MARTEDI’ 11 GIUGNO 2019 Prima Pagina – La stampa Nazionale e Estera

MARTEDI’ 11 GIUGNO 2019
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QUOTIDIANI ESTERI

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Prima Pagina El Mundo 11/06/2019
RASSEGNA QUOTIDIANI A CURA DI
CRESCENZA CARADONNA

AMARA TERRA MIA

” Amara terra mia”

Così ritorno a te
ritorno nella terra, mia madre,
così ritorno a germogliare

sono un fiore
sono un bocciolo
sono grano
sono il ritorno all’amata terra mia
solco tra i semi arati dalle callose mani del contadino
sono pane
sono vita

vita vita vita mia
per te cara amara terra.
2015© Cresy Crescenza Caradonna


Puglia d’amare …e visitare NECROPOLI DI SAN MAGNO CORATO

Puglia d’amare …e visitare

NECROPOLI DI SAN MAGNO CORATO

VIII -V Secolo a.C.

Sito Archeologico

A circa 13 Km da Corato in direzione sud-sudest, è stata portata alla luce una necropoli di sepolcri a tumulo. L’area centrale della necropoli si estende in senso nord-sud per circa 2 Km e in senso est-ovest per circa 1 Km. La struttura delle tombe presenta nel mezzo una cista prevalentemente rettangolare e abbastanza ampia contornata sia da blocchi che da lastre più o meno megalitiche tanto da sembrare, se non autenticamente dolmenica, di tipo dolmenico e chiaramente collegabile alle ciste del richiamato sepolcro dolmenico a tumulo della tarda età del bronzo.

Nelle tombe sono stati rinvenuti oggetti in bronzo e in ferro e vasellame prevalentemente frammentario sia di impasto che acromo e dipinto in stile geometrico in argilla depurata, tra cui spicca una coppetta di tipo greco-orientale proveniente dal sepolcro numero 12 databile tra l’ultimo quarto del VII e il primo quarto del VI sec a.C.: si tratta di prodotto d’importazione o, comunque, d’imitazione locale da Metaponto o da Siris che trova numerosi riscontri nei complessi vascolari apulomaterani. Anche il repertorio vascolare, sia pure frammentario, ha offerto sufficienti elementi di identificazione e di collocazione culturale e cronologica dei sepolcri esaminati.

In particolare si distinguono frammenti di un vaso-filtro, anse e appendici cornuti.

#archeologia #pugliadaamareonline #Corato #necropoli
Cresy Crescenza Caradonna
(ricerche web)

«La Gazzetta del Mezzogiorno», domenica, 9 giugno parla del PREMIO MARTUCCI XVII ed. VALENZANO

PREMIO MARTUCCI – VALENZANO XVII edizione, 1-2 GIUGNO 2019.

Articolo diffuso sul quotidiano barese «La Gazzetta del Mezzogiorno», domenica, 9 giugno, che esalta, il resoconto delle due giornate di cerimonia: Premio Nazionale di Letteratura e Teatro «Nicola Martucci 2019», nel Castello baronale Martucci – Valenzano.

NARRARE UN LIBRO TRA NOTE, READING E DIALOGHI. VOCE DI SALE UN VIAGGIO NEL MONDO DELL’AUTISMO di LUISA SORDILLO Iacobelli Editore

NARRARE UN LIBRO TRA NOTE, READING E DIALOGHI.
VOCE DI SALE
UN VIAGGIO NEL MONDO DELL’AUTISMO
di LUISA SORDILLO

Iacobelli Editore

Giovedì 13 giugno 2019, Auditorium del MAT Museo dell’Alto Tavoliere, ore 19.00

Introduce Edvige Sordillo

Dialoga con l’Autrice Elena Antonacci, Direttrice del MAT Museo dell’Alto Tavoliere

Reading di brani tratti dal romanzo Tonia d’Angelo con  i ragazzi di Ciak Sipario

Intermezzi musicali a cura del M° Saverio Lops (Violino)

Giovedì 13 giugno si terrà un incontro, non per presentare un libro, ma per narrare un libro attraverso vari linguaggi, quello dialogico, quello musicale, quello teatrale.

Una modalità nuova per segnare il debutto del romanzo di Luisa Sordillo “VOCE DI SALE. Un viaggio nel mondo dell’autismo”, un romanzo coraggioso la cui cifra passerà, nell’Auditorium del MAT, attraverso vari registri che riusciranno a toccare l’anima di chi vorrà venire ad ascoltare e ad immergersi nelle atmosfere suggestive ed evocative: le note struggenti di un violino che si allineeranno alle differenti e mutevoli sensazioni espresse dall’Autrice; le letture dei passaggi cardine del libro e la trasposizione del testo narrativo in una dimensione recitativa; i dialoghi con l’Autrice in percorsi di introspezione segnati dall’evoluzione psicologica ed emozionale della Donna e della Madre protagonista del libro

Un romanzo coraggioso, una voce che squarcia i silenzi e si insinua nelle pieghe più profonde dell’anima” (Simona Sparaco),  “Voce di sale” è il racconto di un figlio “speciale” che si traduce in risorsa.

Un figlio “speciale” che coinvolge i vari ambiti della vita, quello sociale, quello educativo, quello familiare.

Ne consegue la necessità, auspicata dall’Autrice, di creare una rete, non ancora attiva, di centri per promuovere una cultura dell’accoglienza, dell’inclusione sociale e della continuità che non lasci soli le famiglie che incontrano ed attraversano l’autismo e che, soprattutto, non lasci sola una donna, la madre.

Luisa Sordillo, che vive nella vita una situazione a contatto con l’autismo – sebbene il romanzo non sia da classificarsi come autobiografico – trasforma il suo libro in uno strumento di comunicazione rivolto a noi tutti, per scuotere coscienze, determinare situazioni di immedesimazione, in cui un figlio autistico è un figlio fortemente amato e caratterizzato dall’essere speciale. La particolarità del bambino non è data da lui, ma è altro che la ricorda: le finestre, le porte, le strade, le scuole, gli ospedali, lo Stato. Il bambino “speciale” rimane unicamente un figlio.

Luisa Sordillo ha scritto il romanzo “Voce di sale”, la voce del ragazzo autistico, per una necessità improcrastinabile, quella di contribuire ad un cambiamento sociale nei confronti dei bambini e dei ragazzi “speciali” e lo ha fatto con una scrittura originale e personale nella scelta di aggettivi, avverbi e figure retoriche, in uno stile mai ampolloso, che fa amare questo libro fin dal primo approccio alla lettura e ci conduce nell’anima di vissuti lontano da noi che, alla fine, diventano nostri. Ed il ragazzo “speciale” diventa il figlio di molti di noi, portandoci agli occhi le fragilità di tanti ragazzi e delle loro famiglie.

Luisa Sordillo nasce a San Severo, in provincia di Foggia, nel 1966. Eclettica, ama l’arte in ciascuna delle sue declinazioni, in particolare la musica, la letteratura, la scrittura, la pittura e la poesia, alla quale si avvicina per caso, provando a mettere nero su bianco dei personali pensieri. Pubblica una silloge, Sincronia della sorellanza (edizioni LietoColle). Avvocato e madre di tre figli, di cui uno con autismo, Voce di sale è la sua prima prova narrativa o, come ama definirla, il volo pindarico della sua esperienza nell’universo dell’autismo.

INFO

MAT – Museo dell’Alto Tavoliere

Piazza San Francesco 48 – San Severo (FG)

tel.: 0882.339611

email:mat.sansevero@comune.san-severo.fg.it

Agenda culturale in http://www.comune.san-severo.fg.it

Facebook: Mat Museo dell’Alto Tavoliere

Twitter: @MATSanSevero

Instagram: mat_museo_alto_tavoliere

ROSETTA PAMPANINI La voce che fece innamorare Toscanini

ROSETTA PAMPANINI

La voce che fece innamorare Toscanini

Il saggio pubblicato da LB edizioni sarà presentato presso

la libreria Bari Ignota via de Rossi, n. 183. Bari venerdì 14 giugno ore 18.30

Alla presentazione interverranno l’autore Mariano Argentieri, Valeria Bottalico, Egidio Pani, Livio Costarella.

«La signorina Pampanini è una cantante completa, la cui voce è parimente bella nei suoi acuti, negli appassionati centri e nelle note gravi del suo registro; la fluidità del suo fraseggio non è soltanto mezzo di espressione ma anche squisito senso musicale».

Così TheTimes salutava l’ennesimo trionfo di Rosetta Pampanini (1896-1973), una delle interpreti italiane più sofisticate e più potenti dei personaggi pucciniani che ottenne le più elevate onorificenze calcando i palchi di mezzo mondo ed esibendosi al fianco dei più insigni direttori d’orchestra, compositori ed interpreti lirici.  Questo saggio di Mariano Argentieri si basa su fonti documentarie edite e inedite e ricostruisce la vita e l’opera della grande artista.

Un saggio che rivela, inoltre, dei periodi vissuti dal soprano a Bari dove conobbe il marito.

«Era una persona cortese e generosa – così Simonetta Puccini nella prefazione al testo –  e io la ricordo ancora mentre contempla in religioso silenzio la tomba di Giacomo Puccini sepolto nella Cappella della Villa Museo di Torre del Lago». L’inizio della stesura del saggio ha coinciso con le celebrazioni di due anniversari importanti. Il primo riguardava i 112 anni della “prima” di Madama Butterfly al teatro alla Scala mentre il secondo, altrettanto fondamentale, erano i 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini. Un periodo storico, pertanto, quanto mai adatto per onorare il soprano Rosetta Pampanini.

Ulteriori informazioni sulla pagina Facebook: Rosetta Pampanini la voce che fece innamorare Toscanini

LUNEDI’ 10 GIUGNO 2019 Prima Pagina – La stampa Nazionale e Estera

LUNEDI 10 GIUGNO 2019
Prima Pagina –
La stampa Nazionale Estera


QUOTIDIANI ITALIANI

Prima Pagina La Gazzetta del Mezzogiorno 10/06/2019
Prima Pagina Il Fatto Quotidiano 10/06/2019

Prima Pagina Il Tempo 10/06/2019
Prima Pagina La Stampa 10/06/2019
Prima Pagina L'Unione Sarda 10/06/2019

Prima Pagina La Verità 10/06/2019
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Prima Pagina Tuttosport 10/06/2019
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QUOTIDIANI ESTERI

Prima Pagina Le Figaro 10/06/2019


Prima Pagina Daily Mail 10/06/2019
Prima Pagina El Pais 10/06/2019
Prima Pagina The Wall Street Journal 10/06/2019
The Times (UK), prima pagina
Rassegna stampa a cura di
CRESCENZA CARADONNA

LA DIVINITÀ UMANIZZATA, L’UMANITÀ DIVINIZZATA Domenica di Pentecoste (C)

LA DIVINITÀ UMANIZZATA, L’UMANITÀ DIVINIZZATA

Domenica di Pentecoste (C)

Siamo a 50 giorni da Pasqua e la Chiesa celebra la Pentecoste (in greco antico: pentecosté “hēméra”, cioè “cinquantesimo “giorno” Nella fede ebraica era chiamata lo “Shavuot”, o festa delle settimane, in essa si compiva uno dei tre solenni pellegrinaggi a Gerusalemme, dove c’era l’unico tempio in cui gli ebrei potevano offrire sacrifici. Questa celebrazione affonda le sue radici nell’antichità, quando non era che il giorno in cui si presentavano a Dio le primizie del frumento, come gli antichi precetti prescrivevano. Successivamente divenne la solennità in cui si faceva memoria della Torah: la Legge data a Mosè perchè il suo popolo potesse avere una via da seguire nell’attesa del suo Messia. Anche per noi cristiani è il giorno della primizia, ma, al posto del grano, il Cristo sommo sacerdote offre i primi discepoli riuniti nella Sua Chiesa che, attraverso l’effusione dello Spirito Santo, costituisce come suo mezzo eletto per operare nella storia. Interessante notare l’accostamento tra frumento e Thorà: il pane che nutre il corpo e quello che alimenta l’anima (cfr. Mt 4, 4 e Lc 4, 4). Se si considera poi l’ulteriore associazione con la Pentecoste dello Spirito, che “divinizza” la Chiesa nascente, diventa chiaro come Dio voglia fare di lei, custode e dispensatrice della Parola, il nutrimento spirituale per l’intera umanità. È l’anti Babele: se il celebre racconto biblico narra dell’esito catastrofico del tentativo umano di auto-divinizzarsi e unificarsi (cfr. Gn 11), quello della pentecoste ci narra come, la Verità portata da Cristo, permette all’uomo di riunirsi attorno al Suo messaggio universalmente condivisibile. Le parole del Vangelo annunciate da coloro che erano riuniti nel cenacolo, inebriati dal Vino Nuovo dello Spirito, sono comprensibili da tutti: è lo stesso Paraclito che porta la voce di Gesù nel cuore di quelli che ascoltano (cfr. At 2, 1-11). Come con l’incarnazione il Verbo “umanizza” la divinità, così nell’Ascensione Egli divinizza l’umanità estendendo la sua Gloria a tutti noi attraverso il dono delle Pentecoste.

Gv 14,15-16.23-26

+In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».+

Il Paraclito (dal greco “Paràcletos”: il chiamato a se; l’invocato; il consolatare e il soccoritore), è la presenza stessa di Cristo, per opera dello Spirito, presso il cuore di chiunque lo voglia accogliere.

Ascendendo al Cielo, dopo aver “umanizzato” la divinità, Cristo “divinizza” l’umanità divenendone l’unico cuore condiviso: “Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose” (Ef 4, 10). Da allora Gesù parla per mezzo dello Spirito alla coscienza di chiunque voglia ascoltarlo per renderlo suo amico, alleato e collaboratore nel suo disegno di Salvezza: ” Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20).
Anche se con Cristo la Rivelazione è data all’uomo nella pienezza, l’umanità fa fatica a comprenderla e la Sua “intelligenza” si fa strada a fatica nella storia. Gesù continua a parlarci senza dire niente di nuovo ma continuando a stupire con lo splendore del Suo messaggio di inaudita Speranza. Parlando di “cose future”, Gesù fa riferimento a quel processo irreversibile che egli stesso ha innescato nella storia: il Suo ritorno definitivo, la Parusia. Questa Speranza rende invincibile il cuore del credente che è così pronto a tutte le battaglie.
Quando la Sua Parola è accolta diventa “carne” e testimonianza nella nostra vita, Speranza per il mondo. La voce di Dio è luce sulla nostra intelligenza che si confronta con il mistero della Rivelazione. Da questo nasce un’esperienza di rivoluzione interiore che, senza nemmeno accorgercene, ci fa testimoni e annunciatori della Salvezza: “Chi ha sete venga da me e beva, chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7, 37-38).

Vi propongo un’antica preghiera cristiana scelta per introdurre le sessioni del Concilio Vaticano II: “Adsumus
Siamo qui dinnanzi a Te, o Spirito Santo:
sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti nel Tuo nome;
vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori: insegnaci Tu ciò che dobbiamo fare,mostraci Tu il cammino da seguire, compi Tu stesso quando da noi richiedi.

Sii Tu solo a suggerire e guidare le nostre decisioni, perché Tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso: non permettere che sia lesa la nostra giustizia, Tu che ami l’ordine e la pace; non ci faccia sviare l’ignoranza, non ci renda parziali l’umana simpatia,non ci influenzino cariche e persone;
tienici stretti a te col dono della Tua grazia, perché siamo una sola cosa in Te e in nulla ci discostiamo dalla verità.

Fa che riuniti nel Tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme, così da far tutto in armonia con Te,
nell’attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i premi eterni.”

Amen.

Felice Pentecoste!

12-Giugno-2019 – GIORNATA MONDIALE CONTRO IL LAVORO MINORILE

12-Giugno-2019  – GIORNATA  MONDIALE CONTRO IL LAVORO MINORILE

                           

L  A V O  R O    M  I  N  O  R  I  L  E 
U  N  A       P  I  A  G  A     D  E  L     N  O  S  T  R  O     T  E  M  P  O

di EDUARDO TERRANA

In molti paesi del mondo vi sono bambini ed adolescenti che vivono in condizioni di particolare sfruttamento e povertà e di avviamento al  lavoro anche in età molto precoce.

Secondo i dati divulgato dall’ILO, (International Labour Organization ), nel mondo ci sono 152 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni vittime del lavoro minorile impiegati nelle miniere,  nelle fabbriche, nei campi, costretti a trasportare carichi pesanti e  a sopportare orari di lavoro eccessivi e senza tutela alcuna.

 Estremamente preoccupante è la realtà  presente in Asia e nella regione del Pacifico dove risultano impiegati in lavori pericolosi 78 millioni di bambini e nella regione subsahariana altri 59 milioni.

A questi bambini è negato vivere l’infanzia. E’ vietato Il diritto al gioco, allo studio, a godere l’affetto di una famiglia, a crescere in modo sano, a ricevere un’istruzione e una formazione adeguata.

Già nel 2010, la comunità internazionale aveva preso impegno ad eliminare  almeno le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016. Siamo già al 2019 e si  registra ancora la triste realtà di tanti milioni di bambini che vengono  sfruttati in attività lavorative pesanti, dure, e pericolose,  che comportano  rischi, anche l’essere  esposti a sostanze tossiche,  e mettono  a repentaglio non solamente la loro vita ma anche la loro crescita, la loro educazione  e hanno effetti nocivi sulla loro salute e sul loro sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale, con  conseguenti danni fisici e psicologici permanenti.

La condizione di questi minori permane purtroppo allarmante ancora nel 2019 per cui è  sempre più urgente la necessità di prestare al fenomeno particolare attenzione, intervenendo con azioni mirate. La strada  da fare, per il riscatto di questi minori e per  affrancarli dallo stato di povertà e di sfruttamento in cui vivono, appare  però ancora lunga, anche perché è preliminare intervenire ed eliminare le cause di povertà che costringono  le famiglie  ad avviare al lavoro i loro figli anche in tenera età.

La povertà purtroppo genera sempre nuova povertà e nega il godimento dei diritti.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, varata dalle  Nazioni Unite, ha  proclamato che l’infanzia ha diritto a un aiuto e a un’assistenza particolari,  riconoscendo che  il fanciullo ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione, ciò che fissa come basilari i principi che  il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, necessita di una protezione e di cure particolari e la sua crescita, la sua educazione e formazione, va salvaguardata in tutte le fasi dello sviluppo e maturazione del minore. 

In tale ottica la  “Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, riconoscendo il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro, e  riconoscendo altresì la necessità che vengano   rispettati  in tutti i  Paesi le norme a tutela e difesa dei diritti dei minori  e garantirne l’osservanza, intende richiamare l’attenzione, la sensibilità e l’intervento dei governi del mondo, sulla  tragica realtà del lavoro minorile ed  in particolare sul fenomeno diffuso dei bambini vittime del lavoro forzato.  

Rivolge , pertanto,  un particolare sollecito alla  cooperazione internazionale per il miglioramento delle condizioni di vita dei fanciulli in tutti i Paesi, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, perché in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni, pubbliche o private, di assistenza sociale e tutela ai minori, l’interesse superiore del fanciullo  venga considerato valore  preminente e  a tal fine vengano adottati  tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi appropriati  perché sia riconosciuto, da un lato, il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale, e sia stabilito, dall’altro, un’età minima di ammissione al lavoro, prevedendo   un’adeguata regolamentazione degli orari di lavoro e delle condizioni d’impiego.

E’ auspicabile , pertanto, che dalle enunciazioni di principio  si passi ad azioni ed interventi legislativi concreti e che gli Stati del Mondo,   secondo quanto esplicitano  le carte internazionali in materia di tutela dei bambini e degli adolescenti e nello spirito della giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si celebra ogni anno il 12 giugno, vogliano farsi carico effettivamente del problema per avviarlo a soluzione a breve o a medio termine. 

La situazione è allarmante, la necessità d’intervento è urgente! In gioco c’è la sorte e l’avvenire di tanti milioni di minori  che hanno  diritto a un domani decoroso e civile.

Non si dimentichi che i minori sono la speranza del futuro per l’intera Umanità.

Eduardo Terrana
Conferenziere internazionale
su Diritti Umani e Pace

 

Hannah Vulcana di GIVE ME A KISS Chi è

Hannah Vulcana di GIVE ME A KISS
Chi è


Nata a Lebenslauf Geburtdatum il 01 Dicembre 1987
(Artista) opera in mostra
il 22 gennaio 2013 “Mostra SPIELzIMMER”



L’artista ispano-austriaca Hannah Vulcana:
“Tutto ciò che rimane è cambiamento”
(autore sconosciuto).

Opera in mostra
il 22 gennaio 2013 “Mostra SPIELzIMMER”
L’artista ispano-austriaca Hannah Vulcana:
Nella foto Hannah Vulcana presso spaziogiovani a Bari Puglia per la mostra
” GIVE ME A KISS “
Crescenza Caradonna detta Cresy scrive il suo pensiero in ricordo della mostra
 GIVE ME A KISS
“GIVE ME A KISS”
https://wp.me/p83ry9-dtp
https://wp.me/p83ry9-dnY
La bella iniziativa di Liliana Carone che, facendo seguito all’idea di Hannah Vulcana, ha voluto “stampare” tantissimi baci per portare amore ed allegria tra i ragazzi e gli adulti
180 Baci
Alla Galleria “Spazio Giovani” di Bari in Via Venezia 41
Mostra di baci.
SABATO 8 GIUGNO 2019
💋

Hannah Vulcana Kriechbaum, autrice di libri per bambini, l’artista, nato nel 1987 e studiato al Mozarteum di Salisburgo e residente a Puchkirchen am Trattberg presso Vöcklabruck, ha ottenuto numerosi premi ai Concorsi di libri per bambini e ragazzi di Schwanenstadt e ha potuto pubblicare il suo primo lavoro all’età di 18 anni, i suoi libri si intitolano: “Perché Bitscho è anche chiamato Jones”, “Trova il principe in me” e “Sono nuvole grigie?”, che ha anche illustrato con una varietà di tecniche pittoriche.

Traduzione di Cresy Caradonna dal tedesco.
By Cresy Crescenza Caradonna



“Tutto ciò che rimane è cambiamento”
(autore sconosciuto).