne ha ricevuti 78, Donnaregina di Teresa Ciabatti (Mondadori) 75, Vedove di Camus di Elena Rui (L’orma) 64.


Michele Mari vincitore del Premio Strega 2026