GIANNI CIARDO RICORDA MARIOLINA DE FANO


Puglia, Attualità, Bari


GIANNI CIARDO

Gianni Ciardo (Bari, 21 luglio 1949) è un attore, cabarettista e musicista italiano


Gianni Ciardo

GIANNI CIARDO RICORDA MARIOLINA DE FANO
scritto da Cresy Caradonna


Ciao Mariolina De Fano!

Bene! Ci siamo finalmente! Sono passati i fatidici tre giorni dalla morte di Mariolina De Fano.
Ciao Mariolina…finalmente soli!
Chiedo scusa per il voluto ritardo, ma ho lasciato spazio ai parenti, amici, nemici, ipocriti, colleghi e chiunque si sia improvvisato promotore della notizia!
Si potrebbe dedicare a te una strada, ma perché farti calpestare? Che male hai fatto?
Mariolina, abbiamo calcato tutti i teatri della nostra stessa Puglia già dal 1976.
La mia canzone “Pasquina” cantata con te, ha stampato una pagina artistica, folkloristica, teatrale, senza nemmeno aver frequentato mai nessuna Accademia o laboratorio teatrale e senza nemmeno presunzione.
Mariolina grazie!
Nasciamo dallo stesso buco e moriamo in buchi diversi, solo questo ci distingue!
E’ una prassi.
Tu ti sei allontanata prima di me, non per essere Primadonna (anche perché lo eri già), ma solo per circostanza.
Mi piacerebbe che ognuno che si approfittasse della tua morte, meditasse, perché la pubblicità costa e l’unico vantaggio sarebbe soltanto che non c’è Siae.
Mariolina hai colto il momento buono per fuggire.

Ti saluto e ti invito ad andare in sogno a qualcuno. Molti darebbero la vita pur di fare Teatro e andare sui giornali, Tu no!
Il Teatro, l’ha data a te!
Ciao Mariolina, ti aspetto, però non dire niente a nessuno, anche perché la gelosia è assai!
Salutami tutti.

Gianni Ciardo


Vito Signorile, Gianni Ciardo, Nicola Pignataro e Uccio De Santis

GIANNI CIARDO PASQUINA 1978
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•11 ago 2013

RICORDANO MARIOLINA DE FANO

https://www.rainews.it/tgr/puglia/video/2020/08/pug-morte-Mariolina-De-Fano-2b5d2a2b-c0a8-47d2-93e8-cbc37f9df126.html



IL CULTO DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

Santi, Culti, Puglia

I SANTI MEDICI

COSMA E DAMIANO


IL CULTO DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO.
di Cresy Caradonna

Il culto dei Santi Medici Cosma e Damiano, secondo quanto risulta da alcune testimonianze iconografiche, è introdotto a Bitonto fin dal XIV secolo.

Il primo documento che attesta la presenza della reliquia a Bitonto risale però al 1572, data di svolgimento della visita pastorale di monsignor Musso. Il culto dei Santi Cosma e Damiano è stato anche segnalato da Giovanni Paolo II nel discorso ai Vescovi pugliesi del 20 dicembre 1986, come potente fattore di promozione di unità della Chiesa fra Oriente e Occidente.

Le due statue dei Santi Cosma e Damiano che oggi troneggiano al centro dell’abside della recente basilica pontificia dei Santi Medici a Bitonto hanno un ruolo di fondamentale importanza per l’affermazione e la diffusione del culto dei santi anargiri a Bitonto. L’origine delle due statue oscilla tra storia e leggenda. Le due statue sarebbero state commissionate nel 1733 dal parroco della chiesa di San Giorgio Martire, don Mennuto, ad uno dei migliori intagliatori napoletani.

Dopo circa tre secoli i manichini, interamente in legno e deteriorati dal tarlo furono fatti restaurare: le mani e la testa furono preservate con un meticoloso restauro mentre tutte le altre parti del corpo furono rifatte in bronzo. Particolarità che ha contribuito alla diffusione del culto a Bitonto è anche il fatto che molti di coloro che si ritengono miracolati vedono nelle statue le stesse persone apparse in sogno al momento dell’evento. La tradizione popolare narra diversi eventi miracolosi. La diffusione della stampa permise la realizzazione delle prime “immagini sacre” dei santi medici, in modo che i fedeli avessero l’immagine dei due Maestri anche presso le loro abitazioni, incorniciate in grandi quadri, o incollati ai muri nelle stanze da letto, dove solitamente venivano allestiti altarini, e dove parenti e vicini di casa potevano riunirsi in preghiera in devozione dei Santi. Spesso, inserite in campane di vetro, venivano adagiate le statue dei due Fratelli in dimensioni ridotte. L’immagine sacra dei santi è, dunque, entrata nel costume tradizionale dei bitontini tanto che, ancora oggi, è facilissimo ritrovare tali immagini nelle botteghe dei sarti, dei calzolai, e persino nei negozi di alimentari. Il sempre crescente numero di pellegrini, provenienti ormai da tutta Italia e anche dall’estero, a seguito dell’emigrazione bitontina nelle Americhe, rese necessaria la costruzione di un ambiente più capiente. Così nel 1963 fu costruito l’attuale santuario e nel 1975 papa Paolo VI la elevò a basilica pontificia. Nel 1993 l’attività di un gruppo di volontari ha portato alla nascita di una fondazione che ha dato vita a numerose iniziative: casa di accoglienza, centro ascolto, ambulatorio e un ospizio.

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