Nota di Irma Melini
10/08/2018 – Nota di Irma Melini, consigliere comunale del Gruppo Misto e candidato sindaco di Bari
PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione
Quotidiano dir. Crescenza Caradonna
10/08/2018 – Nota di Irma Melini, consigliere comunale del Gruppo Misto e candidato sindaco di Bari
Agosto è l’8° mese dell’anno nel Calendario Gregoriano e abbraccia il periodo più caldo dell’anno, con il termometro che fa segnare le temperature più alte. Ciò lo rende tradizionalmente il periodo ideale per andare in vacanza.
In natura segna la fase di raccolta in particolare del grano, come suggerisce il fatto che gli antichi romani avevano consacrato il mese a Cerere, dea delle messi e della vegetazione.
Nei 31 giorni che lo compongono sono compresi i cosiddetti ”giorni della canicola” (dal 24 luglio al 26 agosto) durante i quali il caldo e l’afa raggiungono i livelli più alti. “Canicola” viene dal latino canicula, “piccolo cane”, nome dato alla stella più luminosa (Sirio) della costellazione del Cane Maggiore, che in questo periodo sorge prima del Sole.
I Cattolici celebrano l’Assunzione di Maria al Cielo il 15 del mese, noto come giorno di Ferragosto e ispirata a un’antica festività romana.
Per studiosi e appassionati di fenomeni celesti, è imperdibile la celebre notte di San Lorenzo, o “delle stelle cadenti”. In quella data – convenzionalmente il 10 agosto ma che spesso slitta ai giorni successivi – si verifica il suggestivo fenomeno degli sciami meteorici: una pioggia di meteore che entrando a grande velocità nell’atmosfera terrestre si disintegrano in tanti piccoli corpi luminosi.
Gli assenti hanno una volta torto, ma 99 volte ragione (Gesualdo Bufalino).
Accadde Oggi

8 agosto 1942 (76 anni fa)
Un deciso invito alla più grande ribellione nonviolenta della storia che si materializza l’8 agosto 1942 con l’organizzazione in tutto il paese di grandi manifestazioni di protesta. Ad esse il governo britannico reagisce con arresti di massa, violenze e repressioni senza precedenti, di cui restano vittime familiari e stretti collaboratori, arrestati a Bombay insieme allo stesso Gandhi.
Dalla prigione di Aga Khan a Pune, il leader indiano continua a professare la satyagraha, la sua filosofia basata sulla ricerca della verità cui l’uomo deve tendere con amore del prossimo e rifiutando ogni forma di violenza.
Gravemente ammalato di malaria e dissenteria, due anni dopo Gandhi esce di prigione per essere curato, giusto in tempo per vedere concretizzarsi il grande obiettivo per cui ha lottato nel corso della sua esistenza: verso la fine del 1943, il governo britannico annuncia che a guerra conclusa lascerà il paese agli indiani. Gandhi risponderà proclamando la fine della lotta.
Comunicato Stampa
Disastro aereo ATR-72, Melini: “Vicina ai parenti delle vittime, sia fatta giustizia”
“Esprimo tutta la mia vicinanza alle famiglie e agli amici delle vittime del disastro dell’ATR-72 Bari-Djerba della Tuninter nel quale morirono sedici persone, quattordici passeggeri e due membri dell’equipaggio. Quel tragico 6 agosto del 2005 il volo, partito da Bari, era diretto a Djerba, in Tunisia: a bordo i passeggeri erano tutti pugliesi.
Il ricordo e il dolore della notizia sono vividi nella memoria. In questi mesi, ho avuto la fortuna di conoscere la mamma di Barbara Baldacci, giovane studentessa di 23 anni tra le vittime del disastro: Rosanna Albergo Baldacci è la presidente dell’associazione “Disastro aereo Capo Gallo 5 agosto 2005”, che riunisce i familiari delle vittime e i superstiti che, ancora oggi, cercano giustizia.
Rosanna, come tutti i parenti delle vittime di quel tragico giorno, mi ha trasmesso la determinazione a non volersi arrendere in questa battaglia, così come mi ha trasmesso l’importanza del ricordo di quel tragico 5 agosto: la mia preghiera e il mio impegno è con tutti loro, affinché sia fatta giustizia. Oggi sarà deposta una corona di fiori nei pressi della stele di Parco Perotti in memoria di Chiara Acquaro, Elisabetta Acquaro, Carmela Amoruso, Barbara Baldacci, Maria Grazia Berenato, Francesco Cafagno, Antonella Capurso, Paola Di Ciaula, Raffaele Ditano, Enrico Fallacara, Annamaria Palmisano, Isabella Ruta, Rosa Santoro e Giuseppe Scarnera.
Nelle prossime ore formalizzerò la mia proposta al Comune di Bari per trasferire quella stele in un luogo più decoroso e curato per ricordare i nostri cittadini pugliesi scomparsi in questa tragica giornata”.
Bari: Irma Melini candidato sindaco «Oggi non mi candido io ma si candida Bari»
A Bari in primavera si voterà il nuovo sindaco di Bari per questo con dieci mesi di anticipo la consigliera IRMA MELINI lancia la sua candidatura all’ambita carica politica della città di Bari iniziando proprio da San Girolamo, «Oggi non mi candido io ma si candida Bari». ha così esordito nel lanciare la sua campagna elettorale ed ancora ha dichiarato «Dieci punti del programma che scriverò con i cittadini – Invito i baresi a correre in dieci mesi per riscrivere la città: a loro offro un contenitore civico e chiunque voglia sedersi con noi per scrivere il programma sarà ben accetto. Stiamo riportando Bari a Bari».
Alla conferenza stampa, hanno partecipato numerosi giornalisti dei più importanti giornali web e numerose erano le persone comuni interessate ed incuriosite che hanno fatto da cornice in un afoso mattino di luglio, alla consigliera Irma Melini,che ha posto l’accento sulla novità d’essere la prima donna ad aspirare al ruolo di Sindaco della città di Bari
30 LUGLIO 2018
GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’AMICIZIA COSTRUIRE SENTIMENTI DI PACE E PONTI TRA DIVERSE CULTURE di Eduardo Terrana
Alla base della “ Giornata Internazionale dell’Amicizia”, istituita nel 2011 dalle Nazioni Unite, che si celebra il 30 luglio di ogni anno, sta la promozione di diversi valori, la solidarietà, la fiducia, la comprensione reciproca e la riconciliazione, nella convinzione che il sentimento di amicizia tra i popoli e le nazioni possa ispirare sentimenti di pace e costruire ponti tra le diverse comunità e le varie culture.
Sono tante le crisi e le sfide che affronta il nostro mondo. Tra queste la povertà, la fame, la sete d’acqua, la violenza e gli abusi dei diritti umani, che minano la pace, la sicurezza e l’armonia sociale tra i popoli della Terra. Una realtà tragica a cui contribuiscono in maniera pesante le guerre e i conflitti che, ancora nel 2018, si combattono in tutti i Continenti.
Se consideriamo per un attimo le realtà di guerra presenti in vari parti del mondo si evince la portata dei problemi pendenti. I dati ufficiali rilevano numeri impressionanti.
Sono 67 gli Stati coinvolti in guerre, aspre e sanguinose; a cui si aggiunge il totale di 774 gruppi di guerriglieri, terroristi, separatisti e anarchici coinvolti ed il totale di 43 province e regioni che lottano per l’indipendenza, 8 in Africa, 21 in Asia, 12 in Europa, 2 in Medio Oriente.
Drammatica è la realtà degli effetti di tale stato di cose in termini di vittime tra i civili e, in particolare, anziani, donne e bambini, a causa, oltre che dei bombardamenti, anche della carestia e delle malattie che ne conseguono.
Da questa tragica mappa dei conflitti si evince il particolare significato della celebrazione odierna e in particolare che solo attraverso la condivisione dell’amicizia si può contribuire alla costruzione di una volontà di pace, che garantisca agli Stati ed ai Popoli stabilità durature e sicurezza contribuendo, a promuovere, da un lato, in ogni persona la passione per un mondo migliore, nel quale tutti si ritrovino uniti per il bene comune, e, dall’altro, la fratellanza e la pace tra tutti i popoli della Terra.
Le sfide, da vincere!, che ci impone la realtà del nostro Pianeta saranno superabili solo se i Governi del Mondo, vorranno affrontare le cause che le determinano e con volontà di pace risolvere i problemi che affliggono l’intera Umanità, ciò che è possibile solo su una comune base di fratellanza e di amicizia di tutti i popoli della Terra.
Eduardo Terrana
comunicato a cura di Crescenza Caradonna
Il 18 luglio di ogni anno si celebra il Nelson Mandela international day, una giornata internazionale
istituita dalle Nazioni Unite per onorare le sue idee ed il suo lavoro e promuovere progetti umanitari.
di Eduardo Terrana
Qual era la realtà di vita della popolazione nera in Sud Africa al tempo dell’Apartheid? Semplicemente non c’era vita!
Già dal 1910 i neri sudafricani erano tenuti in stato di forte restrizione dai bianchi, sopportando ogni sorta di abusi e soprusi. E’, però, dal 1948 in avanti, con la vittoria del National Party nelle elezioni riservate ai soli bianchi, che la segregazione razziale
( Apartheid) viene imposta dal governo e prende infinitamente forma negando , su base razzista, per più di 40 anni sino al 1991 i diritti civili, politici e sociali, ai neri sudafricani , che rappresentavano l’80% della popolazione.
L’apartheid fu attuata con leggi severissime che prevedevano :
1)- il trasferimento dei neri in appositi ghetti ( bantustan), dove la popolazione solo nominalmente era indipendente perché di fatto sottoposta al controllo del governo sudafricano;
2)- la separazione dei bianchi dai neri in tutte le zone dei centri abitati;
3)- la proibizione di entrare in alcune aree urbane, esclusivamente frequentate dai bianchi , e l’uso delle stesse strutture pubbliche (ristoranti, fontane, sale d’attesa, marciapiedi, servizi igienici e mezzi pubblici).
I neri potevano frequentare i quartieri dei bianchi solo dietro rilascio di speciali passaporti, pena l’arresto. La legge inoltre vietava il matrimonio e i rapporti sessuali tra persone di razza diversa. Imponeva altresì la registrazione dei cittadini in base alle loro caratteristiche razziali..La legge prevedeva ancora provvedimenti tesi a rendere difficoltoso e separato ai neri l’accesso all’istruzione e sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo e ospedaliero.
I neri dei bantustan erano privati della cittadinanza sudafricana, di ogni diritto politico e civile connesso e potevano frequentare solo l’istituzione di scuole agricole e commerciali speciali. Nei negozi vigeva la regola che i clienti bianchi dovevano essere serviti prima dei neri.
Ogni opposizione veniva poi etichettata dal governo come comunista e messa al bando.
Una realtà amara, la segregazione razziale nel XX secolo, presente e diffusa non solamente in Sud Africa ma anche in vari altri Paesi europei, americani, africani, asiatici, dove succedeva lo stesso e anche di peggio.
In Europa il razzismo , prese il volto della SHOAH organizzata da Hitler in Germania e Mussolini in Italia. Le leggi razziali e la persecuzione nazifascista colpirono, dal 1933 al 1945, non solo ebrei ma anche etnie Rom, popolazioni slave, minoranze religiose, omosessuali, prigionieri di guerra, avversari politici, disabili fisici e mentali.
La Repubblica popolare di Bulgaria, nel periodo 1946/1990, fu teatro di comportamenti razziali anche cruenti da parte dei comunisti contro le popolazioni turche, musulmane e arabe.
Negli Stati Uniti, seppure abolita la schiavitù, l’intemperanza razziale fu praticata in modo cruento dagli attivisti del movimento KuKlusKlan. Lo scontro razziale tra bianchi e neri terminò come pratica ufficiale il 19 giugno 1964, quando il Senato degli Stati Uniti approvò il Civil Rights Act, che abrogò la discriminazione razziale in America, cancellando per sempre l’odioso principio “uguali ma separati” , che prevedeva la segregazione dei neri nei trasporti, nei servizi pubblici, nelle scuole, ciò grazie all’impegno degli attivisti per i diritti civili ed in particolare delle figure carismatiche di Martin Luther King, di Clarence Mitchell e Ros Parks, che si batterono per l’uguaglianza tra bianchi e neri.
La Rodhesia , in Africa, dal 1965 al 1980, fu soggetta al governo della minoranza bianca. La segregazione razziale cessò dopo che le sanzioni internazionali obbligarono il leader del governo di minoranza, Lan Smith, a indire elezioni multirazziali.
L’India della prima metà del novecento, soggetta ai soprusi del dominio dei colonizzatori britannici, si liberò dal giogo del Colonialismo il 15 agosto 1947, conquistando finalmente l’indipendenza, grazie alla guida carismatica del Mahatma Gandhi ed alla pratica della sua dottrina della resistenza passiva e della non violenza che, nella sua condizione dinamica, significa cosciente sofferenza, non mite sottomissione alla volontà dei malvagi, ma impegno di tutta l’anima ad opporsi alla volontà del tiranno. “ Voglio”, sosteneva Gandhi, “ che l’India si renda conto di avere un’anima che non può perire, ma che è capace di elevarsi trionfalmente al di sopra di ogni debolezza fisica e di sfidare il mondo intero”. Sfida che significava principalmente la realizzazione della fratellanza tra tutti gli uomini, indù, musulmani, cristiani, parsi ed ebrei.
In Sud Africa contro l’apartheid, a partire dal 1948 , la lotta fu dura e combattuta per decenni seppur sempre brutalmente soffocata dalle forze di sicurezza governative con migliaia di morti tra la popolazione nera. L’anima di questa lotta fu il leader pacifista e non violento Nelson Mandela, un uomo che in tutta la sua vita non venne mai meno al suo impegno per la democrazia,l’uguaglianza e l’educazione che sosteneva essere “l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo.” Nonostante le provocazioni subite e più volte imprigionato, condannato al carcere a vita e minacciato di morte per le sue idee e per la sua attività per l’affrancamento dei neri, Mandela non rispose mai al razzismo con il razzismo. Lottò per garantire la libertà al suo popolo, sorretto dall’ideale di una società democratica e libera nella quale tutti potessero vivere insieme in armonia e con eguali opportunità. Un ideale per il quale visse l’intera vita, pronto a morire, ma che alla fine lo vide trionfare, liberare il suo popolo dal potere del razzismo bianco. divenire il primo Presidente democraticamente eletto del Sudafrica e ricevere il Premio Nobel per la Pace.. L’Apartheid fu abolita in Sud Africa nel 1991, non solo per il boicottaggio economico internazionale contro il Governo del Paese , ma anche e soprattutto in seguito al rapido mutamento circa la segregazione razziale della opinione pubblica, educata alla democrazia ed alla libertà dalle idee del leader Mandela che aveva inculcato nell’animo e nella mente dei suoi fratelli neri a credere sempre nella vittoria finale, a resistere passivamente con pazienza, amore e tolleranza e ad opporsi in modo non violento alla oppressione ed alla repressione per arrivare un giorno al riconoscimento dei loro diritti.
Ricordiamo oggi, 18 luglio, nel giorno a lui dedicato, la figura ed il pensiero carismatico di Nelson Mandela, che nel mondo di oggi, ancora tormentato dai conflitti, dalle guerre, e con molte realtà di segregazione razziale, dai mille volti e sfaccettature, si colloca quale Icona di Pace con la sua dottrina ispirata alla non violenza e il suo insegnamento volto alla Pace. Le sue parole si levano ancora forti e solenni a ispirare quanti sono oppressi e privati dei loro diritti, nel senso che “Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli.”
di Eduardo Terrana
MOLFETTA.
SI CONCLUDE CON SUCCESSO LA RASSEGNA ESTIVA DEL CARRO DEI COMICI
Molfetta. Più che positivo il bilancio della rassegna estiva degli spettacoli promossi da Il Carro dei Comici e patrocinati dalla Regione Puglia per valorizzare i luoghi meno conosciuti e legati alla storia del nostro territorio. Dopo il focus sul museo Archeologico del Pulo, era previsto che altri due spettacoli si sarebbero dovuti tenere nel Chiostro della Fabbrica di San Domenico.
Così non è stato, viste le condizioni meteo sfavorevoli, ma come ha affermato il curatore della rassegna Francesco Tammacco, anche il Teatro del Carro ne ha storia di raccontare, essendo un vecchio frantoio, quindi legato anche alla nostra terra e ai nostri genitori.
“ La ballata della Coppola” è stato quindi l’appuntamento conclusivo, anche se sono previsti altri spettacoli con collaborazioni importanti e attori di primo piano come Andrea Buscemi.
Durante la serata è stato possibile fare un salto all’indietro nel tempo e rivivere la Molfetta che fu.
La coppola e il borsalino rappresentano due stili di vita, due modi di pensare e vedere, due ideologie politiche.
Uno incarna l’ideologia salveminiana, quella rappresentata da contadini e operai che avrebbero potuto cambiare lo stato sociale.
Salvemini infatti, come ben si evince da tutto lo spettacolo, molta importanza riservò a queste categorie sociali che voleva che progredissero grazie anche ad una organizzazione. Politica, ma anche sociale che passava per l’istruzione.
Storia, musica e narrazione si intrecciano in maniera perfetta, catturando lo spettatore. Indubbiamente non è facile in uno spettacolo dove si narrano vicende storiche che potrebbe risultare pesante tenere vivo il ritmo, ma alternando le varie arti, condendole con i pettegolezzi delle comari, che raccontano il si dice, il risultato si raggiunge perfettamente, grazie ad un’abile regia.
Gli avvenimenti, le situazioni, i personaggi, sembrano essere attuali, vicini; infatti gli spettatori toccano gli attori quando viene distribuito il foglio volante del comizio pro Salvemini e si sentono coinvolti.
I fatti sono tutti veri e, molti dialoghi sono stati ripresi dai giornali dell’epoca. Anche se cambiano i tempi e le situazioni, c’è stato sempre chi approfitta della propria carica politica e chi, invece, si adopera per tentare di cambiare ma, ahimè, invano.
Corsi e ricorsi storici. La vita politica e sociale della città di Molfetta viene mostrata anche attraverso i pettegolezzi in chiesa e nei salotti. Anche il vernacolo ha il suo indiscutibile impatto emotivo grazie alla bravura degli interpreti: Francesco Tammacco, Pietro Capurso, Pantaleo Annese, Cosimo e Mauro Capurso, Rosa Tarantino e Gabriella Caputi.
Il testo di Pietro Capurso è veramente ben congeniato, visto che mirabilmente si alternano toni, parti e linguaggi.
I numeroso pubblico ha rivissuto fatti ed episodi di vita cittadina a partire dal 1898 fino al 1913 che, in definitiva, sono gli anni in cui Salvemini si è interessato alla sua ed alla nostra città, che lo hanno visto partecipare in maniera attiva alla vita politica ed amministrativa con veemenza e coraggio e che lo hanno visto talvolta vincitore ma, più spesso, soccombente sotto il peso della corruzione, dell’intrallazzo e gli intrighi.
Lo spettacolo mette in scena anche la microstoria inquadrandola in ambito nazionale, gli avvenimento locali si inseriscono in quelli del Paese dando una visione completa ed interessante di alcuni anni della vita molfettese non solo.
Anche i personaggi minori acquistano valenza e significato perché la storia è fatta anche di questo: di nomi ed episodi che altrimenti rimarrebbero sconosciuti.
Mirabile la regia del “ La ballata della Coppola” indicata anche per un pubblico scolastico, visti i toni e i temi.
Paola Copertino
pugliadaamareonline@gmail.com