IL RUMORE UCCIDE di EduardoTerrana

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IL RUMORE UCCIDE

Articolo di Eduardo Terrana

L’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) considera la contaminazione acustica un problema ecologico e di salute pubblica, alla stregua dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Viene rilevato che il rumore produce un’azione tossica sulla persona e sulla collettività, e pertanto :

“ Se in breve volgere di tempo l’uomo non riuscirà ad isolarsi, a riposare, per disinquinare il proprio udito dai rumori, la funzione uditiva dei nostri figli e dei nostri nipoti sarà abnormemente ridotta anche in età relativamente giovane, tanto che determinati suoni o musiche potranno a loro non giungere più”.

Tali previsioni oltremodo realistiche trovano fondamento nei fatti che  si verificano  tutti i giorni nelle nostre città, che sempre più prese dalla “civiltà dei rumori”, sono ormai degli autentici inferni sonori.

Si è ormai prossimi al livello di guardia.

Il valore di 120 decibel  costituisce il limite oltre il quale può essere leso in modo irrimediabile l’orecchio, e comunque costituisce la soglia del dolore.

Se si considera che l’udibilità inizia a zero decibel, che a 19 decibel corrisponde il frusciare delle foglie nel bosco, che  a 60 decibel il tono elevato o alterato  della voce umana  già disturba alquanto, che a 80 decibel il rumore dei tram agli incroci, già si fa pesante e può essere deleterio per l’udito se protratto per lungo tempo,  e che i 90 decibel prodotti all’interno di una officina meccanica è già insopportabile, si può comprendere quanto sia dannoso una intensità di suono amplificato a 120 decibel prodotto in una sala di discoteca , che può danneggiare, in modo transitorio o permanente,  la funzione uditiva del 30-50%.

Come non soffermarsi a riflettere allora sui risultati acquisiti  da vari  istituti di fisiologia di diversi stati che hanno accertato che un rumore di 110 decibel  prodotto per un secondo toglie a un individuo la capacità di decisione per mezzo minuto , e che rumori dell’intensità di 115 decibel, agenti per qualche minuto sul cervello umano, producono un elettroencefalogramma simile a quello di un epilettico?

Come restare insensibili e inattivi di fronte alle rivelazioni della scienza che,  nel mentre ci ammonisce che il rumore non intacca solamente l’udito ma disturba anche fortemente l’intero organismo ed in modo determinante il sistema nervoso, ci pone davanti gli effetti di avvelenamento prodotti dal rumore: l’astenia, la debolezza, l’insonnia, la depressione, l’inquietudine?

Il rumore inoltre contribuisce alla ipertensione, predispone alle malattie cardio-circolatorie e gastrointestinali, nonché all’insorgere dell’ulcera.

Il rumore è causa altresì di perdita di memoria e riduce la prontezza dei riflessi.

Il rumore prodotto da: ululati di sirene, stridore di freni, sferragliare di tram e treni, rimbombare di aerei,  auto e moto, colpi di clacson sempre più nevrotici e rabbiosi, lo sbatacchiare ineducato di portiere, di bidoni della spazzatura degli appositi camion, e ancora martelli pneumatici, perforatrici, radio e televisori a tutto volume, e lo stesso vociare delle persone al telefonino,   oggi si abbatte come uno  tsunami sull’uomo e sulla collettività .

L’inquinamento acustico nelle nostre città è stimato ormai sulla media di 95 decibel, con minimi da 79-80 e massimi da 110 – 120 decibel.

 Ormai drogati dal rumore, l’uomo e la collettività sembrano essersi assuefatti  al fracasso infernale ed assordante degli ambienti urbani, al punto che sembrano manifestare paradossalmente fastidio per il silenzio, tanto da piombare, se isolati dal rumore, in una angoscia mortale.

Questo essere drogati da rumore investe allora  precise sfere di competenze quella legislativa- istituzionale in primis e quella delle amministrazioni locali, poi,  chiamati ad un ruolo legislativo e regolamentare di prevenzione che tarda a decollare, capace di avviare una adeguata campagna formativa ed informativa che dovrebbe poggiare, chiamandoli direttamente in causa, anche sulle due maggiori agenzie educative: la famiglia e la scuola .

Il rumore può uccidere! Serve un antidoto, che riduca la lunga lista di attesa di drogati da rumore e li riporti ad una dimensione di vita e di rapporto a misura d’uomo, in cui possa essere ritrovata il gusto pacato e sereno del conversare, oggi invece sempre più gridato, in famiglia come in tv, e perché possa essere ancora colta la poesia della natura, come il  frusciare delle foglie nel bosco, che diletta l’orecchio e distende l’organismo.

                                                                         Eduardo Terrano

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Attentato alla sede di Charlie Hebdo: 4 anni fa

Accadde Oggi 7 gennaio 2015 – Attentato alla sede di Charlie Hebdo 4 anni fa: alle 11,30 di mercoledì 7 gennaio 2015.

L’attentato alla sede di Charlie Hebdo è stato un attacco terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015 contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Nell’attentato, che è stato rivendicato da Al-Qāʿida nella Penisola Arabica (o Ansar al-Sharia), branca yemenitadell’organizzazione stessa, sono morte dodici persone e undici sono rimaste ferite.

Si è trattato dell’attentato terroristico col maggior numero di vittime in Francia dopo l’attentato multiplo del 13 novembre 2015 al teatro Bataclan, allo Stade de France e a tre ristoranti parigini, in cui hanno trovato la morte 130 persone, la Strage di Nizza sulla Promenade des Anglais con 87 morti e 302 feriti e l’attentato a Vitry-Le-François del 18 giugno 1961 per opera dell’Organisation armée secrète durante la guerra d’Algeria, che causò 28 morti.

Dopo il primo attentato, il 9 gennaio un complice degli attentatori si è barricato in uno dei supermercati della catena kosherHypercacher a Porte de Vincennes, prendendo alcuni ostaggi e uccidendo quattro persone. Durante gli eventi seguenti all’attentato sono morte in totale otto persone: i due responsabili, il complice di Porte de Vincennes, quattro ostaggi di quest’ultimo e una poliziotta, portando così il totale a venti morti.

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