Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto

Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto

Il 14 gennaio la cerimonia. E da domenica 20 alle Iene

Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto. L’inviata e co-conduttrice delle Iene, che più volte si è occupata dell’Ilva e dei problemi ambientali della città ed è stata madrina della campagna di vendita delle magliette ‘Ie Jesche Pacce Pe Te’ per raccogliere fondi per l’oncologia pediatrica, riceverà l’onorificenza il 14 gennaio, alle 9.30, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città. La motivazione, spiega il provvedimento del Consiglio comunale, “il grande impegno solidaristico ed altruistico e la fondamentale attività svolta dalla inviata e co-conduttrice del programma Le Iene a sostegno del reparto di pediatria oncologica dell’Ospedale SS. Annunziata”. Il 15 gennaio alle 15 Toffa incontrerà il pubblico a Taranto, in occasione dell’uscita del suo libro Fiorire d’inverno (Mondadori), nella sala teatro della parrocchia Gesù Divin Lavoratore.
Dal 20 gennaio tornerà poi alla guida delle Iene (sempre affiancata, a rotazione, da Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani) in prime time su Italia 1 (ANSA)

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Nadia Toffa cittadina onoraria di Taranto

CALENDARIO SAGGIO 9 GENNAIO Mercoledì 2019

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9 GENNAIO Mercoledì 2019



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9 GENNAIO MERCOLEDÌ 2019


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‘Suzanne’ il romanzo della salentina Lara Savoia 

‘Suzanne’ il romanzo della salentina Lara Savoia

“L’amore era una lettera trovata / nel tronco di un olivo; l’amicizia / il capello spaccato in due, soffiato / nel vento; e la morte / il dente che si serba per il giorno / del Giudizio…” il poeta Vittorio Bodini, salentino anche lui di origine e di frequentazione,  aveva condensato in questi pochi versi la condizione umana nel rapporto fra amore e morte, Eros e Thánatos, una continua sfida a cui ci si presenta con armi impari ma che per un momento sentiamo di dominare. Quell’attimo, quella condizione è sublime. Ma prima occorre passare da infinite prove, quelle a cui è sottoposta  dal destino ‘Suzanne’, la protagonista del romanzo di Lara Savoia. Che non è nuova alle fatiche e ai piaceri letterari, finora sotto forma di liriche e un poema drammatico. Ho attraversato anch’io nel passato le sue composizioni, dolci, intuitive e determinate, lei sempre guardinga, in attesa, del crepuscolo, di un’alba, uno sguardo che la incontrasse, determinata e voluttuosa ne ‘I miei giochi scomposti’, del 2010, che l’ha fatta conoscere oltre i confini nazionali, molto belli e sinuosi, come lei. Poi drammaticamente provata ne ‘I versi della polvere’, un thrȇnos, un inno tragico dominato dallo sconquasso dell’Aquila, il 6 Aprile 2009, innervato sull’Apocalisse di Giovanni, Il ‘Paradiso perduto’ di Milton e ‘La terra desolata’ di Eliot. In questo romanzo l’autrice cambia apparentemente registro. Le interessa tracciare le vicende personali e familiari di una giovane donna, intrecciate al suo percorso vitale, allo sviluppo del suo carattere, che vuol farsi da sé. Figlia d’arte, non accetta le imposizioni del padre, grande musicista, perché vuole scoprire le sue inclinazioni e suggere il midollo della vita. Un romanzo di formazione, dunque. Che ha dei precedenti illustri per affinità nella ‘Héloïse’ di Rousseau o per la ricerca delle virtù e alla moralità da contrapporre ai vizi nella  ‘Justine’ di de Sade. La vita di Suzanne scorre sulle note musicali celestiali e come tali premio alla conquista della perfezione attraverso le prove che si abbattono sulla sua vita. Da Milano a Salve, nel Salento, da London a L’Aquila, infine a San Pietroburgo: questi diventano i luoghi della sua inchiesta. L’errare, alla ricerca del padre e soprattutto dell’amore, dei begli occhi di cui si è innamorata una sera quando da un anfratto, in cui si era rifugiata, ha osservato spaurita il mondo. Le ‘Lezioni di piano’, come il bellissimo film del 1993 scritto e diretto da Jane Campion, sono l’elemento controverso da cui dipende la sua rinuncia alla vita o il suo abbraccio amoroso passionale. La musica domina sempre e comunque le pagine del romanzo di Lara Savoia, accanto alle amicizie, che consolano rispetto all’incomprensione dei colpi drammatici che assesta la fortuna. Suzanne non arretra. Sa che avanzare costa fatica e confida nell’amore. Va alla sua ricerca, lo trova, lo perde, ritrova alla fine il senso di tutto in un abbraccio liberatorio che comprende il mondo e soprattutto la sua essenza di giovane donna desiderosa di amare. Lara Savoia, Suzanne, Il Raggio Verde, Lecce, 2018, pp. 243, € 15,00.

Poggiardo, 07/01/2018

                                                                                        PAOLO RAUSA


‘Suzanne’ il romanzo della salentina Lara Savoia 

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Oggi 8 gennaio sciopero dei giornalisti del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.

Oggi 8 gennaio sciopero dei giornalisti del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.

La redazione ha deciso di incrociare le braccia a causa dell’assenza di risposte da parte degli amministratori giudiziari dal tribunale di Catania, al mancato pagamento delle retribuzioni. Il #quotidiano è infatti è stato affidato al Tribunale in seguito al sequestro al suo editore, Mario Ciancio Sanfilippo. Lo sciopero, che si ripeterà per 10 giorni, è stato proclamato dai #giornalisti al termine di un’assemblea di redazione che si è protratta per tutta la giornata odierna.
Il giornale non uscirà in edicola. Il comitato di redazione aveva chiesto al direttore responsabile della testata, Giuseppe De Tomaso, la pubblicazione di un comunicato sindacale all’interno di una pagina bianca per la giornata di domani al fine di informare i lettori sulla drammatica situazione che stanno vivendo i giornalisti della Gazzetta. Richiesta a cui non è seguita alcuna risposta, motivo per cui il comitato di redazione ha notificato il primo giorno di sciopero. “Sciopero che verrà reiterato – spiegano – fino a quando non sarà garantito ai giornalisti la possibilità di far sentire la propria voce nel rispetto di un sacrosanto diritto sancito dal Contratto nazionale di #Lavoro giornalistico”.
NOTIZIE DAL WEB

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Cresy Crescenza Caradonna

IL RUMORE UCCIDE di EduardoTerrana

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IL RUMORE UCCIDE

Articolo di Eduardo Terrana

L’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) considera la contaminazione acustica un problema ecologico e di salute pubblica, alla stregua dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Viene rilevato che il rumore produce un’azione tossica sulla persona e sulla collettività, e pertanto :

“ Se in breve volgere di tempo l’uomo non riuscirà ad isolarsi, a riposare, per disinquinare il proprio udito dai rumori, la funzione uditiva dei nostri figli e dei nostri nipoti sarà abnormemente ridotta anche in età relativamente giovane, tanto che determinati suoni o musiche potranno a loro non giungere più”.

Tali previsioni oltremodo realistiche trovano fondamento nei fatti che  si verificano  tutti i giorni nelle nostre città, che sempre più prese dalla “civiltà dei rumori”, sono ormai degli autentici inferni sonori.

Si è ormai prossimi al livello di guardia.

Il valore di 120 decibel  costituisce il limite oltre il quale può essere leso in modo irrimediabile l’orecchio, e comunque costituisce la soglia del dolore.

Se si considera che l’udibilità inizia a zero decibel, che a 19 decibel corrisponde il frusciare delle foglie nel bosco, che  a 60 decibel il tono elevato o alterato  della voce umana  già disturba alquanto, che a 80 decibel il rumore dei tram agli incroci, già si fa pesante e può essere deleterio per l’udito se protratto per lungo tempo,  e che i 90 decibel prodotti all’interno di una officina meccanica è già insopportabile, si può comprendere quanto sia dannoso una intensità di suono amplificato a 120 decibel prodotto in una sala di discoteca , che può danneggiare, in modo transitorio o permanente,  la funzione uditiva del 30-50%.

Come non soffermarsi a riflettere allora sui risultati acquisiti  da vari  istituti di fisiologia di diversi stati che hanno accertato che un rumore di 110 decibel  prodotto per un secondo toglie a un individuo la capacità di decisione per mezzo minuto , e che rumori dell’intensità di 115 decibel, agenti per qualche minuto sul cervello umano, producono un elettroencefalogramma simile a quello di un epilettico?

Come restare insensibili e inattivi di fronte alle rivelazioni della scienza che,  nel mentre ci ammonisce che il rumore non intacca solamente l’udito ma disturba anche fortemente l’intero organismo ed in modo determinante il sistema nervoso, ci pone davanti gli effetti di avvelenamento prodotti dal rumore: l’astenia, la debolezza, l’insonnia, la depressione, l’inquietudine?

Il rumore inoltre contribuisce alla ipertensione, predispone alle malattie cardio-circolatorie e gastrointestinali, nonché all’insorgere dell’ulcera.

Il rumore è causa altresì di perdita di memoria e riduce la prontezza dei riflessi.

Il rumore prodotto da: ululati di sirene, stridore di freni, sferragliare di tram e treni, rimbombare di aerei,  auto e moto, colpi di clacson sempre più nevrotici e rabbiosi, lo sbatacchiare ineducato di portiere, di bidoni della spazzatura degli appositi camion, e ancora martelli pneumatici, perforatrici, radio e televisori a tutto volume, e lo stesso vociare delle persone al telefonino,   oggi si abbatte come uno  tsunami sull’uomo e sulla collettività .

L’inquinamento acustico nelle nostre città è stimato ormai sulla media di 95 decibel, con minimi da 79-80 e massimi da 110 – 120 decibel.

 Ormai drogati dal rumore, l’uomo e la collettività sembrano essersi assuefatti  al fracasso infernale ed assordante degli ambienti urbani, al punto che sembrano manifestare paradossalmente fastidio per il silenzio, tanto da piombare, se isolati dal rumore, in una angoscia mortale.

Questo essere drogati da rumore investe allora  precise sfere di competenze quella legislativa- istituzionale in primis e quella delle amministrazioni locali, poi,  chiamati ad un ruolo legislativo e regolamentare di prevenzione che tarda a decollare, capace di avviare una adeguata campagna formativa ed informativa che dovrebbe poggiare, chiamandoli direttamente in causa, anche sulle due maggiori agenzie educative: la famiglia e la scuola .

Il rumore può uccidere! Serve un antidoto, che riduca la lunga lista di attesa di drogati da rumore e li riporti ad una dimensione di vita e di rapporto a misura d’uomo, in cui possa essere ritrovata il gusto pacato e sereno del conversare, oggi invece sempre più gridato, in famiglia come in tv, e perché possa essere ancora colta la poesia della natura, come il  frusciare delle foglie nel bosco, che diletta l’orecchio e distende l’organismo.

                                                                         Eduardo Terrano

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Attentato alla sede di Charlie Hebdo: 4 anni fa

Accadde Oggi 7 gennaio 2015 – Attentato alla sede di Charlie Hebdo 4 anni fa: alle 11,30 di mercoledì 7 gennaio 2015.

L’attentato alla sede di Charlie Hebdo è stato un attacco terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015 contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Nell’attentato, che è stato rivendicato da Al-Qāʿida nella Penisola Arabica (o Ansar al-Sharia), branca yemenitadell’organizzazione stessa, sono morte dodici persone e undici sono rimaste ferite.

Si è trattato dell’attentato terroristico col maggior numero di vittime in Francia dopo l’attentato multiplo del 13 novembre 2015 al teatro Bataclan, allo Stade de France e a tre ristoranti parigini, in cui hanno trovato la morte 130 persone, la Strage di Nizza sulla Promenade des Anglais con 87 morti e 302 feriti e l’attentato a Vitry-Le-François del 18 giugno 1961 per opera dell’Organisation armée secrète durante la guerra d’Algeria, che causò 28 morti.

Dopo il primo attentato, il 9 gennaio un complice degli attentatori si è barricato in uno dei supermercati della catena kosherHypercacher a Porte de Vincennes, prendendo alcuni ostaggi e uccidendo quattro persone. Durante gli eventi seguenti all’attentato sono morte in totale otto persone: i due responsabili, il complice di Porte de Vincennes, quattro ostaggi di quest’ultimo e una poliziotta, portando così il totale a venti morti.

Another masterpiece being created at Mumbai

This is so beatutiful
Dr.DipanKar Roy

Dr.Dipankar Roy


The work of Dr.Dipankar Roy


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Rassegna stampa del 7 gennaio: i quotidiani

Gazzetta del Mezzogiorno
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Rassegna stampa del 7 gennaio: le prime pagine dei quotidiani


Cronaca, politica, attualità e sport. Viaggio tra le prime pagine dei quotidiani italiani in edicola oggi, lunedì 7 gennaio 2019. Sfoglia la gallery di Anteprima 24.

QUOTIDIANI IN EDICOLA

Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea III ed. – 2018 LUCIUS ANNAEUS SENECA

Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea
III edizione – 2018 LUCIUS ANNAEUS SENECA

Il Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea Lucius Annaes Seneca volto alla significazione e alla valorizzazione delle espressioni creative dell’umano e apre alla partecipazione di opere in poesia e narrativa, edite o inedite.

Appare evidente che la decadenza dei valori di pensiero del periodo storico attuale necessita con urgenza che l’uomo riacquisti la proprio umanità, che il pensiero si faccia storia attraverso il colloquio con l’Arte di cui la Poesia è la voce universale. Il Premio Letterario ha la sua ragione nel dare il suo contributo attraverso la sensibilità e la libertà intellettuale di autori, italiani o stranieri, che desiderino confrontarsi su diversi percorsi letterari, con lo scopo di stimolare e valorizzare la propria creatività.

Grande è stata la fortuna di Seneca, come filosofo, per la suggestione del suo discorso sull’uomo, sulla sua fragilità e sulla sua grandezza; sui temi del suo rapporto con gli altri e davanti alla morte, trattati con una sensibilità così intensa, così “moderna”, da colpire fortemente il lettore medievale e, ancor più, quello moderno. Il pensiero di Seneca sulla vita insiste sul senso della fugacità del tempo, che va accentuandosi sempre più col trascorrere degli anni, della precarietà dell’esistenza individuale: tutto è travolto, come in una corsa vertiginosa, noi siamo impegnati in una fuga incessante. Seneca, il moralista, il politico, espertissimo del mondo, vede gli uomini del suo tempo, gli uomini, potremmo dire, di ogni tempo: come creature deboli, ignare, vittime di continue, tenaci, invincibili illusioni, dovute agli impulsi irrazionali, da cui si lasciano dominare. La via per la salvezza e la felicità è una sola: quella che si percorre frenando le passioni sconvolgenti, portando ordine nel proprio animo mediante la ragione. Non a caso, la sua produzione è un classico della letteratura universale, in quanto è diventata un modello di riferimento e di imitazione.

Da qui la scelta di Seneca quale personaggio a cui è stato dedicato il premio, nata dall’esigenza di fare riflettere i concorrenti su temi fondanti della vita, o che almeno dovrebbero essere tali, imperativi imprescindibili nel percorso di vita di ciascun essere umano, ossia la capacità di distinguere tra lecito e illecito, tra ordine e disordine, tra giustizia e ingiustizia, tra giusto e sbagliato, tra ciò per cui vale la pena vivere e ciò che dà l’impressione di aiutare a vivere mentre a poco a poco, silente, priva della vita stessa.

Senza la filosofia l’anima è malata; anche il corpo, se pure è in forze, è sano come può esserlo quello di un pazzo o di un forsennato. Perciò, se vorrai star bene, cura soprattutto la salute dell’anima, e poi quella del corpo. (L.A. Seneca)

BANDO PREMIO
SU:

Iniziative per la promozione della cultura e per lo sviluppo sociale

http://www.oceanonellanima.it/oceano/index.php?fbclid=IwAR2rs5l2yeNmNPoVd_0psBU3aF5rMuSSA-wgbCIXnebJJcQ3ZHn_z72He10

Carta Etica del Premio Seneca

Il Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea Lucius Annaeus Seneca si ispira a rigorosi valori etici e culturali finalizzati alla tutela degli autori, facendosi interprete di un rinnovato spirito culturale, morale e civile.

E’ un’iniziativa concorsuale regolata dal un bando concorsuale pubblico. Tutte le attività inerenti lo svolgimento del Premio, ad esso riconducibili direttamente o indirettamente, sono disciplinate dai criteri di trasparenza e buona fede. Il Premio tutela la legalità e si adopera per il regolare svolgimento delle norme concorsuali.

Il Premio Seneca è libero e indipendente, e riconosce e garantisce pari dignità di tutti gli autori, nessuno escluso, dinanzi le norme del regolamento. Il Premio garantisce, altresì, la più totale imparzialità di giudizio nell’ambito della competizione letteraria posta in essere.

Il Premio Seneca promuove il merito relativo all’oggetto letterario, la capacità individuale di ciascun autore, il valore e l’originalità creativa dei componimenti.