Bell’ Alliv’: il mio ricordo

Bell’ Alliv’

ll quartiere Japigia a Bari piange la dipartita del pescivendolo-cantante che ogni mattina intonava i suoi FAMOSI URLI di Bell’ Alliv’ che erano il divertimento di tutti i clienti residenti e non, Peppino Antonacci 63 anni ha lasciato tutti senza fiato e sgomenti, propietario della PESCHERIA DEL POPOLO in Viale Japigia, amico di tutti i baresi che ora lo piangono nel ricordo di un uomo che ha fatto del suo mestiere un’arte di vita.

Il mio ricordo di Peppino Antonacci è di tanto tempo fa, devo scavare nei miei ricordi quando abitavo proprio di fronte alla pescheria del popolo in Viale Japigia, ogni mattina la sveglia era con i suoi urli di: Bell’ Alliv’, Bell’ Alliv’ ,Bell’ Alliv’, Bell’ Alliv’…!

Ora che non c’è più mi resta l’amaro ricordo nella mia anima, nel cuore e nei miei pensieri di una bella persona, morta troppo giovane ma senza dubbio indimenticabile …Ciao Peppino.

Crescenza Caradonna



Waka Ki Dojo scuola di Aikido e arti orientali a Bari

Waka Ki Dojo scuola di

Aikido e arti orientali

Logo dojo la grande onda di Hokusai per rappresentare la forza e l’energia sempre giovane dell’Aikido

Il Dojo ha lo scopo di studiare le discipline orientali in linea con i principi di lealtà e armonia. Accogliamo corsi di Aikido, Tai Chi, Yoga e Shiatsu

MERCOLEDÌ 7 e VENERDÌ 9 ci saranno le lezioni di prova per il corso base di Aikido, ginnastica e difesa personale (10-14 anni) dalle 18 alle 19. Il corso inizierà la settimana successiva seguendo gli stessi orari. Vi aspettiamo numerosi!🉐🙇🏻‍♂️🙏

Viale Luigi Einaudi 8/B  – Bari

https://www.facebook.com/vinalopobudo/videos/1488255784636214/




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Presentazione di CILLACILLA di MARIA MORAMARCO

Presentazione di CILLACILLA

di MARIA MORAMARCO


– Sab 10 nov ore 19.00 c/o Museo Civico di Bari
– ingresso libero, fino ad esaurimento posti
– Interverranno: Maria Moramarco (voce), Luigi Bolognese (chitarra), Alessandro Pipino (fisarmonica, organetto), Adolfo La Volpe (oud, chitarra portoghese), Erika Maiullari (violoncello)


– CILLACILLA è stato realizzato grazie al sostegno di: Puglia Sounds, Regione Puglia, FSC, Unione Europea, Teatro Pubblico Pugliese, Piiil Cultura, Suoni della Murgia

Se UARAGNIAUN è un progetto musicale per raccontare le ancestrali storie del popolo della civiltà contadina pugliese, MARIA MORAMARCO è il cuore del progetto: è la ricerca e la voce. Una voce cristallina e potente, figlia naturale degli antichi cantori e cantatrici che hanno tramandato la tradizione orale nelle contrade murgiane e della Puglia, terra meridiana, di confine, con le vicine civiltà mediterranee. Con il chitarrista Luigi Bolognese e il percussionista Silvio Teot, il trio altamurano percorre dal 1978 un lungo percorso di rivisitazione di un immenso patrimonio di canti e musiche della tradizione immateriale. Repertori mai esplorati vengono alla luce e il PROGETTO UARAGNIAUN si propone di rivitalizzare, attraverso una lettura critica, i canti inediti della musica popolare pugliese e, in particolare, della Murgia barese.

Dopo 11 lavori discografici realizzati come UARAGNIAUN, MARIA MORAMARCO propone ora un suo personale progetto: CILLACILLA

Cillacilla è il capoverso di una cantilena che ritmava saltelli eseguiti in coppia a braccia incrociate. Canzoncine, rime e filastrocche accompagnavano i giochi dei bambini nella civiltà contadina e pastorale.
Tra il materiale di tradizione da me raccolto ad Altamura a partire dalla metà degli anni settanta, ne ho ritrovato diversi esempi che insieme creano un piccolo affresco di memoria relativo al mondo dell’infanzia di quel tempo. Un affresco variegato, delicato, fatto di immagini divertenti, paradossali,leggere ,ma anche di temi cupi, dove questo affresco assume tinte fosche ,quando esprime una infanzia di breve durata , presto negata e affogata nella miseria e nella povertà di molti.
Parte di questo materiale appartiene anche alla mia diretta memoria e al mio vissuto, con alcune di queste filastrocche ho personalmente giocato e suppongo molti/e dei miei coetanei ne conservano il ricordo.
Questo lavoro è rivolto principalmente ai bambini di oggi, ma anche agli adulti che hanno visto scomparire questo mondo contadino schiacciato dall’irrompere della civiltà industriale e a quelli che lo hanno voluto dimenticare.
Per l’esperienza di docenza fatta in tutti gli ordini di scuola ho speranza che lo si possa utilizzare a scopo didattico per non dimenticare la nostra storia e che si possa preservarne un interno legame salvandone sia gli aspetti più positivi sia il dialetto attraverso cui si esprime, valorizzando la ricchezza di fonemi di cui esso è costituito.

MARIA MORAMARCO

INFO/CONTATTI:  pugliadaamareonline@gmail.com

Leonard Cohen

Leonard Cohen

data di nascita: venerdì 21 settembre 1934
(84 anni fa)
data morte: lunedì 7 novembre 2016 (2 anni fa)

Leonard Cohen: Con l’inconfondibile voce nasale e l’anima folk delle sue composizioni si è ritagliato uno spazio tra i mostri sacri della storia della musica. Per l’illustre collega Lou Reed è il “cantautore più grande e influente”.

Canadese di Montréal, Leonard Norman Cohen trascorre la sua esistenza di musicista e poeta in giro per il mondo, alla ricerca di nuovi contesti in cui indagare l’universo femminile e il rapporto tra sacro e profano, così centrali nella sua produzione musicale e letteraria. Lo dimostrano brani immortali come Hallelujah, “Suzanne” e “So Long Marianne”, che tra gli anni Sessanta e Settanta ne decretano il successo artistico.

Tradotto in italiano da De André, De Gregori e Daiano, dal 2008 è inserito nella Rock and Roll Hall of Fame americana. Una tragica caduta nella sua abitazione di Los Angeles ne causa la morte, il 7 novembre 2016, appena un mese dopo l’uscita del suo 14° album You Want It Darker.

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PASOLINI prima e…dopo

Elementi Scenici: Gianfranco Groccia

con
Claudio Cammisa, Giambattista De Luca, Lino De Venuto, Emanuella Lomanzo, Mauro Milano, Pietro Matarrese, Tiziana Nuzzo (e la partecipazione del pubblico)

L’unico modo per conoscere realmente Pier Paolo Pasolini è leggere e approfondire le sue opere che nell’insieme costituiscono la sua biografia. Lo spettacolo trae spunto da due elementi: il primo è “Siamo tutti in pericolo”, l’ultima intervista del giornalista Furio Colombo a Pasolini (sei ore prima della sua barbara uccisione), in cui il “Corsaro”, con una incisiva similitudine con la pioggia, metteva in guardia il popolo italiano dal pericolo, appunto, di stragi e golpe. Il secondo elemento riguarda la passione fin da piccolo dell’intellettuale bolognese, specialmente nel periodo della giovinezza friulana, per i treni, per le locomotive a vapore, per i movimenti lenti dei vagoni che trasportavano lavoratori, studenti, rari forestieri e anche emigranti. In qualche misura il treno diverrà il protagonista inconsapevole dei momenti più importanti della sua vita: “Più della metà dei miei versi – scrisse – sono stati pensati, o scritti, in treno”. La drammaturgia è quindi un immaginario Viaggio su Rotaie strutturato nell’attraversamento di “stazioni ferroviarie” idealmente rappresentate da diverse opere di Pasolini (Poesie a Casarsa, Una disperata vitalità, Calcio e Letteratura, Il Pianto della Scavatrice da Le Ceneri di Gramsci, Profezia, La Ballata delle Madri…): un viaggio vissuto con coraggio e passione in aperta e continua lotta con la società del suo tempo, sotto costante “pericolo” e con l’intimo presentimento di un epilogo tragico. Non diversamente, appunto, da una pioggia apparentemente innocua che lentamente e inaspettatamente si trasforma in un diluvio dagli esiti nefasti. Il tempo della fermata in ogni stazione consente agli interpreti, attraverso passi recitati e performance mimico-gestuali, di lambire, incunearsi, estrarre passi significativi della sfaccettata e multiforme scrittura del Viaggiatore-Poeta Pasolini. L’ultima stazione è Ostia, luogo in cui Pasolini fu barbaramente ucciso proprio il 2 Novembre del 1975: potrebbe sembrare la fine dello spettacolo ma non lo è. In scena viene introdotto un cavalletto con una grande foto di Pasolini con la quale gli attori simulano un dialogo confessando, tra ironia e sarcasmo, quel che fino ad oggi, a 42 anni dalla sua morte, è accaduto e accade intorno a lui. Preziose le testimonianze postume (lettere e poesie) di Laura Betti, E. De Filippo, Morante, Panagulis, Bianchi, O. Fallaci, Caproni, Schierano (ex insegnante-collega di Pasolini) e di ex Studenti: una di esse potrebbe essere scelta e letta da uno spettatore/spettatrice. Il finale è un rinvio al momento conclusivo del film “Che cosa sono le nuvole”: le marionette di Totò e Ninetto Davoli (rispettivamente nei panni di Otello e Iago) celebrano un inno alla Poesia, “merce inconsumabile e inconsumata”.