Presentazione del romanzo autobiografico del maestro Angelo Inglese di Paola Copertino


Presentazione del romanzo autobiografico del maestro Angelo Inglese

Microstoria e macrostoria nel volume ” Si chiamerà Angelo” per festeggiare il centenario del maestro Angelo Inglese. A questa importante festa è intervenuto l’assessore alla cultura del Comune di Molfetta Sara Allegretta, nel doppio ruolo istituzionale e di musicista e tanti altri artisti.
Ci siamo fatti raccontare qualcosa in più dalla musicista Annalisa Andriani, moderatrice della serata e musicista
“Il romanzo biografico di Angelo Inglese jr su suo nonno, il noto direttore di banda, musicista e compositore Angelo Inglese è un dialogo continuo tra nonno e nipote. Uno scambio di affetti e confidenze in cui in ogni incontro il nonno parla di se’ e della sua vita. A partire dai primissimi anni da bandista fino a toccare il felicissimo periodo compositivo e didattico in Venezuela, negli anni ‘50. Queste pagine sono preziose non solo per approfondire la figura del musicista che non è solo limitata alle marce funebri ma anche per conoscere il nostro ‘900 molfettese. Attraverso la sua vita si vive la Molfetta passata. La Microstoria che con biografie minori ci fa vivere ciò che i grandi eventi storici mettono in disparte. Il romanzo merita di essere collocato in ogni libreria che si rispetti, a fianco di altri musicisti ma anche di testi storici su Molfetta.”
Grande apprezzamento all’iniziativa è stata espressa dall’Assessore Allegretta perchè costituisce un pezzo di storia molfettese. Durante la serata non poteva mancare lo spazio dedicato alla musica.

                      Paola Copertino                                                

 

 

 

 


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Serena Verga

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Serena Verga: un vero talento pugliese

 


 

SCELGO ANCORA TE

Dice di lei:

Sono una cantante e teatrante, laureata in Lettere. Scrivo articoli nella sezione cultura, musica e spettacolo e scrivo anche poesie. E mi sto per laureare in Spettacolo e Produzione Multimediale. Ho fatto un tirocinio di 6 mesi presso la Fondazione Petruzzelli a Bari e tra alcuni mesi andrò in scena con uno spettacolo a Bari e forse anche fuori regione con un regista teatrale che mi ha scelta per il suo copione.
 
Da molti anni faccio stage in giro per l’Italia e studio lo strumento Voce
Ed ho studiato in accademia teatro musical (ossia canto, danza e recitazione)

Nata il 18 luglio 1988 vive a Bari  ma è di Grottaglie un talento pugliese tutto da scoprire
(dal sul profilo fb)
-Tirocinante presso Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, Redattrice, correttrice di…

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IL CALENDARIO SAGGIO SABATO 28 LUGLIO 2018

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IL CALENDARIO SAGGIO

SABATO 28 LUGLIO 2018

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SIAMO POCO, MA NON IN MANO A DIO. Di Fra Umberto Panipucci

SIAMO POCO, MA NON IN MANO A DIO!

XVII Domenica del tempo ordinario (b)

Il Vangelo di questa settimana, oltre a rappresentare un’ anticipazione di quelle che saranno le grandi assemblee eucaristiche domenicali, ci invita a cambiare il nostro modo di pensare e vedere. Un buon cristiano deve imparare a “sperare contro ogni speranza” (Rm 4, 11). Spesso però siamo imprigionati nella ristrettezza delle nostre categorie da cui non riusciamo a svincolarci, se non attraverso lo slancio illuminato e fiducioso nella Speranza. Senza la Fede tutto appare immutabile e sterile, al contrario invece, tutto è possibile.

Commento a Giovanni 6,1-15.

+In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.+

C’è una folla stanca del male, gente che ha visto Gesù guarire, non solo il corpo, ma anche l’anima, Egli aveva inoltre autorità sui demoni, e non esitava a liberare coloro che essi opprimevano, quest’ultima non era affatto una caratteristica secondaria in quel contesto socio culturale. In un mondo dove la morte era padrona, Colui che poteva restituire la vita brillava come un faro nella notte per il popolo della Galilea, provincia povera, oppressa e marginale rispetto alla Giudea. Per questo quella gente sceglie di seguirlo anche se le sue vie sono impervie e conducono in luoghi inospitali. Non è un caso se l’evangelista fa notare la vicinanza con la Pasqua ebraica e l’attraversamento di un “mare” si trattava di un lago): questa folla, riconoscendo in Gesù un nuovo Mosè, assomiglia tanto a quello stesso Israele oppresso che cercava nutrimento la dove non ne esisteva. A volte seguire la Parola ci fa sentire soli, in un deserto dove è impossibile sfamarsi di tutti quei bisogni che caratterizzano la nostra umanità, ma chi è fedele scopre il paradosso di trovarsi in un’ inaspettata abbondanza.

+Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». +

Gesù distoglie lo sguardo dai suoi intimi e alza lo sguardo, sottolineatura che evidenzia l’attenzione e l’amore che il Maestro aveva per quella gente, che stava sfidando fame e sete perchè ancora più assetata e affamata di guarigione e speranza. Ora quella gente gli appartiene deve provvedere ad essa. Così decode mette allo scoperto il razionalismo sterile di Filippo (e, conseguentemente, degli altri apostoli) per criticarlo. La domanda fatta da Gesù, la cui risposta era, per qualsiasi uomo di “buon senso”, scontata, è la strategia pedagogica scelta per far si che dubbi, incertezze e paure venissero fuori. Era impossibile infatti trovare tutto il pane sufficiente a sfamare la folla e, se anche ci fosse stato, le loro risorse economiche non sarebbero di certo bastate. La chiusura alla Speranza “inaudita” di Filippo è un grande ostacolo alla crescita spirituale. Portata agli estremi questa condizione può condurre a una vera e propria paralisi dell’anima: la Provvidenza ha un limite, occorrono a tutti i costi i mezzi materiali necessari per operare, un atteggiamento che può essere serenamente definito come scarsità di fede.

+Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.+

Andrea fa trasparire invece un altro comportamento erroneo nei confronti della Speranza: il pessimismo. Il segnale positivo dato dalla generosità del ragazzo doveva spingerlo a essere più fiducioso. non dimentichiamo che gli apostoli sono stati testimoni di numerosi prodigi. Anche lui come Filippo mette in evidenza la scarsità di risorse e l’impossibilità materiale di far fronte alle necessità di quella gente. Ma un raggio di sole si fa strada fra le nubi di quella frustrazione: un ragazzo è disposto a mettere in gioco tutto quello che ha: il cibo che lo avrebbe tenuto in vita in quel luogo così deserto. Proprio quello spiraglio Gesù voleva che i discepoli vedessero, un’umanità capace di donare in modo gratuito e gioioso, la disponibilità di uno può tanto, anzi tutto, se questa apertura è totale nei confronti di Dio. Proprio “appoggiandosi” a questo piccolo segno, Gesù decide di compiere l’impensabile. Anche in questa circostanza la propedeutica del Cristo si serve degli esempi luminosi per edificare i discepoli. Questo giovane rappresenta proprio chi, anche di fronte a delle situazioni che appaiono irrisolvibili, decide di scommettere lo stesso e non certo in maniera risicata, ma senza badare a spese, totalmente, appunto.

+Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.+

Gli Ebrei praticanti non mangiano mai senza ringraziare Dio e Gesù conferma questa regola, anzi la fa sacra, così rende grazie al Padre per quel dono, il quale, investito dalla benedizione di Dio si moltiplica in modo prodigioso. La risposta che Dio da a chi gli si affida supera sempre le aspettative. Tutti possono mangiare a sazietà ed in modo sovrabbondante. Con gli avanzi vengono riempiti 12 canestri, numero simbolico che indica l’intero popolo d’Israele e, per estensione, tutta l’umanità, quel poco che avevano i dodici avrebbe sfamato di verità non solo Israele ma il mondo intero, dodici canestri di pane e pesce per tutta l’umanità, così poco, basteranno, ma solo se ci sarà la generosità sincera ed incondizionata di un cuore che si rende disponibile alla Grazia.

+Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.+

Il profeta, colui che viene del mondo? Quel popolo non aveva le categorie per comprendere quale modello di regalità Gesù stava per donare al mondo. L’insegnamento è stato dato, ma come spesso avviene narrato dagli stessi vangeli, non è immediatamente compreso ed assimilato, occorre del tempo, molto. Quella gente vorrebbe che Gesù diventasse re: questo implicava un colpo di stato e quindi sangue e violenza. Non è un segreto il fatto che Israele aspettasse un capo militare e una guida strategica, ma non era quello il progetto di Dio Egli non ha mai governato a quel modo e mai lo farà. Non è sul sangue delle uccisioni che verrà costruito il Regno ne con la paura di un esercito, ma sull’unico sacrificio di Cristo a cui si associa quello dei martiri. Così Gesù sale sul monte a pregare perché è in quel modo che conquisterà il suo Regno, non certo come avrebbero fatto i re che fino a quel momento il mondo aveva conosciuto.

Felice Domenica. Fra Umberto Panipucci.


B U O N A    D O M E N I C A

“Quando a Bari c’erano i tram”…

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Un favola questa antica cartolina

della città’ di Bari,

la memoria corre indietro nel tempo

quando in città

c’erano i tram

con il bigliettai…

ERA TANTO TEMPO FA

 

CAVALCAVIA CORSO CAVOUR – BARI

di Giuseppe Fiore


LUCERA il video


LUCERA

il video by Cresy Caradonna

Lucera (/luˈʧɛra/, Lucére in dialetto lucerino) è un comune italiano di 33 085 abitanti della provincia di Foggia, in Puglia. Situata su un’altura isolata, nella sezione occidentale del Tavoliere delle Puglie, alla confluenza delle valli molisane e campane, Lucera fu capoluogo della Capitanata dal 1579 fino al 1806.

Fu insieme a Brindisi uno dei capisaldi della presenza romana in Puglia, città autorizzata a battere moneta e municipio dopo la guerra sociale. Alleata di Roma contro i Sanniti, Lucera venne elevata a colonia di diritto latino. È considerata antica città dei Dauni, come la definì il geografo greco Strabone e dal 1935 le è stato attribuito il titolo di città. Inserita tra le Città Europee di Eccellenza 2007 con il progetto EDEN della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è un importante centro culturale e amministrativo della provincia di Foggia e per la sua posizione strategica nel territorio conserva l’appellativo di Chiave di Puglia. Si caratterizza per la vastità del suo territorio, che la rende il trentesimo comune d’Italia e il settimo della Puglia per estensione territoriale. Seppur estesasi considerevolmente al di fuori del vecchio nucleo, Lucera affida ancora al suo centro storico il ruolo di cuore amministrativo ed economico della città , in cui trovano spazio le principali istituzioni ed attività commerciali.

Ha una vista panoramica sulla Capitanata settentrionale, dal semicerchio delle colline subappenniniche al Gargano: da tale posizione, naturalmente forte, ha tratto origine e importanza storica.

Posta su tre colli da cui domina la piana del Tavoliere, l’antica città di Lucera è stata scenario di importanti avvenimenti storici. Qui combatterono Pirro e Annibale per contrastare l’Impero Romano, e si assistette alla guerra tra Cesare e Pompeo. Nel 1934, il poeta e instancabile viaggiatore Giuseppe Ungaretti, viaggiando tra la Puglia e la Basilicata, rimase colpito dai monumenti di Lucera e in particolare dalla cattedrale, che catturò l’occhio sensibile dello scrittore italiano.
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Cresy Crescenza Caradonna

XIX FESTA DELLA LIBERAZIONE – MOLFETTA –

 

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Comunicato stampa

 

Torna anche quest’anno puntuale come sempre la festa di Liberazione in piazza Paradiso venerdì 27 e sabato 28 luglio che  quest’anno è giunta ormai  alla XIX edizione.

Musica , gastronomia, artigianato e ovviamente la politica con uno sguardo al nazionale discutendo con Viola Carofalo portavoce nazionale di Potere Al Popolo e Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione Comunista,di come ricostruire al sinistra a partire dall’opposizione al governo giallo-verde e, al locale,discutendo di ospedale e dintorni.

Nel corso della festa sarà possibile aderire a Potere al Popolo per tornare ad essere  protagonisti del cambiamento.

Questo il programma completo della Festa:

 

27 LUGLIO

18.00 > Inaugurazione del Mercatino e della Sala Giochi Popolare 18.30 > I GIOCHI DEI NONNI – a cura della Ludoscuola BimBumBam (Terlizzi)

19.00 > “PULCINELLA E PENNACCHIONE CONTRO IL GUAPPO DEL RIONE” Spettacolo di burattini di e con Pantaleo Annese

19.30 > Dibattito “COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE POPOLARE” intervengono:

VIOLA CAROFALO (Portavoce nazionale Potere al Popolo)

MAURIZIO ACERBO (Segretario Nazionale Rifondazione Comunista)

21.30 > “MORSI D’ANGURIA” Spettacolo teatrale di Renato Curci

22.30 > LE CAPPELLE DI RINO – Rino Gaetano Cover Band live

 

28 LUGLIO

18.00 > IL GIOCO DELL’OCA DAL VIVO a cura della Ludoscuola BimBumBam

19.00 > STORIE (e) NOTE, le fiabe utili (Fiabe musicate e piccolo laboratorio)

dalle 19.00 > SCACCHI IN PIAZZA

19.30 > “L’IMPORTANTE E’ LA SALUTE”

Assemblea pubblica sulla salute e sulla qualità della vita a Molfetta

della sottoscrizione a premi

Ore 20.30 > 2ª Sagra della Parmigiana il 28 Luglio a Molfetta

Si balla in piazza con Soballera e il Gruppo Danze Folk

Ore 23.30 ESTRAZIONE DEI BIGLIETTI VINCENTI della sottoscrizione a premi



‘A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra’ di Paolo Miggiano


 

‘A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra’

di Paolo Miggiano con il contributo di Gennaro Del Prete, martedì 31 luglio ore 21 al Palazzo della Cultura di Poggiardo (Le), piazza Umberto I

 

Come nella canzone struggente di De André, ‘Una storia sbagliata’ è quella di Federico Del Prete, un venditore ambulante nella zona di Casal di Principe in Campania, area ad alta densità camorristica, descritta in ‘Gomorra’ da Roberto Saviano. Paolo Miggiano, con il contributo di  Gennaro Del Prete, figlio di Federico, ha ricostruito le sue vicende di resistenza sociale e sindacale alla malavita, ‘A testa alta’ come recita il titolo di questa biografia eroica.

Un Ettore suo malgrado Federico, consapevole della sorte preannunciata ma non per questo si è tirato indietro, pagando con la vita. ‘Roberto fuj, vattenne via di qua. Qui al Sud è impossibile vivere come un uomo’, scriveva a Saviano, a cui replicava: ‘Robbè, io vado avanti sino in fondo o è come se non avessi fatto niente.’ Federico del Prete non accettò l’illegalità e il pagamento del pizzo per la supposta protezione criminale. Perciò si oppose con i mezzi di cui disponeva: denunce alle autorità giudiziarie, a Comuni, Prefetto, Questore, Carabinieri… a tutti quelli chiamati a contrastare le angherie e i soprusi dei clan criminali, e la corruzione che alligna negli uffici comunali preposti al controllo e alle autorizzazioni.  Fondò il Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti e aprì la sede nel centro storico di Casal di Principe, dove più forte era il malaffare. Fece opera di proselitismo fra gli altri venditori ambulanti, proclamando che non era giusto assoggettarsi in silenzio alle ingiustizie. Le reazioni e le intimidazioni non si fecero attendere. Trovò alleanze nello Stato, nella Polizia  e nella Magistratura, in Raffaele Cantore pubblico ministero. Si cominciarono ad istruire i processi contro gli ‘esattori’.

La corruzione si era annidata anche nella Polizia Municipale di Mondragone. Federico denuncia fatti e persone, circostanziando gli episodi. Persino un vigile urbano si presta a riscuotere il mal tolto. E i venditori ambulanti zitti. Ma non Federico. Lo denuncia e lo fa arrestare dopo un pedinamento. Si arriva al processo ma la sera prima, nel suo ufficio, il 18 febbraio 2002, Federico viene assassinato con 5 colpi di pistola nel suo ufficio mentre era intento a compilare dei documenti. Il processo andò avanti e il vigile venne condannato! Una soddisfazione postuma. La morte drammatica gettò lo sgomento fra i figli e fece effetto sugli altri commercianti ambulanti che si rinchiusero in se stessi e non parteciparono neppure alla cerimonia funebre. A distanza di qualche anno sarà il figlio Gennaro a voler riscattare il nome del padre e a convincere Paolo Miggiano, ex elicotterista della Polizia e coordinatore delle attività della Fondazione Pol.is, un ente costituito dalla Regione Campania  per gestire i beni confiscati alla criminalità organizzata e provvedere alle loro vittime, a scrivere questo libro per rendere omaggio al sacrificio di un uomo, che si è battuto a testa alta contro la criminalità organizzata.

Un esempio da seguire! Il libro verrà presentato al Palazzo della Cultura di Poggiardo martedì 31 luglio alle ore 21, promosso dalla Associazione Culturale Orizzonte in collaborazione con il Comune di Poggiardo. Con l’autore Paolo Miggiano parteciperanno l’Assessore al Commercio Celenia Solda, Savino Montaruli di CasAmbulanti Italia e Tommaso Lezzi di Italia Ambulante. Info: 334 3774168.

 

Poggiardo, 16/07/2018

 

 

 

                                                                                                     PAOLO RAUSA


 


“L’ITALIA CHE NON C’E’ PIU’ – ITALIA DI FINE 800 INIZIO 900” – CARTOLINA DI NAPOLI ANNO 1899


“L’ITALIA CHE NON C’E’ PIU’ – ITALIA DI FINE 800 INIZIO 900”

 

 

CARTOLINA DI NAPOLI ANNO 1899 (APPENA 119 ANNI FA) dall’archivio storico custodito dalla Sezione Provinciale ANFCMA di Bari.

APPENA 119 ANNI FA) dall’archivio storico custodito dalla Sezione Provinciale ANFCMA di Bari.

a cura Fernando Anaclerio


MOSTRA: “ASTRAZIONE DAL MARE” Molfetta (Ba)

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COMUNICATO STAMPA

 

 

ASTRAZIONE DAL MARE

 

Sarà inaugurata mercoledì 1 agosto 2018 alle ore 19:00 la collettiva ASTRAZIONE DAL MARE presso la Sala dei Templari, Piazza Municipio – Molfetta (Ba) organizzata dalla galleria 54 Arte Contemporanea.

La rassegna si porrà in continuità con l’esposizione dello scorso anno e omaggerà il mare, elemento paesaggistico di grande rilevanza del nostro territorio.

Introdurrà la mostra Gaetano Mongelli, Docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Bari.

Presenti per l’occasione il Sindaco Tommaso Minervini e l’Assessore alla Cultura e Turismo Sara Allegretta.

Gli artisti in esposizione saranno:

Addamiano, Capitini, Caradonna, Fracassio, Guastamacchia, Guccione, Laurelli, lo Basso, F. Marchetti, Nuovo, Paloscia, Paulucci, Roccotelli, I. Scaringi, P. Sciancalepore, P. Spadavecchia, Spezzacatena, F. Valente, V. Valente, Valentini

 

 

SCHEDA INFORMATIVA

 

MOSTRA: “ASTRAZIONE DAL MARE”

SEDE: Sala dei Templari, Piazza Municipio, Molfetta (Ba)

INAUGURAZIONE: mercoledì 1 agosto 2018, ore 19:00

ORARI DELLA MOSTRA: tutti i giorni: 10:00 – 13:00 / 18:00 – 21:00

DURATA DELLA MOSTRA: 1 – 15 agosto 2018

INFORMAZIONI: Tel. + 39 335 7920658. Sito: www.arte54.it

E-mail: info@arte54.it

Ingresso libero