“io, Frida le passioni di un artista” a Bitetto

IL 12 ottobre al liceo Amaldi di Bitetto

SPETTACOLO DI TEATRO SOCIALE

io, Frida

le passioni di un artista.

Regia di VITO DALÒ

Interverrà BARBARA CARNITI

~figlia della poetessa ALDA MERINI~


BITETTO

LICEO AMALDI


Contributo Libero


Non mancate


Articolo di

Crescenza Caradonna


“Spazi Informali” Personale di Milena Stilla

articolo di Crescenza Caradonna

SPAZI INFORMALI
Personale di Milena Stilla
Dal 25 settembre al 3 ottobre
Ha inaugurato il Maestro Zahi Issa

Interventi:
– Matteo Pio Pazienza (Coordinatore sala espositiva)
– Maestro Zahi Issa (Presidente Ass. Il sogno di giacobbe)
– Rosa d’Onofrio (Presidente FIDAPA BPW Italy, Distretto Sud Est Sez. FOGGIA CAPITANATA

Opera di MILENA STILLA

Centro Polivalente di Parcocittà
(Parco San Felice)
Foggia.

Immagine

IL BUONGIORNO

Avatar di Crescenza Caradonna (Cresy)CRESY CRESCENZA CARADONNA

“Lasciami, oh lasciami immergere l’anima nei colori; lasciami ingoiare il tramonto e bere l’arcobaleno”.

(Kahlil Gibran)

🍃Buona Domenica

🍃
Cresy Crescenza Caradonna

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“Dal film al dipinto” Personale di Pasquale Ino Conserva

La Mediateca Regionale Pugliese e la Fondazione Apulia Film Commission promuovono “Dal film al dipinto”, personale dell’artista barese Pasquale Ino Conserva, ispirata al celebre film di Sergio Leone per i 50 anni del film “C’era una volta il west”
Mediateca

Via Zanardelli 30 -BARI-

Informazioni : 080 5405685

La mostra sarà visitabile fino al 2 ottobre 2018 negli orari di apertura della Medioteca.


Articolo diCresy Crescenza Caradonna

Bari Piazza Mercantile 1943

CARTOLINA

Bari- Piazza Mercantile anno 1943

Ho trovato questa cartolina di Barivecchia ed ho voluto rendervi partecipe alla visione di una pagina di storia della città.

Giuseppe Fiore

Info/Contatti:

pugliadaamareonline@gmail.com

Torna la Granfondo Campagnolo Roma, il 14 ottobre in bici con tutta la famiglia tra sport e solidarietà

Torna la Granfondo Campagnolo Roma,
il 14 ottobre in bici con tutta la famiglia tra sport e solidarietà

Roma: Mancano solo due settimane al grande week end di ciclismo capitolino (12, 13 e 14 ottobre) che farà vivere agli amanti delle due ruote una tre giorni a tutta bici. Un weekend da vivere con tutta la famiglia all’insegna dello sport e della solidarietà. 

Granfondo Campagnolo Roma pedala per l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma (AIL)
Per il terzo anno consecutivo Granfondo Campagnolo Roma conferma il suo sostegno ad AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma. Anche quest’anno i partecipanti avranno la possibilità di raccogliere denaro per una buona causa. L’ammontare raccolto verrà dato a sostegno del partner AIL per promuovere il supporto delle cure domiciliari. I servizi consentono ai malati di Leucemia, o delle altre patologie ematologiche, di ricevere i trattamenti necessari direttamente nelle proprie abitazioni, così che oltre al supporto medico anche l’amore famigliare sia sempre assicurato e facilitato.

Il ciclismo e lo sport per il superamento delle difficoltà 
La passione per le due ruote è in grado di aiutare il superamento di qualsiasi difficoltà. Come testimonial di questo messaggio la Granfondo Campagnolo Roma vedrà al via due testimonial d’eccezione del paraciclismo internazionale: Sarah Storey e Jenny Narcisi.
Sarah Storey è la bandiera del paraciclismo femminile britannico, vincitrice di 14 medaglie d’oro olimpiche, 3 alle ultime Paralimpiadi a Rio. 

“Lo sport ha sempre avuto un ruolo importantissimo nella mia vita ma ho sempre considerato al centro la mia famiglia” ha detto Sarah Storey, “Roma è una delle città più belle al mondo, sarà fantastico ed emozionante poterla vivere sulle due ruote su strade interamente chiuse al traffico insieme a tutta la mia famiglia, non vedo l’ora di essere parte di questo evento, ideato per condividere la passione per il ciclismo con tutti i membri della famiglia e in tutte le sue sfaccettature”

“Ero convinta di essere nata con una cattiva sorte, poi il ciclismo mi ha salvato la vita”, dice Jenny Narcisi, atleta della nazionale italiana di ciclismo paralimpico. Nata il 4 settembre del 1988 a Cosenza con una deformità e delle limitazioni motorie all’arto inferiore sinistro e una macrosomia allo stesso arto Jenny è l’incarnazione di chi ha superato mille ostacoli trovando nel mondo del ciclismo la sua ancora, emergendo come stella azzurra e vincendo il ​bronzo ai Mondiali 2015 in Svizzera migliorandosi poi con l’argento ai successivi Mondiale del 2017 in Sudafrica.

Pedalare con tutta la famiglia
La tre giorni della Granfondo Campagnolo Roma sarà un evento da vivere con tutta la famiglia, grazie soprattutto alla novità di Ride Roma: 25 km in bici nel centro di Roma, su strade interamente chiuse al traffico. Dalla partenza al Colosseo lungo i Fori Imperiali fino al traguardo sotto lo splendido Arco di Druso, chiunque abbia una bici, dai bambini di 5 anni ai i nonni di 99 – turisti inclusi – potrà godersi Roma in bici chiusa interamente al traffico, pedalando con i partecipanti della Granfondo Campagnolo Roma, In Bici ai Castelli e dell’Imperiale. Tutti i partecipanti alla Ride Roma verranno inseriti nella lista d’arrivo e potranno partecipare al pasta party. Info e iscrizioni sul sito. Bambini e ragazzi fino a 14 anni possono partecipare gratuitamente. 
La Granfondo Campagnolo Roma offre un’occasione unica anche per i più piccoli con il mini-village “area bambini”. Nell’atmosfera unica delle terme di Caracalla sono previste molteplici attività. Bici sempre protagoniste ma anche tanti giochi con musica,  area ristoro, una stanza per rilassarsi, una sezione per truccarsi e molto altro!

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ANTONINO FORTE FALEGNAMERIA VIALE JAPIGIA, 8 BARI cell.: 339 7874793 / 368 492718

Prima Pagina 28 settembre venerdì 2018

QUOTIDIANI ITALIANI

Prima Pagina La Gazzetta del Mezzogiorno 28/09/2018
Prima Pagina La Verità 28/09/2018
Prima Pagina Il Fatto Quotidiano 28/09/2018
Prima Pagina Libero 28/09/2018
Prima Pagina Il Giornale 28/09/2018
Prima Pagina Il Tempo 28/09/2018
Prima Pagina La Repubblica 28/09/2018
Prima Pagina Il Messaggero 28/09/2018
Prima Pagina Il Gazzettino 28/09/2018
Prima Pagina Il Mattino 28/09/2018
Prima Pagina Il Manifesto 28/09/2018
Prima Pagina Il Dubbio 28/09/2018
Prima Pagina La Notizia 28/09/2018
Prima Pagina La Stampa 28/09/2018
Prima Pagina Il Secolo XIX 28/09/2018
Prima Pagina Il Resto del Carlino 28/09/2018
Prima Pagina Avvenire 28/09/2018
Prima Pagina L'Unione Sarda 28/09/2018
Prima Pagina Il Foglio 28/09/2018
Prima Pagina L'Osservatore Romano 28/09/2018
Prima Pagina Il Sole 24 Ore 28/09/2018

QUOTIDIANI SPORTIVI
NAZIONALI ESTERI

Prima Pagina Corriere dello Sport 28/09/2018

Prima Pagina Tuttosport 28/09/2018
Prima Pagina AS 28/09/2018
Prima Pagina Sport 28/09/2018

QUOTIDIANI ESTERI

Prima Pagina Le Monde 28/09/2018
Prima Pagina Le Figaro 28/09/2018
Prima Pagina The New York Times 28/09/2018

Prima Pagina The Indipendent 28/09/2018
Prima Pagina The Economist 28/09/2018
Prima Pagina El Pais 28/09/2018

Prima Pagina The Wall Street Journal 28/09/2018
Prima Pagina Der Tagesspiegel 28/09/2018
Prima Pagina El Mundo 28/09/2018
Prima Pagina USA Today 28/09/2018
a cura di
Crescenza Caradonna

Giorni terribili: oggi come ieri di Crescenza Caradonna

IL BUONGIORNO DI

CRESCENZA CARADONNA
IL BUONGIORNO: L’angolo del caffè
Giorni terribili: oggi come ieri

Oggi la parola d’ordine è epurazione sconosciuta fino a poco tempo fa ora è  sulla bocca di tutti ma cosa significa?
La commissione di epurazione fu un organo che, dopo la caduta del fascismo, fu incaricato di rimuovere dai loro incarichi le persone più coinvolte con il passato regime.
È questo che Recep Tayyp Erdoğanpresidente  turco sta praticando dopo il golpe oggi  è sotto il mirino il mondo della scuola, dell’istruzione, dei religiosi, degli intellettuali, dei giornalisti che sono stati allontanati incarcerati e minacciati.
In Germania l’Isis rivendica l’attentato sul treno regionale in bavaria il ragazzo che ha ucciso era un profugo dicasettenne, un lupo solitario autoradicalizzato di recente, viveva da marzo presso una famiglia affidataria in Germania, nella sua stanza ha lasciato una lettera al padre nel quale si definisce un soldato del martirio.
La Francia alza le misure di sicurezza dopo la strage di Nizza fino al 2017, identificate tutte le 6 salme italiane che presto torneranno in patria per le esequie.

15 anni fa a Genova durante gli scontri del G8 moriva Carlo Giuliani colpito mortalmente da un ex-carabiniere : dimenticare il corpo del ragazzo esanime che giaceva sull’asfalto è impresa ardua negli occhi ancora fluiscono le immagini dei tanti giovani  picchiati, massacrati dai manganelli e dai calci, violati, umiliati, una ferita ancora aperta che nonostante i processi, le sentenze, gli indennizzi non potrà mai essere considerata una disputa conclusa.

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ACCADE OGGI: 27 Settembre 1978 UDIENZA DI GIOVANNI PAOLO I

GIOVANNI PAOLO I

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 27 settembre 1978

La carità

« Mio Dio, amo con tutto il cuore sopra ogni cosa Voi, bene infinito e nostra eterna felicità, e per amor Vostro amo il prossimo mio come me stesso e perdono le offese ricevute. O Signore, ch’io Vi ami sempre più ». È una preghiera notissima intarsiata di frasi bibliche. Me l’ha insegnata la mamma. La recito più volte al giorno anche adesso e cerco di spiegarvela, parola per parola, come farebbe un catechista di parrocchia. Siamo alla « terza lampada di santificazione » di Papa Giovanni: la carità. Amo. A scuola di filosofia il professore mi diceva: Tu conosci il campanile di San Marco? Sì? Ciò significa ch’esso è entrato in qualche modo nella tua mente: fisicamente è rimasto dov’era, ma nel tuo intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale. Tu, invece, ami il campanile di S. Marco? Ciò significa che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l’animo verso il campanile ch’è fuori. Insomma: amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato. Dice l’imitazione di Cristo: chi ama « currit, volat, laetatur », corre, vola e gode (1). Amare Dio è dunque un viaggiare col cuore verso Dio. Viaggio bellissimo. Ragazzo, mi estasiavo nei viaggi descritti da Giulio Verne (« Ventimila leghe sotto i mari », « Dalla terra alla luna », « Il giro del mondo in ottanta giorni », ecc.). Ma i viaggi dell’amore a Dio sono molto più interessanti. Li si legge nella vita dei Santi. S. Vincenzo de’ Paoli, di cui celebriamo oggi la festa, per esempio, è un gigante della carità: ha amato Dio come non si ama un padre e una madre, è stato lui stesso un padre per prigionieri, malati, orfani e poveri. S. Pietro Claver, consacrandosi tutto a Dio, firmava: Pietro, schiavo dei negri per sempre. Il viaggio porta anche dei sacrifici, ma questi non devono fermarci. Gesù è in croce: tu lo vuoi baciare? non puoi fare a meno di piegarti sulla croce e lasciarti pungere da qualche spina della corona, che è sul capo del Signore (2). Non puoi far la figura del buon S. Pietro, che è stato bravo a gridare « Viva Gesù » sul monte Tabor, dove c’era la gioia, ma non s’è neppure lasciato vedere accanto a Gesù sul monte Calvario, dove c’era il rischio e il dolore (3). L’amore a Dio è anche viaggio misterioso: io non parto cioè, se Dio non prende prima l’iniziativa. « Nessuno – ha detto Gesù – può venire a me, se non lo attira il Padre » (4). Si chiedeva S. Agostino: ma, allora, la libertà umana? Dio, però, che ha voluto e costruito questa libertà, sa Lui come rispettarla, pur portando i cuori al punto da Lui inteso: « parum est voluntate, etiam voluptate traheris »; Dio non soltanto ti attira in modo che tu stesso voglia, ma perfino in modo che tu gusti di essere attirato (5). Con tutto il cuore. Sottolineo, qui, l’aggettivo « tutto ». Il totalitarismo, in politica è brutta cosa. In religione, invece, un nostro totalitarismo nel confronto di Dio va benissimo. Sta scritto: « Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte » (6). Quel « tutto » ripetuto e piegato alla pratica con tanta insistenza è davvero la bandiera del massimalismo cristiano. Ed è giusto: è troppo grande Dio, troppo Egli merita da noi, perché gli si possano gettare, come ad un povero Lazzaro, appena poche briciole del nostro tempo e del nostro cuore. Egli è bene infinito e sarà nostra felicità eterna: i denari, i piaceri, le fortune di questo mondo, al suo confronto, sono appena frammenti di bene e momenti fugaci di felicità. Non sarebbe saggio dare tanto di noi a queste cose e poco di noi a Gesù. Sopra ogni cosa. Adesso si viene ad un confronto diretto tra Dio e l’uomo, tra Dio e il mondo. Non sarebbe giusto dire: « O Dio o l’uomo ». Si devono amare « e Dio e l’uomo »; quest’ultimo, però, mai più di Dio o contro Dio o alla pari di Dio. In altre parole: l’amore di Dio è bensì prevalente, ma non esclusivo. La Bibbia dichiara Giacobbe santo (7) e amato da Dio (8), lo mostra impegnato in sette anni di lavoro per conquistarsi Rachele come moglie; « e gli parvero pochi giorni, quegli anni, tanto era il suo amore per lei » (9). Francesco di Sales fa sopra queste parole un commentino: « Giacobbe – scrive – ama Rachele con tutte le sue forze, e con tutte le sue forze ama Dio; ma non per questo ama Rachele come Dio né Dio come Rachele. Ama Dio come suo Dio sopra tutte le cose e più di se stesso; ama Rachele come sua moglie sopra tutte le altre donne e come se stesso. Ama Dio con amore assolutamente e sovranamente sommo, e Rachele con sommo amore maritale; l’un amore non è contrario all’altro perché quello di Rachele non viola i supremi vantaggi dell’amore di Dio » (10). E per amor vostro amo il prossimo mio. Siamo qui di fronte a due amori che sono « fratelli gemelli »e inseparabili. Alcune persone è facile amarle; altre, è difficile; non ci sono simpatiche, ci hanno offeso e fatto del male; soltanto se amo Dio sul serio, arrivo ad amarle, in quanto figlie di Dio e perché questi me lo domanda. Gesù ha anche fissato come amare il prossimo: non solo cioè con il sentimento, ma coi fatti. Questo è il modo, disse. Vi chiederò: Avevo fame nella persona dei miei fratelli più piccoli, mi avete dato da mangiare? Mi avete visitato, quand’ero infermo? (11)

Il catechismo traduce queste ed altre parole della Bibbia nel doppio elenco delle sette opere di misericordia corporali e sette spirituali. L’elenco non è completo e bisognerebbe aggiornarlo. Fra gli affamati, per esempio, oggi, non si tratta più soltanto di questo o quell’individuo; ci sono popoli interi.

Tutti ricordiamo le grandi parole del papa Paolo VI: « I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza. La Chiesa trasale davanti a questo grido di angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello » (12). A questo punto alla carità si aggiunge la giustizia, perché – dice ancora Paolo VI – « la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario » (13). Di conseguenza « ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile » (14).

Alla luce di queste forti espressioni si vede quanto – individui e popoli – siamo ancora distanti dall’amare gli altri « come noi stessi », che è comando di Gesù.

Altro comando: perdono le offese ricevute. A questo perdono pare quasi che il Signore dia precedenza sul culto: « Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono »(15).

Ultime parole della preghiera sono: Signore, ch’io vi ami sempre più. Anche qui c’è obbedienza a un comando di Dio, che ha messo nel nostro cuore la sete del progresso. Dalle palafitte, dalle caverne e dalle prime capanne siamo passati alle case, ai palazzi, ai grattacieli; dai viaggi a piedi, a schiena di mulo o di cammello, alle carrozze, ai treni, agli aerei. E si desidera progredire ancora con mezzi sempre più rapidi, raggiungendo mete sempre più lontane. Ma amare Dio – l’abbiamo visto – è pure un viaggio: Dio lo vuole sempre più intenso e perfetto. Ha detto a tutti i suoi: « Voi siete la luce del mondo, il sale della terra » (16); « siate perfetti com’è perfetto il vostro Padre celeste » (17). Ciò significa: amare Dio non poco, ma tanto; non fermarsi al punto in cui si è arrivati, ma col Suo aiuto, progredire nell’amore.

BARBARA CENTODUCATI – AVVOCATO … byNight Roma “live social radio show”

BARBARA CENTODUCATI – AVVOCATO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
byNight Roma “live social radio show”

 

BARBARA CENTODUCATI
AVVOCATO CIVILISTA – “STUDIO LEGALE CENTODUCATI”
388 6389293
VIA GIOVANNI PAISIELLO, 32 – ROMA
Facebook: Studio Legale Avv. Barbara Centoducati
Sito Web: www.avvocatocentoducatiroma.it
E-mail: studiolegale.centoducati@yahoo.it



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