UN LIBRO “ AGLAIA” PER CONOSCERE MEGLIO LE DONNE E LE LORO MILLE SFACCETTATURE.
Nell’
ambito della Rassegna Rosso Porpora, giunta alla seconda edizione, è
stato presentato presso il Museo Diocesano di Molfetta, alla presenza di
un foltissimo ed interessato pubblico, il libro “ Aglaia, Diario
segreto di uno scrittore impunito”, di Mauro Mastrofilippo.
A fare
gli onori di casa l’assessore alla cultura e vice sindaco Sara
Allegretta, promotrice della rassegna culturale affiancata dall’ autore,
dalla professoressa Antonella Paganelli nel ruolo della moderatrice e
da Giorgio Latino in veste di lettore di alcune pagine del romanzo.
Quest’anno
la rassegna affronta il desiderio di amore attraverso il romanzo e il 9
marzo, nella Cittadella degli Artisti, alle 20.30, con lo spettacolo
teatrale in forma di monologo: Di fuoco e di vento. Eleonora Duse.
L’Imaginifica.
Ancora una volta scandagliato l’universo femminile
sotto una altra prospettiva, dando voce alle donne protagoniste di
questo avvincente racconto ricco di sorprese e colpi di scena.
I
presenti attraverso alcuni brani del libro e le sollecitazioni della
Paganelli, hanno ripercorso il viaggio di andata e ritorno, dalla Puglia
agli Stati Uniti, raccontato dall’autore, una delle icone della moda
degli anni ’80, che in questo noir traccia i vari percorsi del bisogno
d’amore attraverso le protagoniste del romanzo: Veronica, Wilma e Gabri.
Il
romanzo ha il pregio di mescolare uno stile lieve e a tratti scanzonato
con una narrazione densa di significati, capace di coinvolgere il
lettore fino al suo inaspettato e drammatico epilogo.
Le Tre
Grazie del Canova, raffigurate sulla copertina del libro a simboleggiare
la bellezza femminile sono in contrapposizione con le tre protagoniste,
ognuna con il proprio “grido d’amore”. Ognuna di loro nasconde segreti
che non verranno svelati se non alla fine.
La serata è trascorsa
piacevolmente fra l’excursus della vita di Mastrofilippo, che ha toccato
differenti ambiti lavorativi abbracciando più carriere, alla
dichiarazione d’amore per il sesso femminile e le sue potenzialità.
Pur
non essendo autobiografico, racconta molto delle donne avendo l’autore
vissuto a diretto contatto con l’universo femminile quando ha calcato le
più importanti passerelle della moda negli anni ottanta.
Ogni
presentazione, dalla prima a Bisceglie sua città di adozione a tutte
quelle che sono seguite, ha incontrato il favore del pubblico che si è
complimentato con l’ autore riscoprendo ed apprezzando un Mastrofilippo
inedito, per certi versi anche sorprendente.
Per chi non lo avesse ancora letto vi sveliamo qualche anticipazione, ma non troppo, come si addice ad un noir.
Una
storia apparentemente rosa, velata di passionale erotismo e dipanata su
melanconici ricordi, si tinge marcatamente di nero allorquando Marco,
il protagonista maschile, si vede costretto a tener fede alla sacra ed
insana promessa fatta alla sua amante: uccidere suo marito.
Mastrofilippo
da sempre è stato appassionato di scrittura, è una sua vecchia
passione, tenuta nascosta per pudore, per inibizione. Da ragazzo si
sfogava attraverso le lettere scritte in navigazione ed inviate dai
porti toccati dalle navi sulle quali in giovane età era stato imbarcato.
Più
in avanti, quando moda e immagine, impossessandosi della sua vita, lo
portano dalle passerelle e dalle sale di posa, al di qua dell’obbiettivo
di una macchina fotografica, di una video camera o di un ciak, si è
ritrovato a corredare brochure, materiale pubblicitario e quant’altro
producevo, con slogan, didascalie e testi scritti.
La costante
piacevole presenza di donne nella sua vita ha influito sulla scelta di
rendere nel romanzo protagoniste le donne. Una madre e due sorelle in
una casa dove manca il padre perché naviga, segnano già al femminile la
sua infanzia. Se a questo poi ci aggiungiamo una quantità industriale di
materne zie, affettuose cugine e di generose amiche delle sue sorelle
nel suo quotidiano di adolescente, è facile intuire quanto forte, da lì
in poi, si sarebbe fatta la dipendenza dall’universo donna. Non c’è
stato giorno che Mauro non abbia avuto al suo fianco una compagna. E se
una lunga navigazione lo privava della sua piacevole compagnia, sapeva
come fare per entrare nelle grazie di straniere sconosciute non appena
toccava terra. Bell’aspetto, italianità, gentilezza ma soprattutto
conoscenza del linguaggio dell’altro sesso, gli facilitavano
l’approccio. La bellezza esagerata di top model frequentate per lavoro
per oltre un decennio e la grandezza di una moglie dalla quale non
potrei mai prescindere, hanno fatto il resto.
Mastrofilippo è grato anche agli uomini..
Con
loro ha giocato a salta cavallo, a pallone, ha marinato la scuola, ha
imparato a fumare, ha stretto patti di sangue, ha tifato per una
squadra, ho lottato per un ideale, ho fatto il militare, ha viaggiato
per lavoro e per vacanza, ho condiviso gioie e dolori.
A loro deve molto.
Ebbene
sì, è stato sempre rapito dalla capacità delle donne di essere al
contempo fragili e forti, geniali e sregolate, dolci e amare, perfide ed
amabili. I loro racconti, le confidenze, le verità, le sane bugie, la
variegata visione della vita lo hanno migliorato dentro. Credo, dice
Mastrofilippo, mi abbiano dato molto più di quanto io abbia potuto dare a
loro.
Come potevo non narrare di loro?
Come potevo non
renderle protagoniste dei miei romanzi quando lo sono già della mia
stessa vita? Afferma quindi l’ autore, sollecitato dalla moderatrice…
Racconta poi come è nata la sua carriera sulle passerelle.
“Provo
a fare il fotomodello, e per fatal combinazione capito al casting
giusto nel momento giusto. La redazione di Vogue, dico Vogue, cercava un
fotomodello che avesse confidenza con motori, caldaie, manovellismi e
quadri elettrici, per realizzare un servizio fotografico di moda
riconducibile a quel gran capolavoro di film di Fritz Lang che è
“Metropolis”. Quello che cercavano disperatamente lo trovarono non
appena raccontai di me all’addetto al casting. Tutto tornava. Essere
stato un macchinista navale per un bel po’ di anni, in quel preciso
luogo e momento pagava, pagava tanto e bene. Decolla così la mia
carriera di fotomodello e indossatore. Entro dalla porta principale a
fare parte da protagonista di un mondo esclusivo, patinato come le
pagine prestigiose di testate di moda. Modelle e modelli bellissimi su
pagine di giornale, passerelle da defilè e negli spot pubblicitari, per
incantare un pubblico deciso a spendere fior di quattrini per qualcosa
di effimero ma rappresentativo di un prestigioso status symbol. Cose da
pazzi, vero? Ma Eravamo alla fine degli anni 80 e Milano, capitale
europea della
moda, a quel tempo era la “città da bere” ed io l’ho
bevuta, a piccoli sorsi, tenendo ben piantati i piedi per terra e gli
occhi ben aperti
Una volta svestito i panni dell’uomo copertina, è
stato naturale per lui fare il direttore artistico, il regista,
l’attore di teatro, l’organizzatore di eventi, il creativo, il
copywriter, l’insegnante di portamento, attività queste che hanno fatto
da apripista a quella che ha ritenuto la migliore trovata per
reinventarsi ancora una volta: scrivere storie.
E, visto il
successo, confermiamo che le sue storie piacciono e catturano il
pubblico il quale, come tutte le presentazioni, si accalca per
acquistare il libro e farselo autografare da Mauro Mastrofilippo dalle
mille vite: da marittimo a modello, da creativo a scrittore, sempre
capace di mettersi in gioco.
“Aglaia” sta infatti conquistando una
fascia sempre più ampia di lettori anche grazie alla capacità empatica
che l’autore ha dimostrato di possedere.
Tante le presentazioni già programmate nel barese, viste le richieste pervenute da librerie, circoli ed associazioni.