IL RITO ROSSO DI BARI di CRESY CARADONNA

STORIA E TRADIZIONE


Il “Rito Rosso” di Bari: Quando la passata di pomodoro diventa tradizione e comunità
BARI, Puglia/Italia – Nel cuore dell’estate pugliese, quando il sole picchia forte e i campi si tingono di un rosso vibrante, a Bari e dintorni si rinnova un’antica e sentita tradizione: la preparazione della passata di pomodoro fatta in casa. Non è una semplice ricetta, ma un vero e proprio rito che unisce famiglie e vicini, trasformando le corti e i giardini in laboratori a cielo aperto, intrisi del profumo inconfondibile del pomodoro fresco che cuoce lentamente.
Questa usanza, tramandata di generazione in generazione, non è solo un modo per conservare i sapori dell’estate per i mesi più freddi, ma un momento di profonda convivialità e condivisione. È il “rito rosso”, un appuntamento fisso che scandisce il ritmo dell’estate barese, unendo la comunità nella preparazione di uno degli alimenti più emblematici della cucina pugliese.
Dal campo alla bottiglia: Un processo d’amore e pazienza
La magia inizia con la selezione dei pomodori. Preferibilmente di varietà San Marzano, devono essere perfetti, senza ammaccature, un vero e proprio “oro rosso” che sarà la base di tutto. Una volta scelti con cura, si passa alla cottura. Grandi pentoloni, spesso di rame o acciaio, vengono posti su fuochi all’aperto, e i pomodori, tagliati a pezzi, iniziano a sobbollire. L’aria si riempie di un aroma dolce e leggermente acido, mentre le mani esperte mescolano di tanto in tanto, assicurandosi che la cottura sia uniforme e che i pomodori diventino teneri e succosi.
Il passaggio successivo è la passatura, il momento in cui la polpa si separa da semi e bucce. Un tempo si usavano passaverdure a manovella, oggi spesso sostituiti da macchine passapomodoro più moderne, ma l’obiettivo resta lo stesso: ottenere una crema vellutata e omogenea. È qui che la passata acquista la sua consistenza inconfondibile, densa e corposa.
Una volta passata, la salsa viene condita con pochi, semplici ingredienti: sale, abbondante basilico fresco e, talvolta, un pizzico di pepe per chi ama un tocco più vivace. Questi aromi, uniti al sapore intenso del pomodoro, creano un equilibrio perfetto che evoca immediatamente i sapori autentici della tradizione mediterranea.
Infine, la fase cruciale della conservazione. La salsa viene fatta bollire nuovamente e poi versata con cura in bottiglie o vasetti di vetro, rigorosamente sterilizzati in precedenza. Un tappo ermetico e un’ulteriore sterilizzazione finale in grandi calderoni d’acqua bollente assicurano che la passata si conservi a lungo, preservando intatto il suo sapore per i sughi e i piatti invernali.
Più di una ricetta: Un legame con le radici
Questo processo, apparentemente semplice, è in realtà un’arte che richiede esperienza, pazienza e, soprattutto, tanto cuore. Ma è anche molto di più. La preparazione della passata è un momento in cui le generazioni si incontrano: i nonni trasmettono i segreti ai figli e ai nipoti, le risate si mescolano al rumore delle macchine e al vapore che sale dalle pentole. È un’occasione per stare insieme, per rafforzare i legami familiari e per celebrare un’identità culturale che affonda le radici nella terra e nelle sue tradizioni.
Quando, nei mesi più freddi, una bottiglia di quella passata viene aperta, non è solo un condimento che finisce in padella. È un pezzo d’estate che riaffiora, un ricordo tangibile di giornate trascorse in compagnia, del profumo del pomodoro che cuoceva al sole e della gioia di un rito che continua a vivere, anno dopo anno, sulle tavole e nei cuori dei baresi.

Non Solo Salsa: donna Rosa Ungaro, custode delle tradizioni baresi tra pomodori e poesia vernacolare.
L’aria densa di profumo di pomodoro cotto, le risate che si mescolano al sibilo delle macchine per la passata e le mani esperte che lavorano con ritmo ancestrale: il rito estivo della preparazione della salsa a Bari è un patrimonio vivente, un’eredità che si rinnova di anno in anno. E se questa tradizione è un filo rosso che lega generazioni, a mantenerlo saldo e vibrante ci sono figure come la signora Rosa Ungaro.
Ex maestra con una vita dedicata alla formazione dei piu piccoli, la signora Rosa non è solo una partecipante entusiasta del “rito rosso” descritto nel nostro precedente articolo; è una vera e propria custode delle tradizioni popolari degli avi. La sua casa, in questi giorni di piena estate, si trasforma in un centro nevralgico dove l’arte della passata di pomodoro viene celebrata con la stessa dedizione con cui, per anni, ha insegnato ai suoi alunni le meraviglie del sapere.
Ma l’impegno della signora Ungaro va ben oltre la preparazione delle conserve. Rosa è una figura attiva nel panorama culturale locale, un faro che illumina il percorso delle tradizioni anche attraverso la riscoperta e la valorizzazione del dialetto. Ed è proprio in questo ambito che la sua figura assume un contorno ancora più affascinante: la signora Rosa Ungaro è infatti una insigne poetessa vernacolare, le cui rime in dialetto barese toccano l’anima e raccontano storie di vita, di sacrifici, di amori e di paesaggi di un tempo che non vuole e non deve essere dimenticato. Le sue poesie, apprezzate da un pubblico sempre più vasto, sono un ponte tra il passato e il presente, un modo per tenere viva la lingua dei padri e, con essa, la memoria collettiva di un popolo.
Così, mentre i pomodori si trasformano in passata, in un gesto che è insieme fatica e celebrazione, la signora Rosa Ungaro incarna lo spirito più profondo di questa terra. Nel suo impegno quotidiano, sia esso tra i vapori della salsa o tra le righe di un verso in dialetto, si cela la determinazione a non lasciare che le radici vengano recise. La sua è una testimonianza vivente di come le tradizioni, se nutrite con passione e tramandate con amore, continuino a fiorire, proprio come i campi di pomodoro sotto il sole di luglio, regalando frutti preziosi per l’inverno che verrà e per le generazioni future.

CRESY CARADONNA

Da sinistra Peppino il contadino, figlio di Geròleme, la “chezzàle” più famosa di Bari Vecchia in Via Tancredi; insieme a donna Rosa Ungaro ed un amico di nome Marcello L che gentilmente si è prestato ad aiutarci a trasportare le casse di pomodoro in casa nostra
( foto gentilmente concessa dal prof. Nicola Cutino marito di donna Rosa)


Cresy Crescenza Caradonna  Follower: 7016

Il crudo di mare alla barese: un tesoro che conquista anche i turisti.

Il Crudo di mare alla barese: un tesoro che conquista anche i turisti.

di Crescenza Caradonna

Bari, 29 luglio 2025 – Il suono delle onde che si infrangono sul lungomare, il profumo salmastro che si mescola all’aria frizzante del mattino, e un tripudio di sapori che esplode in bocca: benvenuti nel mondo del crudo di mare alla barese. Quella che per decenni è stata una tradizione gelosamente custodita dai locali, un rito quasi sacro che celebra la freschezza e la generosità del nostro Adriatico, sta oggi conquistando un pubblico sempre più vasto, facendo breccia anche nel cuore dei turisti che affollano le coste pugliesi.
Una volta, l’idea di gustare ricci aperti al momento, ostriche appena pescate, gamberi viola e seppie tagliate sottilmente poteva apparire audace, se non addirittura esotica, agli occhi dei visitatori meno avvezzi. Oggi, invece, i mercati del pesce come quello di N’derr la Lanz si animano di curiosi e appassionati, desiderosi di sperimentare un’autentica immersione nella cultura gastronomica locale. Chioschi e ristoranti propongono vassoi scintillanti, vere e proprie opere d’arte culinaria che seducono con la loro semplicità e l’indiscussa qualità della materia prima.
Ma cosa rende il crudo di mare barese così speciale e irresistibile? Innanzitutto, la freschezza ineguagliabile. Il pesce, i frutti di mare e i molluschi arrivano direttamente dalle barche dei pescatori locali, spesso pescati poche ore prima di essere serviti. Non ci sono manipolazioni complesse, solo l’abilità di mani esperte nel pulire e presentare questi doni del mare nel modo più puro e rispettoso possibile.
Poi c’è la varietà. Dal polpo arricciato (il “polpo riccio”) tenerissimo, alle cozze pelose dal sapore intenso, dai gamberi rossi di Gallipoli (sebbene Gallipoli sia in provincia di Lecce, i suoi gamberi sono rinomati in tutta la Puglia e spesso offerti anche a Bari) alle alici marinate, ogni elemento del crudo racconta una storia di mare e di tradizione. Non mancano i ricci, veri e propri scrigni di sapore, che con la loro polpa arancione e vellutata rappresentano una delle eccellenze più amate.
Infine, l’esperienza. Gustare il crudo a Bari non è solo mangiare; è un’esperienza sensoriale e culturale completa. È sedersi in riva al mare, sentire la brezza, osservare i pescatori, e assaporare un legame profondo con il territorio. I turisti, sempre più alla ricerca di autenticità, trovano nel crudo di mare barese un simbolo tangibile di quella Puglia genuina e passionale che tanto li affascina.
Il passaparola, i social media e l’attenzione crescente dei media specializzati hanno fatto il resto, trasformando il crudo di mare da semplice pietanza locale a vera e propria attrazione turistica. Ristoranti e trattorie si sono attrezzati per accogliere un pubblico internazionale, offrendo non solo la bontà del mare, ma anche l’accoglienza calorosa che contraddistingue la nostra terra.
Il crudo di mare alla barese non è più un segreto gelosamente custodito, ma un ambasciatore del gusto pugliese che conquista palati e cuori in tutto il mondo. Un piatto semplice, ma straordinariamente ricco di storia, sapore e passione.
Vi è venuta voglia di un assaggio? Qual è il vostro pezzo di crudo preferito?

LA BANDIERA LILLA: UN IMPEGNO VERSO I DISABILI.

CRONACA PUGLIA/ Attualità


LA BANDIERA LILLA: UN IMPEGNO VERSO I DISABILI.



Ecco alcuni esempi di comuni pugliesi e strutture turistiche che hanno ottenuto la Bandiera Lilla: 

  • Comuni:
    • Ginosa
    • Manduria: Manduria ha ottenuto la Bandiera Lilla per il suo impegno nell’abbattimento delle barriere architettoniche e mentali, con iniziative come l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’acquisto di sedie job, l’installazione di giostrine inclusive e l’adeguamento di impianti sportivi e strutture turistiche.
    • Margherita di Savoia: Margherita di Savoia ha ottenuto la Bandiera Lilla, dimostrando un impegno per l’accessibilità turistica.
    • Maruggio
  • Strutture turistiche:
    • Bisceglie – Marina di Bisceglie (Porto Turistico)
    • Ostuni – Marco Carani Nautica (Porto Turistico)
    • Trani – Lido Matinelle

La Bandiera Lilla non è solo un riconoscimento, ma anche un incentivo per i comuni a migliorare costantemente l’accessibilità, offrendo informazioni dettagliate sui percorsi accessibili e promuovendo un turismo più inclusivo. Il programma mira a creare un’esperienza di viaggio piacevole e sicura per tutti, valorizzando l’accessibilità come un punto di forza del territorio. 

La Bandiera Lilla è un riconoscimento per i comuni che si distinguono per l’impegno nel rendere il turismo accessibile a tutti, inclusi coloro con disabilità. In Puglia, alcuni comuni e strutture turistiche hanno ottenuto questo riconoscimento, dimostrando un’attenzione particolare all’accessibilità per persone con disabilità motorie, visive, uditive e patologie alimentari

La Puglia: una regione di storia, cultura e bellezza.

Venerdì, 18 luglio 2025


La Puglia è la combinazione perfetta di mare, arte, buona cucina, divertimenti e feste tradizionali.



La Puglia: una regione di storia, cultura e bellezza


La Puglia, situata nel sud-est dell’Italia, è una regione che offre una ricchezza di storia, cultura e bellezza senza pari. Dalle antiche città greche e romane alle spiagge cristalline del Salento, la Puglia è un luogo che affascina e incanta i visitatori.

La storia e l’architettura

La Puglia è una regione con una storia millenaria, che ha visto il passaggio di diverse civiltà, dalle antiche popolazioni italiche ai Greci, ai Romani e ai Bizantini. Questa ricchezza storica si riflette nell’architettura della regione, con città come Lecce, Brindisi e Bari che offrono esempi di stile barocco, romanico e gotico.

La cultura e la tradizione

La Puglia è anche una regione con una forte identità culturale, che si esprime nella musica, nella danza e nella cucina. La tarantella, una danza tradizionale del Salento, è solo uno degli esempi della ricchezza culturale della regione. La cucina pugliese, poi, è famosa per i suoi piatti semplici e saporiti, come la focaccia barese, il panzerotto e le orecchiette.

La cucina pugliese: una delizia per il palato

La cucina pugliese è famosa per i suoi piatti semplici e saporiti, che utilizzano ingredienti freschi e locali. Alcuni dei piatti più tipici della regione sono:

  • Focaccia barese: una focaccia croccante e saporita, tipica della città di Bari
  • Panzerotto: un tipo di pizza ripiena di ingredienti come pomodoro, mozzarella e prosciutto
  • Orecchietta: un tipo di pasta a forma di orecchio, spesso servita con salsa di pomodoro e ricotta
  • Fagioli alla barese: un piatto di fagioli stufati con verdure e aromi
  • Tiella: un piatto di riso e patate, cotto al forno

I vini pugliesi: una tradizione secolare

La Puglia è anche una regione vinicola importante, con una tradizione secolare di produzione di vini di alta qualità. Alcuni dei vini più tipici della regione sono:

  • Primitivo: un vino rosso intenso e corposo, prodotto principalmente nella zona di Manduria
  • Negroamaro: un vino rosso scuro e tannico, prodotto principalmente nella zona del Salento
  • Verdeca: un vino bianco fresco e aromatico, prodotto principalmente nella zona di Ostuni
  • Aleatico: un vino dolce e aromatico, prodotto principalmente nella zona di Manduria

Le feste e le tradizioni

La Puglia è una regione con una forte identità culturale, che si esprime anche nelle feste e nelle tradizioni. Alcune delle feste più importanti della regione sono:

  • Festa della Madonna della Mercede a Bari
  • Festa di San Nicola a Bari
  • Festa della Notte della Taranta nel Salento
  • Festa dei Noantri a Brindisi

Conclusione

La Puglia è una regione che offre una grande varietà di esperienze, dalla storia e la cultura alla natura e la bellezza paesaggistica, dalla cucina e i vini alle feste e le tradizioni. Se sei alla ricerca di un luogo che ti faccia scoprire la vera Italia, la Puglia è sicuramente una destinazione da considerare. Vieni a scoprire la Puglia e a vivere un’esperienza unica e indimenticabile!


La Puglia: una regione di storia, cultura e bellezza.

Venerdì, 18 luglio 2025


La Puglia è la combinazione perfetta di mare, arte, buona cucina, divertimenti e feste tradizionali.



La Puglia: una regione di storia, cultura e bellezza


La Puglia, situata nel sud-est dell’Italia, è una regione che offre una ricchezza di storia, cultura e bellezza senza pari. Dalle antiche città greche e romane alle spiagge cristalline del Salento, la Puglia è un luogo che affascina e incanta i visitatori.

La storia e l’architettura

La Puglia è una regione con una storia millenaria, che ha visto il passaggio di diverse civiltà, dalle antiche popolazioni italiche ai Greci, ai Romani e ai Bizantini. Questa ricchezza storica si riflette nell’architettura della regione, con città come Lecce, Brindisi e Bari che offrono esempi di stile barocco, romanico e gotico.

La cultura e la tradizione

La Puglia è anche una regione con una forte identità culturale, che si esprime nella musica, nella danza e nella cucina. La tarantella, una danza tradizionale del Salento, è solo uno degli esempi della ricchezza culturale della regione. La cucina pugliese, poi, è famosa per i suoi piatti semplici e saporiti, come la focaccia barese, il panzerotto e le orecchiette.

La cucina pugliese: una delizia per il palato

La cucina pugliese è famosa per i suoi piatti semplici e saporiti, che utilizzano ingredienti freschi e locali. Alcuni dei piatti più tipici della regione sono:

  • Focaccia barese: una focaccia croccante e saporita, tipica della città di Bari
  • Panzerotto: un tipo di pizza ripiena di ingredienti come pomodoro, mozzarella e prosciutto
  • Orecchietta: un tipo di pasta a forma di orecchio, spesso servita con salsa di pomodoro e ricotta
  • Fagioli alla barese: un piatto di fagioli stufati con verdure e aromi
  • Tiella: un piatto di riso e patate, cotto al forno

I vini pugliesi: una tradizione secolare

La Puglia è anche una regione vinicola importante, con una tradizione secolare di produzione di vini di alta qualità. Alcuni dei vini più tipici della regione sono:

  • Primitivo: un vino rosso intenso e corposo, prodotto principalmente nella zona di Manduria
  • Negroamaro: un vino rosso scuro e tannico, prodotto principalmente nella zona del Salento
  • Verdeca: un vino bianco fresco e aromatico, prodotto principalmente nella zona di Ostuni
  • Aleatico: un vino dolce e aromatico, prodotto principalmente nella zona di Manduria

Le feste e le tradizioni

La Puglia è una regione con una forte identità culturale, che si esprime anche nelle feste e nelle tradizioni. Alcune delle feste più importanti della regione sono:

  • Festa della Madonna della Mercede a Bari
  • Festa di San Nicola a Bari
  • Festa della Notte della Taranta nel Salento
  • Festa dei Noantri a Brindisi

Conclusione

La Puglia è una regione che offre una grande varietà di esperienze, dalla storia e la cultura alla natura e la bellezza paesaggistica, dalla cucina e i vini alle feste e le tradizioni. Se sei alla ricerca di un luogo che ti faccia scoprire la vera Italia, la Puglia è sicuramente una destinazione da considerare. Vieni a scoprire la Puglia e a vivere un’esperienza unica e indimenticabile!


IL POTERE DELLA GENTILEZZA.

Sabato, 2 luglio 2025

Il potere della gentilezza di Cristina Maremonti.

Nel cuore pulsante di Bitritto, tra vicoli di storie e parole sussurrate al vento, c’è una voce che da anni semina bellezza e cultura: quella di Cristina Maremonti. Presidente appassionata, direttrice visionaria di BitLibri, è lei a custodire con grazia la fiamma viva di un festival che non è solo un evento, ma un gesto d’amore verso la comunità.

Sotto la sua guida, BitLibri è diventato molto più di una rassegna letteraria: è un abbraccio collettivo, una piazza in cui il libro torna protagonista, dove l’incontro tra le persone genera dialogo, meraviglia, crescita. Con il tema “Il potere della gentilezza”, Cristina ci ricorda che la cultura non è solo sapere, ma anche cura; che le parole, se scelte con rispetto, possono costruire ponti dove altri avrebbero alzato muri.

Grazie a lei, la gentilezza è diventata una scelta consapevole, un valore da promuovere Cristina Maremonti una donna sensibile con il coraggio di credere che anche nei piccoli borghi si può fare grande cultura.

CRISTINA MAREMONTI

Con stima e gratitudine,
a chi ogni anno regala a Bitritto la magia poetica di BITLibri.

Cresy Crescenza Caradonna



Da domenica 13 a martedì 15 2025 luglio BITLibri tornerà ad animare il centro storico di Bitritto con un’ottava edizione

 


INFO EVENTO  BITlibri

PUGLIA D’AMARE 24

BITLibri a Bitritto

BITLibri TORNA A BITRITTO



Da domenica 13 a martedì 15 luglio BITLibri tornerà ad animare il centro storico di Bitritto con un’ottava edizione dal titolo; “Il POTERE DELLA GENTILEZZA”.

Tra gli ospiti di quest’anno: Francesco Giorgino, Sergio Rubini, Alessandro Piva, Maria Grazia Calandrone, Erica Mou, Francesca Palumbo, Antonio Moschetta e tanti altri.

BitLibri, diretto da Cristina Maremonti, è organizzato dal CIF – Bitritto in collaborazione con Poesia in azione, Libreria Libriamoci, Presidi del Libro e APE – Associazione Pugliese Editori, e il patrocinio di Regione Puglia, Città metropolitana di Bari, UniBa e Comune di Bitritto.

Qui il programma dettagliato:
Appuntamento in piazza Leone domenica 13 luglio a partire dalle 19:30.
Non mancate!↴



PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione


BARI DI UN TEMPO

LA STORIA DI SAN NICOLA

BARI DI UN TEMPO

BARI PASSATA

FOTO DAL WEB



PUGLIA D’AMARE

LE GROTTE DI CASTELLANA

Puglia/ Puglia d’amare


Le grotte di Castellana sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di interesse speleologico e turistico, situato nel comune italiano di Castellana Grotte, in Puglia.



La storia della Grave inizia nel Cretaceo superiore (novanta milioni di anni fa), quando la Puglia era sommersa da un antico mare, nel quale vivevano vaste colonie di molluschi e vegetali marini. Per milioni di anni, generazioni e generazioni di queste forme di vita si sono succedute le une alle altre e, morendo, i loro gusci svuotati e le loro carcasse si sono accumulati sul fondo del mare, formando un gigantesco deposito di fango e di sabbia, che con il suo lento ma continuo accrescimento si è via via compresso, fino a formare uno strato di calcare dello spessore di diversi chilometri.

A partire da sessantacinque milioni di anni fa, il progressivo innalzamento delle terre ha portato la regione al suo aspetto attuale e nella massa calcarea emersa, a causa della sua rigidità, si sono formate estese fratture, che l’hanno fortemente incisa. L’acqua fluviale d’intense precipitazioni, percolando nel sottosuolo, ha formato un’estesa falda acquifera sotterranea in grado di sciogliere gradualmente il calcare e di allargare le fratture. Queste fratture hanno finito poi per unirsi le une alle altre per il crollo della roccia frapposta; formando così piccoli condotti, via via trasformatisi in ambienti sempre più ampi.

Nei luoghi in cui le fratture s’intersecano in gran numero (fenomeno qui più rilevante che in qualsiasi altro punto del sistema carsico castellanese) si sono verificati estesi e ripetuti crolli verso l’alto che hanno ridotto via via lo spessore di roccia che separava la cavità dall’esterno. Tale processo è continuato finché lo strato residuo, ormai assottigliato, non è crollato, facendo giungere all’interno della grotta il primo raggio di luce.

La scoperta

A memoria d’uomo l’inghiottitoio d’accesso alla Grave è sempre esistito. Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni giovani del luogo, che tuttavia si arrestarono pochi metri dopo il maestoso ingresso. La scoperta dell’intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938 per opera dello speleologo Franco Anelli nell’ambito di una campagna di ricerche speleologiche condotte nelle Murge sudorientali su invito dell’ente provinciale per il turismo di Bari.

Ricerche in corso

La Grave è ben lungi dall’aver rivelato tutti i suoi segreti. Nel 2006 l’Amministrazione Comunale e la Società Grotte di Castellana hanno progettato ed effettuato un vasto intervento di ripulitura dell’abisso, riportando in superficie molti detriti, accumulati nel corso dello scavo della galleria d’accesso e di altri lavori di sistemazione turistica delle cavità, nonché il materiale di risulta, convogliato dallo scorrimento delle acque fluviali nella citata galleria e, da qui, in una depressione alla base della parete nord della voragine. È questo il punto nel quale si potrebbe sperare di rinvenire un accesso a nuove cavità, che potrebbero svilupparsi lungo la principale linea di frattura delle grotte, oggi conosciute, oppure perpendicolarmente a essa. Lo stesso Anelli, infatti, aveva già intrapreso uno scavo in tale direzione ma aveva dovuto rinunciarvi, di fronte al pericolo di frane e per la scarsità dei fondi a disposizione.

Le insufficienti risorse finanziarie hanno impedito, nel 2006, di completare lo scavo in questione, bloccato proprio laddove la parete della caverna inizia a curvarsi verso l’interno.

Un’indagine condotta in loco ha evidenziato ancora vari metri di terra sotto il punto di massima profondità raggiunta e, inoltre, ricerche geofisiche di superficie, condotte negli anni passati con varie tecniche d’indagine, hanno consentito ipotizzare l’esistenza di nuovi rami, che si darebbero dalla voragine iniziale. La storia della Grave non può, pertanto, dirsi conclusa e, forse, si avrà in futuro un riscontro circa gli esiti della pionieristica spedizione guidata nel Settecento da Vincenzo Longo, nel corso della quale quegli esploratori avrebbero visto caverne diverse da quelle oggi conosciute, esistenti, addirittura, sotto l’abitato di Castellana-Grotte.




CASTELLANA GROTTE

La più bella caverna del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, definita per la ricchezza e il biancore dell’alabastro, la più splendente del mondo si trova a Castellana Grotte.

LA GROTTA BIANCA

Nella Puglia profonda, un candido velo,
a Castellana Grotte, un incanto dal cielo.

È la Grotta Bianca, un sogno d’alabastro,
dove il tempo si ferma, in un abbraccio casto.

Tra stalattiti e veli, un mondo fatato,
di luce riflessa, di bianco immacolato.

Più splendente del sole, pura meraviglia,
un canto silente che l’anima piglia.
di

5 Luglio 2025

Evento online: L’estate tra versi e pittura

EVENTO ONLINE/CRESY CARADONNA


“L’estate tra versi e pittura” è un evento virtuale al quale tutti gratuitamente possono partecipare con una loro poesia o opera pittorica a tema estivo per celebrare la bella stagione.
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– Si pubblica solo nella pagina evento seguendo questo link:
https://fb.me/e/3rdGhitFo

sono ammessi anche i componimenti in forma dialettale con traduzione
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– Non verranno rilasciati attestati
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L’evento non è un concorso ma una semplice condivisione su fb.
_________dal 25 giugno al 2 luglio 2025

Cresy Caradonna
https://www.facebook.com/share/1BkWSuggpN/