Auguri Befana 2022: Frasi e Immagini da inviare via WhatsApp

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Auguri a tutte quelle donne che, anche solo con una semplice scopa, sanno spazzare via tutti i problemi! Auguri Befana!





Befana: perchè si festeggia la festa dell’Epifania?


Pensavi fosse finita dopo Cenone, la favolosa cena di Capodanno, ma in realtà in Italia la fine ufficiale del periodo natalizio è il 6 gennaio, il giorno della befana e festa dell’Epifania in Italia.

La festa dell’Epifania coincide con il dodicesimo giorno di Natale e commemora l’arrivo dei tre Re Magi che recavano doni al bambin Gesù alla mangiatoia della natività (leggi delle tradizioni di natale in Italia).



Befana: perchè si festeggia la festa dell’Epifania?

befana la festa dell epifania

Pensavi fosse finita dopo Cenone, la favolosa cena di Capodanno, ma in realtà in Italia la fine ufficiale del periodo natalizio è il 6 gennaio, il giorno della befana e festa dell’Epifania in Italia.

La festa dell’Epifania coincide con il dodicesimo giorno di Natale e commemora l’arrivo dei tre Re Magi che recavano doni al bambin Gesù alla mangiatoia della natività (leggi delle tradizioni di natale in Italia).

A proposito di regali: chiedi agli italiani quando aprono i regali e ti diranno da dove vengono! I regali sono più comunemente scambiati il ​​giorno di Natale. Babbo Natale, ma a volte anche Gesù bambino, li lasciano sotto l’albero di Natale. Ma i bambini di alcune città del nord Italia, come Bergamo, Mantova e Bologna credono che sia Santa Lucia a portare loro regali il 13 dicembre, quindi li aprono prima.

Altre famiglie potrebbero aspettare fino al 6 gennaio, la festa dell’epifania. La notte della vigilia dell’Epifania, i bambini preparano la loro calza della Befana vicino al camino in modo che possa essere riempita con caramelle e regali. 

La  Festa dell’Epifania: Befana tra storia e folklore italiano

La Befana è una tradizione della festa dell’ Epifania unicamente italiana. È una specie di buona strega generosa che – volando sulla sua scopa di saggina – distribuisce caramelle e piccoli giocattoli a bambini buoni e carbone (zucchero nero) a quelli cattivi. È sempre raffigurata come una donna anziana con indumenti poveri ma un cuore generoso e l’’inevitabile scopa.

Le celebrazioni sono più sentite soprattutto nelle regioni centrali dello stivale, dove la figura di questa generosa nonna è una vera istituzione. La sua origine però ha radici sia nella tradizione pagana che cristiana.

La tradizione risale all’antica Roma quando era consuetudine celebrare il solstizio d’inverno scambiando doni. Secondo quanto tramandato dalla narrazione orale, la tradizione deriva da Numa Pompilio, uno dei sette re di Roma. Apparentemente Pompilio appendeva una grossa calza all’interno di una grotta, tra il solstizio d’inverno e i primi giorni di gennaio. Secondo una leggenda popolare, infatti, di tanto in tanto una ninfa avrebbe potuto riempire la calza con doni prestigiosi ealla natura. La scelta del calzino, deriva dalla sua forma: oltre ad essere un capo indispensabile, può, infatti, diventare un pratico contenitore.

La tradizione cristiana invece collega questa tradizione pagana con la storia dei Re magi. Nel loro cammino verso la mangiatoia, le chiesero aiuto per trovare la strada e le annunciarono la nascita del Messia, ma poiché era troppo impegnata nelle faccende domestiche, la befana inizialmente non si unì a loro. Più tardi però cambiò idea e ancora oggi è alla ricerca del bambino, lasciando regali per tutti i bambini buoni che incontra.

Sfortunatamente, la vecchia era molto povera, al punto che era vestita con abiti rattoppati e scarpe distrutte, quindi la gente del posto decise di appendere calze e stivali per ripagarla per i suoi sforzi. Arrivando all’interno della casa, la donna avrebbe potuto scegliere se collezionare calzini o, in alternativa, riempirli di irresistibili caramelle.

La befana è una tradizione particolarmente sentita a Roma e Bologna, dove le piazze principali ospitano spesso attività divertenti per i bambini.  A Venezia, lungo il Canal Grande, il 6 gennaio si svolge la Regata della Befana. In molte parti d’Italia si accende una grande pira di legno – con sopra il burattino della Vecia (vecchia). Osservando la direzione del fumo e delle scintille, vengono fatte previsioni per il futuro.

In Toscana era diffusa l’usanza del “Befani”, i “fidanzati in prova”, di solito scelti dal caso: in una focaccia era nascosto un fagiolo, simbolo di fertilità, e chiunque lo trovasse diventava Re o Regina della Fava e sceglieva il compagno lanciando il fagiolo nel bicchiere del prescelto/a.

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L’arte di Aldina H Beganovic Todorovic a cura di Cresy Crescenza Caradonna

L’arte di Aldina H Beganovic Todorovic a cura di Cresy Crescenza Caradonna

“Nelle opere di Aldina H. Beganovic l’anima d’artista nel suo perenne dualismo
prende vita tra colori e pennellate emozionali!”


Cresy Crescenza Caradonna



L’iridata, onirica e simbolica espressione pittorica della Beganovic Todorovic è sintesi evolutiva del vissuto emotivo ed istintuale, che nasce dall’ombra, che redime dalla nigredo, dal dolore e dal caos dell’inconscio e che s’irradia alla rigenerazione vitale dei colori della luce: schegge luminose preziosamente intagliate sul sostrato notturno dalla coscienza formale. Il cammino individuativo percorre la dinamica del desiderio e l’elevazione spirituale ai rinascenti rami arborei e archetipici del palco cervino, albero della vita, per una ierogamia di terra e di cielo.
Fulvia Minetti


“Campo di Papaveri” di Aldina H. Beganovic Todorovic

“La celebrazione del papavero che sboccia rinascendo tra colori vivaci dalla madre terra simbolo del fecondo andare delle stagioni in un tripudio di bellezza floreale chiusi in abbraccio centro del mondo e di vita planetaria senza confini e barriere”
Cresy Crescenza Caradonna


Aldina Hadzibeganovic Todorovic

I was born in Bijeljina ( Ex Yugoslavia), today Bosnia and Herzegovina in 1963.I’ve participated in various painting exhibitions since 1975 winning prizes and special critics.I’ve had passion for the Arts since I was child, when I used to work with my father, an artistand inventor of a print technique on tapestry, and it has grown throughout the years.I’ve been living in Valenzano ( Bari ) Italy since 1992.



Tra le attività riabilitative che si realizzano nel Centro Diurno della Cooperativa Sociale CSISE in Viale Gramsci 37, Triggiano, Italy dove l’artista Aldina Hadzibeganovic Todorovic lavora e dove si impegna con amore, cuore e dedizione.


Laboratorio di Ceramica (CSISE)



” Quel centro dove tutto parte dai rossi che sgorgano divenendo arcobaleni colorati centro che si apre sull’infinito specchio dello stato d’animo cambiamento spirituale armonia delle dualità e l’uniformazione dei contrari di certezze e consolazioni inconsapevoli impresse sulla tela”

Cresy Crescenza Caradonna


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PALAZZO FIZZAROTTI A BARI

La Storia di Palazzo Fizzarotti -BARI

Nel 1947, Giosuè Poli prende la gestione di Palazzo Fizzarotti a nome dell’Immobiliare Pugliese S.p.A. Da quel momento, l’Immobiliare Pugliese e i suoi azionisti si sono impegnati a proteggere e restaurare Palazzo Fizzarotti.

Dal 1950 sino al 1970, anni della demolizione/ricostruzione del quartiere Murattiano, l’immobiliare Pugliese lotta per la salvaguardia del Palazzo, nonostante le gravi pressioni politiche e finanziare.
Con l’arrivo, nel 1989, del vincolo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Palazzo Fizzarotti viene dichiarato monumento nazionale, dunque salvo dalle speculazione edilizie dell’epoca. Purtroppo non si può dire lo stesso di altri suoi contemporanei come il “Palazzo della Gazzetta” demolito durante gli anni ’70.

Palazzo Fizzarotti presenta una stratificazione delle più interessanti.
Costruito sul territorio del “Mare Isabella” ove, nel 1100 vecchi conventi e stazioni di ristoro davano asilo ai mercanti e alle loro carovane ed ai crociati, sin dal Medioevo le sue strutture offrono stabilità mentre le sue fondamenta e “capiveti” (canalizzazioni che portano al mare) regolano flussi di maree e torrentizie delle Murge.
Capiventi e percorsi segreti che diventando via di fuga che collega Castello, Cattedrale e Acquedotto, che salva Bari vecchia dai vari assedi. Il tutto ora è inglobato nel singolare palazzo eclettico in stile gotico veneziano che conosciamo.

La sua costruzione inizia nel 1850, anno in cui vengono concesse due zone di suolo a Nicola Lagattola. Nel novembre 1858 gli eredi Lagattola vendono il suolo a Nicola Loiacono che costruisce piano terra e primo piano in stile barocchetto.

L’ultima erede Loiacono, Rosa nel 1879, vende l’intero complesso ad Emanuele Fizzarotti che lo modifica, sopraelevando il secondo e terzo piano e applicando una facciata gotica veneziana forse anche a memoria dell’intenso periodo passato con Rockfeller della Standard Oli, a Venezia, di cui si era perdutamente innamorato.

Il progetto venne affidato a Ettore Bernich capo scuola del eclettismo italiano.

Costruttore fu Nicolangelo Favia a cui si devono le opere murarie, i lavori in pietra, autentici merletti ,sotto la direzione di Augusto Corradini.

Questi, disegnò e dipinse opere pregevoli raffiguranti fra l’altro l’arrivo a Bari nel 1002 del Doge Orseo II che libera la citta ed il corteo nuziale di Federico II e Iolonda de Brienne.

Ed e invece alla maestria del pittore Rega che dobbiamo il meraviglioso ciclo del salone dell’arti e del lavoro. Ma non mancano le maestranze provenienti da Venezia e Ravenna per i fregi e le opere murarie.

Emanuele Fizzarotti sapeva che un contenitore, anche se bello, ha bisogno di sostanza.

La costruzione di Palazzo Fizzarotti diventa infatti un’opera di mecenatismo che impegna maestranze a livello locale e nazionale.

Come imprenditore, Fizzarotti è estremamente attento alla cultura e all’arte, in particolare alla musica, ma anche molto sensibile ai problemi della scuola, della cultura e dell’università.

Affermò con forza e determinazione la necessita di ampliare le facoltà universitarie in modo che l’università potesse essere dotata di tutte quelle facoltà che meglio rispondevano agli interessi della regione, sollecitando la città di Bari a aprirsi alla cultura scientifica e letteraria.

Emanuele Fizzarotti muore a Roma nel 1926.

Negli anni ’30 Palazzo Fizzarotti divenne proprietà e sede della Banca del Fuscino.

Dopo lo sbarco degli alleati nel sud Italia, Palazzo Fizzarotti diventa la sede del circolo ufficiali alleati e negli anni 60 -80 sede degli uffici Della comunità Europea.

Visite
Palazzo Fizzarotti è aperto a viste guidate dei luoghi storici.

Le visite sono per appuntamento con gruppi a numero ridotto.

Per informazioni contattare le associazioni abilitate.

PugliaArte
Via Papa Paolo VI, 14 – 70020 Bitritto (BA)
Tel:+39 3403394708
http://www.pugliarte.it

CIRCOLO ACLI ‘E.N. DALFINO’
Piazza Dell’ Odegitria 28- 70122 Bari (BA)
tel: 080 5210355

Informazioni e foto ricerche a cura di Cresy Crescenza Caradonna


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La notte di Santa Lucia.



La notte di Santa Lucia, la storia della santa più amata dai bambini

Santa Lucia è nella credenza popolare colei che porta i doni ai bambini nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. Ecco la sua storia e le tradizioni legate al 13 dicembre

Cosa ti porta Santa Lucia?
Secondo la tradizione, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre la santa porta dolci e giocattoli ai più piccoli.

La storia di Santa Lucia


La storia di Santa Lucia narra la storia di una giovane cristiana aristocratica del III secolo di Siracusa, orfana di padre dall’età di cinque anni e promessa in sposa a un pagano. La madre di Lucia era gravemente malata e aveva speso ingenti somme di denaro per curarsi, ma nulla sembrava aiutarla. Allora Lucia e la madre si recarono in pellegrinaggio al sepolcro di sant’Agata, patrona di Catania, per pregarla per una guarigione.

Il 5 febbraio, giorno di Sant’Agata, la martire catanese giunse in sogno a Lucia che le diceva: “Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa”.

Così la madre guarì e Lucia per ringraziare Sant’Agata, disse alla madre, durante il viaggio di ritorno a Siracusa, che si sarebbe consacrata a Cristo. Avrebbe inoltre donato i suoi averi e le sue ricchezze ai poveri.


La dedizione verso i poveri

Per i successivi tre anni, Lucia visse sempre al servizio dei più umili, degli infermi, dei bisognosi e delle vedove di Siracusa. Costatando che la futura moglie aveva perso tutte le sue ricchezze e tutta la sua dote, e vedendosi rifiutato, il promesso sposo decise di denunciarla alle autorità romane perché era cristiana. Era il periodo delle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani. 

Il processo e la morte


Al processo che sostenne dinanzi al prefetto Pascasio, Lucia rifiutò l’ordine di sacrificare agli dei pagani, dando prova della sua fede irremovibile e la fierezza nel proclamarsi cristiana. Minacciata allora di essere condotta in un postribolo, Lucia rispose: “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente“.


Le risposte di Lucia e la sua fermezza mettevano in difficoltà il magistrato, che ordinò alla fine di portarla di forza al postribolo. Improvvisamente però il corpo di Lucia diventa pesante, per cui neanche 10 uomini riuscirono a sollevarla, tanto meno la forza dei buoi. Lucia venne a quel punto accusata di stregoneria: venne cosparsa di olio, posta sulla legna e torturata col fuoco, ma le fiamme non la toccarono mai. Allora venne messa in ginocchia e uccisa per decapitazione.  Morì il 13 dicembre solo dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleaziano.


Che si fa la notte di Santa Lucia?

Santa Lucia durante la notte tra il 12 e 13 dicembre prende miracolosamente vita e legge le letterine. A questo punto con il carretto trainato dal suo fedele asinello prende il volo consegnando i doni nelle case dei bimbi buoni accompagnati da golosissimi dolci.

Cosa ti porta Santa Lucia?

Secondo la tradizione, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre la santa porta dolci e giocattoli ai più piccoli.

La tradizione è probabilmente dovuta anche al tentativo di separare la data della consegna dei regali ai più piccoli (il 13 dicembre) da quella della Nascita del Salvatore che riesce così a rappresentare, anche per i bambini, la festa per il compleanno di Gesù e non quella dello “spacchettamento” pagano.

Così recita una celebre filastrocca dedicata alla Santa: “Santa Lucia bella / che dei bimbi sei la stella / tu porti dolci e doni / a tutti i bimbi buoni / ma i regali più belli / portali ai poverelli”.