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Premiazione dei primi classificati
presso:
GLOBALART Galleria d’Arte
Noicattaro (BA)
”PRIMI PREMI EX AEQUO”
-articolo di Crescenza Caradonna-
Personale di Maria De Marzo
Sculture di Donato Ungaro
Opere di Rocco Calabria
Premiazione dei primi classificati presso GLOBALART Galleria d’Arte – Noicattaro di Rosa Didonna
Venerdi 18 Maggio
Noicattaro (Bari)
Curatrice Mostra Rosa Didonna
Rosa Didonna ha una spiccata intuitività creativa, ella riesce a realizzare opere inedite che vanno dalla pittura alle installazioni per poi spaziare in performance e sculture. L’artista sa sorprendere e stupire il fruitore, andando oltre la razionalità delle cose, offrendo, nuovi orizzonti, nuovi scenari colorati e sensuali.
Come una pulzella, si mette in gioco divenendo lei stessa capolavoro del passato e del presente futuro.
(Francesco Toledo)
GLOBALART Galleria d’Arte – Noicattaro di Rosa Didonna
Vernissage : 18 Maggio ore 19,30
Interventi della critica d’arte letteraria convegnista Baronessa Elisa Silvatici
Poesie di Diego Iurilli,Vittorio Del Vecchio, Crescenza Caradonna, Sasa Milivojev, Vito Amati, Vito Giuss Potenza
La mostra è visitabile dal 18/ 05/ 2018 al 26/
05/ 2018 – orari di visite 9.00-12.00 -17.00 -20.30
La personale di MARIA DE MARZO
“TRANSVERSALITY”
“Il Narcisismo e la capacità di amare e sapersi amare con semplicità
Motivazione: Compendio di ritratti al femminile ricco di carica emozionale che consente allo spettatore l’assimilazione dei vari elementi, che vanno dalla brevità del tratto e dal carattere deciso, allo stile, curato, fluido di tempi lontani. L’opera si impone per la struttura complessiva che per l’accostamento cromatico tra il rosso e le varie sfumature del grigio appropriato dei cori.
Io Rosa Didonna in qualità di gallerista ed esperta d’Arte ritengo che il colore alternato, della pittura di Maria De Marzo, non è uno strumento accessorio, esso è una scelta che l’artista ritiene necessaria e che funge da distintivo di riconoscimento per la sua arte, anzi aggiungerei una valutazione per l’artista identificandosi nel disegno e nel chiaroscuro del colore, quasi a imitare i maestri del Rinascimento. Le cromatiche sono composte in un equilibrio delineato quasi minuzioso, cesellato con la scrupolosità dell’orafo. I colori prescelti sono spiccatamente antinaturalistici,urlanti aderenti al tema narcisistico.
I primi che hanno giocato con il colore come strumento principale dell’espressione:sono Matisse, Derain, Munch, Marc, Nolde, Ensor, Schiel hanno realizzato opere con un’esuberanza,di una sensualità dei colori che tuttavia non si può comprendere senza un riferimento ai colori del Mediterraneo a cui l’artista De Marzo ha pensato bene di ispirarsi, alla cui forza generazionale cercando di coglierla e fare sua la maestranza donando prestigio alla pittura figurativa.
Eleggere il colore a vero e proprio “codice” significa che esso è un sistema linguistico autonomo identificabile solo per la De Marzo.
Quando ci si trova di fronte alle sue opere si ha proprio questa impressione: di un’enorme energia sapientemente controllata, meticolosamente guidata.
C’è un procedimento costruttivo, di lenta e accurata esecuzione nelle pitture composte da elementi in evidenza, il concetto è quello di fare immaginare il lavoro artigianale delle mani che costruiscono un manufatto, dando tono accanto a tono, fare sì che l’impulso sia soggiogato dalla ragione e la passione venga sottoposta al filtro della mente.
Qui riemerge, in altra veste e come trasmutata, la forma mentis acquistando nello studio un progetto per cui la razionalità presiede alla creazione.
L’artista può spingersi a misurarsi anche con il grande formato è un mio suggerimento che vorrei proporre in modo più ambizioso e complesso da gestire ma che penso bene lei saprà avere risultati convincenti.
Le sue tarsìe cromatiche allora si dispiegherebbero, si spianerebbero, assumendo un ritmo più largo e meno concitato da essere più a misura d’uomo. Chi guarda però non può fermarsi a una degustazione ravvicinata della pittura: si perderebbe di assaporare la forza dell’intero, che non si esaurisce affatto nella celebrazione del colore e appunto della forza della pittura, ma dietro ogni opera sarà inserita una trama fitta che appena si deve intravedere per quanto possa giungere sulla soglia della forma un grande soggetto.
L’artista Maria De Marzo tuttavia si addentra in questo percorso con la mostra personale, vincita del X Concorso Internazionale Globalart 2018 Il Narcisismo e la capacità di amare e sapersi amare con semplicità a cura della dott.ssa Rosa Didonna mostra dal titolo “TRANSVERSALITY” visitabile dal 18/ 05/ 2018 al 26/ 05/ 2018 alla Globalart Galleria d’arte Contemporanea via Ugo Foscolo 29 Noicattaro (Ba), convinta della necessità del soggetto narcisista per cui ha scaturito la vincita del concorso, derivante dai concetti contemporanei , perché questa mostra ha quel sapore di complessità di visione e di stratificazioni che è fondamentale per comprendere la poetica dell’artista.
Esporre questi dipinti significa liberare narrazioni compresse, in attesa di dispiegarsi e di parlare a voce alta ed essere disposti a un contatto potenzialmente destabilizzante ma significativo tra le forme. Maria De Marzo nasce a Bari nel 1969, dove dipinge con grande passione,l’amore per il colore e la forma, la spingono sin da bambina a dedicarsi a una ricerca continua di sperimentazioni tra l’altro prediligono le figure di donna autobiografiche dove traspare la sensualità e la femminilità comprese di emozioni, nonché l’emblema della stessa.
La personale dello scultore DONATO UNGARO
“La scultura dagli archetipi”
Motivazione : Scultura classica che dimostra la necessità onirica dell’arte dove gli altri esistono solo in funzione di se stessa. Una rappresentazione in grado di indicare nuove possibilità combinazioni compositive attraverso un severo registro di chiusure e aperture, molto spesso si nota un diverso contenuto situato in zone di passaggio di una evidente tridimensionalità.
La scultura in legno d’ulivo è uno dei più antichi mestieri ancora esercitati al giorno d’oggi. La nostra regione è nota per i suoi accoglienti alberghi sculture naturali dell’antico ulivo. Per molte centinaia di anni i contadini hanno utilizzato l’ulivo per costruirsi utensili per la loro difesa naturale, in seguito adattati a sculture. Posate, taglieri, stoviglie e piatti erano spesso prodotti e poi utilizzati per uso personale oppure offerti in vendita sui vari mercati dell’epoca. Con il progresso,gli strumenti adatti e le capacità di lavoro sempre più sofisticate, il procedimento di scultura si è allontanato dalla domanda di lavoro puro per dirottarsi in elaborati artistici elegantemente stravaganti, oggetti sacri e profani rivolti ai nuovi acquirenti, da collocarsi sia in area borghese che clericale, unitamente alle sculture lignee, angeli e crocifissi venivano prodotti articoli per la casa, come giocattoli, scacchiere e scacchi, orologi o decorazioni per le abitazioni.Al fine di preservare le conoscenze acquisite da queste generazioni di artigiani ed intagliatori, diverse scuole d’arte sono state aperte in varie zone del mondo affinchè si insegnassero hai futuri giovani le diverse e preziose tecniche di lavorazione,ancora oggi molte opere d’arte di legno sono spesso prodotte in casa. Attualmente i processi di lavorazione sono fondamentalmente semplificati dai moderni macchinari, fortunatamente vi è ancora una elevata percentuale di lavoro manuale nella preparazione, completamento e finitura dei prodotti, caratteristica che conferisce alle figure in legno una personalità unica ed esclusiva. A questo proposito Rosa Didonna in qualità di Art Director osa citare i grandi maestri che hanno lavorato il legno dopo Brancusi, dopo Calder, , quindi dopo Arp Mirò. Oserei dire forse azzardato che si sente l’influsso e l’immaginazione dell’artista Donato Ungaro nelle opere che presenta dal 18/05/2018 al 26/05/2018 alla Galleria d’arte contemporanea
Si nota lo stile che un pittore come Mirò affida ai colori puri per trasmettere quell’emozione surrealista e una elevata perizia tecnica. L o scultore Ungaro trasferisce questa tecnica in una dimensione surrealista. Il suo messaggio è di doppiare la natura attraverso l’artificio dell’arte. Quindi è qualcosa che, anche soltanto per la scelta della tecnica, richiede un impegno molto elevato. L’artista Ungaro crea e trasforma il legno dandogli un’anima umana che vibra e sente con una ricerca dell’infinito,cercando di identificarsi, di ritrovarsi in stati ed emozioni dei più e profondi sentimenti. Le impressioni d’ordine estetico non offrono all’osservatore un altro mondo ma un mondo come desidera lui, come lo immagina lui, in cui il soggetto, l’imitazione, l’espressione, l’idea sono sulle più alte cime dell’aspirazione. Un vero artista può creare spontaneamente o deliberatamente nel primo caso si tratta dell’immaginazione, nel secondo della sua fantasia intesa a trasformare la realtà in maniera creativa. Mi sembra che anch’egli possa stare in questa idea di recuperare, cioè gli archetipi dell’arte hanno creato nei secoli e s’intona perfettamente nel mondo contemporaneo ed è in sintonia con i grandi artisti che lo hanno preceduto. L’esperienza d elle sue mani danno vita, producono,creano è combina qualcosa di diverso.
Donato Ungaro: nato in Francia e residente a Taviano, ha maturato nel corso di decenni un senso dell’estetica e della plasticità scultorea di elevato valore;plasma gli elementi della sua terra, legno e ulivo, in varie opere che passano dal figurativo all’informale.
Nelle opere di Ungaro – dichiara la nota gallerista ed esperta d’arte Rosa Didonna, Art Director Globalart di Noicattaro – si sente l’influsso dei grandi maestri che hanno lavorato il legno, Brancusi, Calder, Arp Mirò. Si nota lo stile che un pittore come Mirò affida ai colori puri per trasmettere quell’emozione surrealista e una elevata perizia tecnica. Lo scultore Ungaro trasferisce questa tecnica in una dimensione surrealista. Il suo messaggio è di doppiare la natura attraverso l’artificio dell’art, è qualcosa che anche soltanto per la scelta della tecnica richiede un impegno molto elevato. L’artista crea e trasforma il legno dandogli un’anima umana che vibra e sente con una ricerca dell’infinito, cercando di identificarsi, di ritrovarsi in stati ed emozioni dei più profondi sentimenti. Le impressioni d’ordine estetico non offrono all’osservatore un altro mondo, ma un mondo come desidera lui, come lo immagina lui, in cui il soggetto, l’imitazione, l’espressione, l’idea sono sulle più alte cime dell’ispirazione. Un vero artista può creare spontaneamente o deliberatamente, nel primo caso si tratta dell’immaginnzione, nel secondo della sua fantasia intesa a trasformare la realtà in maniera creativa. Mi sembra che anch’egli, Donato Ungaro, possa entrare artisticamente in questa idea di recuperare gli archetipi dell’arte. Egli s’intona perfettamente nel mondo contemporaneo ed è in sintonia con i grandi artisti che lo hanno preceduto. L’esperienze delle sue mani danno vita, producono creano qualcosa di diverso”.
La personale dell’artista ROCCO CALABRIA
L’ESPRESSIONISTICO PITTORICO
Motivazione: Uno uso pittorico quello dell’artista Rocco Calabria ,attraverso oscillazioni di zone urbane, quasi scandite da un metronomo interiore, in linea con una solitudine metropolitana. La sua pittura ha un percorso lineare compiuto in un circolo mentale che con consapevole comunicazione rende i segreti e i respiri personali sulla tela. Intervista Quanti dipinti hai fatto?
Calabria “Ho dipinto oltre 2000 quadri” dice sorridendo. Io Rosa Didonna in qualità di gallerista e esperta d’arte ritengo che l’artista Rocco possiede una grande capacità evocativa,grandissima sensibilità, sconvolgente e un mix che, anche in assenza di qualsiasi studio artistico, lo ha portato a raffigurare il “sentimento” di chi guarda al soggetto rappresentato e con attenta precisione lo trasmette.Sono gli stessi canoni che hanno reso celebre ed apprezzata nel mondo la pittura di Van Gogh e senza dubbio la pittura di Calabria può esservi accostata, senza perdere nulla della sua originalità. A cosa ti sei ispirato?
Rocco racconta,sorprendendo: “io ho guardato tutto, da Michelangelo a Tiepolo, sono pittore per passione ”. Mi Piacciono i Volti di donne, il mare, le barche, azzardo” dice.
“Piango, soffro, ma voglio lasciare il bello dell’arte, della natura. Io non riesco ad esprimermi bene, ma so tutto di me. L’acqua, l’acquazzone, il paesaggio, l’atmosfera, lo metto sul quadro”. Calabria parla quando dipinge, in una sorta di immedesimazione,
il suo unico mezzo è la tela, da interpretare.
Rocco Calabria nasce a Ginosa in provincia di Taranto il 23 Luglio del 1954 ha viaggiato molto. E’ precoce infatti suoi disegni già richiesti. Piango, soffro. L’acqua, l’acquazzone, il paesaggio, rivela, lo tiene per sé. Quando tempo dipingi?
Dipingo maggiormente di notte, con una piccola luce, nello scantinato della mia casa. Da qualche tempo sono più sereno, e mi applico anche di giorno la pitture mi dona lucidità e manualità di occupazione ,l’arte è il mio solo fine. Una sorta di dono, quasi una mano ora non più mia, non avevo mai fatto questa descrizione della sua arte, penso che il mistero della mia pittura deve essere ancora svelato.Echi e riflessi di diverse concezioni e mondi gravitano attorno alla sua forma pittorica decisivo è l’incontro con la galleria Globalart con la mostra personale, vincita scaturita dal X Concorso Internazionale Globalart 2018 Il Narcisismo e la capacità di amare e sapersi amare con semplicità a cura della dott.ssa Rosa Didonna mostra dal titolo “ METRONOMO INTERIORE“ visitabile dal 18/ 05/ 2018 al 26/ 05/ 2018 alla Globalart Galleria d’arte Contemporanea via Ugo Foscolo 29 Noicattaro (Ba), per l’uso virtuoso che l’artista realizza, d’ora in poi sarà questa la tecnica prediletta di Rocco Calabria, esplorare nelle svariate potenzialità espressive dell’animo ,ma io credo che mai questo pensiero è stato abbandonato lungo la sua complessa carriera. Dopo il successo ottenuto alla Globalart Rocco si presta a trarre nuove fonti di ispirazione, a studiare le più intime percezioni di luce e increspature di colore.
Per info:Rosa Didonna Art Director GLOBALART
Premiazione presso la galleria GLOBALART di Noicattaro
di Crescenza Caradonna
nei rossi dello scorrere del sangue
nel rosso di mille scarpette rosse
si annida il dolore compare a tratti
scompare tra le pieghe della pelle nuda
si annida per sempre nel cuore ferito l’anima urla
il corpo si ribella
la mente vola,lì una farfalla così leggera e bella
ti sfiora il viso
si posa sull’anima
è come quella scarpetta rossa
che sembra prender il volo…
una
dieci
cento
mille
nel vortice rosso di un amore malato.
Crescenza Caradonna
Dedicata al tema del femminicidio che palesemente emerge nelle sue opere stemperate dalla voglia di vivere che ho potuto constatare nell’opera ‘La ballerina’.
“La ballerina”
Punte di cristallo
sfiorano leggiadre l’etere
silenzio in sala…il balletto ha inizio.
Muore il cigno in un languido canto d’amore
tace la musica,
rose rosse sul palco, trionfante le raccoglie la ballerina…
la vita ha prevalso ancora una volta
il cigno vivrà ancora e per sempre
nel cuore di una dolce ballerina.
Crescenza Caradonna
REPORTAGE DI Cresy Crescenza Caradonna

