COSA DOBBIAMO FARE?II Domenica d’Avvento (C).IL VAGELO SPIEGATO DA FRA UMBERTO PANIPUCCI

COSA DOBBIAMO FARE?

III Domenica d’Avvento (C).

III Domenica d’avvento o ‘in gaudere’. La liturgia permette oggi di indossare i paramenti rosacei: l’austerità del viola si stempera nel bianco della festa imminente, la solennità a cui ci si sta preparando è vicina.

Lc 3,10-18

+ quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

La risposta di Giovanni Battista, alla domanda rivoltagli dalle folle che lo seguivano, potrebbe apparire scontata al cristiano di oggi, ma non lo era affatto agli uomini di allora che avevano tutt’altra idea sull’avvento del regno di Dio. Ci si chiede come in un paese come Israele, allora occupato e privo della libertà, ci si potesse privare di risorse importanti per condividerle, piuttosto che utilizzarle per resistere, resta il fatto che Giovanni era amato dal popolo, stimato (o temuto?) dalle autorità religiose e da Erode stesso. Egli sapeva creare attorno a se un’oasi di speranza, dipingeva sui foschi orizzonti di quella gente la promessa di un’aurora imminente, tutto questo accadeva perché Giovanni creava un’aspettativa di solidarietà, non solo da parte dell’uomo, ma anche e sopratutto da Dio, attraverso il suo Messia. Anche oggi, in questi tempi resi foschi da minacce di guerra e terrorismo, spendere risorse umane e materiali per i poveri e gli afflitti, potrebbe apparire una scelta erronea, ma è proprio quello che Dio chiede sempre all’umanità: amarci reciprocamente seguendo le orme di Suo Figlio Gesù: c’è qualche altra soluzione?

+Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».+

Questo breve versetto ci rivela che allora come oggi, la corruzione delle istituzioni era un tema tristemente attuale. La risposta di Giovanni Battista è semplice: Non siate più corrotti. Sappiamo bene che essere onesti in un sistema corrotto, per di più capace di auto-legittimarsi, non è affatto facile, anzi:in certi contesti si tratta di un vero e proprio atto di eroismo. Ma è proprio di questi eroi che c’è bisogno.

+Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».+

Giovanni non si limita a condannare il peccato personale, ma non esita a riconoscerlo anche nelle istituzioni, religiose o politiche che siano. Se dunque il grande profeta cita l’esistenza di queste situazioni, vuol dire che c’erano. Succede anche oggi, nessuno può negarlo. A volte chi dovrebbe proteggerci passa dall’altra parte, disonorando l’impegno e il sacrificio di tanti che compiono eroicamente il loro dovere macchiandosi così di un doppio crimine, che oltre a colpire gli innocenti, crea sfiducia, paura e incertezza. Ho una grande stima delle forze dell’ordine e dei loro rappresentanti, e mi è difficile immaginare che possa accadere. Penso però alle continue segnalazioni di violenze che arrivano dalle carceri e per le strade di tutto il mondo, anche dai paesi, cosiddetti, sviluppati. Se poi pensiamo al continuo evolversi delle tecnologie e della conoscenze possiamo anche immaginare quanto più micidiale possano essere gli abusi del potere.

+Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.+

Giovanni Battista era un profeta molto conosciuto e famoso. Tanto da essere uno dei pochi predicatori itineranti di allora ad essere annoverato negli annali degli storici. Forse aveva in vita ancora più discepoli di Gesù e molti dei suoi erano passati a lui dopo che Giovanni lo aveva indicato come Messia, subito prima di essere arrestato e ucciso. La sua vera grandezza è stata quella di aver riconosciuto Gesù come il figlio di Dio, dichiarando nel contempo che da quel momento egli doveva ritirarsi per far “crescere” Gesù. Dice di se stesso di non essere degno nemmeno di essere suo schiavo (togliere e mettere i calzari era compito dei servi più umili). Dando così un segno molto chiaro ai numerosi discepoli che lo seguivano. Egli presenta il Messia come colui che ci “immergerà” (baptizo) nello Spirito e ne Fuoco perché abbiamo una rinascita divina. Viene presentato anche come l’unico giudice capace di discernere i buoni dai cattivi in maniera netta e chiara. Ma è anche la testimonianza incarnata del volto del Padre misericordioso, il quale, ha offerto, e offre, a tutti un tempo di Grazia.

Fra Umberto Panipucci.

Felice Domenica

BIBART Biennale Internazionale Arte Seconda edizione

BIBART Biennale Internazionale Arte 

Seconda edizione di BIBART – Biennale Internazionale d’Arte di Bari e Area Metropolitana, dal 15 dic. 2018 al 31 gennaio 2019

BIBART Biennale Internazionale Arte 'Visione e intuizione: ragione dell'Arte'

Presentata  la seconda edizione di BIBART – Biennale Internazionale d’Arte di Bari e Area Metropolitana, in programma  diffuso nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, nella sede dell’Arciconfraternita del Carmine, nel Centro Polifunzionale dell’ Università degli Studi, nel Teatro Polifunzionale Anche Cinema, ed infine nella Chiesa della Vallisa, dal 15 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019.


Il Direttore artistico di Bibart – Biennale, M° Miguel Gomez, ne ha illustrato il programma e ha motivato le scelte della mostra alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Bari, Silvio Maselli, del Direttore del D.S.M Provinciale Asl Bari, Domenico Semisa, dell’Educatore C.S.M. Area 2 ASL/BA, Maurizio Cimmino, della Curatrice di Bibart, Siria Bottazzo, del Direttore amministrativo, Saverio Fiore.


Nella Chiesa della Vallisa dove saranno esposte le opere di Renato Guttuso, Luigi Guerricchio e Antonio Bibbò.


L’esposizione sarà accompagnata da un programma di eventi che presenta alcune novità: l’istituzione del “Premio Letterario Vittorio Stagnani” dedicato al giornalista barese scomparso recentemente; la sfilata delle maschere antropologiche di Tricarico a cura della Pro loco di Tricarico; la proiezione di documentari delle Teche Rai ed il Bibart Young Contest aperto ai Licei artistici ed alle Accademie delle Belle Arti. Un connubio perfetto tra tradizione e contemporaneità.

– Direzione artistica,  M° Miguel Gomez :  E.mail  direzione@bibartbiennale.com / Tel : +39 345 511 9994




Roberto Cotroneo

Roberto Cotroneo

Immagine del profilo di Roberto Cotroneo, L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali, barba e primo piano


Roberto Cotroneo (all’anagrafe  Roberto Francesco Cotroneo)

(Alessandria, 10 maggio 1961) è un giornalista, scrittore e fotografo italiano.

Il suo primo libro è del 1991, All’Indice. Sulla cultura degli anni Ottanta. Tre anni dopo esce Se una mattina d’estate un bambino (Lettera a mio figlio sull’amore per i libri), 1994 (edizione aggiornata 2001 e 2009), dove racconta al figlio alcuni autori: da Robert Louis Stevenson a T.S.Eliot, a J.D.Salinger. L’anno successivo pubblica il romanzo Presto con fuoco 1995 (Premio Selezione Campiello); un romanzo con al centro la figura di un pianista, ispirata ad Arturo Benedetti Michelangeli e una partitura segreta di Chopin. Il secondo romanzo, Otranto, è del 1997, dedicato al Salento. L’età perfetta è del 1999. Con questo libro vince il premio Fenice-Europa.

Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome, del 2002, è invece un romanzo sugli scacchi e sugli specchi, sulla musica degli ultimi Quartetti di Beethoven. Nello stesso anno esce un saggio dedicato alla narrativa di Umberto Eco: Eco: due o tre cose che so di lui 2002. E l’anno successivo Chiedimi chi erano i Beatles (Lettera a mio figlio sull’amore per la musica) 2003. Questo amore, pubblicato nel 2006 è un romanzo romantico. Nel 2008 pubblica Manuale di scrittura creativa, dieci lezioni sulla scrittura creativa. Nello stesso anno pubblica Il vento dell’odio: romanzo sul terrorismo dagli anni Settanta al contemporaneo.

Del 2009 è la terza edizione di Se una mattina d’estate un bambino, con un nuovo capitolo dedicato a Leonardo Sciascia. A maggio 2011 esce il suo nuovo romanzo, E nemmeno un rimpianto. Il segreto di Chet Baker dove, in forma di romanzo, parla del celebre jazzista. Nel luglio del 2012 ha pubblicato una raccolta di poesie per l’editore Metamorfosi, intitolata I Demoni di Otranto.

Del 2013 è il romanzo Betty, pubblicato da Bompiani. È un giallo raccontato in prima persona dallo scrittore Georges Simenon e ambientato sull’isola francese di Porquerolles. Protagonista una donna misteriosa ossessionata dai romanzi del grande scrittore belga, che viene assassinata. Simenon per la prima volta nella sua vita dovrà improvvisarsi Maigret per scoprire il colpevole.

Nel 2014 è uscito per Utet Il sogno di scrivere, un saggio sulla scrittura e sui processi creativi che portano a raccontare storie. Un manuale di scrittura in forma di romanzo. E la sua nuova raccolta di poesia intitolata: L’innocenza dell’errore.

Nel 2015 ha pubblicato per Utet: Lo sguardo rovesciato. Come la fotografia sta cambiando le nostre vite. Un saggio sulla fotografia digitale, sul modo in cui le immagini influenzano le nostre vite e sul narcisismo dei selfie. Del 2016 è il suo ultimo volume di poesia per Metamorfosi. Un poemetto intitolato: In quest’alba dove ricomincia il tempo.

Nel 2017 ha pubblicato per Contrasto edizioni il suo primo libro che unisce le sue fotografie con i testi che le accompagnano, frutto di un lungo lavoro fatto nei musei e negli spazi espositivi, e intitolato: Genius Loci. Nel teatro dell’arte. Nel 2018 esce il suo nuovo romanzo, dopo cinque anni di lavoro, intitolato Niente di personale e pubblicato da La Nave di Teseo, sull’Italia degli ultimi trent’anni e sulla nostra identità.

Ha curato il volume delle Opere di Giorgio Bassani per la collana di classici I Meridiani di Mondadori (1998). Ha scritto saggi su Fabrizio De André (Parole e canzoni, Einaudi, 1999), e Francesco Guccini (Parole e canzoni, Einaudi, 2000).

I suoi racconti sono stati raccolti in volume nel 2009 presso Aliberti editore sotto il titolo di Adagio infinito e altri racconti sospesi. I suoi libri sono tradotti in varie lingue.

L'immagine può contenere: testo

‘ARTE IN MOSTRA’ Personale di Marisa Mola

COMUNICATO STAMPA

 

ARTE IN MOSTRA”

Personale di pittura dell’artista Marisa Mola nella città di Bernalda (MT) presso la “Sala Incontro” via Cairoli.

Vernissage martedì 18 dicembre 2018, ore 19:30

Si inaugura martedì 18 dicembre alle ore 19:30 presso la Sala Incontro di Bernalda, in Via Cairoli, la personale di pittura dal titolo “ARTE IN MOSTRA” della eclettica artista Marisa Mola, durerà fino a venerdì 21 dicembre e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13:00 e dalle ore 16:30 alle ore 21:30

Questa importante personale fa parte di una serie di mostre che l’artista ha già programmato in tutto il Sud Italia in molteplici comuni: una accurata mostra antologica che racchiude la sua ricerca pittorica. Alcune opere scelte fanno riferimento alla terra d’origine dell’artista, ai suoi colori e alla sua identità inconfondibile e spesso rappresentano anche simboli del sud come i secolari alberi di ulivo, il mare, la campagna, naturalmente artisticamente rivisitati dalla pittrice fino a giungere ad uno stile pittorico personale, unico e decisamente originale. In altri casi, invece, dall’attenta osservazione delle sue opere degli ultimi anni di produzione, emerge che l’artista Marisa Mola è sempre più impegnata verso un concreto messaggio di sensibilizzazione in difesa della natura e contro l’inquinamento che scaturisce dal cattivo comportamento dell’uomo. L’autrice, attraverso una pittorica surreale metamorfosi della figura umana, sia maschile che femminile, rende artisticamente visibile l’idea del suo pensiero in fatto di tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico. Ed ecco che, in modo fantastico, i piedi dei suoi personaggi diventano radici profuse a simboleggiare le nostre concrete “origini da difendere” mentre le braccia diventano rami che si stagliano nel cielo per rappresentare il cammino verso gli “ideali e le aspirazioni”, vale a dire, verso l’entusiasmo di voler “vivere bene e in modo salutare la propria vita”; “radici e origini”, “equilibrio e saggezza”. L’artista da anni si dedica anche alla realizzazione di opere realizzate con l’utilizzo di prodotti naturali come foglie, cortecce d’albero, e altri materiali naturali.

MARISA MOLA oltre ad essere una Pittrice professionista è anche una Cantante (in arte MOLÁ, interprete e cantautrice). In sintesi, la sua carriera artistica, è una fusione tra arte, musica e fashion racchiudendo in modo originale e inconsueto le sue passioni: pittura, canto, scrittura e moda.

Diplomata in Arti Visive e Pittura con il massimo dei voti e lode all’Accademia di “Belle Arti” di Bari, ha frequentato qualificati stage di perfezionamento in materie artistiche presieduti dagli artisti internazionali Enrico Baj e Joe Tilson. Vincitrice di concorso ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte. È stata e continua ad esserlo con successo, protagonista di numerose mostre personali, collettive d’arte e premi sia in Italia che all’estero, tra cui: Giappone, Austria, Spagna, Francia, Emirati Arabi, Germania, Istraele… Mentre nel campo musicale, ha ampliato le sue conoscenze dapprima con il M° Gaetano Piscopo (Tenore), poi con il M° Mario Rosini (Cantante, Musicista e Docente presso il Conservatorio E. R. Duni di Matera) fino a essere ammessa al CET di MOGOL (Centro di Eccellenza Universitario della Musica Popolare di Toscolano). Attualmente è impegnata in progetti musicali live con repertori di Musica Pop, Leggera, Vintage, Jazz e Classica napoletana, con una formazione musicale variabile (duo, trio, quintetto).

Una vita dedicata all’arte, alla ricerca, allo studio, alla creatività a 360°.

Organizzazione: Associazione Culturale “CLUB delle iDEE” – INFO 338.5966934 – artistamarisamola@virgilio.it

CONTATTI/INFO: pugliadaamareonline@gmail.com

ACSEMI ASSOCIAZIONE CENTRI SOCIO EDUCATIVI PER MINORII BAMBINI IN MARCIA DA ORIENTE AD OCCIDENTE

ACSEMI ASSOCIAZIONE CENTRI SOCIO EDUCATIVI PER MINORII BAMBINI IN MARCIA DA ORIENTE AD OCCIDENTE

Lunedì 17 dicembre 2018, dalle ore 15.30, i 500 bambini e bambine ospiti dei Centri Socio Educativi Diurni della Città di Bari, insieme ai loro educatori ed al Sindaco, ing. Antonio Decaro, e all’Assessoraal Welfare, Dott.ssa Francesca Bottalico, saranno in marcia da Piazza Ferrarese sino alla Cattedrale per affermare la priorità dei diritti dell’infanziae la pari dignità di tutti gli esseri umanisenza distinzione di sesso,di razza, di religione, di opinioni politiche, dicondizioni personali esociali, come afferma l’art. 3 della Costituzione Italiana.Nella Cattedrale saranno accolti da Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo della Diocesi di Bari Bitonto.I 13Centri Socio Educativi Diurni di Bari accolgono 500 bambini e bambine, e adolescenti, dai 6 sino ai 18 anni,rappresentando un presidio di aiutoe legalitàin tutti i quartieri della città. Insieme a loro ci sarannogli educatoricheogni giorno, per più di cinque oreal giorno, sabato compreso, studiano, giocano,pranzanoe svolgono attività ludiche,ricreative e laboratoriali, seguendo in ogni istante di questa comune avventura il motto degli studenti americani più volte citato da Don Lorenzo Milani: “I CARE”, cioè mi interesso, mi sta a cuore, mene importa.

La nostra marcia è un momento di condivisione con la Città ed una riflessione sull’attuale momento di disgregazione sociale che il nostro Paese sta vivendo.

I bambini e le bambine sono la Primavera di questa città, i Baresi da sempre hannofatto del principio dell’Accoglienza e della Cura un baluardo imprescindibile, anche nei momenti più difficili, costruendo ponti e mai muri.

Siete tutti invitati a partecipare

Orazio Nobile
Presidente Associazione dei Centri Socio Educativi Diurni per MinoriPerulteriori informazioni:Orazio Nobile Presidente Associazione dei Centri Socio Educativi Diurni per Minori
Tel. 333/9788506

Email acseminori@gmail.com

NEL MARE DELLE IDENTITÀ …IL VOLTO DELL’UMANITÀ

Portico dei Pellegrini

BASILICA PONTIFICIA SAN NICOLA -BARI-

Venerdì 14 Dicembre 2018 ore 17:00

Comunicato stampa-“Stai fuori?”

Comunicato stampa

“Stai fuori?” La domanda si presta a una dubbia interpretazione e gli organizzatori lo sanno. In realtà, è l’appello rivolto a tutti i giovani molfettesi che “stanno fuori Molfetta” per motivi di studio o di lavoro e che tornano per le feste natalizie.

Un appuntamento, una festa, organizzati per loro da due associazioni, Molfettesi nel mondo ed InCo-Molfetta, e da una start up nel campo della comunicazione innovativa, MoreView, con il patrocinio del Comune di Molfetta e la condivisione da parte di Inchiostro di Puglia, blog dedicato ai pugliesi fuori sede, con oltre 400.000 followers sui social.

L’idea è nata durante le serate superaffollate del Convegno dei Molfettesi nel mondo che si è svolto a settembre, a cui hanno partecipato con entusiasmo anche i ragazzi dei progetti Erasmus+, ospitati dall’associazione InCo-Molfetta. Bisognava che la città desse un segnale di attenzione anche ai “nuovi emigranti”, ai giovani che studiano e lavorano fuori regione, in altre parti d’Italia o all’estero…

E il segnale è arrivato: il 28 dicembre, alle 20.30, presso il Red – Eventi di Gusto (via Giacomo Salepico, 4), si terrà il primo party dedicato a chi sta fuori e che torna per Natale nella propria città d’origine, per trascorrere le feste in famiglia e con gli amici.

“La tua città natale ti aspetta per Natale”, si legge sulla locandina social. L’invito è aperto a tutti ed è gratuito. È però necessario registrarsi, seguendo le indicazioni riportate sull’evento pubblicato su facebook o cliccando direttamente su questo link:

https://goo.gl/mFBaij

Il programma è tutto da scoprire, è una sorpresa e sarà svelato – a poco, a poco – sulla pagina facebook di “Stai fuori?”. Al momento, si sa solo che ci saranno ospiti importanti, buona musica, buon cibo e i contributi di chi vorrà condividere esperienze e pensieri. Un appuntamento da non mancare.

Ottava edizione il Premio “Porta d’Oriente”, Cultura e Libero Sviluppo del Mediterraneo-CRESCENZA CARADONNA insignita di MENZIONE DI MERITO per la poesia

Ottava edizione il Premio “Porta d’Oriente”, Cultura e Libero Sviluppo del Mediterraneo, organizzato dall’Associazione Porta d’Oriente Presieduta dalla Professoressa Concetta Fazio Bonina.

La Premiazione “Poesia, Narrativa e Romanzo”, si è tenuta a Bari Sala delle Muse, Teatro Petruzzelli, mercoledì 12 dicembre ha Introdotto  la Presidente Vera Slepoj.

In giuria sono intervenuti i membri. Vittorio Sgarbi,Gian Arturo Ferrari, Stefano Zecchi, Valentino Losito, Lino Patruno, Corrado Petrocelli,Marisa Di Bello, Cosma Cafueri, Marina Losappio, Nicola Cutino,Michele Damiani, Angela De Leo, Angela De Tommasi, Lucia Schinzano, Mary Sellani, Enrica Simonetti. Renato Corchia

La scrittrice/poetessa CRESCENZA CARADONNA è stata insignita di  MENZIONE DI MERITO per la poesia:
“IL VUOTO NELL’ANIMA NEI SOCIAL”

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA


UNA POESIA APPASSIONATA E DOLENTE SUGLI ATTIMI DI ILLUSORIA COMPAGNIA E BREVE APPAGAMENTO CHE LA FREQUENZA DEI SOCIAL COMPORTA. BEN PRESTO SUBENTRA LA CONSAPEVOLEZZA DELL’AMARA REALTA’: “UNA SENSAZIONE DI VUOTO/T’ATTANAGLIA L’ANIMA”. E TUTTO, DOPO IL BREVE, RAPIDO SFAVILLIO DEI CONTATTI VIRTUALI, TACE. PERSINO LA TASTIERA DEL COMPUTER DISATTIVATO. RESTA VIVO SOLO IL CUORE FERITO DA TANTA SOLITUDINE.
COME NON ASSEGNARE UNA MERITATA MENZIONE A UNA POESIA COSI’ RASSEGNATA E RIBELLE INSIEME?


Accadde Oggi: Strage di piazza Fontana venerdì 12 dicembre 1969 (49 anni fa)

Accadde Oggi

Strage di piazza Fontana

venerdì 12 dicembre 1969 (49 anni fa)

Strage di piazza Fontana: In un venerdì uggioso di dicembre, Milano vive le ultime ore lavorative della settimana. Alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana la chiusura è stata posticipata di mezz’ora, come solitamente avviene in occasione della borsa-mercato degli operatori dell’agricoltura.

Nell’edificio sono presenti in sessanta, tra personale e utenti, diversi seduti intorno al tavolo ottagonale sito al centro della sala principale. Sotto quel tavolo, poco prima, una mano assassina ha nascosto una borsa nera con dentro 7 chili di gelignite (un potente esplosivo utilizzato nelle cave) e un timer impostato sulle 16.37. All’ora esatta un boato scuote la città e una pioggia di schegge di vetro investe decine di passanti.

Dentro la banca si materializza l’inferno: al posto del tavolo si è aperta una voragine e tutto intorno è un insieme confuso di marmi, vetri, documenti e corpi straziati. Muoiono sul colpo dodici persone a cui, nelle ore successive, se ne aggiungeranno altre cinque, mentre sono 86 i feriti.

L’illusione che si tratti di un atto terroristico isolato (alcuni pensano anche a una caldaia esplosa incidentalmente) svanisce presto: in meno di un’ora avvengono altre quattro esplosioni tra Milano (alla Banca Commerciale Italiana, solo in questo caso scoperta in tempo e fatta brillare dagli artificieri) e Roma (al passaggio sotterraneo di Via Veneto, davanti all’Altare della Patria e all’ingresso del Museo del Risorgimento).

Dietro tutto questo c’è un disegno eversivo ben congegnato, che fino all’inizio degli anni Ottanta precipiterà il paese in un clima di terrore e che sarà ricordato come «Strategia della tensione». Si farà largo inizialmente la pista anarchica e la notte successiva alla strage di piazza Fontana gli investigatori arresteranno diversi esponenti dei circoli anarchici milanesi.

Tra questi il ferroviere Giuseppe Pinelli che morirà due giorni dopo, precipitando dal quarto piano della Questura di Milano, in circostanze tuttora misteriose. L’episodio scatenerà una violenta campagna stampa nei confronti del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel maggio del 1972 da esponenti del movimento di sinistra Lotta Continua.

Decenni di inchieste giudiziarie e giornalistiche e sette processi (l’ultimo nel 2005) non saranno sufficienti a trovare mandanti ed esecutori della strage di piazza di Fontana, ma emergeranno con evidenza le responsabilità di gruppi eversivi dell’estrema destra e di ambienti dei servizi segreti italiani e stranieri, animati dallo scopo di instaurare, attraverso gli attentati, uno stato di polizia permanente e rendere instabile la vita democratica del paese.

A dieci anni di distanza, sulla piazza milanese sarà inaugurata una lapide commemorativa con i nomi delle diciassette vittime. Tra i film sul drammatico evento, merita una citazione Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (del 2012), premiato con tre David di Donatello.

A Roma rubate 20 pietre d’inciampo

A Roma rubate 20 pietre d’inciampo

Dedicate a famiglia Di Consiglio, nel quartiere Monti dal 2012

Sono state strappate dal selciato e rubate nella notte a Roma 20 “pietre d’inciampo” installate a via Madonna dei Monti 82 e realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig, in memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento. La denuncia arriva dall’Associazione Arte in Memoria che dal 2010 si occupa dell’installazione delle pietre nella Capitale. Le pietre rubate, dedicate a 20 membri della famiglia Di Consiglio, erano state installate il 9 gennaio del 2012.

ANSA

CONTATTI/INFO: pugliadaamareonline@gmail.com