Ottava edizione il Premio “Porta d’Oriente”, Cultura e Libero Sviluppo del Mediterraneo-CRESCENZA CARADONNA insignita di MENZIONE DI MERITO per la poesia

Ottava edizione il Premio “Porta d’Oriente”, Cultura e Libero Sviluppo del Mediterraneo, organizzato dall’Associazione Porta d’Oriente Presieduta dalla Professoressa Concetta Fazio Bonina.

La Premiazione “Poesia, Narrativa e Romanzo”, si è tenuta a Bari Sala delle Muse, Teatro Petruzzelli, mercoledì 12 dicembre ha Introdotto  la Presidente Vera Slepoj.

In giuria sono intervenuti i membri. Vittorio Sgarbi,Gian Arturo Ferrari, Stefano Zecchi, Valentino Losito, Lino Patruno, Corrado Petrocelli,Marisa Di Bello, Cosma Cafueri, Marina Losappio, Nicola Cutino,Michele Damiani, Angela De Leo, Angela De Tommasi, Lucia Schinzano, Mary Sellani, Enrica Simonetti. Renato Corchia

La scrittrice/poetessa CRESCENZA CARADONNA è stata insignita di  MENZIONE DI MERITO per la poesia:
“IL VUOTO NELL’ANIMA NEI SOCIAL”

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA


UNA POESIA APPASSIONATA E DOLENTE SUGLI ATTIMI DI ILLUSORIA COMPAGNIA E BREVE APPAGAMENTO CHE LA FREQUENZA DEI SOCIAL COMPORTA. BEN PRESTO SUBENTRA LA CONSAPEVOLEZZA DELL’AMARA REALTA’: “UNA SENSAZIONE DI VUOTO/T’ATTANAGLIA L’ANIMA”. E TUTTO, DOPO IL BREVE, RAPIDO SFAVILLIO DEI CONTATTI VIRTUALI, TACE. PERSINO LA TASTIERA DEL COMPUTER DISATTIVATO. RESTA VIVO SOLO IL CUORE FERITO DA TANTA SOLITUDINE.
COME NON ASSEGNARE UNA MERITATA MENZIONE A UNA POESIA COSI’ RASSEGNATA E RIBELLE INSIEME?


Accadde Oggi: Strage di piazza Fontana venerdì 12 dicembre 1969 (49 anni fa)

Accadde Oggi

Strage di piazza Fontana

venerdì 12 dicembre 1969 (49 anni fa)

Strage di piazza Fontana: In un venerdì uggioso di dicembre, Milano vive le ultime ore lavorative della settimana. Alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana la chiusura è stata posticipata di mezz’ora, come solitamente avviene in occasione della borsa-mercato degli operatori dell’agricoltura.

Nell’edificio sono presenti in sessanta, tra personale e utenti, diversi seduti intorno al tavolo ottagonale sito al centro della sala principale. Sotto quel tavolo, poco prima, una mano assassina ha nascosto una borsa nera con dentro 7 chili di gelignite (un potente esplosivo utilizzato nelle cave) e un timer impostato sulle 16.37. All’ora esatta un boato scuote la città e una pioggia di schegge di vetro investe decine di passanti.

Dentro la banca si materializza l’inferno: al posto del tavolo si è aperta una voragine e tutto intorno è un insieme confuso di marmi, vetri, documenti e corpi straziati. Muoiono sul colpo dodici persone a cui, nelle ore successive, se ne aggiungeranno altre cinque, mentre sono 86 i feriti.

L’illusione che si tratti di un atto terroristico isolato (alcuni pensano anche a una caldaia esplosa incidentalmente) svanisce presto: in meno di un’ora avvengono altre quattro esplosioni tra Milano (alla Banca Commerciale Italiana, solo in questo caso scoperta in tempo e fatta brillare dagli artificieri) e Roma (al passaggio sotterraneo di Via Veneto, davanti all’Altare della Patria e all’ingresso del Museo del Risorgimento).

Dietro tutto questo c’è un disegno eversivo ben congegnato, che fino all’inizio degli anni Ottanta precipiterà il paese in un clima di terrore e che sarà ricordato come «Strategia della tensione». Si farà largo inizialmente la pista anarchica e la notte successiva alla strage di piazza Fontana gli investigatori arresteranno diversi esponenti dei circoli anarchici milanesi.

Tra questi il ferroviere Giuseppe Pinelli che morirà due giorni dopo, precipitando dal quarto piano della Questura di Milano, in circostanze tuttora misteriose. L’episodio scatenerà una violenta campagna stampa nei confronti del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel maggio del 1972 da esponenti del movimento di sinistra Lotta Continua.

Decenni di inchieste giudiziarie e giornalistiche e sette processi (l’ultimo nel 2005) non saranno sufficienti a trovare mandanti ed esecutori della strage di piazza di Fontana, ma emergeranno con evidenza le responsabilità di gruppi eversivi dell’estrema destra e di ambienti dei servizi segreti italiani e stranieri, animati dallo scopo di instaurare, attraverso gli attentati, uno stato di polizia permanente e rendere instabile la vita democratica del paese.

A dieci anni di distanza, sulla piazza milanese sarà inaugurata una lapide commemorativa con i nomi delle diciassette vittime. Tra i film sul drammatico evento, merita una citazione Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (del 2012), premiato con tre David di Donatello.

A Roma rubate 20 pietre d’inciampo

A Roma rubate 20 pietre d’inciampo

Dedicate a famiglia Di Consiglio, nel quartiere Monti dal 2012

Sono state strappate dal selciato e rubate nella notte a Roma 20 “pietre d’inciampo” installate a via Madonna dei Monti 82 e realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig, in memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento. La denuncia arriva dall’Associazione Arte in Memoria che dal 2010 si occupa dell’installazione delle pietre nella Capitale. Le pietre rubate, dedicate a 20 membri della famiglia Di Consiglio, erano state installate il 9 gennaio del 2012.

ANSA

CONTATTI/INFO: pugliadaamareonline@gmail.com

Aggressione corteo: sigilli alla sede di Casapound a Bari

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Aggressione corteo: sigilli alla sede di Casapound a Bari

Pm contesta la riorganizzazione del partito fascista, 35 gli indagati

Su disposizione della magistratura barese è stata sottoposta a sequestro preventivo la sede di CasaPound a Bari. L’indagine riguarda l’aggressione del 21 settembre compiuta da militanti del movimento di estrema destra nei confronti di manifestanti che avevano appena partecipato ad un corteo antifascista e antirazzista.
    Nell’aggressione rimasero ferite tre persone: Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista, Antonio Perillo, assistente parlamentare dell’eurodeputata Eleonora Forenza (anche lei presente al momento dell’aggressione) e Claudio Riccio di Sinistra Italiana.
    Le indagini della Digos di Bari sono state coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi che contesta agli indagati anche i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista. In particolare, si contesta di “aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista e di aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica”. Sono indagate 35 persone: 28 militanti del movimento di estrema destra rispondono di ‘riorganizzazione del disciolto partito fascista’ e ‘manifestazione fascista’ e dieci di loro di aver materialmente compiuto l’aggressione; sette manifestanti antifascisti sono invece accusati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. 

Stando alle indagini della Digos, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, la sera del 21 settembre dieci militanti di CasaPound, dinanzi alla sede di via Eritrea, “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso giustificato dalla ideologia fascista” con “sfollagente, manubri da palestra, manganello telescopico, cintura dei pantaloni” e con premeditazione, hanno causato lesioni personali ad almeno quattro manifestanti. Dopo l’aggressione un gruppo di manifestanti antifascisti, compagni delle vittime, avrebbero minacciato e colpito con calci, pugni e spintoni poliziotti e carabinieri intervenuti per sedare gli animi e contenere il tentativo di sfondamento del cordone”

 ANSA

Evacuata sede Facebook, minaccia bomba

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Evacuata sede Facebook, minaccia bomba

Quartier generale a Menlo Park, allarme da polizia di New York

La sede di Facebook a Menlo Parkè stata evacuata per una minaccia bomba. Lo riportano i mediaamericani citando la polizia locale. Secondo indiscrezioni,l’allarme è scattato su segnalazione della polizia di New York.