La Sagra della Percoca”, dal 30 luglio al 1 agosto.


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La Sagra della Percoca”
dal 30 luglio al 1 agosto

La Nuova Pro Loco di Turi, con il patrocinio della provincia di Bari e il Comune di Turi, in associazione con l’UNPLI, invita Tutti a partecipare a “C’era un volta ….. la Sagra della Percoca”, dal 30 luglio al 1 agosto.

Alle ore 19:00 di venerdì, presso il Palazzo Municipale, verrà inaugurata la sagra, con l’apertura degli Stand per la degustazione della percoca e dei prodotti tipici locali. A seguire, presso Piazza Aldo Moro, lo spettacolo musicale “Stella Grande e Anime Bianche”, con danza e musica del Salento.

Sabato 31 continua la degustazione dei prodotti tipici mentre, in Piazza Gonnelli viene presentato lo spettacolo “Compositori in … Scena”. Un concerto di musica da camera diretto dal Maestro Michele Cellaro, a cura dell’Ass. Culturale “Chi è di Scena?!”. A seguire, in Piazza Aldo Moro, tutti i curiosi potranno assistere a “Danzando sulle Ali di Iside”. Uno spettacolo di danza del ventre a cura dell’Associazione Ali di Iside.

Si chiude domenica 1 agosto questa maratona che ci tuffa nella tradizione turese. Dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e ancora dalle ore 19:00, gli stand gastronomici accoglieranno turesi e turisti in questa ultima giornata di Sagra. Alle ore 20:00, in Piazza Silvio Orlandi la “Conturband street parade” coinvolgerà tutti i suoi fans in un percorso di musica lungo le vie cittadine. Alle ore 21:30,  in Piazza Aldo Moro, l’euforico spettacolo musicale dell’Improbabilband, diretta dal Maestro Michele J. Marzella, con ospiti internazionali come Gabin Dabirè, Ana Estrela e Gning Ibu. Inoltre, animeranno le serate gli artisti di strada e, per i bambini, li attendono fantastici giochi.

Tutti i visitatori, potranno inoltre degustare la Sangria preparata con Vino locale e, per il primo classificato al Concorso “La Percoca più grossa” è prevista una vacanza per due persone offerta da Diturintur e Iperclub Vacanze.


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“La filosofia dello judo: una disciplina in crescita”

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“La filosofia dello judo: una disciplina in crescita”

Pittogramma olimpico del Jūdō

Jigoro Kano educatore giapponese è il fondatore del Jūdō , giapponese nato in un piccolo villaggio marino  Kōbe -Mikage -(città del Giappone) il 28 ottobre 1860 morì il 4 maggio 1938 nel  Mar del Giappone di polmonite su un piroscafo da un viaggio  di ritorno dal Canada.

Oggi i genitori si pongono il quesito di cosa far intraprendere ai loro figli come sport questa potrebbe essere la soluzione ai loro dubbi: iscriverli in una buona palestra dove insegnano lo judo. È una disciplina sportiva che parte da una filosofia nella quale fisico, mente e morale si combinano in una sinergia portando a sviluppare in chi lo pratica, regole e forza ben temperate canalizzandole positivamente sulla mente.

Intervistando i genitori dei piccoli sportivi se ne trae una grande partecipazione e coinvolgimento tale da capire quanto tutto ciò che ruota attorno alle palestre sia di beneficio anche a loro come educatori in primis dei loro ragazzi.

Il corpo a corpo che inevitabilmente comporta la pratica dello judo ha senz’altro un lato positivo in quanto insegna a difendersi attraverso regole ben precise  dosandone la forza in maniera dolce, non per niente “Via della cedevolezza” è una dell’interpretazioni dell’etimologia della parola stessa.

È un’arte marziale divenuta popolare negli ultimi anni in quanto salita di gradimento grazie ai numerosi judoka italiani che hanno primeggiato nei podi più alti della classifica mondiale. L’auspicio è di vedere le palestre sempre più piene e le strade sempre più vuote in quanto  tutti gli sport, ma in particolar modo lo judo, hanno salvato  molti ragazzi dalla noia quotidiana strappandoli da situazioni pericolose.

di Crescenza Caradonna

Angel’s Elisir ad Adelfia (BA)

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ESTATE ADELFIESE 2017


VARIETÀ MUSICALE CON PILLOLE DI CABARET
con GLI ANGEL’S ELISIR
di Angelo Giancola

SABATO 08 LUGLIO
Ore 21.00
Piazza Trieste
-Adelfia- BA

Angelo Giancola

sax, fisarmonica e voce

Rossella Calabria
voce e ritmi
Teresa Biancofiore
voce e ritmi
Mario Grassi
voce

Sabato 08 Luglio – Ore 21:00 Piazza Trieste (Adelfia) – Bari –


NON MANCATE

di Crescenza Caradonna

In ricordo di Margherita Hack

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Crescenza Caradonna

In ricordo di Margherita Hack

 

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Quattro anni fa ci lasciava Margherita Hack, la signora delle stelle Le stelle, le galassie, la vita extraterrestre, della cui esistenza l’astrofisica era convinta. Margherita Hack sapeva avvicinate a tutti la scienza. Ma oltre l’astronomia è stata un esempio di spirito libero.
“L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri”.
Ed proprio la materia degli astri quello che ha appassionato una delle più importanti astronome italiane. Sono passati 4 anni dalla sua scomparsa il 29 giugno 2013 dopo tanti anni di studio, divulgazione e battaglie per il nostro Paese. E’ stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico quando dal 1964 al 1987 fu a capo dell’Osservatorio Astronomico di Trieste. dando un enorme contributo alla scienza, tra ricerche e divulgazione, in particolare con gli studi delle stelle. Il 12 giugno 1922 Margherita Hack nacque a Firenze da padre protestante e madre cattolica.
Entrambi i genitori erano insoddisfatti della religione e aderirono alla Società teosofica, per la quale Roberto Hack fu per un certo periodo segretario: si tratta di una filosofia indiana molto vicina al Buddismo, che pratica il rispetto di tutti gli esseri viventi. Non imposero mai un credo religioso alla figlia che nel corso della propria vita ebbe modo di formarsi una personale opinione in merito. Nel capoluogo fiorentino frequentò il liceo, senza avere la possibilità di sostenere l’esame di maturità a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Durante l’adolescenza la Hack fu un’eccellente atleta: fu campionessa di salto in alto e di salto in lungo e giocò pure a pallacanestro. A Firenze frequentò la facoltà di fisica, laureandosi con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi, una classe di stelle che diventano più o meno brillanti, consentendo il loro utilizzo per la misura delle distanze cosmiche fino a qualche decina di milioni di anni luce. All’ Osservatorio Astronomico di Arcetri iniziò a occuparsi di spettroscopia stellare, destinata a diventare il suo principale campo di ricerca.
Nel 1944 sposò Aldo De Rosa, conosciuto da giovane in un parco di Firenze: i due furono marito e moglie per oltre settant’anni. Nel 1954 si trasferì all’Osservatorio di Merate, una succursale dello storico Osservatorio di Brera, poi nel 1964 a Trieste, dove iniziò a lavorare alla radioastronomia, lo studio delle stelle nella gamma delle onde radio. Collaborò con molte università straniere in qualità di ricercatore. Durante gli anni trascorsi all’Osservatorio di Trieste, la Hack intraprese con successo anche la carriera di divulgatrice scientifica, diventata negli anni la sua più importante attività attraverso pubblicazioni per il grande pubblico, conferenze, partecipazioni televisive.
Margherita Hack ha collaborato con numerosi giornali e periodici specializzati, fondando nel 1978 la rivista bimensile L’Astronomia di cui è stata a lungo direttore, e successivamente diresse la rivista di divulgazione scientifica e cultura astronomica
LA REDAZIONE