Nato oggi 12 febbraio 1809 – Abraham Lincoln (210 anni fa): Primo presidente USA repubblicano e il più amato e celebrato tra gli inquilini della Casa Bianca.


PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione
Quotidiano dir. Crescenza Caradonna
Nato oggi 12 febbraio 1809 – Abraham Lincoln (210 anni fa): Primo presidente USA repubblicano e il più amato e celebrato tra gli inquilini della Casa Bianca.


Il Santo del giorno, 12 Febbraio: S. Eulalia
La santa più celebre della Spagna
Chi fra Voi, si ricorda la canzoncina di: “Eulalia Torricelli da Forlì che aveva tre castelli…innamorata della Guardia Forestale De Rossi Giosuè…” parole facili di un’Italia spensierata che con la ricostruzione, era il 1949, e con le voci melodiose ed un po’ ingenue del Quartetto Cetra si voleva buttare alle spalle la guerra e credeva di andare incontro ad un futuro davvero diverso da quello che oggi abbiamo di fronte e speriamo…
Penso forse qualcuno tra i più anziani, quelli che ancora leggono gli articolo e non stanno pochi secondi (si dice 11 di media!!) su una notizia, un pezzo, saltando subito ad un’altra pagina senza capire né la prima, né la seconda, né…
Allora qualche Eu-lalia, cioè: “da bel parlare, dal bel eloquio” c’era! Guardate le inchieste, le interviste giornalistiche e le risposte della gente, quella colta e quella comune, magari sul Canale 54, l’unico della RAI rimasto a fare cultura (il resto sono giochi, isole, cast, ballando con le stalle, esami inutili da dentro/fuori…Sanremo di una canzone italiana che non è mai esistita e non ha ai venduto un disco fuori dei confini nazionali, se non rarissime eccezioni e con il supporto di un centinaio di milioni di emigrati italiani e loro discendenti…)
Ma noi rituffiamoci nella santità dei secoli in cui l’Italia diceva qualcosa a livello mondiale!
Sant’ Eulalia di Barcellona,(Aulaire, Aulazia, Ollala, Eulària) (Barcellona, 290 – Barcellona, 12 febbraio 303), è stata una fanciulla che subì il martirio a tredici anni sotto Diocleziano, venerata come santa e patrona di Barcellona. A tutt’oggi vi sono delle discussioni in merito alla possibilità che si tratti della stessa santa conosciuta come Eulalia di Mérida, la cui storia è simile.
Poiché rifiutava di rinnegare la sua fede cristiana, Eulalia fu sottoposta dai romani a 13 torture fra cui:
Fu chiusa in un barile pieno di chiodi (o pezzi di vetro) e fatta rotolare in una strada identificata dalla tradizione con l’attuale Baixada de Santa Eulalia (“discesa di Sant’Eulalia).
Le furono tagliati i seni
Fu crocifissa su una croce a forma di X
Alla fine fu decapitata
Si narra che una colomba volò dal suo petto alla fine del martirio a simbolo della sua anima. Questa è un’altra somiglianza con la storia di Eulalia di Mérida, di cui però si narra che la colomba spiccò il volo dalla bocca. Esistono inoltre delle sovrapposizioni fra le torture attribuite all’una ed all’altra santa.
Tomba della Santa nella Cattedrale di Barcellona
A Barcellona Eulalia è ricordata da varie vie e statue. Il suo corpo fu sepolto originariamente a Santa Maria de les Arenes (oggi Santa Maria del Mar); fu nascosto durante la conquista araba della Spagna nel 713 e ritrovato solo nell’878. Nel 1339, fu collocato in un sarcofago d’alabastro scolpito da Lupo di Francesco allievo di Giovanni Pisano nella cripta della nuova Cattedrale di Sant’Eulalia.
Il Martirologio Romano la riporta al 12 febbraio; i festeggiamenti in onore della santa hanno luogo a Barcellona nella settimana che comprende questo giorno.
È senz’altro la santa più famosa di Spagna. La tradizione identifica in Eulalia una martire bambina. La sua morte sarebbe infatti avvenuta all’età di soli dodici anni a Mérida, in Spagna appunto, durante la persecuzione di Diocleziano, nell’inverno del 304. Di famiglia cristiana, Eulalia era stata nascosta dai parenti in una casa lontana dalla città e dalla persecuzione. Ma, forte della sua fede, la fanciulla fuggì di casa, attraversò la campagna gelata a piedi scalzi, giunse in città e si presentò al tribunale, dove la sua unica parola fu: «Credo». Ai persecutori quella parola echeggiò come una bestemmia. Dopo essere stata a lungo torturata crudelmente e orribilmente mutilata, fu posta sopra un braciere. La tradizione narra che sul luogo della sepoltura sbocciarono dei fiori bianchi, nonostante fosse pieno inverno.
Etimologia: Eulalia = donna eloquente, ben parlante, dal greco
di Daniele Vanni
#Bari
BARI
TRA LE ONDE
GOCCE D’ORIENTE
TRA LE NUVOLE
UN RAGGIO FILTRA
SULLA BARCA
UN PESCATORE TIRA LE RETI
TERRA FECONDA
CULLA DI TRADIZIONI
TU BARI MIA,
MENTRE MIRO QUEL MARE
S’ALZA UN LIEVE VENTO
SUSSURRA PAROLE
INTINTE NELL’ INCHIOSTRO DI UNA PIUMA
SEI TU POESIA
TU BARI MIA.
di Cresy Crescenza Caradonna
La festa di primavera (春節T, 春节S, chūnjiéP) o capodanno lunare – (農曆新年T, 农历新年S, nónglì xīnniánP), in Occidente generalmente noto come capodanno cinese, è una delle più importanti e maggiormente sentite festivitàtradizionali cinesi, e celebra per l’appunto l’inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese. Oltre che, ovviamente, in Cina, la festività viene celebrata in molti paesi dell’Estremo Oriente, in particolare Corea, Mongolia, Singapore, Malaysia, Nepal, Bhutan, Vietnam (dove prende il nome di Tết Nguyên Ðán), Taiwan e Giappone (in cui è stata una festività ufficiale fino al 1873) e anche nelle innumerevoli comunità cinesi sparse in tutto il mondo.
Essendo quello tradizionale cinese un calendario lunisolare, i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; di conseguenza la data d’inizio del primo mese, e dunque del capodanno, può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, evento che può avvenire fra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano. A partire da questa data, le festività durano per quindici giorni, concludendosi con la tradizionale Festa delle lanterne (元宵節T, 元宵节S, yuánxiāojiéP).

di (Cresy) Crescenza Caradonna

GIUSEPPE UNGARETTI
Ruolo e significato nella poesia italiana del ‘900
La poesia come esigente espressione di un sentire poetico in cui cercare e trovare libertà.
Di Eduardo Terrana
Ricorre oggi il 131° anniversario dalla nascita del poeta Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto, l’8 febbraio 1888, da genitori originari della Toscana, e morto a Milano nella notte del 2 giugno 1970.
L’itinerario poetico di Giuseppe Ungaretti è segnato dal notevole influsso dell’esperienza maturata dal poeta in Francia, a Parigi, dove il contatto con le avanguardie artistiche e la conoscenza, soprattutto, della poesia simbolista di Mallarmé, gli fa prendere coscienza di sé e lo rivela a se stesso.
Nello sviluppo della sua maturazione poetica è possibile cogliere tre momenti distinti:
una prima fase riconducibile all’esperienza bellica; una seconda fase riconducibile alla sua conversione religiosa; ed infine una terza fase contrassegnata dal dolore.
In tale successione creativa prendono forma e consistenza le sue raccolte poetiche, la prima delle quali è “ Il Porto Sepolto “, pubblicata nel 1916. Il titolo della raccolta si riferisce ad un porto realmente esistente nei pressi di Alessandria d’Egitto, ma ha un significato simbolico . Per il poeta “ Il Porto Sepolto “ è il mistero , l’assoluto alla cui ricerca tendere con la speranza di approdarvi come in un porto di pace.
La raccolta costituisce la testimonianza più alta e più sofferta della poesia italiana sulla prima guerra mondiale.
Anche il titolo della seconda raccolta “ L’Allegria” è allusivo. La guerra è come un naufragio della vita, i superstiti del naufragio sono presi da una sorta di ebbrezza per lo scampato pericolo e superano lo sgomento ed il dolore con la fede e la speranza di un domani migliore. Il poeta definisce l’opera un diario e precisa “non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta”, e la raccolta contiene infatti le impressioni del poeta-soldato Ungaretti, che ha vissuto in prima persona la vicenda tragica e traumatica della prima guerra mondiale.
Il fatto di condividere con gli altri soldati un’esistenza “ al grado minimo “ di vivibilità e sostenibilità ed il costante pericolo di morte comporta un sentimento di fratellanza che unisce le persone e rende coese le loro relazioni.
Sul tema della fratellanza la poesia de “ L’Allegria “ insiste molto, rappresentando una condizione esistenziale dell’essere, particolarissima e resa in una lingua poetica altrettanto essenziale ed in una metrica frantumata, dove la parola assume rilevo e valore di rivelazione , con caratteristiche oltremodo uniche ed originali.
Si afferma così nella poesia di Ungaretti un valore: la vita, e un protagonista: l’uomo, un connubio tra parola e vita che è una significativa dichiarazione di poetica.
Tant’è che nel 1942 dovendo scegliere un titolo per l’edizione di tutte le sue opere Ungaretti opterà per “ Vita di un Uomo “.
I versi della poesia “ Commiato “ sono l‘espressione di tale modo di intendere la poesia come bellezza di parola, in cui si fondono in splendida sintesi il mondo, l’umanità, la vita, i contenuti di una poesia che vuole identificarsi in un messaggio di fraternità e di amore, quale nutrimento vitale per tutti. Di fronte all’immane tragedia della guerra scatenata dalle ideologie materialiste degli uomini si fa netta nel poeta la scelta per una vera poesia che, in contrasto con il momento storico vissuto, trovi la forma adeguata per “ annunziare ed attestare la venuta, la predicazione, la passione, la crocifissione, la morte la resurrezione del Messia ”.
Ed ancora “ La poesia riafferma sempre, è la sua missione, la integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana”.
La parola è dunque per Ungaretti atto di verità, che, sfrondata di ogni termine superfluo e di ogni punteggiatura, vuole esprimere, in brevissimi versi, la verità essenziale che dimora nella profondità dell’animo e della realtà.
Ungaretti si definisce “ Uomo di pena” per l’ansia di vivere , per la coscienza della fragilità umana e la tensione verso Dio.
Vorrebbe e si sforza di sentirsi, “ una docile fibra dell’universo “, ( poesia: Fiumi ), ma avverte i limiti umani e al dolore, che è nelle cose e nella vita ,oppone amore e fratellanza.
Ricerca il poeta: la comunione con gli uomini e non l’isolamento; la fede nella religione tradizionale e non la solitudine esistenziale. Accetta la pena di vivere ma non l’angoscia del vivere.
Nelle liriche della raccolta “ Sentimento del Tempo ”, che costituisce, dopo
“ L’Allegria”, il secondo momento evolutivo della sua poesia, Ungaretti sviluppa le sue riflessioni sulla condizione dell’uomo, sul tempo e sulla morte , e le sue meditazioni religiose.
Sentimento del tempo significa sentimento del veloce scorrere del tempo, del rapido fluire delle persone e delle cose amate, da cui poi, come per contrasto , originano la nostalgia del passato ed un più forte attaccamento alla vita.
La raccolta è testimonianza anche del riaccostamento del poeta alla fede, al sentimento di Dio, in cui l’angoscia esistenziale del poeta sembra trovare finalmente quiete .
La terza fase dello sviluppo della poesia di Ungaretti è costituita da “Il Dolore”, “Un Grido e Paesaggi”, “La Terra Promessa” e il “Taccuino del Vecchio”.
Questa fase è rappresentata da poesie colme di straziante tenerezza scritte in morte del figlio e che si volge ad una fase di profonda meditazione, attraverso una rete sempre più fitta di riflessioni sul destino dell’uomo.
Ungaretti sembra guardare alla sua vita e più in generale alla storia degli uomini con il distacco, la malinconia, l’ironica saggezza dell’avanzata maturità e della vecchiaia.
Meditazione dunque dell’uomo sul vivere proprio e sul vivere di tutti , ed il cui sentimento, che pulsa forte nell’animo ed urge di essere espresso, si traduce in un canto libero, solenne, naturale.
Eduardo TerranaGIUSEPPE UNGARETTI
Ruolo e significato nella poesia italiana del ‘900
La poesia come esigente espressione di un sentire poetico in cui cercare e trovare libertà.
Di Eduardo Terrana
Ricorre oggi il 131° anniversario dalla nascita del poeta Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto, l’8 febbraio 1888, da genitori originari della Toscana, e morto a Milano nella notte del 2 giugno 1970.
L’itinerario poetico di Giuseppe Ungaretti è segnato dal notevole influsso dell’esperienza maturata dal poeta in Francia, a Parigi, dove il contatto con le avanguardie artistiche e la conoscenza, soprattutto, della poesia simbolista di Mallarmé, gli fa prendere coscienza di sé e lo rivela a se stesso.
Nello sviluppo della sua maturazione poetica è possibile cogliere tre momenti distinti:
una prima fase riconducibile all’esperienza bellica; una seconda fase riconducibile alla sua conversione religiosa; ed infine una terza fase contrassegnata dal dolore.
In tale successione creativa prendono forma e consistenza le sue raccolte poetiche, la prima delle quali è “ Il Porto Sepolto “, pubblicata nel 1916. Il titolo della raccolta si riferisce ad un porto realmente esistente nei pressi di Alessandria d’Egitto, ma ha un significato simbolico . Per il poeta “ Il Porto Sepolto “ è il mistero , l’assoluto alla cui ricerca tendere con la speranza di approdarvi come in un porto di pace.
La raccolta costituisce la testimonianza più alta e più sofferta della poesia italiana sulla prima guerra mondiale.
Anche il titolo della seconda raccolta “ L’Allegria” è allusivo. La guerra è come un naufragio della vita, i superstiti del naufragio sono presi da una sorta di ebbrezza per lo scampato pericolo e superano lo sgomento ed il dolore con la fede e la speranza di un domani migliore. Il poeta definisce l’opera un diario e precisa “non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta”, e la raccolta contiene infatti le impressioni del poeta-soldato Ungaretti, che ha vissuto in prima persona la vicenda tragica e traumatica della prima guerra mondiale.
Il fatto di condividere con gli altri soldati un’esistenza “ al grado minimo “ di vivibilità e sostenibilità ed il costante pericolo di morte comporta un sentimento di fratellanza che unisce le persone e rende coese le loro relazioni.
Sul tema della fratellanza la poesia de “ L’Allegria “ insiste molto, rappresentando una condizione esistenziale dell’essere, particolarissima e resa in una lingua poetica altrettanto essenziale ed in una metrica frantumata, dove la parola assume rilevo e valore di rivelazione , con caratteristiche oltremodo uniche ed originali.
Si afferma così nella poesia di Ungaretti un valore: la vita, e un protagonista: l’uomo, un connubio tra parola e vita che è una significativa dichiarazione di poetica.
Tant’è che nel 1942 dovendo scegliere un titolo per l’edizione di tutte le sue opere Ungaretti opterà per “ Vita di un Uomo “.
I versi della poesia “ Commiato “ sono l‘espressione di tale modo di intendere la poesia come bellezza di parola, in cui si fondono in splendida sintesi il mondo, l’umanità, la vita, i contenuti di una poesia che vuole identificarsi in un messaggio di fraternità e di amore, quale nutrimento vitale per tutti. Di fronte all’immane tragedia della guerra scatenata dalle ideologie materialiste degli uomini si fa netta nel poeta la scelta per una vera poesia che, in contrasto con il momento storico vissuto, trovi la forma adeguata per “ annunziare ed attestare la venuta, la predicazione, la passione, la crocifissione, la morte la resurrezione del Messia ”.
Ed ancora “ La poesia riafferma sempre, è la sua missione, la integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana”.
La parola è dunque per Ungaretti atto di verità, che, sfrondata di ogni termine superfluo e di ogni punteggiatura, vuole esprimere, in brevissimi versi, la verità essenziale che dimora nella profondità dell’animo e della realtà.
Ungaretti si definisce “ Uomo di pena” per l’ansia di vivere , per la coscienza della fragilità umana e la tensione verso Dio.
Vorrebbe e si sforza di sentirsi, “ una docile fibra dell’universo “, ( poesia: Fiumi ), ma avverte i limiti umani e al dolore, che è nelle cose e nella vita ,oppone amore e fratellanza.
Ricerca il poeta: la comunione con gli uomini e non l’isolamento; la fede nella religione tradizionale e non la solitudine esistenziale. Accetta la pena di vivere ma non l’angoscia del vivere.
Nelle liriche della raccolta “ Sentimento del Tempo ”, che costituisce, dopo
“ L’Allegria”, il secondo momento evolutivo della sua poesia, Ungaretti sviluppa le sue riflessioni sulla condizione dell’uomo, sul tempo e sulla morte , e le sue meditazioni religiose.
Sentimento del tempo significa sentimento del veloce scorrere del tempo, del rapido fluire delle persone e delle cose amate, da cui poi, come per contrasto , originano la nostalgia del passato ed un più forte attaccamento alla vita.
La raccolta è testimonianza anche del riaccostamento del poeta alla fede, al sentimento di Dio, in cui l’angoscia esistenziale del poeta sembra trovare finalmente quiete .
La terza fase dello sviluppo della poesia di Ungaretti è costituita da “Il Dolore”, “Un Grido e Paesaggi”, “La Terra Promessa” e il “Taccuino del Vecchio”.
Questa fase è rappresentata da poesie colme di straziante tenerezza scritte in morte del figlio e che si volge ad una fase di profonda meditazione, attraverso una rete sempre più fitta di riflessioni sul destino dell’uomo.
Ungaretti sembra guardare alla sua vita e più in generale alla storia degli uomini con il distacco, la malinconia, l’ironica saggezza dell’avanzata maturità e della vecchiaia.
Meditazione dunque dell’uomo sul vivere proprio e sul vivere di tutti , ed il cui sentimento, che pulsa forte nell’animo ed urge di essere espresso, si traduce in un canto libero, solenne, naturale.
Eduardo Terrana

pugliadaamareonline@gmail.com
di Crescenza Caradonna
Le antiche cantine di Bari vecchia “Cianna Cianne”, “Mechele u Puzze”, “u Cemece”, “u Calandridde” sono la tradizione popolare barese da salvaguardare e visitare.
Tra le stradine profumate di pulito e di ragù anche riscoprire i piccoli ma grandi luoghi tipici di Bari vecchia è come riscoprire le radici di un popolo di gente di mare che ha nel sangue l’Oriente cullato nell’Occidente.
Mare, cucina e cultura: Bari è un crogiolo d’arte e tradizione una città accogliente che negli ultimi anni si è rinnovata che ha visto un notevole aumento di turisti e degli stessi cittadini baresi che si sono riappropriati della loro bella Bari.
Perdersi tra i vicoli per poi ritrovarsi inseguendo il respiro dell’odore di salsedine proveniente da quel Mar Mediterraneo ponte di passate civiltà sempre vive e pilastri di una Bari in piena evoluzione.
Venerdì 8 febbraio, alle ore 17.00, presso il centro polifunzionale per gli studenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ex Palazzo delle Poste, si terrà il seminario inaugurale del ciclo di incontri di lettura condivisa, che darà avvio alla realizzazione del progetto “equiLibri”, anno 2019.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Bari, è rivolta agli studenti dei dipartimenti di Agraria e a tutta la comunità studentesca dell’Università degli Studi di Bari, ma coinvolgerà l’intera cittadinanza con l’intento di promuovere la funzione sociale della lettura ad alta voce e l’avvicinamento affettivo ai libri quali vettori di sviluppo culturale e comunicativo.
La manifestazione di apertura prevede un approfondimento del prof. Angelo Vacca, su “Il ruolo della dieta nella prevenzione delle malattie”, e la relazione dell’ideatrice del progetto equiLibri Ketty Zotti, che presenterà il percorso e le finalità del progetto.
Durante la cerimonia interverranno Franco Minervini, attore e regista teatrale, Norah Zapata-Prill, poetessa, Giacomo Adda, editore, Pietro Amendolara, fotografo paesaggista e Pio Tarantini, fotografo e saggista. Serafina Gelao, infine, relazionerà sugli obiettivi e sulle attività dell’associazione culturale “Banca del Tempo Vola in tempo Bari”, di cui è presidente.


Giornata Mondiale della Giustizia Sociale

MARTEDÌ 19 FEBBRAIO 2019 Ore 9.30
PALAZZO ATENEO AULA MAGNA COSSU
VIA CRISANZIO, 1 – BARI –
Ormai da vari anni è un consueto appuntamento quello della Giornata Mondiale della giustizia sociale per la STARGATE, un’occasione per riflettere su aspetti importanti della nostra società e cercare insieme di contribuire nel nostro piccolo al suo miglioramento.
Vi aspettiamo numerosi.
L’ingresso è aperto al pubblico.

Niccolò Ugo Foscolo
(Zante, 6 febbraio 1778 – Londra, 10 settembre 1827)
Dei Sepolcri di. Ugo Foscolo
-DEORUM MANIUM IURA SANCTA SUNTO (XII tab.)-
…
Ove più il Sole.
per me alla terra non fecondi uesta
bella d’erbe famiglia e d’animali.,
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l’ore future,
RICORDANDO IL GRANDE UGO FOSCOLO
ORA LE SUE OSSA SONO SEPOLTE A FIRENZE NELLA CHIESA DI
S. CROCE ACCANTO ALLE TOMBE DI QUEI GRANDI CHE EGLI AVEVA CELEBRATO NEI SEPOLCRI
by Scrittrice Poetessa BloggerのCresyの
UN ALTRO MESE CON BIBART
Le opere dei premiati continueranno ad essere esposte a partire da martedì 5 FEBBRAIO nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi dove prosegue la mostra dei Grandi Maestri “Il Neorealismo di Renato Guttuso, Luigi Guerricchio ed Antonio Bibbò”. Questi gli orari per visitarla:
Lunedì chiuso. Da martedì a domenica dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00.
Ingresso: € 5,00 intero; € 3,00 ridotto per scuole, università e over65
#nutriamocidarte #Bibart