MOLFETTA. SI CONCLUDE CON SUCCESSO LA RASSEGNA ESTIVA DEL CARRO DEI COMICI

MOLFETTA.
SI CONCLUDE CON SUCCESSO LA RASSEGNA ESTIVA DEL CARRO DEI COMICI

Molfetta. Più che positivo il bilancio della rassegna estiva degli spettacoli promossi da Il Carro dei Comici e patrocinati dalla Regione Puglia  per valorizzare i luoghi meno conosciuti e legati alla storia del nostro territorio. Dopo il focus sul museo Archeologico del Pulo, era previsto che altri due spettacoli si sarebbero dovuti tenere nel Chiostro della Fabbrica di San Domenico.

Così non è stato, viste le condizioni meteo sfavorevoli, ma come ha affermato il curatore della rassegna Francesco Tammacco, anche il Teatro del Carro ne ha storia di raccontare, essendo un vecchio frantoio, quindi legato anche alla nostra terra e ai nostri genitori.

“ La ballata della Coppola” è stato quindi l’appuntamento conclusivo, anche se sono previsti altri spettacoli con collaborazioni importanti e attori di primo piano come Andrea Buscemi.

Durante la serata è stato possibile fare un salto all’indietro nel tempo e rivivere la Molfetta che fu.

La coppola e il borsalino rappresentano due stili di vita, due modi di pensare e vedere, due ideologie politiche.

Uno incarna l’ideologia salveminiana, quella rappresentata da contadini e operai che avrebbero potuto cambiare lo stato sociale.

Salvemini infatti, come ben si evince da tutto lo spettacolo, molta importanza riservò a queste categorie sociali che voleva che progredissero grazie anche ad una organizzazione. Politica, ma anche sociale che passava per l’istruzione.

Storia, musica e narrazione si intrecciano in maniera perfetta, catturando lo spettatore. Indubbiamente non è facile in uno spettacolo dove si narrano vicende storiche che potrebbe risultare pesante tenere vivo il ritmo, ma alternando le varie arti, condendole con i pettegolezzi delle comari, che raccontano il si dice, il risultato si raggiunge perfettamente, grazie ad un’abile regia.

Gli avvenimenti, le situazioni, i personaggi, sembrano essere attuali, vicini; infatti gli spettatori toccano gli attori quando viene distribuito il foglio volante del comizio pro Salvemini e si sentono coinvolti.

I fatti sono tutti veri e, molti dialoghi sono stati ripresi dai giornali dell’epoca. Anche se cambiano i tempi e le situazioni, c’è stato sempre chi approfitta della propria carica politica e chi, invece, si adopera per tentare di cambiare ma, ahimè, invano.

Corsi e ricorsi storici. La vita politica e sociale della città di Molfetta viene mostrata anche attraverso i pettegolezzi in chiesa e nei salotti. Anche il vernacolo ha il suo indiscutibile impatto emotivo grazie alla bravura degli interpreti: Francesco Tammacco, Pietro Capurso, Pantaleo Annese, Cosimo e Mauro Capurso, Rosa Tarantino e Gabriella Caputi.

Il testo di Pietro Capurso è veramente ben congeniato, visto che mirabilmente si alternano toni, parti e linguaggi.

I numeroso pubblico ha rivissuto fatti ed episodi di vita cittadina a partire dal 1898 fino al 1913 che, in definitiva, sono gli anni in cui Salvemini si è interessato alla sua ed alla nostra città, che lo hanno visto partecipare in maniera attiva alla vita politica ed amministrativa con veemenza e coraggio e che lo hanno visto talvolta vincitore ma, più spesso, soccombente sotto il peso della corruzione, dell’intrallazzo e gli intrighi.

Lo spettacolo mette in scena anche la microstoria inquadrandola in ambito nazionale, gli avvenimento locali si inseriscono in quelli del Paese dando una visione completa ed interessante di alcuni anni della vita molfettese non solo.

Anche i personaggi minori acquistano valenza e significato perché la storia è fatta anche di questo: di nomi ed episodi che altrimenti rimarrebbero sconosciuti.

Mirabile la regia del “ La ballata della Coppola” indicata anche per un pubblico scolastico, visti i toni e i temi.

                                                 Paola Copertino


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Fine Settimana del 30 giugno e 1 luglio 2018: gli eventi a Bari e provincia

Fine Settimana del 30 giugno e 1 luglio 2018: gli eventi a Bari e provincia

Birra di Notte, appuntamento a Capurso con birre artigianali, street food, musica e artigianato made in Puglia
Le migliori birre artigianali e l’originale street food pugliese saranno i protagonisti di Birra di Notte nel Parco Comunale di Capurso. Una carrellata di birre tutte da assaggiare!  E mentre scegliete la vostra preferita vi faranno compagnia tutte le prelibatezze tipiche della tradizione pugliese di qualità.
A Putignano ritorna “Beer in the Cave 4° edizione” con birra artigianale, cibo di strada e tanto divertimento
Pe questo ultimo weekend di giugno appuntamento con la quarta edizione dell’evento che rende il Parco Grotte di Putignano, con la sua location incontaminata, il luogo ideale per celebrare l’inizio dell’estate con la bevanda più bevuta al mondo: la Birra. All’interno del parco chi parteciperà, potrà godere del clima festaiolo di svariate attività: concerti, gastronomia a “KM 0”, eco luna park, mercatino artigianale, giochi, escursioni, visite guidate in grotta, green area, maneggio, dj set. 
Ad Acquaviva delle Fonti la rievocazione storica “Conte Roberto Gurguglione: tra leggenda e realtà”
Sarà possibile ammirare uno spaccato del XII Secolo ad Acquaviva, con balli, stand gastronomici con pietanze locali, danze, cortei storici, dimostrazioni di antichi mestieri, il tutto animato da falconieri e sbandieratori.
“Nicandro 2018” festa Medievale del periodo Normanno
Nicandro 2018 é una festa Medievale, che riporta Sannicandro di Bari ed il suo leggendario Castello al periodo Normanno.
Cortei e rievocazioni storiche, figuranti, enogastronomia e intrattenimento.
Torna l’iniziativa “Domenica al Museo”, ingresso gratuito nei castelli, parchi archeologici e musei di Bari e provincia
Ingressi gratuiti nei musei, siti archeologici e monumenti di Bari e provincia che accoglieranno liberamente cittadini e turisti per una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale nazionale.
Alla scoperta del Palazzo Framarino dei Malatesta
Alla scoperta del meraviglioso palazzo della famiglia nobiliare Framarino dei Malatesta. Gli interni, a cui si accede da un’androne decorato, conservano ancora le caratteristiche essenziali dello stile neoclassico, i preziosi arredi richiamano questo stile; arazzi, numerosi ritratti di personaggi della casata, antiche armature ed armi caratterizzano le stanze e pitture con le storie della famiglia.
Carlo Verdone inaugura a Castellana Grotte il festival di cinema itinerante Salento Finibus Terrae – Film Festival Internazionale Cortometraggio
Carlo Verdone con il suo Benedetta Follia, Massimo Popolizio e Frank Matano con Sono tornato di Luca Miniero, e Edoardo Winspeare con La vita in comune, sono i protagonisti delle prime tre serate di proiezioni che daranno il via dal 28 giugno a Castellana Grotte, alla sedicesima edizione del Sa.Fi.Ter – Salento Finibus Terrae – Film Festival Internazionale Cortometraggio. Il festival di cinema itinerante, diretto dal regista Romeo Conte e organizzato dalla Events Production, farà tappa in tre diverse città pugliesi sino all’8 luglio.
Gastronomia, spettacolo, musica, cultura e sport a Castellana Grotte con “PortaGrande in Festival
Il tutto prenderà il via domenica 1° luglio, infatti, con l’attesissimo live di Noemi, che farà tappa a Castellana-Grotte per la sua unica data nella provincia di Bari con “La luna tour”. Dopo questo primo appuntamento, largo Porta Grande si trasformerà in un vero e proprio villaggio del divertimento, fra spettacoli di varia natura e giochi e intrattenimento per bambini, e del gusto grazie alle tante iniziative in programma e alla gustosa proposta gastronomica di cibi tipici e golosità.
Rosalia De Souza in concerto a Cala Paura di Polignano per la rassegna Bari in Jazz
Il ritorno di Rosàlia De Souza: Tempo! Nau Records, una delle più intriganti realtà discografiche del jazz italiano ed europeo, ha pubblicato il nuovo album della diva della bossa nova: un ritorno alle origini per la cantante brasiliana, accompagnata dai fuoriclasse Petrin, De Luise, Deidda, Vigorito e Congedo. Un disco importante nella storia prestigiosa della vocalist brasiliana: è il suo quinto album, esce a nove anni di distanza da D’improvviso. E’ l’interprete brasiliana di bossa nova più famosa al mondo tra quelle operanti al di fuori dei confini nazionali.
Rimbamband, Fred De Palma e il grande Red Canzian in concerto al Parco Commerciale di Casamassima
Appuntamento per un bellissimo spettacolo live con i Rimbamband, pronta a raccontarci la musica nel suo aspetto più folle e surreale, Fred De Palma e il grande Red Canzian presso il Parco Commerciale di Casammassima.
Il concerto del cantautore Bugo all’Eremo Club di Molfetta
Il rock è il filo conduttore del concerto di Bugo: un sound diretto, graffiante e senza mezze misure, in linea con il suo nuovo disco, in cui alla schiettezza del suono corrisponde l’identità musicale di un artista che si ritrova e si rinnova nel nome del rock.
Serata dedicata alla scoperta della flora e della fauna di Lama Balice e all’ osservazione del cielo stellato
Condotti dalle guide esperte della Cooperativa Verderame per esplorare al crepuscolo l’incantevole paesaggio del Parco, successivamente all’interno del planetario istallato nella Villa un viaggio virtuale tra stelle e pianeti scoprendone in maniera spettacolare i segreti per poi terminare con l’ osservazione diretta dello straordinario Giove, di Venere e della Luna con potenti telescopi.
Fatti di storie 2018, teatro, cinema, musica e approfondimenti al Macello di Putignano
La terza edizione del Festival Fatti di Storie, tre serate tra teatro, cinema, musica e approfondimenti al Macello di Putignano
Il leitmotiv del 2018 è “il luogo altro”, luoghi e situazioni diverse dal quotidiano, gioie e sofferenze, spazi di scontro e confronto: l’unica possibilità per ritrovare la direzione in un mondo globalizzato che ci indirizza verso il pensiero unico.

GIOVANNI: DIO È MISERICORDIOSO Solennità di San Giovanni Battista

GIOVANNI: DIO È MISERICORDIOSO

Solennità di San Giovanni Battista

La Chiesa nascente deve sicuramente molto al movimento iniziato dal Precursore, il quale, grazie al riconoscimento pubblico di Gesù quale Messia e Cristo, ha di fatto spianato la strada al messaggio di Cristo .

L’etimologia di Giovanni va ricercata nel composizione delle parole ebraiche “Yo-Hanan” che insieme vogliono significare: Dio ha avuto misericordia, un nome che rispecchia perfettamente la sua missione, annunciare il perdono dei peccati per mezzo di colui che in se stesso li annienterà. Il Battista era il profeta più acclamato della sua epoca, il suo nome e le sue vicende venivano narrate anche dagli storici di quel periodo: Flaviano Giuseppe parla di lui come un predicatore di conversione che attirava al suo battesimo di penitenza grandissime folle.

+Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.+

Nella storia irrompe la Grazia che sana l’aridità (tema caro ai semiti, abitatori del deserto) e riempie di gioia insperata una donna destinata alla vergogna: tale era infatti la condizione delle donne sterili. Il Signore fa fiorire i suoi frutti migliori la dove sembra impossibile, un chiaro messaggio che rivela l’onnipotenza di Dio a un popolo che si sente senza speranza. Non sono rari i casi di sterilità che si mutano in prodigiosa fertilità: Sara la moglie di Abramo (Gen 16-18;21), Rebecca la moglie di Isacco(Gen 25); La madre di Sansone (Gdc 13,1-7;24); Anna madre di Samuele (1Sam 1,9-19): ogni volta si tratta di grandi personaggi, la loro stessa prodigiosa nascita indica che la mano del Signore li avrebbe sempre accompagnati.

+Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».+

Una donna dà il nome a suo figlio: fatto inconcepibile per quei tempi, questa infatti era una prerogativa del padre, ma la madre di Giovanni interviene perchè mossa dallo Spirito: c’è un’autorità superiore a quella del padre che si è espressa per il piccolo, Dio stesso.

+Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.+

Zaccaria, sacerdote, non aveva creduto e questo gli ha impedito la parola, quindi anche l’autorità. Per questo egli non impone il nome al Figlio, come fa invece la madre, ma lo conferma soltanto. Già possiamo intravedere un segno di rottura fra l’antica e la nuova Alleanza. Giovanni doveva essere destinato a essere come suo padre: sacerdote del Tempio, sappiamo bene però che lui seguirà un altro destino: servirà il Signore nel deserto. La discontinuità si evidenzia già dal nome che non s’innesta nell’appartenenza parentale, con lui il Signore inizierà un cammino del tutto personalizzato, qualcosa di unico lo caratterizzerà.

+All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.+

L’uomo accetta la volontà di Dio, da muto ritorna a parlare, riempito dallo Spirito, lo manifesta attraverso la gioia e le lodi che abbandono sincere sulle sue labbra. A volte le nostre parole restano “mute” e infruttuose perchè la linfa della Grazia non ci irrora abbastanza.

+Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.+

il Significato di questi fatti può essere oscuro per noi, ma non per gli Israeliti: La sterile ha partorito e Dio ha imposto un nome a quel bambino. Sappiamo bene quanto Israele aspettasse un messia. In più:”davvero la mano del Signore era con lui”, quindi non mancavano le conferme al fatto che qualcosa di grande stava davvero per accadere ad Israele.

+Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.+

Elisabetta e Zaccaria non hanno voluto appropriarsi del dono fattogli, anzi, hanno restituito tutto pieni di gratitudine al Dio che aveva riempito di Gioia la sua vita. Giovanni ritorna nel deserto per cercare le antiche radici della Salvezza, la dove tutto era iniziato. La sua fama cresce e si diffonde e molti accorrono a lui.

Il richiamo ai celebri versetti di Malachia 3,1 e Isaia 40, 3 definiscono il contributo del Battista e dei suoi seguaci nei confronti di Gesù e della sua Chiesa nascente:

“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri” (Cfr. Mc 1,1-3).

Il suo modo di vestire (peli di cammello e cintura di cuoio), richiamava quello di Elia (2 Re 1,8), un segno che faceva trasparire il suo desiderio di ripercorrere i passi del grande profeta, la cui più notevole caratteristica è stata quella di risvegliare la fede del suo popolo che andava corrompendosi cedendo ai culti idolatrici. Una “emulazione” che gli riesce così bene da spingere lo stesso Gesù a dichiarare: “E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire”, (Mt 11, 14). Tale atteggiamento era una chiara denuncia alla corruzione che si andava diffondendo, la stessa che l’antico profeta aveva combattuto.

Nel deserto Giovanni a si nutriva di locuste e miele selvatico, cibo familiare ai nomadi del deserto, questo era un chiaro richiamo alle origini umili degli Israeliti. Tutto ciò era anche un citare, attraverso la vita, il pellegrinaggio del popolo d’Israele dopo l’uscita dall’Egitto, il quale, pur non giungendo ancora alla Terra Promessa già sperimentava la benedizione del suo Liberatore. Infatti, Il messia preannunciato dal Battista, non ci inviterà soltanto a rispettare l’alleanza del Sinai, ma ci condurrà alla “Terra Promessa”, ovvero: il Regno dei Cieli. Quello che più stupisce di questo grande protagonista della storia della Salvezza e la sua umiltà: “non sono degno di chinarmi per scogliere i legacci dei suoi sandali”, una dichiarazione di totale abbandono fiducioso al progetto divino. Tale atto, infatti era il lavoro dei servi più umili, e il non sentirsi adeguato nemmeno a questo, evidenziava l’imbarazzo di sentirsi il precursore ed il servo di Dio più onorato del suo popolo. Egli infatti doveva proclamare davanti al mondo l’arrivo del Messia, ricevendo così, fra le sue “mani”, l’eredità che Israele attendeva dalla chiamata di Abramo (circa 1800 anni prima, seconda la tradizione). Ma quanto è stata più grande l’umiltà di Cristo? Lui, che era senza peccato si è sottoposto alla penitenza pubblica del rito battesimale officiato da Giovanni, a cui si accostava ogni genere di peccatore pubblico, un gesto che nessun notabile che si ritenesse “puro” avrebbe mai compiuto. Ed è stato proprio quello il momento in cui Gesù si è addossato i nostri peccati. Il battesimo praticato da precursore rappresenta una morte simbolica ed insieme una rinascita, una resurrezione operata dallo Spirito, che sarà lo stesso Giovanni a veder discendere su Gesù sotto forma di Colomba. L’umiltà e la donazione nel servizio, sono le qualità fondamentali di tutti coloro che si sentono chiamati ai carismi ministeriali, non solo quelli religiosi. Anche chi si sente chiamato a servire il prossimo nella politica e nell’economia deve possedere queste qualità. Chi non entra per la porta della conformazione a Gesù rischia di essere “un ladro o un brigante” (Gv, 10, 1)

Felice Domenica

Fra Umberto Panipucci


B U ON A    D O M E N I C A

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Bari: capoluogo della regione Puglia.

Bari: capoluogo della regione Puglia.

L'immagine può contenere: cielo, oceano e spazio all'aperto

È il nono comune italiano per popolazione, terzo del Mezzogiorno dopo Napoli e Palermo. La sua area metropolitana è la sesta d’Italia con circa 1 300 000 abitanti.

È nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale condizione ha reso Bari e la sua basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente.

Bari ha una solida tradizione mercantile – imprenditoriale e da sempre è punto nevralgico nell’ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l’Est europa e il Medio Oriente. Il suo porto è il maggiore scalo passeggeri del mare Adriatico. Dal 1930 si tiene a Bari la Fiera del Levante. Più recentemente la città è diventata sede del segretariato per il Corridoio pan-europeo
©Crescenza Caradonna

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13 GIUGNO: SANT’ANTONIO

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Sant’Antonio di Padova
(Sacerdote e Dottore della Chiesa)

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📆 IL CALENDARIO SAGGIO MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2018


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L’EUCARESTIA: IL DIO PIENAMENTE PRESENTE E PIENAMENTE DATO di Fra Umberto Panipucci

L’EUCARESTIA: IL DIO PIENAMENTE PRESENTE E PIENAMENTE DATO.

Domenica del Corpus Domini (b)

L’adorazione del Santissimo Sacramento nella sua forma più solenne, che oggi celebriamo, è stata un’espressione della preghiera che si è fatta strada nella storia della Chiesa per sottolineare la presenza reale e sostanziale del Signore nelle specie eucaristiche del pane e del vino. Nel corso dei secoli il dubbio che la “transustanziazione” (parola che indica il cambiamento sostanziale del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo durante la preghiera eucaristica), è sorto molte volte, coinvolgendo non di rado anche gli stessi ministri consacrati della Chiesa Cattolica. Pensiamo ai miracoli eucaristici di Lanciano e di Bolsena e alla totale conversione in carne e sangue avvenuta per rispondere al dubbio dei sacerdoti che celebravano l’Eucarestia. Tale solennità doveva essere istituita per aiutare il clero ed il popolo a far proprio il concetto di presenza reale, di per se impensabile per la ragione umana. Fra le figure storiche che hanno contribuito all’istituzione del Corpus Domini spicca Santa Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana, che, profeticamente spinta dall’azione dello Spirito, ha lottato perchè questa festa fosse istituita, prima nella sua Diocesi di Liegi (Belgio), anche per contrastare un nascente movimento che negava la presenza reale di Gesù nel Sacramento, e poi in tutta la Chiesa ad opera di Papa Urbano IV con bolla “Transiturus de hoc mundo” dell’11 agosto 1264. La spiritualità eucaristica ha avuto grande diffusione sopratutto dopo il concilio di Trento, un altro periodo in cui il concetto di presenza reale andò in crisi in seguito alle riforme protestanti, da allora questa particolare attenzione verso il Corpo e il Sangue del Signore è diventata caratteristica peculiare della chiesa Cattolica di rito latino, non esiste, infatti, un’altra confessione cristiana in cui le specie consacrate del pane e del vino siano così tanto circondate di rispetto e amore (mi riferisco al culto eucaristico) anche dopo la divina liturgia. La presenza reale di Gesù nel SS. sacramento accompagna sempre la Chiesa Cattolica, proprio come l’arca dell’Alleanza dava forza al popolo di Israele prima nel deserto e poi nel tempio di Gerusalemme; Così come le tavole della legge erano il segno tangibile dell’Antica Alleanza, allo stesso modo la presenza dell’Eucarestia lo è per la Nuova.

Commento a Mc 14,12-16.22-26

+Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». +

Il Signore ha deciso di istituire l’Eucarestia durante la solenne veglia in cui Israele celebrava il memoriale della sua liberazione dalla schiavitù: Pèsach. Questo perchè i futuri discepoli di Gesù potessero, in continuità con l’Antica Alleanza, passare alla Nuova facendo memoria di colui che ha liberato l’uomo dal peccato e dalla morte, entrambe sommerse e distrutte dalle acque della Grazia Battesimale, proprio come i persecutori dell’umanità oppressa erano stati sommersi dal mar rosso per la loro ostinata volontà di violenza.

+Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.+

Uno scorcio di storia: l’uomo con la brocca, quella casa, la stanza… L’evangelista rende evidente l’azione provvidenziale dello Spirito che dispone ogni cosa, nel tempo, nello spazio e nei cuori. Lo sconosciuto viene incontro a discepoli (dunque non s’incontrano per caso) con acqua, simbolo di vita e, in questo caso, di accoglienza gradita. Compare un altra personaggio: il padrone di casa, si deduce così che l’uomo con la brocca è un servo. I discepoli parlano in nome del maestro: “Dov’è la mia stanza?”, la sua identità si estende anche a loro. La domanda rivolta al padrone potrebbe essere fatta a ciascuno di noi: che spazio riserviamo a Dio nella vita che ci è affidata perchè Egli, con i nostri fratelli, possa “cenare” con noi? Ricordiamo queste parole dell’Apocalisse: ” Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20).

+Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.+

Dobbiamo sempre preoccuparci di riservare uno spazio adeguato al nostro Dio e ai fratelli, non uno qualsiasi, ma il migliore che possiamo offrirgli, tanto nella quotidianità quanto nell’intimità del nostro cuore. È quello che fa l’ottimo padrone di casa, non gli offre una stanza qualsiasi, ma la migliore. grande, arredata e già pronta, segno che egli aspettava quel momento con grande gioia e impazienza!

“Preparare”: nelle scritture quello che succede esternamente corrisponde quasi sempre a qualcosa che avviene nell’interiorità. All’Eucarestia bisogna prepararsi, disporsi, essere in familiarità con Dio, rendersi disponibili al servizio. Tuttavia la cena non è preparata dal padrone di casa, ma dai discepoli, c’è una distinzione nel ministero che viene sottolineata.

+Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.+

Su queste poche parole si potrebbe scrivere un libro: nella notte dell’antica Pasqua sono sacrificati i primogeniti d’Egitto perche il cuore del Faraone si piegasse, in quella “nuova” è il primogenito di Dio ad esserlo perchè, attraverso la resurrezione, venisse destituita la signoria della morte, la quale davanti alla vittoria di Cristo, deve arrendersi e consegnare coloro che teneva in schiavitù. Il momento della benedizione e della frazione del pane era collocato all’inizio della cena pasquale, mentre, venivano benedetti 4 calici in quella circostanza, probabilmente quello a cui si riferisce l’evangelista, era l’ultimo, che chiudeva il memoriale prima dell’inno di benedizione, in mezzo c’era dunque l’intera cena la quale durava tutta la notte. Il fatto che l’evangelista si limiti a sottolineare questi due momenti evidenzia come le antiche comunità, nelle loro celebrazioni domestiche, avessero già isolato e congiunto i due momenti. La Nuova Alleanza si innesta in quella Nuova, in modo inequivocabile. Egli ci offre il suo Corpo per essere un tutt’uno con noi, offre il “Sangue dell’Alleanza”, sede dell’anima per gli antichi, così che il Suo stesso spirito possa scorrere in noi.

+In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.*+

Questo “vino nuovo” è la Gioia che ci colmerà quando saremo al cospetto di Dio. Una Gioia che riempirà anche il cuore di Gesù perchè si ricongiungerà definitivamente con i suoi amati. Fra il vecchio e il nuovo vino c’è però lo spazio che resta di questo pellegrinaggio terreno irto di ostacoli, pericoli e sofferenze.

+Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.+

L’inno era una composizione di salmi che ringraziavano Dio per la sue opere, uno di questi eri il salmo 133:

“Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
[È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.”

Felice Solennità del Corpus Domini!

fra Umberto Panipucci


BUONA DOMENICA

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Premio nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci – Città di Valenzano – FINALISTI 2018

COMUNICATO


Premio nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci

– Città di Valenzano –

FINALISTI 2018

Premio nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci – Città di Valenzano sedicesima edizione 2018
Comunicato del 26 Maggio 2018 La Giuria di selezione, al termine dei suoi lavori, comunica l’esito del lavoro svolto:
FINALISTI POESIA IN LINGUA ITALIANA(in ordine alfabetico) Lucia Kadigia Abate, Triggiano (BA): “Scale di pietra”; Nicola Andreassi, Noicattaro (BA): “Di verso in verso”; Federico Caizzi, Modugno (BA): “Labbra”; Mariella Cuoccio, Bitonto (BA): “Il diritto di giocare”; Vincenzo Dilena, Valenzano (BA): “Pater mi”; Vincenzo Parolini, Bellusco (MB): “Ti amo”; Giovanna Pesce, Triggiano (BA): “Tornando a casa”; Annamaria Semeraro, Bari: “Più forte e più bella”; Francesco Tanzi, Bitritto (BA): “La moglie del papa”; Carmen Venturella, Aosta: “In un’altra dimensione”;
FINALISTI POESIA IN VERNACOLO (in ordine alfabetico) Michele Aprile, Adelfia (BA): “La ròte aggìre”; Giuseppe Battista, Triggiano (BA): “U malafurbice”; Giuseppe Emilio Carelli, Casamassima (BA): “Quanne te vediebbe”; Emanuele Zambetta, Bari: “Tu vive iìnd’a a mmè”; Rosaria Zonno, Bari: “Geuànne”
FINALISTI NARRATIVA (in ordine alfabetico) Saverio Martiradonna, Bari: “Voci nella notte”; Massimiliano Morelli, Bari: “Rosa Rosae”; Paola Pinna, Roma: “Estate a memoria”; Pietro Rainero, Acqui terme (AL): “Una viola al Polo Sud”; Rossella Triggiani, Noicattaro (BA): “Il profumo dei soldi”
FINALISTI TESTI TEATRALI (in ordine alfabetico) Paolo Cilfone, Valenzano (BA): “Babel theos – narrazioni di teatro”; Renato Paternoster, Valenzano (BA): “Non ho parole”; Marilina Sepe, Bari: “I mostri in casa”; Fabio Sicari, Bergano: “Il signor Tuttinoi”; Caterina Tattoli, Molfetta (BA): “Pane, pomodoro, olio e sale”.
FINALISTI LIBRO EDITO(in ordine alfabetico) Carla Ferri e Valentina Spinetti, Campo dell’Elba (LI): “Oltre il buio le stelle” (Aras edizioni, Fano); Crescenza Caradonna, Bari: “Maestra per sempre” (youcanprint, -Tricase);
Adele Pulice, Bari: “Erranti in preghiera” (Levante editori, Bari); Maria Assunta Radogna, San Giovanni Rotondo (FG): “Intrighi d’amore” (Il castello edizioni, Bari); Maria Pia Romano, San Cesario di Lecce: “Geografie minime” (Il Grillo editore, Gravina in Puglia);
FINALISTI PREMIO ATTORE (in ordine alfabetico) Annamaria Colomba, San Cesario di Lecce: “da Filumena Marturano”; Paolo Alberto De Nicolò, Molfetta (BA): “Pane, pomodoro, olio e sale”; Francesca Di Cagno, Bari: “Capagrò”; Anna Piscopo, Bari: “Mangia!”; Marilina Sepe, Bari: “Ritratto di madonna”.
MARTUCCI SCUOLAFINALISTI(in ordine alfabetico) Claudia Burdi, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “In lontananza una luce”; Michele Calabrese, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Il mare”; Nicola Carrassi, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “La primavera”; Giuseppe Cazzato, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Ahi che dolor!”; Giada Gammariello, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Estate”; Emanuela Gigante, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “Non tutti sono… solo alcuni”; Serena Masiello, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “La primavera”; Debora Salatino, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “La scuola”; Marta Samkharadze, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “Casa”; Sabrina Sciacovelli, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Il mondo dei sogni”
MARTUCCI SCUOLA SEGNALAZIONI D’ONORE (in ordine alfabetico) Brenda Bombacigno, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Poesia alla mamma”; Ilenia Caricola Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Guardando il mare”; Francesco, De Santis, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “Quando nacqui”; Mariagrazia Detomaso, Capurso, I.C. Savio – Montalcini: “Le farfalle biricchine”; Maria Teresa Di Maso, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “Un rifugio tra le pareti”; Giulia Didonna, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “Giovanni Falcone”; Osma Hekuran, Valenzano, I. C. Capozzi – Galilei: “La giustizia contro la mafia”; Francesco Laricchia, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Il mare”; Martina Ranieri, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “La mia persona”; Domenico Sardone, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “La paura del temporale”; Pamela Selvaggi, Capurso, I. C. Savio – Montalcini: “Una bambina assai birichina”
MENZIONI D’ONORE (in ordine alfabetico) Poesia, Vernacolo, Narrativa, Libro edito, Testi teatrali, Premio Attore Francesco Benedetto Belfiore, Prata di Principato Ultra (AV): “Nu riavolo e’ vaso”; Manuela Bellomo, Bari: “Sveglia”; Antonio Biancolillo, Trani (BAT): “Lì va la sera”; Rita Branca, Bari: “Allo specchio”; Federica Caniglia, Brindisi: “Lo sguardo del grande schermo” (Albatros, Roma); Celestina Carofiglio, Bari: “L’omertà”; Elisa Casu De Mores, Cagliari: “Nella via lattea” (Vertigo edizioni, Roma); Mariella Cuoccio, Bitonto: “Rivelazione” (Edizioni Raffaello, Bitonto); Vincenzo De Palma, Giovinazzo (BA): “Si pote sape’ ci ha vinde le votazione du duemiladiciotte?; ”Flora De Vergori, Bari: “Notte di luna”; Rosalba Fantastico di Kastron, Bari: “Fatta l’Italia facciamo… l’italiano”; Floriana Fiorella, Bari: “Anna”; Angelo Giacola, Triggiano (BA): “U p’mdore”; Diego Iurilli, Valenzano: “Il vivere un attimo” (Aletti editore, Villalba di Guidonia); Luisa Franco Maiellaro, Casamassima (BA): “Forse sarà dolce morire”; Anna Marinelli, Noicattaro (BA): “Amore infinito”; Saverio Martiradonna, Bari: “Siamo soci?”; Giuseppe Milella, Acquaviva delle fonti (BA): “L’ulivo secolare”; Gilda Morra, Bari: “Solitudine”; Sabino Paciolla, Noicattaro (BA): “Il punto d’arrivo”; Laura Pavia, Sannicandro di Bari: “Sospiri di nuvola” (Miso editore, Torino); Renzo Piccoli, Bologna: “Complanare Est-Ovest” (Albatros, Roma); Pietro Quassia, Triggiano (BA): Sassi (Unigester libri, Ragusa); Gianna Trimigliozzi, Bari: “Sussurri dell’anima” (Adda editore, Bari); Giorgio Zuccaro, Gravina in Puglia (BA): “Solo per fame”.
SEGNALAZIONI DI MERITO (in ordine alfabetico) Poesia, Vernacolo, Narrativa, Libro edito, Testi teatrali, Premio Attore Carolina Abbaticchio, Bitonto (BA): “Canto la libertà per gemina domina; Francesco Baldassarre. Bari: “Cammino”; Paolo Cilfone, Valenzano (BA): “Bianco sangue – presenze assenze materne”; Anna Maria Della Penna, Bari: “Compagna di viaggio”; Stefania De Ruvo, Rimini: “La verità di Freud”; Ciro Di Launo, Pulsano (TA): “Cadono dal cielo le stelle”; Susanna Gargiulo, Bari: “Monologo da Filumena Marturano”; Angelo Giacola, Triggiano (BA): A mia moglie; Diego Iurilli, Valenzano (BA): “La Fonte dell’arte”; Franca Littera, Decimomannu (C): “L’altro da sé”; Giacomo Lorizzo, Andria (BAT): “Il senso della vita”; Giuseppe Masdea, Bari: “Attimi preziosi”; Maria Petruzzelli, Modugno (BA): “Arroganza”; Annamaria Prospero, Mestre (VE): “Amicizie, amori, gelosie”; Maria Schiralli, Bari: “A mio figlio”; Francesco Sciascia, Brindisi: “Il telefono”; Anna Maria Semeraro, Bari: “Il campione”; Patrizia Sollecito, Bari: “Donne di libertà”; Gianna Trimigliozzi, Bari: “A Falcone e Borsellino”; Antonella Vairano, Conversano (BA): “Angelo”.

Un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno partecipato e che non si sono classificati.


Le cerimonie di premiazione si svolgeranno

Sabato 9 e Domenica 10 Giugno,
a partire dalle ore 19.00,
nel Castello baronale di Valenzano.

Sabato 9 Giugno:

-Martucci Scuola

– Narrativa

– Testi teatrali

Domenica 10 Giugno:

– Libro edito

– Premio Attore

– Poesia in Vernacolo

– Poesia in lingua italiana.

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

di Cresy Crescenza Caradonna

INFO/CONTATTI:  pugliadaamareonline@gmail.com


NEL MISTERO DELLA TRINITÀ di Fra Umberto Panipucci


 
NEL MISTERO DELLA TRINITÀ
Mt 28, 16-20
 
+In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.+ Dopo aver manifestato la sua resurrezione alle donne che si erano recate al sepolcro, Gesù indica loro il luogo dove si sarebbe incontrato con il resto dei discepoli (cfr. Mt 28, 1-10), si trattava, probabilmente, del monte delle beatitudini. Così il Maestro fa percorrere a ritroso sia fisicamente che mentalmente il percorso che ha condotto tutti ai fatti avvenuti a Gerusalemme, in modo che potessero confrontarsi con le parole e gli insegnamenti ricevuti fino a quel momento. Come Mosè sul Sinai ed Elia sull’Oreb, la prima comunità cristiana va incontro a Dio su un monte perchè, come è successo con i due grandi profeti, le sarà consegnata una missione e una nuova legge, nello spirito delle beatitudini. +Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.+ Anche Matteo come Giovanni (cfr. Gv, 20), tende a sottolineare l’incredulità dei discepoli prima di un contatto diretto con il Risorto. Ancora una volta abbiamo conferma che la fede deve essere sostenuta dall’esperienza, in questo caso ciò avviene dopo un percorso di conformazione allo spirito delle beatitudini e di speranza nella resurrezione, mentre in Giovanni, la stessa cosa si realizza nella comunità raccolta in preghiera “nel giorno dopo il sabato”. +Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.+ Questo versetto fa capire indirettamente che il Padre ha consegnato tutta la sua volontà al Figlio. Infatti se è vero che lo Spirito rende efficaci sacramenti e santifica la Chiesa, lo è altrettanto che questo viene mandato da Gesù risorto (cfr. Gv 20, 22). + Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.+ Il verbo battezzare (dal greco βαπτίζω: immergere), assume per noi Cristiani un significato ben preciso, si tratta del rituale sacramentale per eccellenza. Ma, se volessimo tradurre letteralmente quello che è scritto in questi versetti, dovremmo riportare: “fate discepoli tutti i popoli immergendoli nel nome della Trinità…”. Nell’ecclesiologia orientale (dopo il concilio V. II anche per noi) la Chiesa è immagine del del Dio Trino ed Uno, dove il Vescovo e immagine del Padre, il presbitero del Figlio e la comunità intera segno di unione per mezzo dello Spirito. I battezzati sono dunque chiamati ad immergersi nella comunità cristiana, il segno efficace che ci permette di vivere già in terra nel mistero glorioso della vita divina: un anticipo del paradiso! Non c’è dunque vita battesimale senza partecipazione ecclesiale autentica (cioè vissuta nell’osservanza degli insegnamenti di Cristo) e questo dovrebbe far riflettere tutti. +Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».+ Matteo non cita direttamente l’ascensione, ma questo versetto ne rivela il senso più profondo: Egli ascende al cielo per essere vicino al cuore di tutti gli uomini, fino a quando non saremo al suo cospetto, oltre i limiti del tempo e dello spazio, nell’eternità beata della vita trinitaria: il mistero gioioso dell’Amore che pur donandosi totalmente non perde mai la sua sovrabbondante ricchezza. La Trinità: una riflessione personale. Uno o tre? Il principio di identità è alla base del pensare umano, Aristotele e Tommaso D’Aquino hanno basato molti dei loro raffinati ragionamenti su questa semplice e, solo apparentemente, ovvia affermazione: A è uguale ad A e non può essere B; Mario è Mario e non può essere Luigi. Eppure la nostra Fede ci fa professare Che Dio, pur essendo unico, è A, B, C: Padre Figlio e Spirito Santo, di conseguenza, almeno secondo questo fondamentale principio logico, l’affermazione che Dio sia uno e trino non possa essere vera. In realtà una legge resta tale solo all’interno di un sistema di riferimento delimitato, esempio: tutte le mele cadono verso il basso sulla terra, ma se fossimo in assenza di gravità su una stazione spaziale questa legge infallibile diventerebbe un’assurdità. Dio quindi può essere uno e tre, perchè per il suo sistema di riferimento questo è possibile. Proviamo a guardare alla nostra stessa natura e scopriremo che anche noi portiamo il segno di questa pluralità che diventa unità. I nostri emisferi celebrali “pensano” ed elaborano le percezioni e i ricordi in modo diverso a seconda delle situazioni, si scambiano i punti di vista e poi convergono verso una decisione (se va bene). Quante volte in noi combattono idee discordanti? Vi siete mai sorpresi a litigare con voi stessi perchè indecisi nel fare una scelta? Sapete che nel nostro cervello si trovano stratificate diverse aree evolutive che spesso lottano fra loro? Sperimentiamo questo quando la golosità lotta contro la consapevolezza che un dato cibo ci può far male o la voglia di dormire protesta contro il senso di responsabilità verso i nostri impegni. Come potete notare, pur essendo una sola persona, sperimentiamo nella vita quotidiana lo sforzo di far convergere, in una sola, diverse volontà. Gesù stesso aveva due volontà, una umana e una divina, armonizzarle è stato faticoso anche per lui, basta pensare al Getsemani. Ovviamente in Dio non c’è una divergenza nel volere, in quanto, la Volontà delle tre persone, converge verso il solo, unico e possibile, sommo Bene. Cosa è Il mistero della Trinità, se non una bellissima storia d’ Amore? È San Giovanni a identificare Dio con il termine “Agàpe”, intendendo con esso la completa offerta del “sé”, la totale donazione che scaturisce da un sentimento d’amore così profondo da rendere possibile qualsiasi sacrificio in vista del bene dell’amato. Se dunque Dio è Agàpe, come può avere per oggetto d’amore se medesimo? La pienezza dell’essere e della perfezione non può ulteriormente arricchirsi o migliorare, Egli non può che donare, anche perchè questa pienezza è sovrabbondante. La sua stessa natura esige un’alterità per cui essere. In questa prospettiva diventa semplice capire come il Padre, dall’eternità, genera il Figlio dalla sua stessa sostanza: “generare” amando ciò che si è fatto nascere, è nella natura divina dell’Amore. Conseguentemente, la risposta grata del Figlio non può che essere adorazione e lode. Questo Amore che procede dal Padre verso il Verbo ed è restituito totalmente come offerta di se nella lode, è lo Spirito Santo, consustanziale ai due: la pienezza del dono divino dato e offerto, accolto e gradito nella reciprocità. Nella coerente logica della gioia nel donarsi, Il circolo d’amore della Santissima Trinità e quindi Dio, non poteva restare chiuso in se stesso e doveva esprimersi necessariamente proiettandosi al di fuori dell’Unico. Così La creazione, a cominciare dall’umanità, è l’oggetto dell’Amore trinitario, amore che resta, anche in questo caso, totale e oblativo. Di questa Agàpe, Gesù ha lasciato una chiara testimonianza. Egli, in sintonia con la volontà del Padre, non ci ha voluto come fratelli di serie b ma, spogliandosi della natura divina, offrendosi sulla Croce e divenendo il primogenito dei risorti, ci ha resi suoi coeredi, figli adottivi, compartecipi del suo triplice ministero regale, sacerdotale e profetico. È lo Spirito della Pentecoste, lo stesso Amore dato dal Padre al Figlio e che questi manda a noi perchè l’accogliamo, a compiere l’opera di divinizzazione. Se è vero che siamo costretti tutti a passare attraverso il crogiolo della sofferenza lo è anche che siamo invitati a partecipare della stessa Gloria che è stata data a Cristo. Dio ci vuole rendere simili a lui, così Egli ci abbraccia nel suo Amore trinitario. Felice solennità del Dio uno e trino.
 

Amen.

Felice Domenica

Fra Umberto Panipucci.


BUONA  DOMENICA
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MOSTRA PERSONALE: Paradise di Marialuisa Sabato


MOSTRA PERSONALE: Paradise di Marialuisa Sabato

“Questo progetto è il compimento di un percorso vitale… Un cammino difficile… con tante salite… ma compiuto con il cuore… è con grande emozione che tutti… ma proprio tutti siete invitati alla mia esposizione personale.”
Marialuisa Sabato
Inaugurazione il 12 giugno alle ore 19.30
CHIESA DELLA VALLISA
-BARI-

LA MOSTRA RIMARRÀ APERTA TUTTI I GIORNI
DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 13.00
DALLE 18.00 ALLE 21.00

CHIESA DELLA VALLISA
-BARI-
(nel borgo antico di Bari)


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