LA PUGLIA D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

La Puglia è suddivisa in sei province:

Bari (Città Metropolitana): 41 comuni

Barletta-Andria-Trani: 10 comuni

Brindisi: 20 comuni

Foggia: 61 comuni

Lecce: 96 comuni

Taranto: 29 comuni

Per un totale di 257 comuni nella regione.

Il comune più piccolo per numero di abitanti è Celle di San Vito, (FG) con 148 residenti.

Il più alto Monteleone di Puglia (FG) 842 m.



LA PUGLIA UNA REGIONE D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

di Crescenza Caradonna


La Puglia, il “tacco” d’Italia, è una regione celebre per il suo mix unico di paesaggi mozzafiato, storia millenaria e una tradizione enogastronomica ricca e genuina. È una meta ideale da visitare in ogni periodo dell’anno.

Primavera ed Estate: Le coste offrono alcune delle spiagge e grotte più belle d’Italia, dal Salento (con le sue acque cristalline) al Gargano (con le sue falesie bianche). Le città come Lecce (il Barocco del Sud) e Ostuni (la “Città Bianca”) si animano.

Autunno e Inverno: È il periodo perfetto per esplorare l’entroterra, visitare i famosi Trulli di Alberobello (Patrimonio UNESCO), i Sassi di Matera (vicinissimi, in Basilicata), o dedicarsi ai sapori della cucina locale, come l’olio extra vergine d’oliva e il vino Primitivo.

Architettura e Cultura: dalle cattedrali romaniche ai castelli federiciani (come Castel del Monte), ogni angolo racconta una storia di dominazioni e culture diverse.
È un luogo che unisce la bellezza del mare al fascino della terra, offrendo esperienze autentiche e indimenticabili.

La magia della Puglia.
La Puglia non è solo una regione; è una sensazione che resta nel cuore. Dal bianco accecante dei centri storici alla terra rossa e fertile degli uliveti secolari, fino al blu intenso dell’Adriatico e dello Ionio, offre un caleidoscopio di emozioni.
Che si tratti di perdersi tra i vicoli di Bari Vecchia, di ammirare il Barocco dorato di Lecce, di ballare al ritmo della pizzica in Salento, o semplicemente di gustare un pasto a base di prodotti freschi e genuini, la Puglia promette un’esperienza autentica e calorosa.
È una terra che ti accoglie come un vecchio amico, lasciandoti la certezza di voler tornare a esplorare il suo fascino, sempre e in ogni stagione.

“La Puglia è un invito a rallentare, un abbraccio caldo tra terra e mare che lascia nel cuore il sapore inconfondibile del Sud.”

Tutti i diritti riservati ©️



SAN NICOLA DI BARI


Buon san Nicola
Auguri a tutti coloro che portano questo nome.


“Per San Nicola di Bari”
🙏🏻
O dolce San Nicola di Bari,
con la tua preghiera ci guidi
verso la strada della speranza
e ci doni la fede che mai svanisce.

Nella tua sacra Basilica,
tra le antiche colonne di marmo,
in ginocchio pregano i fedeli,
con il cuore pieno di amore e calore.

Ora che il mondo è così frenetico,
ci doni la pace e la serenità,
e ci ricordi che l’amore è l’unico vero tesoro,
che possiamo condividere con umiltà.

Con il tuo santo esempio,
ci insegni l’umiltà e l’umana devozione,
e ci guidi sulla via della bontà,
verso la salvezza e la redenzione.

O dolce San Nicola, santo protettore,
che con la tua preghiera ci consoli,
aiutaci a vivere secondo la tua volontà,
e a seguire sempre il tuo esempio di vita santa e pia.
Cresy Crescenza Caradonna



– Icona serba di san Nicola coi ritratti dei donatori, re Uroš Milutin e Simonida (1319; Bari, Basilica di San Nicola, cripta)-
(È questa la vera immagine del Santo)



LA STORIA DI SAN NICOLA

⏫Clicca l’eBook e leggi⏫

BARI: PROIEZIONE DEL VIDEO: “EMOZIONANDO” 


Grace and Albert production presentano

Il 12 Dicembre 2025 ALLE ORE 18,15

– PRESSO LA SALA CONFERENZE ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO


– VIA PUTIGNANI N° 101 – BARI –

PROIEZIONE DEL VIDEO:
“EMOZIONANDO” 

LIBERAMENTE PRODOTTO DA GRAZIA E ALBERTO GRANDOLFO

L’evento vuole offrire un momento di socialità e di benessere culturale aperto ai frequentatori dell’Istituto Nastro Azzurro e a tutta la cittadinanza proponendo un viaggio tra alcune delle canzoni più amate. Sei decenni densi di storie, ricordi e curiosità che hanno ispirato gli autori e i brani. Un percorso emozionale e musicale pensato per la generazione dei “Baby Boomers”, ma capace di coinvolgere ogni età.

Il video è stato realizzato attraverso il contributo libero di artisti operanti nel teatro, nella poesia, nella narrativa, nel canto, nella storia dell’arte, nei cori locali del nostro territorio tra i quali:

Cresy Crescenza Caradonna: Poetessa

Anna Tinta Valentini: Scrittrice, Vocalist e Voce narrante

Renata Centrone: Voce narrante

Vito D’Agostino: Vocalist e Voce narrante

Anna Maria Damato: Voce narrante

Aldo Fornarelli: Voce narrante

Alessandro Grandolfo: Voce narrante

Emanuele Sciacovelli : Scrittore

INFO AL 3345771947


I RIFIUTI PERICOLOSI DI ADELFIA:LA DISPERAZIONE DEI CITTADINI.

CRONACA ADELFIA/PUGLIA


ADELFIA

4mila mq ad Adelfia destinata allo stoccaggio di rifiuti pericolosi.


Info 
Non ci sono notizie recenti sulla questione delle discariche di rifiuti ad Adelfia, ma in passato ci sono stati sviluppi significativi come il sequestro di un'area di 4mila mq destinata allo stoccaggio di rifiuti pericolosi nel 2022 e un'indagine sull'interramento di circa 120 tonnellate di rifiuti speciali avvenuto nel 2021.

-dal web-
Sequestro area 2022: Nel marzo 2022, la Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato un'area di 4mila mq ad Adelfia destinata allo stoccaggio di rifiuti pericolosi.

I RIFIUTI PERICOLOSI DI ADELFIA

La disperazione dei cittadini di Adelfia.


Adelfia



Il tema dello smaltimento rifiuti ad Adelfia resta aperto.


“Adelfia, il nodo rifiuti. Serve coraggio, non solo carte.”

Il tema dello smaltimento rifiuti ad Adelfia resta aperto  e con esso la salute di un territorio che chiede risposte concrete. Non bastano le sentenze: serve azione.

I dati ARPA Puglia sono chiari: il Sud soffre di carenze strutturali. Discariche abusive, controlli deboli, una raccolta differenziata ancora lontana dall’80%. Adelfia non è un caso isolato. Eppure, è qui che si gioca una partita più grande: il futuro della Terra. Ogni rifiuto mal gestito è un veleno silenzioso, un debito lasciato ai figli.

Serve coraggio:
– Investire in impianti green, non solo processi. Energie rinnovabili, raccolta porta a porta.
– Trasparenza totale. Dati pubblici, controlli serrati. Chi inquina, paga.
– Comunità unite. Scuole, associazioni, cittadini: puliamo insieme, non solo i parchi.

“Un territorio pulito è un sogno condiviso. Non lo lasciamo al caso.”

Non è solo un problema di Adelfia. È di tutti. Iniziamo oggi.

Crescenza Caradonna


NICOLA SAPONARO DRAMMATURGO ITALIANO

Nicola Saponaro (Bari, 8 dicembre 1935 – 24 gennaio 2015) è stato un drammaturgo italiano.


BIOGRAFIA

Laureatosi all’Università di Bari in Economia e Commercio con una tesi su La teoria delle classi sociali nel pensiero di Wilfredo Pareto (1959), Saponaro si dedica alla scrittura teatrale, calandosi nella realtà e nella cultura della sua regione, interpretando in pieno la dimensione imprenditoriale e commerciale, anche sulla base di una rinomata attività di famiglia.

Attivo dagli anni Sessanta nel Centro Universitario Teatrale, colleziona presto, per la sua attività di drammaturgo, una prestigiosa serie di riconoscimenti nazionali quali i Premi Marzotto (1963); Ugo Betti – medaglia d’oro del Presidente della Repubblica (1965); Riccione (1969), cui si aggiungeranno in seguito Daunia (1980) e Magna Grecia (1996). Parallelamente, s’infittiscono le rappresentazioni, a livello nazionale, delle sue opere: Le ripetizioni (Roma 1969); La traccia (Roma 1970); I nuovi pagani (Roma 1970); Il caso di Sara T. (Catania 1971); Giorni di lotta con Di Vittorio (Bolzano 1972); Fuori i Borboni (Cosenza 1976); Rocco Scotellaro. Vita scandalosa del giovane poeta (Roma 1976); L’alba è nuova (Foggia 1978); La mafia non esiste (Roma 1984); I girovaghi (Barletta 1985); Erasmo (Verona 1988). Negli anni Settanta-Ottanta, Saponaro viene riconosciuto, nel panorama italiano, tra le voci più significative del teatro-documento e d’impegno civile.

Pur non mancando altre presenze nazionali e internazionali della sua produzione – La fedeltà (Roma 1995);Il ventre molle (Le ventre mou) (Parigi 2000); Weekend with a killer, New York 2010 e, nel 2006, l’ideazione del progetto Il filo di seta sulla maschera di Marco Polo (per il Carnevale di Venezia dedicato alla Cina e diretto da Maurizio Scaparro) –, dagli anni Novanta in poi, s’infittisce la collaborazione di Saponaro con i gruppi teatrali pugliesi (Anonima GR, Casa di Pulcinella, Piccolo Teatro di Bari, Teatro Abeliano ecc.), rilanciando un attento e qualificato discorso sul Mezzogiorno, sulla cultura e la lingua del Sud.

Fra i molti registi che hanno lavorato sui suoi copioni e rispetto ai quali Saponaro si è sempre posto come un “poeta di compagnia” ovvero insieme come drammaturgo e Dramaturg, si ricordano, tra gli altri, Franco Molè, Romano Bernardi, Ruggero Jacobbi, Maurizio Scaparro, Bruno Cirino, Cosimo Cinieri, Mario Santella, Armando Pugliese, Augusto Zucchi, Giancarlo Nanni, Walter Manfré ecc.


Nel 2013, Saponaro ha voluto rendere fruibile il suo Archivio privato, contenente una ricca serie di documenti teatrali dal 1952 in poi, donandolo alla Teca del Mediterraneo di Bari.


Opere

Nicola Saponaro, Opere, prefazione di F. Perrelli, Milano, Spirali, 2008; Nicola Saponaro, Nuove Opere, prefazione di D.M. Pegorari, Foggia, Sentieri Meridiani, 2013.


Bibliografia


F. Perrelli, Un poeta di compagnia. Il teatro di Nicola Saponaro, Fasano, Schena, 1998.


F. Perrelli, Un poeta di compagnia. Il teatro di Nicola Saponaro, Fasano, Schena, 1998.


IN BREVE

Nicola Saponaro (1935 - 2015), pubblicista e drammaturgo, si è dedicato al teatro popolare come “poeta di compagnia”. I suoi testi sono stati pubblicati e rappresentati in Italia e all’estero.
Per la sua poetica di respiro mediterraneo è considerato uno dei maggiori commediografi italiani della seconda metà del Novecento.

(Ricerche informazioni dal web)

UNA POESIA DI CRESY CARADONNA PER GROTTAGLIE TERRA BELLA E FECONDA.

GROTTAGLIE


UNA POESIA DI CRESY CARADONNA PER GROTTAGLIE TERRA BELLA E FECONDA


Grottaglie, in provincia di Taranto. Grottaglie è un vero gioiello nascosto, un posto dove la storia, l’arte e la cultura si fondono in un’esplosione di colori e tradizioni secolari.



Grottaglie

comune italiano


Grottaglie (/ɡrotˈtaʎʎe/; Li Vurtagghje in dialetto salentino settentrionale) è un comune italiano di 30 028 abitanti della provincia di Taranto in Puglia, elevato a città con Decreto del Presidente della Repubblica dell'11 ottobre 1997. Sorge a valle della Murgia meridionale, al confine con la provincia di Brindisi, ed è nota per la produzione di ceramiche artistiche e di uva da tavola. 


Grottaglie deriva dal latino Kriptalys e dal greco Κρυπταλύς, nome che sottolinea la presenza di grotte (krypta, κρύπτα), in gran parte del suo territorio. L’origine di Grottaglie è negli insediamenti che si sono susseguiti nell’area sin dal Paleolitico, ed in particolare nell’area di Riggio e di Pezza Petrosa.

È ritenuta, secondo alcuni, la terra natìa del padre della letteratura latina Quinto Ennio. Difatti il poeta nacque a Rudiae, in Apulia, secondo alcuni studiosi, questa località corrisponderebbe ad una delle cittadelle fortificate (appunto Rudiae e Mesocoro), distrutte dalle invasioni barbariche, i cui abitanti in fuga diedero vita ai casali rupestri dai quali sorsero in seguito Grottaglie e Villa Castelli. Nel IX secolo un gruppo di ebrei fuggitivi da Oria, e tra i pochi superstiti della grande comunità ebraica di Oria si aggrega all’insediamento sorto intorno al casale San Salvatore nella Lama del Fullonese.

I resti storici più cospicui sono riconducibili al Medioevo, quando nelle profonde gravine prese maggior consistenza l’abitudine di vivere nelle grotte. Risalgono a questo periodo infatti non solo le abitazioni, ma anche le scale, i sentieri, le opere di canalizzazione e di deflusso delle acque. Un’importante testimonianza bizantina nel territorio di Grottaglie è la Gravina di Riggio che presenta degli affreschi basiliani di grande qualità seppur si trovino in condizioni precarie. Nonostante l’area jonica del Salento non fosse grecizzata come quello meridionale, è rilevante il fatto che questi affreschi presentino iscrizioni in greco.

Quando i barbari, in particolare i Goti, e nei secoli successivi con l’invasione dei Saraceni, i villaggi siti nel territorio e anche la stessa Taranto vennero saccheggiati, le grotte ospitarono i fuggitivi (960 d.C.) Sorsero così vari centri abitati tra cui Casale San Salvatore e Monti Cryptalis nucleo primigenio dell’attuale centro storico di Grottaglie. Alcuni ebrei trovarono rifugio nella Lama del Fullonese, territorio di Monte Fellone dove, difatti, sorgeva la chiesa di San Pietro dei Giudei.[8] I Normanni (XI secolo) donarono alla Mensa Arcivescovile Tarantina un Casale di nome Cryptalium, ma con ogni probabilità si tratta di un falso risalente al XVI secolo. Nel XV sec. Il centro fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice.

Difficoltà e crisi politiche portarono (dal XV al XVII secolo) ad una “coabitazione” di due giurisdizioni feudali differenti: una vescovile ed una laica. Il XVII secolo conobbe anni di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola. Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all’abolizione della feudalità. In un clima di disorientamento politico generale si fa strada il nascente fenomeno del brigantaggio con un nome illustre: Ciro Annichiarico (in dialetto “Papa Ggiro”). Queste vicende accompagnarono la prima espansione urbana “fuori le mura”, fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d’Italia.


Quartiere delle ceramiche

Ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica in Puglia. Il più importante centro di produzione di ceramica è Grottaglie. Lungo la gravina di San Giorgio si è formato un intero quartiere di esperti ceramisti, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato come frantoi, sono riusciti a creare un'attività fiorente ancora oggi riconosciuta in tutta il mondo

Per la sua antica tradizione ceramica, Grottaglie rientra tra le 41 aree di affermata tradizione ceramica riconosciute dal consiglio nazionale ceramico.

Principali prodotti nella ceramica grottagliese sono:

    I "Bianchi di Grottaglie" è la più caratteristica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese.
    I "Capasoni", sono contenitori di grandi dimensioni destinati a contenere vino.
    I "Pumi", classico simbolo grottagliese.


Curiosità

L’antico bocciolo portafortuna simbolo di una produzione artigianale locale in perenne rinnovamento.

Il nome e le motivazioni della produzione del pumo, divenuto uno dei più distintivi della tradizione artigianale pugliese e in particolare di quella grottagliese, sono da ricercarsi nella storia della Roma antica quando si celebrava il culto di Pomona, la dea dei frutti.

Pumo deriva dal latino pomum che significa "frutto".


La sua forma richiama il bocciolo racchiuso tra quattro foglie di acanto, quindi la vita che nasce, rinnovandosi. E’ simbolo di prosperità e di fecondità ma anche di castità, immortalità e resurrezione. A ciò si aggiunge anche la sua funzione apotropaica, una sorta di amuleto capace di allontanare il male, la cattiva sorte. Per questi motivi, questo manufatto si diffuse in un primo momento tra le famiglie della nobiltà pugliese, che lo adoperarono come elemento d’arredo delle facciate dei palazzotti signorili e sulle ringhiere in ferro battuto, e successivamente al resto della popolazione anche contadina.

Ben si distinguevano, però, i pumi degli uni rispetto agli altri. Infatti i signori del paese erano soliti personalizzarli con simboli araldici e con un numero variabile di foglie intorno al bocciolo a testimonianza della notorietà, dell’autorevolezza e del patrimonio della famiglia di appartenenza.


La funzione del pumo non è quella di scacciare la sfortuna, la cattiva sorte, il male; esso viene prima della cattiva sorte e la tiene lontana, è la barriera impenetrabile al male. Il pumo è dunque un oggetto benaugurante.

I TELEMONI

STORIA APPROFONDIMENTO

26 ottobre 2025


I telamoni hanno una lunga storia che risale all’antica Grecia e Roma. Ecco alcuni punti chiave sulla loro storia:

  • Origini greche: I telamoni erano figure maschili impiegate come sostegno strutturale o decorativo in architettura, spesso in sostituzione di colonne o lesene.
  • Esempi antichi: I più antichi esempi conosciuti sono i telamoni del Tempio di Zeus Olimpio ad Akragas (nella Valle dei Templi presso l’odierna Agrigento), del 480 a.C.
  • Arte romana: I romani adottarono i telamoni e li utilizzarono per rappresentare le popolazioni sconfitte, spesso raffigurandoli inginocchiati.
  • Influenze successive: I telamoni sono stati utilizzati anche nell’arte decorativa romanica e gotica, e successivamente nel Rinascimento, Manierismo, Barocco e Eclettismo.
  • Utilizzo navale: Nel XVII secolo, i telamoni venivano utilizzati anche per decorare le navi.

In sintesi, i telamoni hanno avuto un ruolo significativo nell’architettura e nell’arte antica e hanno influenzato lo sviluppo artistico successivo .


I Telamoni della Gazzetta del Mezzogiorno sono quattro sculture che adornavano il Palazzo della Gazzetta del Mezzogiorno in piazza Moro a Bari. Questi telamoni, realizzati nel 1927 su progetto dell’architetto Saverio Dioguardi, sono stati salvati dalla demolizione del palazzo avvenuta nel 1982 e ora sono conservati presso il Palazzo di Città di Bari.

Storia dei Telamoni:

  • Origine: I telamoni furono progettati per sostenere il peso dell’edificio della Gazzetta del Mezzogiorno e furono realizzati in stile liberty.
  • Demolizione: Il palazzo fu demolito nel 1982 per far posto a un moderno edificio a vetri.
  • Ritrovamento e restauro: Le statue furono ritrovate nel 1988 presso le Officine Romanazzi e restaurate nel 2006.
  • Collocazione attuale: Dopo il restauro, le statue sono state collocate all’interno del Palazzo di Città di Bari, anche se attualmente sono divise tra l’androne e il cortile interno a causa dell’installazione di un’opera d’arte.

La Situazione Attuale:

  • Le statue sono state private dell’allestimento che le valorizzava e sono state separate, con due esposte nell’atrio di accesso al Palazzo di Città e due nel cortile interno.
  • Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha espresso l’intenzione di trovare una nuova sede definitiva per le statue, possibilmente in piazza Moro, dove originariamente si trovavano .

Le informazioni utilizzate provengono principalmente da un articolo di notizie pubblicato su Barinedita, un sito web di notizie locali di Bari. L’articolo, scritto da Giancarlo Liuzzi, parla della storia dei Telamoni del Palazzo della Gazzetta del Mezzogiorno e della loro attuale collocazione presso il Palazzo di Città di Bari .



I telamoni a Palazzo di Città, molto belli ma nascosti.


Facevano parte dello storico palazzo della “Gazzetta del Mezzogiorno”.

Ora sono nell’androne dell’edificio che ospita il Comune.

I telamoni della Gazzetta del Mezzogiorno sono  nascosti nel palazzo del Comune: perché non collocarli in qualche piazza della città di Bari in modo tale che tutti possano ammirarne la bellezza?


PRECISAZIONE: Se sono stati violati diritti di pubblicazione contattate la redazione in modo tale che provvederanno alla rimozione dei contenuti.

TELEFONO ROSA VICINA ALLE DONNE.

1522 📲 1522 

Il 1522 è un servizio pubblico, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità, attivato nel 2006 con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della violenza intra ed extra familiare. Nel 2009, con l’entrata in vigore della L.38/2009, modificata nel 2013, in tema di atti persecutori ha avviato un’azione di sostegno anche nei confronti delle vittime di stalking.

Il numero di pubblica utilità 1522 è attivo tutti i giorni dell’anno, 24h su 24,  ed è accessibile dall’intero territorio nazionale, sia da rete fissa, che da rete mobile. Raggiungibile anche via chat, direttamente dal sito www.1522.eu . Il servizio è gratuito, le operatrici specializzate che accolgono le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking lo fanno con assoluta garanzia di anonimato.

L’accoglienza è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

Le operatrici forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza e stalking, offrendo informazioni utili e un primo orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale e inseriti nella mappatura ufficiale della Presidenza del Consiglio- Dipartimento Pari Opportunità.

Per i casi di assoluta urgenza, è attiva una specifica procedura tecnico-operativa, condivisa con le Forze dell’Ordine.

L’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa ha gestito il Numero di Pubblica Utilità “1522” per quasi otto anni, da dicembre 2012 a giugno 2020.


TELEFONO ROSA🩷

C H I A M A

1522

OTTOBRE MESE DELLA PREVENZIONE TUMORI AL SENO.

PREVENIRE PER CURARE

Prevenire per curare: ottobre mese della prevenzione del tumore al seno.
di Crescenza Caradonna


Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, una delle malattie più diffuse e pericolose per le donne in tutto il mondo. La prevenzione è fondamentale per diagnosticare precocemente il cancro al seno e aumentare le possibilità di cura.

Cos'è il tumore al seno?

Il tumore al seno è una malattia caratterizzata dalla crescita anomala delle cellule mammarie, che possono invadere i tessuti circostanti e diffondersi in altre parti del corpo. È il tipo di cancro più comune tra le donne, ma può colpire anche gli uomini.

L'importanza della prevenzione.

La prevenzione è la chiave per diagnosticare precocemente il tumore al seno. La mammografia è l'esame più efficace per rilevare il cancro al seno nelle fasi iniziali, quando è più facile da trattare. È consigliabile effettuare una mammografia annuale a partire dai 40 anni, o prima se si hanno fattori di rischio.

Fattori di rischio.

I fattori di rischio per il tumore al seno includono:

- Età: il rischio aumenta con l'età
- Familiarità: avere una storia familiare di cancro al seno
- Genetica: mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2
- Obesità
- Uso di ormoni

Cosa fare per prevenire il tumore al seno.

Per prevenire il tumore al seno, è importante:

- Effettuare regolarmente mammografie e visite di controllo
- Praticare l'autoesame del seno per conoscere il proprio corpo e rilevare eventuali cambiamenti
- Mantenere un peso sano e uno stile di vita attivo
- Allattare al seno


La prevenzione è la migliore arma contro il tumore al seno. Conoscere i fattori di rischio e adottare uno stile di vita sano può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare la malattia. La diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di cura. Quindi, prenditi cura di te stessa e non trascurare la tua salute!

Bari, 22 ottobre 2025

🩷

NUMERO ANTIVIOLENZA: 1522


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Chiama se sei in pericolo

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