OLTRE IL CONSUMO: L’ARTE SCOMODA DI VIAGGIARE IN PUNTA DI PIEDI.

Oltre il consumo: l’arte scomoda di viaggiare in punta di piedi

C’è un modo di viaggiare che assomiglia a un saccheggio educato. Arriviamo nei posti con le nostre aspettative già pronte, pretendendo che tutto si pieghi al nostro bisogno di evasione, di bellezza pronta all’uso, di cartolina da condividere.
Trattiamo i luoghi come se fossero parchi a tema a nostra completa disposizione, dimenticando che dietro a ogni scorcio, a ogni vicolo e a ogni pietra c’è una vita vera, fatta di equilibri fragili e di persone che quella terra la abitano e la difendono tutto l’anno.
Lo vedo ogni volta che l’estate esplode qui in Puglia. Ci ritroviamo invasi da un turismo che morde, che consuma tutto in fretta, che calpesta l’identità dei paesi e prosciuga le risorse, lasciando spesso solo il vuoto e la spazzatura.
Viaggiare davvero, invece, è un atto di rispetto che richiede fatica. Significa imparare a fare un passo indietro, ad ascoltare prima di pretendere. Vuol dire camminare piano, sostenere chi produce con fatica e amore, accettare che un luogo abbia i suoi tempi e le sue regole, senza pretendere che si trasformi in un albergo a cinque stelle su misura per noi.
Il turismo che ha un senso non è quello che divora, ma quello che sa custodire. E alla fine, impara a viaggiare solo chi ha il coraggio di guardare una terra negli occhi senza aver bisogno di consumarla.


24 luglio 2026
Cresy (Crescenza Caradonna)