“L’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco”. Lo annuncia il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina su Twitter. “Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo”, sottolinea. Dopo 8 anni di negoziati internazionali, a Jeju, in Corea del Sud, voto unanime del Comitato di governo dell’Unesco per l’unica candidatura italiana, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità napoletana è unica al mondo.
Per l’Unesco, si legge nella decisione finale, “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.
La pizza, l’arte di fare la pizza, finalmente è PATRIMONIO DELL’UMANITÀ, ieri tutti hanno votato a favore dell’ITALIA promuovendola come simbolo di tradizione agroalimentare in una interminabile notte: la decisione alle 4,30 ore italiane è stata assunta dopo tre giorni di trattative in cui il risultato non era affatto scontato nonostante il voto favorevole della commissione a Parigi, la proclamazione ufficiale è prevista a Seul per Sabato 09 dicembre.
Il successo italiano tanto atteso non era affatto scontato ma come ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini è un ”Riconoscimento per Napoli e l’Italia”, finalmente ora NAPOLI ed l’ITALIA si potranno fregiare di un titolo da sempre ambito e reclamato da tutti gli italiani.
di Crescenza Caradonna