Rraccolta di eccedenze alimentari presso la Parrocchia di San Francesco da Paola a Bari
Caccia all’avanzo a Picone
Giovedì sera alle 19:40 presso la Parrocchia di San Francesco da Paola (vicinanze Policlinico) parte la raccolta di eccedenze alimentari tra i commercianti del quartiere Picone.
Tutti possono partecipare. Basta portare uno zaino vuoto e un mezzo di trasporto a emissioni zero (bici, pattini…).
Chi è a piedi può comunque darci una mano con lo scarico presso il magazzino della Parrocchia al termine della raccolta.
LA RADIOGRAFIA DEL DISAGIO E DELLA SOFFERENZA MINORILE
L’accoglienza,l’amore, la stima, il rispetto, non sempre costituiscono una nota distintiva,nel caso, in particolare , dei bambini,la cui realtà di disagio e di sofferenza nel mondo evidenzia connotazioni che non possono non turbare lacoscienza e far riflettere-
La condizione dei bambini è ancora drammatica in Molti Paesi e si presenta difficile anche inItalia e nel Resto dell’Europa. Esistono violazioni antiche, storiche deidiritti dei minori,come la povertà, la fame, la mancanza di cure e di assistenzaadeguate, ma anche violazioni più recenti legate alla evoluzione dei fatti edelle relazioni degli uomini, come lo sfruttamento minorile nel lavoro,l’impiego di minori in operazioni belliche, lo sfruttamento sessuale epornografico.
E ciò nonostante che “La Convenzione suiDiritti dell’Infanzia” sia stata sottoscritta da tutti i governi del mondo,tranne gli Stati Uniti , che l’hanno sottoscritta ma non ratificata. Rileviamoin breve sintesi il quadro della situazione.
Sono 17milioni i bambini che ogni anno muoiono per fame, per mancanza di acqua pura edi impianti igienici che influiscono sullo stato di salute e di nutrizionedella gestante e sulle condizioni igieniche e sanitarie in cui avviene ilparto.
Oltre 800 milionidi bambini soffrono problemi connessi alla nutrizione e alla salute. Vivono in paesi con un redditoannuo di poco meno di 100 dollari; 2,2milioni di bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni anno di dissenteria; lasottoalimentazione colpisce ogni anno 100 milioni di neonati. In Italia ibambini al di sotto dei 14 anni che si trovano sotto la linea definita dipovertà sono circa 12 milioni.
Premesso chedietro ogni bambino sfruttato c’è sempre qualcuno che abusa di lui e che traevantaggio dal suo lavoro, si stimache sono: oltre 73 milioni i bambini cheil lavoro in età precoce distoglie dalla soddisfazione di bisogni fondamentalie dalla prevenzione da esperienze che possono comprometterne una crescitaarmoniosa. Un fenomeno questo che provoca problemi per la salute del bambino,lo distoglie dall’attività scolastica e lo espone ad esperienze dannose sul piano psicologico e morale. Esistono poiforme particolarmente severe di sfruttamento minorile, che consistonoessenzialmente nella riduzione in schiavitù di bambini e di adolescenti,innescata spesso dai debiti contratti dai genitori. Gravissimo poi è losfruttamento dei minori a scopo commercio di organi, oppure a scopo sessuale (turismo sessuale ); nonché l’uso diminori per la produzione di materiale pornografico, che sta assumendo semprepiù vaste dimensioni anche grazie all’apertura di siti telematici su internetappositamente dedicati a pedofili ; edancora lo stupro di minori, anche in ambito domestico ad opera di un parente,di un amico; e la prostituzione minorile, particolarmente nelle grandi città.
Il problema di bambini handicappati appare in tutta la sua gravità ove si pensi che nel mondoun bambino su dieci nasce o acquisisce un handicap fisico, sensoriale o psichico.
Dati ugualmente preoccupanti sono quelli relativial rapporto bambini-droga; molti i bambini figli di madri tossicodipendenti che nascono prematuri e sottopeso; nonmeno inquietante , d’altra parte, nei paesi sviluppati è l’abuso dipsicofarmaci per bambini irrequieti o iperattivi.
Un’altra realtà dura ed angosciosa è anche quella dei bambini rifugiati: esposti alle vicende spesso tragiche connessealla fuga dai loro paesi; costretti a vivere in condizioni per lo più precariein campi di accoglienza; minacciati nella loro crescita psicologica per losradicamento dal loro ambiente sociale e per la vita in condizioni di fortiprivazioni, materiali ed immateriali, in cui gli stessi genitori, non possonorappresentare modelli sicuri.
Altra situazione di rilievo è quella dei figli deilavoratori migranti, che costituiscono oggi uno dei gruppi maggiormente arischio.
I dati, inoltre ,relativi al fenomeno dei Bambini Soldato sono disarmanti: sono 20 milioni levittime negli ultimi 10 anni di tutte le guerre; 4 milioni i mutilatini; 10 milioni itraumatizzati psicologici; diversi milioni gli orfani o i baby profughiseparati dai genitori. Si contano 38 paesi che hanno bambini in armi, in età che varia dai 7 ai 17 anni.
Altro aspetto inquietante è quello dei Bambini nelle Zone Rurali in varie parti del mondo. Si stima in 700milioni i bambini sparsi per il mondo in fredde montagne, nei caldi deserti edin molte aree agricole arretrate. I bambini di queste aree hanno in comuneproblemi di salute, di nutrizione, di mancanza di opportunità scolastiche, diprecoce impiego nel lavoro nei campi, di isolamento dal resto del mondo.
Aree disottosviluppo poi esistono nel mondo industrializzato rappresentato dalleperiferie urbane degradate in cui la mancata soddisfazione delle necessitàfondamentali dei bambini si presenta in forma ancora più acuta, perché èevidente e stridente il contrasto con le condizioni di vita delle classi piùabbienti.
Nell’area dellaUnione Europea si contano circa 10milioni di poveri in tale situazione e di questi oltre 4 milioni sono bambini.
Queste famigliehanno in comune: carenze di reddito, alloggi inadeguati, assenza di almeno ungenitore, alta mortalità infantile, stato di malnutrizione, che influisce anche sull’aspetto fisico dei bambini, condiziona la loro integrazione sociale , provoca ritardo nello sviluppomentale e difficoltà di adattamento alla scuola.Le cronache poi riferiscono spesso di incredibili ed atroci violenze subite dai bambini . Trattasidi episodi che rivelano un aspetto, il più esasperato e drammatico, di una realtà basata su un insano rapportotra adulti e bambini, che li vede vittime delle insoddisfazioni e dei conflitti dei genitori e, più ingenerale, di un costume sociale che, per un turpe risvolto della ideologiaconsumista, tende a considerarli prodotti, oggetti di proprietà, per cui il bambino può venire sballottolato da ungenitore all’altro, da una scuola all’altra, dai genitori in lite che siavviano al divorzio. E’ il bambino oggetto! che se alla nascitariesce male e disturba di notte il sonno del genitore può anche esserepicchiato, tanto lui non protesta, non sciopera, non si ribella e comepotrebbe? E la casistica, purtroppo,nonsi esaurisce qui! Se ci soffermiamo infatti ariflettere sui tanti aspetti del disagioe della sofferenza minorile ci accorgiamo che la situazione nella qualetanti bambini sono privati della dignità, deidiritti umani, come anche dei mezzi basilari di sopravvivenza , è collegata ad una visione della vita chiusa in se stessa, che impedisce, l’amore, ilrispetto, la generosità e la solidarietà.
Non suscitano infatti minore disagio o sofferenzale particolari condizioni: del bambino ospedalizzato; del bambino senzafamiglia che passa da istituito in istituto; del bambino oggetto di generale discriminazione permotivi legati alla sua condizione economica e sociale; del bambino leso da unaincontrollata gestione dei mezzi di comunicazione di massa; del bambinostrumentalizzato o comunque non interpellato nelle cause di separazione,divorzio, decadenza della patria potestà.
Insomma rappresentiamo l’amara condizione di un bambino al quale sembra essere negato una sua identità e dignità, usato dallasocietà dei consumi , a secondo del caso, con le determinazioni più varie: bambino maltrattato, bambino discarica,bambino violentato, bambino televisivo ( dipendente ed alienato ), bambinooggetto .
La ricorrenza odierna della GiornataUniversale del Bambino, che celebra l’anniversario dellaConvenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assembleagenerale delle Nazioni Unite il 20-11-1989, è un’occasione per ricordare a tutti a tutti gli Stati il loro impegno e dovere a prestare una prioritaria attenzione alla condizione minorile ed in particolare allesituazioni di disagio e di sofferenza dei minori, nello spirito di quanto afferma la Convenzione che all’art. 1sancisce che “il bambino deve essere protetto al di fuori di tutte le considerazioni dirazza, nazionalità e fede” sempre!
Il Liceo Classico dice NOalla violenza sulle donne
Il 24 novembre, ore 19, a Corso Umberto, performance,
simbolizzazione e danza
Molfetta
– Il Liceo Classico “Leonardo da Vinci” di
Molfetta rinnova il suo impegno a combattere la violenza sulle donne. Per
il sesto anno le alunne e gli alunni del triennio vivono, assieme ai loro
docenti, un progetto di sensibilizzazione, informazione e prevenzione che
culminerà in una performance-simbolizzazione a Corso Umberto, il prossimo sabato 24 novembre, ore 19.
In scena
brani diversi per forma e contenuto: stralci dell’arringa di Tina Lagostena
Bassi al processo per stupro del 1979, una pagina di Oriana Fallaci, le poesie
contemporanee di Rupi Kaur, stampate anche sui segnalibri invito, passaggi dell’inchiesta
di Irene Biemme “Educazione sessista: stereotipi di genere nella scuola
elementare” per testimoniare l’urgenza di liberare le nuove generazioni da
un immaginario di Principi Azzurri e
di Belle addormentate nel bosco su
cui sii strutturano le rispettive identità di genere. Assieme a testi classici
e poi il coro, la danza, l’azione mimica. Ogni parola, ogni gesto, ogni simbolo
legato da un’unica consapevolezza: la violenza sulle donne si estirpa solo con
la formazione, quella rivolta ai giovani, come le alunne e gli alunni del Liceo
Classico, che anche quest’anno hanno creduto fino in fondo al progetto. Una
formazione che non dica solo che le mani non si alzano in un rapporto d’amore e
gli schiaffi non si subiscono, ma che vada alla radice e sradichi gli
stereotipi di cui è intrisa una cultura ancora profondamente maschilista e
metta in luce che sono violenza o generatori di violenza anche frasi come “non
fare la femminuccia” o “lavare i piatti non è mica cosa da maschi” o l’idea che
l’amore sia necessario meritarselo facendo le buone, perché solo attraverso una
parità profonda la violenza scompare, quella fisica e quella psicologia.
La
performance, che ha ricevuto il patrocinio della Amministrazione comunale e
dell’Ufficio scolastico regionale, è curata dai docenti De Ceglia, Lezza e
Sciancalepore, con la collaborazione di don Gino Samarelli, delle prof.sse
Giancaspro e Salvemini e della comunità scolastica tutta, guidata dalla
Dirigente, prof.ssa Margherita Anna Bufi,
si svolgerà come tradizione, a Corso Umberto. Un centinaio gli alunni
coinvolti, con uno straordinario sforzo organizzativo, tenendo conto che il
tutto si svolgerà all’aperto.
IlLiceo Classico invita la cittadinanza a condividere questo momento di protesta,consapevolezza e formazione.
L’espresso al bar è ormai da molti decenni un must per milioni di persone in ogni angolo del mondo. E se la tazzina di caffè è la regina indiscussa delle consumazioni al bancone, lo si deve alla macchina per il caffè espresso, che compie 116 anni. Oltre un secolo di sibili e sbuffi di vapore, con un successo che non ha conosciuto flessioni.
E’ il 1901 quando l’ingegnere milanese Luigi Bezzera inventa un rivoluzionario aggeggio per preparare velocemente il caffè. Il brevetto, con geniale intuizione, viene acquistato da Desiderio Pavoni che nel 1905, in una piccola officina di via Parini a Milano, avvia la produzione in serie: una macchina al giorno, ma, evidentemente, erano altri tempi. Una novità assoluta, comunque, da mettere in mostra per farla conoscere in tutto il mondo. E infatti, la macchina per il caffè è ospitata alla Fiera internazionale di Milano del 1906. E’ l’inizio di una travolgente galoppata attraverso i decenni di un’invenzione che è riuscita a far breccia anche nel mondo anglosassone, la patria del tè, Stati Uniti compresi. Si calcola che oggi siano 400 miliardi le tazzine di caffè consumate quotidianamente nel mondo, 80 milioni al giorno solo in Italia.