Due Lui, ben presenti e complementari. Bizzarro, trasgressivo e litigioso l’Uno (Premio Nobel), pacato e riflessivo l’Altro (Giornalista). Sullo sfondo dei loro dialoghi-ricordi una Lei, Helene, immaginaria, assente, eppur presentissima!
Una drammaturgia straordinaria, con spiazzanti e continui coupe de theatre, una storia d’amore divertente e drammatica nello stesso tempo, una storia verosimile nella quale ogni coppia non potrà non ritrovare un segmento di se stessa. Auditorium La Vallisa –
Casamassima Moda Pubblico · Organizzato da Federico II Eventi
Domenica 6 ottobre 2019 tutti invitati a Casamassima Moda, Fashion, Body Art e Musica, sfilata di moda presentata dall’attore Gianni Ciardo, Body Art con le modelle di Miguel Gomez e concerto con la Soprano Nadia Divittorio, start ore 19.00, Casamassima piazza Moro.
Domenica 6 ottobre 2019 dalle ore 19:00 alle 22:00
Premio Icaro Concorso di Foto e Video realizzato con Droni.
Gallipoli – 09 22 19
Sky Luk nella persona di LUCA MELCARNE, ha ricevuto una targa per aver vinto il Primo premio al Concorso: “Premio Icaro” della Settimana della Cultura del Mare a Gallipoli.
In occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, di seguito uno stralcio del messaggio del Santo Padre
“Non si tratta solo di migranti”
Cari fratelli e sorelle,
la fede ci assicura che il Regno di Dio è già presente sulla terra in modo misterioso (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 39); tuttavia, anche ai nostri giorni, dobbiamo con dolore constatare che esso incontra ostacoli e forze contrarie. Conflitti violenti e vere e proprie guerre non cessano di lacerare l’umanità; ingiustizie e discriminazioni si susseguono; si stenta a superare gli squilibri economici e sociali, su scala locale o globale. E a fare le spese di tutto questo sono soprattutto i più poveri e svantaggiati.
Le società economicamente più avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la “globalizzazione dell’indifferenza”. In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali […].
Per questo, la presenza dei migranti e dei rifugiati – come, in generale, delle persone vulnerabili – rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. Ecco perché “non si tratta solo di migranti”, vale a dire: interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti; ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista.
«Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (Mt 14,27). Non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure. Le cattiverie e le brutture del nostro tempo accrescono «il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri […]. E questo si nota particolarmente oggi, di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati che bussano alla nostra porta in cerca di protezione, di sicurezza e di un futuro migliore. È vero, il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro» (Omelia, Sacrofano, 15 febbraio 2019).
«Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?» (Mt 5,46). Non si tratta solo di migranti: si tratta della carità. Attraverso le opere di carità dimostriamo la nostra fede (cfr Gc 2,18). E la carità più alta è quella che si esercita verso chi non è in grado di ricambiare e forse nemmeno di ringraziare. «Ciò che è in gioco è il volto che vogliamo darci come società e il valore di ogni vita. […] Il progresso dei nostri popoli […] dipende soprattutto dalla capacità di lasciarsi smuovere e commuovere da chi bussa alla porta e col suo sguardo scredita ed esautora tutti i falsi idoli che ipotecano e schiavizzano la vita; idoli che promettono una felicità illusoria ed effimera, costruita al margine della realtà e della sofferenza degli altri» (Discorso presso la Caritas Diocesana di Rabat, 30 marzo 2019).
«Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione» (Lc 10,33). Non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità. Ciò che spinge quel Samaritano – uno straniero rispetto ai giudei – a fermarsi è la compassione, un sentimento che non si spiega solo a livello razionale. La compassione tocca le corde più sensibili della nostra umanità, provocando un’impellente spinta a “farsi prossimo” di chi vediamo in difficoltà. Come Gesù stesso ci insegna, avere compassione significa riconoscere la sofferenza dell’altro e passare subito all’azione per lenire, curare e salvare.
«Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18,10). Non si tratta solo di migranti: si tratta di non escludere nessuno. Il mondo odierno è ogni giorno più elitista e crudele con gli esclusi. I Paesi in via di sviluppo continuano ad essere depauperati delle loro migliori risorse naturali e umane a beneficio di pochi mercati privilegiati. Le guerre interessano solo alcune regioni del mondo, ma le armi per farle vengono prodotte e vendute in altre regioni, le quali poi non vogliono farsi carico dei rifugiati prodotti da tali conflitti. Chi ne fa le spese sono sempre i piccoli, i poveri, i più vulnerabili, ai quali si impedisce di sedersi a tavola e si lasciano le “briciole” del banchetto (cfr Lc 16,19-21)[…].
«Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti» (Mc 10,43-44). Non si tratta solo di migranti: si tratta di mettere gli ultimi al primo posto. Gesù Cristo ci chiede di non cedere alla logica del mondo, che giustifica la prevaricazione sugli altri per il mio tornaconto personale o quello del mio gruppo: prima io e poi gli altri! Invece il vero motto del cristiano è “prima gli ultimi!”. «Uno spirito individualista è terreno fertile per il maturare di quel senso di indifferenza verso il prossimo, che porta a trattarlo come mero oggetto di compravendita, che spinge a disinteressarsi dell’umanità degli altri e finisce per rendere le persone pavide e ciniche[…].
«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). Non si tratta solo di migranti: si tratta di tutta la persona, di tutte le persone. In questa affermazione di Gesù troviamo il cuore della sua missione: far sì che tutti ricevano il dono della vita in pienezza, secondo la volontà del Padre. In ogni attività politica, in ogni programma, in ogni azione pastorale dobbiamo sempre mettere al centro la persona, nelle sue molteplici dimensioni, compresa quella spirituale. E questo vale per tutte le persone, alle quali va riconosciuta la fondamentale uguaglianza. Pertanto, «lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo» (S. Paolo VI, Enc. Populorum progressio, 14).
«Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio» (Ef 2,19). Non si tratta solo di migranti: si tratta di costruire la città di Dio e dell’uomo. In questa nostra epoca, chiamata anche l’era delle migrazioni, sono molte le persone innocenti che cadono vittime del “grande inganno” dello sviluppo tecnologico e consumistico senza limiti (cfr Enc. Laudato si’, 34) […].
Cari fratelli e sorelle, la risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. Se mettiamo in pratica questi verbi, contribuiamo a costruire la città di Dio e dell’uomo, promuoviamo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone e aiutiamo anche la comunità mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile che si è data e che, altrimenti, saranno difficilmente raggiunti.
Dunque, non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio.
È questo l’auspicio che accompagno con la preghiera invocando, per intercessione della Vergine Maria, Madonna della Strada, abbondanti benedizioni su tutti i migranti e i rifugiati del mondoe su coloro che si fanno loro compagni di viaggio.
“Denigrare” significa parlar male di qualcuno o di qualcosa, infangandone la reputazione o il valore, cercare di togliere con critiche il merito o il prestigio o il buon nome ad una persona oppure il pregio o il valore ad una cosa. La sua origine deriva dal verbo latino “denigrare” che voleva dire “annerire”, “render nero”, infatti, in senso figurato, denigrare una persona è come sporcarle la faccia di nero.
“Bar Royal Bar”, la nuova canzone di P40 è un omaggio al locale leccese
E’ stata
presentata live a Lecce il 15 settembre 2019 alle ore 24,00 la nuova canzone di
Pasquale Giuseppe Quaranta, in arte P40. Il titolo è “Bar Royal Bar”, dal nome del locale frequentato nottetempo a cui è
dedicata. Meglio, a cavallo fra il 15 e il 16 settembre. “La scelta dell’ora è
stata un’idea di Lucia per dare il senso di un nuovo inizio, di Capodanno, come
stessi stappando una bottiglia”. Lucia Minutello, in arte Donna Lucia, accompagna
discograficamente P40 fin dal disco “Vane”,
uscito nel 2011 nella canzone Madame
Pétée. L’ultima loro collaborazione è nella canzone di P40 dal titolo “Nu me ‘mbrazzi mai”, uscita in
videoclip quest’anno. La cantano insieme. Un refrain che esprime il desiderio
inespresso e rivendicato di un abbraccio d’amore. “L’idea di presentare la
canzone Bar Royal Bar mi è venuta insieme ad Andrea Rizzo, un promoter
culturale, un mio amico – rivela P40 – che ha fondato l’insegna ‘Arten’. Anche lui, come me, frequenta il locale. Ci
incontriamo di notte, un po’ sfatti dalle fatiche diurne e fantastichiamo…’ Una
notte di inizio settembre Andrea posta un selfie con la didascalia ‘Royal Bar
presenta…’, immaginando la presentazione di un mio spettacolo, lì. P40 coglie
al balzo il suggerimento: ‘Che ne dici se organizziamo un evento per far
ascoltare ai clienti e ai gestori del bar la mia canzone Bar Royal Bar in
versione chitarra e voce?!’ Lui si è coinvolto e così organizzano la promozione
dell’evento via web e anche una diretta web per coinvolgere i suoi fans e anche
gli amici del Bar Royal non presenti fisicamente nel locale. E’ la prima volta
che P40 organizza la presentazione di un brano live insieme ad una diretta-web.
Per quanto semplice non l’aveva mai sperimentata, confessa. Il risultato è
stato coinvolgente perché si è creata un’atmosfera di attesa. Prima ha
attaccato con altri brani suoi per destare interesse e curiosità. Quindi, a
mezzanotte, come fosse un capodanno autogestito ha stappato la bottiglia musicale.
“E’ nato prima il ritornello, di notte fonda, quasi alle prime luci dell’alba.
Di botto, d’istinto mi girava il ritornello: fuori dal tempo qui troverai il tuo tempo, ognuno con il suo stile qui
ognuno c’ha da dire… personalità variegate non omologate… ci entri da Lecce ma
qui troverai la tua città.” Il Bar Royal
si trova in via Lupiae 3 ad est della città, verso il mare, parallela
alla via per S. Cataldo. E’ gestito da due sorelle, Marisa e Antonella,
originarie da Minervino di Lecce, un luogo caro a P40 e agli artisti del lunedì
che si ritrovano all’Osteria Puteca de
mieru di Antonio Amato, altro luogo dell’anima. “Coincidenze, direte voi!
Eppure nulla accade per caso…” – filosofeggia P40. Spesso la notte quando
rientra a Lecce dalle serate musicali da ogni dove del Salento passa dal Bar
Royal e finalmente si rilassa. Dedica il tempo all’informazione, guarda i
giornali o si intrattiene con qualche avventore nottambulo come lui. “Le strofe
invece le ho costruite successivamente e parlano del percorso che faccio per
arrivarci da Lecce e da quello che accade lungo la strada e dentro il locale.”
– aggiunge P40. Il Bar è un unico ambiente ampio, una sala a cui fa da pendant
uno spazio scoperto esterno. “Da lì si vede il lido marino, però con qualche
bicchierino… Il ritmo della canzone è una ballata rock che scorre con una
struttura più classica di strofe e ritornello. Non è stata ancora incisa in
studio, ma prossimamente pensiamo di farlo con un videoclip”. Ascoltate la canzone
(https://www.facebook.com/P40salento/)
alla pagina fb di P40 e su youtube al link https://www.youtube.com/watch?v=YwJ3JQPi4aI.
«“La processione si vede quando si ritira”. Nessuna opera può essere giudicata se non è portata a compimento; nessun calcolo di guadagno si può fare se non a vendita avvenuta della merce.
Il detto barese trova riscontro nell’usanza dei cittadini che fanno offerte al santo in processione per le vie. Quindi, dicono i confratelli: la processione è ben riuscita se, ritirandosi alla congrega, porta con sé un bel mucchio di denaro».
Al via le iscrizioni per il prossimo X Premio Internazionale di Danza San Nicola
Bari , 25 Settembre 2019
Al via le iscrizioni per il prossimo X Premio Internazionale di Danza San Nicola. Avrà luogo a Bari i prossimi 14-15-16 dicembre presso il Teatro Showville di Bari la X edizione del Premio Internazionale di Danza San Nicola diretto dalla coreografa Simona De Tullio, curato dalla Breathing Art Company. Il premio, suddiviso per stili ed età, prevede prestigiosi premi in Italia e all’Estero, tirocini in compagnie e partecipazione a summer courses in Usa, Paesi Bassi, Germania, Ungheria, Spagna etc. Premio speciale per i 10 anni della manifestazione una borsa di studio completa del valore di 4.000 dollari presso l’ Alonzo King Lines lallet di San Francisco, che ha ospitato Simona De Tullio la scorsa estate, alla quale è stato conferito il compito di assegnare la prestigiosa borsa di studio. In giuria quest’anno Miki Ohlsen per l’Island Moving Company di Newport, Maurice Causey per la Henny Jurriens Foundation di Amsterdam, Anthony Taylor per le borse di studio di danza classica, Giada Matteini Ferrone per la Nyc Tisch e Maria del Carmen Corella, della Corella Ballet Academy di Barcellona, novità del premio 2019.
Concorso: “Haiku tra meridiani e paralleli – Quinta stagione”
Fusibilia Associazione Culturale in collaborazione con FusibiliaLibri indìce
Concorso letterario per antologia
Haiku tra meridiani e paralleli
Quinta stagione
a cura di Dona Amati prefazione di Antonio Sacco foto di Hitoshi Shirota
Scadenza 11 novembre 2019
“A scrivere un haiku basta un ragazzino alto come un germoglio di bambù” Basho
Continua il progetto editoriale di FusibiliaLibri sul lirismo degli
haiku, i componimenti di origine giapponese. Dopo il felice esito dei
quattro precedenti concorsi concretizzatosi nelle antologie Haiku tra meridiani e paralleli (da
cui è scaturito, inoltre, un progetto di laboratorio poetico con gli
alunni di un istituto comprensivo), presentate in diverse sedi, tra cui
quelle del Museo di Roma in Trastevere, la casa editrice si avvia alla
realizzazione del volume Haiku tra meridiani e paralleli – Quinta stagione, anche stavolta per la curatela di Dona Amati e nella medesima raffinata veste grafica dei volumi precedenti, arricchita dalle immagini del fotografo di Yokohama, Hitoshi Shirota. Firmerà la prefazione di questo volume il poeta ed esperto di poesia giapponese Antonio Sacco.
Anche con questo quinto invito intendiamo realizzare un volume che
comprenda composizioni con un’aderenza formale a quelle che sono le
regole e gli elementi costitutivi dell’haiku, la cui più pura resa
espressiva è paragonabile a quella di una istantanea fotografica, di un
quadro. L’haijin descrive l’attimo nella sua immediatezza,
trasponendo nelle parole la percezione profonda della vita, quasi il
misticismo della sua osservazione; del resto le regole tradizionali di
composizione dell’haiku rimandano direttamente al minimalismo della
filosofia Zen, allo spirito della essenzialità.
La narrazione è la descrizione dell’esperienza attraverso la lingua, uno
strumento che oltre a comunicare contenuti, trasmette attraverso il
lessico significati di molteplice valore emotivo, cosa questa ancor più
vera per la poesia. E ciascuno di noi è portatore di un doppio
patrimonio lessicale, attribuibile alla lingua appresa nell’infanzia,
più circoscritta alla zona geografica di crescita, e all’idioma
ufficiale della nazione d’appartenenza, perché così come Wittgenstein
afferma “le lingue dal punto di vista fonetico sono migliaia, mentre dal
punto di vista psicologico ne esistono solo due: la lingua materna o
primaria e tutte le altre lingue messe insieme o seconde”; è ragionevole
perciò pensare che il dialetto sia comprensibilmente la lingua
primaria, ovvero ‘madre’. E nella memoria immaginativa si innestano
dall’infanzia suggestioni sensoriali e sistemi di comunicazione a cui si
continua ad attingere durante la vita, ivi compresa la lingua primaria.
Come il precedente, anche questo concorso letterario Quinta stagione di Haiku tra meridiani e paralleli è articolato in due sezioni, la prima riservata agli haiku in lingua italiana e la seconda a quelli scritti nelle lingue dialettali conosciute dagli autori. La struttura metrica sarà la canonica 5-7-5 sillabe (secondo computo metrico)
per gli haiku scritti in italiano e per quelli in dialetto, ovviamente
libera dalla gabbia metrica la traduzione di questi in italiano.
Regolamento
Il concorso è aperto a tutti (per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori o di chi ne fa le veci).
Si richiede l’invio di quattro haiku in lingua italiana o in dialetto con
a fronte traduzione in italiano, via mail alla redazione di Fusibilia
Associazione fusibilia@gmail.com, indicando in oggetto “Concorso Haiku, tra meridiani e paralleli – Quinta stagione, sezione…”. Si concorre per una sola sezione.
È richiesta l’osservanza delle regole formali degli haiku:
Tre versi di 5-7-5 sillabe (osservando le regole metriche–
non sillabiche – della lingua italiana) sia per i componimenti in
italiano che per quelli in dialetto (la traduzione di questi in italiano
è ovviamente libera dal computo metrico)
• l’inserimento nell’haiku (condizione preferibile ma non indispensabile) del kigo, l’elemento stagionale
• il tema della composizione sia enunciato in un verso e venga poi
sviluppato negli altri due, oppure vengano presentati due temi in
contrasto o in concordanza
• l’inserimento di almeno uno dei quattro stati d’animo
(a) Sabi (distacco, pace, raccoglimento in solitudine)
(b) Wabi, (incanto e stupore per la semplicità dell’essere)
(c) Aware (rimpianto e nostalgia)
(d) Yugen (mistero ineffabile).
4 Gli elaborati devono pervenire in redazione entro il 11 novembre 2019 alla casella di posta concorsi.fusibilia@gmail.com.
5 La partecipazione al concorso è gratuita.
6 Il giudizio della giuria è insindacabile.
7 Gli haiku selezionati saranno pubblicati nel volume “Haiku. Tra
meridiani e paralleli – Quinta stagione”, scatti del fotografo Hitoshi
Shirota, prefazione di Antonio Sacco, edito da FusibiliaLibri.
8 I partecipanti i cui testi siano stati selezionati per la
pubblicazione saranno informati sui risultati del concorso mediante mail
personale e segnalazione sul sito dell’associazione http://www.fusibilia.it.
9 Nel file d’invio includere dati personali, indirizzo postale, indirizzo e-mail, telefono, brevissima nota biografica di poche righe in terza persona
(secondo lo schema “città di nascita, città di residenza, studi
conseguiti, lavoro, pubblicazioni, eventuali partecipazioni/segnalazioni
a Premi letterari, collaborazioni e attività artistiche”), che sarà
pubblicata nel volume in caso di selezione e, in calce al testo, la
seguente dichiarazione firmata: Dichiaro che i testi da me presentati a codesto concorso sono opere
di mia creazione personale e inedite. Sono consapevole che false
attestazioni configurano un illecito perseguibile a norma di legge.
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi della
disciplina generale di tutela della privacy (L. n. 675/1996; D. Lgs. n.
196/2003) e la pubblicazione del testo, nel caso venga selezionato,
nell’antologia edita da FusibiliaLibri senza nulla a pretendere a titolo
di diritto d’Autore, pur rimanendo proprietaria/o dei diritti di
paternità.
La partecipazione al concorso comporta l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento.
Referente concorso: Dona Amati mobile 3460882439
“Gli haiku saettano come smussate freccioline che ci vengono da un
mondo simile a quello di Alice, ma dotato di una sottile, intricata
coerenza che non è soltanto il rovescio dello specchio delle nostre
coerenze. Sono spiragli da cui filtra qualcosa di accecante e insieme di
carezzevole, sono cuspidi elastiche di qualcosa che deve restare
sommerso, per noi (e forse per tutti), ma che pure sentiamo
necessariamente nostro. E allora per capire ripieghiamo almeno un
‘principio di essenzialità’, sul tema del risparmio verbale che crea
alte tensioni aggregatrici, o addirittura sul ‘fascino del frammento’
come su riferimenti che senza dubbio si possono identificare anche nello
haiku”.
(Andrea Zanzotto, dalla presentazione del libro Cento haiku. Testo giapponese a fronte, Ugo Guanda Ed., Milano, 1993)
Festa dei nonni: tutte le curiosità e perché si festeggia
In Italia la festa è stata istituita nel 2005 dal Parlamento
Un giorno dedicato ai nonni, festeggiamenti istituiti per celebrare l’importanza di queste figure il cui ricordo accompagnerà per tutta la vita. Questa è una ricorrenza civile, per celebrare le fondamenta della famiglia e la loro importanza a livello sociale. Quando si festeggia? In Italia la Festa dei Nonni è il 2 ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra gli Angeli.
Le curiosità
In Italia la Festa dei nonni cade il 2 ottobre, ed è stata istituita nel 2005 dal Parlamento che ha riconosciuto in modo ufficiale il ruolo dei nonni, accanto a quella die genitori. L’istituzione della festa prevede l’impegno concreto da parte degli Enti , quali Regioni, Province e Comuni, ad realizzare iniziative per valorizzare il ruolo dei nonni.
In America però, la Festa dei Nonni esiste da molto più tempo. Questa ricorrenza infatti, fu introdotta negli Stati Uniti nel 1978 su proposta di Marian McQuade, una casalinga di Oak Hill, West Virginia, madre di 15 figli e nonna di 40 nipoti. La donna iniziò a promuoverequesta festività durante la presidenza di Jimmy Carter negli anni 70, anche perchè a lungo aveva lavorato con gli anziani, ritenendo fondamentale che le nuove generazioni riconoscessero l’importanza di questi ultimi per la loro formazione.
Fu così istitutita la Festa Nazionale dei Nonni – National Grandparents Day, celebrata in America ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.
Nel mondo
Nel Regno Unito la festa fu introdotta nel 1990, e dal 2008 viene celebrata la prima domenica di ottobre.
In Canada viene celebrata dal 1995 il 25 ottobre.
In Francia, i nonni e le nonne sono festeggiati ogni anno separatamente. La festa della nonna, già dal 1987, la prima domenica di marzo. Dal 2008 è stata introdotta la festa del nonno la prima domenica di ottobre.
In Estonia la festa dei nonni, introdotta nel 2010, viene celebrata la seconda domenica di settembre.