Presso “La Bottega dei Papi Presentazione libro: ”Dipingi una poesia con parole e colori”

INCONTRO PITTORICO e POETICO

Maggio in Rosa

”INCONTRO PITTORICO e POETICO
Maggio in Rosa”

Presso “La Bottega dei Papi” – Galleria d’arte-
Sabato 12 Maggio 2018 ore 18:30
Via Arcidiacono Giovanni, 50/52
-BARI-
Gli artisti Clara De Cristo e Gianni Castriotta introdurranno la serata
Durante l’INCONTRO PITTORICO e POETICO Maggio in Rosa’
sarà presentato il libro:
Dipingi una poesia con parole e colori
di Crescenza Caradonna e Domenico Berardi


LIBRO

'Dipingi una poesia con parole e colori'

SINOSSI “Dipingi una poesia con colori e parole” è un libro che raccoglie le opere più significative del pittore Domenico Berardi che si intersecano con la poetica di Crescenza Caradonna creando un afflato professionale di sottile semplicità ed eleganza ispirate al mondo dell’arte contemporanea pregne di sentimenti ed emozioni sia visive che scritte .

Informazioni editoriali

Titolo: Dipingi una poesia con parole e colori Autore: Crescenza Caradonna, Domenico Berardi

Data di uscita: settembre 2017

Pagine: 112

Copertina: morbida

Editore: Youcanprint

ISBN: 9788892680968

https://www.youcanprint.it/poesia/poesia-generale/dipingi-una-poesia-con-parole-e-colori-9788892680968.html



Si parlerà del connubio tra pittura e poesia con illustri ospiti:
dott. Luciano Anelli – giornalista/divulgatore culturale
prof. Nicola Cutino – pres.te onlus Mondo Antico Tempi Moderni
Lilli Maggi – scrittrice
Raffaella Fato – artista/scrittrice
Celestina Carofiglio – scrittrice
Carmen Moschetti – artista
Vito Vik Iorio – artista
Grazie di cuore all’ospitalità dei titolari della Galleria d’Arte
“LA BOTTEGA DEI PAPI” Gianni Castriotta e Clara De Cristo
SABATO 12 Maggio 2018 ore 18:30
Via Arcidiacono Giovanni, 50/52 -Bari–
SIETE TUTTI INVITATI
_INGRESSO LIBERO_
INFO/CONTATTI
”LA BOTTEGA DEI PAPI”
e-mail: info@bottegadeipapi.com
tel. 0805614397
Crescenza Caradonna
pugliadaamareonline@gmail.com
https://wp.me/p83ry9-bKa

IL PASTORE DA’ LA VITA IV Domenica di Pasqua

IL PASTORE DA’ LA VITA

IV Domenica di Pasqua
Gv 10,11-18

L’ ispirato evangelista Giovanni, attraverso questo passo, cita Gesù per parlarci del pericolo che si nasconde nei falsi pastori, minaccia che può venire dalla doppiezza dei loro intenti o semplicemente dalla loro incostanza difronte a pericoli e difficoltà.

Allo stesso tempo pone se stesso come modello a chiunque vuol avere responsabilità su una comunità di cristiani.

+In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.+

Dare la vita: in questa piccola locuzione c’è il senso più vero e profondo di quella parola che tante volte ricorre nei nostri discorsi, spesso in modo gratuito e superficiale: amore. Gesù è il buon pastore perchè dona tutto se stesso e sappiamo bene fino a che punto e a quale prezzo. Riconoscendo questo accettiamo una visione di Dio ben chiara: colui che offre tutto per noi.

+Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. +

Chi è il lupo? Gesù nel Vangelo di Giovanni ha due grandi nemici: Il diavolo e coloro che ostacolavano la sua missione. I mercenari non agiscono se non nella prospettiva di un vantaggio personale e si dileguano quando la convenienza viene a mancare, mentre il lupo, predatore spietato, non può essere che il diavolo. Quest’ultimo termine prende origine dal composto greco di due parole “dia” (attraversare, dividere, tagliare) e “ballo” (mettere, gettare), quindi dividere frapponendo qualcosa in mezzo: la menzogna in questo caso. Diabolos veniva usato dai greci metaforicamente per indicare un calunniatore, il quale, come è noto, divide e distrugge la pace dei singoli e delle comunità seminando la discordia proprio attraverso la manipolazione della verità. Qui non si tratta solo dell’angelo caduto: le prime comunità cristiane erano spesso visitate da sedicenti cristiani che in realtà potevano essere spie dei loro avversari, mestieranti o giudei che volevano convincere i primi credenti ad abbandonare la loro fede per abbracciare l’ebraismo. C’erano inoltre alcuni gruppi di giudeo cristiani che non accettavano l’origine divina del Cristo e volevano fare della nascente fede semplicemente l’ennesima riforma dell’antica religione e di Gesù nient’altro che un profeta, come potete immaginare erano difficili da individuare.

A tale proposito vi cito solo alcuni passi che evidenziano quanto questa minaccia fosse grande nelle prime comunità.

“Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno circoncidere! Siamo infatti noi i veri circoncisi, noi che rendiamo il culto mossi dallo Spirito di Dio e ci gloriamo in Cristo Gesù, senza avere fiducia nella carne” (Fl 3,2l3);

“Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità”.

“Voi dunque, carissimi, essendo stati preavvisati, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore degli empi” (2Pt 3,17).

“Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo” (1Gv 4,1).

Un presbitero doveva ben saper lottare ed avere coraggio per difendere la sua comunità.

Se un pastore fugge davanti a tali problemi, non sapendosi addossare queste responsabilità con i relativi rischi, è dunque solo un mercenario: si nutre dell’affetto e dei beni della comunità in cambio dei suoi servizi fin quando è conveniente. Nell’allegoria del lupo può essere vista anche l’immagine del potere che fra i maggiori strumenti di auto affermazione ha proprio quello della manipolazione delle informazione attraverso cui può quel “divide et impera” tanto noto ai notabili romani, abili politici che sapevano come restare sempre a galla.

+Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.+

Gesù incarna l’Amore e riempie questa parola di significato. Ecco perchè resta il “buon pastore”. Proprio la conformazione a Cristo è il criterio più efficace per fare discernimento su stessi e gli altri. Tutta via lui solo conosce davvero il nostro cuore e quello altrui, quindi l’ultimo giudizio non spetta mai a noi. Ciò non toglie che i veri cristiani devono saper fare discernimento su quello che ascoltano dentro e fuori loro stessi. Essi devono imparare riconoscere e seguire la voce dello Spirito quando parla nel loro cuore o attraverso i fratelli. La storia ci insegna che il popolo eletto troppo spesso si è lasciato sedurre da falsi pastori, portandolo così a compiere azioni indegne in nome di un Dio che ci ha insegnato tutt’altro che guerra, violenza, intolleranza e avidità.

+E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.+

Gesù dichiara l’universalità della sua missione salvifica. Il messaggio è per tutti quei cuori che vorranno ascoltarlo. Nonostante il “divisore” e i falsi pastori, il Gregge di Gesù si radunerà valicando muri, barriere, distanze culturali e linguistiche, guidato ed illuminato dalla luce del Vangelo.

+Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».+

“Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” (Mt 16, 25) Paradossalmente la vita offerta per amore non viene tolta a chi la dà, ma si rafforza per il Regno dei Cieli. Quello che è vero per Gesù lo diventa anche per coloro restano stretti a lui, secondo le sue stesse parole. Chi vive per le vanità di questo mondo ( usa la vita per se stesso/a), pensa di migliorare la qualità della propria esistenza, ma in realtà non fa che peggiorarla, si accorgerà (si spera in tempo) che nessun bene è in grado di soddisfare quel desiderio di felicità che insegue. Sprecare la propri vita per ottenere potere, successo e denaro vuol dire inseguire la propria autodistruzione. Inseguiamo la via della Gioia!

Felice Domenica!

Fr. Umberto Panipucci.


BUONA  DOMENICA
PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE

Crescenza Caradonna

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione PARTNERSHIP di ”AVALON IN ARTE settima edizione”

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
PARTNERSHIP di:
”AVALON IN ARTE settima edizione”
direzione artista Dina Scalera
VII Edizione
EXPO D’ARTE CONTEMPORANEA E POESIA
AVLON IN ARTE
CAVA DE’ TIRRENI



AVALON IN ARTE SETTIMA EDIZIONE

Curiosità e Anticipazioni della manifestazione
La rassegna sarà presentata dalla professoressa e critica d’arte Antonella Nigro
Ogni artista selezionato avrà l’attestato di partecipazione ed il catalogo.
Durante la Rassegna verrà posizionata un’urna nella quale i visitatori potranno esprimere la propria preferenza relativa all’opera che li avrà maggiormente colpiti.

I primi tre artisti più votati dal pubblico, al termine della rassegna, riceveranno una targa/trofeo dall’Associazione.



La critica d’Arte Antonella Nigro, dopo un attento esame delle opere in esposizione, la sera del vernissage conferirà il premio “LIBERA”, scultura in cotto ideata e realizzata a mano dal maestro Biagio Landi, all’artista che l’avrà colpita.


Ogni poeta riceverà l’attestato di partecipazione in pergamena

Il poeta più votato dal pubblico al termine della rassegna riceverà una targa dall’Associazione.


TITOLO ACCADEMICO PREMIO LETTERARIO CAELIENSES Poeta dell’anno 2017 SEZ.POESIA a Crescenza Caradonna

 


PREMIO LETTERARIO CAELIENSES Poeta dell’anno 2017
Organizzato dall’ Accademia di Arti letterarie e teatrali “Caelienses”
in collaborazione con il gruppo teatrale della Compagnia del Mulino



TITOLO ACCADEMICO
PREMIO LETTERARIO CAELIENSES Poeta dell’anno 2017
a CRESCENZA CARADONNA

SEZIONE POESIA IN LINGUA ITALIANA CON LA POESIA:
”S’è fermato il tempo”

Crescenza Caradonna

È L’ESPERIENZA CHE FA LA FEDE! Domenica in Albis


È L’ESPERIENZA CHE FA LA FEDE!

Domenica in Albis

Gv 20,19-31

+La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. +

Giovanni insiste molto sul collegare le manifestazione del risorto con il “primo giorno della settima”, ovvero quello che diventerà per noi la domenica: una testimonianza evidente di una consuetudine che si era già consolidata. Le porte chiuse sono la manifestazione “plastica” di ciò che i discepoli provavano: terrore. Confusi e turbati per quello che era appena successo gli apostoli, ad eccezione di Tommaso, erano riuniti in un luogo segreto per nascondersi dai loro nemici. Possiamo facilmente immaginare come nel loro cuore potesse infuriare la battaglia fra l’inaudita Speranza della resurrezione e il terrore dell’ orribile supplizio subito dal crocifisso. Il tormentato dubbio cade difronte all’incredibile evento che irrompe in quella buia scena: Gesù appare interrompendo subito la reazione di paura che stava esplodendo fra gli apostoli con il Suo “Pace a voi!”, parole che dovevano essere accompagnate da quella sensazione di pace e tranquillità che emana la presenza di Dio per tutti coloro che anelano alla sua amicizia. Il Risorto mostra le piaghe, che da segno di vergogna diventano eloquente manifestazione di Gloria.

+Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».+

Gli Apostoli, come abbiamo accennato, erano usciti terrorizzati dall’esperienza della Croce. Ecco perchè Gesù insiste ripetendo due volte: “Pace a voi”. La pace che scaturisce dalla fede nella resurrezione, l’unica forza capace di vincere il terrore della morte e quindi ogni altra paura. Solo dopo lo Spirito è inviato su di loro, comunicando così quella stessa autorità che il Padre aveva dato al suo Cristo. Quest’ultimo lo fa sottolineando la loro principale missione: essere testimoni ed amministratori della misericordia di Dio. Proprio oggi ricorre la festa della Divina Misericordia: Egli ci ama sempre e comunque, nonostante la miseria dei nostri peccati, il Suo più grande desiderio è quello di tenerci sempre vicini a Se, l’esclusione dalla sua Grazia avviene solo quando il rifiuto del Suo Spirito diventa ostinato e le tenebre prendono il sopravvento nel cuore, così che lo smarrimento diventa inevitabile.

+Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».+

E’ facile giudicare Tommaso per la sua reazione. Dimentichiamo troppo spesso però che mentre tutti gli altri hanno avuto una testimonianza diretta della sua resurrezione, questi non l’ha ancora avuta. Così egli rappresenta tutti noi, chiamati a credere senza il sostegno di prove inconfutabili, per Fede, appunto. Una via non facile, ma proprio per questo ancora più meritoria. Sempre in Giovanni, chi non fa l’esperienza del risorto personalmente, non riesce credere e questo vale per Tommaso, per tutti! Ciascuno deve fare esperienza del Risorto per rendere matura la propria crescita spirituale. Questo avviene solo in chi, come Tommaso, non smette di frequentare la comunità dei suoi discepoli (la Chiesa) anche quando tutto vacilla.

+Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».+

Infatti, anche se incredulo, Tommaso, non ha smesso di frequentare il collegio degli apostoli, ha continuato a pregare e soffrire con loro, mostrando così una grande perseveranza che forse lo ha reso anche più meritevole degli altri. La sua fedeltà è stata premiata nell’ottavo giorno dalla resurrezione, Domenica, la quale è prefigurazione del Regno di Dio che un giorno verrà instaurato definitivamente dal ritorno di Gesù, Re e Signore. Vivremo la nostra esistenza terrena con una Fede che deve radicarsi nella Speranza, non nella “certezza”, che arriverà solo quando anche noi finalmente potremo abbracciare Gesù risorto, solo allora la nostra incredulità ci abbandonerà definitivamente e la Gioia sarà piena. Adesso, come Tommaso in quegli otto giorni, dobbiamo avere la forza di essere perseveranti, nonostante i tanti dubbi che ci assaliranno, nell’attesa del grande ritorno, nell’attesa del nostro personale “matrimonio spirituale”.

+Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.+

La professione di fede dell’evangelista Giovanni è espressa all’inizio e alla fine del suo grande racconto: Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, il Risorto. Siamo disposti a credere in Lui? Quale verifica può determinare la veridicità della nostra fede? Sarà la nostra stessa vita! Quello in cui crediamo, infatti, determina le nostre scelte e le nostre azioni. Se abbiamo fede in Cristo la nostra vita risplenderà.

Pace a voi!   Fra Umberto Panipucci.

BUONA DOMENICA
Crescenza Caradonna
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

INAUGURAZIONE: “OPERE IN MOSTRA EVENTO PITTORICO E POETICO” A BARI

INAUGURAZIONE:
“OPERE IN MOSTRA EVENTO PITTORICO E POETICO”


“DAMMI UNA STELLA”

Scoperte deserte
chimera d’altri orizzonti

lì dove le conchiglie
palpitano suoni ovattati

ove il mar s’increspa
e lì che mi perdo,

spiagge remote immaginarie
ove ogni conoscenza umana
muta l’amore
e già ti oscura,

dammi una stella bacio divino
e tutto sibila nel frammento
d’un canto armonioso

tremula nell’ora
di un cor meravigliato
che anelita l’ineffabile luce,

oh in te raccolgo
la verginea vita
ardor d’eco infinito.
INEDITA@2017
di Cresy Crescenza Caradonna

La mostra/evento inaugurata martedì 03 aprile 2018 presso lo SPAZIO ESPOSITIVO CARENZA BELLE ARTI a Bari ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica per l'originalità dell'idea di intersecare la poesia con la pittura infatti è stato PRESENTATO il libro ''DIPINGI UNA POESIA CON COLORI E PAROLE'' che raccoglie le più belle opere e poesie degli artisti  Domenico Berardi e Cresy Crescenza Caradonna nel quale le due ARTI si completano in un binomio imprescindibilmente coeso.
Ospiti il critico d'arte dott. VITO CRACAS, il prof. NICOLA CUTINO, il dott. LUCIANO ANELLI e le scrittrici CELESTINA CAROFIGLIO, ELISA FERORELLI con l'artista MARIA DE MARZO che hanno contribuito alla serata con interventi molto applaudi coinvolgendo il numeroso pubblico presente ed attento.
La Mostra è visitabile fino a lunedì 09 aprile presso Carenza Belle Arti - Via Piccinni,158 a Bari (curatori Crescenza Caradonna e Domenico Berardi con:
@Pugliadaamarequotidiano Puglia d'amare Quotidiano d’informazione
con la collaborazione di ENRICA CARENZA.

INGRESSO LIBERO VISITABILE TUTTI I GIORNI DELL’ESPOSIZIONE.
———–
E V E N T O
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Articolo di Crescenza Caradonna

CUSTODI DEL SEPOLCRO O TESTIMONI DELLA RESURREZIONE? PASQUA DEL SIGNORE 2018


CUSTODI DEL SEPOLCRO O TESTIMONI DELLA RESURREZIONE?
PASQUA DEL SIGNORE 2018

(Gv, 20, 1-9)

+Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.+

L’evangelista Giovanni, a differenza dei sinottici concentra l’attenzione su Maria di Magdala (la Maddalena) omettendo la presenza dell’altra Maria (parente di Gesù) e citata dai sinottici: le donne che, assieme alla madre, avevano seguito Gesù dalla Galilea. In Maria di Magdala possiamo vedere rappresentata quell’umanità che sa rimanere grata e fedele e, nonostante le avversità, sa serbare la speranza nel cuore. Andare a completare i riti di sepoltura e imbalsamazione, pratica costosa e destinata a nobili e notabili, rappresentava l’estrema volontà di onorare e mantenere idealmente in vita il defunto, conservandone la memoria in modo degno e duraturo.

+Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».+

Il cuore della Maddalena (seconda la tradizione era stata liberata da sette demoni) era pieno di rispetto e amore per Gesù, ma il suo stupore per l’avvenimento denuncia la mancanza di Speranza nella resurrezione preannunciata, deficit che condivideva con tutti gli amici e i discepoli del suo Maestro, del resto si tratta di una reazione del tutto comprensibile. Se solo pensiamo che ancora oggi il cuore di molti pii cristiani è simile a quello della Maddalena, ovvero: si rischia di essere custodi della santa memoria di Gesù e quindi più della sua sepoltura che della gloriosa Resurrezione. La vera fede dovrebbe renderci intrepidi e distaccati dalle vanità, testimoni coraggiosi e impavidi, non semplicemente miti cultori delle pie tradizioni. Il Vangelo porta il fuoco sulla terra, anche se con il suo stile caratterizzato dalla mitezza e dalla non violenza.

Interessante è notare l’assenza della Madre, fatto inspiegabile, forse perché consapevole dell’avvenuta resurrezione? Non ci sono fonti per affermarlo, ma a me piace pensare che sia avvenuto proprio questo.

+Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.+

Il discepolo amato, perché più agile, corre più veloce di Pietro, ma non entra nel sepolcro, ha paura? Non osa sperare l’inimmaginabile? O, essendo più giovane, intendeva dare la precedenza a Pietro? L’evangelista concede un grande riscatto a colui che aveva rinnegato il suo maestro. Pietro vince il senso di terrore e sgomento e guarda al di là della morte, per primo entra nel sepolcro e crede. In questo modo Simone di Cafarnao diventa davvero quella pietra su cui si edificherà la Chiesa.

+Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.+

Pietro e Giovanni “vedono e credono”, ma solo una volta entrati e non ancora in modo pieno, infatti il privilegio di incontrare per la prima volta il Risorto, non spetterà a loro, ma a Maria di Magdala (cfr Gv 20, 11-18), che, intanto, restava fuori, sconvolta e confusa. Se dunque, in qualche modo, credono vuol dire che all’interno del sepolcro notano dei segni forti, qualcosa che li convince e li fa andare con la memoria alle profezie di Gesù che in qualche modo vedevano compiersi. Forse i due avevano visto la Sindone, la reliquia più venerata dal mondo cattolico, che teneva impressa su di se l’immagine di Gesù per la forte emissione di luce avvenuta al momento della sua resurrezione? Certamente qualcosa deve averli condotti a quella conclusione. La vera fede maturerà solo dopo aver vissuto l’esperienza diretta della resurrezione ed in questo, come abbiamo già detto, saranno preceduti dalla Maddalena, forse grazie all’amore intenso che quest’ultima provava nei confronti del suo maestro. Lo Spirito da allora continua a gridare all’umanità questa grande speranza attraverso i suoi clamorosi segni, perché la nostra vita non si proietti sul buio telo della morte, che ci spinge a cercare tutta la nostra felicità negli insufficienti beni terreni: “Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo” (1Cor 15, 32). Se la nostra Speranza supera la morte essa risplende nella nostra vita, forse anche in un modo non sempre evidente alla logica di questo mondo.

FELICE PASQUA A TUTTI

Fra Umberto Panipucci


BUONA PASQUA

Crescenza Caradonna

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

METEO SABATO 24 MARZO

24 Marzo 2018 Sabato

METEO ITALIA

Peggiora nuovamente al Sud e sulla Sardegna dalla sera, a seguito dell’arrivo di un nuovo vortice depressionario. Altrove più nubi ma generalmente asciutto, tranne qualche piovasco sparso al Nordovest.

NORD

Giornata all’insegna del cielo piuttosto nuvoloso soprattutto al Nordovest, dove sarà possibile qualche isolato piovasco.

Temperature

In aumento

CENTRO e SARDEGNA

Alternanza di nubi e schiarite, in un contesto tuttavia asciutto. Dapprima soleggiato sulla Sardegna, poi peggiora nel corso delle ore centrali del giorno con rischio nubifragi sui settori occidentali.

Temperature

In aumento

SUD e SICILIA

Qualche piovasco sparso sulle regioni peninsulari e sul messinese; peggiora in maniera più organizzata a partire dalla sera, con piogge a tratti moderate.

Temperature

Stazionarie

METEO SABATO 17 MARZO

Maltempo al Nord, al Centro, e al Sud tirrenico. Rovesci e locali temporali su questi settori. Più soleggiato il resto del Sud.

NORD

Diffusamente instabile su gran parte delle regioni, con locali temporali sull’Emilia occidentale e sulla Liguria specie al mattino. Neve sopra 800 metri sulle Alpi, in calo dalla sera.

Temperature

Stazionarie

CENTRO e SARDEGNA

Maltempo su buona parte dei settori; temporali sulla Toscana, piogge altrove. Qualche schiarita sul medio versante adriatico e sulla Sardegna.

Temperature

Stazionarie

SUD e SICILIA

Instabile su aree tirreniche campane e calabresi, qualche pioggia sulla Sicilia settentrionale.

Temperature

Stazionarie

“OPERE IN MOSTRA – INCONTRO PITTORICO E POETICO” (Bari)

COMUNICATO PROSSIMO EVENTO

“OPERE IN MOSTRA – INCONTRO PITTORICO E POETICO”


“OPERE IN MOSTRA – INCONTRO PITTORICO E POETICO” è un evento che si svolgerà martedì 06 aprile ore 17:00 presso ‘Carenza Belle Arti’ della dott. Enrica Carenza in Via Piccinni, 158 a Bari nel quale sarà presentato il libro: ‘DIPINGI UNA POESIA CON PAROLE E COLORI’ di CRESCENZA CARADONNA e DOMENICO BERARDI dove saranno esposte le opere dell’artista Domenico Berardi fino a lunedì 09 aprile.
Durante l’inaugurazione saranno presenti illustri ospiti del mondo letterario e artistico:
Dott. Vito Cracas (critico d’arte)
Prof.Nicola Cutino
Dott. Luciano Anelli (promotore e divulgatore culturale)
Celestina Carofiglio (scrittrice)
Elisa Ferorelli (scrittrice)

Maria De Marzo (artista)
INAUGURAZIONE: Martedì 03 Aprile 2018
CHIUSURA MOSTRA: Lunedì 09 Aprile 2018
INGRESSO LIBERO VISITABILE TUTTI I GIORNI DELL’ESPOSIZIONE.

GRAZIE
sul SITO WEB:
Crescenza Caradonna’s blog
Rumore dell’anima & Words for you
https://wp.me/p137Y2-eOG

LIBRO
‘Dipingi una poesia con parole e colori’
di Crescenza Caradonna e Domenico Berardi

SINOSSI
“Dipingi una poesia con colori e parole” è un libro che raccoglie le opere più significative del pittore Domenico Berardi che si intersecano con la poetica di Crescenza Caradonna creando un afflato professionale di sottile semplicità ed eleganza ispirate al mondo dell’arte contemporanea pregne di sentimenti ed emozioni sia visive che scritte .

Informazioni editoriali

Titolo: Dipingi una poesia con parole e colori
Autore: Crescenza Caradonna, Domenico Berardi
Data di uscita: settembre 2017
Pagine: 112
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788892680968