CASTEL FIORENTINO TORREMAGGIORE, FOGGIA

PUGLIA D’AMARE E DA VISITARE

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FOGGIA – Castel Fiorentino Torremaggiore

Chiamato anche Torre Fiorentina, Castelfiorentino è il nome odierno del sito sul quale si trovano i resti della piccola città medievale chiamata Florentinum. È citata per la prima volta da Leone Ostiense nei Chronica monasterii Casinensis, sin dal 1058 figura nell’elenco delle sedi vescovili suffraganee della metropolia di Benevento. Era allora ben popolata: ospitava pochi artigiani, due o tre giudici, probabilmente altrettanti notai, ma la sua cattedrale contava circa quindici canonici e in città c’erano almeno altre sei chiese. Ubicata su uno sperone di forma allungata, fu edificata, come le altre città bizantine della Capitanata, su una pianta ortogonale, con una grande via longitudinale e viuzze perpendicolari. Senza dubbio all’estremità dello sperone si ergeva un castello normanno costruito alcuni decenni più tardi ; all’altra estremità, probabilmente sin dalla fine del XII sec. la città era prolungata da un sobborgo, ben visibile sulle fotografie aeree. Il territorio della città, che si estendeva nella zona delle colline subappenniniche, pure di superficie ristretta, ospitava almeno un casale, S. Salvatore, che scomparve durante l’occupazione musulmana di Lucera. Il declino della città cominciò nella seconda metà del XIII sec.; la sede vescovile scomparve nel secolo successivo e le ultime tracce di insediamento sembrano spegnersi verso l’inizio del Seicento; le rovine della cattedrale erano ancora visibili nell’Ottocento. Durante il ventennio anarchico della minorità di Federico II, Florentinum era governata dal conte di Lesina e Civitate Matteo Gentilis, ma nel 1223 era tornata al demanio. Non si sa quando, nell’ambito del rimaneggiamento del territorio della Capitanata, Federico II decise di farsi edificare una domus solaciorum nella città ); si suppone che essa sia stata eretta abbastanza presto, in quanto non riveste la forma dei palazzi federiciani più recenti. Sembra evidente comunque che la domus abbia occupato il posto (probabilmente una motta di origine normanna ben difesa) sul quale sorgeva il castello normanno, separato dalla città con un muro. Tale sostituzione di un castello difensivo con una domus corrisponde bene all’idea secondo la quale l’intera regione sarebbe stata protetta dai castelli periferici. La domus federiciana si innestava su strutture preesistenti, ed è stata in seguito rimaneggiata, probabilmente in età angioina, dai signori della città. Si trattava di un edificio maestoso, di pianta quasi rettangolare, lungo 29 m e largo 17 m, con uno spazio utile interno di 275 mq, costituito da due stanze lunghe leggermente spostate l’una rispetto all’altra. I muri, spessi 1,5 m, erano coperti da un rivestimento di belle pietre. Certo la pianta della domus di Castelfiorentino era molto meno sofisticata di quella dei palazzi di Castel del Monte, di Lucera e anche di Gravina. Quattro aperture strette e protette permettevano l’accesso dall’esterno. All’interno, le pareti erano rivestite di intonaco e il suolo di mattonelle disposte in opus spicatum. La stanza ovest era munita di due camini, i muri della stanza est di banchi di pietra. Tre archi di tufo sostenevano un soffitto o una volta su ogni stanza. L’edificio doveva comprendere un piano superiore, non conservato, ma probabilmente ornato di finestre con colonnine scolpite. Frammenti di capitelli, di colonne e di pilastri, di cornicioni, di archi a ogiva, di vetrate policrome testimoniano la ricchezza della decorazione interna della residenza imperiale. Federico II morì a Castelfiorentino 13 dicembre 1250, a proposito del luogo della morte dell’imperatore, nacque una leggenda che forse aveva un fondamento veridico.Secondo questa storia, gli astrologi annunciarono all’imperatore che egli sarebbe dovuto ‘appassire’ sub flore; Federico, desiderando nientemeno che l’immortalità, avrebbe allora sistematicamente evitato Florentia e Florentinum. Ma cadde in una trappola imprevista e così morì realmente sub flore, a Castelfiorentino appunto.

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-notizie dal FAI

Fondo per l’ambiente italiano


Il borgo medievale di Castel Fiorentino (o Fiorentino di Puglia), i cui ruderi si trovano in agro di Torremaggiore a 10 km dall’abitato presso la strada provinciale San Severo-Castelnuovo della Daunia.


Fiorentino di Puglia è stato un borgo bizantino di frontiera, fu rifondato ad opera del catapano Basilio Boioannes intorno al 1018.

(Notizie e foto dal web)

MELENDUGNO: CROLLA L’ARCO DEGLI INNAMORATI

Cronaca Puglia

Melendugno – Un crollo quello del celebre Arco degli Innamorati che a causa del maltempo tra i giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio ha interessato la marina di Melendugno nel Salento per l’erosione costiera sempre più aggressiva degli ultimi anni.

L’ARCO DEGLI INNAMORATI
PRIMA E DOPO.

La cartolina più famosa come l immagine tra le più note all’estero ma anche in Italia non sarà più il simbolo attrattivo per i tanti turisti visitatori della Puglia Salentina.

Cresy Caradonna

   


EPIGRAMMA DEDICATO ALLA PUGLIA.

EPIGRAMMA

DEDICATO ALLA PUGLIA.



Un epigramma è un breve componimento poetico che esprime un pensiero o un concetto in modo conciso e spesso arguto. Gli epigrammi possono essere satirici, ironici, filosofici o semplicemente descrittivi. Sono spesso utilizzati per esprimere un’idea o un sentimento in modo rapido e incisivo.

“La vita è breve, l’arte è lunga”
(Ippocrate)

In questo caso, l’ epigramma esprime un concetto filosofico sulla brevità della vita e l’importanza dell’arte.




Nel contesto della Puglia, un epigramma dedicato alla regione tra le  più solari e creative Italiane:

“La Puglia, un cuore che batte in ogni stagione”

Questo epigramma esprime l’idea che la Puglia sia una regione che vive e si esprime in ogni momento dell’anno, con la sua bellezza naturale e la sua ricchezza culturale.

Cresy Caradonna

LA PUGLIA D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

La Puglia è suddivisa in sei province:

Bari (Città Metropolitana): 41 comuni

Barletta-Andria-Trani: 10 comuni

Brindisi: 20 comuni

Foggia: 61 comuni

Lecce: 96 comuni

Taranto: 29 comuni

Per un totale di 257 comuni nella regione.

Il comune più piccolo per numero di abitanti è Celle di San Vito, (FG) con 148 residenti.

Il più alto Monteleone di Puglia (FG) 842 m.



LA PUGLIA UNA REGIONE D’AMARE IN OGNI STAGIONE.

di Crescenza Caradonna


La Puglia, il “tacco” d’Italia, è una regione celebre per il suo mix unico di paesaggi mozzafiato, storia millenaria e una tradizione enogastronomica ricca e genuina. È una meta ideale da visitare in ogni periodo dell’anno.

Primavera ed Estate: Le coste offrono alcune delle spiagge e grotte più belle d’Italia, dal Salento (con le sue acque cristalline) al Gargano (con le sue falesie bianche). Le città come Lecce (il Barocco del Sud) e Ostuni (la “Città Bianca”) si animano.

Autunno e Inverno: È il periodo perfetto per esplorare l’entroterra, visitare i famosi Trulli di Alberobello (Patrimonio UNESCO), i Sassi di Matera (vicinissimi, in Basilicata), o dedicarsi ai sapori della cucina locale, come l’olio extra vergine d’oliva e il vino Primitivo.

Architettura e Cultura: dalle cattedrali romaniche ai castelli federiciani (come Castel del Monte), ogni angolo racconta una storia di dominazioni e culture diverse.
È un luogo che unisce la bellezza del mare al fascino della terra, offrendo esperienze autentiche e indimenticabili.

La magia della Puglia.
La Puglia non è solo una regione; è una sensazione che resta nel cuore. Dal bianco accecante dei centri storici alla terra rossa e fertile degli uliveti secolari, fino al blu intenso dell’Adriatico e dello Ionio, offre un caleidoscopio di emozioni.
Che si tratti di perdersi tra i vicoli di Bari Vecchia, di ammirare il Barocco dorato di Lecce, di ballare al ritmo della pizzica in Salento, o semplicemente di gustare un pasto a base di prodotti freschi e genuini, la Puglia promette un’esperienza autentica e calorosa.
È una terra che ti accoglie come un vecchio amico, lasciandoti la certezza di voler tornare a esplorare il suo fascino, sempre e in ogni stagione.

“La Puglia è un invito a rallentare, un abbraccio caldo tra terra e mare che lascia nel cuore il sapore inconfondibile del Sud.”

Tutti i diritti riservati ©️


  • TORNA L’ORA LEGALE
    Ora legale 2026: nella notte tra il 28 e il 29 marzo torna l’ora legale. 🕑➡️🕒 Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 ritorna ufficialmente l’ora legale. Tra le 2 e le 3 di notte infatti bisognerà spostare le lancette avanti di un’ora, o fidarsi degli aggiornamenti automatici dei nostri cellulari: dormiremo … Continua a leggere TORNA L’ORA LEGALE
  • FESTA DEL PAPÀ: UN AUGURIO PER VOI!
  • CASTEL FIORENTINO TORREMAGGIORE, FOGGIA
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  • ALTAMURA
    Puglia/ Comuni italiani ALTAMURA Altamura è un comune italiano di 70 330 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Con un’estensione di 431,38 km² è il primo comune per superficie della città metropolitana di Bari, terzo in regione dopo i comuni di Cerignola e Foggia. Lo stemma è stato concesso con bolla papale di … Continua a leggere ALTAMURA
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    I COLORI DELLA DONNA Mostra collettiva artistica
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    SANTI DI OGGI Il santo del giorno 23 febbraio è San Policarpo di Smirne, vescovo e martire, celebrato dalla Chiesa cattolica come figura chiave dei Padri apostolici, discepolo di San Giovanni Apostolo. Martirizzato nel II secolo (circa 155 d.C.) a 86 anni, è noto per la sua fermezza nella fede. Altri santi e beati del … Continua a leggere IL CALENDARIO DI OGGI

BARI: PROIEZIONE DEL VIDEO: “EMOZIONANDO” 


Grace and Albert production presentano

Il 12 Dicembre 2025 ALLE ORE 18,15

– PRESSO LA SALA CONFERENZE ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO


– VIA PUTIGNANI N° 101 – BARI –

PROIEZIONE DEL VIDEO:
“EMOZIONANDO” 

LIBERAMENTE PRODOTTO DA GRAZIA E ALBERTO GRANDOLFO

L’evento vuole offrire un momento di socialità e di benessere culturale aperto ai frequentatori dell’Istituto Nastro Azzurro e a tutta la cittadinanza proponendo un viaggio tra alcune delle canzoni più amate. Sei decenni densi di storie, ricordi e curiosità che hanno ispirato gli autori e i brani. Un percorso emozionale e musicale pensato per la generazione dei “Baby Boomers”, ma capace di coinvolgere ogni età.

Il video è stato realizzato attraverso il contributo libero di artisti operanti nel teatro, nella poesia, nella narrativa, nel canto, nella storia dell’arte, nei cori locali del nostro territorio tra i quali:

Cresy Crescenza Caradonna: Poetessa

Anna Tinta Valentini: Scrittrice, Vocalist e Voce narrante

Renata Centrone: Voce narrante

Vito D’Agostino: Vocalist e Voce narrante

Anna Maria Damato: Voce narrante

Aldo Fornarelli: Voce narrante

Alessandro Grandolfo: Voce narrante

Emanuele Sciacovelli : Scrittore

INFO AL 3345771947


XIV EDIZIONE PREMI LETTERARI NAZIONALI “NICOLA SAPONARO”PORTA D’ORIENTE LIBERO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO: SERATE DI PREMIAZIONI


BARI EVENTO LETTERARIO
Sala delle Muse
Teatro Petruzzelli di Bari




XIV EDIZIONE PREMI LETTERARI NAZIONALI “NICOLA SAPONARO
PORTA D’ORIENTE LIBERO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO.


L’Associazione Porta d’Oriente presidente prof.ssa Cettina Fazio Bonina che ha istituito il Premio intitolato a Nicola Saponaro, drammaturgo e grande intellettuale di Bari, ha visto il trionfo della scrittrice siciliana Catena Fiorello con il romanzo dal titolo: Vita e peccati di Maria Sentimento, prima classificata nel settore romanzo in questa XIV edizione.
Poeti, scrittori e saggisti hanno partecipato numerosi ricevendo premi e menzioni come partecipanti al Premio Letterario oltre i numerosi ragazzi, nuove leve del panorama letterario e musicale.
Le due serate svoltesi il 19 e 20 novembre 2025 presso la Sala delle Muse Teatro Petruzzelli a Bari sono state seguite da un folto pubblico di estimatori ed addetti al mondo della cultura pugliese e nazionale sia in presenza che in remoto.

L’evento ben gestito da tutti gli organizzatori ha dato appuntamento al prossimo anno con la nuova edizione del Premio più importante del Mediterraneo sempre con quella passione e determinazione che li distingue da sempre.


Crescenza Caradonna
dir. Puglia d’amare 24 Quotidiano d’informazione
-scrittrice


Nella foto:
Cettina Fazio Bonina, presidente
Antonella Daloiso, giornalista
Vito Leccese, sindaco di Bari ( presente all’inaugurazione evento)




Colgo l’occasione per ringraziare la giuria per avere  selezionato il mio saggio dal titolo “Ponte di Luce: San Nicola, l’eterno viaggio tra cielo mare e terra di Puglia” che ha ottenuto una menzione di merito e d’onore.


MOTIVAZIONE
“Ponte di luce: San Nicola, l’eterno viaggio tra cielo, mare e terra di Puglia”
Per aver saputo intrecciare con intensa sensibilità poetica e rigore narrativo la memoria, la fede e l’identità di una terra sospesa tra mare e cielo.
L’autrice restituisce alla figura di San Nicola di Myra la sua dimensione universale e umanissima, facendone un simbolo di pace, incontro e spiritualità condivisa tra Oriente e Occidente.
Con una prosa luminosa e avvolgente, Crescenza Caradonna trasforma la storia in canto, il culto in viaggio, e la Puglia in una terra-simbolo di dialogo e speranza.


“Ponte di luce” è un tributo alla bellezza eterna del Mediterraneo e al soffio immortale di un Santo che continua a unire i popoli nel nome dell’amore e della fede.
Bari, 19 novembre 2025


#concorsiletterari #saggi #Puglia  #crescenzacaradonna #CRESY #PUGLIADAMARE24
#premioportadoriente


Bari, 21 novembre 2025

UNA POESIA DI CRESY CARADONNA PER GROTTAGLIE TERRA BELLA E FECONDA.

GROTTAGLIE


UNA POESIA DI CRESY CARADONNA PER GROTTAGLIE TERRA BELLA E FECONDA


Grottaglie, in provincia di Taranto. Grottaglie è un vero gioiello nascosto, un posto dove la storia, l’arte e la cultura si fondono in un’esplosione di colori e tradizioni secolari.



Grottaglie

comune italiano


Grottaglie (/ɡrotˈtaʎʎe/; Li Vurtagghje in dialetto salentino settentrionale) è un comune italiano di 30 028 abitanti della provincia di Taranto in Puglia, elevato a città con Decreto del Presidente della Repubblica dell'11 ottobre 1997. Sorge a valle della Murgia meridionale, al confine con la provincia di Brindisi, ed è nota per la produzione di ceramiche artistiche e di uva da tavola. 


Grottaglie deriva dal latino Kriptalys e dal greco Κρυπταλύς, nome che sottolinea la presenza di grotte (krypta, κρύπτα), in gran parte del suo territorio. L’origine di Grottaglie è negli insediamenti che si sono susseguiti nell’area sin dal Paleolitico, ed in particolare nell’area di Riggio e di Pezza Petrosa.

È ritenuta, secondo alcuni, la terra natìa del padre della letteratura latina Quinto Ennio. Difatti il poeta nacque a Rudiae, in Apulia, secondo alcuni studiosi, questa località corrisponderebbe ad una delle cittadelle fortificate (appunto Rudiae e Mesocoro), distrutte dalle invasioni barbariche, i cui abitanti in fuga diedero vita ai casali rupestri dai quali sorsero in seguito Grottaglie e Villa Castelli. Nel IX secolo un gruppo di ebrei fuggitivi da Oria, e tra i pochi superstiti della grande comunità ebraica di Oria si aggrega all’insediamento sorto intorno al casale San Salvatore nella Lama del Fullonese.

I resti storici più cospicui sono riconducibili al Medioevo, quando nelle profonde gravine prese maggior consistenza l’abitudine di vivere nelle grotte. Risalgono a questo periodo infatti non solo le abitazioni, ma anche le scale, i sentieri, le opere di canalizzazione e di deflusso delle acque. Un’importante testimonianza bizantina nel territorio di Grottaglie è la Gravina di Riggio che presenta degli affreschi basiliani di grande qualità seppur si trovino in condizioni precarie. Nonostante l’area jonica del Salento non fosse grecizzata come quello meridionale, è rilevante il fatto che questi affreschi presentino iscrizioni in greco.

Quando i barbari, in particolare i Goti, e nei secoli successivi con l’invasione dei Saraceni, i villaggi siti nel territorio e anche la stessa Taranto vennero saccheggiati, le grotte ospitarono i fuggitivi (960 d.C.) Sorsero così vari centri abitati tra cui Casale San Salvatore e Monti Cryptalis nucleo primigenio dell’attuale centro storico di Grottaglie. Alcuni ebrei trovarono rifugio nella Lama del Fullonese, territorio di Monte Fellone dove, difatti, sorgeva la chiesa di San Pietro dei Giudei.[8] I Normanni (XI secolo) donarono alla Mensa Arcivescovile Tarantina un Casale di nome Cryptalium, ma con ogni probabilità si tratta di un falso risalente al XVI secolo. Nel XV sec. Il centro fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice.

Difficoltà e crisi politiche portarono (dal XV al XVII secolo) ad una “coabitazione” di due giurisdizioni feudali differenti: una vescovile ed una laica. Il XVII secolo conobbe anni di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola. Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all’abolizione della feudalità. In un clima di disorientamento politico generale si fa strada il nascente fenomeno del brigantaggio con un nome illustre: Ciro Annichiarico (in dialetto “Papa Ggiro”). Queste vicende accompagnarono la prima espansione urbana “fuori le mura”, fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d’Italia.


Quartiere delle ceramiche

Ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica in Puglia. Il più importante centro di produzione di ceramica è Grottaglie. Lungo la gravina di San Giorgio si è formato un intero quartiere di esperti ceramisti, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato come frantoi, sono riusciti a creare un'attività fiorente ancora oggi riconosciuta in tutta il mondo

Per la sua antica tradizione ceramica, Grottaglie rientra tra le 41 aree di affermata tradizione ceramica riconosciute dal consiglio nazionale ceramico.

Principali prodotti nella ceramica grottagliese sono:

    I "Bianchi di Grottaglie" è la più caratteristica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese.
    I "Capasoni", sono contenitori di grandi dimensioni destinati a contenere vino.
    I "Pumi", classico simbolo grottagliese.


Curiosità

L’antico bocciolo portafortuna simbolo di una produzione artigianale locale in perenne rinnovamento.

Il nome e le motivazioni della produzione del pumo, divenuto uno dei più distintivi della tradizione artigianale pugliese e in particolare di quella grottagliese, sono da ricercarsi nella storia della Roma antica quando si celebrava il culto di Pomona, la dea dei frutti.

Pumo deriva dal latino pomum che significa "frutto".


La sua forma richiama il bocciolo racchiuso tra quattro foglie di acanto, quindi la vita che nasce, rinnovandosi. E’ simbolo di prosperità e di fecondità ma anche di castità, immortalità e resurrezione. A ciò si aggiunge anche la sua funzione apotropaica, una sorta di amuleto capace di allontanare il male, la cattiva sorte. Per questi motivi, questo manufatto si diffuse in un primo momento tra le famiglie della nobiltà pugliese, che lo adoperarono come elemento d’arredo delle facciate dei palazzotti signorili e sulle ringhiere in ferro battuto, e successivamente al resto della popolazione anche contadina.

Ben si distinguevano, però, i pumi degli uni rispetto agli altri. Infatti i signori del paese erano soliti personalizzarli con simboli araldici e con un numero variabile di foglie intorno al bocciolo a testimonianza della notorietà, dell’autorevolezza e del patrimonio della famiglia di appartenenza.


La funzione del pumo non è quella di scacciare la sfortuna, la cattiva sorte, il male; esso viene prima della cattiva sorte e la tiene lontana, è la barriera impenetrabile al male. Il pumo è dunque un oggetto benaugurante.

ELEZIONI REGIONALI 2025: LA PUGLIA AL VOTO


ELEZIONI REGIONALE 23 – 24 NOVEMBRE 2025



📅 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟯 𝗲 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟰 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 si terranno le elezioni regionali per il rinnovo del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale della Puglia.

🕖 Si potrà votare in entrambe le giornate:
🔹𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟳:𝟬𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟯:𝟬𝟬,
🔹𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟳:𝟬𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟱:𝟬𝟬.

Ricordati di portare un documento di identità valido e la tessera elettorale.

👉Tutti i dettagli nel seguente link: https://www.consiglio.puglia.it/elezioni-regionali-2025


🏠 Voto a domicilio per le Elezioni Regionali 2025 in Puglia

𝗗𝗮 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟰 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟯 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 gli elettori affetti da gravissime infermità, che non possono allontanarsi dalla propria abitazione, possono richiedere di votare a domicilio.

Per farlo è necessario inviare al sindaco del proprio Comune di iscrizione elettorale una dichiarazione con la volontà di votare da casa, indicando l’indirizzo e, se possibile, un recapito telefonico.
La richiesta deve essere accompagnata da copia della tessera elettorale e da una certificazione sanitaria rilasciata da un medico ASL.

Il voto a domicilio è valido solo per chi risiede nella Regione Puglia.

👉Tutti i dettagli nel seguente link: https://www.consiglio.puglia.it/elezioni-regionali-2025


#elezionipuglia2025 #consiglioregionalepuglia #voto #PUGLIADAMARE24

BUON VOTO A TUTTI!

EMOZIONI D’AUTUNNO: COLLETTIVA ARTISTICA

EVENTI/ BARI/ MOSTRE


Emozioni d’autunno


Dal 26 settembre al 15 ottobre 2025

Inaugurazione: Venerdì 26 settembre alle h. 19,00


Elenco artisti:

Achucarro  Cristina

Anelli Antonio

Artusio Annamaria

Bega Paola

Bassutti Stefano

Caneva Giancarlo

Catello Rosa

Ciriani Annamaria

Cisternini Luca

De Mico Valter

De Pasquale Maria

Longo Tonia

Lops Grazia

Lopar

Macaluso Elisa

Magliocco Federica

Masdea Giuseppe

Massironi Andrea F.

Mesolella Luigia

Pastres Giorgio

Raza Claudia

Rocchi Roberto

Rodrigues Dayse

Serafino Cesare

Serafino Lucio

Scarpa Annamaria

Scotton Mirella

Strozzieri Leo

Tapparini Ugo

Tavarilli Isa

Toniatti Giovanni G.

Zabarella Luciana

Zambon Marina

PRESENZIANO:

– Proff.ssa Celestina Carofiglio 

–  scrittrice dir. Cresy Crescenza Caradonna scrittrice e blogger

– Curatore: Cav. Andrea Lanzolla

Galleria DIVITAS

Via Orazio Flacco, 13B Bari

divitaska libero.it

cell. 329 4205094


orari di apertura: 

Mattina 10:30-13:00

Pomeriggio 17:30-20:00

Sabato pomeriggio e festivi chiuso solo per appuntamento


Emozioni d’Autunno:
Un viaggio tra colori e sentimenti di Cresy Caradonna

L’autunno, stagione di transizione e introspezione, ha ispirato generazioni di artisti come Claude Monet, Vincent van Gogh e John Constable con le sue sfumature cromatiche, le sue atmosfere malinconiche e la sua bellezza effimera. “Emozioni d’Autunno” è una mostra che esplora l’interpretazione di questo tema attraverso le opere di maestri del passato come Albrecht Dürer e Giuseppe Arcimboldo, e artisti contemporanei, creando un dialogo tra epoche e stili diversi.

La luce autunnale catturata da Claude Monet con pennellate impressioniste, come nella sua serie di Stagioni, si contrappone ai paesaggi autunnali vibranti di colore e pathos di Vincent van Gogh, esemplari come “La vigna rossa” (1888). Le opere di Giuseppe Arcimboldo evocano la stagione con elementi vegetali e cromatismi sorprendenti, come nei suoi ritratti compositi.

Tra gli artisti moderni e contemporanei, Georgio de Chirico suggerisce un’autunno surreale e sospeso nelle sue piazze metafisiche. Marina Abramović evoca un’autunno interiore, fatto di attesa e contemplazione, nelle sue performance. Takashi Murakami reinterpreta la stagione con un’estetica pop e vibrante, spesso includendo motivi floreali e autunnali.

“Emozioni d’Autunno” invita il visitatore a un percorso immersivo tra colori, atmosfere e stati d’animo, mostrando come l’arte possa interpretare e trasfigurare una stagione simbolo di transizione e bellezza fugace.
Gli artisti in mostra in questa collettiva seppur con tecniche diverse
riescono a celebrare l’autunno in tutte le sfaccettature.

La mostra resterà aperta dal 26 settembre al 15 ottobre 2025 presso la Galleria d’Arte Divitas , offrendo un dialogo tra passato e presente, tra natura e sentimento.

Poesia sull’autunno tra speranza e l’amore.

Soffia il vento tra le foglie d’oro,
una melodia di promesse.

Soffia il vento che porta ricordi dolci,

carezze leggere e intese.

Soffia il vento e mi avvolge nel tuo abbraccio,

dove ogni paura svanisce.

Soffia il vento e la speranza danza,

per un futuro che fiorisce.


Guardo il cielo che si tinge di rosa al tramonto,

un velo di pace.


Guardo il cielo e penso ai tuoi occhi,

dove il mio amore non tace.


Guardo il cielo e sogno il tuo sorriso,

che ogni mio giorno rallegra.


Guardo il cielo e sento il tuo respiro,

la mia anima che si allegra.


Tra i rami spogli trovo la forza,

un amore che non s’arrende.


Tra i rami spogli si annida la certezza,

un sentimento che splende.


Tra i rami spogli la promessa eterna,

un legame che mai si scioglie.


Tra i rami spogli l’amore si rinnova,

mentre il tempo si raccoglie.


L’autunno ci insegna che ogni fine è un nuovo inizio,

un’opportunità.


L’autunno ci insegna la bellezza della quiete,

la pura verità.


L’autunno ci insegna che insieme

possiamo affrontare ogni avversità.


L’autunno ci insegna la gioia di amarci,

con tutta la nostra intensità.

CRESY CRESCENZA CARADONNA

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