L’arte di Domenico Berardi a cura di Crescenza Caradonna


L’arte di Domenico Berardi


a cura di Crescenza Caradonna

Fior del mattino

Serrata è la strada
tra ciottoli e sassi
canto l’aurora fior del mattino

e lontana m’appar la primavera solinga
duna del cor ferito
luce ancor che si spegne,

nel ciel vagan le ovattate nubi sembrano angeli
m’incammino per la via
nell’area trasparente
di un domani baciato dal sole

nell’immensa via del ritorno
alla terra mia amata.
Inedita@2017  Crescenza Caradonna

 
DOMENICO BERARDI intervistato da DeltaTv
da Sara Chiossone


 Un artista DOMENICO BERARDI che riesce con la sua elegante leggiadria pittorica a catapultarti nel passato senza neanche aver il tempo di accorgertene


L’artista ama dipingere nelle sue tele ‘ricordi e luoghi della sua infanzia’ infatti osservando attentamente le sue opere si respira tra i colori, quella sana nostalgia che catapulta l’attento occhio in un mondo passato spensierato e bucolico ma tuttavia sempre presente ed attuale come nell’opera “La mia scuola…e mio figlio” nella quale l’artista si relaziona con l’essere uomo/padre con l’essenza  artistica/pittorica  sempre tra i suoi amati paesaggi campestri.
Emozioni e sentimenti suscitano le sue opere ma anche curiosità  tra luci ed ombre che si combinano ad arte all’infinito: uno sperimentatore che libera la mente e come ha dichiarato l’artista recentemente: “In tutti noi c’è un’artista” ed aggiungo basta liberarlo  con un pizzico di creatività ed incoscienza affinchè l’arte sia messaggio, linguaggio universale codice inequivocabile  nel crogiolo di interminabili interpretazioni.©

Crescenza Caradonna

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione
CONTATTI/INFO  :  pugliadaamareonline@gmail.com


La Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” Bari


La Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
Bari

La #Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari è di istituzione relativamente recente. Essa nacque infatti ufficialmente, il 12 luglio 1928, dalla confluenza del nucleo di dipinti (qui pervenuti in seguito alla soppressione dei conventi nella seconda metà dell’800) già conservati nella Pinacoteca annessa al Museo Archeologico Provinciale sorto nel 1875, di altri dipinti ceduti a titolo di deposito da chiese e conventi pugliesi, di opere ottenute in prestito dalle Gallerie Nazionali di Napoli e di Roma e di altre acquistate dalla stessa Amministrazione Provinciale di Bari.


Così come si presenta attualmente, la Pinacoteca fornisce un’ampia documentazione dell’arte pugliese – o in relazione con la Puglia – dall’XI al XX secolo.
Il materiale esposto comprende: una sezione medievale (sculture dei secc. XI-XV, icone pugliesi dei secc. XII-XIV); dipinti veneti provenienti da chiese della regione (sono presenti opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Giovanni Bellini, Paris Bordon, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto); dipinti pugliesi dei secc. XV-XVI (Tuccio d’Andria, Costantino da Monopoli, Andrea Bordone); dipinti napoletani o di scuola napoletana dei secc. XVI-XVIII (con opere di Marco Pino, Paolo Finoglio, Maestro degli Annunci, Andrea Vaccaro, Francesco Solimena, Lorenzo De Caro, Luca Giordano, Paolo de Matteis, Francesco De Mura, Giuseppe Bonito, Fedele Fischetti, Domenico Mondo); un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto; una raccolta di pittura dell’800 (con le prestigiose presenze di Giuseppe De Nittis, Francesco Netti, Domenico Morelli, Giovanni Boldini, Teofilo Patini, ecc.).


Notevole il nucleo di maioliche, per lo più di produzione pugliese del Sei e Settecento, pervenute in Pinacoteca attraverso la donazione De Gemmis, avvenuta nel 1957. Un anno dopo veniva invece donato il grande presepe cosiddetto Caleno (dal nome del proprietario originario), consistente in circa 500 “pastori” – presepe che, pur difforme per cronologia, materiali, qualità stilistica, vanta comunque esemplari di grande o grandissimo pregio risalenti ai secc. XVIII-XX.


 Offerta didattica
Su prenotazione si offrono visite guidate all’interno e all’esterno della Pinacoteca (centro storico), informazioni e possibilità di concordare, con gli insegnanti, oltre a quelli proposti, itinerari tematici che si inseriscano organicamente all’interno della programmazione scolastica, che concorrono a stimolare la curiosità, la capacità di osservazione e meraviglia per la conoscenza del museo da parte degli utenti della scuola di ogni ordine e grado.

 CALENDARIO MOSTRE

#MINIMOSTREinPinacoteca #pugliadaamare

24 giugno -16 luglio
“I BAMBINI E IL LORO MONDO”

19 – 27 luglio
“IL FASCINO DELL’ORIENTE NEGLI ARTISTI PUGLIESI TRA OTTO E NOVECENTO”

29 luglio -10 agosto
“FRANCESCO SAVERIO ALTAMURA E LA PITTURA DI STORIA”

12 agosto – 7 settembre
“LE DONNE DI VINCENZO IROLLI”

9 -24 settembre
“I DIPINTI MENO NOTI DI FRANCESCO NETTI”


Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”
VIA SPALATO, 19/ Lungomare Nazario Sauro, 27
Palazzo dell’ex Provincia (IV piano), 70121 Bari.

BREVE STORIA DELLE COLLEZIONI

La Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari è di istituzione relativamente recente. Essa nacque infatti ufficialmente il 12 luglio 1928, dalla confluenza del nucleo di dipinti (qui pervenuti in seguito alla soppressione dei conventi nella seconda metà dell’800) già conservati nella Pinacoteca annessa al Museo Archeologico Provinciale sorto nel 1875, di altri dipinti ceduti a titolo di deposito da chiese e conventi pugliesi, di opere ottenute in prestito dalle Gallerie Nazionali di Napoli e di Roma e di altre acquistate dall’ Amministrazione Provinciale di Bari.

Così come si presenta attualmente, la Pinacoteca fornisce un’ampia documentazione dell’arte pugliese – o in relazione con la Puglia – dall’XI al XX secolo.
Il materiale esposto comprende: una sezione medievale (sculture dei secc. XI-XV, icone pugliesi dei secc. XII-XIV); dipinti veneti provenienti da chiese della regione (sono presenti opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Giovanni Bellini, Paris Bordon, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto); dipinti pugliesi dei secc. XV-XVI (Tuccio d’Andria, Costantino da Monopoli, Andrea Bordone); dipinti napoletani o di scuola napoletana dei secc. XVI-XVIII (con opere di Marco Pino, Paolo Finoglio, Maestro degli Annunci, Andrea Vaccaro, Luca Giordano, Paolo de Matteis, Francesco De Mura, Giuseppe Bonito, Fedele Fischetti, Lorenzo De Caro, Domenico Mondo); un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto; una raccolta di pittura dell’800 (con le prestigiose presenze di Giuseppe De Nittis, Francesco Netti, Domenico Morelli, Giovanni Boldini, Teofilo Patini, ecc.).
Notevole il nucleo di ceramiche, per lo più di produzione pugliese del Sei e Settecento, pervenute in Pinacoteca attraverso la donazione De Gemmis, avvenuta nel 1957. Un anno dopo veniva invece donato il grande presepe cosiddetto Caleno (dal nome del proprietario originario), consistente in circa 500 “pastori” – presepe che, pur difforme per cronologia, materiali, qualità stilistica, vanta comunque esemplari di grande o grandissimo pregio risalenti ai secc. XVIII-XX.

Agli anni Ottanta risale l’acquisto del fondo fotografico del Cav. Vincenzo Simone (Gravina di Puglia 1892 – Bari 1968), consistente in circa 14.000 lastre in vetro da servire alla stampa di cartoline riproducenti numerose località meridionali, tra cui particolarmente rappresentate le pugliesi e le lucane.
Dal marzo ’87 è esposta in Pinacoteca la Collezione Grieco, cinquanta prestigiosi dipinti italiani del secondo Ottocento (gli artisti maggiormente rappresentati sono i macchiaioli: Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi, Giovanni Boldini, ecc.) e del primo Novecento (Pel lizza da Volpedo, De Pisis, Viani, Campigli, ecc.).
Nel 2002, ad incrementare il patrimonio della Pinacoteca, ha concorso il Banco di Napoli che ha concesso, a titolo di comodato d’uso, numerosi dipinti il cui nucleo principale è costituito da opere napoletane o di presumibile provenienza napoletana, comprese fra i secc. XVI-XIX.

Di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Bari, ma esposta dal 1957 presso il Castello Svevo di Bari, è invece la cosiddetta “Gipsoteca”, costituita da calchi delle più importanti testimonianze scultoree pugliesi, il cui nucleo principale fu realizzato per l’Esposizione Internazionali di Belle Arti di Roma nel 1911.

ORARI DI VISITA:

dal martedì al sabato 9,00 -19,00;

domenica 9-13; lunedì e festività infrasettimanali chiuso.

NUMERI TELEFONICI: 080/5412421/2/4/7; fax: 080/5583401


LA REDAZIONE  INFO/CONTATTI  :  cresy.caradonna@gmail.com

Oggi – 03/07/1900

Accadde oggi
  03/07/1900

Con Alessandro Blasetti il primo nudo al cinemaRisultati immagini per Blasetti

 

Nasce a Roma Alessandro Blasetti. Regista cinematografico, esordisce nel 1929 con Sole,  per poi dirigere Petrolini in Nerone l’anno successivo.

Regista di punta del regime, dopo Vecchia guardia, film propagandistico del 1935,che tuttavia non piace alle autorita’, prende progressivamente le distanze dall’ideologia fascista.

Nel 1941 si aggiudica a sorpresa la Mostra di Venezia con La corona di ferro, una fiaba pacifista in piena guerra mondiale, e dirige La cena delle beffe, film ricordato per il primo seno nudo del cinema sonoro italiano, di Clara Calamai, e per la battuta di Nazzari: “Chi non beve con me, peste lo colga”.

Dell’anno dopo Quattro passi tra le nuvole, piccola grande opera anticipatrice di umori e caratteri del neorealismo. Muore a Roma nel 1987.


La Redazione
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Accadde oggi 03/07/1883


Accadde oggi
 03/07/1883

“La metamorfosi” di Franz Kafka

Nasce a Praga Franz Kafka, amatissimo scrittore boemo di lingua tedesca.

Figlio di un negoziante ebreo agiato, dopo gli studi di giurisprudenza, si impiega in una compagnia d’assicurazioni. Nel 1916 pubblica il suo racconto più celebre, La metamorfosi, storia di un uomo che si risveglia nel suo letto trasformato in un enorme scarafaggio.

Muore nel 1924, di tubercolosi nel sanatorio di Kirling, vicino Vienna. Nonostante avesse disposto nel testamento la distruzione delle sue opere ancora non pubblicate, vengono pubblicati postumi un buon numero di racconti e tre romanzi incompiuti, America, Il processo, Il castello.


La Redazione
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