“Nico e il fantastico mondo del mare”

“Nico e il fantastico mondo del mare” è una vera e propria favola, perché, oltre ad avere come protagonisti animali umanizzati, è caratterizzata da un’ambientazione realistica e contiene insegnamenti etici e morali rivolti alle nuove generazioni.

Con esempi semplici e toccanti, l’autrice spiega ai bambini quanto sia importante il rispetto per il mare: la pesca indiscriminata sottrae troppi pesci all’ambiente marino e i pesci mangiano le meduse urticanti; l’inquinamento causa il surriscaldamento delle acque, contribuendo ulteriormente al loro proliferare; gettare lattine nei fondali provoca la morte di piccole innocenti creature come i cavallucci che vi rimangono intrappolati.

Ma la favola di Imma Pontecorvo veicola un altro importanti messaggio: “l’unione fa la forza”, l’amicizia è un valore insostituibile. Infatti, il piccolo protagonista di questa storia, Nico, riesce a vincere la sua paura dell’acqua spinto dalla necessità di salvare il suo simpatico amico, il granchio Tobia, grazie alla collaborazione di altri deliziosi personaggi: Betty, la stella marina, Noè, il pesce, Biagio, il cavalluccio marino; Camilla, la sogliola. Un’allegra compagnia con la quale scopre il mare e le sue bellezze, perché al di là delle nostre irrazionali paure c’è un mondo intero da vivere.

L’unione fa la forza non solo nel salvataggio di Tobia, ma torna utile anche nella lotta contro i rifiuti. Infatti Nico, dopo essere venuto a conoscenza dei danni dell’inquinamento, per proteggere i suoi amici marini, coinvolge altri bambini in questa nuova, ecologica impresa “contagiando” col suo esempio anche gli adulti.

La favola insegna a grandi e piccini un’inconfutabile verità: “A volte, per cambiare le cose basta solo iniziare”.

In “Nico e il fantastico mondo del mare”, l’autrice, per parlare ai suoi lettori, è ricorsa a un linguaggio semplice e fresco e a uno stile scorrevole. Ha dato un’anima alle creature marine con le quali Nico stringe amicizia rendendole simpatiche, accattivanti e comunicative. Le ha antropomorfizzate attribuendo loro nomi di persona, facendole parlare come esseri umani, ma nel descriverle ha, al contempo, rispettato le peculiarità delle loro specie. Insomma, ha fatto un ottimo lavoro, istruttivo ed educativo, sottolineando anche l’importanza della raccolta differenziata alla quale i bimbi andrebbero abituati sin da piccoli.

Consigliatissimo.
Daisy Raisi

COMUNICATO

Nico e il fantastico mondo del mare” di Imma Pontecorvo è una favola moderna, già oggetto di interesse della stampa, scritta da un’autrice di Piano di Sorrento, molto prolifica e attenta alle tematiche sociali, al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ha al suo attivo libri che trattano temi come il bullismo, la disabilità, la tossicodipendenza.

Il suo è uno stile semplice e delicato che parla ai sentimenti del lettore stabilendo con esso un rapporto di sottile empatia. Per la sua ricca produzione poetica, permeata di sentimenti positivi quali l’amore per il Creato, il rispetto per ogni forma di vita, la solidarietà, Imma Pontecorvo ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

In questa sua ultima opera, destinata a educatori, insegnanti e ovviamente alle nuove generazioni, ribadisce l’importanza della raccolta differenziata e del rispetto per l’ambiente, che vanno instillati negli esseri umani fin dai loro primi anni di vita.

“Nico e il fantastico mondo del mare” veicola un messaggio potente: l’unione fa la forza. Con piccole ma significative azioni compiute tutti insieme possiamo migliorare il nostro pianeta, salvaguardare l’ambiente e la fauna marina.

Di recente, la favola, che ha riscosso un notevole successo fra grandi e piccini, è divenuta oggetto di laboratori destinati all’infanzia.

Link: https://www.amazon.it/Nico-fantastico-mondo-del-mare/dp/882786511X

Cresy Crescenza Caradonna
@Pugliadaamarequotidiano
Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

LE PRIME PAGINE DI OGGI

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LE PRIME PAGINE DI OGGI
15 Giugno Sabato 2109

QUOTIDIANI NAZIONALI

Prima Pagina La Verità 15/06/2019
Prima Pagina La Gazzetta del Mezzogiorno 15/06/2019
Prima Pagina La Stampa 15/06/2019
Prima Pagina Libero 15/06/2019
Prima Pagina Il Messaggero 15/06/2019
Prima Pagina Il Mattino 15/06/2019
Prima Pagina La Repubblica 15/06/2019
Prima Pagina Il Gazzettino 15/06/2019
Prima Pagina La Notizia 15/06/2019
Prima Pagina Avvenire 15/06/2019
Prima Pagina Il Foglio 15/06/2019
Prima Pagina L'Unione Sarda 15/06/2019
Prima Pagina Il Dubbio 15/06/2019
Prima Pagina Il Sole 24 Ore 15/06/2019

QUOTIDIANI SPORTIVI
NAZIONALI ESTERI

Prima Pagina Corriere dello Sport 15/06/2019
Prima Pagina Tuttosport 15/06/2019
Prima Pagina Marca 15/06/2019
Prima Pagina Il Romanista 15/06/2019
La Gazzetta Dello Sport, prima pagina
Prima Pagina Sport 15/06/2019
Prima Pagina Record 15/06/2019
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QUOTIDIANI ESTERI

Prima Pagina Le Monde 15/06/2019
Prima Pagina El Pais 15/06/2019
Prima Pagina The New York Times 15/06/2019
Prima Pagina Der Tagesspiegel 15/06/2019
Prima Pagina The Wall Street Journal 15/06/2019
RASSEGNA QUOTIDIANI A CURA DI CRESCENZACARADONNA

Poesia Pittura Musica -Serata d’Arte- presso Carenza Belle Arti (BA)

Poesia Pittura Musica
-Serata d’Arte-

Venerdì 28 giugno ore 18:00 si svolgerà una serata di:
“POESIA PITTURA MUSICA” presso CARENZA BELLE ARTI in
Via Piccinni, 158 a Bari.

Presenziano:
Crescenza Caradonna (scrittrice )
Enrica Carenza (artista)
Vinicio Coppola (giornalista- critico d’arte- scrittore))
Ruggero DitePa (artista)
Luciano Anelli (giornalista)
Nicola Cutino (Storiografo-linguista)

ALLIETERA’ la serata M°Milena De Magistris (Violinista)
Opere in mostra di Domenico Berardi (artista)

Durante la serata d’arte saranno presentati quattro giovani artisti:  Maria De Carne, Davide Parisi, Giusy De Pasquale e Alessandro Schino che  esporranno le loro opere.

Poeti e poetesse reciteranno poesie a tema.

#pugliadaamareonline#CresyComunicazioni#Arte#Poesia#Musica

ORGANIZZAZIONE EVENTO/SERATA Cresy Caradonna
CONTATT/INFO:
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Poesia Pittura Musica
-Serata d’Arte-

CARENZA BELLE ARTI
Via Piccinni, 158 Bari
ore 18:00
INGRESSO LIBERO

LUTTO NEL MONDO DEL GIORNALISMO PUGLIESE

Lutto nel mondo del giornalismo

Il giornalismo pugliese oggi piange la scomparsa di FEDERICO PIRRO, si è spento dopo una lunga malattia incurabile era stato caporedattore della TgR Puglia.

Il giornalista e scrittore pugliese aveva 76 anni, ai figli Fabrizio e Maurizio e alla moglie Isa sentite condoglianze dalla redazione di Puglia d’amare Quotidiano d’informazione.

#pugliadaamareonline #giornalisti #CresyComunicazioni #Puglia

Le prime pagine di oggi

Le prime pagine di oggi

La manifestazione dell’estrema destra a Milano e lo scandalo dell’estrema destra in Austria dominano i titoli, in sintesi

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I titoli dei giornali di oggi riflettono inevitabilmente le due principali notizie di ieri: la manifestazione della Lega e di molti partiti europei di estrema destra che si è tenuta a Milano, e l’imbarazzo della Lega e di molti partiti europei di estrema destra per quanto successo in Austria, dove il leader della destra locale – e vicecancelliere – si è dimesso, portando il paese a nuove elezioni, dopo che è venuto fuori dei favori che aveva promesso alla Russia in cambio di finanziamenti e sostegno. Il tutto mentre mancano una settimana esatta alle elezioni europee, e una alla fine del campionato di Seri

RASSEGNA QUOTIDIANI 
A CURA DI CRESCENZA CARADONNA
RASSEGNA QUOTIDIANI
A CURA DI CRESCENZA CARADONNA

‘Un sorriso per Mimì’, spazi e progetti per il benessere psicologico, a Casarano (Le)

‘Per essere felici ci vuole coraggio!’ – è piuttosto suadente Emma Margari, coordinatrice del centro che organizza corsi motivazionali sull’intelligenza emotiva a Casarano (Le). Non è una dichiarazione d’intenti. La nostra vita ci pone di fronte a continue prove. Che fare? Ritrarsi o trarre insegnamento dal dolore e provare ad alleviare quello altrui? ‘Trascorsi alcuni mesi nelle corsie degli ospedali per cercare di fermare il mostro che cresceva nel cervello di mia madre Mimì…’ – inizia così il viatico di Emma. Nei diversi reparti di Oncologia conobbe tantissime persone malate e ascoltando le loro storie capì che la loro condizione comune aveva cambiato l’ordine delle priorità. Di lì a qualche mese, sua madre si spense. Quell’esperienza di dolore non poteva esaurirsi lì. Così confessa: ‘Dentro di me prese corpo l’idea di realizzare un centro che avesse a cura l’individuo. Quell’esperienza mi aveva forgiato l’anima.’ Mise da parte il lavoro di creativa e nel dicembre 2014 aprì un centro di benessere e supporto psicologico, consapevole che di fronte alla malattia devastante possiamo farvi fronte se sostenuti adeguatamente, prevenendo il malessere che ci assale, a qualsiasi età, o aiutare a superarlo. ‘Affidatevi a noi! – invita Emma – A me  e alle mie collaboratrici, professioniste per il benessere!’ Sono otto in tutto, compresa Emma: Ornella Schito e Dolores Mazzotta, psicologhe e psicoterapeute, Sara Cesi neuropsichiatra, Alessandra Romano dietologa, Valentina Verardo tutor, Selenia Greco psicologa  e Federica Corsano pedagogista. Numerose le pratiche e le attività per riportare in equilibrio e armonia le condizioni di difficoltà e disturbo o disordine psichico, attraverso una serie di pratiche e percorsi: la psicoterapia individuale, l’aiuto allo studio, il Mindfulness per gestire stress, dolore e malattie e affrontare efficacemente le sfide della vita quotidiana, la psicoterapia dell’età evolutiva per riconoscere i segnali di disagio del bambino, lo spazio dedicato alla famiglia e al suo benessere psicologico, il benessere psicologico e la gestione delle emozioni, che condizionano il nostro sistema immunitario. ‘Il successo e la felicità di una persona dipendono dalla sua capacità di prendere nella giusta considerazione non solo l’aspetto cognitivo ma anche quello emotivo. Aumentando l’autoconsapevolezza, controllando i sentimenti negativi e conservando l’ottimismo, è possibile imparare a tollerare le frustrazioni, traendone nuove opportunità. E’ qui che entra in gioco l’intelligenza emotiva’. – prosegue Emma Margari. Da qui nasce il progetto ‘L’intelligenza emotiva come linguaggio comune’, che nel settembre del 2016 viene da lei concepito in collaborazione con  le socie Ornella Schito e Dolores Mazzotta, le due psicoterapeute, nella convinzione che il raggiungimento del benessere psicologico dell’individuo passi dallo sviluppo dell’intelligenza emotiva. Solo attraverso  la creazione di un linguaggio comune è possibile contaminare ogni ambiente sociale e sviluppare competenze individuali per un futuro sereno, attraverso i servizi erogati di psicoterapia individuale, aiuto allo studio, Mindfulness, gruppi di lavoro sull’ansia, ecc. La sfera degli interventi proposti coinvolge anche il cattivo rendimento scolastico. Con un corso intensivo di pianificazione allo studio lo studente potrà imparare a pianificare il suo lavoro attraverso diverse attività: l’alfabetizzazione emotiva, le competenze sociali, la mindfulness (pratica della consapevolezza), la psicoeducazione in gruppo, un metodo di studio personalizzato da tutor specializzate, il potenziamento scolastico nel piccolo gruppo e  laboratori ludico-creativi. A proposito il 1° Luglio e fino al 12 Settembre si terrà il “Corso intensivo di pianificazione allo studio” per bambini e ragazzi dai 5 a 18 anni. Gli interventi proposti riguardano gli ambiti della Neuropsichiatria Infantile, la Psicoterapia Individuale, la Psicoterapia in Età Evolutiva e la Mindfulness, una pratica consapevole per imparare a gestire stress, dolore, malattie e le sfide quotidiane. La Diagnosi DSA cura i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La sua azione mira a  riconoscere gli alunni BES, con Bisogni Educativi Speciali. Mentre con l’Aiuto allo Studio si offrono corsi ai genitori per affrontare i bisogni cognitivi, emotivi e di crescita dei figli. Incontri settimanali sono dedicati incontri alla Consulenza Genitoriale e al Parent Training. Inoltre per le famiglie sono organizzati il Supporto alla Separazione e quello psicoterapico individuale o di gruppo nella vita di coppia. La consulenza Alimentare prevede lezioni di educazione alimentare corretta; il corso base per dj introduce alla musicoterapia. Un occhio anche alle aziende cui è riservato uno specifico percorso di Mindfulness. E alle scuole per prevenire e informare su emergenze sociali come il bullismo, i disturbi della condotta alimentare, l’abuso di droghe e alcol, la depressone, l’ansia e lo stress, nonché la mindfulness. ‘Ciao mamma io vado in vacanza!’ è la prima vacanza da soli, cinque giorni di condivisione, cooperazione, mare e sport. E’ possibile donare all’Associazione il 5×1000 “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale” inserendo il codice fiscale 90043430751. Per ogni altra informazione: Un sorriso per Mimì, Via Montesanto 3/B Casarano, tel. 329 6553124, e-mail: info@unsorrisopermimi.it, sito: http://www.unsorrisopermimi.it.

Poggiardo, 05/06/2019

                                                                         Paolo Rausa

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PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL ‘DUO APPUNTI DI VIAGGIO’

PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL
‘DUO APPUNTI DI VIAGGIO’


Il Duo Appunti di Viaggio di Beppe Carone e Vito Romita vi aspetta il 13 giugno alle ore 21.00 presso il pub Dexter – Beer & Jazz di Bari con la divertente serata di cabaret del Laboratorio Pazzo Comico.

Vi faranno divertire: Gianni Labalestra, Giuseppe Guida, Lia Cellamare, Duo Deno Cabaret, Michele Vurro, Paul Summer e Leandro Amodio e- Duo Appunti di Viaggio!

Prenotate il vostro tavolo al Dexter – Beer & Jazz

Il Duo Appunti di Viaggio di Beppe Carone e Vito Romita vi aspetta il 14 giugno alle ore 18.30 presso il Centro Congressi Nuova Eataly – Bari

Librerie.coop organizza “Incontri con l’autore”, presentazione a cura di Fabio Modesti del libro “Facce da Murgia – incontri e racconti della pietra” di Corrado Palumbo.
Saranno presenti l’autore Corrado Palumbo, l’editore Gino Dato, la poetessa Rosaria Zonno ed il poeta Michele Aprile che leggeranno alcune poesie, la Tenuta Tedone Consolini di Ruvo di Puglia con i loro prodotti tipici. Fotografia a cura di Vito Signorile, sostenitore
dell’iniziativa.


Il Duo Appunti di Viaggio di Beppe Carone e Vito Romita vi aspetta il 15 giugno alle ore 21.00 presso il castello baronale di Valenzano, per la finalissima del concorso “E cantava le canzoni, contest per Cantautori V Ed.” organizzato da L’Arcipelago – Circolo Arci Valenzano .
Sarà una grande festa per la musica d’autore LIVE! Quest’anno il Duo Appunti di Viaggio è in finale ed ha bisogno del sostegno e dei voti del pubblico per poter realizzare il proprio sogno.
I 4 protagonisti della finale 2019 sono: Duo Appunti Di Viaggio I Guatemala MISGA Acerbo Partecipate numerosi! Ascolterete tanta buona musica inedita.

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GIOVANNI PASCOLI : I TEMI DELLA SUA POESIA di Eduardo Terrana

GIOVANNI  PASCOLI :  I TEMI DELLA SUA POESIA

di Eduardo Terrana

La poesia di Giovanni Pascoli è segnata dalle vicende familiari, tragiche e dolorose e dalle deludenti esperienze di vita del poeta.  Pascoli vive un’infanzia spensierata,in una casa spaziosa della tenuta “La Torre” dei principi Torlonia, di cui il padre è amministratore.  All’età di 12 anni, però, perde il padre, assassinato da un  ignoto,che non sarà mai individuato. Negli anni successivi si aggiungono altri lutti familiari:

la sorella, la madre e due fratelli. 

 La morte della madre segna un’ombra di dolore incancellabile nell’animo del poeta, che la considera la tragedia maggiore, perché viene meno il nucleo familiare: il “nido”.

Questa precoce esperienza di dolore e di morte sconvolge l’anima del poeta e segna il crollo di un mondo d’innocenza e di infanzia serena a cui sempre il Pascoli aspirerà con immutata nostalgia. D’ora in poi il suo proposito sarà sempre di riformare il nido familiare originario. 

Alle tragedie familiari si sommeranno altre profonde delusioni che arriveranno al poeta  dal  fallimento dei miti del suo tempo: il mito del progresso tecnico e sociale del genere umano, che aveva generato  speranze ed entusiasmi di miglioramento; il mito della scienza liberatrice di ogni male e di ogni dolore.

 Tutto ciò concorre a generare nell’animo e nella mente del Pascoli una nuova stagione di tristezza esistenziale del vivere e  di angoscia profonda.

Le pagine poetiche si fanno espressione di vera e propria paura per i tempi nuovi che si annunziano: per il disastro che sta per cogliere il genere umano; per le enormi e mostruose metropoli che stanno sorgendo, viste come strumenti e sedi della schiavitù dell’uomo; per la scienza , che è alla base di tutto questo e che non ha dato né la felicità né la liberazione dell’uomo dal male e dalle fatiche.

Pascoli matura allora: il sentimento doloroso della vita, la certezza che la sofferenza è  alla radice del nostro vivere e che il male è prodotto degli uomini che complicano con la miseria dei loro contrasti la scena oscura e dolorosa del mondo.

Concretizza, quindi, il suo rifiuto della realtà e della ragione, della storia e della scienza, del progresso tecnico e scientifico, in un ripiegamento intimistico che assume la forma della fuga nell’infanzia,  del desiderio del rifugio piccolo, ma sicuro, nella casa = nido, dove sentirsi  isolato ma tranquillo rispetto ad una realtà che non capisce e quindi teme, ed in cui si fa anche forte il vagheggiamento della campagna e delle umili cose,  scenario sul quale proiettare inquietudini e smarrimenti.

Deriva da ciò  un’ immagine del Pascoli di poeta solitario, che manifesta il suo totale rifiuto  della condizione adulta e  della vita di relazione al di fuori del caldo e protettivo “nido familiare”; che regredisce a forme di emotività e sensibilità infantili, che si pongono in antitesi con la visione matura della realtà; immerso nella campagna vasta e silenziosa,  ed inteso a descrivere le rivelazioni delle cose,  da cui  scaturiscono i vari simboli che ricorrono nella sua poesia, che si indirizza in un’unica direzione: la scoperta dell’infanzia.

Il poeta, in Pascoli,  coincide con il “ Fanciullino” che è dentro di noi e che  permane  dentro di noi  anche quando dall’infanzia siamo cronologicamente lontani, l’età veramente poetica è, quindi,  quella infantile.

Questo “Fanciullino”,  alla luce sogna cose mai viste, parla con le cose della natura:  bestie,  alberi, sassi, nuvole, stelle, e riesce a cogliere la loro musica;  vede “ tutto con  meraviglia”, come fosse  la prima volta,  e scopre la poesia che c’è nelle cose.  Il poeta, pertanto,  non ha bisogno di creare nulla di nuovo; ha solo bisogno di scoprire  il  particolare  poetico che già c’è in natura,  ma   questo lo può fare solo se  è capace di guardare  alle cose con occhi  puri, come se le vedesse per la prima volta,  proprio con il modo di guardare del “Fanciullino”, e quindi il poeta  è colui che sa dare voce a questo “Fanciullino”, che ne usa le qualità per il bene di tutti gli uomini.

Il poeta  deve solo ricordare e ripetere le impressioni che provò da bambino, e la poesia gli serve solo per  dare ad ogni cosa il suo nome, come fanno i bambini.

L’atteggiamento puro del “Fanciullino” permette, allora,  al poeta di penetrare nel mistero della realtà, colto non attraverso la logica ma attraverso l’intuizione ed espresso con linguaggio non razionale.

 In tal senso la poetica del “Fanciullino” trova, oltre alla “analogia”,  un suo necessario strumento nel “simbolo” utilizzato  come metodo di scoperta della poesia della realtà e del  mistero insondabile che  circonda la vita degli esseri e del cosmo. La funzione del simbolo è proprio quella di far comprendere il significato delle cose nella realtà,  attraverso collegamenti apparentemente logici fra oggetti diversi oppure cogliendone

l’affinità associando colori, profumi, suoni o parole scelte  non secondo il loro significato concreto ed oggettivo, ma per le suggestioni che sono in grado di  evocare.

Ne consegue una costruzione poetica non regolata dall’intelletto e dalla morale, ma da un tumulto di impressioni, di sensazioni, di parole , sapientemente calcolati.

Tutta la poesia del Pascoli tende al simbolo per esprimere quelle verità di carattere generale sul senso dell’esistenza umana che non la scienza ma solo l’intuizione, lo sguardo senza pregiudizi e disinteressato del “Fanciullino”, può raggiungere. Ecco  allora che:  il “cuculo”, uccello che non si crea il suo nido, ma che occupa il nido degli altri, simboleggia l’immagine dell’assassino del padre; “l’aratro dimenticato” in mezzo

al campo  diventa il corrispettivo di una vita solitaria, di uno stato d’animo pervaso di malinconia e di tristezza;  “l’albero spoglio e contorto” diventa il simbolo dell’angoscia  dell’uomo; “i fiori” diventano il simbolo della solitudine, della incomunicabilità dell’esistenza umana; “l’ala bianca di un gabbiano” diventa il simbolo che rappresenta la famiglia e la sua capacità di proteggere l’uomo dal male e dalle angosce esterne; la “siepe” simboleggia il desiderio del Pascoli ad una vita indipendente dall’esterno; il  “campo santo”  simboleggia la  presenza costante dei morti, sempre presenti  nella vita del Pascoli,   che, continuamente, ritornano confondendosi con i vivi. Ma è “il nido” il simbolo più rappresentativo della poesia del Pascoli. Il “nido vuoto” diventa il simbolo della casa vuota dalle presenze familiari, il luogo che lo preserva dalla vita violenta e

difficile da affrontare e dove trovare tranquillità e serenità. Rappresenta il luogo degli affetti e il rifugio sicuro  contro la cattiveria umana;  ma soprattutto rappresenta  la  purezza,  la bontà, il candore e l’innocenza dell’infanzia, ovvero il nido non disfatto, la  famiglia prima dell’uccisione del padre, prima dell’intervento brutale degli uomini e  della storia che disarticola quel legame naturale.

Il nido però è anche il simbolo del riparo offerto dalla natura contro la violenza della  storia, pertanto è legato al polo positivo della campagna e della serena semplicità della  vita contadina,  contrapposto alla vita traumatica della città, dove gli uomini si  riuniscono solo per farsi del male. Questi simboli  assumono la particolare connotazione

di esprimere e soddisfare il bisogno di sicurezza e di protezione dall’esterno che alberga nell’animo e nella mente del Pascoli e lo riportano a un mondo chiuso, ricco di affetti  tranquilli, capace di offrire un rifugio dal caos e dalla violenza del mondo esterno, da lui desiderato. A questi simboli  il poeta circoscrive tutta quanta la sua esistenza.

Della poetica del Pascoli colpiscono tante cose: la genuinità e la purezza della sua  poesia che guarda al “Fanciullino” ed invita alla fratellanza ed all’amore universale; la sua riscoperta dell’infanzia, sentita come candore, bontà, confidente rapporto col mondo; i suoi sentimenti verso la famiglia e  la sua affettuosa partecipazione ad essa;  il suo rispetto della natura e  la sua totale adesione ad essa; l’amore per la vita della campagna; la realistica rappresentazione dell’ambiente contadino e le cose umili, che

divengono come un rifugio dall’ansia della morte, presenza continua nella vita del poeta; il suo ideale umanitario di pace; il suo essere scevro da ogni discriminazione  verso la persona, così come in natura non fa differenza tra animali e cose: il fiore, l’ape,  lo stelo, l’albero, tutti riflettono il mistero e il miracolo dell’esistenza, che il poeta cerca di guardare con gli occhi e lo stupore del “Fanciullino”, quasi che la poesia fosse ogni  volta una prima scoperta del mondo.

Questi motivi si trovano un po’ dovunque in tutte le opere del Pascoli.  Ma colpisce in particolare quanto si legge  in  “Odi ed Inni”, dedicata dal poeta ai giovani, ai quali,  nella prefazione, si rivolge: “affinché non accettano le divisioni e gli schematismi, ogni gretta separazione del bene e del male, del giusto dall’ingiusto; perché s’avvedano come facilmente si possa vivere  ossessi dal demone della cupidigia e della rivalità   e  non essere allora uomini di pace; perché sappiano che dubitare, indagare, provare, non significa essere privi d’alcuna fede.”

Queste parole  esprimono un forte impegno morale da cui traspare evidente integrità e purezza d’intenti e sono da leggere, in chiave moderna, da parte dei giovani, come un invito a vivere la loro vita nel rispetto di principi e valori, in onestà di pensiero  e coerenza d’azione,  avendo sempre rispetto di sé e degli altri, e, mai disdegnando il dubbio, tendere sempre alla ricerca della verità.                     

Conferenziere Internazionale su Diritti Umani e Pace


MERCOLEDI’ 12 GIUGNO 2019 Prima Pagina – La stampa Nazionale e Estera

MERCOLEDI’ 12 GIUGNO 2019
Prima Pagina –

La stampa Nazionale e Estera

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RASSEGNA QUOTIDIANI A CURA DI
CRESCENZA CARADONNA

L’autismo come si riconosce

L’autismo è una condizione di disordine neuropsichico che coinvolge molteplici aspetti dello sviluppo emotivo, sociale e intellettivo di chi ne viene colpito. Il soggetto autistico ha comportamenti ripetitivi e maniacali, difetta di capacità empatica, tende all’isolamento, manifesta ritardi nell’apprendimento. Prova sentimenti ed emozioni come tutti, ma non riesce ad esprimerli, a riconoscerli negli altri, e a comunicarli.

Detto questo, bisogna subito chiarire che oggi, piuttosto che parlare di autismo in generale, si preferisce utilizzare la definizione di Disturbi dello Spettro Autistico (ASD), che accorpa tutta una serie di eterogenei disordini neuropsichici con sintomatologie molto diverse tra di loro e di livelli di gravità differenti, tuttavia riconducibili allo stesso “ceppo”. Tra questi:

  • Sindrome di Asperger
  • Sindrome di Heller (disordine disintegrativo infantile o CDD)
  • Disturbo pervasivo dello sviluppo (PDD)

L’incidenza dei disturbi dello spettro autistico è in aumento – o meglio, sono in aumento le diagnosi precoci rispetto al passato – e si stima colpiscano circa 10 nuovi nati ogni 10mila. Vediamo quali sono i sintomi più comuni che interessano in modo più o meno accentuato e trasversale i diverti tipi di autismo.

’autismo (ASD), è un disordine ad ampio spettro.

Cosa significa? Che due soggetti con la stessa diagnosi possono manifestare sintomi molto diversi tra di loro. Questo, tuttavia, non impedisce di individuare alcuni tratti caratteristici di questa variegata malattia neuropsichica che interessano diverse aree dello sviluppo, e che si manifestano tipicamente prima del compimento dei 3 anni di vita del bambino. Vediamoli tutti.

Difetti nell’acquisizione delle abilità sociali e comunicative

Sono i sintomi più peculiari associati all’autismo, e includono segnali specifici che il bambino invia e che vanno immediatamente rilevati in quanto del tutto atipici rispetto ai comportamenti standard dei coetanei “sani”. Fate attenzione se:

  • Il bambino non risponde se interpellato con il suo nome, o non bada se gli parlate
  • Rifiuta le coccole e gli abbracci, preferisce stare e giocare da solo
  • Rifugge il contatto visivo e la sua mimica facciale appare ridotta al minimo
  • Ritarda nell’acquisizione del linguaggio,
    e anche quando apprende questa abilità, non la usa. Talvolta si
    presenta un regresso, e il bambino smette di usare anche quelle parole
    che aveva imparato in precedenza
  • Non è in grado di iniziare o sostenere una conversazione, anche minima, o si limita a ripetere ciò che dite voi anche senza comprenderne il significato
  • Parla in maniera “robotica”, con un tono falsato, in modo ripetitivo e meccanico
  • Sembra non comprendere semplici comandi o domande
  • Sembra disinteressato a manifestare le sue emozioni e a comprendere quelle altrui (inclusi pianto, paura, rabbia, gioia)
  • Reagisce agli approcci altrui in modo passivo o aggressivo-distruttivo
  • Non sembra apparentemente in grado di interpretare il linguaggio non verbale, come le espressioni facciali (inclusi riso e sorrisi) o i movimenti del corpo

Schemi di comportamento

I soggetti autistici fin dalla tenera età si identificano con comportamenti singolari, diversi da quelli degli altri bambini. In genere sono automatismi, tic, gesti compulsivi e ripetitivi che perdurano fino all’età adulta. Vediamo i più comuni e facili da identificare:

  • Movimenti ripetitivi come dondolamenti del corpo battere delle mani
  • Comportamenti autolesionistici come lo sbattere la testa al muro o mordersi le mani
  • Messa in atto di comportamenti rutinari o piccoli rituali che se disturbati possono provocare vere e proprie crisi di rabbia esplosiva
  • Peculiare attrazione verso particolari insignificanti di oggetti o luoghi, ma totale disinteresse per l’”intero”, come se il bambino non ne comprendesse la natura o l’uso
  • Singolare ed eccezionale sensibilità alle luci, ai suoni (specie improvvisi) e al contatto fisico
  • Disinteresse verso giochi di ruolo o imitativi
  • Preferenze specifiche e spiccate per i cibi in base a caratteristiche indipendenti dal gusto, come la forma o il colore

Questa sintomatologia con il passare degli anni può accentuarsi o – al contrario – tendere a normalizzarsi, ma questo dipende sia dalla gravità della forma autistica, che dalla tempestività della diagnosi e del trattamento terapeutico conseguente. Alcune forme di autismo, tipicamente la sindrome di Asperger, non impediscono una vita “normale” e, anzi, in molti casi chi ne sia colpito manifesta attitudine brillante allo studio e notevoli capacità intellettive. Con le necessarie terapie è altresì possibile costruirsi una rete di relazioni e di affetti duraturi e appaganti.

Cause e Fattori di rischio

Le cause che concorrono allo sviluppo dei disordini dello spettro autistico non sono del tutto chiare, ma ormai gli specialisti sono abbastanza concordi nel ritenere che all’origine ci sia una combinazione di cause genetiche e ambientali. Vediamo nello specifico:

  • Cause genetiche: i
    geni coinvolti nei disturbi dello spettro autistico sono molti, inoltre
    in alcuni bambini tali mutazioni genetiche sono associate a difetti
    cromosomici come la Sindrome da X fragile o la sindrome di Rett. Inoltre
    sembra che alcuni geni coinvolti “mutino” dopo la nascita, mentre altri
    deficit siano ereditari o si manifestino in fase intrauterina.
  • Fattori ambientali: anche in questo caso, sono davvero tantissimi e tutti in fase di accertamento. Durante la gravidanza
    madre e feto potrebbero essere stati esposti a virus, inquinamento
    chimico o di altra sostanza tossica, ma anche lo smog dell’aria (nelle
    zone a particolare concentrazione di polveri sottili) potrebbe avere una
    sua “colpa”. Secondo alcuni studi febbri prolungate e infezioni curate
    con antibiotici durante la gravidanza potrebbero in qualche caso
    aumentare il rischio che il bambino sviluppi una forma di autismo dopo
    la nascita.

Oltre alle cause specifiche, che come abbiamo visto sono ancora controverse, ci sono diversi fattori di rischio che sono ormai considerati come sicuramente coinvolti nella incidenza dei casi di autismo nel mondo. Tali fattori sono:

  • Sesso maschile: i bambini sono più vulnerabili ai disordini dello spettro autistico rispetto alle bambine.
  • Familiarità:
    aumentano i rischi per i bimbi che nascano in famiglie in cui si siano
    manifestati casi di malattie psichiche come schizofrenia o disturbo
    bipolare della personalità.
  • Genitori anziani:
    come sempre quando si parla di mutazioni genetiche, sembra che incida
    proprio l’età dei genitori, e in particolare – per quanto riguarda
    l’autismo – del padre. Più è anziano, maggiori sono i rischi.
  • Prematurità: i bimbi
    che nascano molto prematuramente rispetto al termine naturale della
    gravidanza sono più a rischio di sviluppare disturbi dello spettro
    autistico rispetto agli altri.

Diagnosi e terapie

Quanto prima si giunge ad una diagnosi di autismo, tanto più efficace sarà la terapia perché si potrà iniziare a trattare il bambino nel modo più corretto per il suo specifico disturbo. A tal riguardo, come abbiamo visto è particolarmente importante che i genitori o chi per loro, osservino i comportamenti del piccolo dalla nascita ai 3 anni (l’età in cui i disturbi iniziano a manifestarsi), per individuare le anomalie che corrispondono ai sintomi più tipici delle diverse forme di autismo e che devono portare ad una visita neurologica specialistica. Il bambino verrà quindi sottoposto a test accurati che sono in grado di rilevare ritardi cognitivi, nell’apprendimento del linguaggio e nelle abilità sociali anche prima dei 2 anni di età. A questi test di solito si associano anche analisi genetiche per una conferma più robusta della diagnosi. Una volta giunti a quest’ultima, quali sono i passi da fare? Per prima cosa, va detto che purtroppo la maggior parte dei disturbi dello spettro autistico non trattati opportunamente, possono determinare conseguenze irrecuperabili nello sviluppo del bambino e poi dell’adulto, tra cui:

  • Impossibilità di completare un percorso scolastico
  • Difficoltà nel trovare una professione compatibile con la propria disabilità
  • Isolamento sociale
  • Impossibilità a raggiungere l’autonomia e vivere una vita indipendente
  • Rischio di essere vittima di bullismo
  • Difficile vita di relazione e familiare

Per ridurre al minimo queste conseguenze, e per offrire al bambino autistico una concreta speranza di condurre un’esistenza quanto più “normale” possibile, si possono percorrere molte strade, e in genere i risultati non tardano ad arrivare. Con un approccio multidisciplinare è possibile fornire al bambino gli strumenti per capire e gestire al meglio la propria disabilità. Le terapie offerte sono di tipo psicologico e comportamentale, di tipo prettamente cognitivo, e solo in minima parte farmacologo. Attualmente si punta molto anche sullo sport, sull’arte terapia e sulla pet therapy (terapia con gli animali), che sembra sortire effetti sorprendenti. È molto importante che tutta la famiglia sia coinvolta nel percorso terapeutico del bambino, perché essa costituisce la prima rete di supporto e di apprendimento, e l’affetto non è sufficiente ad aiutare chi sia portatore di questo tipo di disabilità. Anche genitori, ed eventuali fratelli o sorelle vanno guidati a relazionarsi con il soggetto autistico nel modo più corretto per aiutarlo a migliorare le proprie abilità sociali e cognitive.

Vaccini e autismo

Il possibile legame tra insorgenza dell’autismo e vaccini (di alcun tipo), è stato uno degli argomenti di maggior dibattito sociale che ha generato allarmismo del tutto ingiustificato e un altrettanto ingiustificato (nonché pericoloso) terrore di sottoporre i propri figli alle vaccinazioni obbligatorie o facoltative.

Lo studio da cui tutto era partito ormai decenni fa, è stato totalmente invalidato perché inconsistente sotto il profilo dei risultati e soprattutto perché ottenuto con metodi non rigorosamente scientifici.

Altri studi più recenti hanno dimostrato in modo inequivocabile la inesistente relazione tra vaccini e rischio di sviluppare disturbi dello spettro autistico. I due mondi, non si toccano, semplicemente.

DAL SITO WEB
https://www.doveecomemicuro.it/notizie/aggiornamenti/autismo