LUCERA il video


LUCERA

il video by Cresy Caradonna

Lucera (/luˈʧɛra/, Lucére in dialetto lucerino) è un comune italiano di 33 085 abitanti della provincia di Foggia, in Puglia. Situata su un’altura isolata, nella sezione occidentale del Tavoliere delle Puglie, alla confluenza delle valli molisane e campane, Lucera fu capoluogo della Capitanata dal 1579 fino al 1806.

Fu insieme a Brindisi uno dei capisaldi della presenza romana in Puglia, città autorizzata a battere moneta e municipio dopo la guerra sociale. Alleata di Roma contro i Sanniti, Lucera venne elevata a colonia di diritto latino. È considerata antica città dei Dauni, come la definì il geografo greco Strabone e dal 1935 le è stato attribuito il titolo di città. Inserita tra le Città Europee di Eccellenza 2007 con il progetto EDEN della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è un importante centro culturale e amministrativo della provincia di Foggia e per la sua posizione strategica nel territorio conserva l’appellativo di Chiave di Puglia. Si caratterizza per la vastità del suo territorio, che la rende il trentesimo comune d’Italia e il settimo della Puglia per estensione territoriale. Seppur estesasi considerevolmente al di fuori del vecchio nucleo, Lucera affida ancora al suo centro storico il ruolo di cuore amministrativo ed economico della città , in cui trovano spazio le principali istituzioni ed attività commerciali.

Ha una vista panoramica sulla Capitanata settentrionale, dal semicerchio delle colline subappenniniche al Gargano: da tale posizione, naturalmente forte, ha tratto origine e importanza storica.

Posta su tre colli da cui domina la piana del Tavoliere, l’antica città di Lucera è stata scenario di importanti avvenimenti storici. Qui combatterono Pirro e Annibale per contrastare l’Impero Romano, e si assistette alla guerra tra Cesare e Pompeo. Nel 1934, il poeta e instancabile viaggiatore Giuseppe Ungaretti, viaggiando tra la Puglia e la Basilicata, rimase colpito dai monumenti di Lucera e in particolare dalla cattedrale, che catturò l’occhio sensibile dello scrittore italiano.
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Cresy Crescenza Caradonna

XIX FESTA DELLA LIBERAZIONE – MOLFETTA –

 

INFO/CONTATTI:
pugliadamareonline@gmail.com

Comunicato stampa

 

Torna anche quest’anno puntuale come sempre la festa di Liberazione in piazza Paradiso venerdì 27 e sabato 28 luglio che  quest’anno è giunta ormai  alla XIX edizione.

Musica , gastronomia, artigianato e ovviamente la politica con uno sguardo al nazionale discutendo con Viola Carofalo portavoce nazionale di Potere Al Popolo e Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione Comunista,di come ricostruire al sinistra a partire dall’opposizione al governo giallo-verde e, al locale,discutendo di ospedale e dintorni.

Nel corso della festa sarà possibile aderire a Potere al Popolo per tornare ad essere  protagonisti del cambiamento.

Questo il programma completo della Festa:

 

27 LUGLIO

18.00 > Inaugurazione del Mercatino e della Sala Giochi Popolare 18.30 > I GIOCHI DEI NONNI – a cura della Ludoscuola BimBumBam (Terlizzi)

19.00 > “PULCINELLA E PENNACCHIONE CONTRO IL GUAPPO DEL RIONE” Spettacolo di burattini di e con Pantaleo Annese

19.30 > Dibattito “COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE POPOLARE” intervengono:

VIOLA CAROFALO (Portavoce nazionale Potere al Popolo)

MAURIZIO ACERBO (Segretario Nazionale Rifondazione Comunista)

21.30 > “MORSI D’ANGURIA” Spettacolo teatrale di Renato Curci

22.30 > LE CAPPELLE DI RINO – Rino Gaetano Cover Band live

 

28 LUGLIO

18.00 > IL GIOCO DELL’OCA DAL VIVO a cura della Ludoscuola BimBumBam

19.00 > STORIE (e) NOTE, le fiabe utili (Fiabe musicate e piccolo laboratorio)

dalle 19.00 > SCACCHI IN PIAZZA

19.30 > “L’IMPORTANTE E’ LA SALUTE”

Assemblea pubblica sulla salute e sulla qualità della vita a Molfetta

della sottoscrizione a premi

Ore 20.30 > 2ª Sagra della Parmigiana il 28 Luglio a Molfetta

Si balla in piazza con Soballera e il Gruppo Danze Folk

Ore 23.30 ESTRAZIONE DEI BIGLIETTI VINCENTI della sottoscrizione a premi



‘A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra’ di Paolo Miggiano


 

‘A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra’

di Paolo Miggiano con il contributo di Gennaro Del Prete, martedì 31 luglio ore 21 al Palazzo della Cultura di Poggiardo (Le), piazza Umberto I

 

Come nella canzone struggente di De André, ‘Una storia sbagliata’ è quella di Federico Del Prete, un venditore ambulante nella zona di Casal di Principe in Campania, area ad alta densità camorristica, descritta in ‘Gomorra’ da Roberto Saviano. Paolo Miggiano, con il contributo di  Gennaro Del Prete, figlio di Federico, ha ricostruito le sue vicende di resistenza sociale e sindacale alla malavita, ‘A testa alta’ come recita il titolo di questa biografia eroica.

Un Ettore suo malgrado Federico, consapevole della sorte preannunciata ma non per questo si è tirato indietro, pagando con la vita. ‘Roberto fuj, vattenne via di qua. Qui al Sud è impossibile vivere come un uomo’, scriveva a Saviano, a cui replicava: ‘Robbè, io vado avanti sino in fondo o è come se non avessi fatto niente.’ Federico del Prete non accettò l’illegalità e il pagamento del pizzo per la supposta protezione criminale. Perciò si oppose con i mezzi di cui disponeva: denunce alle autorità giudiziarie, a Comuni, Prefetto, Questore, Carabinieri… a tutti quelli chiamati a contrastare le angherie e i soprusi dei clan criminali, e la corruzione che alligna negli uffici comunali preposti al controllo e alle autorizzazioni.  Fondò il Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti e aprì la sede nel centro storico di Casal di Principe, dove più forte era il malaffare. Fece opera di proselitismo fra gli altri venditori ambulanti, proclamando che non era giusto assoggettarsi in silenzio alle ingiustizie. Le reazioni e le intimidazioni non si fecero attendere. Trovò alleanze nello Stato, nella Polizia  e nella Magistratura, in Raffaele Cantore pubblico ministero. Si cominciarono ad istruire i processi contro gli ‘esattori’.

La corruzione si era annidata anche nella Polizia Municipale di Mondragone. Federico denuncia fatti e persone, circostanziando gli episodi. Persino un vigile urbano si presta a riscuotere il mal tolto. E i venditori ambulanti zitti. Ma non Federico. Lo denuncia e lo fa arrestare dopo un pedinamento. Si arriva al processo ma la sera prima, nel suo ufficio, il 18 febbraio 2002, Federico viene assassinato con 5 colpi di pistola nel suo ufficio mentre era intento a compilare dei documenti. Il processo andò avanti e il vigile venne condannato! Una soddisfazione postuma. La morte drammatica gettò lo sgomento fra i figli e fece effetto sugli altri commercianti ambulanti che si rinchiusero in se stessi e non parteciparono neppure alla cerimonia funebre. A distanza di qualche anno sarà il figlio Gennaro a voler riscattare il nome del padre e a convincere Paolo Miggiano, ex elicotterista della Polizia e coordinatore delle attività della Fondazione Pol.is, un ente costituito dalla Regione Campania  per gestire i beni confiscati alla criminalità organizzata e provvedere alle loro vittime, a scrivere questo libro per rendere omaggio al sacrificio di un uomo, che si è battuto a testa alta contro la criminalità organizzata.

Un esempio da seguire! Il libro verrà presentato al Palazzo della Cultura di Poggiardo martedì 31 luglio alle ore 21, promosso dalla Associazione Culturale Orizzonte in collaborazione con il Comune di Poggiardo. Con l’autore Paolo Miggiano parteciperanno l’Assessore al Commercio Celenia Solda, Savino Montaruli di CasAmbulanti Italia e Tommaso Lezzi di Italia Ambulante. Info: 334 3774168.

 

Poggiardo, 16/07/2018

 

 

 

                                                                                                     PAOLO RAUSA


 


“L’ITALIA CHE NON C’E’ PIU’ – ITALIA DI FINE 800 INIZIO 900” – CARTOLINA DI NAPOLI ANNO 1899


“L’ITALIA CHE NON C’E’ PIU’ – ITALIA DI FINE 800 INIZIO 900”

 

 

CARTOLINA DI NAPOLI ANNO 1899 (APPENA 119 ANNI FA) dall’archivio storico custodito dalla Sezione Provinciale ANFCMA di Bari.

APPENA 119 ANNI FA) dall’archivio storico custodito dalla Sezione Provinciale ANFCMA di Bari.

a cura Fernando Anaclerio