GIUSEPPE UNGARETTI di Eduardo Terrana

GIUSEPPE UNGARETTI
Ruolo e significato nella poesia italiana del ‘900

La poesia come esigente espressione di un sentire poetico in cui cercare e trovare libertà.

Di Eduardo Terrana

Ricorre oggi il 131° anniversario dalla nascita del poeta Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto, l’8 febbraio 1888, da genitori originari della Toscana, e morto a Milano nella notte del 2 giugno 1970.
L’itinerario poetico di Giuseppe Ungaretti è segnato dal notevole influsso dell’esperienza maturata dal poeta in Francia, a Parigi, dove il contatto con le avanguardie artistiche e la conoscenza, soprattutto, della poesia simbolista di Mallarmé, gli fa prendere coscienza di sé e lo rivela a se stesso.
Nello sviluppo della sua maturazione poetica è possibile cogliere tre momenti distinti:
una prima fase riconducibile all’esperienza bellica; una seconda fase riconducibile alla sua conversione religiosa; ed infine una terza fase contrassegnata dal dolore.
In tale successione creativa prendono forma e consistenza le sue raccolte poetiche, la prima delle quali è “ Il Porto Sepolto “, pubblicata nel 1916. Il titolo della raccolta si riferisce ad un porto realmente esistente nei pressi di Alessandria d’Egitto, ma ha un significato simbolico . Per il poeta “ Il Porto Sepolto “ è il mistero , l’assoluto alla cui ricerca tendere con la speranza di approdarvi come in un porto di pace.
La raccolta costituisce la testimonianza più alta e più sofferta della poesia italiana sulla prima guerra mondiale.
Anche il titolo della seconda raccolta “ L’Allegria” è allusivo. La guerra è come un naufragio della vita, i superstiti del naufragio sono presi da una sorta di ebbrezza per lo scampato pericolo e superano lo sgomento ed il dolore con la fede e la speranza di un domani migliore. Il poeta definisce l’opera un diario e precisa “non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta”, e la raccolta contiene infatti le impressioni del poeta-soldato Ungaretti, che ha vissuto in prima persona la vicenda tragica e traumatica della prima guerra mondiale.
Il fatto di condividere con gli altri soldati un’esistenza “ al grado minimo “ di vivibilità e sostenibilità ed il costante pericolo di morte comporta un sentimento di fratellanza che unisce le persone e rende coese le loro relazioni.
Sul tema della fratellanza la poesia de “ L’Allegria “ insiste molto, rappresentando una condizione esistenziale dell’essere, particolarissima e resa in una lingua poetica altrettanto essenziale ed in una metrica frantumata, dove la parola assume rilevo e valore di rivelazione , con caratteristiche oltremodo uniche ed originali.
Si afferma così nella poesia di Ungaretti un valore: la vita, e un protagonista: l’uomo, un connubio tra parola e vita che è una significativa dichiarazione di poetica.
Tant’è che nel 1942 dovendo scegliere un titolo per l’edizione di tutte le sue opere Ungaretti opterà per “ Vita di un Uomo “.
I versi della poesia “ Commiato “ sono l‘espressione di tale modo di intendere la poesia come bellezza di parola, in cui si fondono in splendida sintesi il mondo, l’umanità, la vita, i contenuti di una poesia che vuole identificarsi in un messaggio di fraternità e di amore, quale nutrimento vitale per tutti. Di fronte all’immane tragedia della guerra scatenata dalle ideologie materialiste degli uomini si fa netta nel poeta la scelta per una vera poesia che, in contrasto con il momento storico vissuto, trovi la forma adeguata per “ annunziare ed attestare la venuta, la predicazione, la passione, la crocifissione, la morte la resurrezione del Messia ”.
Ed ancora “ La poesia riafferma sempre, è la sua missione, la integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana”.
La parola è dunque per Ungaretti atto di verità, che, sfrondata di ogni termine superfluo e di ogni punteggiatura, vuole esprimere, in brevissimi versi, la verità essenziale che dimora nella profondità dell’animo e della realtà.
Ungaretti si definisce “ Uomo di pena” per l’ansia di vivere , per la coscienza della fragilità umana e la tensione verso Dio.
Vorrebbe e si sforza di sentirsi, “ una docile fibra dell’universo “, ( poesia: Fiumi ), ma avverte i limiti umani e al dolore, che è nelle cose e nella vita ,oppone amore e fratellanza.
Ricerca il poeta: la comunione con gli uomini e non l’isolamento; la fede nella religione tradizionale e non la solitudine esistenziale. Accetta la pena di vivere ma non l’angoscia del vivere.
Nelle liriche della raccolta “ Sentimento del Tempo ”, che costituisce, dopo
“ L’Allegria”, il secondo momento evolutivo della sua poesia, Ungaretti sviluppa le sue riflessioni sulla condizione dell’uomo, sul tempo e sulla morte , e le sue meditazioni religiose.
Sentimento del tempo significa sentimento del veloce scorrere del tempo, del rapido fluire delle persone e delle cose amate, da cui poi, come per contrasto , originano la nostalgia del passato ed un più forte attaccamento alla vita.
La raccolta è testimonianza anche del riaccostamento del poeta alla fede, al sentimento di Dio, in cui l’angoscia esistenziale del poeta sembra trovare finalmente quiete .
La terza fase dello sviluppo della poesia di Ungaretti è costituita da “Il Dolore”, “Un Grido e Paesaggi”, “La Terra Promessa” e il “Taccuino del Vecchio”.
Questa fase è rappresentata da poesie colme di straziante tenerezza scritte in morte del figlio e che si volge ad una fase di profonda meditazione, attraverso una rete sempre più fitta di riflessioni sul destino dell’uomo.
Ungaretti sembra guardare alla sua vita e più in generale alla storia degli uomini con il distacco, la malinconia, l’ironica saggezza dell’avanzata maturità e della vecchiaia.
Meditazione dunque dell’uomo sul vivere proprio e sul vivere di tutti , ed il cui sentimento, che pulsa forte nell’animo ed urge di essere espresso, si traduce in un canto libero, solenne, naturale.
Eduardo TerranaGIUSEPPE UNGARETTI
Ruolo e significato nella poesia italiana del ‘900

La poesia come esigente espressione di un sentire poetico in cui cercare e trovare libertà.

Di Eduardo Terrana

Ricorre oggi il 131° anniversario dalla nascita del poeta Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d’Egitto, l’8 febbraio 1888, da genitori originari della Toscana, e morto a Milano nella notte del 2 giugno 1970.
L’itinerario poetico di Giuseppe Ungaretti è segnato dal notevole influsso dell’esperienza maturata dal poeta in Francia, a Parigi, dove il contatto con le avanguardie artistiche e la conoscenza, soprattutto, della poesia simbolista di Mallarmé, gli fa prendere coscienza di sé e lo rivela a se stesso.
Nello sviluppo della sua maturazione poetica è possibile cogliere tre momenti distinti:
una prima fase riconducibile all’esperienza bellica; una seconda fase riconducibile alla sua conversione religiosa; ed infine una terza fase contrassegnata dal dolore.
In tale successione creativa prendono forma e consistenza le sue raccolte poetiche, la prima delle quali è “ Il Porto Sepolto “, pubblicata nel 1916. Il titolo della raccolta si riferisce ad un porto realmente esistente nei pressi di Alessandria d’Egitto, ma ha un significato simbolico . Per il poeta “ Il Porto Sepolto “ è il mistero , l’assoluto alla cui ricerca tendere con la speranza di approdarvi come in un porto di pace.
La raccolta costituisce la testimonianza più alta e più sofferta della poesia italiana sulla prima guerra mondiale.
Anche il titolo della seconda raccolta “ L’Allegria” è allusivo. La guerra è come un naufragio della vita, i superstiti del naufragio sono presi da una sorta di ebbrezza per lo scampato pericolo e superano lo sgomento ed il dolore con la fede e la speranza di un domani migliore. Il poeta definisce l’opera un diario e precisa “non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta”, e la raccolta contiene infatti le impressioni del poeta-soldato Ungaretti, che ha vissuto in prima persona la vicenda tragica e traumatica della prima guerra mondiale.
Il fatto di condividere con gli altri soldati un’esistenza “ al grado minimo “ di vivibilità e sostenibilità ed il costante pericolo di morte comporta un sentimento di fratellanza che unisce le persone e rende coese le loro relazioni.
Sul tema della fratellanza la poesia de “ L’Allegria “ insiste molto, rappresentando una condizione esistenziale dell’essere, particolarissima e resa in una lingua poetica altrettanto essenziale ed in una metrica frantumata, dove la parola assume rilevo e valore di rivelazione , con caratteristiche oltremodo uniche ed originali.
Si afferma così nella poesia di Ungaretti un valore: la vita, e un protagonista: l’uomo, un connubio tra parola e vita che è una significativa dichiarazione di poetica.
Tant’è che nel 1942 dovendo scegliere un titolo per l’edizione di tutte le sue opere Ungaretti opterà per “ Vita di un Uomo “.
I versi della poesia “ Commiato “ sono l‘espressione di tale modo di intendere la poesia come bellezza di parola, in cui si fondono in splendida sintesi il mondo, l’umanità, la vita, i contenuti di una poesia che vuole identificarsi in un messaggio di fraternità e di amore, quale nutrimento vitale per tutti. Di fronte all’immane tragedia della guerra scatenata dalle ideologie materialiste degli uomini si fa netta nel poeta la scelta per una vera poesia che, in contrasto con il momento storico vissuto, trovi la forma adeguata per “ annunziare ed attestare la venuta, la predicazione, la passione, la crocifissione, la morte la resurrezione del Messia ”.
Ed ancora “ La poesia riafferma sempre, è la sua missione, la integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana”.
La parola è dunque per Ungaretti atto di verità, che, sfrondata di ogni termine superfluo e di ogni punteggiatura, vuole esprimere, in brevissimi versi, la verità essenziale che dimora nella profondità dell’animo e della realtà.
Ungaretti si definisce “ Uomo di pena” per l’ansia di vivere , per la coscienza della fragilità umana e la tensione verso Dio.
Vorrebbe e si sforza di sentirsi, “ una docile fibra dell’universo “, ( poesia: Fiumi ), ma avverte i limiti umani e al dolore, che è nelle cose e nella vita ,oppone amore e fratellanza.
Ricerca il poeta: la comunione con gli uomini e non l’isolamento; la fede nella religione tradizionale e non la solitudine esistenziale. Accetta la pena di vivere ma non l’angoscia del vivere.
Nelle liriche della raccolta “ Sentimento del Tempo ”, che costituisce, dopo
“ L’Allegria”, il secondo momento evolutivo della sua poesia, Ungaretti sviluppa le sue riflessioni sulla condizione dell’uomo, sul tempo e sulla morte , e le sue meditazioni religiose.
Sentimento del tempo significa sentimento del veloce scorrere del tempo, del rapido fluire delle persone e delle cose amate, da cui poi, come per contrasto , originano la nostalgia del passato ed un più forte attaccamento alla vita.
La raccolta è testimonianza anche del riaccostamento del poeta alla fede, al sentimento di Dio, in cui l’angoscia esistenziale del poeta sembra trovare finalmente quiete .
La terza fase dello sviluppo della poesia di Ungaretti è costituita da “Il Dolore”, “Un Grido e Paesaggi”, “La Terra Promessa” e il “Taccuino del Vecchio”.
Questa fase è rappresentata da poesie colme di straziante tenerezza scritte in morte del figlio e che si volge ad una fase di profonda meditazione, attraverso una rete sempre più fitta di riflessioni sul destino dell’uomo.
Ungaretti sembra guardare alla sua vita e più in generale alla storia degli uomini con il distacco, la malinconia, l’ironica saggezza dell’avanzata maturità e della vecchiaia.
Meditazione dunque dell’uomo sul vivere proprio e sul vivere di tutti , ed il cui sentimento, che pulsa forte nell’animo ed urge di essere espresso, si traduce in un canto libero, solenne, naturale.

Eduardo Terrana


pugliadaamareonline@gmail.com

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