FESTA DEL PAPÀ: UN AUGURIO PER VOI!


AUGURI A TUTTI I PAPÀ




CASTEL FIORENTINO TORREMAGGIORE, FOGGIA

PUGLIA D’AMARE E DA VISITARE

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FOGGIA – Castel Fiorentino Torremaggiore

Chiamato anche Torre Fiorentina, Castelfiorentino è il nome odierno del sito sul quale si trovano i resti della piccola città medievale chiamata Florentinum. È citata per la prima volta da Leone Ostiense nei Chronica monasterii Casinensis, sin dal 1058 figura nell’elenco delle sedi vescovili suffraganee della metropolia di Benevento. Era allora ben popolata: ospitava pochi artigiani, due o tre giudici, probabilmente altrettanti notai, ma la sua cattedrale contava circa quindici canonici e in città c’erano almeno altre sei chiese. Ubicata su uno sperone di forma allungata, fu edificata, come le altre città bizantine della Capitanata, su una pianta ortogonale, con una grande via longitudinale e viuzze perpendicolari. Senza dubbio all’estremità dello sperone si ergeva un castello normanno costruito alcuni decenni più tardi ; all’altra estremità, probabilmente sin dalla fine del XII sec. la città era prolungata da un sobborgo, ben visibile sulle fotografie aeree. Il territorio della città, che si estendeva nella zona delle colline subappenniniche, pure di superficie ristretta, ospitava almeno un casale, S. Salvatore, che scomparve durante l’occupazione musulmana di Lucera. Il declino della città cominciò nella seconda metà del XIII sec.; la sede vescovile scomparve nel secolo successivo e le ultime tracce di insediamento sembrano spegnersi verso l’inizio del Seicento; le rovine della cattedrale erano ancora visibili nell’Ottocento. Durante il ventennio anarchico della minorità di Federico II, Florentinum era governata dal conte di Lesina e Civitate Matteo Gentilis, ma nel 1223 era tornata al demanio. Non si sa quando, nell’ambito del rimaneggiamento del territorio della Capitanata, Federico II decise di farsi edificare una domus solaciorum nella città ); si suppone che essa sia stata eretta abbastanza presto, in quanto non riveste la forma dei palazzi federiciani più recenti. Sembra evidente comunque che la domus abbia occupato il posto (probabilmente una motta di origine normanna ben difesa) sul quale sorgeva il castello normanno, separato dalla città con un muro. Tale sostituzione di un castello difensivo con una domus corrisponde bene all’idea secondo la quale l’intera regione sarebbe stata protetta dai castelli periferici. La domus federiciana si innestava su strutture preesistenti, ed è stata in seguito rimaneggiata, probabilmente in età angioina, dai signori della città. Si trattava di un edificio maestoso, di pianta quasi rettangolare, lungo 29 m e largo 17 m, con uno spazio utile interno di 275 mq, costituito da due stanze lunghe leggermente spostate l’una rispetto all’altra. I muri, spessi 1,5 m, erano coperti da un rivestimento di belle pietre. Certo la pianta della domus di Castelfiorentino era molto meno sofisticata di quella dei palazzi di Castel del Monte, di Lucera e anche di Gravina. Quattro aperture strette e protette permettevano l’accesso dall’esterno. All’interno, le pareti erano rivestite di intonaco e il suolo di mattonelle disposte in opus spicatum. La stanza ovest era munita di due camini, i muri della stanza est di banchi di pietra. Tre archi di tufo sostenevano un soffitto o una volta su ogni stanza. L’edificio doveva comprendere un piano superiore, non conservato, ma probabilmente ornato di finestre con colonnine scolpite. Frammenti di capitelli, di colonne e di pilastri, di cornicioni, di archi a ogiva, di vetrate policrome testimoniano la ricchezza della decorazione interna della residenza imperiale. Federico II morì a Castelfiorentino 13 dicembre 1250, a proposito del luogo della morte dell’imperatore, nacque una leggenda che forse aveva un fondamento veridico.Secondo questa storia, gli astrologi annunciarono all’imperatore che egli sarebbe dovuto ‘appassire’ sub flore; Federico, desiderando nientemeno che l’immortalità, avrebbe allora sistematicamente evitato Florentia e Florentinum. Ma cadde in una trappola imprevista e così morì realmente sub flore, a Castelfiorentino appunto.

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-notizie dal FAI

Fondo per l’ambiente italiano


Il borgo medievale di Castel Fiorentino (o Fiorentino di Puglia), i cui ruderi si trovano in agro di Torremaggiore a 10 km dall’abitato presso la strada provinciale San Severo-Castelnuovo della Daunia.


Fiorentino di Puglia è stato un borgo bizantino di frontiera, fu rifondato ad opera del catapano Basilio Boioannes intorno al 1018.

(Notizie e foto dal web)

ALTAMURA

Puglia/ Comuni italiani


ALTAMURA

Altamura è un comune italiano di 70 330 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Con un’estensione di 431,38 km² è il primo comune per superficie della città metropolitana di Bari, terzo in regione dopo i comuni di Cerignola e Foggia.


Stemma di Altamura

Lo stemma è stato concesso con bolla papale di Bonifacio VIII nel 1485. Esso è blasonato:


Gonfalone del comune

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.


Parte del territorio di Altamura è incluso nel parco nazionale dell’Alta Murgia. Delle doline carsiche si rileva il Pulo di Altamura, essa si apre tra le colline dell’altopiano murgiano a circa 467 m s.l.m.

In una grotta in località Lamalunga, nell’ottobre del 1993, fu ritrovato dagli speleologi del CARS uno scheletro di Homo neanderthalensis, noto come Uomo di Altamura, oltre a vari resti fossili di altri animali[8].

In una cava dismessa in località Pontrelli sono state rinvenute impronte impresse da dinosauri vissuti nel Cretacico Superiore, circa 80 milioni di anni fa.

Grazie alla presenza di questi due siti, la Murgia di Altamura fu candidata per la “lista propositiva” dell’UNESCO il 1º giugno 2006, ma senza successo[9]. L’altitudine del territorio comunale varia da 351 m s.l.m. a 671 m s.l.m..

Il clima è di tipo submediterraneo (classificazione dei climi di Köppen Cfsa), con inverni moderatamente freddi ed estati calde e asciutte. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di 6.5°, quella del mese più caldo (luglio) è di 25.3°. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 550 mm, con maggiore frequenza nei mesi più freddi e pochi episodi (talvolta violenti) nei mesi estivi. La neve si presenta sporadicamente nel periodo tra dicembre e marzo, in genere associata a irruzioni di aria fredda dai quadranti nord-orientali. Da segnalare la nevicata avvenuta nel gennaio 2017, con accumuli oltre il metro anche in città. Nei mesi autunnali sono piuttosto frequenti le nebbie.

Gli estremi termici dal 1925 al 2013 sono stati di -8.7° (14 gennaio 1968) e di 43.3° (10 settembre 1946).

Di seguito sono riportate le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti relativi al trentennio 1981-2010 registrati dalla stazione meteo gestita dalla Protezione Civile.


I COLORI DELLA DONNA


I COLORI DELLA DONNA
Bari – Evento poetico tra arte e poesia
giov 12 marzo 2026

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INFO ↔️ COMUNICATI:

https://iltaccodibacco.it/puglia/eventi/315932.html?fbclid=IwdGRjcAQPs-1jbGNrBA-z6mV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHu3ys6I6BQ1nhA1DutRB0_Pw7DjLSrHIT5DfUYSHUtxrkCLbTx2JuMhpDMcU_aem_-yWlKNcDboSb3H07Vbqk0w

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https://facebook.com/events/s/i-colori-della-donna-serata-di/1487643092788364/
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VOCI DI DONNE




MELENDUGNO: CROLLA L’ARCO DEGLI INNAMORATI

Cronaca Puglia

Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni.

L’ARCO DEGLI INNAMORATI
PRIMA E DOPO.

La cartolina più famosa come l immagine tra le più note all’estero ma anche in Italia non sarà più il simbolo attrattivo per i tanti turisti visitatori della Puglia Salentina.

Cresy Caradonna

   


Ieri e Oggi: Un riflesso della società che cambia.

Ieri e Oggi: Un riflesso della società che cambia.


La società è un organismo vivente, in costante evoluzione. Ciò che era la norma “ieri” può sembrare obsoleto o addirittura inconcepibile “oggi”. Questo viaggio attraverso il tempo ci permette di riflettere sui cambiamenti profondi che hanno plasmato il nostro modo di vivere, interagire e percepire il mondo.
  Famiglia e comunità: dal villaggio globale all’individuo connesso.
Un tempo, la famiglia estesa era il fulcro della vita sociale. Le generazioni convivevano sotto lo stesso tetto, condividendo risorse e responsabilità. Le comunità erano più piccole e coese, basate su relazioni faccia a faccia e un forte senso di appartenenza. I vicini si conoscevano, si aiutavano e le festività erano momenti di ritrovo collettivo.
Oggi, il nucleo familiare si è spesso ristretto. La mobilità geografica e le opportunità lavorative hanno frammentato le famiglie, portando a una maggiore indipendenza individuale. Le comunità sono diventate più ampie e, in alcuni casi, meno radicate nel territorio fisico. Le connessioni si sono spostate online, creando “comunità virtuali” che trascendono le barriere geografiche, ma talvolta a scapito dell’interazione fisica e della vicinanza emotiva.
  Lavoro e carriera: dalla stabilità alla flessibilità (e all’incerto)
“Ieri”, il percorso di carriera era spesso lineare e prevedibile. Si entrava in un’azienda, si lavorava per decenni e si andava in pensione con una pensione sicura. La lealtà all’azienda era un valore fondamentale e la specializzazione in un singolo campo era la norma.
“Oggi”, il mondo del lavoro è caratterizzato da flessibilità, precarietà e un’accelerazione costante. Il concetto di “lavoro per la vita” è quasi scomparso, sostituito da carriere multi-tappa, lavori freelance e la necessità di un aggiornamento continuo delle competenze. L’imprenditorialità è incoraggiata e la capacità di adattarsi ai cambiamenti tecnologici è diventata cruciale. Se da un lato ciò offre maggiori opportunità di realizzazione personale e libertà, dall’altro genera anche insicurezza e pressione.
Comunicazione e tecnologia: dalla lettera alla messaggistica istantanea.
L’evoluzione della comunicazione è forse uno dei cambiamenti più evidenti. “Ieri”, una lettera poteva impiegare giorni o settimane per raggiungere il destinatario. Le telefonate erano costose e spesso limitate a momenti specifici. Le notizie venivano diffuse tramite giornali, radio e, più tardi, televisione.
“Oggi”, siamo immersi in un flusso costante di informazioni. Smartphone, internet e social media ci connettono istantaneamente con chiunque, ovunque nel mondo. La messaggistica istantanea, le videochiamate e i social network hanno ridefinito il modo in cui interagiamo, rendendo la comunicazione più immediata e, a volte, più superficiale. Se da un lato la tecnologia ha aperto porte incredibili alla conoscenza e alla connessione, dall’altro ha sollevato interrogativi sulla privacy, la disinformazione e l’impatto sulla salute mentale.
  Valori e identità: dalla tradizione alla pluralità.
I valori sociali e culturali sono anch’essi in continua trasformazione. “Ieri”, le tradizioni erano spesso rigide e le aspettative sociali ben definite. Il ruolo di genere era più marcato, e le scelte di vita erano spesso influenzate da norme preesistenti.
“Oggi”, assistiamo a una maggiore fluidità e accettazione della diversità. Le identità sono multiple e complesse, e c’è una spinta verso l’individualismo e l’autenticità. Si mettono in discussione le gerarchie tradizionali e si lotta per l’inclusione di tutte le voci. Questo ha portato a una società più aperta e tollerante, ma anche a nuove sfide legate alla polarizzazione e alla ricerca di un senso di appartenenza in un mondo sempre più frammentato.
Conclusione: Il Ponte tra Ieri e Oggi.
Riconoscere questi cambiamenti non significa necessariamente giudicare “meglio” o “peggio”. Significa comprendere che la società è un processo dinamico. “Ieri” ci offre le radici e le lezioni del passato, mentre “Oggi” ci presenta le sfide e le opportunità del presente. Il nostro compito è quello di costruire un ponte tra questi due mondi, imparando dalle esperienze passate e adattandoci con consapevolezza alle trasformazioni che ci attendono, per plasmare un futuro più equo e sostenibile.

Cresy Caradonna


Mer 11 Feb 2026


LA PUGLIA D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

La Puglia è suddivisa in sei province:

Bari (Città Metropolitana): 41 comuni

Barletta-Andria-Trani: 10 comuni

Brindisi: 20 comuni

Foggia: 61 comuni

Lecce: 96 comuni

Taranto: 29 comuni

Per un totale di 257 comuni nella regione.

Il comune più piccolo per numero di abitanti è Celle di San Vito, (FG) con 148 residenti.

Il più alto Monteleone di Puglia (FG) 842 m.



LA PUGLIA UNA REGIONE D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

di Crescenza Caradonna


La Puglia, il “tacco” d’Italia, è una regione celebre per il suo mix unico di paesaggi mozzafiato, storia millenaria e una tradizione enogastronomica ricca e genuina. È una meta ideale da visitare in ogni periodo dell’anno.

Primavera ed Estate: Le coste offrono alcune delle spiagge e grotte più belle d’Italia, dal Salento (con le sue acque cristalline) al Gargano (con le sue falesie bianche). Le città come Lecce (il Barocco del Sud) e Ostuni (la “Città Bianca”) si animano.

Autunno e Inverno: È il periodo perfetto per esplorare l’entroterra, visitare i famosi Trulli di Alberobello (Patrimonio UNESCO), i Sassi di Matera (vicinissimi, in Basilicata), o dedicarsi ai sapori della cucina locale, come l’olio extra vergine d’oliva e il vino Primitivo.

Architettura e Cultura: dalle cattedrali romaniche ai castelli federiciani (come Castel del Monte), ogni angolo racconta una storia di dominazioni e culture diverse.
È un luogo che unisce la bellezza del mare al fascino della terra, offrendo esperienze autentiche e indimenticabili.

La magia della Puglia.
La Puglia non è solo una regione; è una sensazione che resta nel cuore. Dal bianco accecante dei centri storici alla terra rossa e fertile degli uliveti secolari, fino al blu intenso dell’Adriatico e dello Ionio, offre un caleidoscopio di emozioni.
Che si tratti di perdersi tra i vicoli di Bari Vecchia, di ammirare il Barocco dorato di Lecce, di ballare al ritmo della pizzica in Salento, o semplicemente di gustare un pasto a base di prodotti freschi e genuini, la Puglia promette un’esperienza autentica e calorosa.
È una terra che ti accoglie come un vecchio amico, lasciandoti la certezza di voler tornare a esplorare il suo fascino, sempre e in ogni stagione.

“La Puglia è un invito a rallentare, un abbraccio caldo tra terra e mare che lascia nel cuore il sapore inconfondibile del Sud.”

Tutti i diritti riservati ©️


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SAN NICOLA DI BARI


Buon san Nicola
Auguri a tutti coloro che portano questo nome.


“Per San Nicola di Bari”
🙏🏻
O dolce San Nicola di Bari,
con la tua preghiera ci guidi
verso la strada della speranza
e ci doni la fede che mai svanisce.

Nella tua sacra Basilica,
tra le antiche colonne di marmo,
in ginocchio pregano i fedeli,
con il cuore pieno di amore e calore.

Ora che il mondo è così frenetico,
ci doni la pace e la serenità,
e ci ricordi che l’amore è l’unico vero tesoro,
che possiamo condividere con umiltà.

Con il tuo santo esempio,
ci insegni l’umiltà e l’umana devozione,
e ci guidi sulla via della bontà,
verso la salvezza e la redenzione.

O dolce San Nicola, santo protettore,
che con la tua preghiera ci consoli,
aiutaci a vivere secondo la tua volontà,
e a seguire sempre il tuo esempio di vita santa e pia.
Cresy Crescenza Caradonna



– Icona serba di san Nicola coi ritratti dei donatori, re Uroš Milutin e Simonida (1319; Bari, Basilica di San Nicola, cripta)-
(È questa la vera immagine del Santo)



LA STORIA DI SAN NICOLA

⏫Clicca l’eBook e leggi⏫

BARI: PROIEZIONE DEL VIDEO: “EMOZIONANDO” 


Grace and Albert production presentano

Il 12 Dicembre 2025 ALLE ORE 18,15

– PRESSO LA SALA CONFERENZE ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO


– VIA PUTIGNANI N° 101 – BARI –

PROIEZIONE DEL VIDEO:
“EMOZIONANDO” 

LIBERAMENTE PRODOTTO DA GRAZIA E ALBERTO GRANDOLFO

L’evento vuole offrire un momento di socialità e di benessere culturale aperto ai frequentatori dell’Istituto Nastro Azzurro e a tutta la cittadinanza proponendo un viaggio tra alcune delle canzoni più amate. Sei decenni densi di storie, ricordi e curiosità che hanno ispirato gli autori e i brani. Un percorso emozionale e musicale pensato per la generazione dei “Baby Boomers”, ma capace di coinvolgere ogni età.

Il video è stato realizzato attraverso il contributo libero di artisti operanti nel teatro, nella poesia, nella narrativa, nel canto, nella storia dell’arte, nei cori locali del nostro territorio tra i quali:

Cresy Crescenza Caradonna: Poetessa

Anna Tinta Valentini: Scrittrice, Vocalist e Voce narrante

Renata Centrone: Voce narrante

Vito D’Agostino: Vocalist e Voce narrante

Anna Maria Damato: Voce narrante

Aldo Fornarelli: Voce narrante

Alessandro Grandolfo: Voce narrante

Emanuele Sciacovelli : Scrittore

INFO AL 3345771947


I RIFIUTI PERICOLOSI DI ADELFIA:LA DISPERAZIONE DEI CITTADINI.

CRONACA ADELFIA/PUGLIA


ADELFIA

4mila mq ad Adelfia destinata allo stoccaggio di rifiuti pericolosi.


Info 
Non ci sono notizie recenti sulla questione delle discariche di rifiuti ad Adelfia, ma in passato ci sono stati sviluppi significativi come il sequestro di un'area di 4mila mq destinata allo stoccaggio di rifiuti pericolosi nel 2022 e un'indagine sull'interramento di circa 120 tonnellate di rifiuti speciali avvenuto nel 2021.

-dal web-
Sequestro area 2022: Nel marzo 2022, la Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato un'area di 4mila mq ad Adelfia destinata allo stoccaggio di rifiuti pericolosi.

I RIFIUTI PERICOLOSI DI ADELFIA

La disperazione dei cittadini di Adelfia.


Adelfia



Il tema dello smaltimento rifiuti ad Adelfia resta aperto.


“Adelfia, il nodo rifiuti. Serve coraggio, non solo carte.”

Il tema dello smaltimento rifiuti ad Adelfia resta aperto  e con esso la salute di un territorio che chiede risposte concrete. Non bastano le sentenze: serve azione.

I dati ARPA Puglia sono chiari: il Sud soffre di carenze strutturali. Discariche abusive, controlli deboli, una raccolta differenziata ancora lontana dall’80%. Adelfia non è un caso isolato. Eppure, è qui che si gioca una partita più grande: il futuro della Terra. Ogni rifiuto mal gestito è un veleno silenzioso, un debito lasciato ai figli.

Serve coraggio:
– Investire in impianti green, non solo processi. Energie rinnovabili, raccolta porta a porta.
– Trasparenza totale. Dati pubblici, controlli serrati. Chi inquina, paga.
– Comunità unite. Scuole, associazioni, cittadini: puliamo insieme, non solo i parchi.

“Un territorio pulito è un sogno condiviso. Non lo lasciamo al caso.”

Non è solo un problema di Adelfia. È di tutti. Iniziamo oggi.

Crescenza Caradonna