‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, di Julian Schnabel con Willem Dafoe

‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’, di Julian Schnabel con Willem Dafoe

Da pittore a pittore: un omaggio al grande pittore Vincent Van Gogh (1853-1890) da parte di Julian Schnabel, pittore, regista e sceneggiatore statunitense, questo film, del 2018, durata 110 minuti. Rappresentato magnificamente da William James “Willem” Dafoe, che ha già dato prova della sua bravura in diversi film e che per il film biografico ‘Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità’ si è aggiudicato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Un ruolo non facile da rendere, non solo per la grandezza artistica di Van Gogh ma soprattutto per la sua personalità visionaria e a tratti psicotica. Dotato di talento artistico fin dalla nascita – come confida al sacerdote che deve valutare la sua condizione mentale per poterlo liberare dal ricovero coatto nell’ospedale psichiatrico – Van Gogh matura un’idea di arte non come rappresentazione visiva di paesaggi naturali ma come elaborazione personale dell’anima. E li rap/presenta al pubblico, ai cittadini  come stimolo e testimonianza di vitalità contrapposti alla morte. La sua arte diventa dunque missione. E al religioso che distoglie la vista disturbato da un suo quadretto dipinto, ha buon gioco nel rispondere: ‘Perché Dio mi avrebbe fornito il talento per fare delle cose brutte e orribili?’ Infatti i suoi quadri sono strabilianti di colori, soprattutto il giallo del sole, della luce che illumina la nostra vita e quei paesaggi davanti a cui, come per Leopardi, la vista si spaura. ‘Io quando guardo l’estensione della campagna, penso all’immensità’ – così rimane incantato davanti ai bagliori o alla serenità di un paesaggio e anche di un viso, di cui coglie i tratti dell’anima e li rappresenta filtrati dalla sua sensibile e complessa personalità. Per capire questa magia, questa trasmissione spirituale, Van Gogh attraversa, a piedi, con i suoi attrezzi campi assolati o boschi floridi, o distese di grano in cui si immerge con tutto se stesso. Solo. Il suo è un processo individuale, alieno dal contatto con gli altri. Anzi la compagnia gli è ostile e gli altri non mancano di esprimere paura e disprezzo nei confronti di un artista di cui non comprendono la portata innovativa. Solamente con il pittore Paul Gaugin si accompagnerà nelle lunghe passeggiate in cui si intrattengono sulla funzione dell’arte e sulla necessità della sua innovazione. Ma ben presto le loro idee divergono drammaticamente portando Van Gogh a privarsi di un orecchio, tagliandoselo, come reazione nei confronti di Gaugin che critica la sua tecnica di immediatezza operativa. Il regista Schnabel indugia sapientemente sugli straordinari paesaggi del Sud della Francia, di Arles, in cui Van Gogh si era rifugiato per sfuggire alla quotidianità penosa di Parigi. La macchina da presa segue gli impulsi del pittore, non è mai ferma, ma sobbalza come il suo pensiero, soprattutto quando incalza i suoi interlocutori, sia che siano bambini sia una pastorella, facendosi prendere dalle convulsioni artistiche da folle, che gli causano vari internamenti. Uno spirito inquieto dunque, visionario, che fa vivere i suoi paesaggi nella loro tridimensionalità con abbondanti dosi di colori che creano quasi un volume prospettico. E nei momenti creativi o di crisi la musica di Tatiana Lisovkaia accompagna sincopata lo spettatore conducendolo nelle atmosfere del film. Al termine della sua vita per suicidio, o come suggerisce il film vittima di un colpo di pistola sparato da un giovane che voleva prendersi gioco di lui, finalmente i suoi quadri disposti attorno al suo feretro  saranno ammirati dagli altri pittori che lo avevano disdegnato in vita, ora che è giunto sulla soglia dell’eternità.

Milano, 14/01/2018

                                                                                          PAOLO RAUSA

A Vittorio Stagnani il Premio letterario nazionale per racconti brevi di BIBART- Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Bari e Area Metropolitana.

A Vittorio Stagnani, giornalista, scrittore, pittore, autore di decine di libri e formica ottimista e lucertola imprudente, è dedicata la raccolta dei racconti selezionati per il Premio letterario nazionale per racconti brevi di BIBART- Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Bari e Area Metropolitana. L’arte della parola scritta sa condurre il lettore tra le righe dei racconti che descrivono orizzonti sconosciuti o dimenticati come cartoline.
Le parole pennellano, scolpiscono la materia, sono pedalate di bicicletta, quella stessa che Vittorio Stagnani usava per girare tra le vie della sua Bari. La bicicletta, metafora e tratto che delinea un uomo e il suo bisogno di percorrere la vita come i paesaggi, per carpirne profumi e suoni, sapori e tradizioni, perché “non sa vivere senza la vita”.


📖 un concorso letterario

Il primo Premio Letterario Vittorio Stagnani – Bibart 2018, nato per ricordare Vittorio Stagnani, giornalista, pittore, scrittore stimato, uomo di cultura ed amante della città di Bari. Saranno premiate opere e valorizzati gli autori che dimostreranno di saper esprimersi in modo chiaro, mettendo a nudo i propri sentimenti e sensazioni. Saranno ammessi lavori a tema libero, inediti (sino alla data della premiazione) anche pubblicati sul web in lingua italiana.

Tre i premi in palio per i migliori scrittori che riceveranno un attestato personalizzato e la pubblicazione a cura della casa editrice Florestano-Bari.
La Giuria si riserva il diritto di assegnare altri premi e menzioni a sua discrezione.
I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia, che si terrà il durante la seconda edizione della Biennale d’Arte contemporanea di Bari “Bibart” a dicembre 2018. Il premio Letterario nazionale Vittorio Stagnani è patrocinato da: Università di Bari, Regione Puglia, Comune di Bari, Bari Città Metropolitana, Fondazione Tatarella e Fondazione Alessandra Bisceglia Wale onlus.


PREMIAZIONE:
sab 26/1 ore 18,00 @ Fondazione Giuseppe Tatarella
CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL

“CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE VITTORIO STAGNANI”



PREMIAZIONE:
sab 26/1 ore 18,00

@ Fondazione Giuseppe Tatarella
CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL

“CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE VITTORIO STAGNANI”

Nasce a Rimini Federico Fellini.

Nasce a Rimini Federico Fellini. Dopo una collaborazione, nel 1938, come disegnatore di vignette alla “Domenica del Corriere”, Fellini si trasferisce a Roma con la scusa di iscriversi a Giurisprudenza. In realtà, inizia a frequentare il mondo dell’avanspettacolo e della radio, dove conosce Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi, iniziando a scrivere copioni. Nel 1943 Federico incontra in radio Giulietta Masina e in quello stesso anno i due si sposano.
Il primo film “Lo sceicco bianco” è del 1952, l’ultimo, “La Voce della Luna” del 1990, in mezzo cinque Oscar (di cui uno alla carriera) e titoli immortali: 8 e ½, la dolce vita, Amarcord. Federico Fellini muore a Roma il 31 ottobre 1993.

Accadde oggi – 20/01/1920

Fellini il regista dei sogni

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I #giornalisti Gazzetta del Mezzogiorno scrivono al Presidente della Repubblica.

«Gazzetta» in edicola: nuovo appello a Mattarella

19 GENNAIO, 2019
I #giornalisti scrivono al Presidente della Repubblica, a Matera per la cerimonia di inaugurazione della Capitale della Cultura
#iostoconlagazzetta

Egregio signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
la Gazzetta del Mezzogiorno torna oggi in edicola dopo tre giorni di sciopero. Torna nelle edicole di Puglia e Basilicata per onorare la Sua presenza a Matera e, naturalmente, per non privare i Lettori dell’informazione nel giorno in cui Matera debutta come Capitale europea della Cultura.
I giornalisti e i lavoratori della «Gazzetta» offrono così un’ulteriore testimonianza del senso di responsabilità verso i cittadini e verso le nostre due regioni. È un giorno storico per la nostra terra e la Gazzetta non poteva non esserne testimone. Una funzione che svolge da più di 130 anni.
Anche da queste pagine nel Dopoguerra si alzò l’urlo di chi definì Matera «vergogna nazionale», denunciando la condizione di arretratezza di un Sud in cui Cristo si era fermato a Eboli. E innanzitutto da queste pagine partì e non è mai scemata la spinta verso il riscatto di Matera e del Mezzogiorno.

Eppure oggi il giornale esce soltanto, ribadiamo, per il senso di responsabilità di chi ne costituisce l’anima. Le retribuzioni dei giornalisti e dei lavoratori tutti della «Gazzetta» sono ferme a novembre. E anche le decine di collaboratori nei centri grandi e piccoli di Puglia e Basilicata vantano mesi di crediti.
Il futuro del giornale e dell’informazione nelle nostre due regioni è a rischio. È la conseguenza del provvedimento di sequestro-confisca dei beni disposto il 24 settembre scorso dal Tribunale di Catania nei confronti dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, nell’ambito di un’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ecco perché, nel giorno della Sua visita, da queste colonne Le rivolgiamo un altro appello – dopo quello dello scorso 17 dicembre – affinché non si spenga una voce essenziale nel Mezzogiorno a Lei così caro.
E indirizziamo il nostro grido anche al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, anch’egli presente oggi a Matera. Le sue origini pugliesi certamente gli permettono di valutare il ruolo che questo giornale riveste per le nostre comunità: dal Gargano a Santa Maria di Leuca, dalle Murge al Pollino.
Su Matera, la Città dei Sassi, si accendono oggi i riflettori del Vecchio Continente. Capitale europea della Cultura per il 2019. Ma cosa sarebbe mai la cultura di Matera, della Basilicata, della Puglia e del Mezzogiorno senza un’informazione puntuale, rigorosa e propositiva? Cosa sarebbe, se si spegnesse la voce del nostro giornale? Del resto, su queste colonne hanno scritto autori, intellettuali e politici protagonisti del riscatto italiano a partire da Sud. Uno per tutti? Leonardo Sciascia fu a lungo firma della nostra terza pagina, con i suoi interventi controcorrente e talora profetici.
Caro Presidente, il giornalismo di qualità è cultura, tanto più nell’era delle fake news e delle risse sui social network. Oggi, nel darle il nostro benvenuto qui a Matera, la «Gazzetta» affida a Lei una speranza di futuro.

#quotidiano #informazioni
#pugliadaamareonline