“Il tuo cuore è come il mare” presentazione libro di Bianca Guaccero

Per il “Parco delle Arti” PROGETTO COMUNALE BITONTO CITTA’ DEI FESTIVAL: VIAGGI LETTERARI NEL BORGO VIII EDIZIONE

BIANCA GUACCERO

presenterà il suo libro:

“Il tuo cuore è come il mare.
Lettera a mia figlia Alice sulla vita e sulle favole (e su come nasce una perla)”, Mondadori Rai Eri Edizioni

Interverrà il Sindaco di Bitonto, dottor Michele Abbaticchio

SABATO 20 APRILE 2019

– Alle 18.30 presso il Teatro Traetta di Bitonto (Bari)

IL LIBRO:
Rivolto al cuore di tutte le figlie e di tutte le madri.
Una madre sa essere tale anche se una star.

Una donna di successo, bella e affascinante, con molto talento, sembra una donna irraggiungibile. E soprattutto invincibile. Sembra che niente possa turbarla, mai. Eppure la vita, con la sua altalena di occasioni e delusioni, insegna che non è così e che le star sono donne, o uomini, proprio come tutti.
Insomma, la vita non è una fiaba, per nessuno, ma “le fiabe hanno lo stesso linguaggio dell’amore”. Ed è proprio attraverso il linguaggio delle fiabe e del suo amore di madre che Bianca Guaccero si racconta a sua figlia in questa lunga, appassionata e spassionata lettera, intima ma in qualche modo universale – perché i suoi ideali destinatari sono tutte le madri e tutte le figlie – e che si fa vademecum tenero e sincero per affrontare a viso e cuore aperti le gioie e i dolori, le vittorie e i fallimenti, le scelte e le decisioni che la vita inevitabilmente ci riserva.

L’AUTRICE:
Bianca Guaccero è uno dei volti più noti del cinema e della televisione di questi anni: attrice di film e serie tv di successo, tra cui Capri, Assunta Spina, Il caso Tortora, Sotto copertura, In punta di piedi. Per il teatro tra l’altro ha interpretato Poveri ma belli insieme a Massimo Ranieri e Una vita da strega. Ha condotto il “Festival di Sanremo” nell’edizione del 2008 con Pippo Baudo. Attualmente è la conduttrice di “Detto fatto”, trasmissione quotidiana di successo del day time di Rai 2.

A cura del “Circolo dei lettori”

Ingresso libero

L’opera “Work in Progress” di Azio Speziga

L’opera “Work in Progress” di Azio Speziga

 

L’opera “Work in Progress” è un manifesto nel senso più letterale del termine. È un manifesto perché manifesta e rende palese la cifra stilistica dell’artista ed è un manifesto perché rende intellegibile le intenzioni, le dichiarazioni e la volontà dello stesso.

L’opera, come in un interrogatorio, ci punta in faccia un riflettore, ci acceca con una luce fredda e tagliente ed il suo autore, al secolo Azio Speziga, come un risoluto poliziotto, come un accigliato inquirente ci tormenta con una serie interminabile di domande. Non possiamo eluderle, non possiamo evitarle, non possiamo scappare e, cosa più importante di tutte, non sappiamo cosa rispondere. Siamo fregati! L’unica cosa che possiamo fare è ammettere la nostra inettitudine, confessare le nostre colpe e accettare la sentenza, sperando nella clemenza della corte.

 



Azio Speziga (classe 1945): abbandona gli studi da geometra e si dedica alla pittura, sperimenta con successo ed entusiasmo varie tecniche. Fin dall’inizio predilige uno stile materico ed inserisce diversi materiali sui suoi quadri: sabbia, cemento, resine, colle, tempere, china, catrame e materiali di riciclo.
Il risultato sono opere che si caratterizzano per pochi elementi visivi, ma che condensano e fanno esplodere una espressività carica di sentimenti, emozioni e vita vissuta.
Sulla scena artistica nazionale da oltre mezzo secolo, partecipa a innumerevoli mostre e prestigiosi concorsi in tutta Italia rimanendo sempre un artista indipendente; Azio Speziga è apprezzato anche all’estero e alcune sue opere sono presenti anche a New York.

Da segnalare, i riconoscimenti ricevuti alla Biennale di Roma, alla XXIX Edizione di Arte Padova nel 2018 ed all’ultima BIBART di Bari nel 2019. Lavora nel suo atelier a Casamassima (BA).

http://www.smarknews.it/smark/la-copertina-dartista-work-in-progress/?fbclid=IwAR0yPRU4JIuFhgv_iV6s0o4HMI39qQ4icRKmS_O73c_0ETexNSByDGgJpuA

Insignito di MENZIONE SPECIALE ALLA CARRIERA ARTISTICA con la seguente motivazione: ‘Per la creatività volta alla valorizzazione del territorio pugliese nel mondo 2019’ dal giornale online PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE dir. Crescenza Caradonna.


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Per informazioni e per contattare l’artista Azio Speziga:

Facebook: www.facebook.com/azio.speziga

www.facebook.com/ilcovodellartista

E.mail: aziospeziga@gmail.com

Studio d’arte e galleria “Il Covo dell’Artista”, Centro Storico, Piazza del Popolo, n° 1, Casamassima (BA).


Gravina, scrigno di bellezza

Gravina, scrigno di bellezza
nei miei scatti d’amore

storia di Gravina

A 56 km da Bari, sulla statale per Potenza, e a 30 da Matera, Gravina, antico centro cerealicolo e vinicolo, si apre alla storia già dall’VII secolo a.C., come testimoniano i ritrovamenti archeologici. Ai margini della Peucezia, subì dapprima l’influsso della Magna Grecia, poi fu occupata da Roma. Stazione di rifornimento sulla via Appia, fu facile preda dei visigoti di Alarico e dei vandali di Genserico nel V secolo d.C.

La distruzione dei centri abitati, uno sul pianoro della collina di Botromagno e l’altro sul ciglio del burrone, spinse le popolazioni a rifugiarsi nel sottostante burrone, gravina, dove alle grotte preesistenti aggiunsero di nuove adibendole ad abitazioni. Nasceva così la civiltà, cosidetta “rupestre”, che vide il fiorire di chiese scavate dall’uomo nel tufo. Legata alla storia della regione, dovette subire il dominio di bizantini, longobardi e saraceni. Nel frattempo gli abitanti si erano spostati sul fianco destro del burrone.

Con l’avvento dei normanni, prima, e degli svevi di Federico II subito dopo, la città conobbe un periodo di prosperità e di autonomia che, purtroppo, dovette perdere con gli angioini.

Con l’arrivo degli aragonesi, Gravina, contea dal tempo di Umfrido di Altavilla (secolo XI), fu affidata a Francesco Orsini, senatore romano. Si era agli inizi del XV secolo, e da quel momento la città divenne fiorente e si arricchì di monumenti di gran pregio. Con la partenza degli Orsini, (inizio ottocento) perdette il primato che l’aveva contraddistinta nella storia della Puglia.

Gravina, oggi, offre agli occhi del visitatore uno scenario straordinario nei suoi esotici e misteriosi paesaggi e la visione di opere d’arte di indiscutibile pregio: piazze, chiese, musei e biblioteche.



di Carlo Centonze



Il centro di Gravina in Puglia ha un volto nascosto. Sotto l’abitato, si conserva in ottimo stato un mondo sotterraneo fatto di cunicoli, cantine, chiese rupestri, granai, forni seicenteschi. Da piazza Benedetto XIII partono le scalinate che conducono ai quartieri più antichi, tra le case medievali e le chiese rupestri, tra cui la più importante è quella dedicata al patrono, San Michele. L’esplorazione della civiltà rupestre di Gravina continua nel Museo Pomarici Santomasi, che custodisce importanti reperti come gli affreschi della Cripta rupestre di San Vito Vecchio



Crescenza Caradonna

Il “Premio don Tonino Bello” a don Luigi Ciotti

Il “Premio don Tonino Bello” a don Luigi Ciotti con una cerimonia a Palazzo Marino sede del Comune di Milano, sabato 16 marzo alle 17

Associazione Regionale Pugliesi di Milano e Fondazione don Tonino Bello di Alessano (Le), città natale del Vescovo di Molfetta nonché presidente nazionale di Pax Christi, ora in odore di santità, hanno istituto un premio da assegnare a personaggi che si sono distinti nel campo della generosità verso gli ultimi, secondo la dottrina di don Tonino.  Alla sua prima edizione la scelta è caduta su don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, da sempre in prima linea contro le mafie. Fra l’altro suo amico e alla cui tomba si è più volte recato per confidare le sue pene di uomo di lotta e di carità.

Si è associato alla cerimonia il presidente del Consiglio del Comune di Milano, Lamberto Bertolè, che così schiera in primo piano la città di Milano come baluardo nella lotta contro la criminalità organizzata e per l’accoglienza, come ha dimostrato la recente manifestazione ‘People, prima le persone’ del 2 marzo scorso con la partecipazione di 200 mila milanesi. Il premio sarà assegnato sabato 16 marzo alle ore 17 a Palazzo Marino (piazza della Scala, 2). Prenderanno la parola il presidente dell’Associazione Regionale Pugliesi, il generale Camillo De Milato, e il presidente della Fondazione don Tonino Bello, Giancarlo Piccinni. Don Luigi Ciotti, umile e devoto religioso, non nasconde il suo orgoglio di uomo in lotta per la giustizia sociale e anche la contentezza di ricevere per primo il premio intestato ad un suo vecchio compagno d’armi per la fede e la carità cristiana. Il Premio, pensato per offrire un riconoscimento a persone che si sono distinte per l’impegno nella solidarietà e nel volontariato, nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione e per aver operato in favore dell’inclusione sociale, della cooperazione internazionale, della tutela dei minori e della promozione delle culture e della convivialità tra i popoli, non poteva scegliere testimone più significativo per la sua iniziazione.

Milano, 11/03/2019

                                                            Paolo Rausa