PACE E SVILUPPO SFIDE DEL TERZO MILLENNIO di Eduardo Terrana

                                             24 ottobre 2018    – Giornata delle Nazioni Unite             

  PACE E SVILUPPO  SFIDE DEL TERZO MILLENNIO

articolo di Eduardo Terrana

Nell’estate del 1944, a guerra non ancora conclusa, un ristretto gruppo di giuristi, uomini politici, filosofi, appartenenti ai Paesi alleati e ai Paesi neutrali si riunì a Dumbarton  Oaks, negli USA,  con un unico desiderio e un chiaro messaggio: “ no more war – non più guerra”.

Costituì,  la Conferenza di Dumbarton Oaks, untentativo, non il primo, ma certamente tra i più nobili, di creare le premesse,le strutture, l’organizzazione, adatte a far si che i rapporti  tra Stati e tra i membri della Comunità umanafossero regolati finalmente dalla “Ragione” e dalla  “Giustizia” e non più dall’egoismo e dallaviolenza.

A distanza di 74anni da quello storico evento è poco consolante il constatare che le speranze egli intendimenti di quell’incontro sono lontani dagli obiettivi che si volevanoraggiungere: un nuovo ordine sociale mondiale stabile e duraturo fondato sullaPace; una nuova impostazione dei rapporti internazionali sulla base dellatrattativa e del diritto; la promozione dello sviluppo in ogni campo.

Purtroppo ancorauna pace negativa è quella che si registra ancora oggi , perché garantita  più dall’equilibrio del terrore atomico trale due super potenze che non da una volontà effettiva di armonia e di concordiadegli uomini e dei  popoli , che rimanela pesante eredità lasciata all’intera Umanità dal secondo conflitto mondiale.

Sono ancora tanti,peraltro, i momenti difficili di tensione internazionale, nel quale coesistonoguerre  e conflitti di diverso caratteree natura,  con massicce violazioni deidiritti umani, che ostacolano la realizzazione di un ordine pacifico, che sia espressione di una convivenza libera egiusta. Altre cause inquietanti pongono, poi, l’Umanità nella delicatasituazione di continuo pericolo: il terrorismo internazionale, in primis, e poila corsa agli armamenti, sempre più in crescita, determinata anche dallacontesa ideologica che divide il mondo; la proliferazione delle armi atomichee  chimiche; l’industria bellica i cuipotenti interessi hanno fatto sviluppare il ricco mercato delle armiconvenzionali a vantaggio di numerosi paesi industrializzati, fra cui l’Italia,approfittando dei numerosi focolai di guerra esistenti in diverse parti delPianeta; la diseguaglianza nel possesso dei beni materiali con la conseguente divisionedel mondo in aree economicamente e socialmente sviluppate ed in areecaratterizzate dalla miseria, dalla fame e dall’analfabetismo; la violazionedei diritti fondamentali dell’essere umano, messa in atto da regimi e dasistemi politici di varia estrazione ideologica.

Una situazione chepone tutti: singoli, istituzioni, governi, stati, di fronte al dovere dirifiutare ogni tentativo di evasione dalle responsabilità che ognuno,nell’ambito dei propri doveri e delle proprie competenze, ha verso  il  rispettoe l’attuazione del   “Diritto alla  Pace”.

Una situazione chepuò essere migliorata solo con la volontà e con l’impegno di tutti a sviluppareed a rafforzare la Cultura della Pace nella convinzione che solo un nuovo modo di esistere senza propositi diguerra può ancora garantire all’Umanità un futuro certo per progredire sempredi più.

E di fronte atutto ciò  si avverte maggiormentel’esigenza  di insistere sul fatto che lapace, integrata con l’idea di giustizia, è un diritto che tutti, a livelloindividuale e collettivo, dobbiamo rivendicare, e  di cui si coglie tutto il vuoto di unaterribile carenza di vera cultura pace. 

Una cultura dipace in grado di sviluppare un grande movimento d’opinione e di pressionecapace di rappresentare ai Capi di Stato l’esigenza della Umanità intera che non si può distruggere il mondo, néuna sola vita umana,  per affermare lasuperiorità di un’ideologia, di una razza, di una nazione, e che si deverifiutare,  senza indulgenze ecompromessi, l’idea che la forza possa risolvere le controversie fra gli Stati.Una cultura di pace: che si ispiri alla filosofia della non violenza; che fondiil suo credo su valori di condivisione planetaria quali la dignità dellapersona umana, la gratuità nei rapporti di scambio fra ricchi e poveri, lagiustizia sociale, la solidarietà e il superamento di ogni forma di egoismo edi violenza sull’uomo; che si caratterizzi per i suoi giudizi moralisull’operato dei potenti e per le lotte dirette a rendere tutti consapevoli chel’unica alternativa alla pace è la distruzione dell’umanità.

Una cultura dipace che realizzi, pertanto, i principi affermati nelle Carte internazionali sui Diritti Umani e quelli sancitinei Patti internazionali tra cui: il principio dell’interdipendenza  fra diritticivili e diritti politici, da un lato, e diritti economici e sociali,dall’altro, e che sul fondamento di tali principi abbia come fine primario larealizzazione della “ fratellanza universale “.

La Pace, in fatti,non può essere il frutto casuale di trattative o di precari equilibri, né puònascere da tecniche meramente politiche o diplomatiche, ma può nascere, vera eduratura, nel solco della migliore tradizione umanistica, solo quando ciascunoconsidererà il suo simile senza alcuna distinzione, come perfettamente uguale ase stesso nei diritti, nelle aspettative e nei bisogni da soddisfare. La Pacequindi potrà svilupparsi solo dal costante rapporto tra l’impegno moraledell’uomo e le strutture del mondo in evoluzione.

Il Diritto allaPace così come il Diritto allo Sviluppo devono ritrovare solenneriaffermazione, partendo da quei documenti che ne sanciscono l’esistenza.

“ La Carta delleNazioni Unite “, in primo luogo,  cheoggi ,nella ricorrenza della sua nascita solennemente ricordiamo,  dove la pace e la sicurezza internazionalivengono fondate su due pilastri essenziali: la soluzione pacifica dellecontroversie e la rinuncia all’uso della forza; in secondo luogo, “ LaDichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo” che afferma il  “Diritto di Pace” debba essere riconosciutocome diritto umano; e per ultimo “ La Dichiarazione  sul Diritto allo Sviluppo”.

E il cantiereistituzionale naturale per la costruzione del Diritto alla Pace e delDiritto  allo Sviluppo non può nonessere  che il “ Sistema delle NazioniUnite”, perché tali diritti comportano l’assunzione di precise responsabilità el’adozione di imprescindibili provvedimenti  per la cui tutela eper l’obbligo di corrispondervi, solo quel “ Sistema “ si pone come massimo “Garante”.

                                                                                                  EduardoTerrana

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Besnik Sopoti: un sogno chiamato libertà di Crescenza Caradonna

Besnik Sopoti: un sogno chiamato libertà

di Crescenza Caradonna

 

Libertà

Vogliamo cantare il tuo canto
e ci tappano la bocca
vogliamo scolpire il tuo nome sulle porte della patria
e ci amputano le mani
vogliamo aprire una finestra nel corpo del tempo
e ci aprono le prigioni
vogliamo tuffarci nell’azzurrità del cielo
e ci fanno prigionieri delle notti
libertà!

Besnik Sopoti
(Pittore Scrittore Poeta)

Nato a Bari, è figlio di Mazar Sopoti, storico giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno a Bari fra gli anni ’20 e ’30, poi caporedattore e anche direttore generale della stampa albanese fino al 1944 e madre italiana, di origini modugnesi,

Seguendo le orme del padre e divenuto anche lui giornalistaBesnik Sopoti è anche poeta e traduttore. La fama tuttavia è stata raggiunta non solo per i suoi scritti ma anche per le sue battaglie legali, poiché la madre di Sopoti aveva perso automaticamente la cittadinanza italiana dopo aver sposato, il 30 giugno del 1934, il giornalista albanese, in base alla legge 555 del 1912, impedendo così di fatto al figlio di poter essere italiano.

La lotta per ottenere il diritto ad essere riconosciuto abitante d’Italia da parte di Besnik Sopoti è stata un antecedente di tutte le diatribe attuali sull’argomento, che ebbe pertanto un grande clamore a livello giornalistico e mediatico, l’autore barese diviene ufficialmente cittadino italiano all’età di 82 anni. Nelle sue opere, nei suoi scritti, sono presenti anche frammenti della vita in Albania durante la guerra civile, uno sguardo emozionante su ottant’anni divisi tra i colori dell’est Europa e dell’Italia

BISCEGLIE SCOPRE L’ARTE DI BESNIK SOPOTI


La prima sezione civile del Tribunale di Roma, il 25 settembre 2017, ha dichiarato “cittadino italiano dalla nascita” l’artista Besnik Sopoti, il quale, pur essendo nato a Bari, nel 1935, da madre italiana, non aveva potuto avere sinora il riconoscimento della cittadinanza italiana a causa di una legge razziale che negli Anni Trenta aveva fatto perdere col matrimonio la cittadinanza italiana a sua madre, Anna Turi, di Bari. La decisione dei giudici romani è stata presa in accoglimento di un ricorso fatto dall’avvocato barese Ascanio Amenduni, per iniziativa del magistrato Nicola Magrone, che da anni si batte perché sia riconosciuto a Sopoti un diritto negato: la cittadinanza italiana che, invece, egli “avrebbe dovuto vedere riconosciuta già da anni, perché – sottolinea Magrone, sindaco del Comune di Modugno e presidente del Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione – sin dal 1975 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’automatismo per il quale – sulla base di una legge del 1912 (la 555), recepita dalla legislazione fascista – Anna Turi aveva perso negli anni Trenta la cittadinanza italiana”. “E’ stata una battaglia civile durata una vita. Auguri a Besnik: l’ultimo colpo – sotttolinea Magrone – ad ogni forma di razzismo”.

 


Modugno, a 82 anni Besnik è finalmente cittadino italiano: “Vittima della burocrazia”

Pittore e poeta, vive a Modugno (alle porte di Bari) ed è riuscito grazie a una sentenza del tribunale di Roma a venire fuori da una vicenda kafkiana: lo Stato non lo riconosceva come suo cittadino. Figlio di un giornalista albanese e di una donna barese, si è trovato in un vortice di burocrazia e leggi: straniero in Italia durante il fascismo – anche la madre perse la cittadinanza perché sposata con un albanese, che fu a propria volta ucciso perché considerato nemico – e straniero in Albania, dove ha vissuto per 46 anni anche sotto il regime comunista. Ora si trova a Modugno e abita in un monolocale in centro, circondato dai suoi quadri. Ad aiutarlo nella sua ostinazione il sindaco Nicola Magrone – che quattro anni fa gli aveva conferito la cittadinanza onoraria – e l’avvocato Ascanio Amenduni. Per ricambiare, ora che allineerà i documenti alla sua identità, Sopoti ha promesso di regalare un murale al paese: “Perché la cultura e la bellezza salveranno il mondo” (di Anna Puricella)

 


ALCUNE OPERE DEL MAESTRO BESNIK SOPOTI


 

 

Nuda

Trasparenze velate
celate in evidenti nudità,

l’anima si mostra
s’apre come
bocciolo al sole,

è esplosione di fermenti nascosti
viluppo d’incoerenze,

dualismo
panacea selvaggia,

sono le mie
intime percezioni.

(Cresy)Crescenza Caradonna

 

Immagine d’artista

Speculare è l’immagine
da sinistra a destra o viceversa
m’appari identica

effetto è impatto iniziale
allargo l’immaginazione

cerco oltre il limite speculare
partenza d’una suggestiva realtà.

Essenziale soggettiva
è interpretazione delle diversità di scelte

parole pittura musica
spazio forma luce colore
chiari oscuri  schemi mentali
d’una costruttiva esistenza d’artista.@

(Cresy) Crescenza Caradonna

 


 

Profumo di famiglia

Profumo di famiglia
ricordi sbiaditi nel tempo
sensazioni  emozioni incollate sulla pelle

odori mai più dimenticati
quando tutto ti sembrava bello
tutto chiuso in un pugno di felicità
tutto racchiuso in gioie e dolori
in pianti e sorrisi
in un cosmo chiamato famiglia.

Quel profumo serrato in un passato
 cullato in remoti ricordi

di sapori in bianco  e nero
lì impressi su di una vecchia foto dimenticata

 apro lo scrigno della memoria
riapro la mia vita.
@

(Cresy) Crescenza Caradonna

 

 


Le parole

Un tempo
le parole erano suoni
Un tempo
le parole erano colori
Ora le parole
come ombre sul muro
bicchieri di silenzio
in silenzio
tracannano.@


Besnik Sopoti



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Enzo Garinei, Tiziana Ferrario e Livia Pomodoro protagonisti a Molfetta

COMUNICATO STAMPA

Enzo Garinei, Tiziana Ferrario e Livia Pomodoro protagonisti a Molfetta

L’assessore alla cultura Allegretta: «Tre appuntamenti da segnare in agenda»

Riparte l’attività autunnale dell’assessorato alla cultura con «tre eventi di punta – sottolinea  l’assessore Sara Allegretta – da segnare assolutamente in agenda con protagonisti di levatura internazionale che susciteranno sicuramente l’interesse del pubblico».

Si comincia il 26 ottobre 2018, alle 19.15, presso la Cittadella degli Artisti con “Aggiungi un posto a… teatro” un incontro aperto alla cittadinanza con Enzo Garinei, attore e regista teatrale, televisivo e cinematografico di grandissima fama. Una inedita serata in cui l’artista racconterà gli ultimi cinquant’anni del miglior teatro italiano. Modera Giorgio Latino – regista, in collaborazione con l’Associazione “ArteInScenA”. E’ previsto anche un matinée per gli studenti delle scuole superiori, in cui i giovani potranno incontrare l’artista.

Il 13 novembre, alle 19, nella Sala Finocchiaro, Molfetta ospita la giornalista Tiziana Ferrario con il suo ultimo libro: Orgoglio e pregiudizi. Il risveglio delle donne ai tempi di Trump. Sarà l’occasione per conversare con una delle giornaliste più note della Rai e inviata da New York. Modera Giovanni Di Benedetto, giornalista Telenorba, in collaborazione con l’Associazione Artemia. Anche per Tiziana Ferrario è previsto un matineée per le scuole, un incontro con gli studenti delle quinte classi degli istituti comprensivi. Ancora un importante appuntamento il 23 novembre, alle 18, in Sala Consiliare. In occasione delle celebrazioni della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, torna la rassegna Rosso porpora con un evento imperdibile in collaborazione con la FIDAPA BPWsezione di Molfetta: ospite della serata-evento sarà la Dott.ssa LiviaPomodoro, Cattedra Unesco “Food: access and law” e Presidente Teatro No’hma“Teresa Pomodoro” di Milano. L’evento vedrà anche la presentazione del libro diautori vari, tra cui Chicca Maralfa, L’amorenon si interpreta, curato da Stefania De Caro. Modera la serata lagiornalista della Gazzetta del Mezzogiorno: Marisa Ingrosso.

Gli eventi sono tutti ad ingresso gratuito.

ARTE IN CUCINA

Foto di Giuseppe Clemente

Arte in Cucina

CULTURA E SPETTACOLO di Puglia Teatro

comunicato scritto da Crescenza Caradonna

                    CULTURA E SPETTACOLO di Puglia Teatro

                                                         GRANDI POETI DIALETTALI ITALIANI                                                                                                                                                  

                                                                                       Differenti linguaggi poetici

                                                                                                     TRILUSSA

   Sabato 27 Ottobre, alle ore 18,30, presso L’Eccezione – Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, a Bari, in Via Indipendenza 75, per la 44^ stagione artistica di Puglia Teatro, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dalla Regione Puglia, dall’Università e dal Comune di Bari, dalla SIAD –Società Italiana Autori Drammatici di Roma,  primo appuntamento-spettacolo del ciclo ‘Grandi poeti dialettali italiani – Differenti linguaggi poetici’, a cura di Daniele Giancane; questo primo incontro avrà per protagonista Trilussa; Rino Bizzarro interpreterà alcuni fra i testi più significativi dell’Autore.

   Trilussa – Pseudonimo anagrammatico del poeta in dialetto romanesco  Carlo Alberto  Salustri (Roma 1871 – ivi 1950). Autore di sonetti, nei quali raffigurò la Roma borghese e piccolo borghese, Trilussa abbandonò assai presto, quasi completamente, questa forma espressiva, per passare alla creazione, intorno al 1907, d’un tipo di favola che, nella prima idea, avrebbe dovuto essere una sorta di parodia delle favole classiche, ma si sciolse subito in libere invenzioni, metricamente sempre più variate. Tra le raccolte: Quaranta sonetti romaneschi (1895), Ommini e bestie (1914), Lupi e agnelli (1919).

   Cominciò a pubblicare qualche sonetto intorno al 1890 sul Don Chisciotte e sul Messaggero, del quale poi fu a lungo collaboratore; alla sua prima raccolta (Quaranta sonetti romaneschi), seguirono Altri sonetti (1898), Caffè-concerto (1901), Er Serrajo (1903), ecc. Il Trilussa dei sonetti concentra la sua attenzione sulla cronaca spicciola della Roma borghese e piccolo-borghese, non solo per cogliere il contrasto fra le apparenze e la verità della vita e della società, ma per tipizzarlo in situazioni, figure e macchiette, con spirito caustico e insieme divertito, scettico e pur venato a momenti d’una malinconia crepuscolare.

L’ECCEZIONE – Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro -Via Indipendenza 75 -70I23-BARI-Tel. Fax 0805793041; 3386206549

Direttoreartistico: Rino Bizzarro –  e-mail: pugliateatro@gmail.comhttp://www.pugliateatro.it