Prevenire per curare: ottobre mese della prevenzione del tumore al seno. di Crescenza Caradonna
Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, una delle malattie più diffuse e pericolose per le donne in tutto il mondo. La prevenzione è fondamentale per diagnosticare precocemente il cancro al seno e aumentare le possibilità di cura.
Cos'è il tumore al seno?
Il tumore al seno è una malattia caratterizzata dalla crescita anomala delle cellule mammarie, che possono invadere i tessuti circostanti e diffondersi in altre parti del corpo. È il tipo di cancro più comune tra le donne, ma può colpire anche gli uomini.
L'importanza della prevenzione.
La prevenzione è la chiave per diagnosticare precocemente il tumore al seno. La mammografia è l'esame più efficace per rilevare il cancro al seno nelle fasi iniziali, quando è più facile da trattare. È consigliabile effettuare una mammografia annuale a partire dai 40 anni, o prima se si hanno fattori di rischio.
Fattori di rischio.
I fattori di rischio per il tumore al seno includono:
- Età: il rischio aumenta con l'età - Familiarità: avere una storia familiare di cancro al seno - Genetica: mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 - Obesità - Uso di ormoni
Cosa fare per prevenire il tumore al seno.
Per prevenire il tumore al seno, è importante:
- Effettuare regolarmente mammografie e visite di controllo - Praticare l'autoesame del seno per conoscere il proprio corpo e rilevare eventuali cambiamenti - Mantenere un peso sano e uno stile di vita attivo - Allattare al seno
La prevenzione è la migliore arma contro il tumore al seno. Conoscere i fattori di rischio e adottare uno stile di vita sano può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare la malattia. La diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di cura. Quindi, prenditi cura di te stessa e non trascurare la tua salute!
Ottobre è il Mese della Prevenzione dei tumori del seno, prevenire è meglio che curare!
💟Fai una donazione durante il mese di ottobre e ricevi a casa il Ribbon Rosa.
Indossalo per ricordare che la diagnosi precoce può salvare la vita. Dona ora per aiutare a rendere il tumore del seno una malattia sempre più curabile!
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Sintesi della conferenza tenuta dal Dr. Eduardo Terrana a Metepec ( Messico) l’8 maggio 2019.Sintesi della conferenza tenuta dal Dr. Eduardo Terrana a Metepec ( Messico) l’8 maggio 2019.Sintesi della conferenza tenuta dal Dr. Eduardo Terrana a Metepec ( Messico) l’8 maggio 2019.
DONNA PACE, DIRITTI UMANI ED EQUITA’ DI GENERE
La Pace, intesa come verità, giustizia e libertà,
costituisce l’espressione più alta dell’aspirazione e dell’impegno di ogni
essere umano e dei popoli del mondo. Per
la donna rappresenta ancora la speranza
più grande di crescita, di progresso, di sviluppo, perché ancora non si è
giunti al traguardo dell’affermazione su scala mondiale di tali diritti.
La realtà della donna, come persona, presenta nel mondo contemporaneo ancora aspetti e
situazioni di grande criticità e contraddizione, tanto che si può affermare
che il processo di maturazione e di realizzazione della donna, libera di godere e di esercitare
uguali diritti civili, politici e
sociali, appare un obiettivo ancora non
realizzato, perché molti diritti ed
aspettative delle donne vengono ancora disattesi.
La realtà delle cifre, secondo i dati aggiornati dall’ONU, rileva su scala mondiale che la povertà
femminileè sempre più in aumento e lacondizione femminile è
contrassegnata da violenze, abusi,
soprusi, stupri, rapimenti,
umiliazioni, negazioni,
discriminazioni, che vengono ancora
inflitte alla donna e le vietano il valore della dignità e il possesso
e l’esercizio dei diritti.
I dati
evidenziano, dal 2005 al 2016, che: il 19% delle donne tra i 15 e i 49 anni di
età ha sperimentato violenza fisica e/o sessuale da parte di un partner intimo;
i matrimoni precoci non diminuiscono,
con una età media che si attesta sui 15 anni; la pratica delle mutilazioni dei genitali
femminili rimane molto diffusa e interessa una ragazza su tre tra i 15 e i 19
anni di età.Le donne risultano sempre più impegnate
nel lavoro agricolo, domestico e di assistenza con retribuzioni più basse
rispetto agli uomini, con scarse opportunità di accesso alla carriera e alla
vita pubblica, politica e manageriale. La gestione del potere registra prevalentemente la presenza dell’uomo e non
della donna.
Le
cifre dicono ancora: che in tanti Paesi del mondo, le bambine e le ragazze ancora incontrano ostacoli e subiscono forti
discriminazioni nell’accesso alla scuola primaria e secondaria, in
particolare nell’Africa sub sahariana,
in Australia e in Asia occidentale; che in Nord Africa, una donna su cinque
occupa un posto di lavoro retribuito in settori non agricoli; che solo in 46 paesi le donne sono presenti nei parlamenti nazionali.
I dati dicono, pertanto: quanto la condizione della donna ancora
contrasti con le affermazioni dello Statuto dell’ONU che dichiara sia la
uguaglianza dei diritti tra uomini e
donne, sia la dignità e il valore della
persona umana; quanto la disuguaglianza di genere persista e
impedisca alle donne di accedere in modo paritario a diritti di base ed
opportunità ; quanto ancora freni il contributo delle donne allo
sviluppo sociale ed economico dei singoli territori; quanto rilevi, altresì, la quasi totale assenza di una volontà comune e di una
legislazione sovranazionale che sostenga con forzal’uguaglianza tra gli esseri umani ed
individui il genere
femminile come elemento non
discriminatorio. I dati ci dicono però anche quantoè ancora
lunga la strada che le donne devono percorrere
per affermare “ l’equità di
genere”, dopo 44 anni dalla Prima Conferenza mondiale dell’ONU sulle
donne, tenutasi, nel 1975 a Città del Messico, a cui seguirono poi quelle di Copenaghen (1980), Nairobi (1985),
Pechino (1995), New York (2000) e Milano (2015). La condizione della Donna evidenzia, pertanto, una situazione per niente positiva e confortante se vista in prospettiva, verso
l’appuntamento prossimo del 2030 quando si terrà la prossima Conferenza
Mondiale sulle donne.Tale realtà mette in risalto: da un lato, che resta ancora non
attuato il pieno rispetto e la piena
realizzazione della donna nella sua persona, nella sua dignità, nella sua
specificità e nella sua diversità di essere donna, e dall’altro, che resta soprattutto ancora da realizzare il
riconoscimento della donna come soggetto Giuridico Internazionale. A fronte di tale
situazione va rilevato che la parità di genere,
però, non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per
un mondo prospero, sostenibile e in pace. Garantire alle donne e alle ragazze
parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso,
così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, costituisce la base
imprescindibile per promuovere economie sostenibili, di cui potranno beneficiare
le società e l’umanità intera.
La necessità che vengano
individuati dei modi per attribuire potere, responsabilità, rappresentatività
alle donne, tale che esse possano
introdurre le proprie priorità e i
propri valori nei processi decisionali
a tutti i livelli, in condizione di pari dignità con gli uomini, era già stata
evidenziatanel 1995 dalla
Conferenza delle donne di Pechino, che
aveva riconosciuto il diritto delle donne ad essere coinvoltenel processo decisionale su
vari aspetti dello sviluppo quali: l’ambiente, i diritti umani, la popolazione
e lo sviluppo sociale, riconoscendo al
contempo sul fronte della uguaglianza
dei sessi, la necessità di
spostare l’accento dalla donna al concetto di genere: riconoscendo che l’intera struttura della
società e tutte le relazioni fra uomini e donne all’interno di essa, devono
essere rivalutate ; e affermando che solo
una simile fondamentale ristrutturazione della società e delle sue
istituzioni potrebbe consentire alle donne la piena attribuzione del potere e delle responsabilità necessarie ad
assumere il loro giusto posto come partner paritarie degli uomini in tutti gli
aspetti dell’esistenza.
Questo cambiamento costituisce una forte riaffermazione del fatto che i diritti delle donne sono da considerare diritti umani nel loro
significato più pieno e che l’uguaglianza
dei sessi rappresenta un tema di interesse universale, di cui
beneficiano tutti.
Pechino afferma, pertanto, che non può esserci progresso di diritti umani
senza progresso dei diritti delle
donne, perché questa èuna condizione imprescindibileper
la giustizia socialee costituisce
il solo modo per costruire una società sostenibile, giusta e sviluppata.
L’obiettivo, pertanto, per la donna di essere riconosciutain modo pieno come soggetto
politico, nazionale ed internazionale, e
quindi acquisire potere, insieme all’obiettivo di raggiungerel’uguaglianza tra donne ed
uomini, sono condizioni necessarie per
raggiungere la sicurezza politica, sociale, economica, culturale , ed
ambientale.
In tale
ottica la Piattaforma per l’Azione scaturita dalla
Conferenza di Pechino individua dodici aree
di crisi che vengono viste come i principali ostacoli al progresso femminile e che richiedono quindi l’adozione
di iniziative concrete da parte dei governi e della società civile, nonché l’impegno delle donne perché vengano rimossi
.
Queste aree di crisi sono : la povertà, l’istruzione e la formazione, la salute, la
violenza , i conflitti armati e altri tipi di conflitti
, la partecipazione economica, la
partecipazione al potere e ai processi decisionali, i meccanismi istituzionali, nazionali ed
internazionali; i diritti umani; i mezzi di comunicazione; l’ambiente e lo sviluppo; le
bambine.
La
Conferenza di Pechino segna pertanto più di un punto a favore della causa della
donna perché assicura , da un lato, “ il
rispetto dei diversi valori religiosi, etici,
culturali , degli individui e dei loro paesi“; e afferma, dall’altro, in
maniera esauriente, la globalità
delle questioni delle donne all’interno di un approccio generale ai
diritti,riconoscendo , in particolare,che i diritti umani delle donne sono “ una
parte inalienabile, integrante ed indivisibile dei diritti umani “, e
confermando, al contempo, l’impegno di affrontare direttamente la
questione centrale della violenza contro le donne.
La Conferenza di Pechino quindi :
ha raccolto le novità più significative delle istanze delle donne incentrate per lo più sulla valorizzazione
della differenza di genere come stimolo per una critica alle forme attuali
dello sviluppo e della convivenza sociale, ed ha,
conseguentemente, elaboratoun
programma coerente che ruota attorno a tre parole chiavi: Genere e differenza –
Empowerment – Mainstraming.
Genere e differenza,nel senso che percostruire una parità di opportunità ed uno sviluppo
equo e sostenibile, è necessario mettere al centro delle politiche la reale
condizione di vita delle donne e degli uomini, che è diseguale e diversa.
In tale accezione bisognaalloravalutarel’impatto
delle politiche sulle reali condizioni di vita di donne ed uomini, sapendo che
esse sono tra loro disuguali e diversi.
Empowerment,nel
senso di attribuire potere e responsabilità alle donne attraverso il perseguimento delle
condizioni per una loro presenza diffusa nelle sedi in cui si assumono
decisioni rilevanti per la vita della collettività.
Mainstraming, nel senso di una prospettiva fortementeinnovativa
per quanto attiene la politica istituzionale e di governo. Essa
tende ad inserire una prospettiva di genere : e cioè il punto
di vista delle donne, in ogni scelta
politica, in ogni programmazione, in ogni azione di governo. Tutto ciò
nell’ottica: che il rafforzamento del
potere di azione delle donne e la loro piena partecipazione su basi paritarie a
tutti i settori della vita sociale, inclusa la partecipazione ai processi
decisionali, sono fondamentali per il raggiungimento dell’uguaglianza, dello
sviluppo e della pace; che i diritti
delle donne sono diritti fondamentali della persona; che la parità di diritti, di opportunità e di
accesso alle risorse, l’uguale condivisione di responsabilità nella famiglia
tra uomini e donne ed una armoniosa collaborazione tra essi, sono essenziali per il benessere loro e delle loro famiglie;
che
l’eliminazione delle povertà, per mezzo di una crescita economica sostenuta,
dello sviluppo sociale, della protezione dell’ambiente e della giustizia
sociale, richiede
la partecipazione delle donne allo
sviluppo economico e sociale, la parità delle opportunità e la piena ed uguale
partecipazione delle donne e degli uomini in qualità di protagonisti e beneficiari di uno sviluppo sostenibile avente al centro l’Essere
Umano; che la pace a
livello locale, regionale, nazionale e mondiale può essere raggiunta ed è strettamente
legata al progresso delle donne,
perché esse sono un motore fondamentale di iniziative per
la soluzione di conflitti e per la promozione di una pace durevole.
Tutto
ciò costituisce un ulteriore largo fronte di rivendicazione e di impegno per le
donne del terzo millennio!
L’UNICEF,peraltro, ha sempre affermato : chele donne hanno un ruolo
centrale nella comunità; che per aiutare i bambini e le bambine è necessario sostenere le loro madri; che investire nelle bambine vuol dire
contribuire a cambiare il futuro delle nuove generazioni . Affermazioni queste che ribadiscono: che i
diritti delle donne sono diritti umani
e che la prospettiva di genere, ( inteso come sesso femminile , quindi differente , biologicamente, dal genere maschile), va applicata a tutte le politiche di sviluppo. L’uguaglianza di genere, facendo un ulteriore passo avanti,
deve diventare , pertanto,il fine dello sviluppo ,in quanto la donna, non più solo
beneficiaria dell’aiuto, diventi parte integrante dei progetti di sviluppo, nei
quali può finalmente portare il suo particolare contributo. La speranza futuraper
togliere dalla dipendenza maschile, dalla discriminazione, dalla
violenza, dal fango in cui l’uomo da sempre ha collocato la donna, è riposta
nella prossima
“ Conferenza mondiale sulle donne ” , che
mira a promuovere “Le donne in un
mondo del lavoro in evoluzione “ attraverso
il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo
sostenibile, e nello specifico : l’obiettivo che si incentra sull’accesso
globale alla formazione di qualità e all’apprendimento continuo, ( obiettivo
n.4);e l’obiettivo che si
focalizza sull’uguaglianza di genere e sull’empowerment, ( maggior potere
), delle donne e delle ragazze, (
obiettivo n.5). In tal modo si spera che
il progressoverso l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle
donne, ancora molto lento, possa avere una concreta accelerazione verso i
traguardi da raggiungere.
Traguardi che si riassumono
brevemente nella realizzazione dei seguenti punti: Eliminare ovunque ogni forma
di discriminazione, di violenza, compreso
il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale
nei confronti di donne e ragazze; Eliminare ogni pratica abusiva come il
matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali
femminili; Riconoscere e valorizzare la
cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico,
infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di
responsabilità condivise all’interno delle famiglie, conformemente agli
standard nazionali; Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile
e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito
politico, economico e della vita pubblica;
Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai
diritti in ambito riproduttivo; Avviare
riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche
così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di
proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con
le leggi nazionali; Rafforzare l’utilizzo
di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e
della comunicazione, per promuovere l’emancipazione della donna; Adottare e
intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la
promozione della parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e
bambine, a tutti i livelli.
Bisogna
prendere atto che le donne hanno molto
da offrire alla famiglia, alla società,
all’umanità e possono esserele
promotrici di un nuovo codice etico per un millennio di
pace, che si fondi sulla giustizia, sull’equità, sullo sviluppo, sulla
democrazia, sul rispetto della identità e della dignità della persona e dei
popoli.
Le donne,
però, possono essere altresì i costruttoridi una nuova società che affondi le sue radici in una cultura di pace e
contribuire così , d’intesa donne ed uomini, alla realizzazione del rispetto delle diversità, che oggi
riveste una vitale importanza. Solo comprendendo e stabilendo nuove relazioni
tra gli esseri umani, infatti, sarà possibile
costruire società nelle quali la diversità linguistica e culturale sia
rispettata.
Oggi purtroppo non diventa ancora possibile che la normativa relativa ai diritti della
donna conosca, in un futuro non lontano, delle evoluzioni e delle
trasformazioni che riflettano più da vicino lo sforzo di ricerca e l’esigenza
verso una “ Identità culturale” che
la donna incomincia appena a precisare.
Considero,
infatti, che il discorso sulla “identità
culturale della Donna” non ha ancora trovato
la sua sede di formulazione come “diritto” da riconoscersi. E ciò
costituisce, a mio avviso, un altro obiettivo importante di rivendicazione e d’impegno per le donne.
Premesso che il primo
diritto della donna resta ancora oggi quello di essere se stessa, va evidenziato che l’attuale fase corrisponde
al momento dello sviluppo pieno della personalità femminile, in quanto si
delinea l’eventualità di un ulteriore riconoscimento, quello del diritto alla diversità.
Il discorso sui diritti della donna e quindi anche quello relativo alla identità
culturale, deve dunque prendere avvio
dall’analisi della personalità femminile e tenere presente da un lato i tratti
fondamentali che la Donna, in quanto Essere Umano, ha in comune con l’uomo e
dall’altro la ricchezza delle caratteristiche peculiari che la rendono
distinta.
Uguaglianza di condizioni e possibilità di
sviluppo diversisono quindi i due
termini entro cui necessariamente si svolge ancora il discorso sui diritti
della donna che, a distanza di circa 50
anni dalla costituzione delle Nazioni Unite e a dispetto dei numerosi impegni
presi dagli Stati membri, ancora non vede appieno rispettati, difesi e definiti
come universali, inalienabili,
indivisibili,i propri diritti
umani.
Il significato dei termini: Universali, inalienabili, indivisibili, sono di rilevante
importanza per affrontare la tematica della Donna ed Equità di Genere, perché:
Corrispondono alla sostanza
della dignità dell’Essere Umano e quindi anche della donna, in quanto si riferiscono alla soddisfazione dei bisogni
essenziali, all’esercizio della libertà, alle sue relazioni con altre persone: e
quindi sempre o dovunque alla Persona ed
alla sua piena dimensione umana, intesa universalmente, nell’unità di corpo e
di anima, di cuore e di coscienza, di intelletto e di volontà;
Delineano
la tutela e la valorizzazione della Persona
Umana e quindi anche della Persona Donna, in quelle che sono le sue prerogative
anche spirituali e le sue potenzialità globalmente intese nel rispetto di
quella “universalità” che è la
caratteristica peculiare dei diritti umani e del loro radicarsi;
e Rappresentano la realtà universale di un’idea di Persona Umana , e
quindi anche di Persona Donna, che è
portatrice di una sua originale impronta e di elementi costitutivi e distintivi
propri, ma che ancora, in quanto tale, non è dato universalmente
riscontrare.
E’ in tale
contesto che va cercata , ritengo, la risposta al tema “ Donna: Pace, diritti Umani ed Equità di genere”.
Perché sta
in questo il cogliere da un lato il
senso della pace e dello sviluppo come opportunità di crescita della donna, e
dall’altro la base d’impegno da parte
delle Donne di essere capaci: di
suscitare occasioni di dialogo e di confronto;
di aiutare a praticare la cultura della tolleranza e della solidarietà per chi si differenzia da
noi per razza, cultura, credenze religiose,
ma, soprattutto, di contribuire allo sviluppo della civiltà e della
cultura dell’amore, alla vita, alla non violenza, alla tenerezza, che
ripudia l’egoismo, lo spreco, lo
sfruttamento e l’amoralità e consente di
guardare, con gli occhi di Donna, alla tematica, ancora oggi in primo piano,
dei diritti umani e delle loro violazioni.
Tutto ciò
però potrà effettivamente realizzarsi se l’Uomo sarà capace di apportare un
sostanziale cambiamento nel suo modo di pensare e di agire nel senso di considerare la Donna una Persona, titolare di diritti oltre che
di doveri, diversa solo nel genere rispetto all’uomo, ma per il resto
in tutto e per tutto uguale a lui. L’Uomo, pertanto, non ha il diritto di
vantare nessuna superiorità sulla donna o, ancora peggio, di considerarla una
sua proprietà.
Due poetesse si sono raccontate. Cresy Crescenza Caradonna e Donatella Di Grusa.
Presso Carenza Belle Arti di Enrica Carenza, serata piacevole e folto pubblico per ascoltare due poetesse ed i brani dei loro libri: “Io donna’”di Cresy Crescenza Caradonna e “Tra le mani” di Donatella Di Grusa. Durante il pomeriggio è stato proiettato il Video di Luciano Anelli dal titolo “No violenza sulle donne 2019”
L’evento “Le Donne in…Poesia” è stato organizzato da #pugliadaamareonline e #CresyBlogger#CresyComunicazioni ed ha visto anche diverse altre scrittrici/scrittori declamare le loro poesie sul tema, accompagnate da Maria De Pasquale alla chitarra. Durante la serata sono state esposte tre due opere pittoriche di Domenico Berardi sempre sul tema delle donne.
Cresy Caradonna ha cominciato declamando alcune poesie del suo libro, con la sua leggiadria e delicatezza inconfondibile, mentre Donatella Di Grusa
ha raccontato la sua storia costellata di violenza da parte del suo ex
marito, da cui è nato il suo libro, raccontando pezzi del suo vissuto.
Insieme alle due poetesse si è declamato tutto il dramma della violenza
contro le donne, un problema che va ricordato non solo l’otto marzo ed
il 25 novembre, se vogliamo che cambi lo sguardo sbagliato sulla donna
che ancora oggi affligge la nostra società ” del progresso”….
Toccanti tutti gli interventi. Anna Santoliquido ha raccontato la sua lunga storia da scrittrice, riconosciuta in tutto il mondo, con le sue opere tradotte in tante lingue, e la sua intuizione nel creare il Movimento Donne e Poesia, come prima in Italia.
Luciano Anelli ha fatto conoscer poi la giovane donna Camerunese Megane ASTRID DEUTOU che ha aperto il suo cuore raccontando la sua vita, la sua disavventura violenta ad opera del suo ex marito, che è stata ricordata anche nelle trasmissioni televisive “Piazza Italia” e “Le Iene”. La giornalista Veronica Ruggeri ha raccontato in un suo pezzo l’orrore vissuto da questa bella ragazza 23enne del Camerun, venuta in Italia per sposare un coetaneo studente di legge conosciuto tramite il social network
Facebook. Megane ha letto un piccolo saggio di scrittura descrivente il momento topico dell’aggressione. Pezzo che presumibilmente potrebbe diventare parte di un suo libro. A seguire è stato proiettato il video atteso, realizzato da Luciano Anelli, che invita tutte le donne e anche gli uomini ” a mettere la faccia” per dire no alla tribale cultura della violenza sulle donne, a cui hanno aderito oltre 150 persone. Il video è stato attenzionato sulla Gazzetta del Mezzogiorno e, molto probabilmente, sarà da settembre l’antefatto di progetti sulla violenza contro le donne in diverse scuole dell’hinterland barese. Diverse persone che ci hanno messo la faccia erano presenti all’incontro ed altre hanno voluto aderire durante la serata per un prossimo ulteriore video sul tema. Luciano Anelli nell’occasione è stato insignito della Menzione d’onore alla carriera da Puglia d’amare, quotidiano d’informazione di Cresy Crescenza Caradonna per l’attività svolta in tutti questi anni a favore dei diritti delle donne. Si sono susseguiti anche gli interventi di Nicola Cutino, Domenico Berardi, Anna Maria Semeraro, Celestina Carofiglio, Tinta Anna Valentini, Flora de Vergori, Lilli Maggi, Giusy e Maria De Pasquale, Albino Anna, Mariella Ragnini ed i tanti graditi ospiti che hanno partecipato numerosi.
GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELLE DONNE PUGLIESI ORDINARIAMENTE…STRAORDINARIE
BARI Organizzata dalla STARGATE, presidente la Sig.ra Mariella Ragninibis de Sirianna in collaborazione con il Centro Studi Diritto del Lavoro, l’Associazione culturale Italo-Ellenica ‘Pitagora’di Bari, la UILDM, la Tuchsa, ‘Puglia d’Amare Quotidiano d’informazione’.”
VENERDÌ 8 MARZO 2019 Ore 9,30 SALONE EX POSTE DELL’UNIVERSITÀ PIAZZA CESARE BATTISTI, 1 -BARI-
INCONTRO DIBATTITO Ore 16,30 Performance di artisti, musica e poesia
La STARGATE Universal Service AdV organizza in occasione della “GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELLE DONNE” un incontro-dibattito con le Donne della nostra bella Puglia che si distinguono con il loro amorevole lavoro nelle rispettive responsabilità affinché i Diritti delle #Donne vengano accettati e rispettati. L’appuntamento è per venerdì 8 marzo alle ore 9.30 presso il Salone Ex Poste dell’Università ‘Aldo Moro’ degli Studi di #Bari, Piazza Cesare Battisti, 1, Bari.
Durante l’incontro “Donne Pugliesi Ordinariamente Straordinarie” ci sarà un reading di poesie seguito da interventi letterari e personali da parte delle ospiti, donne pugliesi che si sono distinte per il loro operato e nella loro quotidianità.
L’incontro sarà allietato da musica e opere d’arte dedicati alla protagonista della giornata: la Donna.
“Ringrazio le associazioni che partecipano a questo incontro-dibattito , afferma la Presidente della STARGATE, la Sig.ra Mariella Ragnini de Sirianna,- tra cui il Centro Studi Diritto del Lavoro, l’Associazione culturale Italo-Ellenica ‘Pitagora’di Bari, la UILDM, la Tuchsa, ‘Puglia d’Amare Quotidiano d’informazione’.”
La Giornata internazionale della donna celebra i progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo. Questo riconoscimento si basa su un principio universale che prescinde da divisioni, siano esse etniche, linguistiche, culturali, economiche o politiche.
Nel corso dell’evento tutte le donne partecipanti riceveranno da parte dell’Adv STARGATE un attestato di riconoscimento sociale per il loro operato annuale.
La Presidente Mariella Ragnini dichiara: “È grande e va riconosciuto il lavoro di tante donne professioniste che con il loro operato dimostrano intelligenza, rettitudine e moralità , ed è per questo che premieremo con parole di merito e attestato di riconoscimento alcune donne magistrato,avvocato, ma premieremo con la stessa fierezza e convinzione anche le donne che hanno dovuto scegliere duramente tra carriera e famiglia e sono mamme straordinarie che nei ritagli di tempo si dedicano e prodigano appieno nel sociale. Ciascuna donna- conclude- è ordinariamente straordinaria e vogliamo scoprirlo…raccontandoci.”
LA GIORNATA DELLA DONNA SI
FESTEGGIA L’8MARZO IL SIMBOLO È IL FIORE DELLA MIMOSA MA RICORDIAMO DI
RISPETTARE OGNI GIORNO ‘LA DONNA’ NON SOLO NEL GIORNO A LEI DEDICATO MA
SEMPRE OVUNQUE E TUTTI I GIORNI.
ANCOR OGGI LE DONNE VENGONO
UCCISE DA MARITI, FIDANZATI, COMPAGNI GELOSI E POSSESSIVI, ANCOR OGGI
L’UOMO RIMANE IMPUNITO IL PIÙ DELLE VOLTE, ANCOR OGGI LE DONNE NON
VENGONO CREDUTE E TUTELATE, ANCOR OGGI LE DONNE CONTINUANO AD AVER PAURA
DI USCIRE LA SERA CON UNA GONNA, ANCOR OGGI LA DONNA È DISCRIMINATA NEL
LAVORO COSTRETTA A RUOLI SECONDARI E MAL PAGATI, ANCORA OGGI LE LEGGI
PER TUTELARE LE DONNE CHE DENUNCIANO ABUSI O MALTRATTAMENTI SONO POSTE
IN SECONDO PIANO ASPETTANDO, ANCOR OGGI LE DONNE URLANO.
FACCIAMO SÌ CHE IL FUTURO SI
TINGA DI GIALLO COME LE MIMOSE SIMBOLO DI QUESTA GIORNATA A LEI DEDICATA
MA ANCHE DI ROSA E POI DI VERDE, BLU, ROSSO, INDACO COME L’ARCOBALENO
CHE APPARE SEMPRE DOPO IL TEMPORALE A DAR FORZA E VOCE A CHI FORZA E
VOCE NON NE HA!
Con il Logo dell’Associazione STELLA del MONTE e la Coccarda del MOVIMENTO DUOSICILIANO, dopo essere stata ospite il 19.2.2019 della STARGATE presso l’Aula Magna per parlare, con dettagli documentali, di GIUSTIZIA SOCIALE , ed esattamente di quella OFFESA, ANNIENTATA e NEGATA ad un popolo sovrano in nome e per conto del risorgimento l’8.3.2019 sarà ancora ospite Gabriella Sabato di Mariella Ragnini e del suo gruppo, rappresentando sempre gli stessi organismi, per illustrare i DIRITTI delle DONNE dell’800 e specificatamente di quelli OFFESI, ANNIENTATI e NEGATI alle donne di un popolo sovrano in nome e per conto del risorgimento.
(Bari) Giovedi’ 7 Marzo 2019 alle ore 16.30 presso l’associazione Hamadeus in piazza Umberto I, 43 appuntamento con il ciclo di conferenze organizzato dalla 50&Piu’ di Bari. in occasione della festa della donna… “LA CONDIZIONE FEMMINILE” attraverso l’arte, la storia, la poesia in lingua vernacolare relatore: Prof. Nicola Cutino #pugliadaamareonline — con Cresy Crescenza Caradonna
“Il mio nome è Ety Akhtar. Ho 12 anni. Sono nata nel bordello Faridpur Rathkhola. Mia madre si è sempre presa cura di me e non mi ha mai picchiato. Mia madre fa quel tipo di ‘lavoro’ che a me non piace per niente”.
La donna non può lasciare il lavoro perché altrimenti non potrebbe più sfamare le sue due bambine. Ety sembra condannata a fare lo stesso lavoro della madre.
Il cambiamento.
ActionAid ha aiutato la piccola Ety. Che adesso vuole studiare, e tanto, per trovarsi un lavoro dignitoso e guadagnare abbastanza per portare la madre via da quell’orribile bordello.
Il Bangladesh è un Paese messo in ginocchio dalla povertà, dalle malattie, dall’analfabetismo, dai cambiamenti climatici. E dalle disparità di genere. Che cosa significa essere donne in un Paese del genere? È difficile descriverlo.
Si tratta di una festività non sempre troppo apprezzata, perché sembra appartenere ancora ad un epoca in cui la donna andava ‘coccolata’ dal suo ‘maschio’, eppure, questa festa può avere ancora il suo significato. Nonostante tutto, occorre ancora festeggiare la donna e il suo ruolo umano e sociale. Le donne sono ancora fortemente discriminate sul lavoro e per quanto riguarda la paga, sono ancora oggetto di violenza quotidiana da parte del sesso maschile, non hanno raggiunto una vera parità se non sulla carta (basta vedere la propaganda del fallito Fertility Day voluto dal governo Renzi). Insomma, gli auguri, probabilmente, saranno ancora ben accetti.
Oggi 8 marzo è la giornata giusta per lasciare un pensiero a tutte le donne che, in un modo o nell’altro, sono importanti nella nostra vita. A partire, ovviamente, dalla madre: legame indissolubile.
Le frasi per la festa delle donne non devono essere scontate e devono cercare di dire qualcosa di ‘vero’: una frase d’augurio standardizzata non sarà apprezzata.
Ecco qualche frase alla quale ispirarvi: Alla mamma. Auguri di cuore a te: mi hai dato la vita e mi hai messo al mondo. Mi hai insegnato a vivere.
Alla fidanzata. Amore mio, auguri a te: la tua festa è oggi e il mio dono è questa semplice mimosa.
Auguri a te, amore mio, che sei il sole che irradia le mie giornate e la bellezza che riempie i mei occhi.
All’amica. Auguri, cara amica mia. Questo giorno è per te: divertimento e felicità ti accompagnino oggi e sempre.
Alla compagna. Donna, perdona questo impenitente maschio. Sei il sole che sorge e la luce del mondo.
Quindi si consiglia una poesia che sia elegante, bella, fascinosa che trasmetta vita e amore: ma non solo in questo giorno, si intende.
Oggi musei gratis Milano, Bologna e Firenze 8 marzo 2017 per la Festa della Donna.
Ecco oggi 8 marzo, festa delle donne alcune poesie dedicate a lei che, in un modo o nell’altro, ci ha mostrato il cammino, la vita e l’amore o anche il dolore.
Raymond Carver
“C’è una casa di tronchi con il tetto di tavole, a sinistra. Non è quella che cerchi. E’ quella appresso, subito dopo una salita. La casa dove gli alberi sono carichi di frutta. Dove flox, forsizia e calendula crescono rigogliose. E’ quella la casa dove, in piedi sulla soglia, c’è una donna con il sole nei capelli. Quella che è rimasta in attesa fino ad ora. La donna che ti ama. L’unica che può dirti: “Come mai ci hai messo tanto?”
Charles Bukowski
“Quando Dio creò l’amore non ci ha aiutato molto… …Quando creò te distesa a letto sapeva cosa stava facendo era ubriaco e su di giri e creò le montagne e il mare e il fuoco allo stesso tempo. Ha fatto qualche errore ma quando creò te distesa a letto fece tutto il Suo Sacro Universo”.
Alda Merini
“Ieri sera era amore, io e te nella vita fuggitivi e fuggiaschi con un bacio e una bocca come in un quadro astratto: io e te innamorati stupendamente accanto. Io ti ho gemmato e l’ho detto: ma questa mia emozione si è spenta nelle parole”.
Una mia poesia a tutte le donne che recita così:
“Una donna”
Ti prendo per mano sono mamma ti accarezzo nel desio sono figlia ti abbraccio sono moglie
una donna… l’anima nutrice del mondo cuore infinito di quel creato chiamato amore.@