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PUGLIA D’AMARE

Otto novembre 1942 un  eroe brindisino perse la sua vita: Antonio Caravaggio.


08 Novembre 2019, sono passati ben 77 anni dopo quello stramaledetto 08 novembre 1942, data nella quale un altro eroe brindisino ha perso la sua vita: Antonio Caravaggio

Nato in via Cesare Braico il 24 Aprile del 1918 dal padre Pietro (lavoratore della SACA, proveniente dagli Abruzzi e Molise) e da Esterina Antonucci; successivamente al Diploma di Ragioniere (Istituto Tecnico Commerciale di BR), entra nella Regia Accademia della Regia Arma Aeronautica.                                
Terminate le annualità di Accademia, consegue il Brevetto di Pilota Militare della Regia Aeronautica Italiana con il Grado di Sotto Tenente, Ufficiale Pilota in Servizio Permanente Effettivo, Ruolo Naviganti, inoltre con specialità di Ricognitore Fotografico e Collaudatore anche di Paracaduti.                                                           
A Venezia conosce la giovinetta Palmina Meo, se ne innamora al punto da farla diventare sua moglie.                                     

Dopo aver “girato” varie Basi Aeree e Territori della nostra bella Italia, da Roma, Napoli, Caserta, al nord, di Varese, Lonate Pozzolo, Novara, Cameri, a Ghedi, Torino, etc., e poi ancora al Sud ed alla Trinacria da Catania, Palermo, Trapani, Vittoria, etc., a Taranto, Palagianello, Brindisi, Ostuni, etc. –                                                   
Con i “suoi” aerei CR 32, CR42, Ba65, BR20, S.81, S79, Macchi 200, Breda 88, Stukas JUnker 87,
etc.                                                                                                                                               
Ha partecipato a varie “Campagne di Guerra” : dalla Spagna (Aviazione Legionaria), alla Jugoslavia, all’Albania, al Mediterraneo (Francia, Grecia, Malta), per poi terminare la Sua Giovane Vita in Africa Settentrionale, dove ha combattuto in Egitto ed in Libia (Cirenaica), ultimo Aeroporto Italiano di “El Adem” a Tobruk nel Golfo di Sollum.                                                                                                                                                        

I Reparti dove ha prestato Servizio sono: (1939) 65^ Squadriglia d’Assalto, (MI FANNO UN BAFFO) e (CICOGNE Incazzate), 208^ Squadra di Tuffatori da Bombardamento, 5° Stormo Caccia Bombardieri (PICCHIATELLI), 101° Gruppo (al Comando del Maggiore Carlo RIZZI).                                                 
Nella sua pur breve Carriera e Vita, rivestendo il Grado di Sotto Tenente, con la promozione a Tenente              -pieno-, (grado non potuto rivestire perché deceduto), ha raggiunto comunque gli Onori di svolgere le attribuzioni di Capo Squadriglia e Aiutante di Volo del Comandante, guadagnando le Decorazioni al Valor Militare ed infine anche alla Memoria: ben una Medaglia d’Argento, tre Medaglie di Bronzo ed una Croce di Guerra al Merito, oltre ad un Paracadutino in oro quale Spilla d’Onore (quest’ultima per essersi fratturato una gamba nel fiume Po a Torino in occasione di un lancio quale Collaudatore anche di paracaduti). 
            

Si sacrificò per i grandi ideali della Patria!  “

                                                                                                                                                                                                                        
A seguito di una missione (volontaria?!?) per dar tempo ai colleghi e superiori di potersi difendere, viene colpito a morte da un mitragliamento aereo da parte delle preponderanti  forze  nemiche e – completamente ustionato e bruciato – perisce  (sembra) in un ospedale locale (meno di una infermeria) a Tobruk c/o “El Adem” Aeroporto Italiano ultimo nel Golfo di Sollum!                                                                                                                                                    

Dolcissimo sogno!

   «… morire sì, ma morire liberi, non bruciati; dormire per sempre sotto una zolla fresca ed una pia Croce.
Morire, ma dopo aver rivisto i familiari, abbracciati i figli, la sposa, nel proprio casolare,
in mezzo alle cose che ci furono care perché essenza della nostra vita
e riposare nel piccolo cimitero dove dormono l’eterno sonno gli avi e gli amici… »

                                                                                                                                                                                                               
Da quella maledetta data indicata nell’08 Novembre 1942 (presunta), le Sue Spoglie sono sempre rimaste dove erano state sepolte, in Libia a Tripoli nel Sacrario Militare Italiano.                                                                                                     
Ciò perché, nonostante le richieste della sposa (anche per conto del figlio) alle Autorità dello Stato Italiano (divenuto nel frattempo Repubblica), le risposte sono state sempre negative perché “l‘operazione” –a loro asserire- sarebbe stata troppo costosa ed onerosa per lo Stato Italiano, progetto fattibile solo tramite fondi privati ad esclusivo carico proprio (sic!) negando così la possibilità ai Suoi cari di poter piangere e dire una preghiera sulla Sua Tomba, e quella di poter portare un fiore per ben settantasette anni!              
                                                                                              

Quelle stesse autorità statali governative che le hanno negato la “Pensione Ordinaria di Guerra” in quanto il Marito, Ufficiale Defunto, data la giovane età, non aveva ancora raggiunto il “minimo di anni di servizio” (gulp)!                              
Poi, in una data recente ma non comunicata neppure ai congiunti e/o parenti (senza conoscerne neppure quali siano le cause), la Salma è stata fatta rientrare sul suolo del territorio italiano ed è stata tumulata in quel di Bari nel Sacrario Militare Caduti d’OLTREMARE .     
                                                                                                                             
(oltretutto con il nominativo non del tutto corretto: Antonino al posto di Antonio per quanti Lo vorranno Onorare).

Esposto tutto quanto sopra, sembra logico oggi chiedere alla Sua Città natale di BRINDISI un minimo di  RICORDO, STIMA e RISPETTO, tramite la pubblicazione di questo ‘REMEMBER’ in attesa e speranza di un <“MEMORIAL”> delle istituzioni cittadine preposte, per maggiori ONORI e RICONOSCENZA da parte dell’intera cittadinanza .

Le motivazioni di alcune Sue Decorazioni sono:                                                                                          
(Croce di Guerra al Merito)
<<Per atterraggio fuori campo con aereo colpito e danneggiato in un’Azione di Ricognizione Fotografica sul territorio nemico>> ;
 (1^ Medaglia di Bronzo – Cielo della Francia, della Grecia e della Jugoslavia, giugno 1940 XVIII-aprile 1941 XIX.)
<<Pilota da bombardamento in picchiata, capo pattuglia arditissimo, conduceva la propria formazione all’attacco a volo radente ed in mitragliamenti di muniti apprestamenti nemici con sereno sprezzo della violenta reazione contraerea che più volte colpiva il suo apparecchio.             
                                                                                                                                                

In un ardito attacco ad un aeroporto, effettuato lo sgancio a tuffo, malgrado l’intensa reazione, permaneva sull’obiettivo sino al termine delle munizioni, contribuendo efficacemente alla distruzione di alcune rimesse di aerei e di apparecchi ad suolo>>;                                                                                                                                                                 
(Altra Medaglia di Bronzo – Cielo del Mediterraneo, luglio – novembre 1941)
<<Con apparecchio da bombardamento in picchiata, effettuava ardite azioni  notturne di bombardamento a tuffo su munita base nemica, incurante della violentissima reazione nemica contraerea, dell’attacco di caccia nemici, dell’azione abbagliante dei riflettori. In un attacco su formazione navale, pur essendo in precarie condizioni di volo, dato il cattivo funzionamento di  un comando, sfidando la violenta reazione contraerea, effettuava il tuffo con sgancio a bassissima quota, contribuendo efficacemente all’affondamento di una nave di grosso tonnellaggio ed al danneggiamento di un incrociatore corazzato>>  ;          
                                                                                                                                                           
(Medaglia d’Argento – Cielo dell’Egitto, 1° luglio – 8 novembre 1942).
<<Provato e capace Pilota, si distingueva per coraggio ed ardimento in un nuovo ciclo operativo portando la sua precisa offesa, con volo a tuffo, su munite basi nemiche.     
                                                                                                                                                                                         
Nel corso di una violenta battaglia, nel tentativo di condurre a termine una missione, veniva colpito a morte da mitragliamento aereo.>>    

di Piero Caravaggio


Castel del Monte Comune di Andria Provincia di Bari

Castel del  Monte
Comune di Andria
  Provincia di Bari

Il castello è costruito direttamente su un banco roccioso, in molti  punti affiorante, ed è universalmente noto per la sua forma ottagonale.  Su ognuno degli otto spigoli si innestano otto torri della stessa forma  nelle  cortine murarie in pietra calcarea locale, segnate da una cornice  marcapiano,  si aprono otto monòfore nel piano inferiore, sette bifore ed una sola trifora, rivolta verso Andria, in quello superiore.

  Il cortile, di forma ottagonale, è caratterizzato, come tutto  l’edificio, dal contrasto cromatico derivante dall’utilizzo di breccia  corallina, pietra calcarea e marmi; un tempo erano presenti anche  antiche sculture, di cui restano solo la lastra raffigurante il Corteo  dei cavalieri ed un Frammento di figura antropomorfa.

In  corrispondenza del piano superiore si aprono tre porte-finestre, sotto  cui sono presenti alcuni elementi aggettanti ed alcuni fori, forse  destinati a reggere un ballatoio ligneo utile a rendere indipendenti  l’una dall’altra le sale, tutte comunicanti tra loro con un percorso  anulare, ad eccezione della prima e dell’ottava, separate da una parete  in cui si apre, in alto, un grande òculo, probabilmente utilizzato per  comunicare.
Le  sedici  sale, otto  per  ciascun  piano, hanno   forma trapezoidale e sono state coperte con un’ingegnosa soluzione. Lo  spazio è ripartito, infatti, in una campata centrale   quadrata    coperta  a  crocièra  costolonata,  ( con  semicolonne    in   brèccia    corallina a pianterreno e pilastri trilobati di marmo a quello  superiore), mentre i residui spazi triangolari sono coperti da volte  a  botte ogivali.
Le chiavi di volta delle crociere sono diverse fra loro, decorate  da  elementi  antropomorfi ,  zoomorfi  e fitomorfi.

Il collegamento fra i due piani avviene attraverso tre scale a chiocciola inserite in altrettante torri.

Alcune di queste torri accolgono cisterne per la raccolta delle acque  piovane, in parte convogliate anche verso la cisterna scavata nella  roccia, al di sotto del cortile centrale. In altre torri, invece, sono  ubicati i bagni, dotati di latrina e lavabo, ed affiancati  i
tutti  da un piccolo ambiente, probabilmente utilizzato come  spogliatoio   o    forse   destinato  ad  accogliere vasche per abluzioni, poiché la cura  del corpo era molto praticata da Federico II e dalla sua corte, secondo  un’usanza tipica di quel mondo arabo così amato dal sovrano.
Grandissimo interesse riveste il corredo scultoreo che, sebbene  fortemente depauperato, fornisce una significativa testimonianza  dell’originario apparato decorativo,un tempo caratterizzato  anche  dall’ampia gamma cromatica dei  materiali
impiegati: tessere musive,  piastrelle maiolicate, paste vitree e dipinti murali, di cui fra la  fine del ‘700 ed i primi dell’800 alcuni scrittori e storici locali  videro le tracce, descrivendole nelle loro opere.

Attualmente  sono ancora presenti le due mensole antropomorfe nella Torre del  falconiere, i telamoni che sostengono la volta ad ombrello di una delle  torri scalari ed un frammento del mosaico pavimentale nell’VIII sala al  piano terra. Nella Pinacoteca Provinciale di Bari sono stati  temporaneamente depositati, invece, due importanti frammenti scultorei,  raffiguranti una Testa ed un Busto acefalo, rinvenuti nel corso dei  lunghi restauri, che non hanno restituito alcuna traccia, invece,  della  vasca ottagonale posta al centro del cortile, citata da alcuni studiosi  del secolo scorso.   (M.T.)


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CARTOLINE ANTICHE: TEATRO MARGHERITA DI BARI

Questa è una storica cartolina del teatro Margherita, notate la passerella per entrare poichè isolato nel mare. Ha subito molti alti e bassi fino alla chiusura. Oggi dopo lunghi restauri ha cambiato il modo d’ uso.


di Giuseppe Fiore


LA FIERA DEL LEVANTE 1930 1936

BARI

FIERA DEL LEVANTE

ERA TANTO TEMPO FA

La Fiera di “ieri” com’era? Dall’archivio A.N.F.C.M.A.: ingresso Fiera e suo interno nel 1930 (1^ Edizione della Fiera). Inaugurazione del 1936 con Umberto di Savoia (ultimo Re d’Italia).

di Fernando Anaclerio